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lunedì 6 giugno 2011

Ai piedi del Monte Sinai...

Siamo giunti oramai all’ultima settimana del conteggio dell’Omer. Al termine di questa festeggeremo Be”H IS”L Shavu’ot, in tutti i suoi aspetti. 
Ma prima ancora di questa cominciamo parzialmente a sentire l’influenza di Shavu’ot nell’aria: già da Rosh Chodesh Sivan si omettono i תחנונים tachanunim ~ n.l. confessione dei peccati; tutto ciò perché cominciamo ad entrare nel momento della ricezione della Toràh HaQedoshàh: a Rosh Chodesh in sé non si recitano, il 2° del mese poiché Moshè ha ricevuto l’ordine relativo ai 3 giorni che ha ampliato lui stesso dal giorno stesso, e i 3 successivi non si recita poiché sono chiamati ימי הגבלה “yemè hagbalàh”, i giorni prima della ricezione della Toràh HaQedoshàh in forma di comandamenti, nei quali il popolo d’Israel doveva tenere un particolare regime di purezza, allontanandosi completamente dalle proprie donne. Poi abbiamo Shavu’ot (in Eretz Israel dura 1 solo giorno, fuori 2), e il giorno successivo è Issru Chag (cos'è Issru Chag? leggi qui). Fino a tale giorno secondo tutte le opinioni non si recita il tachanun. 
I sefaraditi in particolare usano non recitarlo fino al 12 del mese, poiché quando il Bet HaMiqdash era ancora in piedi, era possibile portare fino a tal data il sacrificio תשלומין tashlumin ~ “di compensazione” relativo al חג chag ~ festa di Shavu’ot. Pertanto i sefaraditi usano non recitare il tachanun fino al 12, mentre gli ashkenaziti fino al giorno successivo Shavu’ot (Issru Chag) compreso.

giovedì 6 maggio 2010

Chodesh Sivan 5770

Rosh Chodesh dura 1 giorno: nel 5770 cade  il 1° di Sivan (ven 14 mag 2010 למנינם) 
Non si recitano Tachanunim e si recita l'Hallel non completo, seguito da Sefer Toràh e da Mussaf; inoltre si aggiunge il brano di "Ya'alè Veyavò" nella 'amidàh e nella birkat Ha-Mazon.

Il Molad: cade gio (13 mag) alle 16:39 e 15 chalaqim.

Pertanto la Birkat Ha-Levanàh:

  • Per gli ashkenaziti che attendono 3 giorni inizia: la notte del 4 di Sivan, (tra dom 16 mag e lun 17 mag).

  • Per i sefaraditi e gli ashkenaziti che attendono 7 giorni inizia: la notte dell'8 Sivan (tra gio 20 - ven 23 mag).

  • E termina: la notte del 14 Sivan (tra gio 27- ven 28 mag) per tutta la notte.
Particolarità di questo mese:
1 ימי הגבלה Yemè HaGbalàh. I tre giorni che precedono Shavu'ot sono giorni in cui sarebbe opportuno prepararsi per il Mattan Toràh, in particolare aumentando lo studio di Toràh. Non si recitano i tachanunim già da Rosh Chodesh
2. שבועות Shavu'ot. (mer 28 apr '10) Il 6 di Sivan in Eretz Israel, e fuori aggiungiamo anche il 7 di Sivan.
Giorno del Mattan Toràh, giorno di Yom Tov
3. איסרו חג Issru Chag. Il giorno successivo l'ultimo giorno di Yom Tov, il 7 di Sivan in Eretz Israel e l'8 in Golàh. Non si recitano tachanunim e sarebbe opportuno fissare una se'udàh. (dom 2 mag nel 5770 /'10 secondo il loro conto).
4. C'è chi usa non recitare tachanunim fino al 13 del mese, poichè per 7 giorni dopo il primo giorno di Yom Tov era ancora possibile portare il sacrificio relativo a Shavu'ot nel Bet Ha-Miqdash.

Si prosegue con il conteggio dell'Omer fino alla vigilia di Shavu'ot.

Chodesh Tov

venerdì 30 aprile 2010

Lag Ba’Omer che cade il primo giorno della settimana

Quest’anno c’è una distinzione rispetto agli altri anni. Gli ashkenaziti che seguono l’opinione del Ramà, Rabbenu Moshèh Isserlisז"ל , [Orach Chajim 493,2] possono facilitare e anziché attendere Lag Ba’Omer per tagliarsi barba e capelli, poiché questo cade quest’anno Yom Rishon (dom) è possibile anticiparlo alla vigilia di Shabbat Qodesh (ven) proprio per Kavod di Shabbat Qodesh.
I sefaraditi che seguono Maran Rabbenu Yossef Qaro ז"ל usano tagliarsi i capelli solo dal 34° giorno dell’ ‘Omer la mattina (5770 – lun), mentre quelli che seguono la Qabbalàh dell’Arizal attendono fino al 49° giorno, vigilia di Shavu’ot, prima di Chatzot Ha-Yom, cioè metà delle ore di luce diurna.

di Aharon Braha הי"ו





giovedì 29 aprile 2010

ל"ג בעומר Lag Ba'Omer

Vi ricordo che abbiamo trattato in precedenti articoli il perchè festeggiamo a Lag Ba'Omer e quali sono le sue norme.
Potete cliccare sulla scritta sottolineata per arrivare direttamente al link.

giovedì 22 aprile 2010

עומר 'Omer - 4. Chi ha l'obbligo

Ogni maschio che ha compiuto tredici anni ha l'obbligo di contare l''Omer.

Donne
Essendo una mizwàt 'assèh dipendente dal tempo le donne non hanno alcun obbligo a compierla.
In questo ricadiamo quindi in tre sottocasi:
- secondo la qabbalàh una donna non deve contare in ogni caso, poichè questa mizwàh non riguarda qualcosa che le donne devono correggere, ma è valida solo per gli uomini.
- secondo lo peshat, è possibile per le donne contare, alla stregua delle altre mizwot dipendenti dal tempo; in base a questo principio globale distinguiamo tra chi usa che benedicano anche e chi sostiene che gli è vietato benedire.

In ogni caso le donne possono aver un enorme merito ricordando al proprio padre, fratello, marito o figlio di contare.

Bambini
I figli maschi sotto i tredici anni vanno educati a contare con la berakhàh.
Nel caso in cui il Bar Mizwàh di tale bambino capiti durante l'Omer, conta con la berakhàh fino a tale giorno, e poi continua a contare senza berakhàh poichè da tale giorno conta con un obbligo completo e non solo a scopo educativo.

domenica 18 aprile 2010

עומר 'Omer - 3. Il tempo della Sefirat Ha'Omer

Ogni sera tra il secondo giorno di Pessach fino alla sera della vigilia di Shavu'ot si conta l'Omer, per un totale di 49 giorni, sette settimane.

L''Omer sarebbe da contare ogni sera.
Il tempo ideale di conteggio la sera è dopo l'uscita delle stelle.
Maran Ha-Chidàh riporta nel suo testo Morè BeEzb'à (מורה באצבע אות רטז) che sarebbe opportuno contarlo a priori nella prima mezz'ora successiva all'uscita delle stelle.

In ogni caso è possibile contare per tutta la notte con la berakhàh. [sulla berakhàh vedi articolo precedente.]
Nel caso non si fosse contato tutta la notte si può ancora contare durante le ore diurne del giorno successivo, senza berakhàh.

Pubblico
Nel caso una persona si trovi in pubblico e ci sia il rischio che parte del pubblico non reciti la sefirat ha'omer si può recitare con la berakhàh dal tramonto in poi (Yechavè Da'at 1:23).

Contato per errore
Capita spesso che qualcuno chieda quanto si conta stasera. In tal caso è necessario stare attenti poichè è possibile che una persona risponda qualcosa tipo "stasera è il 10° giorno dell'Omer", anche in versione ridotta ed esca dall'obbligo, poichè ברכות אינן מעכבות berakhot enan me'akevot ~ le berakhot (relative alle mizwot) non bloccano (l'esecuzione della mizwàh) e quindi si può ovviare il problema dicendo che la sera precedente abbiamo contato il nono giorno (come da esempio).

Tutto questo vale solo dal tramonto in poi, ma se si è detto durante il giorno che stasera è tale giorno non c'è problema [cfr. Tossafot Menachot 66a - sarebbe opportuno evitare già da mezz'ora prima del tramonto, ma non l'ho trovato nei poseqim principali]

mercoledì 14 aprile 2010

עומר 'Omer - 2.La Sefirat Ha'Omer - Berakhàh

Ogni sera, dalla seconda sera di Pessach in poi, per quarantanove giorni si continua a contare l''Omer.

La Berakhàh
La berakhàh da recitare prima del conteggio dell''Omer è la seguente:
ברוך אתה ה"א מלך העולם, אשר קדשנו במצותיו, וצונו על ספירת העומר
Barukh Attà Ado - nai, E-lohenu Melech Ha'Olam, Asher Qiddeshanu BeMizwotav, Veziwanu 'al Sefirat Ha'Omer
Benedetto Tu Sia Hashem, Nostro Signore Re dell'Universo, che ci hai santificato con i tuoi precetti, e ci hai comandato il conteggio dell''Omer.

Quando si recita
Abbiamo una discussione tra i chakhamim su quale sia la mizwàh - se il conteggio di ogni singolo giorno è una mizwàh a sè oppure se il conteggio di tutti i 49 giorni sia un'unica mizwàh.
Ci sono diverse conseguenze a questa discussione, prima tra tutte se una persona ha perso un giorno del conteggio; nel caso in cui ogni giorno sia un mizwàh a sè può continuare a contare, mentre nel caso in cui tutto il conteggio insieme sia una mizwàh ha perso tutto.
Di fatto come halakhàh si utilizzano entrambe le opinioni לחומרא Lechumrà ~ in modo più rigoroso, cioè:
nel caso in cui una persona abbia dimenticato un giorno completo del conteggio, prosegue nei giorni successivi a contare, ma senza recitare la berakhàh, poichè si entra in un caso di dubbio di berakhot relativo alle mizwot e noi sappiamo che ספק ברכות להקל Safeq Berakhot Lehaqel ~ in caso di dubbio nelle questioni di berakhot si facilita (in questo caso non si recita) e nel caso specifico delle birkot Ha-Mizwot - ברכות אינן מעכבות Berakhot enan me'akevot ~ (il non dire le) berakhot non impedisce (il compimento della mizwàh).

Nonostante ciò, se fosse possibile sarebbe opportuno anche in questi casi cercare di ovviare il problema recitando la sefirat ha'omer dopo aver sentito la berakhàh da qualcun altro.

Ho perso un giorno
In base a ciò che abbiamo appena detto, chi avesse perso completamente un giorno del conteggio continua a contare, ma senza berakhàh. (O.C.489:8) Sarebbe meglio se sentisse la berakhàh da qualcun altro.

Si è sottilineato la perdita di un giorno completo, perchè di fatto chi avesse dimenticato di contare durante la notte può contarlo durante il giorno, ma senza recitare la berakhàh. (O.C. 489:7) In tal caso potrà continuare a contare con la berakhàh la sera successiva.

Nel caso invece fosse in dubbio se ha perso un giorno completo o meno si continua a contare con la berakhàh (O.C. 489:8 e Mishnàh Beruràh :38).

Come recitare - in piedi
E' necessario recitare la berakhàh e il conteggio dell'Omer in piedi (O.C. 489:1), fin dall'inizio della Berakhàh. Nel caso in cui una persona abbia contato seduto בדיעבד Bedi'avad ~ a posteriori è uscito dall'obbligo (e anche volendo gli è vietato contare con la berakhàh).

lunedì 12 aprile 2010

עומר 'Omer - 5. Usi durante il periodo dell'Omer

Parte del periodo dell''Omer è segnato da un'evento molto duro che ha segnato il popolo ebraico (Yevamot 62b) la morte di 12.000 coppie di studenti di Rabbì 'Aqivà nel giro di 33 giorni.

La ghemarà in massechet Yevamot (62b) spiega che il motivo della loro morte è che non hanno onorato l'uno l'altro come avrebbero dovuto.
Chiaramente non significa, chas veshalom, come ogni tanto purtroppo si sente, che abbiano mancato di rispetto l'uno l'altro, ma semplicemente che non hanno dato il rispetto adeguato al loro ruolo di talmidè chakhamim.

Fatta questa breve premessa, passiamo alla parte halakhica ad essa associata.
Sono nati tanti usi di "semi-lutto" per ricordare questa serie di eventi tragici, per la durata di circa 33 giorni.

I tempi
Abbiamo usi differenti in merito ai tempi di divieto:
  • Fino al 33° giorno dell''Omer. Compreso. Questa è l'opinione di Maran Rabbenu Yosssef Qaro ז"ל nello Shulchan 'Aruch (Orach Chajim 493), e di fatto è l'uso della maggior parte delle comunità sefaradite.
  • Dal giorno di Rosh Chodesh Yiar fino a poco prima di Shavu'ot. Escluso il giorno di Lag Ba'Omer stesso nella quale tutto è permesso. Così è l'opinione del Ramà e di molte comunità ashkenazite. Quanti giorni di permesso prima di Shavu'ot è dipendente dall'uso.
  • Fino al 49° giorno. Relativo solo al tagliarsi i capelli, secondo l'Arizal, che sostiene che il motivo della morte degli allievi non è il principale. Nel caso in cui il 49° giorno sia Shabbat Qodesh abbiamo una discussione accesa tra i poseqim.
I divieti
  • Danze e balli. L'autore del Maghen Avraham riporta che si usa non  danzare e ballare in questi giorni. Da questo nasce di fatto la rigorosità di vietare l'ascolto di musica strumentale per 33 giorni.
    • La musica vocale che è di lode ad HQB"H è permessa [cfr. Chazon 'Ovadiàh (Yom Tov pag. 258.33]
  • Sposarsi. Per 33 giorni l'uso è di non sposarsi (O.C. 493:1), ma è sempre permesso fidanzarsi, affinchè non lo preceda qualcun altro.[Cfr. Chazon 'Ovadiàh - Yom Tov pag.256.30 che riporta che il periodo dell'uso è dipendente dall'uso del mario]
  • Tagliarsi i capelli. (O.C.493:2). Il Chazon 'Ovadiàh (262.36.50) riporta che sarebbe opportuno fare così anche con la barba. Chi è ba'al berit - quindi il padre del bambino, il sandaq e il mohel si tagliano barba e capelli nello stesso giorno, prima del berit.
Sul radersi la barba
Abbiamo diverse opinioni tra i poseqim: (a) c'è chi vieta alla stessa stregua dei capelli, perchè non abbiamo trovato distinzione, (b) c'è chi dice che un atteggiamento opportuno [Chazon 'Ovadiàh 262:36]
Sapendo che per molti è difficile ai giorni nostri tenere la barba lunga, ci sono alcune facilitazioni che Rav 'Ovadiàh Yossef raccoglie per facilitare [cfr. Chazon 'Ovadiàh 262:36]:
  • Rosh Chodesh Yiar. Solo per chi non usa secondo l'opinione della Zavaat Rabbenu Yehudàh Ha-Chassid, che vieta ad ogni Rosh Chodesh di radersi barba e capelli, chi segue quell'opinione può radersi la barba la vigilia di Rosh Chodesh Yiar.
  • 'Erev Shabbat Qodesh. Nel caso sia estremamente necessario ogni 'erev Shabbat Qodesh (ven) è possibile radersi la barba per l'onore di Shabbat Qodesh.
Aggiungo in nota che è sempre possibile tagliarsi le unghie, sulle quali non sussieste alcun divieto (Cfr. Chazon 'Ovadiàh 262:36).

Sheechejianu
C'è chi usa evitare di recitare la berakhàh di Sheechejianu durante i 33 giorni di divieto.
Riporto in sintesi l'opinione nel Chazon 'Ovadiàh (259:34) - sulla frutta nuova è possibile sempre recitare la berakhàh di sheechjianu, mentre sugli abiti è meglio stare attenti da Rosh Chodesh Yiar in poi. Nel caso di necessità è possibile indossarlo durante Shabbat Qodesh.
Nel caso di un bar mizwàh o berit milàh è possibile facilitare.

Pirkè Avot
Si usa che ogni Shabbat Qodesh, a partire dalla seconda settimana, quindi dal Shabbat successivo a Pessach si studiano i Pirkè Avot, un capitolo a settimana.
L'uso sefaradita lo fa proseguire fino a Shavu'ot, mentre gli ashkenaziti proseguono per un periodo più prolungato (differente dagli usi).

domenica 11 aprile 2010

עומר 'Omer - 1. Introduzione

Dalla sera del secondo giorno di Pessach si comincia a contare l''Omer.
Ogni sera si aggiunge al conteggio del giorno precedente un giorno, fino a quando arriviamo al 49° giorno, ultimo giorno del conteggio dell''Omer.
Il 50° giorno è poi il giorno di Shavu'ot, seguito poi fuori da Eretz Israel dal secondo giorno di Shavu'ot.
Il conto parte in corrispondenza al giorno in cui, quando il Bet Ha-Miqdash era in piedi si portava l''Omer cioè un'offerta basata sulle prime spighe di grano che crescevano proprio in quel periodo.
Nel capitolo "Rabbì Ishma'el" in massechet Menachot viene illustrato l procedimento per ottenere questa offerta.

Tale offerta segnava anche il tempo in cui c'era il cambio tra חדש "Chadash" ~ lett. "nuovo" e ישן "Yashan" ~ lett. "vecchio", cioè tutte le spighe che non avevano portato almeno un terzo della normale crescita delle spighe nell'ultima "portata" d''Omer. Di fatto abbiamo un divieto della Toràh di mangiare "Chadash"per tutto l'anno; dopo la distruzione del Bet Ha-Miqdash i chakhamim hanno fissato che anzichè dal giorno dell'offerta dell''Omer (16 di Nissan), si inizi a considerare Yashan solo dal giorno successivo (17 di Nissan) per ovviare al problema dell''Omer nel giorno in cui verrà ricostruito il Bet Ha-Miqdash בב"א. 

venerdì 9 aprile 2010

Chodesh Yiar 5770

Rosh Chodesh dura 2 giorni: nel 5770 cade il 30° di Nissan (mer 14 apr 2010) e il 1° di Yiar (gio 15 apr 2010) 
Non si recitano Tachanunim e si recita l'Hallel non completo, seguito da Sefer Toràh e da Mussaf; inoltre si aggiunge il brano di "Ya'alè Veyavò" nella 'amidàh e nella birkat Ha-Mazon.

Il Molad: cade mer notte (14 apr) alle 3:55 e 14 chalaqim

Pertanto la Birkat Ha-Levanàh:

  • Per gli ashkenaziti che attendono 3 giorni inizia: la notte del 4 di Yiar, Motzaè Shabbat Qodesh Tazrià Metzoràh (tra mer 17 mar e gio 18 mar).

  • Per i sefaraditi e gli ashkenaziti che attendono 7 giorni inizia: la notte del 9 Yiar (tra mer 22 - gio 23 apr).

  • E termina: la notte del 15 Nissan (tra mer 28 - gio 29 apr) alle 22.17 israeliane
Particolarità di questo mese:
1. פסח שני Pessach Shenì. (mer 28 apr '10) Il 14 di Yiar, un mese dopo il giorno in cui si sacrificava il Qorban Pessach, chi non ha avuto la possiblità di sacrificarlo ne ha l'obbligo. Di fatto oggigiorno, poichè nell'ultimo Pessach non abbiamo ancora visto ricostruito il Bet Ha-Miqdash non sarà comunque possible.
In tale giorno non si recitano Tachanunim e c'è l'uso di mangiare la matzàh; per i sefaraditi la sua berakhàh durante l'anno è mezonot [anche se sarebbe opportuno mangiarlo nel mezzo di un pasto a base di pane per uscire dal dubbio - cfr. Yechavè Da'at sull'argomento], per gli ashkenaziti ha-motzì.
2. ל"ג בעומר Lag Ba'Omer, 33° giorno dell'Omer. Avendo un calendario fisso, oggigiorno cade sempre il 18 di Yiar. Non si recitano tachanunim. (dom 2 mag nel 5770 /'10 secondo il loro conto)

Si prosegue con il conteggio dell'Omer.

Chodesh Tov

P.s. vi ricordo prima di Rosh Chodesh di recitare la Birkat Ha-Ylanot http://toratimmecha.blogspot.com/search/label/Birkat%20Ha-Ilanot

lunedì 27 luglio 2009

Tish’à BeAv - i Divieti


I Tempi

Il digiuno inizia dal tramonto della sera precedente fino all’uscita delle stelle, cioè fino a quando si vedono 3 stelle piccole in cielo.

I Divieti [OC 554]

Ci sono 5 divieti fondamentali nel giorno di Yom Hakippurim come il 9 di Av.

  1. Mangiare e bere. Se è solito bere durante la notte, stia attento a non preparare l’acqua vicino al letto, e trovi un sistema anzi per ricordarsi della cosa [BIC Vayelech 14].
  2. Lavarsi. E’ vietato fare la doccia indipendentemente dall’essere ad acqua calda o fredda. Inoltre è anche vietato lavarsi la mano oltre le dita. Nel caso una persona si sia sporcata è possibile sciacquarsi la parte sporca. Però è vietato sporcarsi apposta o lasciare “a mollo” nell’acqua persino solo un dito. [BIC 22]
  3. Spalamarsi olii. In questo divieto sono inserite anche l’utilizzo di creme, a meno che non siano usate per uso medico strettamente necessario, chiedere ad autorità competente.
  4. Indossare scarpe di cuoio o pelle. E’ possibile utilizzare scarpe da ginnastica (a patto che non contengano cuoio, cosa che spesso accade), di gomma e simili. E’ da evitare l’andare scalzi completamente [BIC 21]
  5. Rapporti coniugali. E’ vietato anche toccarla, esattamente come fosse una niddàh; si stia attenti a non dormire nello stesso letto, nonostante ognuno abbia una parte del letto definita (una piazza o simili) e a evitare di passarsi oggetti [BIC 23 e Vayelech 15] e c’è chi non vieta completamente il passaggio di oggetti e il contatto, ma anche secondo queste sarebbe opportuno evitare in particolare quest’ultima.[HO 15].

E’ inoltre vietato salutare, persino dicendo ‘buongiorno’ o utilizzando formule analoghe o chiedere ‘come stai?’. [BIC 24 e MB 554:41] Allo stesso modo è vietato mandare doni, esclusi i poveri che necessitano di tzedaqàh. [BIC 24]. Nel caso qualcuno saluti si risponda con voce sommessa [OC 554:20] e nel caso tale persona ignori totalmente la regola è meglio spiegargli del divieto affinché non venga ad averlo in odio chas veshalom. [MB 554:42]
Dormire: si usa dormire con meno comodità del solito. Se si è soliti avere due cuscini, se ne usi solo uno, se ne usa uno solo metta sotto di esso una pietra [BIC 23]
E’ da evitare l’andare a fare passeggiate, poiché ciò lo distrarrebbe dal lutto sulla distruzione del Bet HaMiqdash [OC 554:21]; allo stesso modo è da evitare tutto ciò che va contro questo principio, e ognuno può capire da solo cosa lo potrebbe distrarre.
Fumo: מעקר הדין me’iqqar hadin ~ in base alla regola stretta è possibile fumare sigarette. E’ opportuno però evitare, in particolar modo se ne trova godimento; in particolare durante la lettura della Teffillàh e delle aggiunte (Ekhàh e Qinnot) nel bet haKenesset. Nel caso però di qualcuno che soffre molto non fumando, c’è da facilitare e permettergli di fumare בצינעא betzin’à, quindi appartato o di nascosto. Nonostante ciò sarebbe opportuno evitare di fumare durante tutto il corso dell’anno, poiché è ormai diffuso e risaputa l’opinione di grandi medici che sostengono che il fumo nuoci gravemente alla salute. [TH7 8:3]

domenica 26 luglio 2009

Tish’à BeAv - la Vigilia

La vigilia del 9 di Av, già da Chatzot Hayom [metà delle ore di luce] è vietato studiare se non ciò che è permesso durante il 9 di Av, di cui saranno pubblicati da domani בס"ד gli articoli in merito.

I divieti del 9 di Av iniziano in tale giorno da quando ha accettato su di sé il digiuno, oppure dal tramonto del digiuno stesso. Il TH7 6:16 sostiene che il divieto d’indossare scarpe di pelle non parte dall’accettazione, ma dal tramonto.

La vigilia del 9 di Av non si recita il Tachanun a Minchàh poiché il 9 di Av è chiamato Mo’ed nella meghillàh di Ekhàh 1:15.

Divieto di Mangiare Carne e bere vino: è vietato in tale giorno in ogni caso; gli usi però fanno iniziare questo divieto molto prima; c’è chi solo la settimana del 9 di Av, c’è chi già dal 2 di Av (a differenza di tutti gli altri divieti che partono dal 1° compreso), c’è chi dal 1° compreso e c’è chi dal 17 di Tammuz. Questo divieto dura fino al 10 di Av compreso.

סעודה מפסקת Se’udàh Mafseqet
Il pasto subito precedente il digiuno è chiamato סעודה מפסקת se’udàh mafseqet. Tale pasto dev’essere consumato dopo Chatzot Hayom, prima del tramonto ed è permesso mangiare dopo di esso tranne nel caso in cui abbia esplicitato di non voler mangiare ancora o di voler cominciare il digiuno.
La Se’udàh Mafseqet dev’essere a base di al più un unico cibo cucinato; molte comunità usano fare un uovo sodo. E’ possibile però mangiare con essa cibi non cotti, come frutta e verdura fresca; per quanto possibile però è bene evitare di abbondare con essi.
L’uso è quello di mangiare un pasto a base di pane e d’intingerlo nella cenere e bere dell’acqua.
In ogni caso è bene diminuire i propri godimenti già da questo pasto.
Si usa inoltre sedersi ‘quasi’ sul pavimento; non sul pavimento stesso, ma si metta un tappetino o una coperta o un panno sul pavimento e si sieda su essi.
Non ci si ponga in modo da dover essere obbligati a recitare lo zimmun; se ci sono più di tre persone a mangiare si pongano distanti l’uno dall’altro, e non parlino. Nel caso abbiano errato in ciò il TH7 [6:13] dice che non è da recitare il zimmun comunque, ma ognuno recita solo la propria birkat HaMazon.

mercoledì 27 maggio 2009

Altri usi, regole & avvertimenti legati a Shavu’ot

  • E’ meglio recitare il Qiddush della prima sera dopo l’uscita delle stelle, e molti poseqim lo ritengono necessario, poiché solo in tale modo si ottengono 7 settimane complete dall'inizio del conteggio dell'Omer [BIC 2; SAHR 494:2; KHS 494:2 cfr. HO 2].
  • C’è l’uso di addobbare case e bet haKenesset di fiori e arbusti per vari motivi. Tra questi troviamo il “giudizio” Divino sulla frutta dell’anno successivo (Rosh Hashanàh 16a) [SAHR 494:14-15]. Nonostante ci sia chi non accetta questo minhag (causa chuqqot hagojim[1]) fondamentalmente è possibile applicarlo. [TH6 13.2]
  • L’uso tripolino è di preparare per i bambini dei piccoli, alcuni dolci con forme particolari; tra di loro troviamo le tavole della legge e il cesto delle primizie per risvegliare l’attenzione dei bambini relativamente a Chag Shavu’ot e le sue mizwot.
  • In questi ultimi anni si è sempre più diffuso su suolo italiano “Fragole e Toràh”, consistente in derashot di vari rabbanim su Shavu’ot e la קבלת qabbalat ~ ricezione della Toràh Ha-Qedoshàh, “coadiuvata” da pasti e dessert, in particolare a base di fragole. Relativamente a queste ultime ricordo a tutti che prima di essere mangiate devono essere aperte per controllare un’eventuale presenza di vermi, molto diffusa in particolare nelle fragole. Per ogni verme “mangiato”, oltre al disgusto, ci sono anche 5 divieti direttamente dalla Toràh Haqqedoshàh.
  • Ci si ricordi, come ogni Yom Tov di aggiungere nella Birkat Hamazon “Ya’alè Veyavò”. [TH6 13:16]
  • Negli anni in cui Shavu'ot cade di ven (come nel 5769 - '09) è necessario preparare la vigilia di Yom Tov l'Eruv Tavshilin. Sulle sue norme, vedi articolo relativo

[1] Chuqqot Hagojim: c’è il divieto di replicare tutto ciò che fanno i גוים gojim ~ n.l. non ebrei senza che ci sia per quest’azione una motivazione precisa. Causa la vastità dell'argomento ho preferito per vari motivi evitare di entrare nel suo merito, ma ritenevo corretto almeno citarlo.

giovedì 21 maggio 2009

Cos’è שבועות Shavu’ot

Abbiamo cercato di delineare a grandi linee in che periodo ci troviamo, ma ora cerchiamo Be”H IS”L di comprendere il perché facciamo tutto ciò, in particolare soffermandoci principalmente su Shavu’ot. Shavu’ot letteralmente significa settimane, e rappresenta il completarsi delle 7 settimane di “lavoro interiore” che abbiamo effettuato durante il periodo di conteggio dell’Omer. Sull’omer e la sua relazione con shavu’ot[1] una domanda nasce abbastanza spontanea: quando solitamente una persona aspetta un determinato evento, un esame, una scadenza di progetto o altro, solitamente conta all’indietro, facendo un conto alla rovescia, qui invece aspettiamo shavu’ot, ma il conto non avviene a ritroso, anzi, ogni singolo giorno continuiamo ad aggiungere un giorno, ripetendo il conto anche per le settimane e i giorni d’avanzo. Per esempio oggi è il 42° giorno, che sono 6 settimane.
Perché tutto ciò?
Perché un grado di dettaglio così avanzato?
Contando alla rovescia abbiamo un side-effect abbastanza clamoroso: perdiamo di vista il punto di partenza, il momento dalla quale abbiamo cominciato a contare. Al contrario, contando normalmente ci rendiamo conto nettamente di quando abbiamo cominciato a contare, e ci rendiamo conto in modo evidente del tempo che passa, avendo così la possibilità di porci alcune domande:
cosa ho combinato in questi 49 giorni, in queste 7 settimane?
Come sono “cresciuto”?
Che miglioramenti ho cercato di apportare in me?
Che obbiettivi sono raggiunto, o almeno, quanto mi ci sono avvicinato?

Il conteggio dell’omer può assumere nettamente una valenza particolare per rendersi conto del tempo che passa, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, per farci rendere conto di un concetto che già all’inizio dell’omer, con il primo capitolo dei Pirqè avot, con Hillel che soleva dire “Se non ora, quando?”, ed è stato un filo conduttore che ci ha seguito per tutte queste settimane: il come “investire” il nostro tempo. Investire non è sinonimo di spendere: l’investimento prevede lo scopo esplicito di avere dei “ritorni”; la spesa invece non prevede necessariamente un ritorno, ma è solo un modo come un altro per buttare il proprio “budget” (in particolare se temporale).
L’Omer ci porta anche a comprendere ciò: il tempo passa, e dobbiamo tenerne conto. Ma se è davvero così perché non contiamo l’omer tutto l’anno? Per diversi motivi, primo tra tutti la forza d’abitudine, che ci porterebbe a far passare giorno dopo giorno come nulla, inoltre la mancanza di un punto di partenza e di arrivo netti, per poter fissare alcuni traguardi di percorso. Dobbiamo impegnarci maggiormente nello sfruttare il nostro tempo nel migliore dei modi.

[Questa derashàh è basata parzialmente su un concetto spiegato da Rav Ben Tzion Mutzaffi Shalità sul Yovel nella parashàh di Behar, che abbiamo letto due settimane fa.]

mercoledì 20 maggio 2009

5769 Sivan

1. Rosh Chodesh dura un solo giorno: dom 1° Sivan 5769 (24 mag 09)
Non si recita tachanun, si recita l'hallel non completo, si aggiunge il Sefer Toràh e la teffillàh di Mussaf.
Nell''amidàh e nella birkat ha-mazon si aggiunge Ya'alè Veyavò

2. Il Molad è dom 1° Sivan (24 mag) mattina 7:51 e 3 chalaqim

3. La Birkat Ha-Levanàh pertanto si inizierà per i sefaraditi solo dalla sera del 9 Sivan (dom 31 mag 09) e terminerà la notte del 16 Sivan (tra il 7 e l'8 giugno)

4. Shavu'ot 6 di Sivan, fuori da Eretz Israel il 6 e il 7. (dalla sera del 28 mag fino alla sera del 30)
Sono due giorni di Yom Tov.
Poichè il primo giorno di Yom Tov cade la vigilia di Shabbat Qodesh per cucinare durante il primo giorno di Yom Tov per Shabbat Qodesh è possibile preparando l'Eruv Tavshilin (vedi articolo precedente)

Poichè il secondo giorno di Yom Tov cade Shabbat Qodesh, si creerà uno scompenso nelle parashiot di fuori da Eretz Israel, per la quale ci si ritroverà con una parashàh indietro fino allo Shabbat di Balaq, in cui si leggeranno insieme le parashiot di chuqqat e balaq (12 Tammuz - 4 lug '09)

5. I giorni successivi Shavu'ot si usa non recitare tachanunim. Sul quanti giorni gli usi sono diversi, ma l'uso prevalente è quello di non recitarlo fino al 12 di Sivan compreso, quanti i giorni in cui è possibile portare il sacrificio di Shavu'ot se non era possibile durante Yom Tov.

martedì 12 maggio 2009

18 Yiar - רמ"א Ramà – Rabbì Moshè Isserlis

Una piccola nota sul רמ"א Ramà, Rabbì Moshèh Isserlis, di cui oggi 18 di Yiar (= Lag Ba’omer) è il giorno della dipartita.
Rabbì Moshèh Isserlis ha scritto diverse opere la cui importanza nel mondo ebraico è sostanziale. Tra queste ne ricordiamo due in particolare; la prima è il Darchè Moshèh [Haaroch], un’opera di commento sul Tur, nella quale riporta molte basi Halakhiche e soprattutto, le sue fonti. Solitamente si cita quest’opera nella sua versione “light”, realizzata dalle stampe successive presentata solo come “glossa” al Bet Yossef che ne completa eventuali mancanze, in particolare, nell’ambito della Halakhàh Ashkenazita. Da queste due opere miliari (Bet Yossef e Darchè Moshèh) sono stati scritti, inizialmente intesi quasi principalmente come riassunti per il ripasso, lo Shulchan ‘Aruch (compilato per essere ripassato in 30 giorni) e la Mappàh (la seconda opera che citiamo qui), testi basilari di tutta l’Halakhàh moderna. In generale la Mappàh riguarda aggiunte relative a regole che nello Shulchan ‘Aruch non sono trattate oppure semplicemente secondo l’opinione ashkenazita.

[1] Il Bet Yossef è l’opera di commento al Tur di מרן רבינו יוסף קארו Maran Rabbenu Yossef Qaro זיע"א

lunedì 11 maggio 2009

Lag Ba'Omer - Perchè festeggiamo?

Sono numerose le questioni non chiare relative al giorno di Lag Ba’omer, 33° giorno dell’’Omer.
Per esempio perché si festeggia la morte di uno צדיק tzaddiq ~ giusto?
E’ indiscutibile che la morte di uno tzaddiq porta כפרה Kapparàh ~ n.l. espiazione a tutto l'universo, ma in ogni caso non è un’occasione allegra poiché, se era un grande della generazione, è mancato a causa dei peccati della generazione stessa. Al contrario, il giorno in cui muore uno tzaddiq, è un’occasione per stimolare la Teshuvàh, ad esempio con digiuno come propone Maran nello Shulchan ‘Aruch Orach Chajim 580; quindi sicuramente si recitano i תחנונים tachanunim ~ n.l. confessione dei peccati, mentre a Lag Ba’omer troviamo l’esatto opposto: è un giorno di ‘gioia’, di studio approfondito, in cui non recitiamo i tachanunim, apparentemente per la “morte di uno tzaddiq”. Queste sono solo alcune delle domande che possono nascere.
Portiamo qui in sintesi Be”H alcune tra le risposte:
  • In questo giorno Rabbì 'Aqivà ha cominciato ad re-insegnare dopo la morte dei suoi 24.000 allievi, (cfr Yevamot 62b) a cinque allievi tra cui Rabbi Shim'on Bar Yochai. [Perì Chadash 493 e Tov 'Ain (18: 493) di Maran HaChidàh ז"ל]
  • In questo giorno è morto Rabbì Shim'on Bar Yochai, ma festeggiamo per i miracoli che sono avvenuti per ritardare la sua morte che sarebbe dovuta avvenire decine d'anni prima a causa del decreto romano (cfr. Shabbat 33b) [Shut Shem Arièh 14]
  • Il giorno della dipartita del grande תנא tannà ~ maestro della mishnàh, ci è stata rivelata per suo tramite l’ “Iddrà Zuttà” parte integrante dello Zohar HaQadosh.

Da questi ed altri motivi si nota chiaramente che la "festa" non è dipendente dalla morte dello tzaddiq, ma da avvenimenti legati alla sua vita miracolosa a sè, che ha fornito grande luce a tutto il popolo ebraico.

domenica 10 maggio 2009

Lag Ba'Omer - Halakhot di questo giorno

Lag Ba'Omer, il 33° giorno dell'Omer - 18 Yiar, conta di diverse halakhot e usi:
  • Secondo quasi tutte le opinioni[1] non si recita il tachanun; e la stessa cosa vale per la vigilia di Lag Ba’omer a Minchàh. [TH6 12,16]
  • C’è chi usa studiare durante la notte particolari testi relativi a Rabbì Shim’on Bar Yochai tra cui il Shabbath 33b e il testo Iddrà Zuttà. Sono trovabili ordinati nel testo Hillulàh Rabbàh composto da Rabbenu Yossef Chajim ז"ל.
  • E’ vietato digiunare a Lag Ba’Omer, persino se è in ricordo dell’anniversario dei propri genitori [TH6 12,17]; fanno eccezione gli sposi ashkenaziti[2] che usano digiunare il giorno del loro matrimonio [TH6 12,18].
  • C’è l’uso di andare presso la tomba di Rabbì Shim’on Bar Yochai a Meron (in Eretz Israel) in questo giorno, e così era l’uso del nostro Maestro Arizal Haqqadosh. Purtroppo nella nostra generazione, poiché in tale luogo non stanno bene attenti alla santità del luogo, al suo rispetto, e a diverse altre regole, i grandi della generazione sconsigliano fortemente il visitare la tomba in tale giorno, poiché è sicuro che i תנאים tannaim haQedoshim ~ maestri della mishnàh (ci si riferisce a Rabbì Shim’on Bar Yochai e a suo figlio Rabbì El’azar lì sepolti) non desiderano una Hillulàh tale. Oltre alle scempiaggini effettuate in tale giorno, c’è da stare attenti allo stesso modo anche alle varie shechitot che effettuano non controllate come si deve, aumentando in questo giorno, anziché i meriti i peccati חס ושלום [cfr. Yechavè Da’at 4:35]
  • In ogni caso è vietato per i Cohanim andare, in qualsiasi giorno dell’anno, presso tombe di tzaddiqim, poiché ai cohanim è vietato entrare in un luogo dove viene reso impuro d’impurità “da un morto”, cosa chiaramente presente in un cimitero. [TH6 12,20]

[1] Fa eccezione l’opinione del Chazon Ish, che recita tachanun in tutti i giorni tranne quelli ricordati esplicitamente nello Shulchan ‘Aruch [Pitchè Teshuvàh vol 2 su OC 131:8]
[2] La nota degli ashkenaziti l’ho lasciata come nella fonte perché in questo caso particolare non c’è altra alternativa, poichè i sefaraditi si possono sposare solo dal 34° giorno dell’Omer; in tal caso avrebbe poco senso effettuare il digiuno il giorno prima del matrimonio.

martedì 21 aprile 2009

'Omer - gli usi

Durante il periodo dell'Omer ci sono diversi usi particolari derivati da diverse motivazioni.

A. Salita Spirituale
Essendo il periodo dell'Omer un periodo di salita spirituale, nella quale ci innalziamo per essere pronti a ricevere la Toràh HaQedoshàh a Shavu'ot, abbiamo diversi elementi oltre al conteggio dell'Omer che ci accompagnano per questa salita.
פרקי אבות Pirkè Avot: la lettura dei Pirkè Avot dal Shabbat Qodesh subito successivo Pessach è l'elemento più conosciuto in assoluto. L'uso comune è studiarli all'ora di Minchàh, preferibilmente con un commento, ogni Shabbat un capitolo.
משלי Mishlè: l'autore del Me'am Lo'ez riporta che c'è anche l'uso di studiare in queste settimane il testo dei Mishlè, composto principalmente da fattori etici, scritti per mano di Shelomò HaMelech ~ il re ע"ה.

B. Periodo di risterettezze simile al lutto
In questo periodo abbiamo avuto la ricorrenza di un grande disastro del mondo ebraico; 12.000 coppie di allievi di Rabbì 'Aqivà sono morti in questo periodo, nell'arco di 33 giorni, come riportato in massechet Yevamot 62b.

Queste ristrettezze si traducono nei seguenti divieti:
- è vietato sposarsi in questo periodo, mentre è permesso fidanzarsi.
- è vietato tagliarsi barba e capelli in questo periodo.
- è vietato partecipare a feste se ivi sono presenti balli o musica; nel caso sia una Se'udat Mizwàh, molti poseqim permettono di facilitare e suonare.
- è ancora più vietato l’ascolto della musica dove sia presente un accompagnamento strumentale; è però possibile cantare lodi ad HQB"H IS"L senza accompagnamento strumentale.

Per la maggior parte degli ashkenaziti questo periodo di divieti dura in modo segmentato ossia: da Rosh Chodesh Yiar fino al 32° giorno dell’Omer, e poi dal 34° fino a qualche giorno prima di Shavuot (a seconda degli usi). E’ invece permesso solo il giorno di Lag Ba’omer effettuare queste cose. Secondo il Shulchan 'Aruch HaRav [493] la sera di Lag Ba'Omer, sia quella precedente che quella successiva, invece è vietato; c'è però chi facilita.
Per le varie distribuzioni nel tempo in dettaglio, si confronti il Beur Halachàh sullo Shulchan 'Aruch Orach Chajim 493 e il BaCh.

Per i sefaraditi (che non vanno secondo l’opinione Qabbalista) i divieti terminano la loro validità da dopo la teffillàh di shacharit del 34° giorno dell’omer (anche se c’è chi permette da dopo l’alba).
Per i sefaraditi che vanno secondo l’opinione Qabbalistica invece il divieto di tagliarsi i capelli dura fino alla vigilia di Shavuot poichè secondo la Qabbalàh il tagliarsi i capelli è vietato per tutto il periodo dell’omer, fino alla vigilia di Shavuot (cfr. in particolare Or Letzion vol.3 cap 17:6 nella nota); sulla barba invece c'è chi permette di accorciarla dal 34° giorno.

Relativamente al Sheechejianu in questo periodo è un pò più complesso.
Riporto l'opinione di Rav 'Ovadiàh Yossef שליט"א in merito (Chazon 'Ovadiàh pag 259 - Omer par par 34): ~ "E' permesso recitare la berakhàh di Sheechajianu su un frutto nuovo nei giorni del conteggio (dell'Omer). E anche chi usava di non benedire Sheechejianu in questi giorni a causa delle ristrettezze non necessita di Hattaràh (Nedarim) per annullare il suo uso.
Ciononostante relativamente al Sheechejianu per abiti nuovi durante il periodo del conteggio, è bene stare attenti come atto di chassidut ~ comportamento oltre l'osservanza stretta della norma ... che dal giorno di Rosh Chodesh Yiar in poi non si indossi un abito nuovo. E quando c'è necessità è opportuno vestire quell'abito nuovo nei Shabbat durante il conteggio e benedica in tale giorno Sheechejianu.
In caso di una שמחה simchàh ~ occasione gioiosa come un Bar Mizwàh o un Berit Milàh in questi giorni è possibile facilitare."

Sul radersi la barba c'è da sottolineare che nonostante sia vietato secondo quasi tutte le opinioni, molti si appoggiano sull'opinione del Radbaz ז"ל (Shut Cheleq 2: 687) che permette di radersi il giorno di Rosh Chodesh Yiar, tranne per chi evita di tagliarsi barba e capelli durante il giorno di Rosh Chodesh stando attenti al testamento di Rabbì Yehudàh HeChassid ז"ל.
Ho trovato inoltre nel Chazon 'Ovadiàh (262-263 Omer 36 e nota 51) che riporta una facilitazione nel caso si abbia grande necessità di radersi la barba, di radesela ogni venerdì per Shabbat Qodesh.

lunedì 20 aprile 2009

'Omer - Il conteggio

Siamo già immersi nel periodo del conteggio dei giorni dell'omer, giorni che ci porteranno fino al giorno di Shavu'ot.

Dalla seconda sera di Pessach si comincia a contare 49 giorni e la 50a sera è la sera di Shavu'ot.



Come compiere la mizwàh nel modo migliore

La mizwàh del conteggio dell''Omer consiste nel contare ogni sera il giorno in cui ci si trova.

Il momento migliore per compiere la mizwàh è nella prima mezz'ora dopo l'uscita delle stelle.

Si conta sia il numero dei giorni che il numero delle settimane.

A chi è rivolta la mizwàh

I maschi adulti (oltre 13 anni) hanno l'obbligo di compierla, nel caso siano bambini l'obbligo è di natura educativa, ma comunque è un obbligo halakhico.

Un bambino che dovesse compiere il bar mizwàh durante il periodo dell'Omer, deve contare con la berakhàh fino a tale gioro poichè obbligato per natura educativa, ciononostante dopo il bar mizwàh dovrà continuare a contare senza berakhàh (poichè ogni giorno è una mizwàh a sè, vedi dopo) e non può continuare con la berakhàh poichè il conteggio effettuato sino a tale giorno non era allo stesso livello di obbligo.

Relativamente alle donne, essendo questa una mizwàh dipendente dal tempo שהזמן גרמא SheHaZeman Garemà, sicuramente non hanno un obbligo di compierla.
C'è una discussione globale sul se possano le donne recitare una berakhàh su una mizwàh di questo genere, e ognuno in questo segue il proprio minhag, ma qui si aggiunge un altro fattore: secondo molte opinioni relative alla Torat HaNistar poichè le donne non fanno parte del תיקון Tiqqun ~ riparazione effettuata da questa mizwàh è addirittura loro vietata, e così prendono e stabiliscono la halakhàh molti poseqim sefaraditi tra cui Rabbenu Yossef Chajim ז"ל autore del Ben Ish Chai e Rav 'Ovadiàh Yossef שליט"א; per quanto il Rav autore del כף החיים סופר Kaf HaChajim Sofer indichi anche un'altra opinione sicuramente vale la norma di שב ואל תעשה עדיף Shev veal ta'asèh 'adif ~ siedi e non fare (una cosa problematica) è meglio.

Gli altri tempi della mizwàh

Nel caso non si abbia avuto la possibilità di contare l'Omer entro la prima mezz'ora dopo l'uscita delle stelle è possibile proseguire durante tutta la notte con la berakhàh; è opportuno comunque recitarla il prima possibile.

Dall'inizio della mattinata si perde la berakhàh dello stesso giorno, ma è necessario comunque contare al fine di non perdere completamente la possibilità di contare nei giorni successivi con la berakhàh come vedremo successivamente.

Una mizwàh sola o 49 mizwot differenti

Sono presenti due opinioni nel talmud sulla definizione della mizwàh del conteggio dell''Omer; c'è chi sostiene che tutto il conteggio sia una singola mizwàh, quindi se viene perso un giorno tutta la mizwàh è persa; d'altra parte c'è chi sostiene che ogni singola sera è una mizwàh a sè.

Secondo quest'ultima opinione, nel caso in cui si sia perso un giorno del conteggio è possibile continuare a contare.

Poichè c'è comunque il dubbio si seguono entrambe le opinioni nelle proprie rigorosità, perciò nel caso un cui si sia perso completamente un giorno del conteggio si deve continuare a contare, ma non è possibile recitare la berakhàh.



Contare senza berakhàh

Quando si conta senza berakhàh si legge tutto ciò che accompagna il conteggio dell'Omer, semplicemente omettendo la berakhàh.

E' opportuno in ogni caso se possibile, sentire la berakhàh da qualcun altro e dopo aver risposto "Amen" alla berakhàh contare immediatamente.



Attenzione al conteggio

E' necessario fare attenzione a determinati particolari durante il conteggio dell'Omer:

1. Prima della berakhàh è necessario sapere che giorno sia, per sapere su cosa si conta l'Omer

2. Dal tramonto è vietato contare anche in altre lingue il giorno dell'Omer, poichè nel momento stesso in cui si recita il numero dei giorni o lo si scompone in settimane si è già compiuta la mizwàh, perciò non è possibile per quella notte recitare la berakhàh.

Pertanto a chi chiede che giorno è dell'Omer si risponde: "Ieri sera abbiamo contato * giorni dell'Omer"; tutto ciò prima di aver recitato il conteggio per compiere la mizwàh, ma dopo averlo recitato è possibile tranquillamente contare il giorno dell'Omer anche infinite volte.

3. E' opportuno abituarsi a contare l'Omer anche verso la fine della teffillàh di shacharit.

Questo non è un obbligo halakhico, ma è opportuno per ricordarsi ogni giorno di contare; inoltre nel caso in cui non si sia contato la sera prima per un motivo qualsiasi, non si rischia di perdere la mizwàh.



Contare in pubblico

Nonostante sia opportuno non contare con la berakhàh prima dell'uscita delle stelle, nel caso si reciti la teffillàh di 'arvit con minjian dopo il tramonto è già possibile recitare la berakhàh per il conteggio affinchè:

1. Si guadagni il conteggio con minjian

2. Nessun partecipante non rischi di dimenticare di contare l'Omer.

Chi volesse comunque può non recitare la berakhàh con il pubblico (rispondendo comunque "Amen" alle loro berakhot e pensando esplicitamente che non esce dall'obbligo rispondendo) e recitarla poi dopo l'uscita delle stelle.



Come contare

Per contare è opportuno restare in piedi, come s'impara dal versetto; nel caso l'avesse recitata seduto בדיעבד bedi'eved ~ a posteriori è comunque uscito dall'obbligo. Nel caso di un anziano o di un malato molti poseqim considerando l'ora della necessità come bedi'eved permettono di farli rimanere seduti a priori; tra questi Rav 'Ovadiàh Yossef שליט"א [Chazon 'Ovadiàh - Yom Tov pag228, Omer paragrafo 8].

Si contano sia i giorni che le settimane, ma nel caso si sia contato uno solo בדיעבד bedi'eved ~ a posteriori è uscito dall'obbligo.

Ogni persona conti per sè il conteggio e non lasci che la berakhàh altrui lo faccia uscire dall'obbligo (a meno che non abbia perso la possibilità di recitare la berakhàh, come riportato prima).