venerdì 30 aprile 2010

Attenzione!
Essendo questa sera Shabbath di seguito è riportato il giorno dell'Omer corrispettivo alla giornata di Shabbath (dall'uscita delle stelle di ven)

Sefirat HaOmer del giorno:

שְׁנַיִם וּשְׁלֹשִׁים ‎‎ הַיוֹם
‎‎ יזֹם לַעֽוֻמֶר שֶׁהם
יָמִים‎ שָׁבוּעוֹת וְאַרְבָּעָה‎ אַרְבָּעָה


Hayom Shenaim USheloshim
Iom Laomer Shehem
Arbaà Shavuot Vearbaà Iamim.

Oggi è il 32° giorno dell'omer.
Shabbath Shalom.

Lag Ba’Omer che cade il primo giorno della settimana

Quest’anno c’è una distinzione rispetto agli altri anni. Gli ashkenaziti che seguono l’opinione del Ramà, Rabbenu Moshèh Isserlisז"ל , [Orach Chajim 493,2] possono facilitare e anziché attendere Lag Ba’Omer per tagliarsi barba e capelli, poiché questo cade quest’anno Yom Rishon (dom) è possibile anticiparlo alla vigilia di Shabbat Qodesh (ven) proprio per Kavod di Shabbat Qodesh.
I sefaraditi che seguono Maran Rabbenu Yossef Qaro ז"ל usano tagliarsi i capelli solo dal 34° giorno dell’ ‘Omer la mattina (5770 – lun), mentre quelli che seguono la Qabbalàh dell’Arizal attendono fino al 49° giorno, vigilia di Shavu’ot, prima di Chatzot Ha-Yom, cioè metà delle ore di luce diurna.

di Aharon Braha הי"ו





giovedì 29 aprile 2010

Sefirat HaOmer del giorno:

וּשְׁלֹשִׁים ‎‎ אֶחָד‎ הַיוֹם
‎‎ יזֹם לַעֽוֻמֶר שֶׁהם
‎ ‎ וּשְׁלוֹשָֹׁה יָמִים‎ שָׁבוּעוֹת‎ אַרְבָּעָה

Hayom Echad USheloshim
Iom Laomer Shehem
Arbaà Shavuot Usheloshà Iamim.

Oggi è il 31° giorno dell'omer.

Rabbi Shim’on Bar Yochai, Bittul ha-Ishut e Felicità (2)

E’ necessario, in particolare in questa generazione, un chiarimento su determinati concetti: quello dell’ ענוה ‘anavàh, caratteristica principale di Moshèh Rabbenu ע"ה, quello definito come Bittul Ha-Ishut, e soprattutto quello della gradualità.

Ognuna di queste tematiche necessiterebbe una trattazione particolare e particolareggiata a sè, con la quale sono già stati riempiti molti libri; purtroppo questo tipo di trattazione ci è impedita in questa sede e in questo momento, per vari motivi. E’ possibile però cercare di toccare la punta dell’iceberg, che nel caso specifico credo che sia sufficiente per evitare incomprensioni gravi, e aiutare una comprensione corretta e graduale.

Cominciamo dall’inizio.
La ענוה ‘anavàh è una delle migliori middot all’Universo, come riportato nell’Iggheret Ha-Ramban ז"ל, epica epistola che il Ramban ז"ל scrive al figlio, per ricordargli brevemente le vie dell’educazione. E’ talmente buona che la Toràh Ha-Qedoshàh la utilizza come identificativo e lode eccelsa per Moshèh Rabbenu ע"ה, massimo dei Profeti, dicendo והאיש משה עניו מאד VehaIsh Moshèhh ‘Anav Meod ~ e l’Uomo Moshèh era molto modesto.
Ho tenuto apposta la traduzione classica, ma proprio come la maggior parte delle traduzioni, non rende l’idea, anzi la storpia. Oggi la modestia è considerata la non considerazione di sé stessi in modo elevato, ma questa non è la ‘anavàh.

Vediamolo attraverso un altro episodio che ho sentito anni fa da Rav Pedhazur Arbib שליט"א, oggi Rabbino Capo di Milano, per definire questa contraddizione: nel famoso “evento” del Roveto Ardente, Moshèh Rabbenu ע"ה si avvicina e viene chiamato. In quella dice הנני Hinneni ~ Eccomi. Il Midrash spiega che intendeva dire – Eccomi pronto ad essere מלך Melekh ~ Re e כהן גדול Cohen Gadol. A questo punto la domanda nasce spontanea, com’è possibile che una persona modesta richieda una cosa del genere, e non solo, dica di essere pronto.

Dopo questo evento, Moshèh Rabbenu ע"ה sente che HQB”H vuole mandarlo a salvare il popolo e si mette a discutere, dicendo che Aharon ע"ה è più indicato di lui. Dopo che una persona dice – Sono pronto ad essere anche solo meno di Re di tutto Israel, come può dire – va qualcun altro al mio posto? E come può conciliarsi tutto ciò con la ‘anavàh?

In sintesi la questione è questa – la ‘anavàh consiste in qualcos’altro. Consiste nel riconoscere tutte le proprie middot, il proprio livello e, in base a questa consapevolezza ottenere tre risultati principali che ci toccano direttamente: (1) sapere esattamente cosa si è in grado di fare, (2) sapere quanto effettivamente manca per farlo, se facciamo meno, con la consapevolezza che se qualcun altro avesse ottenuto le nostre stesse middot le avrebbe potuto sfruttare molto meglio e (3) che se c’è qualcuno che è effettivamente più adatto per un determinato ruolo non solo non ci si oppone, ma addirittura lo si propone. Questa è la Grandezza dell’‘anavàh, in particolare quella di Moshèh Rabbenu ע"ה.


Il Ramban ז"ל in quella famosa Iggheret spiega come arrivare a questa favolosa middàh. Ci si arriva riuscendo a liberarsi piano piano del כעס Ka’as ~ collera. Di fatto il Ka’as non è altro che il sintomo del contrasto tra ciò che noi desideriamo e quello che effettivamente abbiamo davanti, che per eccellenza, poiché avviene è Volontà di HQB”H IS”L. Arrabbiandoci dimostriamo semplicemente che non pensiamo effettivamente che sia la Sua Volontà, perché se lo pensassimo non avremmo assolutamente bisogno di arrabbiarci, poiché sappiamo che se così è la Sua Volontà, qualunque essa sia, è Giusta. Per questo motivo chi si arrabbia è considerato allo stesso livello di un idolatra, perché in quel momento sta “ripudiando” la Volontà Divina.
Abbiamo detto che tutto nasce tra il contrasto tra ciò che desideriamo e quello che effettivamente abbaiamo davanti. Considerando, contrariamente a quello che succede solitamente, che quello che abbiamo davanti è dipendente da HQB”H IS”L e non direttamente da noi, abbiamo un solo modo per evitare il contrasto – desiderare qualcos’altro.

Di fatto non è possibile per l’uomo non desiderare. Rav Ben Tzion Abba Shaul ז"ל riporta che uno dei massimi Maestri della generazione precedente, Rav ‘Ezràh Attia ז"ל, che l’ha preceduto come Rosh Yeshivàh di Porat Yossef soleva dire che solo i morti non hanno desideri.
La questione è sapere cosa desiderare. Una persona può indirizzare i suoi desideri. Esattamente come sa allontanarsi dal fuoco perché sa che ci si scotta anche se può sembrare affascinante, così può gestire anche altri desideri, con più o meno impegno.

Il desiderio dev’essere indirizzato a volere cose spirituali. A questo punto c’è un cammino identificato da Rabbì Pinechas Ben Yair (Sotàh 49b, ‘Avodàh Zaràh 20b ועוד) e spiegata per tutto il Messilat Yesharim, di Rabbenu Moshèh Chajim Luzzato ז"ל, enorme Chakham e Mequbbal italiano. All’inizio si parte dallo studio della Toràh, questo porta ad una salita costante [a meno che non venga studiata ח"ו al fine di non applicare, o solo come filosofia, o per solo sapere dialettico per contraddire gli altri – cfr. Tossafot Pessachim 50b ועוד]. Si passa poi per l’applicazione della Toràh, e solo dopo diversi altri stadi si giunge ad uno stadio in cui effettivamente ci si comincia ad allontanare dalla materialità in modo più netto, ma anche quello è un livello di passaggio, perché lo scopo non è tanto l’allontanarsi dalla materialità, quanto diventare essenza di spiritualità.

Questo cammino però è da conoscere a priori, nel modo più completo possibile [rimando per questo al Messilat Yesharim, il cui scopo è proprio questo], per sapere come indirizzare i propri passi.
Bisogna però tenere sempre a testa – sono passi, passaggi che devono essere graduali, senza salti, perché ogni salto rischia enormemente di provocare ח"ו cadute, che possono essere evitate procedendo cautamente; d’altra parte se non so dove devo arrivare, ma conosco solo parte della strada, posso considerare erroneamente che il percorso sia molto più breve di quanto effettivamente lo sia, e pertanto non applicarmi abbastanza, o abbastanza efficacemente.
Questo è già un primo passaggio verso la ‘anavàh, perché per arrivare ad applicarsi in questo modo è necessario comprendere in massima dove si deve arrivare e dove ci si trova.
Di fatto durante il cammino si vedrà che spesso la comprensione di dove si deve arrivare varia, e questo è da sapere a priori. E’ tutto dipendente da un solo motivo – quando siamo troppo distanti dalla meta non possiamo effettivamente vederla, ma sappiamo di massima in che direzione sia. A questo punto è necessario quindi salire e procedere verso la meta che vedo in quella direzione, che poi בס"ד sarà ampliata con il tempo. E’ chiaro che le mete di un bambino non sono quelle di un teenager, e tantomeno quelle di un adulto, ancora meno quelle di un genitore, nonno o ancora più.
Ognuno deve però rivestire il suo Ruolo, nel suo momento.
Non è richiesto da noi di essere Moshèh Rabbenu ע"ה, ma “solamente” di portare al massimo le nostre doti, e le nostre potenzialità – questa è la vera ‘anavàh.
La domanda che spaventa tutti i Grandi il Giorno del Giudizio è una domanda molto semplice, proprio per questo così disarmante: Sei stato Te Stesso? – Hai tirato fuori il massimo di te?
Yehi Ratzon che proprio attraverso il merito di Rabbì Shim’on Bar Yochai, che è arrivato a questo livello (cfr. Sukkàh 45b – discorso in sè), possiamo giungerci anche noi.

di Aharon Braha הי"ו

ל"ג בעומר Lag Ba'Omer

Vi ricordo che abbiamo trattato in precedenti articoli il perchè festeggiamo a Lag Ba'Omer e quali sono le sue norme.
Potete cliccare sulla scritta sottolineata per arrivare direttamente al link.

mercoledì 28 aprile 2010

Sefirat HaOmer del giorno:

שְׁלֹשִׁים ‎ הַיוֹם
‎‎ יזֹם לַעֽוֻמֶר שֶׁהם
‎ וּשְנֵי יָמִים‎ שָׁבועוֹת‎ אַרְבָּעָה

Hayom Sheloshim
Iom Laomer Shehem
Arbaà Shavuot Ushnei Iamim.

Oggi è il 30° giorno dell'omer.

Continuiamo con la pubblicazione di Peninè HaDat

2.16 הפסקHefseq ~ interruzione

E vietato interrompere durante una berakhàh, non solamente parlando, ma anche stando in silenzio prolungato.
Tra la Berakhàh e l’azione ad essa associata il tempo di הפסק Hefseq ~ interruzione equivale al tempo che richiede ad un allievo per chiedere come sta il suo Maestro, dicendo le parole: שלום עליך רבי (ומורי)“Shalom ‘Alechà Rabbì (uMorì).
Questo periodo di tempo è chiamato nel Talmud (Bava Qamma 73b ועוד) תוך כדי דיבור Toch Kedè Dibbur ~ Entro una parlata.

Se questo lasso di tempo fosse trascorso e ha interrotto c’è da distinguere tra due casi:
a. nel caso l’interruzione fosse dovuta a un silenzio prolungato e non ha pensato ad altro fuorché alla Berakhàh oppure ha interrottoלצורך ענין הברכה “LeTzorekh ‘Ynyan Ha-Berakhàh” cioè a causa di circostanze legate al soggetto della Berakhàh (N.d.R. come per chiedere il sale quando manca per la birkat Ha-Motzì cfr. Berakhot 40a) non ha l’obbligo di benedire di nuovo, anzi ha il divieto di farlo.
b. nel caso abbia pensato ad altro oppure abbia interrotto a causa di argomenti שלא מענין הברכה Shelò Me’ynyan Ha-Berakhàh ~ non inerenti all’argomento / al soggetto della Berakhàh ha l’obbligo di recitare nuovamente la berakhàh[N.d.R. , poiché non è uscito dall’obbligo, e la berakhàh precedente è לבטלה leVatalàh ~ invano].

martedì 27 aprile 2010

Sefirat HaOmer del giorno:

תִּשְׁעָה וְעֶשְרִים ‎ הַיוֹם
‎‎ יזֹם לַעֽוֻמֶר שֶׁהם
‎ וְיוֹם אֶחָד‎‎ שָׁבועוֹת‎ אַרְבָּעָה

Hayom Tisha Veesrim
Iom Laomer Shehem
Arbaà Shavuot Veiom Echad

Oggi è il 29° giorno dell'omer.

lunedì 26 aprile 2010

Sefirat HaOmer del giorno:

שְׁמוֹנָה וְעֶשְרִים‎ הַיוֹם
‎‎ יזֹם לַעֽוֻמֶר שֶׁהם
‎ שָׁבועוֹת‎ אַרְבָּעָה

Hayom Shemonà Veesrim
Iom Laomer Shehem
Arbaà Shavuot

Oggi è il 28° giorno dell'omer.


Ricordiamo che:
Maran Ha-Chidàh riporta nel suo testo Morè BeEzb'à (מורה באצבע אות רטז) che sarebbe opportuno contarlo a priori nella prima mezz'ora successiva all'uscita delle stelle.

In ogni caso è possibile contare per tutta la notte con la berakhàh. [sulla berakhàh vedi articolo sul link sottostante]
Nel caso non si fosse contato tutta la notte si può ancora contare durante le ore diurne del giorno successivo, senza berakhàh.

Per le altre regole relative al conteggio dell'Omer, o questo in generale vi rimando a:
introduzione
Sefirat HaOmer: La Berakhah
Il Tempo Della Sefirat HaOmer
Usi Durante Il Periodo Dell'Omer
chi ha l'obbligo

domenica 25 aprile 2010

Sefirat HaOmer del giorno:

שִׁבְעָה וְעֶשְרִים‎ הַיוֹם
‎‎ יזֹם לַעֽוֻמֶר שֶׁהם
וְשִׁשָׁה יָמִים ‎ שָׁבועוֹת‎ שְׁלוֹשֹׁה‏

Hayom Shiveà Veesrim
Iom Laomer Shehem
Shelosha Shavuot VeShishà Iamim.

Oggi è il 27° giorno dell'omer.

sabato 24 aprile 2010

Sefirat HaOmer del giorno:

שִׁשָׁה וְעֶשְרִים‎ הַיוֹם
‎‎ יזֹם לַעֽוֻמֶר שֶׁהם
וַחֲמִשָּׁה יָמִים ‎ שָׁבועוֹת‎ שְׁלוֹשֹׁה‏


Hayom Shishà Veesrim
Iom Laomer Shehem
Shelosha Shavuot VaChamishà Iamim.

Oggi è il 26° giorno dell'omer.

Shavua Tov.

venerdì 23 aprile 2010

Attenzione!
Essendo questa sera Shabbath di seguito è riportato il giorno dell'Omer corrispettivo alla giornata di Shabbath (dall'uscita delle stelle di ven)

חֲמִשָּׁה וְעֶשְרִים‎ הַיוֹם
‎‎ יזֹם לַעֽוֻמֶר שֶׁהם
וְאַרְבָּעָה יָמִים ‎ שָׁבועוֹת‎ שְׁלוֹשֹׁה‏



Hayom Chamishà Veesrim
Iom Laomer Shehem
Sheloshà Shavuot Vearbaà Iamim.

Oggi è il 25° giorno dell'omer.

Shabbath Shalom.

giovedì 22 aprile 2010

Sefirat HaOmer del giorno:

אַרְבָּעָה וְעֶשְרִים‎ הַיוֹם
‎‎ יזֹם לַעֽוֻמֶר שֶׁהם
וּשְלוֹשָה יָמִים ‎ שָׁבועוֹת‎ שְׁלוֹשֹׁה‏


Hayom Arbaà Veesrim
Iom Laomer Shehem
Shelosha Shavuot Ushloshà Iamim.

Oggi è il 24° giorno dell'omer.

Orari Shabbath

Orari Shabbath
23/24 apr '10 – 10 Iyar 5770

Entrata Ven 23 apr '10

Uscita Sab 24 apr '10

Milano

19.49

21.06

Roma

19.40

20.46

Firenze

19.48

20.55

Ancona

19.39

20.45

Bologna

19.49

20.56

Genova

19.59

21.05

Napoli

19.31

20.37

Pisa

19.52

20.58

Torino

20.05

21.11

Trieste

19.42

20.48

Venezia

19.47

20.53

Verona

19.53

20.59

Orari tratti dal Lunario ebraico 5770

Shabbat Shalom

עומר 'Omer - 4. Chi ha l'obbligo

Ogni maschio che ha compiuto tredici anni ha l'obbligo di contare l''Omer.

Donne
Essendo una mizwàt 'assèh dipendente dal tempo le donne non hanno alcun obbligo a compierla.
In questo ricadiamo quindi in tre sottocasi:
- secondo la qabbalàh una donna non deve contare in ogni caso, poichè questa mizwàh non riguarda qualcosa che le donne devono correggere, ma è valida solo per gli uomini.
- secondo lo peshat, è possibile per le donne contare, alla stregua delle altre mizwot dipendenti dal tempo; in base a questo principio globale distinguiamo tra chi usa che benedicano anche e chi sostiene che gli è vietato benedire.

In ogni caso le donne possono aver un enorme merito ricordando al proprio padre, fratello, marito o figlio di contare.

Bambini
I figli maschi sotto i tredici anni vanno educati a contare con la berakhàh.
Nel caso in cui il Bar Mizwàh di tale bambino capiti durante l'Omer, conta con la berakhàh fino a tale giorno, e poi continua a contare senza berakhàh poichè da tale giorno conta con un obbligo completo e non solo a scopo educativo.
Sefirat HaOmer del giorno:

וְעֶשְרִים‎ הַיוֹם שְלוֹשָה
‎‎ יזֹם לַעֽוֻמֶר שֶׁהם
וּשְנֵי יָמִים ‎ שָׁבועוֹת‎ שְׁלוֹשֹׁה‏

Hayom Shelosha Veesrim
Iom Laomer Shehem
Shelosha Shavuot Ushne Iamim.

Oggi è il 23° giorno dell'omer.

domenica 18 aprile 2010

עומר 'Omer - 3. Il tempo della Sefirat Ha'Omer

Ogni sera tra il secondo giorno di Pessach fino alla sera della vigilia di Shavu'ot si conta l'Omer, per un totale di 49 giorni, sette settimane.

L''Omer sarebbe da contare ogni sera.
Il tempo ideale di conteggio la sera è dopo l'uscita delle stelle.
Maran Ha-Chidàh riporta nel suo testo Morè BeEzb'à (מורה באצבע אות רטז) che sarebbe opportuno contarlo a priori nella prima mezz'ora successiva all'uscita delle stelle.

In ogni caso è possibile contare per tutta la notte con la berakhàh. [sulla berakhàh vedi articolo precedente.]
Nel caso non si fosse contato tutta la notte si può ancora contare durante le ore diurne del giorno successivo, senza berakhàh.

Pubblico
Nel caso una persona si trovi in pubblico e ci sia il rischio che parte del pubblico non reciti la sefirat ha'omer si può recitare con la berakhàh dal tramonto in poi (Yechavè Da'at 1:23).

Contato per errore
Capita spesso che qualcuno chieda quanto si conta stasera. In tal caso è necessario stare attenti poichè è possibile che una persona risponda qualcosa tipo "stasera è il 10° giorno dell'Omer", anche in versione ridotta ed esca dall'obbligo, poichè ברכות אינן מעכבות berakhot enan me'akevot ~ le berakhot (relative alle mizwot) non bloccano (l'esecuzione della mizwàh) e quindi si può ovviare il problema dicendo che la sera precedente abbiamo contato il nono giorno (come da esempio).

Tutto questo vale solo dal tramonto in poi, ma se si è detto durante il giorno che stasera è tale giorno non c'è problema [cfr. Tossafot Menachot 66a - sarebbe opportuno evitare già da mezz'ora prima del tramonto, ma non l'ho trovato nei poseqim principali]

mercoledì 14 aprile 2010

ברכת האילנות Birkat Ha-Ilanot - Ultimo giorno 5770

Attenzione - Oggi secondo molte opinioni è l'ultimo giorno per recitare la birkat ha-ilanot con la berakhàh recitando il nome di HQB"H.
Vi ricordo in sintesi che è necessario recitarla davanti ad almeno due alberi da frutto che siano almeno parzialmente ancora in fiore.

Per maggiori dettagli si veda l'articolo corrispondente.  E' possibile anche vedere tutto l'argomento.

עומר 'Omer - 2.La Sefirat Ha'Omer - Berakhàh

Ogni sera, dalla seconda sera di Pessach in poi, per quarantanove giorni si continua a contare l''Omer.

La Berakhàh
La berakhàh da recitare prima del conteggio dell''Omer è la seguente:
ברוך אתה ה"א מלך העולם, אשר קדשנו במצותיו, וצונו על ספירת העומר
Barukh Attà Ado - nai, E-lohenu Melech Ha'Olam, Asher Qiddeshanu BeMizwotav, Veziwanu 'al Sefirat Ha'Omer
Benedetto Tu Sia Hashem, Nostro Signore Re dell'Universo, che ci hai santificato con i tuoi precetti, e ci hai comandato il conteggio dell''Omer.

Quando si recita
Abbiamo una discussione tra i chakhamim su quale sia la mizwàh - se il conteggio di ogni singolo giorno è una mizwàh a sè oppure se il conteggio di tutti i 49 giorni sia un'unica mizwàh.
Ci sono diverse conseguenze a questa discussione, prima tra tutte se una persona ha perso un giorno del conteggio; nel caso in cui ogni giorno sia un mizwàh a sè può continuare a contare, mentre nel caso in cui tutto il conteggio insieme sia una mizwàh ha perso tutto.
Di fatto come halakhàh si utilizzano entrambe le opinioni לחומרא Lechumrà ~ in modo più rigoroso, cioè:
nel caso in cui una persona abbia dimenticato un giorno completo del conteggio, prosegue nei giorni successivi a contare, ma senza recitare la berakhàh, poichè si entra in un caso di dubbio di berakhot relativo alle mizwot e noi sappiamo che ספק ברכות להקל Safeq Berakhot Lehaqel ~ in caso di dubbio nelle questioni di berakhot si facilita (in questo caso non si recita) e nel caso specifico delle birkot Ha-Mizwot - ברכות אינן מעכבות Berakhot enan me'akevot ~ (il non dire le) berakhot non impedisce (il compimento della mizwàh).

Nonostante ciò, se fosse possibile sarebbe opportuno anche in questi casi cercare di ovviare il problema recitando la sefirat ha'omer dopo aver sentito la berakhàh da qualcun altro.

Ho perso un giorno
In base a ciò che abbiamo appena detto, chi avesse perso completamente un giorno del conteggio continua a contare, ma senza berakhàh. (O.C.489:8) Sarebbe meglio se sentisse la berakhàh da qualcun altro.

Si è sottilineato la perdita di un giorno completo, perchè di fatto chi avesse dimenticato di contare durante la notte può contarlo durante il giorno, ma senza recitare la berakhàh. (O.C. 489:7) In tal caso potrà continuare a contare con la berakhàh la sera successiva.

Nel caso invece fosse in dubbio se ha perso un giorno completo o meno si continua a contare con la berakhàh (O.C. 489:8 e Mishnàh Beruràh :38).

Come recitare - in piedi
E' necessario recitare la berakhàh e il conteggio dell'Omer in piedi (O.C. 489:1), fin dall'inizio della Berakhàh. Nel caso in cui una persona abbia contato seduto בדיעבד Bedi'avad ~ a posteriori è uscito dall'obbligo (e anche volendo gli è vietato contare con la berakhàh).

lunedì 12 aprile 2010

עומר 'Omer - 5. Usi durante il periodo dell'Omer

Parte del periodo dell''Omer è segnato da un'evento molto duro che ha segnato il popolo ebraico (Yevamot 62b) la morte di 12.000 coppie di studenti di Rabbì 'Aqivà nel giro di 33 giorni.

La ghemarà in massechet Yevamot (62b) spiega che il motivo della loro morte è che non hanno onorato l'uno l'altro come avrebbero dovuto.
Chiaramente non significa, chas veshalom, come ogni tanto purtroppo si sente, che abbiano mancato di rispetto l'uno l'altro, ma semplicemente che non hanno dato il rispetto adeguato al loro ruolo di talmidè chakhamim.

Fatta questa breve premessa, passiamo alla parte halakhica ad essa associata.
Sono nati tanti usi di "semi-lutto" per ricordare questa serie di eventi tragici, per la durata di circa 33 giorni.

I tempi
Abbiamo usi differenti in merito ai tempi di divieto:
  • Fino al 33° giorno dell''Omer. Compreso. Questa è l'opinione di Maran Rabbenu Yosssef Qaro ז"ל nello Shulchan 'Aruch (Orach Chajim 493), e di fatto è l'uso della maggior parte delle comunità sefaradite.
  • Dal giorno di Rosh Chodesh Yiar fino a poco prima di Shavu'ot. Escluso il giorno di Lag Ba'Omer stesso nella quale tutto è permesso. Così è l'opinione del Ramà e di molte comunità ashkenazite. Quanti giorni di permesso prima di Shavu'ot è dipendente dall'uso.
  • Fino al 49° giorno. Relativo solo al tagliarsi i capelli, secondo l'Arizal, che sostiene che il motivo della morte degli allievi non è il principale. Nel caso in cui il 49° giorno sia Shabbat Qodesh abbiamo una discussione accesa tra i poseqim.
I divieti
  • Danze e balli. L'autore del Maghen Avraham riporta che si usa non  danzare e ballare in questi giorni. Da questo nasce di fatto la rigorosità di vietare l'ascolto di musica strumentale per 33 giorni.
    • La musica vocale che è di lode ad HQB"H è permessa [cfr. Chazon 'Ovadiàh (Yom Tov pag. 258.33]
  • Sposarsi. Per 33 giorni l'uso è di non sposarsi (O.C. 493:1), ma è sempre permesso fidanzarsi, affinchè non lo preceda qualcun altro.[Cfr. Chazon 'Ovadiàh - Yom Tov pag.256.30 che riporta che il periodo dell'uso è dipendente dall'uso del mario]
  • Tagliarsi i capelli. (O.C.493:2). Il Chazon 'Ovadiàh (262.36.50) riporta che sarebbe opportuno fare così anche con la barba. Chi è ba'al berit - quindi il padre del bambino, il sandaq e il mohel si tagliano barba e capelli nello stesso giorno, prima del berit.
Sul radersi la barba
Abbiamo diverse opinioni tra i poseqim: (a) c'è chi vieta alla stessa stregua dei capelli, perchè non abbiamo trovato distinzione, (b) c'è chi dice che un atteggiamento opportuno [Chazon 'Ovadiàh 262:36]
Sapendo che per molti è difficile ai giorni nostri tenere la barba lunga, ci sono alcune facilitazioni che Rav 'Ovadiàh Yossef raccoglie per facilitare [cfr. Chazon 'Ovadiàh 262:36]:
  • Rosh Chodesh Yiar. Solo per chi non usa secondo l'opinione della Zavaat Rabbenu Yehudàh Ha-Chassid, che vieta ad ogni Rosh Chodesh di radersi barba e capelli, chi segue quell'opinione può radersi la barba la vigilia di Rosh Chodesh Yiar.
  • 'Erev Shabbat Qodesh. Nel caso sia estremamente necessario ogni 'erev Shabbat Qodesh (ven) è possibile radersi la barba per l'onore di Shabbat Qodesh.
Aggiungo in nota che è sempre possibile tagliarsi le unghie, sulle quali non sussieste alcun divieto (Cfr. Chazon 'Ovadiàh 262:36).

Sheechejianu
C'è chi usa evitare di recitare la berakhàh di Sheechejianu durante i 33 giorni di divieto.
Riporto in sintesi l'opinione nel Chazon 'Ovadiàh (259:34) - sulla frutta nuova è possibile sempre recitare la berakhàh di sheechjianu, mentre sugli abiti è meglio stare attenti da Rosh Chodesh Yiar in poi. Nel caso di necessità è possibile indossarlo durante Shabbat Qodesh.
Nel caso di un bar mizwàh o berit milàh è possibile facilitare.

Pirkè Avot
Si usa che ogni Shabbat Qodesh, a partire dalla seconda settimana, quindi dal Shabbat successivo a Pessach si studiano i Pirkè Avot, un capitolo a settimana.
L'uso sefaradita lo fa proseguire fino a Shavu'ot, mentre gli ashkenaziti proseguono per un periodo più prolungato (differente dagli usi).

domenica 11 aprile 2010

עומר 'Omer - 1. Introduzione

Dalla sera del secondo giorno di Pessach si comincia a contare l''Omer.
Ogni sera si aggiunge al conteggio del giorno precedente un giorno, fino a quando arriviamo al 49° giorno, ultimo giorno del conteggio dell''Omer.
Il 50° giorno è poi il giorno di Shavu'ot, seguito poi fuori da Eretz Israel dal secondo giorno di Shavu'ot.
Il conto parte in corrispondenza al giorno in cui, quando il Bet Ha-Miqdash era in piedi si portava l''Omer cioè un'offerta basata sulle prime spighe di grano che crescevano proprio in quel periodo.
Nel capitolo "Rabbì Ishma'el" in massechet Menachot viene illustrato l procedimento per ottenere questa offerta.

Tale offerta segnava anche il tempo in cui c'era il cambio tra חדש "Chadash" ~ lett. "nuovo" e ישן "Yashan" ~ lett. "vecchio", cioè tutte le spighe che non avevano portato almeno un terzo della normale crescita delle spighe nell'ultima "portata" d''Omer. Di fatto abbiamo un divieto della Toràh di mangiare "Chadash"per tutto l'anno; dopo la distruzione del Bet Ha-Miqdash i chakhamim hanno fissato che anzichè dal giorno dell'offerta dell''Omer (16 di Nissan), si inizi a considerare Yashan solo dal giorno successivo (17 di Nissan) per ovviare al problema dell''Omer nel giorno in cui verrà ricostruito il Bet Ha-Miqdash בב"א. 

venerdì 9 aprile 2010

Chodesh Yiar 5770

Rosh Chodesh dura 2 giorni: nel 5770 cade il 30° di Nissan (mer 14 apr 2010) e il 1° di Yiar (gio 15 apr 2010) 
Non si recitano Tachanunim e si recita l'Hallel non completo, seguito da Sefer Toràh e da Mussaf; inoltre si aggiunge il brano di "Ya'alè Veyavò" nella 'amidàh e nella birkat Ha-Mazon.

Il Molad: cade mer notte (14 apr) alle 3:55 e 14 chalaqim

Pertanto la Birkat Ha-Levanàh:

  • Per gli ashkenaziti che attendono 3 giorni inizia: la notte del 4 di Yiar, Motzaè Shabbat Qodesh Tazrià Metzoràh (tra mer 17 mar e gio 18 mar).

  • Per i sefaraditi e gli ashkenaziti che attendono 7 giorni inizia: la notte del 9 Yiar (tra mer 22 - gio 23 apr).

  • E termina: la notte del 15 Nissan (tra mer 28 - gio 29 apr) alle 22.17 israeliane
Particolarità di questo mese:
1. פסח שני Pessach Shenì. (mer 28 apr '10) Il 14 di Yiar, un mese dopo il giorno in cui si sacrificava il Qorban Pessach, chi non ha avuto la possiblità di sacrificarlo ne ha l'obbligo. Di fatto oggigiorno, poichè nell'ultimo Pessach non abbiamo ancora visto ricostruito il Bet Ha-Miqdash non sarà comunque possible.
In tale giorno non si recitano Tachanunim e c'è l'uso di mangiare la matzàh; per i sefaraditi la sua berakhàh durante l'anno è mezonot [anche se sarebbe opportuno mangiarlo nel mezzo di un pasto a base di pane per uscire dal dubbio - cfr. Yechavè Da'at sull'argomento], per gli ashkenaziti ha-motzì.
2. ל"ג בעומר Lag Ba'Omer, 33° giorno dell'Omer. Avendo un calendario fisso, oggigiorno cade sempre il 18 di Yiar. Non si recitano tachanunim. (dom 2 mag nel 5770 /'10 secondo il loro conto)

Si prosegue con il conteggio dell'Omer.

Chodesh Tov

P.s. vi ricordo prima di Rosh Chodesh di recitare la Birkat Ha-Ylanot http://toratimmecha.blogspot.com/search/label/Birkat%20Ha-Ilanot