Blog dedicato a Divrè Toràh in italiano che tratta anche di argomenti halakhici! Aggiornamenti settimanali - Buona lettura!
lunedì 16 agosto 2010
Elul - Il mese dell'accelerazione
mercoledì 9 dicembre 2009
חנוכה Channukkàh - 9. Channukkàh e Shabbat Qodesh
Minchàh prima dell’hadlaqat nerot: In ogni caso sarebbe bene pregare minchàh di erev (vigilia di) Shabbat Qodesh prima di accendere le nerot channukkàh, a patto di avere minjian. Nel caso in cui invece comunque si preghi senza, sicuramente è meglio fare minchàh prima (HO 18), così da non ottenere una contraddizione tra l’accensione con berakhàh che rivela essere notte, e la teffillàh di minchàh che è da recitare di giorno.
Bamà Madliqin: è uso dei sefaraditi di non recitare il capitolo “Bamà Madliqin” la sera di Shabbat di channukkàh, poiché in tale capitolo vengono ricordati anche olii vietati per le candele di Shabbat Qodesh, mentre sono permessi di channukkàh. Gli ashkenaziti invece continuano a leggerlo anche in quest’occasione. [TH3 10:16]
Lettura della Toràh: si legge la sidràh settimanale, modificando il Maftir. Il maftir consiste nella lettura della parashàh relativa a quel giorno di channukkàh. La haftaràh è tratta da Zechariàh [cap 2].
Motzaè Shabbat Qodesh
All’uscita di Shabbat Qodesh, al beth hakenesseth prima si accendono le nerot channukkàh e poi si recita la havdalàh. L’ordine è inverso in abitazioni private, secondo il BIC (21) anche nel caso abbia già sentito la havdalàh nel Beth Haknesseth.
Come in tutto il resto dell’anno, prima di effettuare una melachàh, cioè un’operazione vietata durante Shabbat Qodesh, è necessario recitare una הבדלה havdalàh ~ n.l. formula di separazione. Nel caso in cui si sia pregato già ‘arvit questa è inclusa nell’aggiunta אתה חוננתנו “Atta chonantanu”. Se ci si è dimenticati questa formula, è necessario dire le parole ברוך המבדיל בין קודש לחול “Baruch Hamavdil ben Qodesh lechol” (senza aggiungervi null’altro) prima di fare qualsiasi melachàh, tra cui accendere la fiaccola per la havdalàh.
2 Shabbat Qodesh durante channukkàh
Questa eventualità può avvenire quando il primo giorno di channukkàh cade durante Shabbat Qodesh. La differenza principale si trova nel maftir: il primo shabbat legge dall’inizio della birkat cohanim fino a זה קרבן נחשון בן עמינדב “Zeh Qorban Nachshon Ben Aminadav”, seguita dall’haftaràh tratta da Zechariàh [cap 2] mentre il secondo da ביום החמישי “Bayom hachamishì” fino a כן עשה את המנורה “Ken ‘asàh et hamenoràh” seguita dall’ haftaràh tratta da Melachim A [7:40-50] [TH3 11:8].
Channukkàh Sameach
giovedì 19 novembre 2009
שנים מקרא ואחד תרגום Shenajim Miqrà VeEchad Targum - 5. Lettura di parashiot particolari e altre note
Ci sono vari motivazioni per l'obbligo di questa lettura:
- Per sapere ciò che si legge durante la settimana - Bet Yossef (285)
- Come le due ricezioni della Toràh (9 di Av e Yom Ha-Kippurim) e la relativa spiegazione - Eliahu Rabbàh (285:2)
- Come la duplice lettura seguita dal Targum presente nel passato - Ma'adanè Yom Tov
In base alla prima motivazione c'è chi sostiene che anche durante periodi in cui si ripete durante l'anno la parashàh è obbligatorio leggere, mentre c'è chi sostiene non lo sia, poichè questa motivazione non crea l'obbligo se non durante l'anno; pertanto poichè si è già letta o si leggerà nella sua settimana apposita non è necessaria una lettura doppia.
Di fatto abbiamo quindi diverse categorie che sono da analizzare:
- Yom Tov. Lo Shulchan 'Aruch dice a nome del Terumat HaDeshen (Cheleq 1 Siman 23 e Cheleq 2 Siman 170) che non è necessario. E' opinione solo del Shelàh che ci sia l'uso di leggerla. Come Halakhàh si segue fondalmentalmente lo Shulchan 'Aruch.
- Minchàh di Shabbat. Dice il Maran nel Bet Yossef e nello Shulchan 'Aruch (Fine OC 285) a nome del Mordekhi (Hilkhot Mezuzàh 968) che non si rilegge.
- VeZot HaBerakhàh. La parashàh di VeZot HaBerakhàh si legge sempre a Simchat Toràh, quindi è necessario capire quando leggere la parashàh Shenajim Miqrà VeEchad Targum relativa. Ci sono due opinioni: (1) la notte di Simchat Toràh - opinione basata su un testo erroneamente attribuito all'Ari Zal (Baer Hetev (285:8), Eliahu Rabbàh (285:11)) oppure (2) il giorno di Hoshanà Rabbàh, e così è la conclusione di gran parte dei Poseqim (Maran HaChidàh ז"ל nel Birkè Yossef (285:4), Ben Ish Chai (Parashat VeZot HaBerakhàh), Mishnàh Beruràh (285:18)) . E la stessa cosa vale anche in Golàh dove abbiamo un giorno intermedio di Sheminì 'Azzeret.
- Haftaràh. Nonostante ci sia chi sostiene che non vada letta (Bet Yossef a nome del Mordekhi (Hilkhot Mezuzàh 968)), l'uso più comune è quella di leggerla come sostiene il Ramà a nome del Terumat HaDeshen (Cheleq 2 Siman 101). Nel caso ci sia una distinzione tra la Haftaràh della settimana e quella che effettivamente si legge secondo il Kaf HaChajim Sofer (OC 132:6) è necessario leggere quella della settimana, mentre secondo la Mishnàh Beruràh (285:20) si legge quella che effettivamente si legge in pubblico.
giovedì 29 ottobre 2009
שנים מקרא ואחד תרגום Shenajim Miqrà VeEchad Targum - 3. Come effettuare la lettura
A versi, a brani o a salite
Troviamo quattro opinioni principali su come scomporre la lettura della parashàh:
- Secondo l'Ari Zal è opportuno leggere verso per verso, ogni volta secondo il principio di Shenajim Miqrà (due volte la Toràh) e una volta il Targum;
- Secondo il Rav Shenè Luchot HaBerit (lo Shelàh Ha-Qadosh) è opportuno leggere ogni parashàh inclusa tra due Pisqaot (da spazio a spazio), persino quando questa s'interrompe in mezzo ad un versetto.
- C'è chi legge tutta la parashàh dall'inizio alla fine come Miqrà due volte e la terza come Targum, questo è il metodo tra tutti meno preferibile.
- C'è chi effettua uno dei procedimenti di cui sopra, dividendolo giornalmente, ogni giorno una chiamata.
Shenajim Miqrà VeEchad Targum - Cos'è il Targum
Non c'è discussione sul fatto che il Targum non sia una semplice traduzione letterale, bensì sia una spiegazione, ma troviamo una discussione se un'altra spiegazione del testo, basata comunque sulla Toràh Sheba'al Peh, come il commento di Rashì ז"ל sulla Toràh, sia altrettanto valida, o ci siano particolarità che rendono il Targum Onqelos migliore, nonostante non sia molto comprensibile per il grande pubblico come lo era un tempo.
La discussione sta nel capire quale sia la definizione di Targum - spiegazione oppure il Targum stesso; e in caso una delle due se precluda a questo punto l'altra oppure la metta solo in secondo piano, per un totale di quattro opinioni.
Come Halakhàh finale ognuno ha su cosa appoggiarsi per come si approccia a questo studio.
Sottolineo solo quattro punti:
- Secondo la Qabbalàh è nettamente preferibile il Targum Onqelos ad altre spiegazioni.
- Nello Shulchan 'Aruch aggiunge che un Yerè Shamajim applica le due opzioni così dal compiere questo obbligo secondo tutte le opinioni.
- Una traduzione che non sia spiegazione basata sulla Toràh Sheba'al Peh non è considerata valida.
- E' necessaria un targum su ogni versetto, quindi nel caso non sia presente spiegazione a tale verso, in ogni caso è necessario ripiegare al Targum Onqelos.
L'ordine
E' necessario seguire l'ordine di Shenajim Miqrà - doppia lettura dell'ebraico seguita dal Targum (cfr. cosa s'intenda nel punto precedente), in quest'ordine; così dice lo Shelàh e viene riportato da molti poseqim, tra cui il rav Kaf HaChajim Sofer. Nonostante ciò la Mishnàh Beruràh riporta l'opinione del rav Lechem Chamudot che dice che בדיעבד bedi'eved ~ a posteriori è uscito d'obbligo.
E' necessario inoltre seguire l'ordine dei versi obbligatoriamente; nel caso se ne sia perso uno, si torna indietro riprendendo dal punto mancante in poi.
Come leggere
E' opportuno per chi li sa, leggere la parashàh con i te'amim. Chi non li sa, sarebbe bene li studiasse, e sarebbe opportuno anche insegnarli a scuola e al Talmud Toràh (Halikhot 'Olam vol. 3 Lekh Lekhà 4 pag. 57).
D'altra parte il Targum è da leggere assolutamente senza i ta'amim. Così scrivono i poseqim [tra cui Baer Hetev, Kaf HaChajim ] in base alle parole dell'Ari Zal
Affrontare la lettura
E' opportuno affrontare la lettura in modo critico, cercando quindi di capire ogni dettaglio, nonostante ciò poichè si sa che ogni domanda sulla Toràh Ha-Qedoshàh ha risposta, cercare di trovarla, magari con un occhio ai commentatori.
giovedì 22 ottobre 2009
שנים מקרא ואחד תרגום Shenajim Miqrà VeEchad Targum - 2. Quando Effettuare la lettura
- Ven al mattino. Secondo l'Arì Zal sarebbe opportuno leggere la parashàh il ven mattina subito dopo la Teffillàh di Shacharit, se possibile ancora con il Tallit e Teffillin.
- Ven al pomeriggio. Ci sono molti poseqim (tra cui il Rav Shenè Luchot Ha-Berit, o meglio conosciuto con l'acronimo di Shelàh Ha-Qadosh) che sostengono che questa sia l'opinione dell'Ari Zal basandosi su un testo che gli era stato attribuito erroneamente.
- Durante la settimana. Dividendo ogni giorno una chiamata, e completando entro prima della lettura pubblica (o ven o Shabbat mattina prima di Shacharit) l'ultima chiamata.
Opinioni a posteriori
Nel caso una persona non sia riuscita a leggere nel tempo stabilito è possibile completare fino alla Se'udàh ~ pasto della mattina; chiaramente è necessario stare attenti a non entrare in digiuno per questa se'udàh, quindi o si è bevuto almeno 86 cc di acqua prima di Shacharit (solitamente è vietato mangiare e bere tranne acqua, the e caffè prima di recitare la Teffillàh di Shacharit) oppure si riesce a cominciare a mangiare comunque prima di Chatzot HaYom, cioè metà delle ore di luce.
Nel caso una persona non sia riuscita a leggere entro la se'udàh, è opportuno studiare entro l'ora di Minchàh o almeno della lettura della Toràh di Minchàh.
In caso non si sia ancora riusciti a leggere, è possibile completare la lettura entro il terzo giorno della settimana, mar, poichè è considerato ancora appartenente al Shabbat Qodesh precedente.
Nel caso si sia oltrepassato, c'è un ultimo baluardo, che consiste nel completare entro lo stesso anno di lettura del pubblico, quindi entro il giorno di Simchat Toràh, nella quale si conclude il ciclo di lettura annuale della Toràh (; c'è chi sostiene entro il giorno di Yom Ha-Kippurim).
lunedì 19 ottobre 2009
3.2 טבע Il Tev'à ~ la Natura e la Toràh
In ogni caso attraverso le meraviglie della Natura stessa e dalla saggezza del Suo Ordine, l'uomo può giungere a conoscere già HQB"H, cioè: nel Signore, Creatore e Gestore dell'Universo.
Dall'approfondimento e la comprensione delle prime tre mizwot riguardo l'Emunàh si arriva alle ultime tre mizwot (cfr. 3.1) come diceva il grande Rabbino Rabbi Moshe Ben Maimon (רמב"ם Rambam o Maimonide) ז"ל:
"Quando l'uomo rifletterà sulle gesta di HQB"H e sulle sue meravigliose ed enormi creature, potrà osservare attraverso esse la Sua Saggezza incommensurabile, senza limiti nè confini, subito arriverà ad AmarLo, LoderLo ed ElogerLo e desidererà con grandi brame di conoscere HQB"H... e quando penserà a queste cose subito indetreggierà, pieno di timore e paura e saprà quanto l'uomo sia una creatura piccola, insignificante e oscura, che possiede un piccolo e tenue intelletto rispetto a quello del Completo delle Idee (di HQB"H) come ha detto David: Quando vedrò i Tuoi Cieli, Create dalle Tue dita... Cos'è l'uomo che lo ricordi?" (Yad Ha-Chazaqàh / Mishnèh Toràh, Hilkhot Yessodè Ha-Toràh 2,2)
giovedì 15 ottobre 2009
שנים מקרא ואחד תרגום Shenajim Miqrà VeEchad Targum - 1. Introduzione
Chodesh Mar Cheshvan 5770
Il Molad: cade la notte di dom (19 ott) alle 23:31 e 8 chalaqim
Pertanto la Birkat Ha-Levanàh:
- Per gli ashkenaziti che attendono 3 giorni inizia: la notte del 5 Kislev (tra gio 22 ott e ven 23 ott).
- Per i sefaraditi e gli ashkenaziti che attendono 7 giorni inizia: la notte del 9 Kislev (tra lun 26 - mar 27 ott)
- E termina: tutta la notte del 15 Kislev (tra dom 1 - lun 2 nov)
Particolarità di questo mese:
Perchè si chiama "Mar" Cheshvan?
Il mese si chiama "Mar" Cheshvan perchè essendo un mese senza alcuna festività i chakhamim hanno voluto dargli importanza a sè e l'hanno chiamato con il titolo di מר "Mar", titolo che equivale l'italiano "Signor".
BaHaB
Lo Shulchan 'Aruch riporta che il mese successivo le festività di Sukkot e di Pessach si usa digiunare per tre giornate, dall'alba all'uscita delle stelle. Un tempo erano giorni di digiuno pubblico, chiamati con l'acronimo di בה"ב BeHaB o BaHaB, che indicano i giorni di digiuno:
- Bet (a) ב: primo giorno di digiuno della serie, Bet indica il secondo giorno della settimana - lun.
- He ה: secondo giorno di digiuno della serie, He indica il quinto giorno della settimana - gio.
- Bet (b) ב: primo giorno di digiuno della serie, Bet indica il secondo giorno della settimana - lun. Nel 5770 cade il 15 di Mar Cheshvan (2 Nov)
In tali giorni, se si vuole digiunare, è necessario accettare il digiuno precedentemente all'ora di Minchàh del giorno precedente.
Oggi l'uso che va per la maggiore è quello di non digiunare poichè il digiuno provocherebbe una diminuzione di studio di Toràh o di danno economico, ma nonostante ciò una persona dev'essere conscio della giornata di digiuno per due motivi:
- in tali giorni è opportuno aumentare lo studio di Toràh di Tzedaqàh e di Teffillàh.
- Gli ashkenaziti aggiungono dei tachanunim particolari.
giovedì 8 ottobre 2009
22.19 שמחת תורה Simchat Toràh - glosse
- Chattan Me'onàh. E' quello che sale alla lettura del brano Me'onàh. Attualmente non ha altre particolarità, ma nel Kaf Ha-Chajim Sofer (669:2) riporta che in Turchia c'era l'uso che si leggesse fino alla sua chiamata con il terzo sefer che dev'essere poi cambiata e letta dal maftir.
- Chattan Toràh. E' quello che conclude la lettura della Toràh. C'è chi usa che legge dall'inizio della Parashàh (è questo è l'uso comune tra i sefaraditi) e c'è chi usa leggere da dove si sono fermati precedentemente (così ho visto fare in diversi battè kenesset italiani a Milano).
- Chattan Bereshit. E' quello che inizia a leggere il libro di Bereshit. Ove, come in alcune comunità italiane, la parashàh di Bereshit è letta durante il giorno di Simchat Toràh solo per alcuni versi da un chumash, il Chattan Bereshit ha posto il Shabbat successivo a Simchat Toràh, per l'appunto, Shabbat Bereshit.
Per completezza aggiungo che c'è un uso in Romania (così riporta il Kaf Ha-Chajim Sofer 669:2) di aver un quarto chattan, il chattna Vaya'al che legge la parashàh successiva al chattan me'onàh.
22.19 שמחת תורה Simchat Toràh
- Nel primo si conclude la lettura annuale dei cinque libri della Toràh con la parashàh di Vezot Ha-Berakhàh.
- Nel secondo si re-inizia con la prima parashàh della Toràh, con l'inizio della Parashàh di Bereshit.
- Nel terzo si legge il Maftir come quello dell'ottavo giorno (cfr. 22.17).
[N.d.T. Molti tra gli italiani non usano leggere la parashàh di Bereshit da un Sefer Toràh a sè, ma solo da un chumash]
In molte comunità usano che tutte le persone salgono per la lettura della Toràh, ad onore della sua conclusione, perciò la parashàh di Vezot Ha-Berakhàh fino al brano di "Me'onàh" si suddivide in cinque parti e viene ripetuta tante volte fino a quando tutti coloro che vogliono salire salgono. Anche bambini possono salire (N.d.T. solitamente in questo caso leggono loro stessi). L'ultimo che sale per la lettura della Parashàh di Vezot Ha-Berakhàh leggono fino a "Me'onàh" fino alla fine della Toràh è chiamato חתן תורה Chattan Toràh.
Il secondo libro si ricomincia a leggere la Toràh e si legge dall'inizio della parashàh di Bereshit fino alla parola "La'asot", e colui che sale per questo brano si chiama חתן בראשית Chatan Bereshit.
Dopo questa lettura il ba'al Qorè legge un mezzo Qaddish e si prosegue con la lettura del terzo Sefer Toràh nella quale si legge "Bayom Ha-Sheminì" e si legge la Haftaràh di "Vahi achar Mot Moshèh" (Yehoshu'a 1).
Poichè a Simchat Toràh capita che ci siano ebbri la mattina, si usa che non ci sia birkat cohanim tale giorno (anch'esso solo per gli ashkenaziti).
הושענא רבה Hoshanà Rabbàh - 4. Altre norme in breve
Si stia inoltre attenti a ricordare che per quanto la mizwàh “applicativa” dell’etrog sia stata completata non è possibile mangiarlo fino a dopo la conclusione di Simchat Toràh (che in Eretz Israel coincide con Sheminì ‘Azzeret, ma fuori è il giorno successivo). [BIC 10]
giovedì 10 settembre 2009
La vigilia di Rosh Ha-Shanàh – Digiuno
C’è chi usa digiunare la vigilia di Rosh Ha-Shanàh [TH 2,1]. Chi vuole “partecipare” a questo minhag deve ricordare alcune cose.
- Se non lo si è mai fatto e si vuole cominciare, si dica il primo anno prima di accettare il digiuno che lo si fa בלי נדר belì neder ~ senza promessa in modo tale da non dovere fare un eventuale scioglimento della promessa da parte di un חכם chakham ~ saggio in caso negli anni successivi si voglia smettere con tale usanza (TH 2,2).
- Nel caso non si riesca a stare tutta la giornata senza né bere né mangiare è possibile fare uno scioglimento della promessa (nel caso si sia promesso) grazie ad un chakham anche nei giorni precedenti il digiuno (TH 2,2).
- Non si può mangiare da quando si è andati a dormire la sera precedente dell’inizio del digiuno, tranne nel caso in cui si sia rimasti svegli tutta la notte, in cui si può mangiare fino all’alba. Relativamente al bere, acqua o caffè e te (anche zuccherati) c’è da facilitare fino all’alba (in base a BIC 1, e TH).
- Se si vuole digiunare bisogna ricordare di fare la קבלה Qabbalàh ~ ricevimento del digiuno alla fine della amidàh di Minchàh dell’antivigilia di Rosh Ha-Shanàh. Il testo classico della ricezione del digiuno è trovabile nei siddurim. Nel caso non si sia fatta la Qabbalàh a Minchàh è possibile farla fino al tramonto.
- Ogni digiuno non è finalizzato a sé stesso, ma solo a facilitare la Teshuvàh. Ne consegue che se uno deve fare un digiuno e fare ciò che fa tutti i giorni, oppure giocare o sollazzarsi, è inutile fare il digiuno, ma è meglio prendere ed aumentare con lo studio della Toràh HaQedoshàh. (cfr. Mishnàh Beruràh 549,1).
לשנה טובה נכתב ונחתם
LeShanàh Tovàh Nikkatev Venechatem
martedì 28 luglio 2009
Tish’à BeAv - Ulteriori note
Si lavino solo le dita fino alla fine delle estremità, ed esegua come ogni giorno l’alternanza tra destra e sinistra, lavando prima la destra e ripetendo il tutto per 3 volte, e benedice על נטילת ידים‘Al netillat Yadaim, come ogni giorno. E’ comunque vietato lavare la faccia, tranne in caso ne sia sporca una parte, in tal caso è possibile lavare solo quella. E’ possibile comunque passare un po’ d’acqua sugli occhi nel caso sia solito farlo, dopo avere asciugato le mani dalla netillat yadim. E’ possibile inoltre lavarsi le parti del corpo sporche, ma non bisogna sporcarsi apposta. I cohanim per la birkat cohanim si lavano come durante tutto l’anno.
Note sul Lavoro il 9 di AvIl lavorare è dipendente dall’uso nel posto, se considerato vietato o meno e persino dove si usa non lavorare è possibile farlo attraverso un goj [OC 554:22].
Nei posti in cui si permette è necessario diminuirne il tempo rispetto al solito [OC 554:22].
Inoltre ai Talmidè Chakhamim è vietato lavorare in tale giorno e chiunque voglia comportarsi come un Talmud Chakham in ciò gli è permesso [Nonostante solitamente ci possa essere un problema di יוהרא Yuharà ~ n.l. superbia – ivi e MB :44]. Il motivo del divieto è di non distogliere l’attenzione dal lutto sulla distruzione del Bet HaMiqdash; per questo motivo il lavoro è vietato anche la notte [MB :43].
Si permette inoltre lavorare nelle questioni di perdita (molto differente dal mancato guadagno) come durante Chol Hamo’ed (Cfr. OC 530;537-538 in particolare per capire cosa ricada in questo ambito) [OC 554:22].
In ogni caso ogni persona che effettua Melachàh durante il 9 di Av [persino dove permesso – MB 554:49], non vede berakhàh da tale guadagno [OC 554:25]
Studio della Toràh [OC 554:2]
E’ obbligatorio, esattamente come ogni giorno dell’anno, studiare Toràh Haqqedoshàh. La problematica intrinseca in ciò è che lo studio porta שמחה simchàh ~ n.l. gioia. Per evitare ciò i chakhamim hanno stabilito che ci sono solo determinati tipi di studi permessi in tale giorno, riguardanti argomenti tristi, per non allontanare i pensieri dal חרבן הבית Chorban Habayt ~ distruzione del Bet Hamiqdash. Inoltre è bene studiare in modo superficiale (comunque capendo, altrimenti non è considerato studio), perché altrimenti l’approfondimento porterebbe a gioia.
Gli studi permessi sono numerosi e possiamo dividerli in queste categorie:
- Tanach: il libro di Yiov, il libro di Ekhàh e il libro di Yermeyàh escluse le parti di נחמה nechamàh ~ n.l. consolazione. Di tutti è possibile studiare anche i relativi commenti.
- Mishnàh: il 3 capitolo di Massechet Mo’ed Qatan [ואלו מגלחין] (si trova anche in italiano).
- Talmud: il 3 capitolo di Mo’ed Qatan [ואלו מגלחין]; le parti relative al Chorban Habayt di הנזקין Hanizaqin, in massechet Ghittin [55b-58a].
- Halakhàh: tutte le halakhot sulle norme di lutto (trovabili anche in italiano in molti testi) e quelle del 9 di Av.
- Midrash: Ekhàh Rabbàh.
- Tallit & Teffillin: ci sono diversi usi sull’indossare il tallit e il teffillin il giorno di Tish’à BeAv. Non c’è alcun dubbio che sia obbligatorio indossarli, e che il loro tempo sia tutta la giornata fino al tramonto. Gli usi invece riguardano la teffillàh di Shacharit e quella di Minchàh. C’è chi usa infatti non indossarli in pubblico durante la teffillàh di Shacharit, ma solo in quella di Minchàh. Il BIC [25] riporta che bisognerebbe indossarli prima della teffillàh di Shacharit a casa propria, recitando con essi solo la Qeri’at Shem’à; relativamente a קדש לי‘Qadesh Li’ e ‘Vehaya Ki Yeviachàh’ dipende dall’uso se recitarli in tale giorno o meno. Chiaramente si indossi tallit e teffillin solo dopo avere recitato le Birkot Hashachar e le Birkot Hatoràh [HO 17]. Sia il BIC [25] che l’HO [18] sottolineano che questo discorso è vigente sia per i teffillin di Rashì che quelli di Rabbenu Tam, ma a Minchàh si indossino quelli di Rashì. Conviene quindi informarsi precedentemente dell’uso del Bet Hakenesset presso la quale si va a pregare, e non si distingua dal pubblico.
- Haazinu: c’è chi usa recitare anziché la Shirat Hayam [Az Yashir Moshèh] la parashàh di Haazinu. Il BIC [26] sottolinea che gli ירא שמיםYerè Shamajim ~ Temente/i del Cielo e i חכמים chakhamim ~ saggi recitino la Shirat Hayam come tutti i giorni, e solo dopo la ‘Amidàh la parashàh di Haazinu.
- Si cerchi di piangere per la distruzione del Bet Hamiqdash, in particolare durante le תפילותteffillot ~ preghiere. Nel caso non ci riesca, nel caso delle teffillot almeno preghi con voce piangente.
- Se possibile è bene prepararsi alla lettura della Teffillàh, cercando di capire cosa dica prima del 9 di Av. Non vengono qui trattate altre halachot relative ai testi particolari che si leggono il 9 di Av.
lunedì 6 luglio 2009
Il Digiuno del 17 di Tammuz - Introduzione
מעשים Ma’asim del 17 di Tammuz
La mishnàh in massechet תענית Ta’anit (26) dice che cinque מעשים ma’asim ~ eventi sono accaduti ai nostri padri durante il 17 di Tammuz ed inizia ad enumerarli:
(1) sono state rotte le לוחות luchot ha-Berit ~ le cosiddette tavole della legge, (la cui traduzione più letterale è tavole del Patto)
(2) è stato interrotto il sacrificio del Qorban Hatamid, sacrificio quotidiano portato nel Bet Ha-Miqdash
(3) è stata cinta d’assedio la città (di Yerushalaim תובב"א),
(4) Apostomos Harash’à ha arso un sefer Toràh, ed
(5) è stato inserito un idolo nell’Hechal, zona tra le più qedoshot del Bet Ha-Miqdash תובב"א.
Ogni singolo tra questi eventi meriterebbe un approfondimento a sé, che sarebbe lungo affrontare in questa sede[4].
Ciò su cui mi vorrei soffermare è una breve domanda sulla mishnàh. In questa non si parla di cause del digiuno, ma tratta di ma’asim. Perché? Qual è la differenza? Proviamo a capirlo attraverso il ragionamento sul primo: la distruzione delle luchot.
Su questo argomento ho sentito una volta una tesi, che consisteva nel voler dimostrare che il חטא chet ~ peccato (involontario) commesso da Moshèh Rabbenu ע"ה fosse proprio questo, la rottura delle luchot habberit. Questa tesi, come molte altre che si sentono effettuate senza approfondimento su testi di תורה שבעל פה Toràh Sheba’al Peh studiati in base ai strumenti e indicazioni di studio fornite dai chakhamim ז"ל[5], non solo è errata, ma lo è in modo eccezionale. Troviamo, infatti, esplicitamente in massechet Shabbat 87a che 3 questioni Moshèh Rabbenu ע"ה ha agito in base al proprio דעת da’at[6], alla propria iniziativa e logica, basandosi su deduzioni dalle regole della Toràh Ha-Qedoshàh, e HQB”H IS”L è stato d’accordo con Moshèh Rabbenu ע"ה.
Una di queste è appunto l’aver distrutto le luchot, pertanto non può essere considerata una colpa, anzi nella ghemarà stessa viene considerata un alto merito (HQB”H IS”L dice a Moshèh Rabbenu ע"ה ‘יישר כחך’ ‘Yeshar Kochakhà’[7] per ‘complimentarsi’ dell’azione effettuata).
A questo punto il punto di partenza risulta essere ancora meno chiaro di prima. Perché tra i ma’asim avvenuti nel giorno di digiuno del 17 di Tammuz, chiaramente legati alle cause del digiuno, ne troviamo uno che non è assolutamente un peccato, anzi è un merito?
In massechet Tamid 32 a si raccontano le diverse domande poste da Alessandro il Macedone ai זקני הנגב Ziqnè Haneghev ~ i saggi[8] del Neghev. Tra queste troviamo "chi è il חכם chakham ~ saggio?", e gli viene risposto " הרואה את הנולד Haroèh et Hanolad ~ n.l. colui che vede ciò che (sta per) nasce(re)". Ciò che intendono i chakhamim è evidente che non è riferito all’ostetrico, ma a chi vede le conseguenze di ciò che viene fatto, delle proprie azioni in particolare. Questa è anche la chiave di lettura della mishnàh di Ta’anit, ma al contrario.
Dobbiamo riflettere non tanto sui ma’asim (e mi riferisco a tutti e cinque), quanto a cosa ha causato questi ma’asim, le nostre azioni quindi.
Nel caso particolare della rottura delle luchot habberit la causa dovrebbe essere risaputa da tutti; Moshèh Rabbenu ע"ה le distrugge quando vede l’ עגל הזהב ‘Eghel Hazahav ~ vitello d’oro, uno dei peccati per eccellenza. Quello che ci vuole dire la mishnàh è che i fatti, gli eventi, in sé non hanno particolare utilità, poiché nel tempo potrebbe venire dimenticato persino se tale fatto avesse accezione negativa o positiva. In sé i fatti servono per essere utilizzati come indici delle nostre azioni, per capirne effettivamente le conseguenze.
Cosa possiamo imparare dal contenuto globale della mishnàh per i nostri giorni dovrebbe essere oramai chiaro, ma perché questo messaggio viene fornito in particolare per il digiuno del 17 di Tammuz?
Perché anche nel digiuno stesso si applica una logica simile. E’ risaputo che scopo del digiuno non è il digiuno stesso (nonostante sia comunque intoccabile e obbligatorio per tutte le categorie di cui parleremo in seguito בס"ד); il digiuno è solo l’evento. Lo scopo del digiuno è cercare di analizzare se stessi al fine di correggere i propri errori, in particolare sotto l’aspetto dell’' עבודתAvodat ~ il servizio di Hashem Itbarach. L’‘Avodat Hashem Itbarach non include (come molti sono spesso portati a pensare) solo un corretto rapporto nei confronti di HQB”H IS”L, ma anche quello verso gli altri, e soprattutto verso se stessi, cosa che spesso siamo soliti tralasciare completamente. Quest’ultimo, il rapporto verso se stessi, è effettuabile in vari modi, trattato da testi di Mussar come ארחות צדיקים Orchot Tzaddiqim,מסילת ישרים Messilat Yesharim di Rabbenu Moshè Chajim Luzzato הרמח"ל ז"ל, Sefer Hayashar ספר הישר e simili, il cui studio è sancito come obbligatorio dai poseqim per almeno (cito una delle opinioni più facilitanti) 10 minuti al giorno.
Almeno 10 minuti al giorno per la cura della propria persona[9].
Fonti principali: Shulchan Aruch Orach Chajim = OC; Mishnàh Beruràh =MB; Torat Hamo’adim =TH (7 se volume su Digiuni); Ben Ish Chai = BIC (anno 1).
[4] Per affrontare il tema in modo rapido consiglio la nota 2 in TH7 1:2. Per i riferimenti al talmud principalmente ta’anit 28b-29a dopo aver affrontato la mishnàh citata.
[5] Con questo non intendo assolutamente dire che personalmente sia arrivato a questo livello, ma la critica sta nel cercare di approfondire su testi scritti da Talmidè Chakhamim degni di questo nome, e non da chi non ha approfondito che secondo la propria logica, che essendo solo umana è per definizione limitata – cfr. מהרש"א, עין יוסף su Tamid 32.
[6] Ho preferito lasciare la traduzione del testo più vicina al testo, almeno per chi intende in cosa consiste il da’at. Consigliato in merito il testo פרקי קנין הדעתil cui autore ha voluto essere anonimo. La ‘spiegazione’ proposta, anche se un po’ impropria, si avvicina lontanamente al concetto, ma mi sembra possa rendere parte dell’idea in breve.
[7] Tipo חזק וברוך Chazzaq uvaruch; la traduzione letterale sarebbe qualcosa di simile a “è retta la tua forza”.
[8] Ho tradotto Zaqen come saggio e non come anziano, poiché il termine anziano attualmente viene principalmente usato per indicare una questione d’età, mentre in ebraico l’utilizzo del termineזקן indica זה קנה (חכמה)colui che ha acquistato saggezza [cfr Qiddushin 32b]
[9] Chi non avesse la possibilità di trovare tali testi in versione cartacea, può ordinarli via internet, trovabili anche in traduzione in diverse lingue tra cui l’inglese. In lingua originale sono trovabili tranquillamente su internet, e se vi è difficile passare 10 minuti a leggere davanti al pc è possibile stamparli.
Vi indico qualche link tra i primi che ho trovato su Google:
Messilat Yesharim: http://www.shechem.org/torah/mesyesh/hindex.htm
Orchot Zaddiqim: http://www.daat.ac.il/daat/mahshevt/orhot/pirkey-2.htm
Il Sefer Hayashar non l'ho trovato, perchè quelli presenti si riferiscono all'omonimo testo sulla Toràh scritta o su testi di Halakhàh di Rabbenu Tam ז"ל, se qualcuno dovesse trovarlo è pregato di segnalarlo.
lunedì 29 giugno 2009
1.20 L'Osservanza delle Mizwot e la vita
Non si è mai presentata occasione in cui i figli d'Israel volessero annullare le mizwot a causa della durezza della vita; nonostante ciò in ogni generazione c'erano singoli o gruppi di persone che hanno tolto da sè il giogo della Toràh, ma erano un numero limitato.
Al contrario il popolo di Israel dava la propria vita per osservare la Toràh e le sue mizwot, rinunciando a godimenti terreni per far sì che neanche una sola halakhàh non sarà abrogata.
I figli del popolo d'Israel hanno subito gravi prove ed hanno compiuto con forza e caparbietà tutto ciò che ha insegnato il Tannà Rabbì Yehudàh Ben Temà (Avot 5, 23)
lunedì 22 giugno 2009
1.19 La congregazione e il Rav
L'obbligo di ascoltare il Rav cade su tutto ciò che decide sia come halakhàh esplicita, sia su una תקנה Taqqanàh ~ istituzione, che su una גזרה Ghezeràh ~ decreto o in qualsiasi minhag.
venerdì 19 giugno 2009
Who is Who? Maran Rabbenu Yossef Qaro רבינו יוסף קארו ז"ל
Allievi
Tra i suoi allievi possiamo enumerare:
- Rabbi Moshèh Alshich רבי משה אלשיך זיע"א: (la cui dipartita è anch'essa in questo giorno, 13 Nissan) grande Talmid Chakham vissuto a צפת יע"א Zefat ~ Safed, famoso principalmente per il suo libro di commento sulla Toràh e per la sua capacità di דרשן Darshan ~ n.l. oratore, tanto da essere spesso soprannominato con il titolo di הדרשן Ha-Darshan.
- Rabbenu Moshèh Cordovero רבינו משה קורדובירו ז"ל: più conosciuto con l'acronimo di Ramaq רמ"ק, grande Chakham in particolare nel campo della Qabbalàh. Ha scritto diverse opere, ma la più conosciuta al vasto pubblico è probabilmente תומר דבורה Tomer Devoràh.
- Rav Moshè Galanti מה"ר משה גלאנטי ז"ל: grande Talmid Chakham nel campo della Qabbalàh.
Opere principali
Rabbenu Yossef Qaro è stato un autore molto prolifico, nonostante ciò gran parte delle sue opere sono basilari per molti tipi di studio:
- בית יוסף Bet Yossef: probabilmente l'opera più importante, in cui commenta gli Arbà Turim aggiungendo altre opinioni dei Rishonim ז"ל e concludendo la Halakhàh, delineando il processo per stabilirla a partire dalla Ghemarà, passando per i Rishonim.
- שולחן ערוך Shulchan 'Aruch: sunto delle principali conclusioni tratte nel Bet Yossef, probabilmente è l'opera più famosa; interessante sapere che era stata scritta inizialmente come opera di studio per il ripasso o per chi non avesse molto tempo per lo studio, in modo che si potesse ripetere tutto il libro ogni 30 giorni.
- בדק הבית Bedeq Ha-Bayt: Correzioni e aggiunte sul Bet Yossef.
- שו"ת אבקת רוכל Shut Avqat Rochel: testo di risposte di Halakhàh a domande che gli sono state poste.
- כסף משנה Kessef Mishnèh: commento al משנה תורה Mishnè Toràh del Rambam ז"ל.
- מגיד משרים Magghid Mesharim: un testo in cui ha scritto parte di ciò che ha studiato con un angelo che gli è stato disposto apposta.
- כללי התלמוד Kellalè ha-Talmud: un sunto di regole di un centinaio di pagine per comprendere come studiare secondo regole generali di applicazioni della ghemarà, è stato scritto come commento al testo הליכות עולם Halichot 'Olam.
Due su Tre
Il principio base sulla quale Maran ז"ל nel Bet Yossef e nel Shulchan 'Aruch fissa la Halakhàh è il principio della maggioranza delle tre opinioni principali dei poseqim, tali il Rif, il Rambam e il Rosh ז"ל, considerati עמודי הוראה 'amudè Horàah ~ colonne di istituzione d'Halakhàh.
Nel caso in cui uno dei tre non avesse esplicitato la sua opinione e gli altri due si contrappongono, si fissa la halakhàh secondo la maggior parte degli altri rishonim che accordano con una delle due opinioni.
Questo principio per fissare la halakhàh era molto praticato in tutto il bacino mediterraneo sulle sponde nord-africane, in Eretz Israel e nelle sue vicinanze; questo è stato un ulteriore fattore che ha permesso una così elevata possibilità di diffusione di questi testi e del fatto che l'opinione di Maran fosse accettata.
mercoledì 27 maggio 2009
Altri usi, regole & avvertimenti legati a Shavu’ot
- E’ meglio recitare il Qiddush della prima sera dopo l’uscita delle stelle, e molti poseqim lo ritengono necessario, poiché solo in tale modo si ottengono 7 settimane complete dall'inizio del conteggio dell'Omer [BIC 2; SAHR 494:2; KHS 494:2 cfr. HO 2].
- C’è l’uso di addobbare case e bet haKenesset di fiori e arbusti per vari motivi. Tra questi troviamo il “giudizio” Divino sulla frutta dell’anno successivo (Rosh Hashanàh 16a) [SAHR 494:14-15]. Nonostante ci sia chi non accetta questo minhag (causa chuqqot hagojim[1]) fondamentalmente è possibile applicarlo. [TH6 13.2]
- L’uso tripolino è di preparare per i bambini dei piccoli, alcuni dolci con forme particolari; tra di loro troviamo le tavole della legge e il cesto delle primizie per risvegliare l’attenzione dei bambini relativamente a Chag Shavu’ot e le sue mizwot.
- In questi ultimi anni si è sempre più diffuso su suolo italiano “Fragole e Toràh”, consistente in derashot di vari rabbanim su Shavu’ot e la קבלת qabbalat ~ ricezione della Toràh Ha-Qedoshàh, “coadiuvata” da pasti e dessert, in particolare a base di fragole. Relativamente a queste ultime ricordo a tutti che prima di essere mangiate devono essere aperte per controllare un’eventuale presenza di vermi, molto diffusa in particolare nelle fragole. Per ogni verme “mangiato”, oltre al disgusto, ci sono anche 5 divieti direttamente dalla Toràh Haqqedoshàh.
- Ci si ricordi, come ogni Yom Tov di aggiungere nella Birkat Hamazon “Ya’alè Veyavò”. [TH6 13:16]
- Negli anni in cui Shavu'ot cade di ven (come nel 5769 - '09) è necessario preparare la vigilia di Yom Tov l'Eruv Tavshilin. Sulle sue norme, vedi articolo relativo
[1] Chuqqot Hagojim: c’è il divieto di replicare tutto ciò che fanno i גוים gojim ~ n.l. non ebrei senza che ci sia per quest’azione una motivazione precisa. Causa la vastità dell'argomento ho preferito per vari motivi evitare di entrare nel suo merito, ma ritenevo corretto almeno citarlo.
martedì 19 maggio 2009
Shavu’ot e “limitrofi” di AB
a Rosh Chodesh in sé non si recitano,
il 2° del mese poiché Moshè ha ricevuto l’ordine relativo ai 3 giorni che ha ampliato lui stesso dal giorno stesso,
e i 3 successivi non si recita poiché sono chiamati ימי הגבלה“yemè hagbalàh”, i giorni prima della ricezione della Toràh Ha-Qedoshàh in forma di comandamenti, nei quali il popolo d’Israel doveva tenere un particolare regime di purezza, allontanandosi completamente dalle proprie donne.
Subito dopo abbiamo Shavu’ot (in Eretz Israel dura 1 solo giorno, fuori 2) e il giorno successivo è אסרו חג Issru Chag. Fino a tale giorno non si recita il tachanun.
I sefaraditi in particolare usano non recitarlo fino al 12 del mese, poiché quando il Beth Ha-Miqdash era ancora in piedi, era possibile portare fino a tal data il sacrificio תשלומין tashlumin ~ “di compensazione” relativo al חג chag ~ festa di Shavu’ot. Pertanto i sefaraditi usano non recitare il tachanun fino al 12, mentre gli ashkenaziti fino al giorno successivo Shavu’ot (Issru Chag) compreso.
martedì 12 maggio 2009
18 Yiar - רמ"א Ramà – Rabbì Moshè Isserlis
Rabbì Moshèh Isserlis ha scritto diverse opere la cui importanza nel mondo ebraico è sostanziale. Tra queste ne ricordiamo due in particolare; la prima è il Darchè Moshèh [Haaroch], un’opera di commento sul Tur, nella quale riporta molte basi Halakhiche e soprattutto, le sue fonti. Solitamente si cita quest’opera nella sua versione “light”, realizzata dalle stampe successive presentata solo come “glossa” al Bet Yossef che ne completa eventuali mancanze, in particolare, nell’ambito della Halakhàh Ashkenazita. Da queste due opere miliari (Bet Yossef e Darchè Moshèh) sono stati scritti, inizialmente intesi quasi principalmente come riassunti per il ripasso, lo Shulchan ‘Aruch (compilato per essere ripassato in 30 giorni) e la Mappàh (la seconda opera che citiamo qui), testi basilari di tutta l’Halakhàh moderna. In generale la Mappàh riguarda aggiunte relative a regole che nello Shulchan ‘Aruch non sono trattate oppure semplicemente secondo l’opinione ashkenazita.
[1] Il Bet Yossef è l’opera di commento al Tur di מרן רבינו יוסף קארו Maran Rabbenu Yossef Qaro זיע"א