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domenica 20 febbraio 2011

24.2. I Quattro Digiuni

HQB”H non ha disperso il popolo d’Israele tra gli altri popoli al fine di distruggerlo, poiché è stato sempre, e sempre sarà, il Suo Popolo Eletto com’è scritto ואף גם זאות בהיותם בארץ אויבהם לא מאסתים ולא גאלתים לכלותם, להפרים בריתי איתם “Veaf gam zot behiotam beEretz oivehem lo meastim velo gealtim lechalotam, lehafer beritì ittam” (Vaykrà 26,44) ~ “E nonostante sono stati nella terra dei loro nemici, Io non li ho rigettati, nè ignorati per distruggerli e per annullare il Mio patto con loro”.
La diaspora ha come scopo principale quello di sottomettere il cuore dei Benè Israel a loro Padre, e farli risvegliare per farli fare Teshuvàh. Com’è detto והבאתי אתם בארץ איביהם או־אז יכנע לבבם הערל ואז ירצו את־עונם “Veeveti otam beerez oievehem o az ikana levavam aarel veaz irzu et avonam (ivi,26,41) ~ e li poterò nella terra dei loro nemici.Allora il loro cuore si sottometterà e allora espieranno i loro peccati” . Vediamo quindi che tramite la sottomissione del cuore verranno a fare teshuvàh.
Sulla base di ciò sono stati fissati dai נביאים Neviim ~ profeti, quattro giorni nell’anno come giorni di sottomissione, per ricordare le quattro disgrazie principali che hanno segnato il Churban e tramite questi spingersi a fare teshuvàh Ciò significa: migliorare la nostra vita e tornare ad essere nuovamente il popolo della Torah, un esempio per gli altri popoli; poichè una persona non si arrende a meno che le sue forze diminuiscano – quindi è stato ordinato a noi di digiunare in questi 4 giorni per far risvegliare alla teshuvàh.

I quattro digiuni sono:
1. Il 10 di Teveth. Chiamato dai profeti צום העשירי Tzom Ha-‘Assirì ~ “digiuno del decimo” essendo il digiuno del mese di Tevet che è il decimo mese da Nissan che è il capo dei mesi. In esso è stata conquistata tutta la terra d’Israele e Yerushalaim è stata assediata.
2. 17 di Tammuz. Chiamato dai profeti il “digiuno del quarto” (il quarto mese da Nissan) in cui sono cadute le mura di Yerushalaim e la città è stata conquistata .
3. Il 9 di Av. Chiamato dai profeti il “digiuno del quinto” (quinto mese da Nissan) è stato demolito il Bet Ha-Miqdash.
4. Digiuno di Ghedaliàh. Chiamato dai profeti il “digiuno del settimo” (il settimo mese da Nissan - Tishrè), cade il terzo giorno del mese di Tishrè in cui si ricorda l’uccisione di Ghadaliàh figlio di Achikam da cui si è provocata la dispersione del resto del Popolo dalla Sua Terra. [Cfr articoli sull’argomento.]

martedì 14 dicembre 2010

Il Digiuno del 10 di Tevet

In massechet Rosh Hashanàh (18b) da un versetto in Zechariàh (5,19) i chakhamim imparano quali sono le date dei digiuni pubblici[2]; seguendo l’ordine nel versetto: il 17 di Tammuz, il 9 di Av, il 3 di Tishrè (Tzom Ghedaliàh) e il 10 di Tevet. Questi sono digiuni pubblici per tutto il popolo ebraico a causa delle disgrazie accadute in quei giorni. Tra poco avremo il 10 di Tevet. Ma perché digiuniamo?

Circostanze del digiuno del 10 di Tevet

Il giorno del 10 di Tevet abbiamo diversi eventi poco lieti da ricordare; il principale per questo digiuno è che in tale giorno il Re Nevuchadnezzar (spesso tradotto come Nabuccodonosor) ha assediato le mura di Jerushalaim תובב"א (che sia presto ricostruita e ristabilita nei nostri giorni Amen), sfociando, dopo poco più di due anni, nella distruzione del primo Beth HaMiqdash תובב"א. Oltre a questo evento, già grave di suo, abbiamo altri elementi che si aggiungono per rendere il 10 di Tevet un giorno di digiuno nel corso dei secoli.
Fondamentalmente abbiamo una regola, riportata dalla Mishnàh Beruràh (MB) 549:4 per la quale non si stabiliscono più digiuni troppo vicini tra loro per non far digiunare troppo spesso il pubblico. Questo secondo alcuni, vale anche per il digiuno del 10 di Tevet. Nello Shulchan 'Aruch (Orach Chajim 580:2) sono riportati alcuni giorni in cui sarebbe bene digiunare, anche se non c’è un digiuno pubblico fissato in essi. Tra questi troviamo l’8 e il 9 di Tevet.
Sul 9 di Tevet lo Shulchan 'Aruch dice che non è chiara esattamente l’evento per la quale si digiuna, e la MB (13) riporta che secondo alcuni in tale giorno è venuto a mancareעזרא הסופר  ‘Ezrà HaSofer ~ lo scriba ע"ה, grande capo d’Israel, che ha riportato parte del popolo in Eretz Israel dall’esilio babilonese, e che sotto la sua guida è stato ricostruito il Beth Hamiqdash, l’ultimo profeta del popolo d’Israel.

Il giorno su cui mi vorrei soffermare maggiormente è l’8 di Tevet; lo Shulchan 'Aruch riporta che la causa è la traduzione della Toràh HaQedoshàh in greco, sotto il re Talmai (solitamente identificato con Tolomeo II), che ha provocato tra le altre cose 3 giorni di oscurità nel mondo (l’8, il 9 e il 10), cosa tanto grave da essere paragonabile al vitello d’oro[3]. Il Rav “Me’am Lo’ez” la riporta[4]: il re Talmai, desideroso di approfondire i suoi studi anche su testi ebraici, ha inviato un ordine al Cohen Gadol di mandare dei saggi. Sono stati inviati per tale occasione 6 חכמים chakhamim ~ saggi per ogni tribù per un totale di 72. Al loro arrivo presso il re, dopo essere stati accolti in modo molto onorifico, ad ognuno è stata assegnata una stanza, e a sorpresa è stato rivelato loro (singolarmente) che avrebbero dovuto tradurre la Toràh in greco. Dopo 72 giorni sono riusciti a completare l’opera. Per miracolo, ogni singola copia era identica alle altre, con tanto di “correzioni” identiche. Queste “correzioni” servivano per ovviare possibili scorrette interpretazioni della Toràh HaQedoshàh. Per esempio anziché tradurre “In principio creò Eloqim il Cielo e la Terra” hanno tradotto “Eloqim creò in principio il Cielo e la Terra” per evitare che si pensasse chas veshalom che ci sia una divinità chiamata “Bereshit” ~ in principio. La ghemarà (9b) prosegue dicendo che l’unica lingua nella quale è possibile tradurre la Toràh è il greco, in base alla deduzione da un versetto, secondo alcune spiegazioni poiché il greco, similmente all’ebraico, ha parole plurivalenti. A questo punto la domanda nasce spontanea: Perché mai dovrebbe essere quindi un problema tradurre la Toràh, se abbiamo un versetto che “supporta” la traduzione in greco e che i chakhamim sono arrivati a creare traduzioni evitando possibili cattive interpretazioni? Inoltre, come può essere tanto grave da essere paragonabile al vitello d’oro? Proprio da qui possiamo comprendere. La ricezione della Toràh HaQedoshàh è stata fatta mediante il  נעשה ונשמע“Na’asèh venishmàh” il “faremo e ascolteremo” che presuppone che l’azione venga fatta nel momento debito, e che ci sia (deve esserci) un conseguente studio e approfondimento della questione, a seconda della portata del singolo; questa comprensione non deve però delimitare l’esecuzione della mizwàh in nessuna delle sue parti. L’incomprensione, se presente, dev’essere condizionata dalla nostra poca capacità nell’approfondire; solo a seguito dell’azione la motivazione potrà essere meglio comprensibile. Il vitello d’oro, in alcuni suoi aspetti, è la negazione di questo. E’ il  נשמע ונעשה“nishmàh vena’asèh” “ascolteremo e faremo” – se non comprendo come si deve (nonostante possa essere per la mia pigra incapacità di applicarmi o perché non mi siano stati impartiti gli strumenti necessari (non ho mai visto capire, tanto meno risolvere un’equazione differenziale da qualcuno che non sa eseguire una moltiplicazione)) non eseguo. Questo può portare a conseguenze disastrose: gli ebrei stessi, vedendo che Moshèh Rabbenu ע"ה non scese dal monte Sinai entro il tempo che si era calcolato, in modo erroneo, lo sostituirono con il vitello d’oro. Qui, con la traduzione della Toràh HaQedoshàh, si dà ampia possibilità a ciò. Non essendo correlata da studio della Toràh sheba’al peh (orale), non permette di comprendere a fondo, portando a creare diverse “interpretazioni”, basate semplicemente su un ragionamento, errato di partenza perché mancante di basi, ma nel suo complesso apparentemente corretto. Tali interpretazioni chas veshalom, come abbiamo visto nel corso dei secoli, possono portare alla negazione delle mizwot, o al limitamento di queste a situazioni particolari come “quando me la sento” o “solo quando arrivo a comprenderle”. Questi sono gli eventi che hanno portato al digiuno del 10 di Tevet, e ora spero sia molto più chiaro il loro significato. Possiamo, forse, Be”H trovare un nesso tra gli eventi: sono tutti inizi di degenerazione della comprensione della Toràh Haqqedoshàh in modo corretto, della profezia, del servizio nel Beth HaMiqdash. Allo stesso modo sono tutte cause che apparentemente non fanno presagire nulla di particolarmente grave, poiché in apparenza non sono questioni terribili. I chakhamim ci dicono quindi che dobbiamo digiunare, per capire che ogni azione ha delle conseguenze, ogni singola questione che affrontiamo giornalmente porta dei frutti, buoni o cattivi che siano. E a questo che dobbiamo cercare di riflettere, in particolare in questi giorni di digiuno. E’ risaputo infatti (MB 549:1) che il digiuno in sé non è il fine, ma un mezzo, per aumentare la Teshuvàh, il ritorno verso Hashem Itbarach. Avendo minimamente sfiorato la portata di questi eventi, dobbiamo anche conoscere le regole principali relative a questo digiuno che possiamo trovare tra gli altri articoli sui digiuni (etichetta digiuni)



[1] Fonti principali: Orach Chajim = OC; Mishnàh Beruràh =MB; Torat Hamo’adim =TH (7 se volume su Digiuni); Ben Ish Chai = BIC.
[2] Tranne Yom Hakippurim che è riportato direttamente nella Toràh (Vayqrà – Emor 23:26-32), mentre per il digiuno di Ester cfr. note su TH – Purim e il mese di Adar 3:1.
[3] Prima di continuare, vorrei fare notare a priori che questa non vuole chas veshalom essere una critica contro le traduzioni di testi di Toràh (che oramai purtroppo si rendono sempre più necessarie, a condizione che siano realizzate secondo la Toràh sheba’al  peh ~ orale, ora considerabile come costituita dal Talmud, poseqim, rishonim e acharonim – in sintesi definibili impropriamente come “fonti rabbiniche”). In ogni caso il discorso sarà più chiaro successivamente.
[4] In Bereshit A,33-35 è riportata in alcuni punti in modo più ampio rispetto a Meghillàh 9, basandosi su ulteriori fonti. Sarà comunque, per ragioni di spazio, parzialmente riassunta. Si consiglia vivamente l’approfondimento dell’argomento. Lo scopo che si vuole raggiungere è fornire alcuni fondamenti di conoscenza di questioni basilari.

domenica 18 luglio 2010

NOTA SU TISH’ÀH BEAV

Cinque eventi sono accaduti il nove di Av (Ta’anit 26b) tra cui la distruzione del primo e del secondo Bet Ha-Miqdash. Bisogna capire che non piangiamo solo per i peccati dei nostri padri che ne hanno causato la distruzione, ma anche perché ogni generazione in cui il Bet Ha-Miqdash non viene ricostruito è come se fosse stato distrutto in quei giorni, in particolare perché le cause che hanno portato alla distruzione non sono state sistemate, in primis la שינאת חינם Sinnat Chinnam ~ l’odio gratuito. [Cfr. introduzione al Chafetz Chayim].

ALCUNE NORME SULLA VIGILIA DEL 9 DI AV – in breve

- תחנוןTachanun. La vigilia del 9 di Av non si recita il tachanun; nel caso di Shabbat Qodesh non si recita Tzidkatechà all’ora di Minchàh (TH vol 7 6.1)
- תיקון חצותTiqqun Chatzot. C’è l’uso di recitare Tiqqun Chatzot, una serie di tefillot sulla distruzione del Bet Ha-Miqdash. Chi usa recitarlo nel periodo di Ben Ha-Metzarim di giorno lo reciti anche la vigilia di 9 beAv. Durante la notte di 9 beAv si usa recitarlo (TH 6,2). C’è chi sostiene che si recita solo la prima parte, il Tiqqun Rachel.
- Studio. C’è l’uso di non studiare già dopo חצות היום chatzot hayom ~ metà delle ore di luce studi di Qodesh che portano simchàh e limitarsi a studiare altro come il libro di Yiov, Echà e vari midrashim ad essi connessi (cfr articolo relativo), e c’è chi usa applicare quest’uso anche quando la vigilia del 9 di Av cade di Shabbat Qodesh. L’importante è che perciò non smetta di studiare (TH 6.3).
- Passeggiate. Sono vietate la vigilia del 9 di Av e tanto più il giorno stesso. Birkè Yossef (553,5); Sha’rè Teshuvàh (553,5), Kaf HaChajim Sofer (553,20), Torat Hamo’adim (6,4)
- סעודה מפסקתSeudàh Mafseqet. Il pasto precedente il digiuno deve essere fatto prima del tramonto, dopo chatzot hayom. Ha delle norme particolari (trattate in un precedente articolo). In sintesi: si mangia per terra, non più di un cibo cucinato, anche se è possibile aggiungere frutta e verdura fresca. (E’ vietato mangiare carne e bere vino già da prima). Non si sia in condizione di recitare lo Zimmun (cfr O.C. 552)
Be”H il bet Ha-Miqdash sarà ricostruito e non avremo queste norme di ristrettezza, ma il giorno di Tish’àh BeAV sarà Yom Tov.

venerdì 16 luglio 2010

BEN HA-METZARIM – lavarsi

Durante il periodo di Ben Ha-Metzarim abbiamo diverse ristrettezze allo scopo di sentire più profondamente il lutto per la mancanza del Bet Ha-Miqdash תובב"א . Tra questi divieti c’è quello di lavarsi almeno nella settimana shechal bo Tish’àh beAv, la settimana in cui cade il nove di Av, cioè da Shabbat Qodesh precedente fino al 9 di Av stesso.

Esistono vari usi per quanto riguarda da quando far cominciare il periodo di ristrettezze:
a) שבוע שחל בו תשעה באב Shavua shechal bo Tish’àh BeAv. Così dice il Rambam (Hilkhot Ta’aniot 5,6) e Maran lo riporta come seconda opinione d’uso nello Shulchan Aruch (O.C. 451,16) e così riportano vari poseqim che è il מנהג minhag ~ uso presso i sefarditi. Così riporta anche Rav David Yossef שליט"א nel Torat Hamo’adim (Ben Ha-Metzarim 5,40)
b) Da Rosh Chodesh. Così riposta Rabbenu Yossef Qaro ז”ל nello Shulchan ‘Aruch (O.C. 451,16) come prima opinione d’uso, e così dice il Ramà che è l’uso (degli ashkenaziti). Così riporta anche il Ben Ish Chai (Anno 1, Devarim 16) presso diverse comunità tra cui Bagdad יע"א.
Secondo tutte le opinioni c’è l’uso di vietare l’acqua calda, eccetto nel caso di chi lo faccia per ragioni mediche o per una partoriente, casi in cui lo scopo del lavaggio non è piacere personale ma un fine curativo. (Torat Hamo’adim Ben Ha-Metzarim 5,42).

Per quanto riguarda l’uso dell’acqua fredda ci sono diverse opinioni. Ne riporto due in particolare: il Ramà (O.C. 451,16) lo vieta e così dice anche il Ben Ish Chai (Anno 1, Devarim 16). C’è chi facilita, in particolare in Torat Ha-Mo’adim (Ben Ha-Metzarim 5,40) si facilita nei seguenti casi:
- Acqua fredda, anche con sapone.
- Per lavoratori che tornano dal lavoro pieni di sudore che se non si lavassero soffrirebbero molto, persino secondo l’uso che vieta l’uso dell’acqua fredda possono lavarsi con acqua fredda.
- Per chi è solito lavarsi ogni giorno o ogni periodo a causa di eccessivo calore che lo porta a sudare che se non si lavasse soffrirebbe, è possibile facilitare anche per chi non usa lavarsi con acqua fredda e utilizzarla.
- Chi è solito lavarsi ogni ערב שבת קודש ’Erev Shabbat Qodesh almeno viso, mani e piedi con acqua calda può facilitare anche ‘Erev Shabbat Chazon.
- Una donna a cui sia arrivato il tempo del Mikwèh fa tutti i preparativi con acqua calda persino Shavu’a she chal bo Tish’àh beAV (TH BH 5,41)
- Gli uomini che usano andare al mikwèh con frequenza in modo fisso possono andare anche durante la shavu’a shechal bo Tish’àh beAv. Il Mikwèh in tal caso deve avere acqua fredda; se non fosse possibile stare nell’acqua fredda si faccia la tevillàh nell’acqua calda (Torat Ha-Mo’adim Ben Ha-Metzarim 5,41)

domenica 27 giugno 2010

17 tammuz 5770

Digiuno del 17 di Tammuz

il digiuno inizia dall'alba fino al tramonto.
In questo digiuno è vietato mangiare da quando si va a dormire la sera precedente a meno che non si espliciti che si ha intenzione di mangiare nel caso ci si svegli prima dell'alba .
Quest'anno il digiuno capiterà il 29 giu.

Per i dettagli e le regole del digiuno vi rimandiamo a:
- Il Digiuno del 17 di Tammuz - Introduzione ( tra cui potrete trovare i Ma’asim del 17 di Tammuz)
- Norme sui Digiuni Pubblici - Chi e Quando (tra cui potrete trovare chi è tenuto a digiunare e chi invece è esente ed alcune regole)
- Norme sui Digiuni Pubblici - La Teffillàh ( in cui troverete le aggiunte e regole per quanto riguarda la Teffillàh)

domenica 20 dicembre 2009

24.4 Birkat ‘Anenu in giorno di Digiuno

Una berakhàh particolare è stata fissata da recitarsi durante i digiuni nelloשמונה עשרה Shemonàh ‘Essrèh (עמידה ‘Amidàh) che consite in una richiesta ad HQB”H che ci esaudisca nelle nostre richieste in particolare nei periodi delle nostre disgrazie e viene chiamata עננו ‘Anenu – come l’inizio della preghiera עננו ה' עננו “’Anenu Hashem ‘Anenu” ~ “Rispondici Hashem Rispondici” e chiude inברוך ... העונה לעמו ישראל בעת צרה “Baruch … ha’onèh le’ammò Israel be’et zara" – “Benedetto Tu o Signore che risponde al popolo d’Israele durante le disgrazie”
Se sono presenti al Bet Ha-Kenesset 10 persone che digiunano, il Chazan [N.d.T. chiaramente anch’esso dev’essere digiunante] nella ripetizione dell’Amidàh dice la benedizione di ‘Anenu dopo la benedizione di “Goel Israel”.
Nel caso in cui si sia dimenticato di recitarla la norma è la seguente:
- nel caso se ne fosse ricordato prima di recitare la berakhàh di עמו ישראל רופא חולה Rofè Cholè ‘Ammò Israel, lo ripete e lo dice.
- Se se ne fosse ricordato solo dopo, lo reciti senza la berakhàh conclusiva nella berakhàh di שמע קולנו Shem’à Qolenu.
- Se ancora non se ne fosse ricordato, lo reciti senza la berakhàh conclusiva alla conclusione dello Shemonà ‘essrè.
Gli altri digiunanti non dicono la berakhàh di ‘Anenu nella preghiera di Shacharit, ma solo nella preghiera di Minchàh lo dicono senza la berakhàh conclusiva. [N.d.T. dipendente dagli usi, cfr. articolo sull’argomento] Nella berakhàh di Shem’à Qolenu colui che ha dimenticato di aggiungere ‘anenu e se ne fosse ricordato solo dopo aver recitato il Nome Divino nella berakhàh “Shomea Teffilàh” lo recita senza la berakhàh conclusiva, al termine dell’’Amidà, dopo la preghiera di E-lokai Netzor prima di fare 3 passi all’indietro ad “‘ossè Shalom”.

mercoledì 9 dicembre 2009

24.3 Divieto di mangiare e bere durante Digiuni Pubblici

Questi digiuni se cadono di sabato vengono rimandati a domenica.
In tutti fuorché il 9 di Av sono vietati esclusivamente mangiare e bere. Questi digiuni iniziano dall’alba e durano fino a sera, dopo l’uscita delle stelle. A colui che si sveglia di notte è proibito mangiare e bere prima dell’alba, a meno che non dichiari esplicitamente la sera prima di coricarsi che il digiuno comincerà per lui solamente dall’alba, così da poter mangiare prima dell’alba. [N.d.T. perché solitamente una persona non si alza prima dell’alba, quindi nel momento in cui va a dormire e come se dichiarasse di iniziare il digiuno, a meno che non espliciti diversamente] Colui che sonnecchia non deve dichiarare.
Donne in gravidanza e/o che allattano a cui il digiuno provoca problemi o un malato anche se non sono in pericolo sono esonerati dai digiuni escluso il 9 di Av. [N.d.T. per maggior dettagli sull’argomento si veda il rispettivo articolo].

martedì 8 dicembre 2009

24.I digiuni:

24.1 Il Churban ~ La Distruzione (del Bet Ha-Miqdash)
Attraverso la ricezione della Toràh il popolo d’Israel è stato scelto di essere d’esempio per gli altri popoli.
Gli è stata data la Terra di Eretz Israel, adatta a permettere l’osservanza della Toràh e delle sue mizwot persino sedendosi sotto le sue vigne ed i suoi fichi con gioia e buon cuor. Com’è scritto: ויתן להם ארצות גוים וגו' בעבור ישמרו חוקיו, ותורותיו ינצרו. “Vaiten lahem arzot goim [...] ba’avur ishmeru chuqqav, vetorotav inzoru …” (Tehillim 105,44-45) ~ “E dette loro le terre delle dei popoli […] affinché osservassero le Sue Leggi e per obbedissero la Sua Torah..”.
Però il popolo d’Israele non ha mantenuto i suoi obblighi: non solo non è stato d’esempio per gli altri popoli, al contrario ha iniziato ad applicare anche tutte le strade corrotte degli altri popoli come adorare gli idoli, non seguire canoni di purità nella vita famigliare, spargimento di sangue e simili.
A causa di questi peccati è stato decretata sul popolo d’Israele il חורבן churban ~ la distruzione della sua terra e dispersione tra i popoli. Com’è detto “ חקותי געלה נפשם ואת מאסו …יען וביען במשפטי חרבה ואתכם עזרי בגוים ... והיתה יהיו ועריכם שממה ארצכם ‎‎ “Veetchem azarei bagoim …veaieta areche Shem’àma vearechem iheiu churba ..uveian umishpatai maasu vet chukotai gaala nafsham (Vaykrà 26;33,43) – e vi disperderò tra i goim e la vostra terra sarà deserta e le vostre città saranno distrutte poiché le miei giudizi e i mie leggi avete rigettato ”
Il Churban viene suddivisa in 4 disastri principali:
1. La conquista di tutta Eretz Israel e l’assedio di ירושלים Yerushalaim ~ Yerushalaim תובב"א .
2. La caduta delle mura di Yerushalaim תובב"א
3. Il חורבן Churban ~ La distruzione del Bet Ha-Miqdash e la sua conflagrazione.
4. La גולהGolàh ~ diaspora dei resti del Nostro Popolo dalla Sua Terra.