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domenica 25 luglio 2010

Tu-BeAv - Yom Tov per ghilgul

Del giorno di Tu-Be-Av ne abbiamo già parlato in articoli precedenti, quest’anno vorrei approfondire un concetto che si impara dal giorno stesso e che può riassumersi in questa frase:

מגלגלין זכות על ידי זכאי Megalghelin Zekhut 'al yedè Zakkai ~ si rigira il merito (per mano/) attraverso un meritevole וחיוב על ידי חייב Vechiuv 'al yedè Chayav ~ e debito (per mano/) attraverso un debitore ossia più una persona ha meriti e più HQB"H fa sì che arrivi attraverso di essa un merito ulteriore che doveva essere trasmesso all'Universo; allo stesso modo anche il contrario: più una persona fa averot (e quindi è debitrice nei confronti di HQB”H) e più HQB”H lo utilizzerà come tramite per portare eventi negativi, che comunque sarebbero accaduti; tutto dipende dalla tendenza delle azioni della persona.
E’ da sottolineare che il termine chiuv non è da associarsi con quello di colpa, bensì con quello di “debito”. Il “debito” di cui si parla è quello che si crea quando c’è un deficit tra ciò che potenzialmente si può realizzare di buono e ciò che effettivamente si fa.

Nel ragionare su questo concetto si deve fare attenzione a non cadere in questi tre errori:
(a) evitare di pensare che non sia possibile cambiare le cose poiché tutto dipende dall’intenzione che si ha e dalla quantità e qualità dei meriti e dei "debiti"; (b) a volte HQB”Q fa delle eccezioni alla regola per Suoi cheshbonot (conti Divini che potrebbero non essere chiari agli occhi di tutti) (c) non bisogna pensare che questo sia l’unico modo che HQB”H ha per far arrivare meriti e debiti all’Universo poiché nel caso in cui non ci sia nessuno di adatto per essere da tramite al Suo Volere manderà un altro inviato. Riguardo a ciò è detto “הרבה שלוחין למקום Harbè Sheluchin LaMaqom ~ Molti inviati ha il Maqom "Luogo" [il “Luogo” per Eccellenza, quindi HQB"H IS"L che occupa tutti i luoghi]”.

Per capire meglio il concetto di Megalghelin Zekhut 'al yedè Zakkai può essere utile esaminare parte di un מעשה ma'asè ~ gesta riportato al termine del secondo capitolo di massechet Ta'anit (18b) [di cui si parla anche in Massechet Semachot (capitolo 8)]:

"Quando Toryanos שר"י (generale romano) voleva uccidere Lolianos e suo fratello Pappos (due ebrei condannati ingiustamente a morte per salvare altri del popolo ebraico) a Ludkia (Spiega Rashì che si tratta della città di Lud, in Israele) gli ha detto (Toryanos): 'Se venite dal popolo di Chananya Mishael e 'Azariàh, venga il Vostro Signore e vi salvi dalle mie mani, allo stesso modo in cui ha salvato Chananya, Mishael e 'Azariàh dalle mani di Nevuchadnetzar שר"י [che li ha buttati in un braciere enorme perchè non si sono inchinati alla sua statua monumentale per onorarlo, come riportato nel libro di Daniel, e si sono salvati senza bruciarsi, camminando nel fuoco]'. Gli hanno risposto: 'Chananya, Mishael e 'Azariàh erano צדיקים גמורין Tzaddiqim Ghemurin ~ Giusti Completi ed erano degni che venisse fatto loro un נס nes ~ miracolo, e Nevuchadnetzar era un re corretto [N.d.T. perchè onorava HQB"H] e degno che si facesse un nes per sua mano, e tale רשע rash'à ~ malvagio [si riferiscono a Toryanos] è un sempliciotto e non è degno che si faccia un nes per sua mano e noi (paralano di sè stessi) abbiamo già un debito di annullamento verso il Maqom, e se non ci uccidi tu molti uccisori ha il Maqom, e molti orsi e leoni ha il Maqom nel suo Universo che ci assalirebbero e ci ucciderebbero, ma non ci ha consegnato HQB"H nelle tue mani se non per il fatto che in futuro vuole riscuotere il debito del nostro sangue dalle tue mani'; nonostante ciò (Toryanos) li ha uccisi immediatamente.
Hanno detto (testimoni che hanno assistito a quanto accaduto) non hanno fatto in tempo a muoversi da lì fino a che sono venuti alcuni ministri da Roma che gli hanno bucato le cervella (pena molto consueta ai tempi)."

Dalla risposta di Lolyanos e Pappos si può dedurre che ogni persona ha la facoltà di libero arbitrio per decidere come comportarsi e le conseguenze di tale comportamento non dipendono da lui stesso, ma dalla volontà di HQB”H. [Il concetto in sè prende più di qualche riga ma non approfondisco ora l’argomento perchè si rischierebbe di uscire fuori tema]

Questo concetto non solo è applicabile alle persone ma anche ai giorni: alcuni sono più propizi di alti per l’avvenimento di determinati fatti. Per esempio il giorno del proprio compleanno (chiaramente secondo il calendario ebraico) è un giorno di buon auspicio in cui c’è maggiore possibilità di avere הצלחהhatzlachàh ~ successo nelle proprie azioni [così scrive Rabbenu Yossef Chajim ז"ל nel testo Ben Yehoyadàh su Berakhot (28a)], mentre i giorni di Yorzait, cioè gli anniversari di morte, sono di minor auspicio ed è per questo che si usa digiunare e aumentare mizwot, per annullare questo effetto negativo attraverso la Teshuvàh.

I benè Yisrael possono innalzarsi oltre l’accezione negativa del giorno attraverso l’osservanza delle mizwot, ma devono ricordarsi che c’è la possibilità che li influenzi comunque a seconda di quanto effettivamente ci si impegna per annullarne gli effetti.
Per i motivi di cui sopra è importante conoscere quali siano giorni propizi e meno, in particolare la Ghemarà in Massechet Ta'anit (26b) riporta che non ci sono stati giorni טובים Tovim ~ buoni per il popolo d'Israel come Yom Ha-Kippurim e Tu-BeAv.

Il giorno di Tu-BeAv, il 15 di Av, è un giorno in cui sono accaduti molti eventi che hanno unito il popolo d'Israel; per questo motivo c’è maggiore possibilità di aumentare l'unione tra i benè Israel, in particolare attraverso lo studio di Toràh e Mizwot, che è ciò che unisce effettivamente il popolo ebraico, in quanto lo studio e l’osservanza delle mizwot rendono la persona e l’Universo più tendenti alla perfezione ed alla completezza, che per definizione sono elementi di unione e avvicinamento, opposti al concetto di ‘averàh ~ peccato, che crea disgregazione e quindi allontanamento.

Prendiamo quindi coscienza della potenzialità positiva di questo giorno particolare per sfruttarla.

domenica 18 luglio 2010

NOTA SU TISH’ÀH BEAV

Cinque eventi sono accaduti il nove di Av (Ta’anit 26b) tra cui la distruzione del primo e del secondo Bet Ha-Miqdash. Bisogna capire che non piangiamo solo per i peccati dei nostri padri che ne hanno causato la distruzione, ma anche perché ogni generazione in cui il Bet Ha-Miqdash non viene ricostruito è come se fosse stato distrutto in quei giorni, in particolare perché le cause che hanno portato alla distruzione non sono state sistemate, in primis la שינאת חינם Sinnat Chinnam ~ l’odio gratuito. [Cfr. introduzione al Chafetz Chayim].

ALCUNE NORME SULLA VIGILIA DEL 9 DI AV – in breve

- תחנוןTachanun. La vigilia del 9 di Av non si recita il tachanun; nel caso di Shabbat Qodesh non si recita Tzidkatechà all’ora di Minchàh (TH vol 7 6.1)
- תיקון חצותTiqqun Chatzot. C’è l’uso di recitare Tiqqun Chatzot, una serie di tefillot sulla distruzione del Bet Ha-Miqdash. Chi usa recitarlo nel periodo di Ben Ha-Metzarim di giorno lo reciti anche la vigilia di 9 beAv. Durante la notte di 9 beAv si usa recitarlo (TH 6,2). C’è chi sostiene che si recita solo la prima parte, il Tiqqun Rachel.
- Studio. C’è l’uso di non studiare già dopo חצות היום chatzot hayom ~ metà delle ore di luce studi di Qodesh che portano simchàh e limitarsi a studiare altro come il libro di Yiov, Echà e vari midrashim ad essi connessi (cfr articolo relativo), e c’è chi usa applicare quest’uso anche quando la vigilia del 9 di Av cade di Shabbat Qodesh. L’importante è che perciò non smetta di studiare (TH 6.3).
- Passeggiate. Sono vietate la vigilia del 9 di Av e tanto più il giorno stesso. Birkè Yossef (553,5); Sha’rè Teshuvàh (553,5), Kaf HaChajim Sofer (553,20), Torat Hamo’adim (6,4)
- סעודה מפסקתSeudàh Mafseqet. Il pasto precedente il digiuno deve essere fatto prima del tramonto, dopo chatzot hayom. Ha delle norme particolari (trattate in un precedente articolo). In sintesi: si mangia per terra, non più di un cibo cucinato, anche se è possibile aggiungere frutta e verdura fresca. (E’ vietato mangiare carne e bere vino già da prima). Non si sia in condizione di recitare lo Zimmun (cfr O.C. 552)
Be”H il bet Ha-Miqdash sarà ricostruito e non avremo queste norme di ristrettezza, ma il giorno di Tish’àh BeAV sarà Yom Tov.

venerdì 16 luglio 2010

BEN HA-METZARIM – lavarsi

Durante il periodo di Ben Ha-Metzarim abbiamo diverse ristrettezze allo scopo di sentire più profondamente il lutto per la mancanza del Bet Ha-Miqdash תובב"א . Tra questi divieti c’è quello di lavarsi almeno nella settimana shechal bo Tish’àh beAv, la settimana in cui cade il nove di Av, cioè da Shabbat Qodesh precedente fino al 9 di Av stesso.

Esistono vari usi per quanto riguarda da quando far cominciare il periodo di ristrettezze:
a) שבוע שחל בו תשעה באב Shavua shechal bo Tish’àh BeAv. Così dice il Rambam (Hilkhot Ta’aniot 5,6) e Maran lo riporta come seconda opinione d’uso nello Shulchan Aruch (O.C. 451,16) e così riportano vari poseqim che è il מנהג minhag ~ uso presso i sefarditi. Così riporta anche Rav David Yossef שליט"א nel Torat Hamo’adim (Ben Ha-Metzarim 5,40)
b) Da Rosh Chodesh. Così riposta Rabbenu Yossef Qaro ז”ל nello Shulchan ‘Aruch (O.C. 451,16) come prima opinione d’uso, e così dice il Ramà che è l’uso (degli ashkenaziti). Così riporta anche il Ben Ish Chai (Anno 1, Devarim 16) presso diverse comunità tra cui Bagdad יע"א.
Secondo tutte le opinioni c’è l’uso di vietare l’acqua calda, eccetto nel caso di chi lo faccia per ragioni mediche o per una partoriente, casi in cui lo scopo del lavaggio non è piacere personale ma un fine curativo. (Torat Hamo’adim Ben Ha-Metzarim 5,42).

Per quanto riguarda l’uso dell’acqua fredda ci sono diverse opinioni. Ne riporto due in particolare: il Ramà (O.C. 451,16) lo vieta e così dice anche il Ben Ish Chai (Anno 1, Devarim 16). C’è chi facilita, in particolare in Torat Ha-Mo’adim (Ben Ha-Metzarim 5,40) si facilita nei seguenti casi:
- Acqua fredda, anche con sapone.
- Per lavoratori che tornano dal lavoro pieni di sudore che se non si lavassero soffrirebbero molto, persino secondo l’uso che vieta l’uso dell’acqua fredda possono lavarsi con acqua fredda.
- Per chi è solito lavarsi ogni giorno o ogni periodo a causa di eccessivo calore che lo porta a sudare che se non si lavasse soffrirebbe, è possibile facilitare anche per chi non usa lavarsi con acqua fredda e utilizzarla.
- Chi è solito lavarsi ogni ערב שבת קודש ’Erev Shabbat Qodesh almeno viso, mani e piedi con acqua calda può facilitare anche ‘Erev Shabbat Chazon.
- Una donna a cui sia arrivato il tempo del Mikwèh fa tutti i preparativi con acqua calda persino Shavu’a she chal bo Tish’àh beAV (TH BH 5,41)
- Gli uomini che usano andare al mikwèh con frequenza in modo fisso possono andare anche durante la shavu’a shechal bo Tish’àh beAv. Il Mikwèh in tal caso deve avere acqua fredda; se non fosse possibile stare nell’acqua fredda si faccia la tevillàh nell’acqua calda (Torat Ha-Mo’adim Ben Ha-Metzarim 5,41)

mercoledì 14 luglio 2010

Menachem Av 5770

Menachem Av 5770
Rosh Chodesh – 1 giorno lun 1 Av / 12 luglio

Si recita Hallel non completo, seguito da lettura della Toràh (4 persone) e Mussaf.

Non si recitano i tachanunim.


Il Molad
cade lun notte 19.07 e 17 chalaqim.

Riguardo alla Birkat Ha-Levanàh, si usa comunque non recitarla prima dell’uscita di Tish’à BeAv, quindi non c’è da definire un altro inizio.

L’ultima notte valida per recitarla è la notte del 15 di Av, tra dom 25 e lun 26 luglio.

Da Rosh Chodesh Av è necessario diminuire la Simchàh (Ta’anit 29a), ulteriore stadio del periodo di Ben Ha-Metzarim.

Secondo tutte le opinioni si evita da Rosh Chodesh Av di occuparsi di commercio per Simchàh, cioè di matrimoni e simili; tranne nel caso non sia possibile più posticipare oppure si possa comprare qualcosa che altrimenti si perderebbe come nel caso dei saldi.

Da Rosh Chodesh inizia il periodo dei תשעת הימים Tish’at Ha-Yamim ~ dei nove giorni.

Ci sono vari usi per il resto delle ristrettezze in questi giorni, tra cui il divieto di tagliarsi barba e capelli, mangiare carne e bere vino, lavarsi, indossare vestiti puliti, cui rimando ad altri articoli, poiché serve una trattazione più dettagliata per esplicare i vari usi.

Ci sono altri tre periodi da sottolineare:
- שבוע שחל בו תשעה באב Shavu’a Shechal bo tish’à BeAv. Letteralmente la settimana in cui cade il 9 di Av, cioè da motzaè Shabbat Qodesh Devarim fino al 9 di Av.
- ערב תשעה באב ‘Erev Tish’à BeAv. La vigilia di Tish’à BeAv, in cui si mettono secondo tutte le opinioni ulteriori ristrettezze. Da chatzot hayom si applica la ristrettezza riguardo al divieto di studio di cose che siano meno allegre come il libro di Yiov e quello di Echàh. A Minchàh non si recitano tachanunim.
- Tishà BeAv stesso. Ci sono in essi 5 divieti aggiunti qui sintetizzati: (a) divieto di mangiare e bere, (b) divieto di lavarsi perfino le mani, (c) divieto di avere rapporti con la propria moglie, (d) divieto di ungersi, (e) divieto di indossare scarpe di cui parte della suola sia di cuoio. Questi divieti partono dal tramonto della sera precedente fino all’uscita delle stelle del giorno stesso.


Il 9 di Av cade la sera di lun 19 luglio e termina all’uscita delle stelle di mar 20 luglio.


Tu BeAv – il 15 di Av. In massechet Ta’anit (26b) riporta la ghemarà che non ci sono giorni belli per ‘am Israel come yom hakippurim e il 15 di Av. Non si recitano tachanunim.

domenica 27 settembre 2009

Yom Ha-Kippurim & Tish'à BeAv: I Divieti

Ci sono 5 divieti fondamentali nel giorno di Yom Ha-Kippurim come il 9 di Av.
  1. Mangiare e bere. Se è solito bere durante la notte, stia attento a non preparare l’acqua vicino al letto, e trovi un sistema anzi per ricordarsi della cosa [BIC 14].
  2. Lavarsi. E’ vietato fare la doccia independentemente dall’essere ad acqua calda o fredda. Inoltre è anche vietato lavarsi la mano oltre le dita. Nel caso una persona si sia sporcata è possibile sciacquarsi la parte sporca. Però è vietato sporcarsi apposta o lasciare “a mollo” nell’acqua persino solo un dito.
  3. Spalamarsi olii. In questo divieto sono inserite anche l’utilizzo di creme, a meno che non siano usate per uso medico strettamente necessario, chiedere ad un rabbino.
  4. Indossare scarpe di cuoio o pelle. E’ possibile utilizzare scarpe da ginnastica (a patto che non contengano cuoio, cosa che spesso accade), di gomma e simili.
  5. Divieto di avere rapporti con la propria Moglie. E’ vietato anche toccarla, esattamente come fosse una niddàh; in caso di stretta necessità c’è da facilitare durante il giorno; si stia attenti a non dormire nello stesso letto, nonostante ognuno abbia una parte del letto definita (una piazza o simili) [BIC 15].

Inoltre il giorno di Yom HaKippurim troviamo un divieto ulteriore di compiere melakhot cioè attività creative che appartengono alle 39 categorie vietate di Shabbat Qodesh, come trasportare da un territorio pubblico ad uno privato e viceversa o 4 ammot in territorio pubblico, accendere una fonte di luce e simili.

Note sulla Netillat Yadaim durante Yom HaKippurim e Tish'à BeAv
Si lavino solo le dita fino alla fine delle estremità, ed esegua come ogni giorno l’alternanza tra destra e sinistra, lavando prima la destra e ripetendo il tutto per 3 volte, e benedice ‘Al netillat Yadaim, come ogni giorno. E’ comunque vietato lavare la faccia, tranne in caso ne sia sporca una parte, in tal caso è possibile lavare solo quella. E’ possibile comunque passare un po’ d’acqua sugli occhi, dopo avere asciugato le mani dalla netillat yadim.
I cohanim per la birkat cohanim lavano come durante tutto l’anno.
Ghemar Chatimàh Tovàh a tutti

lunedì 3 agosto 2009

טו באב Tu BeAv – Sfruttare il giorno

Riprendo il discorso di Tu BeAv sotto una luce aggiuntiva; precedentemente abbiamo toccato il perchè a Tu BeAv non si recitano Tachanunim, ora sarebbe opportuno vedere il seguito della mishnàh che abbiamo interrotto.

L'ultima mishnàh in Massechet Ta'anit (26b) dice: “Ha detto Rabban Shim'on ben Gamliel: non ci sono dei giorni più belli per Israel come Yom haKippurim (Kippur) e Tu BeAv, che in essi le ragazze di Yerushalaim escono con abiti bianchi presi in prestito, per non far vergognare chi non ha. E tutti gli abiti necessitano di Tevillàh (mikwèh).
E le ragazze di Yerushalaim escono e girano tra i vigneti. E cosa dicono? “Ragazzo, alza gli occhi e vedi cosa scegliere. Non concentrarti sulla sulla bellezza, ma concentrati sulla famiglia (com'è detto in Mishlè 31) שקר החן והבל היופי אשה יראת ה' היא תתהלל Sheqer HaChen veHevel Ha Yofi Isha Irat Hashem Hi tithallal. Menzognera è ed evanescente è la bellezza, una donna con timore di Hashem è colei che sarà lodata e dice: תנו לה מפרי ידי' וי'ללוה בשערים מעשי' Tenu lah miperi yadeah vayehalleuah bashe'arim ma'aseah. Datele dai frutti delle sue mani e verrà lodata per i portici per le sue azioni etc.

La prima domanda da porsi è perché tutto questo cerimoniale, e la seconda perché proprio in questo giorno. [Ci sarebbero molte altre domande, ma è preferibile concentrarsi su quelle più lampanti].
Abbiamo visto precedentemente che il giorno di Tu BeAv è un giorno che in sé rappresenta l'unione del popolo ebraico.
E' necessario sapere che HQB”H IS”L governa tutto l'universo secondo norme di מדה כנגד מדה middàh kenegghed middàh [Sotà 9b], spesso tradotto come contrappasso; in forma brutale, HQB”H si comporta con noi con la stessa moneta in cui noi ci atteggiamo, pertanto se una persona si comporta bene rispetto a ciò che è da lui richiesto singolarmente, anche l'atteggiamento del mondo nei suoi confronti sarà così, mentre nel caso in cui una persona (pur facendo la volontà Divina comportandosi secondo quelli che sono i Suoi precetti, tali le mizwot) si comporti con dissolutezza anche il mondo che lo circonda sarà così. [Questa norma generale meriterebbe una trattazione a parte BeN BeS Be”H].
Allo stesso modo ci sono anche giorni che, per merito di azioni particolari che sono state fatte dai nostri avi, sono considerati giorni più propizi o chas veshalom molto meno propizi di altri, poiché si fa sì che anche il giorno dell'anno conservi caratteristica di middàh kenegghed middàh, con una formula leggermente differente: מגלגלין זכות על ידי זכאי וחיוב על ידי חייב Megalghelin Zechut 'al yedè Zakkai VeChiuv 'al yedè Chayav, cioè HQB”H IS”L fa sì che il meritevole (persona, oggetto o giorno che sia) se è meritevole per qualche merito avvenuto in esso, gli si aggiunge motivo di merito, e se chas veshalom invece è già deplorevole gli si aggiunge motivo di demerito.
La domanda ovvia è quindi, dov'è il libero arbitrio? In realtà il libero arbitrio si trova in due fasi: sia nella fase iniziale in cui si è creato il motivo di merito o chas veshalom di demerito, sia nella fase dell'avvenimento di cui si sta parlando poiché la persona ha la possibilità di frenare il corso degli eventi se lo vuole, e se quell'avvenimento deve capitare per forza, capiterà per mano di qualcun altro o per mano di animali o oggetti, poiché HQB”H IS”L ha molti emissari.

Nonostante ciò è bene sapere quali sono i giorni più propizi e quelli meno per poter sfruttarli o per poter evitare di fare alcune cose in essi.
In base a questo criterio dovrebbe essere chiaro a tutti perchè sarebbe opportuno digiunare il giorno dell'anniversario della morte dei propri genitoriל"ע o di determinati tzaddiqim o chakhamim alla quale siamo più legati, per fare teshuvàh e sistemare tale giorno.
Allo stesso modo, il perchè evitare determinate cose durante il periodo di Ben HaMetzarim o da Rosh Chodesh Av (cfr. articoli precedenti).
D'altra parte quando si sa che un giorno è propizio bisogna sfruttarlo, ad esempio Rabbenu Yossef Chajim ז"ל (Ben Yehoyadàh Berakhot 28a) scrive che il giorno del proprio compleanno (quello che conta chiaramente è la data in base al calendario ebraico) è un giorno propizio; così anche giorni di festa come Yom HaKippurim e Tu BeAv. Ci sono poi da analizzare per ogni singolo giorno il campo in cui esso è propizio per saperlo sfruttare.

In particolare il giorno di Tu BeAv, come abbiamo visto a nome del Rav Qeren Oràh è un giorno propizio per abolire la sinnat chinnam ed aumentare l'amore e la stima verso altri membri del popolo ebraico.
Sapendo ciò l'uso a Yerushalaim era di conseguenza. Le ragazze si vestivano con abiti prestati, bianchi perchè sono i più semplici, che persino le ragazze più povere possedevano, così facendo aumentavano motivo di amore tra di loro perchè permettevano anche alle più semplici di sposarsi; comportandosi in modo così semplice facevano notare in modo ancora più evidente la cosa più importante: l'Irat HaShem, ovvero il timore Divino, che è la cosa principale nel tempo.

C'è da chiedere a questo punto perchè proprio l'Irat HaShem.

Riprendiamo il discorso del libero arbitrio.
Immaginiamo una persona che vuole alzarsi tutti i giorni per andare a pregare, e un giorno si sveglia ל"ע malato tale che non può uscir di casa – è evidente che non ha la possibilità di esercitare il proprio libero arbitrio.
Bisogna capire che il libero arbitrio è limitato alla possibilità di decidere una semplice scelta: se voglio servire HQB”H IS”L o no. Il no può consistere in molti aspetti, che molto spesso appaiono anche come mizwot, ma che dopo un'analisi più approfondita è evidente che l'azione stessa è una trasgressione o almeno qualcosa che vi si avvicina.
Ogni momento di scelta è sempre un bivio e non è mai chiaro all'inizio quali siano le due strade. E' necessario e fondamentale per decidere un'analisi approfondita, spesso coadiuvata dall'aiuto di qualcuno che è già più esperto sulle vie della comprensione di questi fenomeni, cosa purtroppo rara in molti ambiti. In ogni caso è possibile agire in modo semplice e chiedere attraverso la teffillàh aiuto divino alla chiarezza, poiché HQB”H IS”L mette alla prova le persone in base al livello che hanno raggiunto.

Questa è la nota delle ragazze di Yerushalaim: possono esserci giorni più propizi e giorni che lo sono meno, è fondamentale sfruttarli, ma è necessario sapere come. Il come è l'Irat Hashem, quindi scegli bene ragazzo! Non concentrarti sulle apparenze, ma guarda i veri valori.

Questo e altro e Tu BeAv, Be'ezrat HaShem di riuscire a sfruttarlo e utilizzarlo come trampolino di lancio.

טו באב Tu BeAv – I motivi

E' abbastanza risaputo che il giorno di Tu BeAv, il 15 di Av, è un giorno di “festa”, pertanto si usa non recitare durante esso il tachanun (Shulchan 'Aruch Orach Chajim 131). Ciò che non si sa di solito è il perchè.
Vediamo di analizzare alcuni dei punti principali.

L'ultima mishnàh in Massechet Ta'anit (26b) dice: “Ha detto Rabban Shim'on ben Gamliel: non ci sono dei giorni più belli per Israel come Yom haKippurim (Kippur) e Tu BeAv”.
La ghemarà (Ta'anit 30b) richiede maggiore chiarezza. Riguardo a Yom Hakippurim può essere chiaro poiché è il giorno in cui Moshè Rabbenu ע"ה è tornato con le seconde לחות הברית Luchot HabBerit tavole del patto ed è un giorno che è stato dato per le generazioni come giorno di penitenza ed espiazione, che permette di cancellare peccati. Ciò che non risulta essere evidente è il motivo del 15 di Av. La ghemarà (30b – 31a) riporta sei motivazioni differenti, derivate da avvenimenti accaduti in questo giorno:
Rav Yehudàh a nome di Shemuel dice che in questo giorno le dodici tribù hanno ricevuto il permesso di sposarsi tra di loro.
Rav Yossef a nome di Rav Nachman dice che è stato ripermessa la tribù di Biniamin dopo ciò che è accaduto con la Pileghesh Baghivà (cfr. libro di Shofetim).
Rabba Bar Bar Chana a nome di Rabbi Yochanan dice che è il giorno in cui è terminata la morte di coloro che perivano nel deserto a causa del vitello d'oro per quarant'anni.
Ulla dice che è il giorno in cui Hoshea ben Ellha (re del regno di Israel) ha rimosso i sorveglianti che non permettevano di salire al Bet HaMiqdash durante i regalim – n.l. Pellegrinaggi dal tempo del re Yerovoam ben Nevat (cfr. Melachim A).
Rav Matna dice che è il giorno in cui i morti della città di Betar sono stati riconsegnati dai romani per essere seppelliti (cfr. Ghittin 57a). In quel giorno i saggi della città di Yavne le benedizioni di HaTov veHaMetiv cioè che Fa il Bene e il Meglio.HaTov perchè non hanno cominciato a maleodorare a causa del rigor mortis (portando quindi a diverse conseguenze tra cui propagazione di malattie), e HaMetiv perchè sono stati consegnati per essere seppelliti. [Le Berakhot di HaTov VeHaMetiv sono due: la prima è la quarta berakhàh della birkat HaMazon, mentre la seconda è una berakhàh particolare che si recita nel caso si porti un vino nuovo a tavola non inferiore a quello che c'era già, nel caso siano presenti alcune condizioni particolari. Cfr. SA ]
Rabba e Rav Yossef dicono entrambi che è il giorno dell'anno in cui, durante il periodo in cui si portavano sacrifici nel Bet HaMiqdash, i cohanim destinati a raccogliere la legna interrompevano la loro occupazione poiché da tale giorno la legna non era più molto secca, adatta quindi ad essere bruciata. Pertanto avevano più tempo per occuparsi di Toràh HaQedoshàh. Spiega Rav Menashia che per questo, tale giorno è chiamato anche “Yom Tavar Magal” “Giorno che rompe l'ascia”, poiché veniva messa da parte, e permetteva quindi di aumentare lo studio.
Ho tentato fino a qui di riassumere al massimo le parti principali di queste pagine di Ghemarà; nonostante questo c'è molto su cui è possibile dilungarsi, sia sull'analisi di ogni avvenimento singolarmente che sulle sue conseguenze.
Preferirei però effettuare in questa occasione un'analisi generale, in base a ciò che scrive l'autore del commento קרן אורה “Qeren Oràh” su massechet Ta'anit e su ciò che scrive il Rav Chafetz Chajim (Rabbenu Yisrael Meir HaCohen di Radin) nel suo pamphlet “Ahavat Yisrael”.

Ci sono due opposti presenti nell'arco della nostra storia: l'unione e la disgregazione.
L'esempio più lampante di disgregazione è chiamato שינאת חינם sinnat chinnam, l'odio gratuito. L'odio gratuito non consiste solo nell'odiare effettivamente, ma anche nel creare situazioni in cui non si sopporta una persona per cose vane. Ci sono due permessi di odiare un altro membro di Am Israel: nel caso in cui abbia compiuto una trasgressione o in cui sia stato danneggiato dal suo comportamento. Oltre al fatto che in sintesi le due cose coincidono poiché la trasgressione che compie provoca un danno spirituale a tutto il popolo d'Israel (cfr. Qiddushin 40b e Rambam nelle Hilkhot Teshuvàh), anche questi “odii” hanno norme per essere limitati e possono comunque essere applicati in condizioni particolari. In tutti gli altri casi l'odio o il non sopportare una persona rientra nella Sinnat Chinnam.
La Sinnat Chinnam è la causa principale della distruzione del secondo Bet HaMiqdash, e sappiamo bene che ogni generazione in cui il Bet HaMiqdash non viene ricostruito è come se fosse stato distrutto in quei giorni; questo perché fino a quando è presente la causa della distruzione, cioè la sinnat chinnam, c'è un impedimento nella ricostruzione.
Bisogna quindi stare attenti ad evitare di odiare il proprio prossimo, se non nei casi in cui è permesso.
Ci terrei a fare qualche esempio in breve, poiché sono certo che quasi ogni lettore pensa che la cosa non lo tange per nulla: (I) In massechet Makkot (9b) la ghemarà riporta che chi apposta evita di parlare con il prossimo per tre giorni è chiamato שונא “Sonè”, una persona che odia; (II) se faccio discriminazioni del tipo “ashkenazita”, “sefaradita”, “libanese”, “persiano”, “romano” o “tripolino”, [esempi puramente a “caso” in ambito italiano] non inerenti agli usi, che sono anzi motivo di orgoglio, ma inerenti ad altri atteggiamenti o caratteristiche ricade nella sinnat chinnam (oltre che nei divieti di lashon Har'à e simili); (III) anche altri tipi di atteggiamenti relative al ceto sociale o monetario ricadono nel divieto.

Ebbene, il giorno del 15 di Av è esattamente il contrario di tutto ciò, è il giorno dell'unione del popolo per eccellenza: (1) le tribù ricevono il permesso di mescolarsi tra di loro, così da permettere che non ci siano divisioni interne, (2) e così viene anche annullato il divieto a causa di ciò che è successo alla tribù di Biniamin. (3) I morti nel deserto terminano, ed è possibile ricominciare un'esistenza completa, in visione dell'entrata in Eretz Israel; (4) il regno di Israel che aveva creato una frattura con il regno di Yehudàh, ripermette l'unione dei componenti dei due regni; (5) la possibilità di seppellire i morti dà a loro pace poiché c'è parte dell'anima (ruach) che non si può staccare definitivamente dal corpo a meno questo non si sia decomposto a seguito della sepoltura (cfr. Berachot 18b e commentatori) quindi anch'esso è un motivo di riunione spirituale, poiché le anime si ricongiungono nel luogo in cui devono stare. Per ultimo vediamo che persino (6) i pochi cohanim che sono destinati a tagliare legna, nel momento stesso in cui possono studiare di più è considerato come si uniscono ancora di più poiché la causa principale dell'unione è lo studio stesso della Toràh HaQedoshàh, che è ciò che identifica per eccellenza il popolo ebraico.

Yehi Ratzon che riusciremo a breve ad estirpare i motivi della Sinnat Chinnam e di vedere per questo ricostruito il Bet HaMiqdash, Bimhera Beyamenu Amen.

mercoledì 29 luglio 2009

Tish'à BeAv - Motzaè Tish’à BeAv

All'uscita di Tish'à BeAv bisogna sapere come comportarsi:

Tish’à BeAv - Conclusione

Concludo con le parole di Maran in OC [OC 554:25] che cita Ta’anit 30:
"Chiunque mangi e beva a Tish’àh BeAv non vede la gioia di Yerushalaim [ricostruita e ristabilita], e ognuno che rimane in lutto su Yerushalaim [perché è stata distrutta e non è stata ricostruita] merita e vede la sua gioia.
Yehi Ratzon che avremo il merito di vedere presto Yerushalaim ricostruita e ristabilita Bimhera Beyamenu Amen.

martedì 28 luglio 2009

Tish’à BeAv - Ulteriori note

Note sulla Netillat Yadaim [OC 554:7-11]
Si lavino solo le dita fino alla fine delle estremità, ed esegua come ogni giorno l’alternanza tra destra e sinistra, lavando prima la destra e ripetendo il tutto per 3 volte, e benedice על נטילת ידים‘Al netillat Yadaim, come ogni giorno. E’ comunque vietato lavare la faccia, tranne in caso ne sia sporca una parte, in tal caso è possibile lavare solo quella. E’ possibile comunque passare un po’ d’acqua sugli occhi nel caso sia solito farlo, dopo avere asciugato le mani dalla netillat yadim. E’ possibile inoltre lavarsi le parti del corpo sporche, ma non bisogna sporcarsi apposta. I cohanim per la birkat cohanim si lavano come durante tutto l’anno.

Note sul Lavoro il 9 di AvIl lavorare è dipendente dall’uso nel posto, se considerato vietato o meno e persino dove si usa non lavorare è possibile farlo attraverso un goj [OC 554:22].
Nei posti in cui si permette è necessario diminuirne il tempo rispetto al solito [OC 554:22].
Inoltre ai Talmidè Chakhamim è vietato lavorare in tale giorno e chiunque voglia comportarsi come un Talmud Chakham in ciò gli è permesso [Nonostante solitamente ci possa essere un problema di יוהרא Yuharà ~ n.l. superbia – ivi e MB :44]. Il motivo del divieto è di non distogliere l’attenzione dal lutto sulla distruzione del Bet HaMiqdash; per questo motivo il lavoro è vietato anche la notte [MB :43].
Si permette inoltre lavorare nelle questioni di perdita (molto differente dal mancato guadagno) come durante Chol Hamo’ed (Cfr. OC 530;537-538 in particolare per capire cosa ricada in questo ambito) [OC 554:22].
In ogni caso ogni persona che effettua Melachàh durante il 9 di Av [persino dove permesso – MB 554:49], non vede berakhàh da tale guadagno [OC 554:25]

Studio della Toràh [OC 554:2]
E’ obbligatorio, esattamente come ogni giorno dell’anno, studiare Toràh Haqqedoshàh. La problematica intrinseca in ciò è che lo studio porta שמחה simchàh ~ n.l. gioia. Per evitare ciò i chakhamim hanno stabilito che ci sono solo determinati tipi di studi permessi in tale giorno, riguardanti argomenti tristi, per non allontanare i pensieri dal חרבן הבית Chorban Habayt ~ distruzione del Bet Hamiqdash. Inoltre è bene studiare in modo superficiale (comunque capendo, altrimenti non è considerato studio), perché altrimenti l’approfondimento porterebbe a gioia.
Gli studi permessi sono numerosi e possiamo dividerli in queste categorie:
  • Tanach: il libro di Yiov, il libro di Ekhàh e il libro di Yermeyàh escluse le parti di נחמה nechamàh ~ n.l. consolazione. Di tutti è possibile studiare anche i relativi commenti.
  • Mishnàh: il 3 capitolo di Massechet Mo’ed Qatan [ואלו מגלחין] (si trova anche in italiano).
  • Talmud: il 3 capitolo di Mo’ed Qatan [ואלו מגלחין]; le parti relative al Chorban Habayt di הנזקין Hanizaqin, in massechet Ghittin [55b-58a].
  • Halakhàh: tutte le halakhot sulle norme di lutto (trovabili anche in italiano in molti testi) e quelle del 9 di Av.
  • Midrash: Ekhàh Rabbàh.
Alcune Note sulla Teffillàh e concernenti:
  • Tallit & Teffillin: ci sono diversi usi sull’indossare il tallit e il teffillin il giorno di Tish’à BeAv. Non c’è alcun dubbio che sia obbligatorio indossarli, e che il loro tempo sia tutta la giornata fino al tramonto. Gli usi invece riguardano la teffillàh di Shacharit e quella di Minchàh. C’è chi usa infatti non indossarli in pubblico durante la teffillàh di Shacharit, ma solo in quella di Minchàh. Il BIC [25] riporta che bisognerebbe indossarli prima della teffillàh di Shacharit a casa propria, recitando con essi solo la Qeri’at Shem’à; relativamente a קדש לי‘Qadesh Li’ e ‘Vehaya Ki Yeviachàh’ dipende dall’uso se recitarli in tale giorno o meno. Chiaramente si indossi tallit e teffillin solo dopo avere recitato le Birkot Hashachar e le Birkot Hatoràh [HO 17]. Sia il BIC [25] che l’HO [18] sottolineano che questo discorso è vigente sia per i teffillin di Rashì che quelli di Rabbenu Tam, ma a Minchàh si indossino quelli di Rashì. Conviene quindi informarsi precedentemente dell’uso del Bet Hakenesset presso la quale si va a pregare, e non si distingua dal pubblico.
  • Haazinu: c’è chi usa recitare anziché la Shirat Hayam [Az Yashir Moshèh] la parashàh di Haazinu. Il BIC [26] sottolinea che gli ירא שמיםYerè Shamajim ~ Temente/i del Cielo e i חכמים chakhamim ~ saggi recitino la Shirat Hayam come tutti i giorni, e solo dopo la ‘Amidàh la parashàh di Haazinu.
  • Si cerchi di piangere per la distruzione del Bet Hamiqdash, in particolare durante le תפילותteffillot ~ preghiere. Nel caso non ci riesca, nel caso delle teffillot almeno preghi con voce piangente.
  • Se possibile è bene prepararsi alla lettura della Teffillàh, cercando di capire cosa dica prima del 9 di Av. Non vengono qui trattate altre halachot relative ai testi particolari che si leggono il 9 di Av.

domenica 26 luglio 2009

Tish’à BeAv - la Vigilia

La vigilia del 9 di Av, già da Chatzot Hayom [metà delle ore di luce] è vietato studiare se non ciò che è permesso durante il 9 di Av, di cui saranno pubblicati da domani בס"ד gli articoli in merito.

I divieti del 9 di Av iniziano in tale giorno da quando ha accettato su di sé il digiuno, oppure dal tramonto del digiuno stesso. Il TH7 6:16 sostiene che il divieto d’indossare scarpe di pelle non parte dall’accettazione, ma dal tramonto.

La vigilia del 9 di Av non si recita il Tachanun a Minchàh poiché il 9 di Av è chiamato Mo’ed nella meghillàh di Ekhàh 1:15.

Divieto di Mangiare Carne e bere vino: è vietato in tale giorno in ogni caso; gli usi però fanno iniziare questo divieto molto prima; c’è chi solo la settimana del 9 di Av, c’è chi già dal 2 di Av (a differenza di tutti gli altri divieti che partono dal 1° compreso), c’è chi dal 1° compreso e c’è chi dal 17 di Tammuz. Questo divieto dura fino al 10 di Av compreso.

סעודה מפסקת Se’udàh Mafseqet
Il pasto subito precedente il digiuno è chiamato סעודה מפסקת se’udàh mafseqet. Tale pasto dev’essere consumato dopo Chatzot Hayom, prima del tramonto ed è permesso mangiare dopo di esso tranne nel caso in cui abbia esplicitato di non voler mangiare ancora o di voler cominciare il digiuno.
La Se’udàh Mafseqet dev’essere a base di al più un unico cibo cucinato; molte comunità usano fare un uovo sodo. E’ possibile però mangiare con essa cibi non cotti, come frutta e verdura fresca; per quanto possibile però è bene evitare di abbondare con essi.
L’uso è quello di mangiare un pasto a base di pane e d’intingerlo nella cenere e bere dell’acqua.
In ogni caso è bene diminuire i propri godimenti già da questo pasto.
Si usa inoltre sedersi ‘quasi’ sul pavimento; non sul pavimento stesso, ma si metta un tappetino o una coperta o un panno sul pavimento e si sieda su essi.
Non ci si ponga in modo da dover essere obbligati a recitare lo zimmun; se ci sono più di tre persone a mangiare si pongano distanti l’uno dall’altro, e non parlino. Nel caso abbiano errato in ciò il TH7 [6:13] dice che non è da recitare il zimmun comunque, ma ognuno recita solo la propria birkat HaMazon.

giovedì 23 luglio 2009

Ben HaMetzarim - Shavu’a shechal bo Tish’à BeAv

Con Shav’ua shechal bo Tish’àh BeAv s’intende la settimana in cui cade il 9 di Av parte da Motzaè Shabbath Qodesh Chazon (nella quale si legge la sidràh di Devarim), cioè all’uscita di Shabbath Qodesh precedente il giorno del 9 di Av, fino al giorno del 9 di Av stesso.

In tale settimana ci sono diversi divieti tra cui i seguenti:
  • Lavare: è vietato ed è necessario, per indossare qualsiasi tipo d’indumenti in tale settimana, averli indossati dopo essere stati lavati (e/o stirati) la settimana prima almeno per un breve periodo di tempo;
  • è vietato lavare qualsiasi panno, esclusi il fazzoletto per il naso (di stoffa per chi lo usa ancora) e gli abiti di bebè che si sporcano. [BIC 6]
  • Cucire: è vietato (e non mi dilungo perché sono in pochi ora a farlo), e c’è chi fa partire il divieto da Rosh Chodesh [OL3, BIC 9]; è permesso però sistemare uno strappo o cucirvi una pezza [BIC 10]. Nel divieto ricade anche il ricamare [esplicito in OL3 26:2].
  • Tagliarsi BARBA e capelli: è vietato sicuramente in questa settimana, e c’è chi usa vietare dal 17 di Tammuz. E’ permesso però tagliare dalla barba ciò che impedisce di mangiare come si deve. In questa settimana persino ai ba’alè Berit è vietato tagliarsi barba e capelli. [BIC 12 e HO 6].
  • Pettinarsi: c’è chi vieta [BIC 14] e c’è chi permette [HO 8]. Tutti permettono alle donne.
  • Tagliarsi le unghie: c’è chi vieta, ma anche questi permettono nel caso superino la carne, escluso il 9 di Av stesso [BIC 13] e c’è chi permette in ogni caso [HO 7].
  • Lavarsi: gli ashkenaziti cominciano ad evitare di lavarsi da Rosh Chodesh.
  • Maran nello Shulchan ‘Aruch sostiene invece che il divieto duri solo la settimana di Tish’à BeAv. C’è da segnalare che in questo il BIC 16 segua l’opinione ashkenazita e dice esplicitamente che non ci sono distinzioni tra acqua fredda o calda. Anche secondo questa è obbligatorio almeno lavarsi con l’acqua calda viso, mani e piedi prima di Shabbat Qodesh; chi è solito andare al miqvèh ogni venerdì può effettuarlo anche questo. Chi gli sia stato prescritto dal medico di lavarsi con acqua calda si lavi con essa.
  • Rav ‘Ovadiàh Yossef Shalità [HO 10] sostiene che anche durante tale settimana è possibile lavarsi con l’acqua fredda (escluso chiaramente il 9 di Av stesso).

lunedì 20 luglio 2009

Ben HaMetzarim - Da Rosh Chodesh Menachem Av

Da Rosh Chodesh in poi partono una serie di usi più restrittivi, tra cui troviamo i seguenti:
  • Tribunale: E’ preferibile evitare ogni tipo di giudizio con un goj da Rosh Chodesh Av in base a massechet Ta’anit 29b [citata nei poseqim tra cui il BIC 1]. Sul fino sarebbe indicato fino a Rosh Chodesh Elul, am c’è chi dice fino a dopo il 10 di Av, e quest’ultima opinione è considerata quella principale [dal BIC 1].
  • C’è chi sostiene che la stessa cosa vale per le operazioni mediche, e se fosse possibile facilmente posticipare meglio [HO 1]
  • משא-ומתן Masà umatan ~ commercio di Simchàh: da Rosh Chodesh Av fino a Tish’à BeAv è da diminuire. Ciò di cui si tratta è la compravendita di cose necessarie al matrimonio; nel caso però non sia possibile trovarla successivamente o che non si trovi ad un prezzo così basso in un tempo successivo è permesso.[BIC 2]
  • Costruzione di edifici: nel caso non sia strettamente necessario non si cominci a costruire un edificio da Rosh Chodesh, tranne se necessario per una mizwàh come nel caso di un Bet Hakenesset; nel caso si sia iniziata la costruzione prima di Rosh Chodesh è possibile completarla.
  • E’ vietato però in tutto il periodo abbellire la propria casa e far lavori di tinteggiatura di pareti e lavori ad esso analoghi. [BIC 3]
  • Divieto di Mangiare Carne e bere vino: il divieto vero e proprio insiste la vigilia del 9 di Av.
  • Il Minhag comune dei sefaraditi è quello di iniziare dal 2 di Av (a differenza di tutti gli altri divieti che partono dal 1° compreso) [uso dei tripolini in base a ML 7, così è l’uso anche di Bagdad BIC 15]; c’è invece chi lo applica solo la settimana del 9 di Av, chi Rosh Chodesh stesso e chi dal 17 di Tammuz.
  • Il divieto di mangiare carne e bere vino, chiaramente esclude Shabbat Qodesh.
  • Ci sono diversi minhaghim sul fino a quando fare durare quest’ultimo divieto, se fino all’uscita del digiuno del 9 di Av [ML 17, BIC 15], o fino all’uscita delle stelle del 10 [Minhag Kasher secondo Maran in OC 528, Maran Hachidàh dice che così si comportano gli Yerè Shamaim nel Machaziq Berakhàh, e così conclude il ML]. Ognuno segua il proprio minhag.

martedì 14 luglio 2009

5769 Av

1° Av (mer 22 lug '09)
Rosh Chodesh
Dura un solo giorno, non si recitano tachanunim, si recita l'hallel, si estrae il sefer Toràh e si recita l'hallel
Durante le teffillot e la birkat ha-mazon è necessario aggiungere il brano di Ya'alè Veyavò relativo a Rosh Chodesh

Molad
cade mer mattina alle 9.19 e 5 chalaqim, ma la
Birkat Ha-Levanàh
è posticipata da gio notte del 10 di Av (tra il 30 e il 31 lug '09) fino alla notte del 16 di Av (tra il 5 e il 6 di ago), per non essere recitata nel periodo di Ben Ha-metzarim ~ tra le ristrettezze fino al 9 di Av

Settimana del 9 di Av
si usano in questa settimana un maggior numero di ristrettezze per ricordare la distruzione del Bet Ha-Miqdash a seconda degli usi

8 di Av
vigilia del digiuno del 9 di Av, la se'udàh mafseqet è da consumare prima del tramonto

9 di Av (dal tramonto di mer 29 lug all'uscita delle stelle di gio 30 lug)
Digiuno del 9 di Av, a 1941 anni dalla distruzione del secondo Bet Ha-Miqdash
E' vietato in tale digiuno:
1. Mangiare e bere
2. Lavarsi, persino le mani anche con l'acqua fredda; la nettillat Yadajim la mattina dev'essere fatta fino alle giunture delle dita delle mani.
3. Ungersi
4. Indossare scarpe di cuoio/pelle
5. Avere rapporti con la propria moglie

15 di Av (mer 5 di ago)
Tu BeAv: giorno in cui non si recitano i tachanunim per la grandezza di tale giorno - cfr. ultime pagine di massechet ta'anit

giovedì 9 luglio 2009

Ben HaMetzarim.- Introduzione e norme

Il periodo che intercorre tra il 17 di Tammuz e il 9 di Av è chiamato בין המצרים “Ben Hametzarim” ~ tra le ristrettezze e prende il nome dal versetto nel libro di Ekhàh (1,3). Il Midrash di Ekhàh dice che in tali giorni i nemici di Israel sono entrati a Yerushalaim תובב"א e hanno cominciato la distruzione di Yerushalaim con il culmine del 9 di Av nel quale hanno distrutto il Beth Hamiqdash. In questo periodo si applicano pertanto diverse ristrettezze che aumentano sempre più all’avvicinarsi del 9 di Av. E’ possibile individuare questa serie di periodi:

  1. Ben Hametzarim: dal 17 di Tammuz al 9 di Av (al 10 in alcuni casi).
  2. Da Rosh Chodesh Av fino a Tish’à BeAv (il 9 di Av).
  3. שבוע שחל בו תשעה באב Shavu’a Shechal Bo Tish’à BeAv: la settimana in cui cade il 9 di Av, che parte da Motzaè Shabbath Qodesh Chazon (nella quale solitamente si legge la sidràh di Devarim), cioè all’uscita di Shabbath Qodesh precedente il giorno del 9 di Av.
  4. ערב תשעה באב Erev Tish’à BeAv: la vigilia del 9 di Av.
  5. Tish'à BeAv: il 9 di Av stesso, con alcune “estensioni” fino al 10 di Av.

Cominciamo Be”H IS”L a prendere in considerazione alcuni usi caratteristici di questi periodi cercando di entrare nello specifico. Ci sono alcune ristrettezze il cui periodo di applicazione è variabile a seconda dell’uso: per molte ristrettezze c’è un periodo minimo d’obbligo, e un periodo “aggiunto” derivato dall’uso. Si tenterà, Be”H, di dare idea anche di questi fattori. Tra le opinioni derivate dall’uso in modo più rigoroso abbiamo l’opinione dell’autore del Ben Ish Chai, Rabbenu Yossef Chajim ז"ל seguita da molti sefaraditi. Rav ‘Ovadiàh Yossef Shalità (testo di riferimento Halichot ‘Olam sul Ben Ish Chai) invece riporta solitamente un’opinione maggiormente facilitante.

Divieti di Ben Hametzarim

Musica, balli & canti: “Nonostante chi facilita durante l’anno nel sentire canti e lodi ad HQB”H IS”L accompagnati da strumenti musicali attraverso radio o altri supporti musicali (musicassette, cd, mp3 etc.) abbia su cosa appoggiarsi, in ogni caso nel periodo di Ben Hametzarim bisogna evitare di sentirli […] E c’è da essere rigorosi anche sui bambini che siano giunti in età di educazione (N.d.T. circa 5-6 anni secondo molte opinioni)” [TH7 5.2-5]. Ho cercato di essere il più letterale possibile nella traduzione di uno dei vari testi che si occupa di queste halakhot, il cui senso è praticamente uguale in tutti. Il motivo per la quale ho cercato di attenermi alla traduzione del testo è dovuto ad un’ignoranza (nel senso stesso della parola, di ignorare) abbastanza diffusa relativa ad una regola abbastanza importante. E’ una regola direttamente nella ghemarà (Ghittin 7), e riportata come Halakhàh anche nello Shulchan 'Aruch da Maran (Orach Chajim 560:3): il divieto di suonare strumenti musicali senza scopo di mitzwàh (come per matrimoni e simili). Si è inoltrata abbastanza la facilitazione di sentirli nel caso non si vedano, come nel caso di supporti musicali vari, per vari motivi. Nonostante ciò durante il periodo di ben hametzarim il divieto torna ad essere quello sulla musica strumentale in tutte le sue forme, poiché il motivo del divieto è ricordare la distruzione del Beth Hamiqdash, che in questo periodo dobbiamo ricordare particolarmente. Sono invece permessi canti di lode ad HQB”H IS”L, se non supportati da strumenti musicali, e sicuramente è permesso cantare mentre si recita la teffillàh (in particolare per il חזן chazan) o quando ci si occupa di Toràh Haqqedoshàh, ad esempio al fine di concentrarsi meglio, anche se c’è chi sostiene che sarebbe bene evitare anche questa a priori da Rosh Chodesh [OL3 25:2]. Come la musica, in questo periodo è vietato anche il ballo, anche se non supportato da musica. C’è da facilitare nel far sentire musica, anche accompagnata da strumenti musicali nel caso di una סעודת מצוה se’udat mizwàh ~ pasto legato ad una mizwàh particolare, come quella di un ברית מילה berit milàh, פדיון הבן Pidjion haben o di un סיום מסכת syum massechet ~ conclusione di un trattato, a condizione che non sia stato posticipato. Sicuramente però non è possibile suonare e ballare durante la se’udàh della sera precedente la milàh. Gli ashkenaziti in ciò sono più rigorosi e non facilitano neanche per le se’udot mizwàh.
Per casi patologici di persone che hanno gravi disturbi nel caso non sentano musica è necessario consultarsi con un’autorità competente [Mi permetto בק"ד di segnalare OL3 25:2].
Berakhàh di Sheechejianu: la berakhàh di Sheechejianu può capitare di essere recitata in 4 categorie d’occasioni.

  1. La prima consiste nell’indossare un vestito che per l’attuale proprietario sia nuovo (potrebbe anche essere di decima mano) e lo renda contento.
  2. La seconda è nell’acquisto di un’automobile o di una casa, o dell’ampliamento di quest’ultima.
  3. Il terzo relativo al mangiare un frutto che è nuovo per quell’anno ed è la prima volta che lo mangia in quell’anno stesso.
  4. Il quarto è il caso di una mizwàh particolare, come nel caso del berit milàh del proprio figlio, del pidjion o simili.

Tranne in quest’ultimo caso si deve cercare di evitare di porsi nelle condizioni di dover recitare questa berakhàh. – Questo divieto dovrebbe essere tenuto secondo molti poseqim [OL3 25:3] fino al termine del 10 di Av.
Nel caso si tratti di frutta che non si trovi in un periodo successivo si permette di recitare sheechejianu a condizione di non poterlo tenere in frigorifero in buone condizioni fino a dopo Tish’à BeAv, o almeno fino al primo Shabbat Qodesh disponibile [OL3 25:3]. Si permette anche nel caso una donna incinta desideri un frutto nuovo; in tal caso prima di mangiarlo [OL3 25:3]
In ogni caso non si comprino e/o calzino scarpe nuove a partire da Rosh Chodesh [OL3 26:1], ma è possibile comprare scarpe nuove di gomma o di tela per il 9 di Av fino al giorno prima.

Sposarsi: l’uso abbastanza diffuso è quello di non sposarsi fin dal 17 di Tammuz [BIC 4]. Nonostante ciò ci sono molti poseqim [HO , OL3 25:1] che permettono di sposarsi fino a Rosh Chodesh; in particolare nel caso si siano superato i 20 anni come single [HO]. In tal caso si può permettere anche di unirsi a tale simchàh nonostante ci siano balli e canti [a condizione stretta che siano separati e non ci siano altre forme di "atteggiamenti inconvenienti"], poiché si tratta di una se’udàt mizwàh [OL3 25:1].

Fidanzarsi: è sempre possibile fidanzarsi, persino il giorno del 9 di Av, poiché c’è il rischio che qualcuno lo preceda. Non è però possibile imbandire un banchetto per il fidanzamento se oltre Rosh Chodesh (secondo Rav ‘Ovadiàh) o il 17 di Tammuz (secondo altri), ma è possibile fare un piccolo rinfresco ed eventualmente cantare; è comunque vietato anche in questo caso accompagnarlo strumentalmente. C’è chi inoltre usa vietare anche il fidanzamento [BIC 4].

Fonti principali: Ben Ish Chai Sidrat Devarim =BIC, Halichot ‘Olam sul BIC = HO, Torat Hamo’adim volume 7 = TH7 di Rav David Yossef Shalità; Shulchan ‘Aruch Orach Chajim = OC; Mishnàh Beruràh = MB; fonti per Sheechejianu TH 75.6-11,23-24; Matrimonio 5.13-14. Per le regole di massima di Sheechejianu si veda invece BIC 1 Sidrat Reeh.

lunedì 6 luglio 2009

Il Digiuno del 17 di Tammuz - Introduzione

In massechet ראש השנה Rosh Hashanàh (18b) da un versetto in Zechariàh (5,19) i חכמים chakhamim ~ saggi imparano quali sono le date di alcuni digiuni pubblici; seguendo l’ordine nel versetto: il 17 di Tammuz, il 9 di Av, il 3 di Tishrè (Tzom Ghedaliàh) e il 10 di Tevet. Questi sono digiuni pubblici per tutto il popolo ebraico a causa delle disgrazie accadute in quei giorni. Tra poco avremo il 17 di Tammuz - ma perché digiuniamo?

מעשים Ma’asim del 17 di Tammuz
La mishnàh in massechet תענית Ta’anit (26) dice che cinque מעשים ma’asim ~ eventi sono accaduti ai nostri padri durante il 17 di Tammuz ed inizia ad enumerarli:
(1) sono state rotte le לוחות luchot ha-Berit ~ le cosiddette tavole della legge, (la cui traduzione più letterale è tavole del Patto)
(2) è stato interrotto il sacrificio del Qorban Hatamid, sacrificio quotidiano portato nel Bet Ha-Miqdash
(3) è stata cinta d’assedio la città (di Yerushalaim תובב"א),
(4) Apostomos Harash’à ha arso un sefer Toràh, ed
(5) è stato inserito un idolo nell’Hechal, zona tra le più qedoshot del Bet Ha-Miqdash תובב"א.

Ogni singolo tra questi eventi meriterebbe un approfondimento a sé, che sarebbe lungo affrontare in questa sede[4].
Ciò su cui mi vorrei soffermare è una breve domanda sulla mishnàh. In questa non si parla di cause del digiuno, ma tratta di ma’asim. Perché? Qual è la differenza? Proviamo a capirlo attraverso il ragionamento sul primo: la distruzione delle luchot.
Su questo argomento ho sentito una volta una tesi, che consisteva nel voler dimostrare che il חטא chet ~ peccato (involontario) commesso da Moshèh Rabbenu ע"ה fosse proprio questo, la rottura delle luchot habberit. Questa tesi, come molte altre che si sentono effettuate senza approfondimento su testi di תורה שבעל פה Toràh Sheba’al Peh studiati in base ai strumenti e indicazioni di studio fornite dai chakhamim ז"ל[5], non solo è errata, ma lo è in modo eccezionale. Troviamo, infatti, esplicitamente in massechet Shabbat 87a che 3 questioni Moshèh Rabbenu ע"ה ha agito in base al proprio דעת da’at[6], alla propria iniziativa e logica, basandosi su deduzioni dalle regole della Toràh Ha-Qedoshàh, e HQB”H IS”L è stato d’accordo con Moshèh Rabbenu ע"ה.
Una di queste è appunto l’aver distrutto le luchot, pertanto non può essere considerata una colpa, anzi nella ghemarà stessa viene considerata un alto merito (HQB”H IS”L dice a Moshèh Rabbenu ע"ה ‘יישר כחך’ ‘Yeshar Kochakhà’[7] per ‘complimentarsi’ dell’azione effettuata).

A questo punto il punto di partenza risulta essere ancora meno chiaro di prima. Perché tra i ma’asim avvenuti nel giorno di digiuno del 17 di Tammuz, chiaramente legati alle cause del digiuno, ne troviamo uno che non è assolutamente un peccato, anzi è un merito?

In massechet Tamid 32 a si raccontano le diverse domande poste da Alessandro il Macedone ai זקני הנגב Ziqnè Haneghev ~ i saggi[8] del Neghev. Tra queste troviamo "chi è il חכם chakham ~ saggio?", e gli viene risposto " הרואה את הנולד Haroèh et Hanolad ~ n.l. colui che vede ciò che (sta per) nasce(re)". Ciò che intendono i chakhamim è evidente che non è riferito all’ostetrico, ma a chi vede le conseguenze di ciò che viene fatto, delle proprie azioni in particolare. Questa è anche la chiave di lettura della mishnàh di Ta’anit, ma al contrario.
Dobbiamo riflettere non tanto sui ma’asim (e mi riferisco a tutti e cinque), quanto a cosa ha causato questi ma’asim, le nostre azioni quindi.
Nel caso particolare della rottura delle luchot habberit la causa dovrebbe essere risaputa da tutti; Moshèh Rabbenu ע"ה le distrugge quando vede l’ עגל הזהב ‘Eghel Hazahav ~ vitello d’oro, uno dei peccati per eccellenza. Quello che ci vuole dire la mishnàh è che i fatti, gli eventi, in sé non hanno particolare utilità, poiché nel tempo potrebbe venire dimenticato persino se tale fatto avesse accezione negativa o positiva. In sé i fatti servono per essere utilizzati come indici delle nostre azioni, per capirne effettivamente le conseguenze.

Cosa possiamo imparare dal contenuto globale della mishnàh per i nostri giorni dovrebbe essere oramai chiaro, ma perché questo messaggio viene fornito in particolare per il digiuno del 17 di Tammuz?

Perché anche nel digiuno stesso si applica una logica simile. E’ risaputo che scopo del digiuno non è il digiuno stesso (nonostante sia comunque intoccabile e obbligatorio per tutte le categorie di cui parleremo in seguito בס"ד); il digiuno è solo l’evento. Lo scopo del digiuno è cercare di analizzare se stessi al fine di correggere i propri errori, in particolare sotto l’aspetto dell’' עבודתAvodat ~ il servizio di Hashem Itbarach. L’‘Avodat Hashem Itbarach non include (come molti sono spesso portati a pensare) solo un corretto rapporto nei confronti di HQB”H IS”L, ma anche quello verso gli altri, e soprattutto verso se stessi, cosa che spesso siamo soliti tralasciare completamente. Quest’ultimo, il rapporto verso se stessi, è effettuabile in vari modi, trattato da testi di Mussar come ארחות צדיקים Orchot Tzaddiqim,מסילת ישרים Messilat Yesharim di Rabbenu Moshè Chajim Luzzato הרמח"ל ז"ל, Sefer Hayashar ספר הישר e simili, il cui studio è sancito come obbligatorio dai poseqim per almeno (cito una delle opinioni più facilitanti) 10 minuti al giorno.

Almeno 10 minuti al giorno per la cura della propria persona[9].


Fonti principali: Shulchan Aruch Orach Chajim = OC; Mishnàh Beruràh =MB; Torat Hamo’adim =TH (7 se volume su Digiuni); Ben Ish Chai = BIC (anno 1).
[4] Per affrontare il tema in modo rapido consiglio la nota 2 in TH7 1:2. Per i riferimenti al talmud principalmente ta’anit 28b-29a dopo aver affrontato la mishnàh citata.
[5] Con questo non intendo assolutamente dire che personalmente sia arrivato a questo livello, ma la critica sta nel cercare di approfondire su testi scritti da Talmidè Chakhamim degni di questo nome, e non da chi non ha approfondito che secondo la propria logica, che essendo solo umana è per definizione limitata – cfr. מהרש"א, עין יוסף su Tamid 32.
[6] Ho preferito lasciare la traduzione del testo più vicina al testo, almeno per chi intende in cosa consiste il da’at. Consigliato in merito il testo פרקי קנין הדעתil cui autore ha voluto essere anonimo. La ‘spiegazione’ proposta, anche se un po’ impropria, si avvicina lontanamente al concetto, ma mi sembra possa rendere parte dell’idea in breve.
[7] Tipo חזק וברוך Chazzaq uvaruch; la traduzione letterale sarebbe qualcosa di simile a “è retta la tua forza”.
[8] Ho tradotto Zaqen come saggio e non come anziano, poiché il termine anziano attualmente viene principalmente usato per indicare una questione d’età, mentre in ebraico l’utilizzo del termineזקן indica זה קנה (חכמה)colui che ha acquistato saggezza [cfr Qiddushin 32b]
[9] Chi non avesse la possibilità di trovare tali testi in versione cartacea, può ordinarli via internet, trovabili anche in traduzione in diverse lingue tra cui l’inglese. In lingua originale sono trovabili tranquillamente su internet, e se vi è difficile passare 10 minuti a leggere davanti al pc è possibile stamparli.
Vi indico qualche link tra i primi che ho trovato su Google:
Messilat Yesharim: http://www.shechem.org/torah/mesyesh/hindex.htm
Orchot Zaddiqim: http://www.daat.ac.il/daat/mahshevt/orhot/pirkey-2.htm
Il Sefer Hayashar non l'ho trovato, perchè quelli presenti si riferiscono all'omonimo testo sulla Toràh scritta o su testi di Halakhàh di Rabbenu Tam ז"ל, se qualcuno dovesse trovarlo è pregato di segnalarlo.