giovedì 1 marzo 2012

Be Jewish Be Happy

Il lavoro che ci aspetta durante questo mese, il Mese di Adar, è lavorare sulla felicità, e non è una cosa facile.
Se c’è un giorno in cui tutto va come avevi programmato, allora è facile essere felici!

Ma se non va così?
Come si fa?
Come si lavora sul proprio umore?

Troviamo la risposta nella Ghemarà. In Massechet Avodà Zaràh (daf 8 'amud alef) si racconta di Adam HaRishon, che come tutti sappiamo venne creato nel giorno in cui noi festeggiamo Rosh HaShanàh, il sesto giorno della Creazione dell'Universo. Egli non sapeva ancora che durante l’inverno le notti si allungano a discapito delle giornate, quindi quando vide che la giornata solare diventava sempre più corta, temette che fosse a causa del suo peccato. Così decise di digiunare sette giorni per espiare la sua colpa. Alla fine dei sette giorni capì che il rabbuio non era determinato dal suo peccato, ma dal fatto che fosse inverno. Così prese e fece otto giorni di festa.

C’è qualcosa di poco chiaro qui: Adam HaRishon digiuna per una settimana perché pensa che sia colpa sua - questo lo capisco. Ma quando capisce che ha sbagliato nel suo calcolo, che era tutto frutto della sua immaginazione ed è semplicemente così che HQB"H ha creato il mondo, allora perché festeggia 8 giorni? 

Se uno era sul serio in una disgrazia e ne esce allora festeggia per ringraziare HQB"H, ma se uno pensava di essere nella disgrazia e poi scopre che non lo era perché festeggiare?

Il mio maestro Rav Pinchas Erlangher נ"י, riportando questa Massechet, mi ha detto: 
Perché, i nostri dolori non son forse immaginari? 
C’è sul serio dolore per gli ebrei? 
Noi siamo ebrei credenti... 
credenti di ciò che c’è scritto in Berakhot (daf 60 'amud bet) כל דעביד רחמנא לטב עבידnella stessa pagina viene spiegato il significato:  'Tutto ciò che HQB'H Fa è per il bene'  כל מה שעושה הקדוש ברוך הוא הכל לטובה

Tra poco più di una settimana leggeremo la Meghillat Ester. Uno dei momenti più difficili per il popolo d’Israele nel periodo in cui si è svolta la Meghillàh è stato quando, nel capitolo 5, Ester invita il re Achashverosh e Haman HaRashà al suo banchetto per la prima volta. 
Perché il più difficile? 
Gli ebrei durante l’invito erano al terzo giorno di digiuno, però, Ester sapeva che il pentimento degli ebrei non era completo poiché confidavano in lei anzichè in HQB"H; non capivano quanto la situazione fosse grave poiché dicevano l’un l’altro: "Non dobbiamo preoccuparci troppo... Ester che è ebrea è la moglie del re, quindi intercederà per noi per annullare il decreto". Per questo motivo la regina invitò anche Haman HaRashà, per in qualche modo far pensare a tutti coloro che confidavano in lei, che lei li avesse traditi e per spingerli così a confidare solo nella salvezza di HQB'H, l’unico che può aiutarli.

È interessante notare come, il versetto più difficile per gli ebrei, è anche uno dei quali compare il nome del Signore, non in maniera esplicita, ma in maniera nascosta: infatti, la prima lettera di quattro parole consecutive nel versetto formano il Nome di HQB'H.

Come possiamo vedere: 
 ותאמר אסתר אם על המלך טוב יבוא המלך והמן היום אל המשתה אשר עשיתי לו 
E disse Ester Se al Re va bene, venga(no) il Re e Haman oggi al banchetto che ho preparato per Lui (5,4)

Questo per farci capire che nei momenti belli come quelli brutti, anche in quelli più difficili HQB'H è lì, anche se in maniera nascosta c’è, perché tutto ciò che Lui fa è per il nostro bene, anche se al momento non ce ne rendiamo conto.

Shabbath Shalom