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giovedì 19 agosto 2010

To’amea Chaym Zachù - Introduzione alle Hilkhot Shabbat Qodesh

Questo è il "battito d'inizio" per l'apertura di un nuovo blog parallelo a questo, gestito da Aharon Braha הי"ו: To'amea Chajim Zakhù o http://halakhot.blogspot.com/

Forse non è abbastanza risaputo ciò che riporta la Ghemarà (capitolo Kol Kitvè in Massechet Shabbat 118b):

“Dice Rabbi Chijia bar Abba riportando Rabbi Yochanan: chiunque osservi Shabbat come dicono le sue Halakhot, persino compie עבודה זרה ‘Avodàh Zaràh ~ idolatria come la generazione di Enosh gli viene annullato ecc.”

Non solo: il Shibbolè HaLeqet (82) riportato nel Bet Yossef (O.C. 286:7) dice a nome di Rashì (Siddur Rashì Siman 505) che la Gheullàh arriva per merito dell’osservanza di Shabbat Qodesh come si deve, a seconda delle sue norme.

Per farlo, chiaramente, è necessario conoscere le Halakhot, tanto che Rav Yehonatan Aibeshitz ז"ל nel suo testo “Ya’arot Devash” scrive che non è praticamente possibile non incorrere mai in Chillul Shabbat se non se ne conoscono le norme e viene riportato nell’introduzione al volume (3) sulle Halakhot di Shabat Qodesh della Mishnàh Beruràh.

È risaputo inoltre dall’introduzione dell’ Igle Tal, fantastico ed emerito testo che si occupa dell’analisi delle 39 melachot vietate di Shabbat Qodesh, riporta che uno dei metodi per fare Kapparàh al chillul Shabbat è attraverso lo studio delle Hilkhot Shabbat. Inoltre uno dei periodi più indicati per fare kapparàh è proprio l’anno מעובר me’ubbar ~ che contiene due Adar (5771, l’anno che sta per arrivare) ed il mese di Elul e il periodo degli Shovavim sono indicati in particolare.

Per questo ed altri motivi questo Elul inzieremo Be”H un viaggio nel mondo delle Hilkhot Shabbat Qodesh.

(Vi segnalo inoltre che c’è un sito in cui hanno già iniziato a trattare sull’argomento - il blog di Mi Keamcha Israel)

Ho chiamato questa introduzione col nome di טועמי' חיים זכו To’ameach Chayim Zachu” cioè “Chi lo assaggia (il gusto dello Shabbat) merita vita”, che è una formula che si usa nella Tefillàh di Mussaf di Shabbat.

Inizio questa serie di articoli proprio con due Halakhot legate al concetto di assaggiare


  1. C’è chi usa assaggiare gli alimenti che si preparano per Shabbat Qodesh per ottenere un allungamento della vita. Lo scopo è controllare se è necessario migliorare la cottura o aggiungere qualcosa, cosa vietata nella maggior parte dei casi di Shabbat Qodesh. Mishnà Berurà (250:2).

  2. Assaggiare ogni pietanza presente sul tavolo di Shabbat Qodesh (a meno che non piaccia, in tal caso non è incluso nell’oneg Shabbat, nel godimento dello Shabbat.) così scrive la Mishnà Berurà (250:2) a nome del Shulchan Shelomò.

venerdì 2 ottobre 2009

ארבעת המינים Arba’at HaMinim - 4. Hallel & Hoshannot

A Sukkot l’Hallel si legge sempre completo, quindi si recita la berakhàh אשר קידשנו במצותיו וציונו לגמור את ההלל “asher qiddeshanu bemizwotav vezivvanu ligmor et hahallel”.
Durante questo, tutti sanno che si effettua il ninu’à del lulav, ma spesso c’è confusione sui punti in cui effettuarlo e come procedere; ci sono vari usi sulla questione, qui presentiamo quello più comune nel mondo sefaradita in base all'opinione dell'AriZal

Alla lettura del versetto “Hodu laHashem ki Tov ki le’olam chasdò”, sia la prima volta che l’ultima volta che compare (solo nella prima ripetizione) in questo modo: [Mi scuso per la visualizzazione grafica, ma non sono riuscito ad eliminare le righe di troppo]












Hodu

LaHashem

Ki

Tov

Ki

Le’olam

Chasdò

Sud

(Pausa)

Nord

Ovest

Su

Giù

Est


Alla lettura del versetto (a metà) “Anà Hashem Hoshia nà”, entrambe le volte in questo modo:



















A--nàHashemHo--shi--a
SudNord(Pausa)OvestSuGiùEst

Dopo la lettura dell’Hallel si estrae un sefer Toràh (a Yom Tov 2), lo si pone sulla tevàh e si effettuano le hoshannot, effettuando ogni giorno un solo giro con il lulav intorno alla Tevàh. [TH2 17:11]. Chi non ha il lulav non effettui il giro[2]. Relativamente allo shabbath di sukkot c’è chi sostiene che poichè non può effettuare la nettillat lulav non si recitino per nulla le hoshannot [TH2 17:12 e O.C. 660:3] perchè c’è il rischio che i bambini le sentano e vadano a prendere i lulavim [Kaf Ha-Chajim Sofer 660:23 a nome del Tur]; ma c’è chi usa recitarle, e ognuno segua il suo uso[3].
In ogni caso, quando si recitano le hoshannot con il lulav si stia attenti a tenere gli arba’athaminim, esattamente come durante il resto della teffillàh nelle mani corrette (vedi sopra: destra per il lulav, sinistra per l’etrog), e non si tenga tutti con una sola tenendo il siddur con l’altra, poichè non è un atteggiamento corretto. [BIC 14]
Nel caso una persona non possa venire al bet ha-Kenesset a causa di un אונס ones ~ n.l. causa di forza maggiore, è consigliato dal BIC [15] anche se non è sostitutivo, di prendere un Tanach e porlo su una sedia a casa, ed effettuare un giro intorno ad essa, recitando le hoshannot, per non perdere completamente questa mizwàh.


Chag Sameach a Voi e alle Vostre famiglie

[2] Nonostante Maran in O.C. 660:2 dica che l’uso sia quello che girino anche quelli che non ce l’abbiano, contraria è l’opinione del Ramà, ma soprattutto quella degli acharonim posseqim secondo la Qabbalàh come il Birkè Yossef (1) scritto da Maran HaChidàh, i rabbanim della famiglia Falagi e altri, citati tutti nel Caf Hachajim Sofer 660:13 che conclude con questa opinione.
[3] Dalle parole del BIC nella parashàh di Vezot Haberakhàh in particolare nell’introduzione si deduce che sostiene che anche di Shabbath Qodesh si recitano e si effettua il giro; e questa è anche l’opinione di Rabbenu HaArì HaQadosh Z”L come riportato nel Kaf Hachajim Sofer 660:23. Anche lui conclude che ognuno segua il suo minhag.

domenica 27 settembre 2009

Yom Ha-Kippurim & Tish'à BeAv: I Divieti

Ci sono 5 divieti fondamentali nel giorno di Yom Ha-Kippurim come il 9 di Av.
  1. Mangiare e bere. Se è solito bere durante la notte, stia attento a non preparare l’acqua vicino al letto, e trovi un sistema anzi per ricordarsi della cosa [BIC 14].
  2. Lavarsi. E’ vietato fare la doccia independentemente dall’essere ad acqua calda o fredda. Inoltre è anche vietato lavarsi la mano oltre le dita. Nel caso una persona si sia sporcata è possibile sciacquarsi la parte sporca. Però è vietato sporcarsi apposta o lasciare “a mollo” nell’acqua persino solo un dito.
  3. Spalamarsi olii. In questo divieto sono inserite anche l’utilizzo di creme, a meno che non siano usate per uso medico strettamente necessario, chiedere ad un rabbino.
  4. Indossare scarpe di cuoio o pelle. E’ possibile utilizzare scarpe da ginnastica (a patto che non contengano cuoio, cosa che spesso accade), di gomma e simili.
  5. Divieto di avere rapporti con la propria Moglie. E’ vietato anche toccarla, esattamente come fosse una niddàh; in caso di stretta necessità c’è da facilitare durante il giorno; si stia attenti a non dormire nello stesso letto, nonostante ognuno abbia una parte del letto definita (una piazza o simili) [BIC 15].

Inoltre il giorno di Yom HaKippurim troviamo un divieto ulteriore di compiere melakhot cioè attività creative che appartengono alle 39 categorie vietate di Shabbat Qodesh, come trasportare da un territorio pubblico ad uno privato e viceversa o 4 ammot in territorio pubblico, accendere una fonte di luce e simili.

Note sulla Netillat Yadaim durante Yom HaKippurim e Tish'à BeAv
Si lavino solo le dita fino alla fine delle estremità, ed esegua come ogni giorno l’alternanza tra destra e sinistra, lavando prima la destra e ripetendo il tutto per 3 volte, e benedice ‘Al netillat Yadaim, come ogni giorno. E’ comunque vietato lavare la faccia, tranne in caso ne sia sporca una parte, in tal caso è possibile lavare solo quella. E’ possibile comunque passare un po’ d’acqua sugli occhi, dopo avere asciugato le mani dalla netillat yadim.
I cohanim per la birkat cohanim lavano come durante tutto l’anno.
Ghemar Chatimàh Tovàh a tutti

mercoledì 23 settembre 2009

La vigilia di Yom Ha-Kippurim - 1. Introduzione

La vigilia di Yom Ha-Kippurim è un giorno incredibilmente denso, poichè ci sono moltissime cose da fare. In sintesi:

  1. סליחות Selichot particolari. La viglia di Yom HaKippurim aumentano, in particolare per gli ashkenaziti.

  2. כפרות Kapparot: anche questo nei prossimi giorni

  3. טבילה Tevillàh: è un ottimo מנהג minhag ~ uso immergersi nel Mikvè in questo giorno. In caso non abbia la possibilità di immergersi nel mikvè è bene fare la doccia con quantità di 9 Kabin corrispondenti a 21,6 litri secondo l’opinione più rigorosa (Chazon Ish) che corrispondono a circa 3 minuti sotto getto massimo. Non è necessario che l’acqua sia fredda. (TH1 10,2). C’è chi usa recitare nel Mikvè il ודוי Viddui ~ Confessione dei peccati. Ai nostri tempi quest’uso è da evitare per vari motivi (per approfondire TH1 10,3). Il BIC riporta che è bene fare le stesse tevillot di Rosh Hashanàh.

  4. Pasti (riassunto molto in breve di TH1 cap. 9):

  • (1) Nel trattato di Berachot 8b viene riportato che chi mangia e beve il nono giorno (di Tishrè, vigilia di Yom Hakippurim) è come se avesse digiunato il 9° e il 10° giorno (di Tishrè). Per questo abbiamo una mizwà direttamente dalla Toràh che consta nell’abbondare nel numero di pasti. Secondo la regola stretta bisogna aumentare il numero di pasti rispetto a quello che è lo standard della persona. Per vari motivi ci sono diversi usi su quanti pasti fare, i più comuni sono 5 o 7 pasti.

  • (2) In ogni caso è vietato digiunare in questo giorno. Ed è bene evitare di lavorare in questo giorno; e anche chi lavora deve sapere che non c’è סימן ברכה siman berachàh ~ benedizione da quel lavoro.

  • (4) Anche le donne sono obbligate ad aumentare il numero di pasti.

  • (5) Si stia inoltre attenti a mangiare cibi leggeri, evitando per esempio uova, latte caldo, aglio, pesci e carne grassa. Anche questi però è possibile però mangiarli la mattina; se possibile è consigliato mangiare un pasto a base di pesce nelle ore mattutine.

  1. מלקויות Minchàh (TH1 10,5): si prega Minchàh ancora in pieno giorno, prima della סעודה מפסקת Se’udàh Mafseket ~ (n.l.) pasto prima del digiuno. Nella תפילה Teffillàh ~ preghiera di Minchàh si dice il Viddui alla fine dell’amidàh, e si usano fare altre aggiunte, come stampato nei machazorim.

  2. מלקויות Malkuiot [O.C. 607:6 e MB ivi]: è un buon uso, dopo minchàh, emulare le 39 frustate che si ricevevano nel caso in cui una persona fosse stata trovata colpevole di uno dei peccati per la quale si è passibili di frustate. Si usi per questa pratica la punta di una normale cintura (non la parte ferrata) e se la faccia battere leggermente a torso nudo come espiazione di peccati e ricordo che in teoria avrebbe potuto dover subire questa pratica in modo più “completo”. Il Ramà riporta che il frustato reciti il viddui sottovoce, mentre il frustante recutu per 3 volte il versetto “Vehu Rachum” che è composto da 13 parole.
  3. סעודה מפסקת Se’udàh Mafseket: i chakhamim ZZ”L hanno istituito la lettura del Viddui prima della Se’udàh Mafseket ~ (n.l.) pasto prima del digiuno, affinchè chas veshalom si evitino situazioni spiacevoli [cfr. MB 607:1]. In tale pasto c’è chi usa intingere il pane nello zucchero, ma in ogni caso è bene che lo intinga anche nel sale precedentemente come nel resto dell’anno [BIC 4].

  4. תוספת יום הכפוריםTossefet Yom Hakippurim: E’ necessario terminare il pasto prima del tramonto, poiché c’è una mizwàh della Toràh di aggiungere מחול על הקודש dal Chol ‘al haqodesh ~ (n.l.) profano al sacro, cioè accettare su di sé la festività prima che effettivamente inizi. Anche le donne hanno questo precetto da compiere. E in questa תוספת tossefet ~ aggiunta (di tempo) si applicano tutte le regole di Yom Hakippurim [TH1 10,6 & O.C. 608:2]. Se ha accettato su di sé la tossefet solo con il pensiero ancora in pieno giorno e ci ha ripensato, può mangiare fino a quando non lo accetta esplicitamente (TH1 10,7).

martedì 22 settembre 2009

Come posso chiedere scusa?

Allo scopo di esplicare questo tema lo Shulchan ‘Aruch ci dedica un intero סימן siman ~ n.l. capitolo il 606. Per chiedere מחילה mechilàh[1] ~ n.l. scusa non è necessario per forza essere dinnanzi alla persona, ma è possibile anche farlo con qualsiasi mezzo “lecito” di comunicazione, tale telefono, fax, e-mail, lettera. Spesso e volentieri questi ultimi sono anche meglio, specie se la causa della richiesta è pesante, poiché una persona può pensarci meglio prima di rispondere in malo modo; anzi, ci può ripensare, e a freddo, scrivere una risposta. Se frontale, diminuisce la possibilità di rispondere a freddo; nonostante ciò solitamente, se presente la possibilità è meglio la richiesta di scusa frontale. E’ permesso pure scusarsi attraverso un inviato, anche a priori se la persona è molto distante e pertanto difficile da raggiungere. Chiaramente tutto ciò dipende da persona a persona, da caso a caso.
Cosa che invece non fa uscire dall’obbligo è una richiesta generale ad un pubblico [MB 606:3] nel caso ci siano peccati particolari, è bensì necessario andare a chiedere scusa personalmente; un esempio di peccato particolare commesso verso una persona è spesso (purtroppo) il לשון הרע lashon har’à ~ cattiva lingua che (abbastanza in generale) consiste nel dire qualcosa di male su una persona anche se vera[2], o anche dire una cosa positiva davanti ad una persona che per qualche motivo la considera negativa oppure viene spinto da questa a dire qualcos’altro di male su tale persona.
[O.C. 606 e MB ivi] Nel caso la persona non voglia perdonarlo alla prima richiesta, è necessario tornare presso di lui per almeno 3 volte, ogni volta con un modo nuovo per cercare d’indurlo a perdonarlo, ogni volta accompagnato da 3 persone. Se dopo questi tentativi ancora non lo vuole perdonare, se si tratta di una persona che gli ha insegnato Toràh Haqqedoshàh, in tal caso deve proseguire a chiedere perdono. In caso contrario può convocare 10 persone ebree (al fine di rendere la cosa pubblica, poichè ogni cosa detta dinnanzi a 10 persone diviene pubblica automaticamente) e dichiarare dinnanzi a loro che lui è andato a chiedere perdono, ma questo non è stato accettato. Il Ramà riporta che è bene perdonare con cuore integro poichè bisogna ricordare che come noi ci comportiamo nei confronti del prossimo così HQB”H IS”L si comporta con noi. C’è un’esclusione: nel caso si sia fatta un’offesa (anche non dinnanzi a lui) che consista nel dire un difetto (solitamente famigliare) che non ha, per esempio se lo ha chiamato mamzer ~ figlio illegittimo. La MB [11] dice che il motivo è che anche se lo perdona comunque il danno è fatto e prima che venga ristabilita la sua reputazione può passare anche molto tempo, se non mai. Conclude però che è un comportamento “umile” perdonare comunque.
Se chas veshalom si è recato un torto presso una persona che è defunta bisognerebbe andare presso la sua tomba con 10 persone e chiedere scusa esplicitamente dinnanzi loro. Chiaramente un cohen non può entrare in un cimitero, e segua la stessa procedura di una persona che abita lontano dal cimitero: invii un inviato che davanti a 10 persone faccia la stessa procedura a nome del “colpevole”.
L’uso è che quando viene chiesto scusa, si risponda se si vuole perdonare מחול מחול מחול “machul, machul, machul” ~ n.l. “cancellata (la colpa nei miei confronti), cancellata, cancellata”.

[1] Cancellazione probabilmente è una traduzione più letterale, ma in italiano rende meno l’idea; s’intende cancellazione della colpa nei suoi confronti.
[2] Nel caso sia falsa è un ‘averàh peggiore, si chiama “Motzì shem r’a” מוציא שם רע

mercoledì 26 agosto 2009

Segulot Israel - 2 Halakhot al giorno

Oggigiorno si sente sempre più parlare di Segullot, intese come "tip" per ottenere qualcosa.
Inoltre si sentono delle cose che sembrano pazzesche, molto vicine a quello che scrive il Ramchalז"ל Rabbenu Moshè Chajim Luzzato nel Messilat Yesharim, come leggere tutto il giorno il libro dei Tehillim o fare il Miqwè nell'acqua gelata.
In queste oramai ci sono due categorie: quelle che hanno una fonte, ma spesso vengono cambiate o estrapolate da un'intero cammino e quelle che oramai vengono inventate additando i Grandi come fonti.
Su questo genere di cose molti chakhamim hanno combattuto strenuamente contro questi fenomeni; tra questi chakhamim possiamo identificare figure come il Chatam Sofer, o l'odierno Rav Ben Tzion Mutzaffi Shalità con slogan tipo חרש אסור מן התורה "Chadash Assur Min HaToràh" la cui traduzione letterale è "il nuovo è vietato dalla Toràh", prendendo questa frase relativa al divieto di chadash, cioè la raccolta nuova prima che passi il secondo giorno di pessach, e utilizzando la stessa frase su nuovi usi che spesso persone ignorante tirano fuori o inventano.
Cominciamo quindi a portare Segulot con fonti.
La cosa eccezionale è che le segulot principali sono cose molto semplici, molto spesso famose, e proprio essendo così famose non vengono considerate.
Oggi vediamo come prenotarsi un posto nell' 'olam haBà, nel mondo a venire.
Diciamo ogni giorno al termine della Tefillàh di Shacharit תנא דב"א זכור לטוב, כל השונה הלכות בכל יום הרי הוא בן העולם הבא "Tanna Deve Eliahu Zakhur LaTov, Kol HaShonèh Halakhot bekhol yom harè hu ben Ha'Olam HaBà" "Insegnano nella Yeshivàh di Eliahu Ricordato in Bene, ognuno che studia delle halakhot ogni giorno è 'figlio' dell'Olam HaBà".
Il concetto di Ben - figlio significa che ha attinenza a questo, come se avesse una prenotazione nel posto.
La questione è molto semplice. Spiegano i poseqim (cfr. Kaf HaChajim Sofer 156) che la parola "Halakhot" è plurale, e il numero minore che include una forma plurale è due.
Abbiamo inoltre una mizwàh di studiare giorno e notte, e per questo troviamo una discussione tra i poseqim: c'è chi sostiene che è sufficiente studiare una halakhàh di giorno e una di notte e c'è chi due per ogni periodo.
Sicuramente è meglio uscire da ogni dubbio e seguire l'opinione più restringente.
Oggi si trovano testi interi di halakhàh tradotti in inglese, francese e altre lingue, anche su internet.
In ebraico è anche possibile trovare in fretta, mentre in italiano potete utilizzare anche questo sito.
La spiegazione del perchè si guadagna così tanto è semplicemente perchè così facendo si sa cosa HQB"H vuole da noi, e applicandolo si guadagna ancora di più, per questo conclude in Qiddushin (40b) che lo studio è più elevato dell'azione perchè si guadagna sia lo studio stesso che l'applicazione che comporta, poichè si sa cosa e come fare nei dettagli.
Behatzlachàh

venerdì 19 giugno 2009

Who is Who? Maran Rabbenu Yossef Qaro רבינו יוסף קארו ז"ל

Vita [5248-5335; 1488-1575 EV]


Allievi
Tra i suoi allievi possiamo enumerare:
  1. Rabbi Moshèh Alshich רבי משה אלשיך זיע"א: (la cui dipartita è anch'essa in questo giorno, 13 Nissan) grande Talmid Chakham vissuto a צפת יע"א Zefat ~ Safed, famoso principalmente per il suo libro di commento sulla Toràh e per la sua capacità di דרשן Darshan ~ n.l. oratore, tanto da essere spesso soprannominato con il titolo di הדרשן Ha-Darshan.
  2. Rabbenu Moshèh Cordovero רבינו משה קורדובירו ז"ל: più conosciuto con l'acronimo di Ramaq רמ"ק, grande Chakham in particolare nel campo della Qabbalàh. Ha scritto diverse opere, ma la più conosciuta al vasto pubblico è probabilmente תומר דבורה Tomer Devoràh.
  3. Rav Moshè Galanti מה"ר משה גלאנטי ז"ל: grande Talmid Chakham nel campo della Qabbalàh.

Opere principali

Rabbenu Yossef Qaro è stato un autore molto prolifico, nonostante ciò gran parte delle sue opere sono basilari per molti tipi di studio:

  1. בית יוסף Bet Yossef: probabilmente l'opera più importante, in cui commenta gli Arbà Turim aggiungendo altre opinioni dei Rishonim ז"ל e concludendo la Halakhàh, delineando il processo per stabilirla a partire dalla Ghemarà, passando per i Rishonim.
  2. שולחן ערוך Shulchan 'Aruch: sunto delle principali conclusioni tratte nel Bet Yossef, probabilmente è l'opera più famosa; interessante sapere che era stata scritta inizialmente come opera di studio per il ripasso o per chi non avesse molto tempo per lo studio, in modo che si potesse ripetere tutto il libro ogni 30 giorni.
  3. בדק הבית Bedeq Ha-Bayt: Correzioni e aggiunte sul Bet Yossef.
  4. שו"ת אבקת רוכל Shut Avqat Rochel: testo di risposte di Halakhàh a domande che gli sono state poste.
  5. כסף משנה Kessef Mishnèh: commento al משנה תורה Mishnè Toràh del Rambam ז"ל.
  6. מגיד משרים Magghid Mesharim: un testo in cui ha scritto parte di ciò che ha studiato con un angelo che gli è stato disposto apposta.
  7. כללי התלמוד Kellalè ha-Talmud: un sunto di regole di un centinaio di pagine per comprendere come studiare secondo regole generali di applicazioni della ghemarà, è stato scritto come commento al testo הליכות עולם Halichot 'Olam.

Due su Tre

Il principio base sulla quale Maran ז"ל nel Bet Yossef e nel Shulchan 'Aruch fissa la Halakhàh è il principio della maggioranza delle tre opinioni principali dei poseqim, tali il Rif, il Rambam e il Rosh ז"ל, considerati עמודי הוראה 'amudè Horàah ~ colonne di istituzione d'Halakhàh.

Nel caso in cui uno dei tre non avesse esplicitato la sua opinione e gli altri due si contrappongono, si fissa la halakhàh secondo la maggior parte degli altri rishonim che accordano con una delle due opinioni.

Questo principio per fissare la halakhàh era molto praticato in tutto il bacino mediterraneo sulle sponde nord-africane, in Eretz Israel e nelle sue vicinanze; questo è stato un ulteriore fattore che ha permesso una così elevata possibilità di diffusione di questi testi e del fatto che l'opinione di Maran fosse accettata.

lunedì 15 giugno 2009

1.18 I Rabbanim da Israel

Già dai tempi di Moshèh Rabbenu ע"ה è stato ordinato al popolo d'Israel di nominare dei capi e giudici per ogni luogo in cui si trovavano, come c'è scritto "שופטים ושוטרים תתן לך בכל שעריך" (Devarim 16, 18) "Shofetim veShoterim Titten Lekhà Bekhol She'arekhà" ~ "Giudici e amministratori della legge poni in ogni tuo cancello".
Dal periodo della Mishnàh in avanti questo capo veniva chiamato רב "Rav" o "Rabbi".
Il "Rav" doveva sapere tutta la Toràh sia scritta che orale, in forma perfetta, cioè tutto ciò che veniva scritto nel talmud e nei poseqim, in particolare nello Shulchan 'Aruch, così da saper trovare risposta ad ogni domanda nelle questioni di halakhàh come necessario.
Nessun Talmid Chakham può divenire un "Rav" a meno che non prenda il permesso d'insegnare da uno dei massimi Rabbanim della sua generazioni.
Questo permesso viene chiamato סמיכה semikhàh.
I rabbanim che danno la semikhàh interrogano il talmid chakham sul livello della sua sapienza nella Toràh e sono fiscali sul fatto che sia ירא חטא Irè Chet ~ timore del peccato, affinchè siano certi che non prenderà alla leggera il suo incarico di insegnare la halakhàh.

lunedì 1 giugno 2009

1.16 שולחן ערוך Shulchan 'Aruch

Rabbenu Yosef Qaro ז"ל della città di Zefat ha scritto un breve testo di halakhot e l'ha chiamato Shulchan 'Aruch; in esso ogni halakhàh e halakhàh è chiara e precisa.
Lo Shulchan 'Aruch divenne un libro popolare, adatto a tutti, che tutti usavano.
Lo Shulchan 'Aruch assomiglia ad un (traduzione) tavolo apparecchiato cui ogni persona cui vuole già godere può; è suddiviso in base agli stessi ordinamenti dei Turim.

domenica 17 maggio 2009

1.14 הטורים HaTurim

Per facilitare ancora più lo studio della halakhàh Rabbenu Ya'aqov figlio del Rosh ז"ל ha deciso di comporre similmente al Rif e a suo padre il Rosh ז"ל un gran testo di Halakhot nella quale ha evitato di trattare tutte le halakhot che non sono in uso in questi tempi come le halakhot relative al Bet Ha-Miqdash, ai קרבנות qorbanot ~ sacrifici, impurità particolari e simili.

Questo testo è stato diviso in quattro sezioni, ognuna delle quali è stata chiamata con il nome di טורים Turim ~ colonne, e sono:
  1. אורח חיים Orach Chajim: racchiude le halakhot che riguardano il rapporto tra l'uomo e HQB"H IS"L come le berakhot, le teffillot, le regole dello Shabbat e di Yom Tov, i digiuni e simili.
  2. יורה דעה Yorè De'a: include le halakhot che riguardano il rapporto tra l'uomo e sè stesso come la שחיטה shechitàh ~ macellazione rituale, כשרות kasherut ~ idoneità di cibi tra cui latte e carne, carni stesse e simili
  3. אבן העזר Even Ha'ezer: include le halakhot che riguardano il rapporto tra l'uomo e la propria moglie come גיטין ghittin ~ contratti di divorzio, קידושין qiddushin ~ fidanzamenti e simili.
  4. חושן המשפט Choshen HaMishpat: include le halakhot che riguardano il rapporto tra l'uomo e il suo prossimo come regole di danni, rapporti economici, furti, defraudazioni e simili.

martedì 12 maggio 2009

18 Yiar - רמ"א Ramà – Rabbì Moshè Isserlis

Una piccola nota sul רמ"א Ramà, Rabbì Moshèh Isserlis, di cui oggi 18 di Yiar (= Lag Ba’omer) è il giorno della dipartita.
Rabbì Moshèh Isserlis ha scritto diverse opere la cui importanza nel mondo ebraico è sostanziale. Tra queste ne ricordiamo due in particolare; la prima è il Darchè Moshèh [Haaroch], un’opera di commento sul Tur, nella quale riporta molte basi Halakhiche e soprattutto, le sue fonti. Solitamente si cita quest’opera nella sua versione “light”, realizzata dalle stampe successive presentata solo come “glossa” al Bet Yossef che ne completa eventuali mancanze, in particolare, nell’ambito della Halakhàh Ashkenazita. Da queste due opere miliari (Bet Yossef e Darchè Moshèh) sono stati scritti, inizialmente intesi quasi principalmente come riassunti per il ripasso, lo Shulchan ‘Aruch (compilato per essere ripassato in 30 giorni) e la Mappàh (la seconda opera che citiamo qui), testi basilari di tutta l’Halakhàh moderna. In generale la Mappàh riguarda aggiunte relative a regole che nello Shulchan ‘Aruch non sono trattate oppure semplicemente secondo l’opinione ashkenazita.

[1] Il Bet Yossef è l’opera di commento al Tur di מרן רבינו יוסף קארו Maran Rabbenu Yossef Qaro זיע"א

domenica 10 maggio 2009

1.13 הפוסקים I Poseqim ~ decisori di Halakhàh

Con il passare del tempo con le sue sventure sono state distrutte le yeshivot in Israel, così si è spento il lume della Toràh che illuminava la vita buia del popolo in esilio non essendoci più un centro che avesse il potere di risolvere qualsiasi domanda sulla base della Toràh.

Oltre a ciò, con il passare del tempo, il talmud era di difficile comprensione per due motivi:
  1. La lingua. Poichè è stato scritto in aramaico, lingua non più parlata comunemente, in particolare nei paesi stranieri
  2. Aumento delle disgrazie. A loro causa non era possibile stare in pace ad approfondire gli studi come necessario.

Nonostante tutto c'erano molti saggi che avevano spiegato il talmud in particolare Rabbenu Shelomò Yzchaqi ז"ל, famoso con il nome di רש"י Rashì che è anche il nome con cui il suo commento è conosciuto.

Con questo commento sul talmud ha facilitato lo studio spiegando il talmud a tutti coloro che entravano ad occuparsi di Toràh; lo scopo del suo commento era di spiegare il talmud e non quello di decidere come fosse la halakhàh, per questo ci sono stati anche saggi che dovevano ovviare questo problema e fissare la halakhàh direttamente dal talmud in forma concisa; questi saggi sono chiamati פוסקים Poseqim. I più famosi tra loro sono:

  1. Rabbì Yizchaq Fassi ז"ל: il cui testo viene chiamato a suo nome רי"ף Rif che è il suo acronimo, oppure in arabo AlFassi a nome della sua città.
  2. Rabbenu Moshè Ben Maimon ז"ל: che viene chiamato con l'acronimo רמב"ם Rambam, italianizzato con Maimonide, con vari libri; il principale era lo יד החזקה Yad HaChazaqàh (~ mano forte), chiamato anche משנה תורה Mishnè Toràh (~ ripetezione della Toràh).
  3. Rabbenu Asher ben Yechiel ז"ל: il cui testo viene chiamato con il suo acronimo הרא"ש il Rosh.

domenica 3 maggio 2009

1.12 התלמוד Il talmud

Nel periodo degli Amoraim lo studio della Toràh era concentrato in due paesi: nella terra d'Israel e in Bavel בבל ~ Babilonia.
In questi due paesi sono aumentate il numero di yeshivot e da lì sono usciti i maestri per tutto Israel.
Con il tempo hanno deciso di mettere per iscritto anche la Ghemarà.
Vicino ad ogni halakhàh della Mishnàh hanno affiancato la sua ghemarà relativa, e il testo che comprende entrambi si chiama תלמוד Talmud.
Il primo Talmud in forma scritta è stato composto in Eretz Israel, perciò è stato chiamato תלמוד ירושלמי Talmud Yerushalmi ~ di Gerusalemme.
In seguito è stato composto in forma scritta anche dalle yeshivot in Bavel ed è stato chiamato תלמוד בבלי Talmud Bavlì ~ babilonese.
Gli ordinatori del talmud Bavlì hanno riportato in esso dal Talmud Yerushalmì tutte le questioni che sono state concluse e fissate come halakhàh, evitando di riportare le questioni che non sono state fissate come halakhàh, perciò in ogni luogo in cui troviamo una מחלוקת machloqet ~ divergenza tra il talmud yerushalmì e il talmud bavlì la halakhàh è stata fissata come il talmud bavlì.

mercoledì 22 aprile 2009

1.10 משנה Mishnàh

Essendo presente il Bet Din HaGadol in Israel non c'era presenza di nessuna machloqet divergenza nelle questioni riguardanti la תורה שבעל פה Toràh shaBa'al Peh orale.
I saggi d'Israel, se avevano una discussione tra di loro, portavano la discussione dinnanzi al Bet Din HaGadol che decideva come fissare la halakhàh.
Tutto ciò fino a quando l'impero romano ha preso posizione in terra d'Israel e il Bet Din HaGadol è stato destituito, cominciarono le machloqot divergenze nelle questioni della Toràh, poichè non c'era un'unità centrale che potesse decidere.
Fuorchè ciò l'aumento di grandi disgrazie di quel periodo hanno disturbato l'attività di studio e la possibilità di insegnare, il popolo ebraico si stava disperdendo in varie nazioni e si vedeva il rischio che chas veshalom la Toràh potesse essere dimenticata da Israel.

A causa di questo doppio pericolo, le divergenze all'interno e l'esilio all'esterno, ha deciso Rabbì Yehudàh HaNassì, chiamato anche con l'appellativo di Rabbenu HaQadosh, ed ha realizzato una forma scritta della Toràh sheba'al peh orale.
A questo scopo ha unito tutti i saggi della sua generazione e con loro ha raccolto tutte le halakhot che sono state dette dal tempo di Moshè Rabbenu fino alla sua generazione (di Rabbì Yehudàh HaNassì) raccogliendole in un testo chiamato משנה Mishnàh, il cui significato è "studio chiaro ed esatto".

La Mishnàh è suddivisa in sei parti chiamati סדרים "Sedarim" ordini, e sono:
  1. זרעים Zera'im: include tutte le mizwot che dipendono dal cibo della persona, sementi, raccolti e berakhot per godimenti e simili.
  2. מועד Mo'ed: include tutte le mizwot riguardanti Shabbat e מועדים Mo'adim festività.
  3. נשים Nashim: include le mizwot riguardanti la vita famigliare, matrimoni, divorzi, fidanzamenti e simili
  4. נזקין Nezaqin: include la parte giuridica relativa a danni, cause inter-personali e questioni economiche varie, furti, defraudazioni e simili
  5. קדשים Qodashim: include tutte le mizwot relative al Bet HaMiqdash e ai קרבנות qorbanot sacrifici
  6. טהרות Taharot: include questioni di purità e impurità dovuta a morti, oggetti particolari ecc.

I saggi della Toràh le cui parole vengono portate nella Mishnàh sono chiamati in aramaico תנאים"Tannaim" che significa השונים "coloro che ripetono, insegnano" che viene dalla stessa radice della parola mishnàh משנה.

Le Halakhot riportate dalla Mishnàh sono chiamate Mishnayot.

domenica 22 marzo 2009

1.7 בית דין הגדול Bet Din Haggadol ~ Il grande tribunale

Prima di morire Moshèh Rabbenu ha tramandato la Torah al suo successore Yeoshua Bin Nun, attraverso il quale è stato composto una congregazione di settanta חכמים chakhamim ~ saggi chiamati con l'appellativo di זקנים “Zeqenim” ~ “anziani” che furono scelti da Moshè stesso su ordine di HQB"H.

Questa congregazione con Yeoshua a capo venne chiamata בית דין הגדול Bet Din Haggadol ~ il grande Tribunale composta da 71 anziani [Yehoshua + 70 saggi]; quest’organo giudiziario rimase in vigore fino alla distruzione del secondo Bet Ha-Miqdash e il successivo esilio.

Ogni domanda che veniva loro posta a cui non trovavano una soluzione già codificata nella Toràh (scritta o orale) decidevano sulla base di uno dei 13 criteri [13 criteri tramandati dal Tannàh (maestro dell'epoca della mishnàh) Rabbi Ishmael e dovrebbero essere letti ogni giorno nella prima parte della preghiera di shacharit] e altri tipi di applicazioni e e criteri di studio della Toràh trasmessi da Moshèh Rabbenu a nome di HQB"H; nel caso vi fosse una divergenza si decideva sulla base della maggioranza.

Ogni saggio che trovava nella Toràh qualche risposta a delle domande doveva esporla al Bet Din Haggadol e se veniva ritenuta valida, diventava una legge in Israele, valida come se fosse stata decretata da HQB"H.

La decisione del Bet Din Hagadol veniva chiamata פסק דין Pesaq Din ~ Sentenza o הלכה Halakhàh.

Il Beit Din Hagadol veniva denominato anche Sanedrin Haggedolàh, quando vi era il Bet Ha- Miqdash si riunivano in una aula speciale chiamata לשכת הגזית Lishkat Hagazit ~ L’Aula delle pietre intagliate in maniera superba.