domenica 13 settembre 2009

Rosh Ha-Shanàh - 1. קידוש Il Qiddush

Il Qiddush è come sempre una parte molto importante della festa; come dice la parola è una “santificazione” [La traduzione non la più idonea, ma è quella che va per la maggiore. La parola Qiddush viene da Qadesh, “rendi distinto”.]. Poiché è in particolare il primo Qiddush dell’anno c’è chi usa fare questioni particolari: Rabbenu Yossef Chajim ZZ”L, nel Ben Ish Chai [BIC 7] riporta che è bene sedersi sopra il proprio letto e recitare una particolare formula di buon auspicio prima di recitare il Qiddush. Questa formula è ora possibile trovarla nell’articolo apposta.
  • שהחיינו Sheechejanu. Ambedue le sere si pronunci la benedizione di Sheechejanu nel Qiddush. E’ bene lasciare se è possibile, un frutto o un abito nuovo per la seconda sera sulla quale deve fare la benedizione di Sheechejanu, e averlo dinnanzi a sé durante la berakhàh. [BIC 8].
  • Studio a tavola. Oltre al consueto devar toràh a tavola è bene leggere sul tavolo le mishnayot del trattato di Rosh Ha-Shanàh e il brano dello Zohar HaQadosh stampati nei machazorim [BIC 8].
  • Havdalàh quando cade di Motzaè Shabbat. La seconda sera, poiché quest’anno (5770) capita all’uscita di Shabbath Qodesh, si segue questo ordine, come stampato nei machazorim: יקנה"ז che è l’acronimo di יין Yain – benedizione sul vino;קידוש Qiddush; נר Ner – la candela della havdalàh “borè meorè haesh” sulla candela accesa il giorno precedente;הבדלה Havdalàh – e si dica “hamavdil ben qodesh leqodesh”;זמן Zeman – la berakhàh di Sheechejianu. Chiaramente dopo la havdalàh è vietato spegnere il lume, poiché il solo permesso è quello di passare da un fuoco acceso (per cucinare oppure per accendere le candele necessarie per il חג chag ~ festività), ma non di spegnere.


תחל שנה וברכותה Tachel Shanàh uVirkoteha

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