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giovedì 7 ottobre 2010

Parashat Noach - Introduzione del Rambam ז"ל alle Mizwot Benè Noach

[Quest'articolo è dedicato alla refuà shelemmàh shel kol cholè 'am Israel]

Eccoci giunti nella settimana della parashat Noach.
E' risaputo che in questa parashàh si tratta anche delle 7 mizwot dei Benè Noach, cioè di tutti i figli di Noach, esclusi coloro che accettavano su di sè le 613 mizwot, come Avraham Avinu ע"ה e altri ancora. Dai tempi di Moshèh Rabbenu ע"ה, in particolare da quando si è formato effettivamente il popolo di 'am Israel attraverso la ricezione delle mizwot, abbiamo una distinzione. Il popolo ebraico eredita su di sè la ricezione delle 613 mizwot, mentre tutti gli altri sono considerati Benè Noach ed hanno l'obbligo sulle 7 mizwot; nel caso vogliano cambiare il proprio status, possono effettuare il ghiur, cioè il processo di conversione.
Riporto a questo merito parte di ciò che comincia a dire il Rambam ז"ל come introduzione all'argomento, poco prima di entrare nella descrizione dettagliata di tutte le 7 mizwot Benè Noach alla fine del settimo capitolo delle Hilkhot Melakhim (Halakhot 10-11) [causa lunghezza del testo - riportando solo la parte inerente al nostro discorso, ma è sempre buon uso vedersi le fonti complete]:

משה רבינו לא הנחיל התורה והמצות אלא לישראל. שנאמר מורשה קהלת יעקב. ולכל הרוצה להתגייר משאר האומות. שנאמר ככם כגר. אבל מי שלא רצה אין כופין אותו לקבל תורה ומצות. וכן צוה משה רבינו מפי הגבורה לכוף את כל באי העולם לקבל מצות שנצטוו בני נח. וכו':
(Halakhàh 10) Moshèh Rabbenu non ha lasciato in eredità la Toràh e le mizwot se non a Israael, com'è detto "Morashàh Qehillat Ya'aqov" ~ "Eredità della comunità di Ya'aqov", e ognuno che voglia convertirsi degli altri popoli..., ma chi non vuole non lo si obbliga a ricevere la Toràh e le mizwot. E allo stesso modo ha comandato Moshèh Rabbenu a nome di Hashem di obbligare ogni persona sulla terra di ricevere su di sè le mizwot cui sono stati comandati i benè Noach...
כל המקבל שבע מצות ונזהר לעשותן הרי זה מחסידי אומות העולם. ויש לו חלק לעולם הבא. והוא שיקבל אותן ויעשה אותן מפני שצוה בהן הקב''ה בתורה והודיענו על ידי משה רבינו שבני נח מקודם נצטוו בהן. אבל אם עשאן מפני הכרע הדעת אין זה גר תושב ואינו מחסידי אומות העולם ולא מחכמיהם:
(Halakhàh 11) Ognuno che riceve su di sè le sette mizwot benè Noach e stà attento a compierle è considerato tra i "Chassidè Ummot Ha'olam" cioè tra i Pii delle popolazioni dell'Universo, ed ha una parte nell' 'Olam Ha-Bà. E ciò vale se le riceve e le compie poichè sono state comandate da HaQadosh Barukh Hu nella Toràh e ci è stato reso noto attraverso Moshèh Rabbenu che i Benè Noach hanno ricevuto questi comandamenti, ma se l'ha fatto solo per un motivo intellettuale non è considerato un Gher Toshav e non fa parte dei "Chassidè Ummot Ha'Olam" e dei suoi saggi.
I punti che voglio toccare in questo momento sono soltanto 2:

  1. Compiere le mizwot a seconda di ciò che si è. Tutte le altre popolazioni hanno l'obbligo di convertire gli altri al proprio credo, talvolta anche forzatamente. Noi B"H IS"L non abbiamo bisogno di ciò poichè ognuno riceve le mizwot a seconda di ciò che è, delle potenzialità che ha da sviluppare. Lehavdil, è esattamente come un cellulare - più ha funzioni, più il manuale d'istruzioni completo sarà voluminoso. Di base i benè Noach hanno determinate potenzialità, e devono sfruttarle necessariamente; per fare ciò hanno ricevuto le sette mizwot benè Noach. I Benè Israel, avendo potenzialità differenti devono cercare di sfruttarle con ancora più istruzioni; così facendo ognuno porta in atto le proprie potenzialità. Nel caso in cui un ben Noach desideri, può accettare su di sè, secondo i principi del ghiur, tutte le 613 mizwot e così facendo deve sapere che è passibile anche delle pene aggiunte, come la pena di morte nel caso di non osservanza dello Shabbat. Non è assolutamente necessario avere nuovi gherim che non osservano le mizwot, poichè è sufficiente loro che osservino le 7 mizwot benè Noach. Uno degli scopi è non aumentare peccati - se una persona disubbidisce a 7 volontà divine è grave, ma ancora più grave è disubbidire a 613.
  2. Mizwot - Volontà Divina. Un ben Noach che osserva tutte le mizwot non per comando Divino, ma solo per motivi etici, intelletuali, politici o altro non è considerato: (a) accettante le 7 mizwot benè Noach, perdendo il titolo di "Gher Toshav", poichè non le ha accettate come Volontà Divina, ma per suoi motivi personali, (b) rispettante le 7 mizwot benè Noach, perdendo così il titolo di "Chassid Ummot Ha'Olam" e ciò per definizione poichè il termine "Mizwot" significa precetti, comandi, direttamente da Ha-Qadosh Barukh Hu. Di conseguenza se non vengono accettati e compiuti come tali le azioni non recano su di sè il termine "Mizwot". Ci sarebbe forse da estendere il discorso, ma credo sia sufficiente al momento.
Da ciò ogni persona può ragionare su sè stesso e sul ruolo che ha. Queste frasi sui Benè Noach non sono limitate a loro soltanto chiaramente, poichè il ragionamento è valido per tutti.
Be"H che verremmo tutti messi sul giusto cammino, cercando di compiere la Sua Volontà nel migliore dei modi.
Shabbat Shalom

venerdì 27 novembre 2009

חנוכה Channukkàh - 2. Quante Candele?

La ghemarà (Shabbat 21b) riporta che la mizwàh di channukkàh consiste nell’accendere un lume singolo per ogni singolo e ogni casa. Aggiunge poi che i מהדרין mehadderin (coloro che inseguono le mizwot) accendono un lume per ogni membro della famiglia ogni sera, e i מהדרין מן המהדרין mehadderin min hamehadderin (quelli ancora più “inseguitori” :-)) aggiungono un lume per ogni sera rispetto alla sera precedente[1].
A questo punto c’è una discussione su come bisogna intendere quest’ultima frase.

Tossafot spiegano che è necessario accendere una sola serie di נרות nerot ~ lumi, nonostante il gran numero di famigliari in casa. Questo è dovuto al possibile equivoco provocato dall’accendere il numero di candele corrispondente al numero di giorni di channukkàh per ognuno dei suoi famigliari, che potrebbe essere visto senza riconoscere il numero di giorni, pensando invece che il numero dei famigliari sia molto elevato. E così ha riportato Maran nello Shulchan Aruch (671,1) e così è il minhag sefaradita.
Il Ramàh, per il minhag ashkenazita, riporta invece un’opinione molto simile al Rambam (Hilkhot Channukkàh 4,2): per ogni famigliare si aggiunge una serie di candele. La mishnàh beruràh spiega che per ovviare al problema presentato dal Tossafot (della possibile confusione relativamente al numero dei giorni, per chi guarda dall’esterno) si metta ogni serie di nerot in un posto a sé, così da rendere riconoscibile il numero di giorni.

A questo punto passiamo alla parte più halakhica di ciò che consegue da questo discorso.
  • Dal punto di vista del דין din ~ regola stretto basterebbe un solo ner per ogni giorno. Attualmente tutto il popolo usa fare come i mehadderin min hamehadderin (vedi sopra), quindi è necessario che in ogni casa venga accesa una serie di nerot, il cui numero corrisponde a quello del giorno in cui ci si trova. Questa serie è una sola per i sefaraditi, mentre gli ashkenaziti usano accendere un numero di serie corrispondente al numero degli appartenenti al nucleo famigliare, ognuna in un posto differente della casa. In caso di necessità, dopo avere acceso la prima serie per mano del capo famiglia, c’è possibilità di facilitare e accendere un solo ner per ogni singolo giorno per ogni membro della famiglia. [TH3 1:4]
  • Anche una persona povera che deve mantenersi con la צדקה Tzedaqàh, deve accendere le nerot channukkàh, ma nel suo caso si va secondo la regola stretta, e gli basta accendere un ner solo per ogni singola sera. Si stia attenti che in ogni caso non si accendano un numero diverso di nerot rispetto al giorno in cui ci si trova. [TH3 1:3]


[1] Ho qui riportato direttamente l’opinione di Beth Hillel, che è anche quella ripresa in Halachàh. Per quanto sia un minhag, in base al Beur Halachàh (671,1) non si può comunque seguire l’opinione di Beth Shammaj, poiché non riportata da nessun posseq (decisore di halachàh).

lunedì 19 ottobre 2009

3.2 טבע Il Tev'à ~ la Natura e la Toràh

HQB"H ha fissato çeggi e ordine nell'universo: l'insieme di questi è chiamato con il termine generale di טבע Tev'a ~ natura.

In ogni caso attraverso le meraviglie della Natura stessa e dalla saggezza del Suo Ordine, l'uomo può giungere a conoscere già HQB"H, cioè: nel Signore, Creatore e Gestore dell'Universo.

Dall'approfondimento e la comprensione delle prime tre mizwot riguardo l'Emunàh si arriva alle ultime tre mizwot (cfr. 3.1) come diceva il grande Rabbino Rabbi Moshe Ben Maimon (רמב"ם Rambam o Maimonide) ז"ל:


"Quando l'uomo rifletterà sulle gesta di HQB"H e sulle sue meravigliose ed enormi creature, potrà osservare attraverso esse la Sua Saggezza incommensurabile, senza limiti nè confini, subito arriverà ad AmarLo, LoderLo ed ElogerLo e desidererà con grandi brame di conoscere HQB"H... e quando penserà a queste cose subito indetreggierà, pieno di timore e paura e saprà quanto l'uomo sia una creatura piccola, insignificante e oscura, che possiede un piccolo e tenue intelletto rispetto a quello del Completo delle Idee (di HQB"H) come ha detto David: Quando vedrò i Tuoi Cieli, Create dalle Tue dita... Cos'è l'uomo che lo ricordi?" (Yad Ha-Chazaqàh / Mishnèh Toràh, Hilkhot Yessodè Ha-Toràh 2,2)

Ma le Leggi della Natura permettono di comprendere meglio la questione delle sei mizwot di cui abbiamo parlato prima solo in forma generale e non particolare: non insegnano come dovrebbe essere e in cosa consista l'אמונה Emunàh ~ la fede in HQB"H, nella Sua Presenza, Integrità, completa e senza difetto; non insegnano come dovrebbe essere l'Amore di HQB"H e il Suo Timore, nella forma corretta e veritiera; non insegnano come non andare dietro passioni del cuore contro il Volere Divino.
Per completare le mancanze è stata data la Toràh: essa raddrizza la via di conoscenza, plasma e modella i principi di Emunàh, insegna che ogni sofferenza e passo della nostra Vita è una questione che HQB"H vuole e applica.
(Makkot 23a-b)רבי חנניא בן עקשיא אומר רצה הקב"ה לזכות את ישראל Rabbi Chanania Ben 'Aqashia dice: voleva HQB"H aumentare il merito di Israel - cioè: al fine di dare un'Emunàh cristallina e modellata, perciò ha aumentato al popolo Toràh e Mizwot - cioè attraverso la Toràh, Il grande testo delle Mizwot, non hanno necessità di errare e ondeggiare sulle questioni di Emunàh nei cuori e arrivare ad Errare ח"ו.


giovedì 20 agosto 2009

Elul! - Introduzione e studio

Elul! E’ già sfrecciato dinnanzi a noi un altro anno, e c’è da chiedersi davanti al più intenso dei mesi: cosa ho combinato? Che cosa ho raggiunto effettivamente in tutto questo tempo?
Le risposte purtroppo, nella maggior parte dei casi, non seguono le aspettative e questo solo a vedere in positivo cosa si è fatto, e a non considerare cosa si è danneggiato a volte in modo apparentemente irreparabile.

Il mese di Elul ci è stato dato anche per questo! Ogni singolo giorno di Elul, a cominciare dal primo giorno di Rosh Chodesh (il 30 di Av, chiamato anch’esso Rosh Chodesh Elul) HQB”H IS”L ci dà la possibilità di utilizzarlo per sistemare tutti i giorni rispettivi in ogni singolo mese dell’anno appena passato e per prepararci per l’anno successivo. Per simboleggiare ciò ha sistemato questo mese sotto la costellazione della בתולה betullàh ~ vergine, perché HQB”H IS”L ci dà la possibilità di rinnovarci ex – novo. Questo, però, a condizione di sfruttare l’occasione e cercare di prepararci per Rosh Hashanàh, giorno del Giudizio, abbondando in questi giorni con meriti vari, specialmente con lo studio della Toràh Haqqedoshàh, merito di livello superiore alle altre mizwot, peculiare per abbattere lo Yetzer Har’à e fare Teshuvàh [cfr. Qiddushin 30b].

Per questi giorni ci sono diversi usi:
  • תהילים Tehillim. Si usa studiare ogni giorno 10 capitoli dei tehillim, per arrivare a completare l’intero libro due volte la vigilia di Rosh Hashanàh per ottenere un totale di 300 capitoli, che è lo stesso valore numerico della parola כפר Kapper ~ espia. Nei 10 giorni penitenziali invece l’uso è di leggerne 15 al giorno per arrivare a terminare il libro a Yom HaKippurim.
  • תיקוני הזהר Tiqqune HaZohar. C’è l’uso di terminare il libro dei Tiqqunè Hazohar in questi 40 giorni suddividendo il testo a circa 4 pagine al giorno. Lo studio dello Zohar Haqqadosh, a differenza di tutti gli altri testi di Toràh, non necessita comprensione del testo stesso, ma solo la lettura, e questo è sufficiente per purificare l’anima [però questo vale per il testo in lingua originale, anche se viene letta errando la lettura].

Approfitto anche per accennare a un errore molto diffuso che consiste nel confondere lo studio di Qabbalàh con la lettura dello Zohar Haqqadosh. Lo Zohar HaQadosh può essere letto da qualsiasi ebreo senza problemi di livello, tanto che per generazioni persino persone ignoranti completamente leggevano spesso questo testo al fine di purificare la propria anima. Nell’ultimo periodo però si è creata molta confusione su questo, perché è stato spesso confuso con lo studio approfondito di testi di Qabbalàh, che sono vietati se non persone di alto livello, a causa della complessità intrinseca che provoca spesso fraintendimenti gravi se non si hanno basi molto solide.[Cfr Pelle Yoetz – “Zohar”].
Con questo c’è anche da capire che chi capisce la traduzione dello Zohar Haqqadosh non viene trasformato per questo in un “meqqubal”, ma semplicemente in una persona che ha letto questo testo, cosa che possono fare tutti. Per essere “meqqubal” è necessario un livello spirituale e di studio molto elevato, il cui livello minimo consiste nella conoscenza di almeno la maggior parte del talmud [in cui troviamo la maggior parte dei concetti espressi nello zohar haqqadosh in forma spesso più comprensibile].

  • שערי תשובה Sha’are Teshuvàh. Lo studio di questo testo di Mussar di Rabbenu Yonàh di Girona è un classico di questo mese, all’insegna della Teshuvàh, e così allo stesso modo:
  • הלכות תשובה Hilchot Teshuvàh del Rambam. Nel Mishnèh Toràh nel ספר המדע Sefer HaMadàh, nella quale sono spiegati le regole su cosa bisogna fare per arrivare a fare Teshuvàh. Come esattamente ogni altra mizwàh che HQB”H IS”L ci ha dato, così anche la teshuvàh ha le sue norme, e chiaramente è opportuno studiarle, anche perché dopo aver compreso il concetto [molto più profondo, ma non per questo più difficile] viene facilitata la strada perché si sa su cosa è necessario concentrarsi.

[Per chi avesse difficoltà a trovare questi testi in forma cartacea può cercare su internet copiando e incollando il nome del testo scritto in ebraico, della maggior parte probabilmente è possibile trovare anche traduzioni cartacee in inglese sul sito della Feldheim o dell’Artscroll].

Concludo con un concetto soltanto:

ELUL!

Il tempo è breve!
Sfruttiamolo!

ELUL!

venerdì 19 giugno 2009

Who is Who? Maran Rabbenu Yossef Qaro רבינו יוסף קארו ז"ל

Vita [5248-5335; 1488-1575 EV]


Allievi
Tra i suoi allievi possiamo enumerare:
  1. Rabbi Moshèh Alshich רבי משה אלשיך זיע"א: (la cui dipartita è anch'essa in questo giorno, 13 Nissan) grande Talmid Chakham vissuto a צפת יע"א Zefat ~ Safed, famoso principalmente per il suo libro di commento sulla Toràh e per la sua capacità di דרשן Darshan ~ n.l. oratore, tanto da essere spesso soprannominato con il titolo di הדרשן Ha-Darshan.
  2. Rabbenu Moshèh Cordovero רבינו משה קורדובירו ז"ל: più conosciuto con l'acronimo di Ramaq רמ"ק, grande Chakham in particolare nel campo della Qabbalàh. Ha scritto diverse opere, ma la più conosciuta al vasto pubblico è probabilmente תומר דבורה Tomer Devoràh.
  3. Rav Moshè Galanti מה"ר משה גלאנטי ז"ל: grande Talmid Chakham nel campo della Qabbalàh.

Opere principali

Rabbenu Yossef Qaro è stato un autore molto prolifico, nonostante ciò gran parte delle sue opere sono basilari per molti tipi di studio:

  1. בית יוסף Bet Yossef: probabilmente l'opera più importante, in cui commenta gli Arbà Turim aggiungendo altre opinioni dei Rishonim ז"ל e concludendo la Halakhàh, delineando il processo per stabilirla a partire dalla Ghemarà, passando per i Rishonim.
  2. שולחן ערוך Shulchan 'Aruch: sunto delle principali conclusioni tratte nel Bet Yossef, probabilmente è l'opera più famosa; interessante sapere che era stata scritta inizialmente come opera di studio per il ripasso o per chi non avesse molto tempo per lo studio, in modo che si potesse ripetere tutto il libro ogni 30 giorni.
  3. בדק הבית Bedeq Ha-Bayt: Correzioni e aggiunte sul Bet Yossef.
  4. שו"ת אבקת רוכל Shut Avqat Rochel: testo di risposte di Halakhàh a domande che gli sono state poste.
  5. כסף משנה Kessef Mishnèh: commento al משנה תורה Mishnè Toràh del Rambam ז"ל.
  6. מגיד משרים Magghid Mesharim: un testo in cui ha scritto parte di ciò che ha studiato con un angelo che gli è stato disposto apposta.
  7. כללי התלמוד Kellalè ha-Talmud: un sunto di regole di un centinaio di pagine per comprendere come studiare secondo regole generali di applicazioni della ghemarà, è stato scritto come commento al testo הליכות עולם Halichot 'Olam.

Due su Tre

Il principio base sulla quale Maran ז"ל nel Bet Yossef e nel Shulchan 'Aruch fissa la Halakhàh è il principio della maggioranza delle tre opinioni principali dei poseqim, tali il Rif, il Rambam e il Rosh ז"ל, considerati עמודי הוראה 'amudè Horàah ~ colonne di istituzione d'Halakhàh.

Nel caso in cui uno dei tre non avesse esplicitato la sua opinione e gli altri due si contrappongono, si fissa la halakhàh secondo la maggior parte degli altri rishonim che accordano con una delle due opinioni.

Questo principio per fissare la halakhàh era molto praticato in tutto il bacino mediterraneo sulle sponde nord-africane, in Eretz Israel e nelle sue vicinanze; questo è stato un ulteriore fattore che ha permesso una così elevata possibilità di diffusione di questi testi e del fatto che l'opinione di Maran fosse accettata.

domenica 10 maggio 2009

1.13 הפוסקים I Poseqim ~ decisori di Halakhàh

Con il passare del tempo con le sue sventure sono state distrutte le yeshivot in Israel, così si è spento il lume della Toràh che illuminava la vita buia del popolo in esilio non essendoci più un centro che avesse il potere di risolvere qualsiasi domanda sulla base della Toràh.

Oltre a ciò, con il passare del tempo, il talmud era di difficile comprensione per due motivi:
  1. La lingua. Poichè è stato scritto in aramaico, lingua non più parlata comunemente, in particolare nei paesi stranieri
  2. Aumento delle disgrazie. A loro causa non era possibile stare in pace ad approfondire gli studi come necessario.

Nonostante tutto c'erano molti saggi che avevano spiegato il talmud in particolare Rabbenu Shelomò Yzchaqi ז"ל, famoso con il nome di רש"י Rashì che è anche il nome con cui il suo commento è conosciuto.

Con questo commento sul talmud ha facilitato lo studio spiegando il talmud a tutti coloro che entravano ad occuparsi di Toràh; lo scopo del suo commento era di spiegare il talmud e non quello di decidere come fosse la halakhàh, per questo ci sono stati anche saggi che dovevano ovviare questo problema e fissare la halakhàh direttamente dal talmud in forma concisa; questi saggi sono chiamati פוסקים Poseqim. I più famosi tra loro sono:

  1. Rabbì Yizchaq Fassi ז"ל: il cui testo viene chiamato a suo nome רי"ף Rif che è il suo acronimo, oppure in arabo AlFassi a nome della sua città.
  2. Rabbenu Moshè Ben Maimon ז"ל: che viene chiamato con l'acronimo רמב"ם Rambam, italianizzato con Maimonide, con vari libri; il principale era lo יד החזקה Yad HaChazaqàh (~ mano forte), chiamato anche משנה תורה Mishnè Toràh (~ ripetezione della Toràh).
  3. Rabbenu Asher ben Yechiel ז"ל: il cui testo viene chiamato con il suo acronimo הרא"ש il Rosh.