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lunedì 21 settembre 2009

צום גדלי' Tzom Ghedaliàh

Oggi 3 Tishrè (nel 5770 - lun 21 set '09) è il giorno di digiuno pubblico destinato a ricordare la morte di Ghedaliàh, governatore ebreo imposto sulla terra d'Israel dal governo babilonese, che è stato ucciso a tradimento il giorno di Rosh HaShanàh, poichè è stato sospettato di imporre di sua iniziativa pressioni sul popolo.
Si è verificato dopo la sua morte che invece faceva il contrario, facilitava dalle vessazioni babilonesi.
Si digiuna in questo giorno, subito dopo Rosh HaShanàh, poichè il giorno di Rosh HaShanàh non si digiunano digiuni pubblici essendo un giorno di Yom Tov.
E' stato fissato come digiuno pubblico per ricordare a tutti che la morte degli tzaddiqim è paragonabile alla distruzione del Bet HaMiqdash תובב"א. [Tur Orach Chajim 549]
Questa è la sintesi estrema delle motivazioni del digiuno; il digiuno parte dall'alba fino all'uscita delle stelle; nonostante ciò chi sia andato a dormire la notte ha il divieto di mangiare dall'ora in cui si alza.
E' possibile però preservarsi il diritto di mangiare fino all'alba ponendo un תנאי tenai - condizione, cioè dicendo prima di andare a dormire che nel caso ci si svegli prima dell'alba si vuole avere la possibilità di mangiare e bere.
Sul bere acqua anche senza tenai prima dell'alba il Ramà facilita agli ashkenaziti.
Altre norme inerenti al תענית ציבור ta'anit tzibbur - digiuno pubblico sono stati già pubblicati, ed è possibile cercarli con l'etichetta "Ta'anit".

giovedì 10 settembre 2009

La vigilia di Rosh Ha-Shanàh – Digiuno

C’è chi usa digiunare la vigilia di Rosh Ha-Shanàh [TH 2,1]. Chi vuole “partecipare” a questo minhag deve ricordare alcune cose.

  • Se non lo si è mai fatto e si vuole cominciare, si dica il primo anno prima di accettare il digiuno che lo si fa בלי נדר belì neder ~ senza promessa in modo tale da non dovere fare un eventuale scioglimento della promessa da parte di un חכם chakham ~ saggio in caso negli anni successivi si voglia smettere con tale usanza (TH 2,2).
  • Nel caso non si riesca a stare tutta la giornata senza né bere né mangiare è possibile fare uno scioglimento della promessa (nel caso si sia promesso) grazie ad un chakham anche nei giorni precedenti il digiuno (TH 2,2).
  • Non si può mangiare da quando si è andati a dormire la sera precedente dell’inizio del digiuno, tranne nel caso in cui si sia rimasti svegli tutta la notte, in cui si può mangiare fino all’alba. Relativamente al bere, acqua o caffè e te (anche zuccherati) c’è da facilitare fino all’alba (in base a BIC 1, e TH).
  • Se si vuole digiunare bisogna ricordare di fare la קבלה Qabbalàh ~ ricevimento del digiuno alla fine della amidàh di Minchàh dell’antivigilia di Rosh Ha-Shanàh. Il testo classico della ricezione del digiuno è trovabile nei siddurim. Nel caso non si sia fatta la Qabbalàh a Minchàh è possibile farla fino al tramonto.
  • Ogni digiuno non è finalizzato a sé stesso, ma solo a facilitare la Teshuvàh. Ne consegue che se uno deve fare un digiuno e fare ciò che fa tutti i giorni, oppure giocare o sollazzarsi, è inutile fare il digiuno, ma è meglio prendere ed aumentare con lo studio della Toràh HaQedoshàh. (cfr. Mishnàh Beruràh 549,1).


לשנה טובה נכתב ונחתם
LeShanàh Tovàh Nikkatev Venechatem

mercoledì 29 luglio 2009

Tish’à BeAv - Conclusione

Concludo con le parole di Maran in OC [OC 554:25] che cita Ta’anit 30:
"Chiunque mangi e beva a Tish’àh BeAv non vede la gioia di Yerushalaim [ricostruita e ristabilita], e ognuno che rimane in lutto su Yerushalaim [perché è stata distrutta e non è stata ricostruita] merita e vede la sua gioia.
Yehi Ratzon che avremo il merito di vedere presto Yerushalaim ricostruita e ristabilita Bimhera Beyamenu Amen.

martedì 14 luglio 2009

5769 Av

1° Av (mer 22 lug '09)
Rosh Chodesh
Dura un solo giorno, non si recitano tachanunim, si recita l'hallel, si estrae il sefer Toràh e si recita l'hallel
Durante le teffillot e la birkat ha-mazon è necessario aggiungere il brano di Ya'alè Veyavò relativo a Rosh Chodesh

Molad
cade mer mattina alle 9.19 e 5 chalaqim, ma la
Birkat Ha-Levanàh
è posticipata da gio notte del 10 di Av (tra il 30 e il 31 lug '09) fino alla notte del 16 di Av (tra il 5 e il 6 di ago), per non essere recitata nel periodo di Ben Ha-metzarim ~ tra le ristrettezze fino al 9 di Av

Settimana del 9 di Av
si usano in questa settimana un maggior numero di ristrettezze per ricordare la distruzione del Bet Ha-Miqdash a seconda degli usi

8 di Av
vigilia del digiuno del 9 di Av, la se'udàh mafseqet è da consumare prima del tramonto

9 di Av (dal tramonto di mer 29 lug all'uscita delle stelle di gio 30 lug)
Digiuno del 9 di Av, a 1941 anni dalla distruzione del secondo Bet Ha-Miqdash
E' vietato in tale digiuno:
1. Mangiare e bere
2. Lavarsi, persino le mani anche con l'acqua fredda; la nettillat Yadajim la mattina dev'essere fatta fino alle giunture delle dita delle mani.
3. Ungersi
4. Indossare scarpe di cuoio/pelle
5. Avere rapporti con la propria moglie

15 di Av (mer 5 di ago)
Tu BeAv: giorno in cui non si recitano i tachanunim per la grandezza di tale giorno - cfr. ultime pagine di massechet ta'anit

mercoledì 8 luglio 2009

Norme sui Digiuni Pubblici - La Teffillàh

Nei giorni di digiuno pubblico ci sono alcune norme comuni che valgono per i tre digiuni del 17 di Tammuz, Digiuno di Ghedaliàh (3 di Tishrè) e il 10 di Tevet.

עננו ‘Anenu

Chi digiuna deve aggiungere nella ברכה berakhàh ~ benedizione dell’amidàh שומע תפילה“Shome’a Teffillàh” l’aggiunta עננו “’anenu” stampata nei siddurim. Il minhag della maggior parte dei sefaraditi è di recitarlo sia a shacharit che a minchàh, ma ad arvit l’uso è di non recitarlo, poiché il digiuno non è ancora iniziato. Ci sono però alcuni che usano, e tra loro alcuni yemeniti, recitarlo anche ad arvit poiché comunque è un giorno di digiuno. Gli ashkenaziti usano recitarlo solo a minchàh [TH7 3:6].

Il חזן chazan ~ ufficiante nella חזרה chazaràh ~ ripetizione dell’amidàh deve recitare una berakhàh di per sé, tra גואל ישראל“Goel Israel” e רפאנו “Refaenu” come stampato nei siddurim, anziché ‘anenu nella berakhàh di “Shome’a Teffillàh” come il singolo. Può dirla solo a condizione di avere almeno 6 preganti (lui compreso)[1] che abbiano intenzione di completare il digiuno; in caso contrario reciti ‘anenu come il singolo (in Shome’à Teffillàh) anche durante la chazaràh. Per questo motivo, a priori il chazan dev’essere digiunante perché altrimenti non gli è concesso recitare ‘anenu. In caso non ci sia nessun altro che sia in grado di essere chazan si dica la chazaràh senza ‘anenu ]princ. TH7 3:12-14, cfr. note].

Colui che deve recitare parola per parola la amidàh con la chazaràh del chazan (per esempio se è arrivato in ritardo) non ha il permesso di recitare la berakhàh aggiunta di ‘anenu, ma dovrà stare zitto in quel momento. Dovrà inoltre dire ‘anenu in “Shome’a Teffillàh”, nonostante a causa di questo ritardi e non riesca a dire con il chazan מודים“Modim”. In ogni caso quando sente “modim” ci si pieghi un pochino, tranne nel caso in cui si trovi all’inizio o alla fine di una berakhàh [TH7 3:11].

תחנונים Tachanunim

Nella Teffillàh si usa aggiungere dei tachanunim particolari (di solito presenti verso il fondo del siddur), dopo la Amidàh di shacharit. Inoltre il 10 di Tevet e il 17 di Tammuz si aggiunge il מזמור mizmor ~ salmo 83 שיר מזמור לאסף “Shir Mizmor leAssaf” dopo il mizmor quotidiano (, per i sefaraditi prima di Hoshi’enu).
Chi fa teffillàh ביחיד beyachid ~ da solo (senza minjian) deve sapere che può fare i tachanunim, ma in modo particolare. Il primo ויעבור “Vay’avor” (quello presente tutti i giorni) può essere letto solo se si legge con i טעמיםta’amim, che sono le melodie legate alle parole. I successivi invece, beyachid non si leggono, ma si interrompe prima, appena lette le parole שהודעת לעניו מקדם “shehod’ata le’anav miqedem”.[2]

ברכת כהנים Birkat Cohanim

I cohanim eseguono la birkat cohanim sia a Shacharit che a Minchàh, con la condizione che quest’ultima venga fatta, a priori, almeno dopo פלג המנחה pelag haminchàh (un ora e un quarto zemanit prima dell’uscita delle stelle). In un posto dove usano che i cohanim eseguano la birkat cohanim a Minchàh prima di quest’ora c’è da ammonirli, e sistemare il minhag secondo la regola, in modo che venga fissato dopo pelag haminchàh [TH7 3:2, vedi in loco fonti e approfondimenti su casi particolari a posteriori].

Inoltre se si prega minchàh prima di pelag haminchàh nella chazaràh il chazan non sostituisce la birkat cohanim con “Elokenu veElokè Avotenu barechenu etc.”. Ci sono alcuni ashkenaziti che hanno invece il minhag di recitare, nel caso si trovino prima di pelag haminchàh, “Elokenu veElokè Avotenu barechenu etc.” senza birkat Cohanim ]TH7 3:3[.

Un cohen che non digiuna non può eseguire la birkat cohanim a minchàh, poiché questa è dipendente solo dal digiuno. In caso ci siano cohanim che la eseguono, esca quindi dal bet hakenesseth [TH7 3:4].

Se si è superato il tramonto con la chazaràh, è comunque possibile eseguire la birkat cohanim. Se si è superata l’uscita delle stelle non è però possibile [TH7 3:5].

ספר תורה Sefer Toràh [TH7 cap. 4]

Durante giorni di digiuno pubblico salgono 3 persone a leggere nel Sefer Toràh ויחל “Vajchàl” come stampato nei siddurim ( כי תשאShemot 32:11-14; 34:1-10). Solo chi è a digiuno può salire al sefer, e sono necessari almeno 6 digiunanti nel minjian per estrarre il sefer dall’Aron haqqodesh, sia per shacharit che minchàh. E’ bene stare attenti che anche colui che legge sia a digiuno.


[1] Nel caso invece di un digiuno nella quale il pubblico digiuna, ma non appartiene ai 4 digiuni pubblici, è necessario avere almeno 10 digiunanti. Così è l’opinione del TH7 per risolvere un’apparente contraddizione nelle parole di Maran; a causa di questa c’è chi sostiene che anche nei 4 digiuni pubblici siano necessari 10 digiunanti.
[2] Fin qui secondo la prima opinione riportata nel [BIC Ki Tissàh 1,9], e così compresa dal OL2 . Il BIC aggiunge che il suo uso a quel punto era di continuare nella lettura mentale fino al termine del “Vay’avor”. Riporta inoltre che c’è chi ritiene che sia bene leggere al posto di questi “Vay’avor” la traduzione in aramaico di Onqelos, trovabile nel chumash seguito da una particolare teffillàh. Per completezza ne riporto qui il testo
(traduzione di Onqelos)ואעבר ה' שכנתיה על אפוהי, וקרא ה' ה' אלהא רחמנא וחננא, מרחיק רגז, ומסגי למעבד טבוון וקשוט, נטר טיבו לאלי דרין, שביק לעווין ולמרוד ולחובין, סלח לדתייבין לאוריתיה
(Teffillàh) אנא ה' אל חי תספיק לנו שפע אור וברכה חן וחסד ורחמים ואומץ, נא ה' אל פודה, עטרנו שמחנו

martedì 7 luglio 2009

Norme sui Digiuni Pubblici - Chi e Quando

Per i tre digiuni pubblici del 17 di Tammuz, Digiuno di Ghedaliàh (3 di Tishrè) e del 10 di Tevet valgono norme comuni; in questa prima parte verranno trattate le norme generali di questi digiuni pubblici.

Chi deve digiunare?
  • Tutti sono obbligati a digiunare nei giorni di digiuno pubblico dall’età in cui si è obbligati a rispettare le mizwot (13 per gli uomini e 12 per le donne). Questo obbligo comprende anche lavoratori, insegnanti e Talmidè Chakhamim, nonostante ciò li possa infastidire nel loro impegno quotidiano [TH7 1,3].
  • In breve una piccola lista degli esenti da questi digiuni secondo il TH7 [capitolo 2]:
    o [1] I minori dell’età dell’obbligo all’osservanza delle mizwot (13 anni per i ragazzi, 12 per le ragazze).
    o [2] Le donne incinte e le allattanti. Una donna è considerata incinta se sono passati 3 mesi dall’inizio della gravidanza. In caso di forte debolezza è esente anche prima di questo periodo, in particolare se sono passati i primi 40 giorni dall’inizio della gravidanza. E’ invece considerata allattante nei 24 mesi successivi la nascita del bambino, anche se ha interrotto l’allattamento. In ogni caso per queste categorie (spiegate in questo punto), se possono, è bene che mangino solo ciò che gli è strettamente necessario.
    o [3] Un malato, anche se non in pericolo di vita a causa della sua malattia, ma non riesce ad uscire di casa data la sua malattia. Eventualmente anche una persona che si è ripresa dalla malattia, ma è ancora debole è possibile sia esente.
    o [4] Un anziano debole, nonostante sembri sano.
  • Sono inclusi nell’obbligo di digiunare:
    o [5] uno sposo ed una sposa durante i primi 7 giorni del matrimonio.
    o [5] i בעלי ברית ba’ale berit ~ “padroni” del berit-milàh, tali il מוהל mohel (colui che effettua la milàh), il סנדק sandaq (colui che tiene il bambino durante la milàh) e il padre del bambino (per la madre vedi sezione esenti .2).
  • [6] il padre del bambino nel giorno del פדיון הבן pidjion haben (riscatto del primogenito maschio).
  • Queste ultime categorie possono interrompere il digiuno dopo חצות chatzot hayom ~ metà delle ore di luce nel caso in cui il digiuno sia דחוי dachui ~ spostato. Ciò è valido per tutti i digiuni di questa categoria (cioè esclusi Yom Hakippurim e il 9 di Av) tranne il 10 di Tevet perchè non può mai essere dachui [TH7 2, 5].


Periodo del digiuno
Il tempo del digiuno è dall’alba fino all’uscita delle stelle [TH7 1, 4].

Nel caso ci si svegli prima dell’alba si ha il permesso di mangiare, dopo aver dormito la notte, solo se ha esplicitato una condizione entro la sera precedente di voler mangiare prima dell’alba qualora se ne presenti l’occasione. Sotto tale condizione può mangiare e bere, altrimenti gli è vietato. In ciò sono facilitanti gli ashkenaziti che permettono di bere dell’acqua fino all’alba anche senza la condizione, per chi sia solito farlo comunemente [TH7 1,5].

Scordato il digiuno – Che fare?
Una persona che si fosse scordata del digiuno ed avesse mangiato, non gli è concesso continuare a mangiare, ma deve completare il digiuno.

Me’iqqar hadin ~ secondo la regola stretta non è necessario digiunare un altro giorno al posto di questo interrotto, a meno che non voglia farlo per sistemare il danno fatto avendo interrotto il digiuno. E se il digiuno che vuole fare può disturbare il suo studio di Toràh, non è bene che digiuni, ma espii la sua colpa dando צדקה tzedakàh (non voglio tradurlo come elemosina perché sarebbe errato oltre che limitativo) e aumenti lo studio della Toràh Haqqedoshàh [TH7 1,15].

Nel caso abbia mangiato una quantità maggiore di kezait (27 grammi circa), nonostante debba completare non può aggiungere “‘Anenù” nell’amidàh. Nel caso abbia mangiato una quantità minore, gli è permesso [TH7 1,16[.
Nel caso abbia recitato unaברכה berakhàh ~ benedizione su un cibo, e si è subito ricordato che è giorno di digiuno, assaggi una piccolissima parte del cibo affinché la sua berakhàh non sia stata recitata invano, poiché la punizione della recitazione di una berakhàh invano è maggiore di quella di una persona che mangia in un giorno di digiuno pubblico. Chiaramente non può proseguire nel suo “pasto”dopo l’assaggio. [TH7 1,17].

Altre note

  • In questi digiuno è possibile lavarsi, ungersi, indossare scarpe di pelle e avere rapporti coniugali. Lavarsi con l’acqua calda מעקר הדין me’iqqar hadin ~ in base alla stretta regola è permesso; in ogni caso ci sono alcuni ashkenaziti che sono più rigorosi in ciò nei digiuni pubblici [TH7 1, 6].
  • E’ bene essere rigorosi e non lavarsi la bocca con l’acqua durante i digiuni pubblici. In ogni caso, per chi è abituato a farlo tutti i giorni, e il non farlo lo infastidisce molto, è possibile facilitare, a patto che non inserisca in bocca più di un revi’it (88cc: poco meno di metà di un bicchiere di plastica standard) di acqua alla volta e non senza ingoiare nulla. La stessa cosa vale riguardo il lavarsi i denti [TH7 1,11].
  • Le pastiglie contro il mal di testa o altro, sono permesse per un digiunante a condizione che non abbiano sapore e si riescano ad ingoiare senza acqua. Se invece devono essere masticate o hanno sapore c’è da essere maggiormente rigorosi. Ma se sono necessarie per la cura di una malattia relativa ad un organo interno c’è da facilitare [TH7 1,13].
  • E’ vietato masticare un chewing-gum durante i giorni di digiuno pubblico. [TH7 1,12 - cfr approfondimenti ivi].
  • E’ permesso me’iqqar hadin fumare sigarette. In ogni caso sarebbe bene evitare di fumare durante tutto l’anno poiché è riconosciuto dalla maggior parte di grandi autorità nel campo della medicina che il fumo nuoce gravemente alla salute, e può portare a gravi conseguenze (lo ‘alenu); non fumando si compie quindi il precetto di “state molto attenti alle vostre anime” (N.d.T. che comprende la cura del corpo nel limite di non danneggiarlo) [TH7 1,14]

lunedì 6 luglio 2009

Il Digiuno del 17 di Tammuz - Introduzione

In massechet ראש השנה Rosh Hashanàh (18b) da un versetto in Zechariàh (5,19) i חכמים chakhamim ~ saggi imparano quali sono le date di alcuni digiuni pubblici; seguendo l’ordine nel versetto: il 17 di Tammuz, il 9 di Av, il 3 di Tishrè (Tzom Ghedaliàh) e il 10 di Tevet. Questi sono digiuni pubblici per tutto il popolo ebraico a causa delle disgrazie accadute in quei giorni. Tra poco avremo il 17 di Tammuz - ma perché digiuniamo?

מעשים Ma’asim del 17 di Tammuz
La mishnàh in massechet תענית Ta’anit (26) dice che cinque מעשים ma’asim ~ eventi sono accaduti ai nostri padri durante il 17 di Tammuz ed inizia ad enumerarli:
(1) sono state rotte le לוחות luchot ha-Berit ~ le cosiddette tavole della legge, (la cui traduzione più letterale è tavole del Patto)
(2) è stato interrotto il sacrificio del Qorban Hatamid, sacrificio quotidiano portato nel Bet Ha-Miqdash
(3) è stata cinta d’assedio la città (di Yerushalaim תובב"א),
(4) Apostomos Harash’à ha arso un sefer Toràh, ed
(5) è stato inserito un idolo nell’Hechal, zona tra le più qedoshot del Bet Ha-Miqdash תובב"א.

Ogni singolo tra questi eventi meriterebbe un approfondimento a sé, che sarebbe lungo affrontare in questa sede[4].
Ciò su cui mi vorrei soffermare è una breve domanda sulla mishnàh. In questa non si parla di cause del digiuno, ma tratta di ma’asim. Perché? Qual è la differenza? Proviamo a capirlo attraverso il ragionamento sul primo: la distruzione delle luchot.
Su questo argomento ho sentito una volta una tesi, che consisteva nel voler dimostrare che il חטא chet ~ peccato (involontario) commesso da Moshèh Rabbenu ע"ה fosse proprio questo, la rottura delle luchot habberit. Questa tesi, come molte altre che si sentono effettuate senza approfondimento su testi di תורה שבעל פה Toràh Sheba’al Peh studiati in base ai strumenti e indicazioni di studio fornite dai chakhamim ז"ל[5], non solo è errata, ma lo è in modo eccezionale. Troviamo, infatti, esplicitamente in massechet Shabbat 87a che 3 questioni Moshèh Rabbenu ע"ה ha agito in base al proprio דעת da’at[6], alla propria iniziativa e logica, basandosi su deduzioni dalle regole della Toràh Ha-Qedoshàh, e HQB”H IS”L è stato d’accordo con Moshèh Rabbenu ע"ה.
Una di queste è appunto l’aver distrutto le luchot, pertanto non può essere considerata una colpa, anzi nella ghemarà stessa viene considerata un alto merito (HQB”H IS”L dice a Moshèh Rabbenu ע"ה ‘יישר כחך’ ‘Yeshar Kochakhà’[7] per ‘complimentarsi’ dell’azione effettuata).

A questo punto il punto di partenza risulta essere ancora meno chiaro di prima. Perché tra i ma’asim avvenuti nel giorno di digiuno del 17 di Tammuz, chiaramente legati alle cause del digiuno, ne troviamo uno che non è assolutamente un peccato, anzi è un merito?

In massechet Tamid 32 a si raccontano le diverse domande poste da Alessandro il Macedone ai זקני הנגב Ziqnè Haneghev ~ i saggi[8] del Neghev. Tra queste troviamo "chi è il חכם chakham ~ saggio?", e gli viene risposto " הרואה את הנולד Haroèh et Hanolad ~ n.l. colui che vede ciò che (sta per) nasce(re)". Ciò che intendono i chakhamim è evidente che non è riferito all’ostetrico, ma a chi vede le conseguenze di ciò che viene fatto, delle proprie azioni in particolare. Questa è anche la chiave di lettura della mishnàh di Ta’anit, ma al contrario.
Dobbiamo riflettere non tanto sui ma’asim (e mi riferisco a tutti e cinque), quanto a cosa ha causato questi ma’asim, le nostre azioni quindi.
Nel caso particolare della rottura delle luchot habberit la causa dovrebbe essere risaputa da tutti; Moshèh Rabbenu ע"ה le distrugge quando vede l’ עגל הזהב ‘Eghel Hazahav ~ vitello d’oro, uno dei peccati per eccellenza. Quello che ci vuole dire la mishnàh è che i fatti, gli eventi, in sé non hanno particolare utilità, poiché nel tempo potrebbe venire dimenticato persino se tale fatto avesse accezione negativa o positiva. In sé i fatti servono per essere utilizzati come indici delle nostre azioni, per capirne effettivamente le conseguenze.

Cosa possiamo imparare dal contenuto globale della mishnàh per i nostri giorni dovrebbe essere oramai chiaro, ma perché questo messaggio viene fornito in particolare per il digiuno del 17 di Tammuz?

Perché anche nel digiuno stesso si applica una logica simile. E’ risaputo che scopo del digiuno non è il digiuno stesso (nonostante sia comunque intoccabile e obbligatorio per tutte le categorie di cui parleremo in seguito בס"ד); il digiuno è solo l’evento. Lo scopo del digiuno è cercare di analizzare se stessi al fine di correggere i propri errori, in particolare sotto l’aspetto dell’' עבודתAvodat ~ il servizio di Hashem Itbarach. L’‘Avodat Hashem Itbarach non include (come molti sono spesso portati a pensare) solo un corretto rapporto nei confronti di HQB”H IS”L, ma anche quello verso gli altri, e soprattutto verso se stessi, cosa che spesso siamo soliti tralasciare completamente. Quest’ultimo, il rapporto verso se stessi, è effettuabile in vari modi, trattato da testi di Mussar come ארחות צדיקים Orchot Tzaddiqim,מסילת ישרים Messilat Yesharim di Rabbenu Moshè Chajim Luzzato הרמח"ל ז"ל, Sefer Hayashar ספר הישר e simili, il cui studio è sancito come obbligatorio dai poseqim per almeno (cito una delle opinioni più facilitanti) 10 minuti al giorno.

Almeno 10 minuti al giorno per la cura della propria persona[9].


Fonti principali: Shulchan Aruch Orach Chajim = OC; Mishnàh Beruràh =MB; Torat Hamo’adim =TH (7 se volume su Digiuni); Ben Ish Chai = BIC (anno 1).
[4] Per affrontare il tema in modo rapido consiglio la nota 2 in TH7 1:2. Per i riferimenti al talmud principalmente ta’anit 28b-29a dopo aver affrontato la mishnàh citata.
[5] Con questo non intendo assolutamente dire che personalmente sia arrivato a questo livello, ma la critica sta nel cercare di approfondire su testi scritti da Talmidè Chakhamim degni di questo nome, e non da chi non ha approfondito che secondo la propria logica, che essendo solo umana è per definizione limitata – cfr. מהרש"א, עין יוסף su Tamid 32.
[6] Ho preferito lasciare la traduzione del testo più vicina al testo, almeno per chi intende in cosa consiste il da’at. Consigliato in merito il testo פרקי קנין הדעתil cui autore ha voluto essere anonimo. La ‘spiegazione’ proposta, anche se un po’ impropria, si avvicina lontanamente al concetto, ma mi sembra possa rendere parte dell’idea in breve.
[7] Tipo חזק וברוך Chazzaq uvaruch; la traduzione letterale sarebbe qualcosa di simile a “è retta la tua forza”.
[8] Ho tradotto Zaqen come saggio e non come anziano, poiché il termine anziano attualmente viene principalmente usato per indicare una questione d’età, mentre in ebraico l’utilizzo del termineזקן indica זה קנה (חכמה)colui che ha acquistato saggezza [cfr Qiddushin 32b]
[9] Chi non avesse la possibilità di trovare tali testi in versione cartacea, può ordinarli via internet, trovabili anche in traduzione in diverse lingue tra cui l’inglese. In lingua originale sono trovabili tranquillamente su internet, e se vi è difficile passare 10 minuti a leggere davanti al pc è possibile stamparli.
Vi indico qualche link tra i primi che ho trovato su Google:
Messilat Yesharim: http://www.shechem.org/torah/mesyesh/hindex.htm
Orchot Zaddiqim: http://www.daat.ac.il/daat/mahshevt/orhot/pirkey-2.htm
Il Sefer Hayashar non l'ho trovato, perchè quelli presenti si riferiscono all'omonimo testo sulla Toràh scritta o su testi di Halakhàh di Rabbenu Tam ז"ל, se qualcuno dovesse trovarlo è pregato di segnalarlo.

giovedì 18 giugno 2009

5769 Tammuz

30 Sivan - 1 Tammuz 5769 (lun 22- mar 23 giu '09)
Rosh Chodesh
dura due giorni, non si recita tachanun, si legge l'hallel incompleto, seguito da sefer Toràh e da Mussaf

Molad
il Molad è lun sera (lel shelishi) 20.35 e 4 chalaqim, quindi la
Birkat Ha-Levanàh,
per i sefaradim dalla sera dell'8 tammuz ('09 29 giu non prima delle 20.35 e ogni luogo dopo l'uscita delle stelle locali fino alla sera del 15 tammuz (sera tra il 6 e il 7 luglio)

La tequfat Tammuz inizia la notte del 16 Tammuz (8 lug) alle 1.30

17 di Tammuz (gio 9 luglio)
Digiuno del 17 di Tammuz
il digiuno inizia dall'alba fino al tramonto. De facto è vietato mangiare da quando si va a dormire la sera precedente a meno che non si espliciti che si ha intenzione di mangiare nel caso ci si svegli prima dell'alba

mercoledì 1 aprile 2009

Vigilia di Pessach di AB

Sono molte le norme relative alla vigilia di Pessach, oltre alla bediqqat Chametz, al bittul Chametz e al suo Bi'ur, di cui abbiamo scritto negli articoli precedenti. Ora tratteremo Be"H dei punti principali delle ulteriori norme di ogni anno.

Per argomenti eccezionali come Birkat Ha-Chamàh e Eruv Tavshilin si veda l'articolo corrispondente.

Ta'anit Bechorot

In Massechet Soferim (capitolo 21) viene riportato l'uso di digiunare per tutti i primogeniti, in ricordo del fatto che i primogeniti ebrei si sono salvati nell'ultima מכה makkàh ~ n.l. piaga, consistente nella morte di tutti i primogeniti egiziani [con due eccezioni: il Faraone e sua figlia Bitià, il primo si è salvato perchè doveva comandare il rilascio del popolo ebraico e la figlia perchè aveva salvato Moshèh Rabbenu ע"ה].

L'uso di digiunare ricade su tutti i primogeniti, anche se sono primogeniti solo da parte di un solo genitore [in base al Ramà nello Shulchan 'Aruch 470]. Nel caso in cui il bambino sia ancora piccolo (under 13) il digiuno ricade sul genitore.

A seconda degli usi anche la donna primogenita è digiuna o meno.

Data la fonte del digiuno che è più "leggera" del digiuno obbligatorio, è possibile “evitare” il digiuno partecipando ad una סעודת מצוה se’udat mizwàh ~ pasto legato ad una mizwàh particolare. In questo ambito ricadono le se’udot relative ad un berit milàh, ad un pidjion haben [riscatto del primogenito maschio], e la più comune di סיום Syum ~ completamento (di un testo particolare). Come testi che è possibile completare, comprendendolo nello studio, e fare uscire d’obbligo il pubblico ci sono principalmente una מסכת massechet ~ trattato di talmud, un seder di mishnayot oppure un libro dello zohar (quest'ultimo soltanto anche senza comprensione). In casi eccezionali, per esentare solo sé stessi, si può facilitare con una massechet di Mishnàh con il commento di Rav Ovadia da Bertinoro. Bisogna sapere inoltre che, per essere considerati partecipanti alla se’udàh, è necessario comprendere ciò che viene detto nella derashàh e
nel completamento del testo, è necessaria pertanto attenzione. [cfr. Yabbi’à ‘Omer vol 1; ChO 9-10]


A questa se’udàh pià partecipare anche un avel che non sia entro i primi 7 giorni di lutto.
Quest’ultimo può evitare il digiuno nel caso in cui gli sia molto difficile digiunare e sia poi portato a non fare il seder dando del denaro in tzedaqàh. [ChO 11]

Attività Lavorative
La vigilia di Pessach è vietato fare מלאכות melachot ~ attività lavorative.

Nel caso in cui in tale città ci sia l’uso di lavorare è possibile fino a Chatzot Hayom. [ChO 1-2]

Da lì in poi chi compie melachot è passibile anche di נדוי niddui ~ scomunica. [cfr. Yorè De'a 344 e Sefer Charedim].

Nell’ambito delle attività lavorative vietate non si considera il sistemare i propri vestiti (come da un taglio o da una scucitura) per la festa, ma non a pagamento.

Consigli per l'utilizzo del tempo

Da chatzot Hayom è meglio andare a riposare per essere freschi durante la serata per fare il seder con calma, come si deve poiché tutta l’ אמונה Emunàh ~ n.l. fede dell’anno dipende strettamente da questo.

Mangiare prima di Pessach
Matzàh. E’ vietato mangiare matzàh la vigilia di pessach. In questo divieto sono compresi anche i dolci fatti contenenti matzàh. [OL3 13:3]. Per i sefaraditi che usano mangiarla anche durante pessach è permesso il consumo della matzàh ‘ashiràh, cioè fatta con succo di frutta, vino, latte o simili anziché acqua;

10a Ora. Dalla 10° ora è vietata anche questa per arrivare ‘affamati’ a Pessach per poter mangiare senza problemi [ChO 5]. Da quest’ora, anche se permesso, è bene evitare di abbondare nel mangiare frutta e verdura, per non incorrere in questo rischio. [OL3 13:5]

Tagliare i capelli

Si ricorda che è meglio tagliarsi barba e capelli prima di pessach, poiché successivamente si entra in due periodi di divieto: chol hamo'ed e il periodo dell’omer. Per vari motivi è preferibile farlo prima di חצות היום chatzot hayom~ metà delle ore di luce. Se si tagliano la vigilia di pessach, se si tagliano dopo Chatzot Hayom è possibile facilitare facendoseli tagliare da un goj, ma non da un altro ebreo [BIC 24]. C’è chi facilita e permette anche di tagliarsi i capelli da soli [ChO 3].

Lume acceso

E’ necessario lasciare un lume acceso per poter accendere le candele di Yom Tov e cucinare. Infatti E’ VIETATO ACCENDERE una fiamma di Yom Tov, ma il permesso riguarda solo il passare la fiamma da un fuoco già acceso.

Negli anni in cui Yom Tov precede Shabbat Qodesh è necessario anche preparare l'Eruv Tavshilin (vedi articolo), per poter preparare cibo e simili da Yom Tov anche per Shabbat Qodesh.


פסח כשר ושמח Pessach Kasher Vesameach

lunedì 23 marzo 2009

5769 Nissan

1. Rosh Chodesh Nissan - 1 di Nissan
nel 5769 (09) cade il 26 mar.
Dura un solo giorno

2. Vigilia di Pessach - 14 di Nissan
nel 5769 (09) cade la sera tra il 7 e l'8 apr. e l'8 apr. stesso
La sera c'è la mizwàh della Bediqqat Chametz, la mattina il digiuno dei Primogeniti, il termine ultimo della vendita del Chametz, la distruzione del Chametz rimasto.
Quest'anno abbiamo anche una mizwàh aggiunta che capita una volta ogni 28 anni:
La Birkat Ha-Chamàh, benedizione sul Sole, che Be"H sarà trattata a sè.

3. Pessach - dal 15 al 22 Nissan (fuori da Eretz Israel)
nel 5769 (09) parte dalla sera dell'8 apr. fino al 16 apr.
I primi due giorni sono giorni di Yom Tov, così come gli ultimi due.
I giorni in mezzo sono giorni di Chol Ha-Mo'ed in cui sono permesse la maggior parte delle מלאכותmelakhot ~ attività.
Lo scopo principale però di questi giorni è lo studio della Toràh.

4. Issru Chag - il giorno dopo il termine di Yom Tov - (fuori da Eretz Israel il 23 Nissan)
nel 5769 (09) cade il 17 apr.
In questo giorno è opportuno fare una סעודה se'udàh ~ pasto a base di pane durante il giorno; entro chatzot hayom, cioè metà delle ore di luce è necessario avere mangiato qualcosa in quantità maggiore di kezait, circa 30 grammi.

Per tutto il mese di Nissan non si recitano i תחנונים tachanunim ~ n.l. confessione dei peccati e il tzidduq haddin secondo il Ramà.
Per quale motivo? Spiega il Chazon ‘Ovadiàh: i primi 12 giorni non si recitano poiché sono giorni gioiosi nella quale in occasione dell’inaugurazione del משכן Mishkan ~ tabernacolo, i 12 capi delle tribù hanno offerto ogni giorno ognuno un sacrificio, come ricordato nella Parashat Nassò [Bamidbar cap.7]; il 13 è la vigilia di Pessach e gli otto giorni successivi è Pessach stesso; gli ultimi otto giorni del mese invece avremo Be”H IS”L בקרוב beqarov ~ n.l. presto l’inaugurazione del terzo Bet Hamikdash, תובב"א che dovrebbe essere ricostruito l’ultimo giorno di Yom Tov di Pessach, e poiché non si possono mescolare due שמחות semachot ~ n.l. feste / momenti di gioia, si posticiperà la Sua inaugurazione nei giorni successivi.

Digiuni: secondo Maran sono vietati solo quelli pubblici, escluso il digiuno dei primogeniti,
mentre secondo il Ramà anche quelli privati, come per un anniversario. Anche il Ramà permette un תענית חלום ta’anit chalom ~ digiuno relativo a (un brutto) sogno.

domenica 22 febbraio 2009

5769 Adar

Il mese di Adar comprende diversi avvenimenti:

1. Rosh Chodesh - dura due giorni: il 30 di Shevat e il 1 di Adar
nel 5769 (09) cade il 24-25 feb.
E' necessario entro Purim dare il Zekher lemachatzit Hasheqel.

2. Il giorno della nascita e della morte di Moshèh Rabbenu ע"ה - il 7 di Adar
nel 5769 (09) cade il 3 mar.
Ci sono comunità che usano digiunare in questo giorno per la sua morte, e ci sono quelle che, per questo motivo, usano digiunare solo fino a metà delle ore di luce (chatzot hayom) e far seguire un pasto per ricordarne il giorno della nascita

3. Parashàh di Zakhor - Shabbat precedente a Purim
nel 5769 (09) cade l'11 Adar - 7 mar.
E' secondo tutte le opinioni una mitzwàh della Toràh. Sono inclusi nell'obbligo sia gli uomini che le donne.

4. Il Ta'anit Ester - 13 di Adar
nel 5769 (09) cade il 9 mar.
Il digiuno di Ester, che dura dal momento in cui si va a dormire fino all'uscita delle stelle del giorno successivo.
Nel caso si espliciti la sera prima che si ha tale intenzione, nel caso ci si svegli prima dell'alba è possibile mangiare fino all'alba.
Il digiuno termina all'uscita delle stelle, ma sarebbe opportuno non mangiare fino a quando non si sente la lettura della Meghillàh.

5. Purim - 14 di Adar
nel 5769 (09) cade il 10 mar.
Il giorno di Purim consta di 4 mizwot più 2:
  1. Lettura della Meghillàh di Ester: per due volte, sia la notte che durante il giorno. E' preferibile anticiparne il più possibile la lettura nell'arco della giornata; è una mizwàh cui sono obbligati sia gli uomini che le donne.
  2. Mishloach Manot: è necessario inviare almeno due tipi di cibo pronto ad essere consumato ad almeno una persona. Sono inclusi nell'obbligo sia gli uomini che le donne; ognuno deve dare il mishloach manot ad un altro ebreo dello stesso sesso. Si esce dall'obbligo della mizwàh solo compiendola durante il giorno.
  3. Mattanot Laevionim: è necessario dare del denaro ad almeno due poveri ebrei, che dovrebbe arrivare loro durante il giorno stesso di Purim; nel caso non ci siano poveri è possibile trattenere il denaro da parte fino a quando non si presenti occasione. Sono inclusi nell'obbligo sia gli uomini che le donne. Si esce dall'obbligo della mizwàh solo compiendola durante il giorno. In questo giorno inoltre è necessario dare ad ogni persona che si presenta un po' di tzedaqàh.
  4. Seudàt Purim: è necessario partecipare ad un banchetto a Purim, in questo la quantità di cibo dev'essere superiore al quotidiano; sarebbe opportuno anche mangiare pane (con relativa birkat hamazon finale), carne e bere vino. Sono inclusi nell'obbligo sia gli uomini che le donne. Si esce dall'obbligo della mizwàh solo compiendola durante il giorno. Non c'è nessuna mizwàh a fare una festa la notte, ma c'è una mizwàh di essere svegli per l'ora di Teffillàh e durante la lettura della meghillàh.
  5. Al Ha-Nissim: nella Teffillàh, nella berakhàh di Modim e nella Birkat Hamazon, nella berakhàh di Nodeh Lechà. Chi l'avesse dimenticata ed avesse recitato il nome di HQB"H a fine benedizione non torna indietro [si consiglia di vedere per maggiori dettagli]
  6. Lettura della Parashàh di 'Amaleq: durante la teffillàh di Shacharit.

6. Purim Shushan - 15 di Adar
nel 5769 (09) cade l' 11 mar.
Nelle città cinte di mura dai tempi di Yehoshua Bin Nun si festeggia oggi Purim, nei casi dubbi si effettuano le mizwot anche oggi, e nelle altre città non si legge il tachanun.

7. Parashat Paràh - Shabbat precedente il Shabbat precedente Rosh Chodesh Nissan

nel 5769 (09) cade l'18 Adar - 14 mar.
E' secondo molte opinioni una mitzwàh della Toràh. Sono inclusi nell'obbligo sia gli uomini che le donne.

8. Parashat Hachodesh - Shabbat precedente Rosh Chodesh Nissan
nel 5769 (09) cade l'25 Adar - 21 mar.