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giovedì 27 maggio 2010

2.18 מאה ברכות Meah Berakhot ~ Cento benedizioni (giornaliere)

I nostri chakhamim ז"ל hanno verificato e hanno trovato che in ogni giorni feriale normalmente un ben Israel recita non meno di cento Berakhàh al giorno, anche se mangia o beve solamente una volta al giorno. Troviamo:
A. Cinque Berakhot della Qeriat Shem’à di Arvit e tre di Shacharit; (5+3 =8)
B. Birkat Ha-Mappil, cioè la Berakhàh che si recita prima della קריאת שמע על המטה Qeriat Shem’à ‘al Ha-Mittàh che si recita solitamente prima di andare a dormire; (8+1=9)
C. Diciannove Berakhot di “Shemone Esre” di Arvit di Shacharit e di Minchàh per un totale di (19*3=)57 (57+9=68);
D. Ventuno Birkot ha-Shachar (21 + 68 = 89)
E. Due Berakhot nei Pessuqè deZimràh durante Shacharit, tali Barukh Sheamar e Ishtabbach (2 + 89 =91).
F. La Berakhàh sullo Tzitzit (1+91 =92).
G. Le due Berakhat prima di mangiare un pasto a base di pane, cioè על נטילת ידים‘al Netillat Yadajim e המוציאHa-Motzì (2+92=94)
H. Quattro Berakhot presenti nella Birkat Ha-Mazon (4+92 =96)
I. Almeno un bicchier d’acqua fuori dai pasti, che presenta berakhàh iniziale (Shehakol) e quella finale (Borè Nefashot) (2+96 =98)
J. Due Berakhot sui Teffilin (secondo gli ashkenziti, i sefaraditi invece ne recitano solo una). (2 + 98 = 100 / 1+98 = 99)


[N.d.R. Inoltre ogni persona recita ulteriormente che al mattino (conteggiato nelle Birkot ha-Shachar) recita almeno due volte Asher Yatzar per aver effettuato i propri bisogni corporali, quindi superiamo sicuramente le 100 berakhot.]

venerdì 21 maggio 2010

2.17 ספק ברכותSafeq berakhot ~ Dubbio nelle Berakhot

Colui che compie una mitzwàh oppure gode nel mangiare o nel bere e nel mentre è venuto il dubbio se ha recitato la berakhàh o meno – non ha l’obbligo di benedire [N.d.R. e questa regola generale prende il nome di ספק ברכות להקל Safeq Berakhot Le-HaQel ~(in caso di) Dubbio relativo alle Berakhot si facilita, ma nel caso il dubbio sia sorto relativamente alla Birkat Ha-Mazon ha l’obbligo di tornare a benedire, poiché e scritto nella Torà esplicitamente: ואכלת ושבעת וברכת “VeAkhalta veSavata uVerakhta” ~ “E mangerai e (ti) sazierai e benedirai” (Devarim 8, 10)
[N.d.R. Questa norma vale solo quando la birkat Ha-Mazon è dalla Toràh, ma quando è un obbligo solo de-Rabbanan vale la norma comune di Safeq Berakhot Le-HaQel, per la quale non benedice.


La Birkat Ha-Mazon è de-Rabbanan solo in casi particolari; ne sottolineo due molto frequenti: (1) quando si mangia una quantità compresa tra un כזיתKe-Zait e una כביצה Ka-Betzàh (cfr. 2.2.3) [Per i sefaraditi da i 27 ai 54 grammi circa], (2) quando si è assetati e non si beve neppure un רביעיתrevi’it di acqua (cfr. 2.2.3) [circa 88 cc secondo la maggior parte delle opinioni, e così è anche l’opinione sefardita. Secondo il Chazon Ish equivale a circa 150 cc)]

mercoledì 28 aprile 2010

2.16 הפסקHefseq ~ interruzione

E vietato interrompere durante una berakhàh, non solamente parlando, ma anche stando in silenzio prolungato.
Tra la Berakhàh e l’azione ad essa associata il tempo di הפסק Hefseq ~ interruzione equivale al tempo che richiede ad un allievo per chiedere come sta il suo Maestro, dicendo le parole: שלום עליך רבי (ומורי)“Shalom ‘Alechà Rabbì (uMorì).
Questo periodo di tempo è chiamato nel Talmud (Bava Qamma 73b ועוד) תוך כדי דיבור Toch Kedè Dibbur ~ Entro una parlata.

Se questo lasso di tempo fosse trascorso e ha interrotto c’è da distinguere tra due casi:
a. nel caso l’interruzione fosse dovuta a un silenzio prolungato e non ha pensato ad altro fuorché alla Berakhàh oppure ha interrottoלצורך ענין הברכה “LeTzorekh ‘Ynyan Ha-Berakhàh” cioè a causa di circostanze legate al soggetto della Berakhàh (N.d.R. come per chiedere il sale quando manca per la birkat Ha-Motzì cfr. Berakhot 40a) non ha l’obbligo di benedire di nuovo, anzi ha il divieto di farlo.
b. nel caso abbia pensato ad altro oppure abbia interrotto a causa di argomenti שלא מענין הברכה Shelò Me’ynyan Ha-Berakhàh ~ non inerenti all’argomento / al soggetto della Berakhàh ha l’obbligo di recitare nuovamente la berakhàh[N.d.R. , poiché non è uscito dall’obbligo, e la berakhàh precedente è לבטלה leVatalàh ~ invano].

domenica 14 marzo 2010

2.15 מברך ושומע Mevarekh veShome’a

Due o più persone che abbiano l’obbligo di compiere una mizwàh dipendente dal suono come la lettura della Meghillàh di Ester, il suonare lo Shofar, recitare Qiddush e Havdalàh, non è d’obbligo che ognuno reciti la Berakhàh singolarmente, ma è possibile che la reciti uno soltanto e tutti gli altri ascoltano e escono dall’obbligo, e persino chi è già uscito dall’obbligo della mizwàh può recitare la Berakhàh ancora una volta per fare uscire dall’obbligo gli altri.

E’ però necessario che sussistano due condizioni: (a) colui che benedice e (b) colui che ascolta, entrambi devono avere כונה kavvanàh ~ intenzione particolare: (a) il primo di far uscire dall’obbligo della mizwàh coloro che ascoltano e (b) chi ascolta di ascoltare per uscire dall’obbligo della mizwàh.

C’è differenza tra colui che sente una Berakhàh senza nessuna intenzione e colui che ascolta la berakhàh per uscire dall’obbligo: il primo risponde “Barukh Hu uBarukh Shemò” (cfr. 2.14) e anche “Amen” persino nel caso abbia sentito solamente la fine della Berakhàh; il secondo non dice “Barukh Hu uBarukh Shemò” e ha l’obbligo di ascoltare la Berakhàh dall’inizio fino alla fine per poter rispondere “Amen” per farsi uscire d’obbligo [N.d.R. poiché è considerato come se lui stesso benedisse e per questo deve essere in condizione da recitarla completamente].

domenica 7 marzo 2010

2.14 Barukh Hu uBarukh Shemò

E’ antico uso in Israel, che colui che sente di dire il nome di Ha-Shem da colui che benedice risponde nel mentre ברוך הוא וברוך שמו “Barukh Hu uBarukh Shemò” ~ “Benedetto Lui e benedetto sia il Suo Nome”. [N.d.R. La fonte dell’uso è il Rosh in una sua תשובה Teshuvàh ~ Responsa]

domenica 28 febbraio 2010

2.12 Attenzione nel recitare le Berakhot

Colui che benedice deve fare attenzione alle seguenti:
A. Quando nomina il nome di HQB”H (Ha-Shem) all’inizio deve sapere già su che cosa benedice.
B. La כונה kavvanàh cioè l’intenzione nel nominare il nome di HQB”H deve essere doppia: la forma scritta del tetragramma dev’essere pensata come “haia hovve veihè” cioè “E’ stato, E’ e Sarà” [N.d.R. riferito ad HQB”H che non solo è presente per tutto il tempo, ma lo crea] e nella lettura A-onai si pensa che HQB”H è אדון כל העולם Adon kol Ha’Olam cioè Padrone di tutto l’Universo.
C. Nel ricordare il Nome “Elokenu” si pensi che HQB”H תקיף וכל יכול “taqif vecol yachol” cioè che è “Possente e Onnipotente”.

E’ vietato interrompere parlando e sopratutto occupandosi di altro, nel mentre di una recitazione di una berakhàh o nel “seder Berakhot” che sta recitando lui stesso, perchè colui che benedice deve concentrare il suo pensiero solamente al significato dei termini della Berakhàh e per far questo non deve benedire in fretta.

La bocca deve essere pulita dallo sputo o da altre cose. (N.d.T. da cibo o chewing gum e simili.)

domenica 21 febbraio 2010

2.11 Seder ~ Serie di Berakhot.

Oltre le Berakhot singole trovano posto anche serie di Berakhot, recitate tutte su un unico argomento, ad esempio: lo Shemonà ‘Esrè (‘Amidàh), le birkot ha-Haftaràh, la birkat ha-Mazon, e simili.
Questa serie di Berakhot viene chiamato “Seder Berakhot”.
Tutte le benedizioni che appartengono alla tipologia di “seder Berakhot” hanno alcune caratteristiche particolari: sono berakhot arukot (plurale di berakhàh arukà, cioè lunga, cfr. 2.10 ). la petichàh è presente solamente nella prima berakhàh del gruppo, mentre le berakhot successive hanno il contenuto e la chatimàh senza petichàh poiché la chiusura precedente considerata come petichàh di quella che viene dopo. [N.d.R. c’è chi sostiene che ci si basa sulla petichàh della prima, che è riferita a tutte le succesive] Ad esempio: le berakhot dello Shemonà ‘Essrè - solamente la prima berakhàh comincia con “Barukh Attàh HaShem…”, ma non le altre, che aprono solamente con formule come “Attàh Ghibbor “, “Attàh Qadosh”, “Attàh Chonnen”, e simili; la stessa cosa troviamo anche nelle berakhot della Birkat Ha-Mazon e nelle Birkot Ha-Haftaràh.

domenica 14 febbraio 2010

2.10 Birkot Ha-Shvach ~ Le benedizioni di Lode

Le berakhot sono diverse tra di loro: ci sono alcune la cui formula è breve ed hanno solamente פתיחה petichàh ~ formula di apertura e חתימה chatimàh ~ formula di chiusura, come sono effettivamente tutte le birkot ha-Nehenin e le birkot Ha-Mizwot (cfr. 2.2), mentre ci sono quelle la cui formula è lunga, poiché tra petichàh e chatimàh trovano posto anche parole di richiesta o ringraziamento, solitamente queste sono birkot Ha-Shvach ~ benedizioni di Lode.
Ogni berakhàh la cui formula è breve, viene chiamata ברכה קצרה “Berakhàh Qetzaràh” ~ “Berakhàh breve”, mentre quelle la cui formula è lunga è chiamata ברכה ארוכה “Berakhàh Arukà” ~ “Berakhàh lunga”. La chatimàh della Berakhàh Arukàh comincia con il ricordo di HQB”H – Shem (cfr. 2.4), ma senza il “malkhut” cioè il dire “E-lokenu Melekh Ha’Olam” , ad esempio:
A. ברכת הזן Birkat Ha-Zan: la petichàh - “Barukh Attàh HaShem (Shem), Elokenu Melekh Ha’Olam (Malkhut) Ha-Zan et Ha’Olam kullò…”; la chatimàh - “Barukh Attàh HaShem (solamente “Shem”) Ha-Zan et Ha-Kol”
B. ברכות התורה Birkot Ha-Toràh: la petichàh - “Barukh Attàh HaShem (Shem), Elokenu Melekh Ha’Olam (Malkhut) Asher Bachar Banu …” la chatimàh - “Barukh Attàh HaShem (solamente “Shem”) noten hatora” .
C. ברכת מעריב ערבים Birkat Ma’ariv ‘Aravim : la petichàh - “Barukh Attàh HaShem (Shem), Elokenu Melekh Ha’Olam (Malkhut) Asher Bidvarò Ma’ariv ‘Aravim…” la chatimàh - “Barukh Attàh HaShem (solamente “Shem”) ha-Ma’ariv ‘Aravim”.

domenica 7 febbraio 2010

2.9. Le condizioni delle Birkot ha-Mizvot

Non si benedice la ברכת המצות Birkat Ha-Mizwot benedizione dei precetti se non che sui precetti in cui è evidenziabile un’azione che si compie, ad esempio: mettere i teffillin, mangiare la matzàh, prendere il lulav.
Quindi si benedice solo sulle “Mizwot ‘Asèh” (cfr. capitolo 1), ma non sulle “Mizwot Lo Ta’asèh”. Ad esempio: non mangiare חמץ Chametz a Pessach, non mangiare Taref, non parlare “Lashon Har’à” [N.d.R. letteralmente lingua cattiva, che include ogni cosa che è dispregio del prossimo anche se vera; nel caso sia falsa si chiama motzì shem r’à] anche se sono capitate di fronte a lui uno di questi divieti e non li ha trasgrediti non necessita berakhàh.
Le birkot Ha-Mizwot vengono a testimoniare sul’integrità dell’applicazione della mizwàh, quindi a testimoniare che colui che la compie ha l’intenzione di compierla come קיום מצוה Qium Mizwàh ~ applicazione della Mizwàh, per questo è stata fissata una berakhàh soltanto nelle “Mizvot ‘Ase” la cui completezza dipende dalla כונה kavanàh ~ pensiero interiore di colui che le applica, mentre per le mizwot che non necessitano effettivamente applicazione la loro integrità è verificabile anche senza il pensiero di colui che la apllica; per questo motivo anche mizwot legate al campo esteriore come sono la maggior parte delle mizwot che hanno come cardine il dare e ricevere, non necessitano di berakhàh. Ad esempio: כיבוד אב ואם “Kibbud Av vaEm” ~ Onorare il proprio Padre e la propria Madre, dare la צדקה Tzedaqàh ai poveri, השבת אבידהHashavat Avedàh ~ restituizione di un oggetto perso e simili.

Le birkot ha-Mizwot vengono dette vicino alle loro azione prima di compierli e vengono definite nel Talmud (Pessachim 7b)עובר לעשיתן “ ‘Over le’asiatan” ~ passa a compierli,

mercoledì 3 febbraio 2010

2.8 ברכה לבטלה Berakhàh Levatalàh

In base a tutto ciò che abbiamo detto sinora abbiamo oramai capito che la santità del Nome Divino è molto elevata, per questo motivo c’è una proibizione di recitare una berakhàh senza necessità. Ad esempio è vietato recitare la berakhàh di Le-Haniach Teffillin senza indossarli o recitare la berakhàh di Le-Shev Ba-Sukkàh senza mangiare in essa [N.d.R. sulle quantità si veda articolo a parte בס"ד] recitare Borè Perì Ha-‘Etz senza mangiare un frutto e simili, o anche recitare queste berakhot per ogni atto relativo alla mizwàh e non solo una volta: per i teffillin ad ogni avvolgimento per la sukkàh ad ogni boccone che mastica e simili.
Ogni berakhàh di cui non c’è necessità è chiamata ברכה לבטלה “Berakhàh Levatalàh” ~ “Berakhàh invano”.

Colui che benedice sbagliando o non intenzionalmente una berakhàh levatalàh deve dire immediatamente: ברוך שם כבוד מלכותו לעולם ועד “Barukh Shem Kevod Malkhutò le-‘Olam Va’Ed”.

domenica 31 gennaio 2010

2.2.4.3 Tipologie di Berakhot – Birkot Ha-Nehenin – Sintesi di Berakhot Acharonot in base alle Berakhot Rishonot

In sintesi, Berakhot Acharonot in base alla Berakhàh Iniziale dopo un consumo di Kezait per solidi e Revi’it per liquidi [nel caso non vengano consumati durante un pasto di HaMotzì]:
- HaMotzì -> Birkat Ha-Mazon
- Mezonot -
-> Nel caso in cui sia Pat Ha-Bà Bekisanin e ci sia Qevi’ut Se’udàh -> Birkat Ha-Mazon (cfr. 2.2.4.2)
-> Nel caso del riso – Borè Nefashot
-> in tutti gli altri casi di Mezonot Me’en Shalosh – ‘al HaMechiàh
- Borè Perì HaGhefen -> Me’en Shalosh – ‘Al HaGhefen
- Borè Perì Ha’Etz
-> Nel caso dei (5 dei )7 frutti di Eretz Israel (olive, datteri, uva, melograni e fichi) - Me’en Shalosh – ‘Al ha-Perot
-> Negli altri casi – Borè Nefashot
- Borè Perì Ha-Adamàh – Borè Nefashot
- Shehakol – Borè Nefashot

mercoledì 27 gennaio 2010

2.2.4.2 Tipologie di Berakhot – Birkot Ha-Nehenin – Berakhot Acharonot – Birkat Ha-Mazon in brevissima

3. ברכת המזון Birkat Ha-Mazon
[Riassumo qui alcuni concetti che richiederebbero interi articoli, quindi cercherò בס"ד di delimitare alcuni limiti. Nel caso qualcosa non sia chiaro è sempre possibile chiedere; in caso sia ritenuto necessario è possibile ב"נ וב"ש che sia aggiungano articoli più particolareggiati su determinati sottoargomenti.]
La Birkat Ha-Mazon è composta da quattro berakhot: (1) הזן את הכלHaZan Et HaKol, (2) ברכת ההדאה Birkat HaHodaàh ( נודה לךNodè Lekhà), (3) בונה ירושלים Bonè Yerushalaim, (4) הטוב והמטיב HaTov VeHametiv.
Si recita quando si effettua una quello che viene chiamato קביעות סעודה Qevi’ut Se’udàh, cioè ciò che viene considerato dai chakhamim come pasto.
L’opzione più comune per essere considerato pasto è quello di mangiare pane; dopo un ke-Zait si entra nell’obbligo di recitare la birkat Ha-Mazon mideRabbanan, mentre da una ka-Betzàh in quello direttamente dalla Toràh (mideOraita). Il Ramà (Rabbì Moshè Isserlis ז"ל) aggiunge inoltre che nel caso si sia assetati è necessario anche bere almeno un revi’it d’acqua [secondo Rav Chajim Naèh ז"ל 86 cc (centimetri cubi), secondo il Chazon Ish 150 cc – i sefaraditi seguono la prima opinione. Un bicchiere di plastica normale può variare dai circa 150 cc fino ai 200 cc come è possibile vedere sotto il bicchiere, e in base a ciò ci si può regolare].
Altra opzione è quella di mangiare quantità di Qevi’ut se’udàh di pat ha-Bà Be-Kisanin. Per i sefaraditi vale come 4 betzim (circa 216 grammi nel caso in cui un ke-zait valga 27 grammi, 240 grammi per chi sostiene 30 grammi); sarebbe opportuno non mangiare nella misura tra i 3 betzim e i 4 poiché si entra in una discussione tra chakhamim dell’epoca dei Rishonim: Rashì ז"ל sostiene che sono necessarie 4, e così si usa, mentre il Rambam sostiene che siano sufficienti 3. Per gli ashkenaziti è dipendente dalle opinioni, ma sicuramente oltre gli 8 betzim (opinione del Shulchan ‘Aruch Ha-Rav – circa 432 grammi nel caso un ke-zait valga 27 grammi) secondo tutti si deve recitare la birkat Ha-Mazon (cfr. Pisqè Teshuvot sull’argomento).

Nel caso ci siano almeno 3 persone che abbiano mangiato insieme si recita prima della birkat Ha-Mazon lo זימון Zimmun, che consiste in un “invito” a recitare la birkat Ha-Mazon. [Per delineare in che casi si recita lo Zimmun è necessaria una serie di articoli, che non sarà trattata al momento.]
L’obbligo di recitare la Birkat Ha-Mazon ricade sia su uomini che donne, anziani e adulti oltre i 13 anni. Prima c’è un obbligo halakhico per חינוך chinnuch ~ educazione.
Nel caso una persona abbia problemi a leggere la birkat Ha-Mazon, è possibile cominciarlo ad abituarlo a recitare una versione ristretta secondo la quale secondo molte opinioni si esce dall’obbligo, pertanto si è compiuta la mizwàh dalla Toràh, ma è opportuno cercare di farlo abituare a recitarla in versione completa per compiere la mizwàh come si addice

domenica 24 gennaio 2010

2.2.4.1 Tipologie di Berakhot – Birkot Ha-Nehenin – Berakhot Acharonot

Ci sono tre categorie di Berakhot Acharonot: (1)ברכת מעין שלש Birkat Me’en Shalosh, (2) בורא נפשות Borè Nefashot e la (3) ברכת המזון Birkat Ha-Mazon [che verrà trattata nell’articolo successivo בס"ד]. Si è obbligati a recitare la berakhà acharonàh relativa al cibo che si mangia da quando si è consumato almeno un keZait (cfr. 2.2.3).

1.ברכת מעין שלש Birkat Me’en Shalosh
La Birkat Me’en Shalosh ~ Sintesi delle tre si chiama così perché sintetizza le tre berakhot della Birkat Ha-Mazon, chiamata anche שלש ברכות Shalosh Berakhot ~ le tre Berakhot.
Abbiamo tre tipologie di Birkat Me’en Shalosh: [Per le berakhot rishonot cfr. 2.2.2]
(1) “על המחי' ‘Al HaMechiàh”: sui cibi che sono costituiti dai cinque cereali (grano, orzo, avena, segale e spelta), che hanno quindi come berakhàh iniziale מזונות Mezonot. [la variazione non è oggi più frequente, poiché è risaputo che la maggior parte della farina di Eretz Israel viene esportata, mentre ivi si utilizza farina dall’estero per la maggior parte]
(2) “על הגפן ועל פרי הגפן ‘Al Ha-Ghefen ve’al Perì Ha-Ghefen”: sul vino, succo d’uva e simili per i quali la berakhàh iniziale è בורא פרי הגפן“Borè Perì Ha-Ghefen” (Gafen per gli ashkenaziti); nel caso in cui il vino sia stato prodotto da uva da Eretz Israel si varia e si dice anziché ‘al perì Ha-Ghefen “ על פרי גפנה’al Perì Gafnàh”
(3) “על הפירות ‘Al Ha-Perot”: sulle 5 specie di frutta di Eretz Israel rimanenti sulle 7 [poiché si rimuove grano e orzo, che ricadono in “‘al haMechiàh”.], tali: olive, datteri, uva, melograni e fichi. Nel caso vengano da Eretz Israel si varia dicendo al termine “ על פירותי'’Al Peroteha”. [All’estero è necessario stare attenti a effettuare almeno l’estrazione delle terumot uma’aserot poiché gran parte della frutta che viene esportata non vi hanno effettuato le estrazione delle decime; è necessario anche stare attenti in tal caso a tutte le altre norme legate alle frutta, tali ‘orlàh, shevi’it e simili, che non sono frequenti fuori da Eretz Israel]

2. בורא נפשות Borè Nefashot
Borè Nefashot è la berakhàh finale che si recita in praticamente tutti i casi che non ricadono nella Berakhàh di Me’en Shalosh o nel pane e simili. Ricade in questa berakhàh anche il riso, anche se si usa recitare su di essa la Berakhàh di Mezonot all’inizio.

mercoledì 20 gennaio 2010

2.2.3 Tipologie di Berakhot – Birkot Ha-Nehenin – Fondamenti sulle Unità di Misura - Ke-Zait

Gran parte delle halakhot legate alle Birkot Ha-Nehenin sono dipendenti da alcune unità di misura, perciò è stato ritenuto idoneo pubblicare qualcosa sull’argomento che funga da fondamenta per proseguire. In particolare ci atterremo ad un esempio: le Berakhot Acharonot sono quelle da recitare nel caso una persona abbia mangiato più di un ke-Zait di cibo, ma quanto vale un Ke-Zait?

Il Ke-Zait è un’unità di misura che indica il volume di un’oliva. Nonostante il nome fuorviante s’intende un’oliva di circa 2000 anni fa, che è risaputo da diversi testi essere molto più grande di quella di oggi, solo che c’è una disputa su quanto più grande.

Il Rambam ז"ל nel commento alla Mishnayot di Massechet ‘Eduyot spiega che ha fatto il calcolo e un Ke-Zait di farina corrisponde a 9 דרהם Dirhem. Il Dirhem è una moneta dell’epoca che veniva utilizzata anche come peso, che valeva non meno di 3 grammi; c’è chi sostiene che valesse 3.2 grammi. Per questo motivo abbiamo una disputa se basarsi sui 3 grammi come unità di misura (opinione del Rishon LeTzion Ha-Gaon HaRav ‘Ovadiàh Yossef שליט"א) oppure 3.2 grammi (opinione sostenuta da diversi altri poseqim tra cui il Rishon LeTzion Ha-Gaon HaRav Mordechai Eliahu שליט"א – come riportato nel testo VeZot Ha-Berakhàh ) ottenendo quindi rispettivamente 27 grammi o quasi 30 grammi (29,8).

I poseqim si basano spesso su quest’unità di misura di peso per verificare il volume, anche se c’è chi sostiene (come il Rishon LeTzion Ha-Gaon HaRav Mordechai Eliahu שליט"א – come riportato nel testo VeZot Ha-Berakhàh) che oramai il peso è definito in base al minhag come unità di misura di Ke-Zait.

Di fatto questa è l’opinione nel mondo sefardita che è stata in ogni epoca influenzata dal Rambam ז"ל.

Il mondo ashkenazita ha qualche complicazione, poiché i poseqim ashkenaziti hanno dato “segni identificativi” delle unità di misura che si sono dimostrate essere variabili in base a tempo e luogo come la famosa “scatola di fiammiferi” che vale un ke-Zait.
Inoltre molti poseqim sostengono che ci sono rishonim da cui si capisce che un Ke-Zait è quasi il doppio della quantità che stima il Rambam ז"ל e per questo motivo sostengono che לחומרא le-Chumrà ~ per rigorosità è necessario seguire queste opinioni. In particolare è conosciuta l’opinione del Gaon Ha-Chazon Ish, grandissimo Chakham del secolo scorso.

A questo punto ci sono due cose in particolare da sottolineare:
- L’opinione del Gaon Ha-Chazon Ish è solo in forma più rigorosa, ma anch’egli non sostiene che sono misure date per facilitare.
- Anche presso gli ashkenaziti c’è una discussione enorme se seguire il Chazon Ish nelle misure di volume, poiché l’uso nella maggior parte dei luoghi era differente. Per questo motivo ognuno deve seguire il proprio uso, in particolare i sefaraditi, presso cui l’uso è sempre stato quello basato sul Rambam ז"ל che è sempre stato uno dei Poseqim di riferimento nel corso dei secoli.

Per l’unità di misura della Ka-Betzàh cioè come un uovo l’opinione accettata nella stragrande maggioranza dei casi corrisponde al doppio di un Ke-Zait

domenica 17 gennaio 2010

2.4 שם ומלכות - Shem uMalchut

Come abbiamo scritto precedentemente (2.1) uno degli scopi della berakhàh è sottolineare ad ogni occasione il Bene che HQB”H ci fornisce e riconoscere la Sua Misericordia nei confronti dell’Uomo; per questo motivo ogni ברכה berakhàh ~ Benedizione è composta nella sua פתיחה petichàh ~ formula di apertura da due parti che è necessario ricordare obbligatoriamente: (1) il Nome del Signore – Ha-Shem e (2) il Suo Regno sull’Universo, al fine di ricordare queste due concetti principali.
In sintesi questi due concetti sono chiamati שם ומכלות “Shem uMalchut” ~ “Il Nome e il Regno”, quindi in ogni apertura dopo le parole ברוך אתה Barukh attà ~ Benedetto Tu si recita (1) (Hashem) ה' (2)א-לקינו מלך העולם E-loqenu Melekh Ha-’Olam.. ~ Nostro D-o Maestà dell’Universo….

mercoledì 13 gennaio 2010

2.2.2 Tipologie di Berakhot – Birkot Ha-Nehenin – Le Berakhot Rishonot principali

Tutte le berakhot dopo la loro פתיחהpetichàh (cfr. 2.3 Formulazione delle Berakhot) cioè “Barukh Attà H’ Eloqenu Melekh Ha’Olam” proseguono con una חתימהchatimàh ~ formula conclusiva differente a seconda di cosa si tratti, e questa chatimàh è ciò che andiamo a trattare nelle prossime righe בס"ד:

בורא מיני מזונות Borè Minè Mezonot
Si recita questa berakhàh per ogni cibo composto da uno dei cinque cereali che sono inseriti nell’impasto a scopo di saziare e non a solo scopo di collante, tranne sul pane o su ciò che viene considerato tale.
I cinque cerali sono: grano, orzo, segale, spelta e avena.
Quindi si recita questa berakhàh su: dolci a base di farina, pasta e simili.
L’uso comune è di recitare questa berakhàh anche sul riso, pur non tenendo la stessa berakhàh di chiusura, come vedremo successivamente .בס"ד

בורא פרי הגפן Borè Perì Ha-Ghefen (per gli ashkenaziti – Gafen)
Si recita questa berakhàh per i derivati dalla spremitura dell’uva sotto forma di vino o succo d’uva.
Chiaramente sull’uva stessa non essendo derivato da sé stessa si recita Borè Perì Ha-‘Etz.
Su altri derivati dall’uva bisogna verificare di caso in caso.

בורא פרי העץ Borè Perì Ha-’Etz
Si recita questa berakhàh per ogni frutto di albero che ha arbusto, a meno che non ci sia uso differente in tale luogo.

בורא פרי האדמה Borè Perì Ha-Adamàh
Si recita questa berakhàh per ogni frutto della terra e vegetale che non sia inclusa nella berakhàh precedente sulla frutta dell’albero.

שהכל נהי' בדברו She-HaKol Nihiah Bidvarò
Si recita questa berakhàh su tutto il resto, tali carni, latticini, pesce, e simili.

L’ordine delle berakhot è quello riportato qui sopra, a cui si dà il siman di מג"ע א"ש Mag’à Esh cioè מזונות Mezonot, גפן Ghefen (Gafen), עץ‘Etz, אדמהAdamàh, שהכל Shehakol.

Tutto questo non tiene in considerazione il pane, che ha una berakhàh a sé:
המוציא לחם מן הארץ Ha-Motzì Lechem Min Ha-Aretz
Che si recita su tutto ciò che rientra nell’ambito del pane.
Si stia attenti in particolare alla pizza, che nella stragrande maggioranza dei casi rientra anche in questo ambito, a meno che la quantità d’olio nell’impasto non sia percepibile o sia stato realizzato un altro metodo per trasformarlo in mezonot. E anche in questo caso, chi lo mangia come pasto entra nel caso quasi sicuro in cui deve fare Ha-Motzì, poiché considerato alla stregua del pane (Pat Ha-Ba BeKisanin); questo discorso sicuramente non vale per ciò che è mezonot, ma non ha almeno una di queste tre caratteristiche (1) è dolce, (2) è croccante oppure (3) è ripieno. Pur avendo queste tre caratteristiche, nel caso sia stato bollito o fritto sicuramente non si arriva in alcun caso a fare Ha-Motzì su di esso poiché totalmente differente dal pane. [Questa è solo una piccola parte di norme sull’argomento di “Pat Ha-Bà BeKisanin”, che si può tradurre (impropriamente) il pane formato da “tasche”]

domenica 10 gennaio 2010

2.3 Formulazione delle berakhot

Ogni berakhàh è composta da due parti:
  • פתיחה Petichàh ~ apertura. La formula di apertura è classicamente la seguente: ברוך אתה ה' א- לקינו מלך העולם Barukh attà (Hashem) E-loqenu Melekh Ha-’Olam.. ~ Benedetto Tu Sia Hashem, Nostro D-o Maestà dell’Universo…
  • חתימה Chatimàh ~ sigillo/conclusione. Dipendente dalle singole berakhot. Ad esempio: ...בורא פרי העץ “Borè Perì Ha’Etz”, המוציא לחם מן הארץ “Ha-Motzì Lechem Min Ha-Aretz” עוזר ישרﭏ בגבורה “’Ozer Israel Bighvuràh” הנותן ליעף כח“ Ha-Noten Laya’ef Koach”.

Come è possibile vedere, in generale la Petichàh è una sola in tutte le berakhot, mentre la chatimàh è variabile a seconda del contesto stesso della berakhàh.
Nelle בירכות המצות birkot Ha-Mizwot ~ Berakhot relative alle Mizwot si aggiungono alla petichàh le seguenti parole: אשר קידשנו במצותיו, וציונו ... “Asher Qiddeshanu BeMizwotav, VeTzivanu…” ~ “Che ci ha santificati attraverso le Sue Mizwot, e ci ha Comandato”. Di fatto la berakhàh può proseguire in due forme: (a) על‘al ~ su oppure (b) ל “le…” di (fare). Ad esempio אשר קידשנו במצותיו, וציונו ... על מצות ציצית “Asher Qiddeshanu BeMizwotav, VeTzivanu” … “‘al Mizwat Tzitzit” על אכילת מצה “’al Achilat matzàh”, oppure להניח תפילין“Le-Haniach Tefillin”,לשמוע קול שופר “Lishmo’a Qol Shofar”, לגמור את ההלל “Ligmor et ha-Hallel”.

mercoledì 6 gennaio 2010

2.2.1 Tipologie di Berakhot – Birkot Ha-Nehenin – Introduzione

Con riferimento a traduzione precedente riporto alcune delle norme principali su uno degli argomenti più complessi che ci siano, quello delle berakhot in generale e delle birkot ha-nehenin, cioè sui godimenti come cibo e simili in particolare.
Per non entrare nel centro della discussione, ma d’altra parte non ignorare un argomento così importante ho pensato לענ"ד בס"ד di riportare le principali berakhot e alcune delle loro norme condivise da tutte le opinioni. [Queste non sono assolutamente tutte le norme, in particolare non si è voluto entrare in casi particolari e in norme su pat habà bekisanin poiché necessario almeno un articolo a parte]

domenica 3 gennaio 2010

2.2 Tipologie di Berakhot

Ci sono tre categorie di berakhot, che sono:

  1. ברכות ההנאה “Birkot Ha-Hanàah” ~ benedizioni sul godimento. Ricadono in questa categorie le berakhot su ciò che rafforza il corpo e produce ad esso godimento, come mangiare, bere e odorare buoni odori. Ad esempio: המוציא לחם מן הארץ hamotzì lehem min haAretz che è la berakhàh sul pane, בורא פרי העץ borè perì ha’etz che è la berakhàh sulla frutta che cresce sul’albero,שהכל נהי' בדברו shehakol nihya bidvarò che è la berakhàh più generale sul cibo che non appartiene ad una categoria particolare, come sui latticini sulle carni e simili.
  2. ברכות המצות “Birkot Ha-Mizwot” ~ benedizioni sui precetti. Ricadono in questa categorie le berakhot che riguardano la purezza del’anima, attraverso l’esecuzione delle mizwot. Ad esempio:relativamente all’indossare lo tzitzit, mettere i tefillin, ascoltare il suono dello Shofar a Rosh Ha-Shanàh, scuotere il Lulav, risiedere nella Sukkàh a Sukkot e simili.
  3. ברכות השבח “Birkot Ha-Shevach” ~ benedizioni di lode. Ricadono in questa categorie le berakhot che riguardano lo sviluppo dell’intelletto e della sua coscienza. Ad esempio: פוקח עברים Pokeach ‘ivrim,זוקף כפופים zokef kefufim, שכחו וגבורתו מלא עולם shekochò ughvuratò malè ‘olam, הזן את הכלha-Zan et ha-kol, מחי' המתים mehaye hametim, e simili.

domenica 27 dicembre 2009

2.1 La Berakhàh

HQB”H ha dato all’Uomo: corpo, anima e l’intelletto; il suo volere è che il corpo sia vitale, l’anima pura e l’intelletto sviluppi la capacità di comprendere (בינה Binnàh). Per raggiungere questo risultato ha fornito all’Uomo il raccolto della terra e i frutti della Natura per rafforzarne il corpo; la Toràh e le mizwot per purificarne l’anima; l’ordine dell‘universo e le situazioni della vita per risvegliare il comprendonio del suo intelletto e la sua coscienza.
L’obbligo del’uomo è quello di non distogliere neanche per un istante il proprio pensiero da HQB”H e dal tutto il bene che Lui fa con noi; per esemplificare e per approcciarsi a questo tipo di atteggiamento ogni volta che avviene una cosa buona deve abituarsi a manifestare a parole dinnanzi ad HQB”H la sua gioia e la sua gratitudine.
Le parole di ringraziamento sono state formulate sottoforma di formula, chiamata ברכה“Berakhàh” ~ Benedizione.