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venerdì 17 settembre 2010

Yom Ha-Kippurim - riassunto

Yom Ha-Kippurim è un giorno molto costruito. Pertanto è necessario saperne le norme:
  1. La vigilia di Yom Ha-Kippurim. Non si recitano i tachanunim e c'è una mizwàh di mangiare tanto, secondo la Qabbalàh completare in tale giorno almeno i pasti teorici del giorno successivo; c'è chi usa fare le kapparot. Per maggiori dettagli: sul giorno, sul tachanun, kapparot e sulla Tossefet Yom Ha-Kippurim.
  2. Il giorno di Yom Ha-Kippurim: accensione delle candele, i divieti di Yom Ha-Kippurim (mangiare e bere, rapporti con il proprio "partner" come fosse niddàh, ungersi, utilizzare scarpe di pelle/cuoio, lavarsi), obblighi vari e l'uscita (non si può mangiare fino all'Havdalàh).
Vi segnalo inoltre sul tema della teshuvàh e sul come chiedere scusa al prossimo.

Approfittiamo anche per chiedere mechilàh ai lettori, causa mancanze negli articoli, mancati invii e simili [se poi sapete qualcos'altro ancora - per favore anche quello; se potete segnalarcelo anche meglio]

Ghemar Chatimàh Tovàh

lunedì 5 ottobre 2009

הושענא רבה Hoshanà Rabbàh - 1. Introduzione

Il 21 di Tishrè, il settimo giorno e l’ultimo giorno vero e proprio di Sukkot, è Hoshanà Rabbàh. Per vari motivi questo giorno pur essendo un giorno di chol hamo’ed assume un’importanza maggiore dei precedenti giorni di chol hamo’ed.
Per prima cosa, è necessario sapere che in tal giorno si conclude il periodo dei 51 giorni che è partito da Rosh Chodesh Elul: ci siamo preparati per il Giudizio ad Elul; abbiamo reso conto ad HKB”H IS”L che non siamo in grado di reggere il Giudizio, pertanto lo abbiamo eletto מלך Melech ~ re ed abbiamo chiesto che applichi il חסד chessed ~ bontà su di noi, e in base a questo HKB”H ha stilato un giudizio nel caso di Tzaddikim e Resha’im Ghemurim; abbiamo cercato di salvarci in “corte d’appello” attraverso la כפרה kapparàh ~ espiazione delle nostre colpe a Yom Ha-Kippurim, giorno in cui i giudizi sono stati completati e sigillati, arrivando alla notte di Hoshanà Rabbàh, nella quale a chatzot laylàh, questi vengono consegnati [cfr.BIC 2]; in realtà però c’è tempo fino alla fine di questo giorno perchè la conclusione vera e propria cade a Sheminì ‘Azzeret.
Il Ben Ish Chai nella parashàh di Vezot Haberachàh [, dove tratta le halachot di Hoshanà Rabbàh, Sheminì ‘Azzeret e Simchat Toràh,] dice che proprio perchè sono 51 giorni si chiama Hoshanà Rabbàh הושענא רבה. Il valore numerico di 51 è נא quindi si ottiene הושע Hoshà ~ n.l. salva(ci) il 51° giorno נא che è רבה rabbàh ~ grande.
Dico tutto questo per chiarire meglio il concetto: “tutto segue la conclusione”.

Chag Sameach a voi e alle vostre famiglie

Fonti principali sugli argomenti qui trattati: Torat Hamo’adim “Sukkot” = TH2; Orach Chajim = O.C.; Ben Ish Chai [Vezot Haberachàh] (tranne quando indicato altro) = BIC; Caf Hachajim Sofer =CHS.

domenica 27 settembre 2009

Yom Ha-Kippurim – Uscita in breve

  • Lehossif Miqodesh Lechol [TH1 16.3 .5]: E’ necessario anche all’uscita di Yom Ha-Kippurim aggiungere tempo alla durata del digiuno e dei restanti divieti (vedi sopra nelle regole sulla תוספת יום הכיפורים Tossefet Yom HaKippurim) ed è bene allungare questo tempo fino all’uscita delle stelle secondo Rabbenu Tam; in ogni caso non è obbligatorio e persone deboli possono mangiare subito dopo l’havdalàh, facendola dopo l’uscita di Yom Ha-Kippurim (segnata sui calendari); per gli altri divieti è possibile non seguirli dopo l’uscita di Yom Ha-Kippurim anche se prima dell’havdalàh.
  • Arvit [TH1 16.1-2]: E’ bene farla con grande concentrazione affinché non sembri un peso, essendo questo comportamento abbastanza discutibile, in particolare dopo che HQB”H ci ha fatto l’enorme bontà di cancellarci i nostri peccati. In ogni caso lo שליח ציבור Sheliach Tzibbur ~ ufficiante non allunghi troppo. Si deve ricordare אתה חוננתנו “Atta chonantanu” come all’uscita di Shabbath.
  • Havdalàh [TH1 16.4]: E’ necessario fare la havdalàh all’uscita di Yom Ha-Kippurim, e non si benedice sull’odore (besamim). E bisogna benedire “Borè Meorè Haesh” sulla candela lasciata accesa dalla vigilia, o da una candela accesa (non durante Yom Ha-Kippurim, neanche da non ebrei) da una candela lasciata accesa dalla vigilia. E non si può benedire tale berakhàh neanche sulla luce elettrica, nonostante sia rimasta accesa ininterrottamente dal giorno precedente.
  • Birkat HaLevanàh [TH1 16.6]: C’è chi usa benedire la benedizione alla luna subito all’uscita di Yom Ha-Kippurim, e c’è chi invece usa mangiare prima, per farla con maggior simchàh.
  • Pasto dopo il digiuno [BIC 23]: è bene che si dica ancora a tavola, dopo aver mangiato, la Petichat Eliahu Zachur Latov (si trova in molti siddurim poco prima dell’inizio di shacharit o di minchàh). Secondo lo Ya’abetz Z”L sarebbe bene leggere subito dopo Ra’ya mehemanà dallo Zohar Haqqadosh, Parashat Emor 99b “Yoma deRosh Ha-Shanàh” fino a 100 זכאה חולקהון בהאי עלמא ובעלמא דאתי “Zakaa chulaqehon behay ‘alma ube’alma deate”. E passi dopo questo ad un’altra mizwàh.
  • Da mizwàh in mizwàh: Gli attenti alle mizwot cominciano ad occuparsi della costruzione della sukkàh, o almeno allo studio delle sue regole subito all’uscita di Yom Ha-Kippurim, per passare di mizwàh in mizwàh [TH1 16.7]. Per chi ha la possibilità d’intraprendere quest’eccellente pratica, stia attento a non fare rumore tale da disturbare i propri vicini, per non cominciare chas veshalom subito con ‘averot gravi [Or Letzion Mussar – Ben Adam lachaverò].

Ghemar Chatimàh Tovàh a tutti

Yom Ha-Kippurim - Altre halakhot in breve

  • Dai 13 anni per gli uomini e 12 per le donne si è obbligati al digiuno.
  • Nel caso di bambini è bene abituarli dai 9-10 anni a fare un digiuno ad ore, fino alle prime ore del mattino, e in ogni caso si stia attenti a non prolungare troppo ciò e a dargli da mangiare per tempo [TH1 14,2].
  • In generale, tranne in casi molto particolari, una partoriente entro le prime 72 ore dopo il parto è esente dal digiuno, e tra le 72 ore e i 7 giorni (168 ore) anche se i medici dicono che può digiunare e lei dice di no, le si dà da mangiare in base a determinati criteri. Esente è anche un malato con dubbio di possibili conseguenze mortali [TH1 14.7-10]. Per altre categorie o per eventuali assunzioni di medicinali, chiedere ad autorità competente.
  • Esente dal digiuno durante Yom HaKippurim non significa che può mangiare e bere come di consueto, ma ci sono regole particolari da chiedere ad un’autorità competente, in particolare sul quanto e ogni quanto tempo mangiare e/o bere.
  • C’è chi permette di toccare cibi a Yom Ha-Kippurim [fine O.C. 612], e c’è chi vieta. Pertanto solo se necessario per sfamare i propri figli si tocchino, basandosi sull’opinione facilitante; in caso non ci sia necessità si eviti [BIC 16].
  • E’ bene onorare Yom Ha-Kippurim rifacendo i letti e sistemando una tovaglia sul tavolo come per Shabbath Qodesh (nonostante qui non si mangi). [BIC 17]
  • E’ bene studiare in questo giorno le mishnayot del trattato di yomàh, lo zohar relativo, il Keter Malchut, riportati nei machazorim. Inoltre è bene studiare il libro di Yechezkel 40-43 [BIC 21].
  • Si stia molto attenti a recitare יג מדות le 13 middot ~ n.l. attributi di HQB”H come si deve, concentrandosi, come se s’avesse il cuore infranto. Ed è meglio, se possibile, contare i singoli attributi, come segnato in alcuni machazorim poiché aiuta a concentrarsi [BIC 19].
  • E’ bene terminare il libro di Tehillim che si è iniziato dall’inizio dei Yamim Noraim.
  • Si cerchi di piangere durante le תפילות tefillot ~ preghiere e nel caso non ci riesca, almeno preghi con voce piangente. E prima della lettura della Toràh si pensi alla morte dei due zaddiqim figli di Aharon il Cohen Gadol, Nadav e Avihu Alehem Hashalom, ed è possibile che questo pianto lo protegga. E’ inoltre bene ricordare e piangere sulla morte tragica e Leshem Shamajim, avvenuta in questo giorno, di Rabbì Aqivà Zechutò Yaghen ‘Alenu Amen.
  • Se possibile è bene prepararsi alla lettura della Teffillàh, cercando di capire cosa dica prima di Yom Ha-Kippurim, in particolare brani come il viddui haggadol, per capire su che peccati noi chiediamo scusa. Non vengono qui trattate altre halachot relative alle Teffillot particolari di Yom Hakkippurim.
  • Come ogni giorno durante la teffillàh è vietato parlare in particolare (1) durante la 'amidàh [anche se si è finito perchè oltre ad essere vietato in sè disturba anche gli altri] (2) la sua ripetizione, (3) la lettura della Toràh (4) Qaddish. Scrivo esplicitamente questo perchè ho visto che molti non sono consci del divieto o della sua pesantezza. Sull'argomento non sono stati scritti solo articoli, ma interi libri, quindi non è qui il posto. E' possibile però scrivere due cose in breve: (1) è chiaro che infastidisce chi prega sul serio sentire un brusio di fondo, che spesso impedisce di sentire anche il chazan; (2) è chiaro che è un atto di irrispetto verso HQB"H che durante la tefillàh, momento di unione completa con HQB"H si cominci a parlare di altro, tanto più se nel Bet HaKenesset, considerata una piccola casa di HQB"H IS"L. Sicuramente tutti capiscono che non è opportuno aggiungere peccati il giorno di Yom HaKippurim stesso. Aggiungo anche una piccola nota: spesso si vedono anche persone "osservanti" che cadono in questa 'averàh. Ciò non toglie che lo sia, poichè tutti hanno uno יצר הרע yetzer har'à - istinto al male, ognuno in altri campi, molto spesso aiutato da scuse che non stanno in piedi nel mondo della Halakhàh, specie in questo ambito. Quindi ognuno dev'essere responsabile per sè e ricordare che normalmente per parlare è necessario essere in due. Nel caso in cui non fosse possibile trattenersi, data la mancanza di abitudine è possibile uscire dal Bet HaKenesset e utilizzare le sempre presenti salette adiacenti, così da far sì di non contravvenire ai divieti di cui sopra e oltre. Sicuramente questo è uno זכות zechut - merito che protegge tutti durante il giudizio di Yom HaKippurim e durante tutto l'anno.
  • Il suono dello Shofar non significa andate a mangiare:
    E’ VIETATO MANGIARE E BERE FINO A DOPO LA HAVDALAH [MB 624:3].

Ghemar Chatimàh Tovàh a tutti

Yom Ha-Kippurim & Tish'à BeAv: I Divieti

Ci sono 5 divieti fondamentali nel giorno di Yom Ha-Kippurim come il 9 di Av.
  1. Mangiare e bere. Se è solito bere durante la notte, stia attento a non preparare l’acqua vicino al letto, e trovi un sistema anzi per ricordarsi della cosa [BIC 14].
  2. Lavarsi. E’ vietato fare la doccia independentemente dall’essere ad acqua calda o fredda. Inoltre è anche vietato lavarsi la mano oltre le dita. Nel caso una persona si sia sporcata è possibile sciacquarsi la parte sporca. Però è vietato sporcarsi apposta o lasciare “a mollo” nell’acqua persino solo un dito.
  3. Spalamarsi olii. In questo divieto sono inserite anche l’utilizzo di creme, a meno che non siano usate per uso medico strettamente necessario, chiedere ad un rabbino.
  4. Indossare scarpe di cuoio o pelle. E’ possibile utilizzare scarpe da ginnastica (a patto che non contengano cuoio, cosa che spesso accade), di gomma e simili.
  5. Divieto di avere rapporti con la propria Moglie. E’ vietato anche toccarla, esattamente come fosse una niddàh; in caso di stretta necessità c’è da facilitare durante il giorno; si stia attenti a non dormire nello stesso letto, nonostante ognuno abbia una parte del letto definita (una piazza o simili) [BIC 15].

Inoltre il giorno di Yom HaKippurim troviamo un divieto ulteriore di compiere melakhot cioè attività creative che appartengono alle 39 categorie vietate di Shabbat Qodesh, come trasportare da un territorio pubblico ad uno privato e viceversa o 4 ammot in territorio pubblico, accendere una fonte di luce e simili.

Note sulla Netillat Yadaim durante Yom HaKippurim e Tish'à BeAv
Si lavino solo le dita fino alla fine delle estremità, ed esegua come ogni giorno l’alternanza tra destra e sinistra, lavando prima la destra e ripetendo il tutto per 3 volte, e benedice ‘Al netillat Yadaim, come ogni giorno. E’ comunque vietato lavare la faccia, tranne in caso ne sia sporca una parte, in tal caso è possibile lavare solo quella. E’ possibile comunque passare un po’ d’acqua sugli occhi, dopo avere asciugato le mani dalla netillat yadim.
I cohanim per la birkat cohanim lavano come durante tutto l’anno.
Ghemar Chatimàh Tovàh a tutti

venerdì 25 settembre 2009

Orari Yom Ha-Kippurim

Orari Yom Ha-Kippurim
dom 27/lun 28 Settembre '09 – 10 Tishrè 5770

Entrata Dom 27 Sett '09Uscita Lun 28 Sett '09

Milano

18.43

19.52*

Roma

18.43

19.46*

Firenze

18.48

19.51*

Ancona

18.39

19.42*

Bologna

18.48

19.51*

Genova

18.57

20.00*

Livorno

18.52

19.55*

Napoli

18.36

19.40*

Pisa

18.51

19.55*

Torino

19.02

20.05*

Trieste

18.38

19.41*

Venezia

18.43

19.47*

Verona

18.49

19.52*

*Gli orari sono solo indicativi poichè:

E' VIETATO MANGAIARE E BERE FINO A DOPO LA HAVDALAH

Orari tratti dal Lunario ebraico 5770

Shabbat Shalom e Ghemar Chatimà Tovah a tutti.

Yom Ha-Kippurim: Accensione dei lumi

  • C’è chi usa accendere lumi per עלוי נשמות Illuy Neshamot ~ salita delle anime (dei defunti) [TH1 10,12].
  • C’è l’uso di accedere dei lumi prima di Yom Ha-Kippurim, e oramai quest’uso si è esteso in quasi tutto il popolo d’Israel. In ogni caso, in un luogo dove non c’è questo uso non si accenda; in un posto dove non c’è nessun uso, per esempio per recente fondazione della città, è bene inserire quest’uso [TH1 10,9].
  • Dove si usa accendere si benedice ricordando il nome di H’ Itbarach e concludendo וציוונו להדליק נר של יום הכיפורים “Veziwanu lehadlik ner shel Yom Ha-Kippurim”. In un luogo in cui sia dubbio l’uso si accenda senza benedire [TH1 10,11].
  • Bisogna lasciare un lume acceso dalla vigilia di Yom Ha-Kippurim che rimanga acceso fino alla fine di Yom Ha-Kippurim per fare sopra di esso la berakhàh di מאורי האש “Meorè HaEsh” nell’Havdalàh [TH1 16.4].

La vigilia di Yom Ha-Kippurim - 4.Sulla Tossefet Yom Ha-Kippurim

In un precedente articolo sulla vigilia di Yom Ha-Kippurim abbiamo ricordato che è necessario terminare il pasto prima del tramonto, poiché c’è una mizwàh della Toràh di aggiungere מחול על הקודש dal Chol ‘al haqodesh ~ (n.l.) profano al sacro, cioè accettare su di sé la festività prima che effettivamente inizi, e che quest’obbligo è valido anche per le donne. Inoltre da quando questa תוספת tossefet ~ aggiunta (di tempo) viene messa in atto, si applicano già da essa tutte le regole di Yom Ha-Kippurim [TH1 10,6 & O.C. 608:2]. Se ha accettato su di sé la tossefet solo con il pensiero ancora in pieno giorno e ci ha ripensato, può mangiare fino a quando non lo accetta esplicitamente [TH1 10,7].
Completiamo il discorso aggiungendo che se una persona non ci pensa proprio, la qedushàh di Yom Ha-Kippurim viene ricevuta con la ברכה berakhàh ~ benedizione di Sheechejianu sul sefer toràh di Kol Nidrè.
Nel caso Yom Ha-Kippurim fosse invece capitato Shabbath Qodesh, ancora prima, alla lettura di “Boi Kallàh” in “Lechàh Dodi” o nel “Mizmor Shir Leyom Hashabbath” [BIC 11].
[Ho visto recentemente che sono presenti vari articoli sull'argomento della Tossefet Shabbat Qodesh e di Yom Ha-Kippurim sul sito di Mi KeAmchà. Si può trovare il link nei preferiti.]

La vigilia di Yom Ha-Kippurim - 3. כפרות Kapparot

Prima di cominciare con questo argomento bisogna ricordare una cosa le Kapparot senza teshuvàh servono a ben poco. Come abbiamo già detto più volte non bisogna confondere il mezzo con il fine. Le kapparot sono un mezzo, non un fine; pertanto è necessario tenere in mente che il fine è quello di fare teshuvàh. L’esempio più eclatante è la kapparàh per eccellenza quella con il pollo, che davanti a noi dovrebbe venire shachtato (e non solo). Lo spettacolo è abbastanza cruento e lo deve essere proprio perchè dobbiamo comprendere che quello che accade al pollo dovrebbe accadere a causa delle conseguenze dei nostri peccati su di noi, ma HQB”H IS”L trattiene i frutti dei nostri peccati per un tempo tale da poterci dare la possibilità di scegliere cosa fare, se riprenderceli oppure eliminarli o meglio ancora trasformali in frutti buoni attraverso la teshuvàh. Ora preferirei non dilungarmi sulla kapparàh col pollo, perchè oltre ad avere diversi problemi halachici sulla quale è necessario stare attenti[2], qui in italia è poco frequente poichè pochi hanno la possibilità di avere questo servizio. Una sola nota sull’argomento: per fare le kapparot con il pollo bisognerebbe avere un shochet che fa la shechittàh del pollo davanti a noi[3]; i giri in sè non servono a molto; il grosso è il vedere ciò che accade. Pertanto la cosa preferibile se non si ha questa possibilità è di eseguire le Kapparot sul denaro.
Come si fanno? Si prende del denaro e li si fa girare sulla testa della persona sulla quale si fa la kapparàh e si dica ciò che c’è stampato sui machazorim. Riporto qui alcune delle formule anche traslitterate:

Per sè stesso:
אלו המעות חליפתי, תרומתי, כפרתי. אלו המעות ינתנו לצדקה ואכנס אני לחיים טובים לשלום
“Elu Hama’ot Chalifatì, Terumatì, Kapparatì, Elu hama’ot innatenu lizdakàh veecanes anì lechajim tovim ulshalom”
Per un altro (uomo):
אלו המעות חליפתך, תרומתך, כפרתך. אלו המעות ינתנו לצדקה ותכנס אתה לחיים טובים לשלום
“Elu Hama’ot Chalifatecha, Terumatecha, Kapparatecha, Elu hama’ot innatenu lizdakàh vetikanes atàh lechajim tovim ulshalom”
Per un altra (donna):
אלו המעות חליפתך, תרומתך, כפרתך. אלו המעות ינתנו לצדקה ותכנסי את לחיים טובים לשלום
“Elu Hama’ot Chalifatech, Terumatech, Kapparatech, Elu hama’ot innatenu lizdakàh vetikanesì at lechajim tovim ulshalom”
Per una donna incinta:
אלו המעות חליפת כם, תרומת כם, כפרת כם. אלו המעות ינתנו לצדקה ותכנסו אתם לחיים טובים לשלום
“Elu Hama’ot Chalifatechem, Terumatechem, Kapparatechem, Elu hama’ot innatenu lizdakàh vetikanesu atem lechajim tovim ulshalom”
Il consiglio naturalmente è sempre quello di utilizzare il machazor, leggendo anche il leshem ychud prima. E’ bene anche pensare semplicemente alle iniziali che ho sottolineato[cfr. BIC 2]. Si ripeta la formula per tre volte e facendo girare i soldi sulla testa ad ogni volta.
[1] Fonti principali MB 605; BIC 2-3; TH1 cap.8.
[2] A questo proposito si veda O.C. 605 e commenti, in particolare MB e il BIC 2-3.
[3] Poichè nella stragrande maggioranza dei casi non si ha questa possibilità, rimando a chi fosse interessato al BIC

giovedì 24 settembre 2009

La vigilia di Yom Ha-Kippurim - 2. Tachanunim

  • Si usa aumentare le סליחות Selichot, recitando anche il Viddui e la Nefillat Appaim (LeDavid Elechà) se dette prima dell’alba. Ma a Shacharit e Minchàh non si dice il Tachanun, e quindi anche i brani ad essi connessi tali Mizmor “Ya’anecàh H’ Beyom Tzaràh” (tra Ashrè e Uva Letzion) e “Teffillàh LeDavid” (Prima di Bet Ya’akov) (Vedi anche regola di Minchàh e Se’udàh Mafseket).
  • מזמר לתודה “Mizmor Letodà” (dopo Baruch Sheamar) gli ashkenaziti usano non leggerlo poiché secondo la loro opinione si legge al posto del sacrificio del קרבן Qorban ~ sacrificio del Tamid, che in questo giorno non veniva offerto, mentre i sefaraditi continuano a leggerlo come negli altri giorni.
  • C’è chi usa inoltre non recitare אבינו מלכנו “Avinu Malkenu”, ma l’uso della maggior parte dei sefaraditi non è così.
  • Si usa fare l’התרת נדרים “Hattarat Nedarim” ~ scioglimento delle promesse la vigilia di Yom Hakippurim davanti a 3 talmidè chakhamim oppure davanti a 10 ebrei comuni.

mercoledì 23 settembre 2009

La vigilia di Yom Ha-Kippurim - 1. Introduzione

La vigilia di Yom Ha-Kippurim è un giorno incredibilmente denso, poichè ci sono moltissime cose da fare. In sintesi:

  1. סליחות Selichot particolari. La viglia di Yom HaKippurim aumentano, in particolare per gli ashkenaziti.

  2. כפרות Kapparot: anche questo nei prossimi giorni

  3. טבילה Tevillàh: è un ottimo מנהג minhag ~ uso immergersi nel Mikvè in questo giorno. In caso non abbia la possibilità di immergersi nel mikvè è bene fare la doccia con quantità di 9 Kabin corrispondenti a 21,6 litri secondo l’opinione più rigorosa (Chazon Ish) che corrispondono a circa 3 minuti sotto getto massimo. Non è necessario che l’acqua sia fredda. (TH1 10,2). C’è chi usa recitare nel Mikvè il ודוי Viddui ~ Confessione dei peccati. Ai nostri tempi quest’uso è da evitare per vari motivi (per approfondire TH1 10,3). Il BIC riporta che è bene fare le stesse tevillot di Rosh Hashanàh.

  4. Pasti (riassunto molto in breve di TH1 cap. 9):

  • (1) Nel trattato di Berachot 8b viene riportato che chi mangia e beve il nono giorno (di Tishrè, vigilia di Yom Hakippurim) è come se avesse digiunato il 9° e il 10° giorno (di Tishrè). Per questo abbiamo una mizwà direttamente dalla Toràh che consta nell’abbondare nel numero di pasti. Secondo la regola stretta bisogna aumentare il numero di pasti rispetto a quello che è lo standard della persona. Per vari motivi ci sono diversi usi su quanti pasti fare, i più comuni sono 5 o 7 pasti.

  • (2) In ogni caso è vietato digiunare in questo giorno. Ed è bene evitare di lavorare in questo giorno; e anche chi lavora deve sapere che non c’è סימן ברכה siman berachàh ~ benedizione da quel lavoro.

  • (4) Anche le donne sono obbligate ad aumentare il numero di pasti.

  • (5) Si stia inoltre attenti a mangiare cibi leggeri, evitando per esempio uova, latte caldo, aglio, pesci e carne grassa. Anche questi però è possibile però mangiarli la mattina; se possibile è consigliato mangiare un pasto a base di pesce nelle ore mattutine.

  1. מלקויות Minchàh (TH1 10,5): si prega Minchàh ancora in pieno giorno, prima della סעודה מפסקת Se’udàh Mafseket ~ (n.l.) pasto prima del digiuno. Nella תפילה Teffillàh ~ preghiera di Minchàh si dice il Viddui alla fine dell’amidàh, e si usano fare altre aggiunte, come stampato nei machazorim.

  2. מלקויות Malkuiot [O.C. 607:6 e MB ivi]: è un buon uso, dopo minchàh, emulare le 39 frustate che si ricevevano nel caso in cui una persona fosse stata trovata colpevole di uno dei peccati per la quale si è passibili di frustate. Si usi per questa pratica la punta di una normale cintura (non la parte ferrata) e se la faccia battere leggermente a torso nudo come espiazione di peccati e ricordo che in teoria avrebbe potuto dover subire questa pratica in modo più “completo”. Il Ramà riporta che il frustato reciti il viddui sottovoce, mentre il frustante recutu per 3 volte il versetto “Vehu Rachum” che è composto da 13 parole.
  3. סעודה מפסקת Se’udàh Mafseket: i chakhamim ZZ”L hanno istituito la lettura del Viddui prima della Se’udàh Mafseket ~ (n.l.) pasto prima del digiuno, affinchè chas veshalom si evitino situazioni spiacevoli [cfr. MB 607:1]. In tale pasto c’è chi usa intingere il pane nello zucchero, ma in ogni caso è bene che lo intinga anche nel sale precedentemente come nel resto dell’anno [BIC 4].

  4. תוספת יום הכפוריםTossefet Yom Hakippurim: E’ necessario terminare il pasto prima del tramonto, poiché c’è una mizwàh della Toràh di aggiungere מחול על הקודש dal Chol ‘al haqodesh ~ (n.l.) profano al sacro, cioè accettare su di sé la festività prima che effettivamente inizi. Anche le donne hanno questo precetto da compiere. E in questa תוספת tossefet ~ aggiunta (di tempo) si applicano tutte le regole di Yom Hakippurim [TH1 10,6 & O.C. 608:2]. Se ha accettato su di sé la tossefet solo con il pensiero ancora in pieno giorno e ci ha ripensato, può mangiare fino a quando non lo accetta esplicitamente (TH1 10,7).

martedì 22 settembre 2009

Come posso chiedere scusa?

Allo scopo di esplicare questo tema lo Shulchan ‘Aruch ci dedica un intero סימן siman ~ n.l. capitolo il 606. Per chiedere מחילה mechilàh[1] ~ n.l. scusa non è necessario per forza essere dinnanzi alla persona, ma è possibile anche farlo con qualsiasi mezzo “lecito” di comunicazione, tale telefono, fax, e-mail, lettera. Spesso e volentieri questi ultimi sono anche meglio, specie se la causa della richiesta è pesante, poiché una persona può pensarci meglio prima di rispondere in malo modo; anzi, ci può ripensare, e a freddo, scrivere una risposta. Se frontale, diminuisce la possibilità di rispondere a freddo; nonostante ciò solitamente, se presente la possibilità è meglio la richiesta di scusa frontale. E’ permesso pure scusarsi attraverso un inviato, anche a priori se la persona è molto distante e pertanto difficile da raggiungere. Chiaramente tutto ciò dipende da persona a persona, da caso a caso.
Cosa che invece non fa uscire dall’obbligo è una richiesta generale ad un pubblico [MB 606:3] nel caso ci siano peccati particolari, è bensì necessario andare a chiedere scusa personalmente; un esempio di peccato particolare commesso verso una persona è spesso (purtroppo) il לשון הרע lashon har’à ~ cattiva lingua che (abbastanza in generale) consiste nel dire qualcosa di male su una persona anche se vera[2], o anche dire una cosa positiva davanti ad una persona che per qualche motivo la considera negativa oppure viene spinto da questa a dire qualcos’altro di male su tale persona.
[O.C. 606 e MB ivi] Nel caso la persona non voglia perdonarlo alla prima richiesta, è necessario tornare presso di lui per almeno 3 volte, ogni volta con un modo nuovo per cercare d’indurlo a perdonarlo, ogni volta accompagnato da 3 persone. Se dopo questi tentativi ancora non lo vuole perdonare, se si tratta di una persona che gli ha insegnato Toràh Haqqedoshàh, in tal caso deve proseguire a chiedere perdono. In caso contrario può convocare 10 persone ebree (al fine di rendere la cosa pubblica, poichè ogni cosa detta dinnanzi a 10 persone diviene pubblica automaticamente) e dichiarare dinnanzi a loro che lui è andato a chiedere perdono, ma questo non è stato accettato. Il Ramà riporta che è bene perdonare con cuore integro poichè bisogna ricordare che come noi ci comportiamo nei confronti del prossimo così HQB”H IS”L si comporta con noi. C’è un’esclusione: nel caso si sia fatta un’offesa (anche non dinnanzi a lui) che consista nel dire un difetto (solitamente famigliare) che non ha, per esempio se lo ha chiamato mamzer ~ figlio illegittimo. La MB [11] dice che il motivo è che anche se lo perdona comunque il danno è fatto e prima che venga ristabilita la sua reputazione può passare anche molto tempo, se non mai. Conclude però che è un comportamento “umile” perdonare comunque.
Se chas veshalom si è recato un torto presso una persona che è defunta bisognerebbe andare presso la sua tomba con 10 persone e chiedere scusa esplicitamente dinnanzi loro. Chiaramente un cohen non può entrare in un cimitero, e segua la stessa procedura di una persona che abita lontano dal cimitero: invii un inviato che davanti a 10 persone faccia la stessa procedura a nome del “colpevole”.
L’uso è che quando viene chiesto scusa, si risponda se si vuole perdonare מחול מחול מחול “machul, machul, machul” ~ n.l. “cancellata (la colpa nei miei confronti), cancellata, cancellata”.

[1] Cancellazione probabilmente è una traduzione più letterale, ma in italiano rende meno l’idea; s’intende cancellazione della colpa nei suoi confronti.
[2] Nel caso sia falsa è un ‘averàh peggiore, si chiama “Motzì shem r’a” מוציא שם רע

venerdì 18 settembre 2009

עשרת ימי תשובה ‘Asseret Yemè Teshuvàh

Gli ‘asseret Yemè Teshuvàh עשרת ימי תשובה ~ dieci giorni penitenziali sono i 10 giorni che intercorrono tra Rosh Ha-Shanàh e Yom Ha-Kippurim (rispettivamente l’1-2 di Tishrè e il 10 di Tishrè).
Sono chiamati in questo modo per un motivo molto semplice.
Questo periodo, nel caso in cui non si sia fatto ancora Teshuvàh per eventuali peccati commessi, è quello maggiormente indicato, poichè HQB"H IS"L facilita il processo.
Questo non significa che solo in tali giorni è possibile fare teshuvàh; al contrario significa che ogni momento è idoneo a questa prassi, ma che ci sono tali giorni per risvegliarci su tale argomento.
Sappiamo che nei giorni di Rosh Ha-Shanàh il mondo e i suoi abitanti vengono giudicati per tutto l’anno successivo, e la prima scadenza del giudizio, il giorno della חתימה chatimàh ~ n.l. “sigillo / conferma”, è il giorno di Yom Ha-Kippurim.
In questi giorni tra le due festività abbiamo la possibilità, grazie alla forza della תשובה Teshuvàh ~ ritorno verso HQB”H, di rompere eventuali cattivi decreti che sono stati stabiliti relativamente il nostro futuro dell’anno a venire.
Per questo motivo sono anche conosciuti come Yamim Noraim ימים נוראים ~ giorni terribili: in tali giorni si ha la possibilità di sconvolgere tutto ciò che accadrà nell’anno successivo, nel bene e nel meglio.
In מסכת massechet ~ trattato di Rosh Ha-Shanàh si spiega che ci sono 3 categorie di persone: (1) gli צדיקים גמורים tzaddikim ghemurim ~ n.l. i giusti “fino all’ultimo”, (2) i רשעים גמורים resha’im ghemurim ~ n.l. i malvagi “fino all’ultimo” e (3) i בינונים benonim ~ “medi”.
Le prime due categorie vengono giudicate e confermate immediatamente il giorno di Rosh Ha-Shanàh, in base alla loro posizione. La terza categoria, alla quale appartiene gran parte dell’umanità, viene giudicata a Rosh Ha-Shanàh anch’essa, ma gli viene dato un “secondo appello” a Yom Ha-Kippurim, entro il quale hanno la possibilità di dimostrare che il loro atteggiamento è cambiato.
Il Rambam nelle Hilchot De’ot spiega che lo צדיק tzaddik ~ n.l. giusto s’identifica come un individuo che ha più mizwot che עברות ‘averot ~ trasgressioni, mentre il רשע rash’a ~ malvagio è colui che ha più ‘averot che mizwot, i benonim invece hanno le due categorie uguali. In tal caso ci si può chiedere com’è possibile che siano uguali?
Bisogna quindi sapere che il “conto” divino del valore delle singole mizwot e delle singole ‘averot, non è pubblicamente conosciuto, ma varia da persona a persona, a seconda della difficoltà che una persona ha a compiere determinate azioni, in base a quello che ha la potenzialità di fare. Per fare un esempio pratico: c’è la mitzwàh del ma’asser cioè di dare una decima dei propri guadagni a talmidè chakhamim e yeshivot [Non solo, in genere a fine di mitzwàh, ma bisogna sapere cosa rientra in questa categoria, poiché non con tutte le mizwot si applica il principio. In questi due casi succitati, sicuramente si è compiuto.]. Se una persona guadagna 1.000 e dà 100 è sicuramente preferibile di chi guadagna 10.000 e dà 900, nonostante quantitativamente abbia dato di più. Il problema maggiore sta nello stabilire in questo caso quanto sia il “guadagno”, poiché non è semplice che una persona comprenda a fondo fino a che punto possa arrivare. Singolarmente abbiamo delle potenzialità che sono straordinarie, che spesso non sappiamo neanche riconoscere, semplicemente perché trascurate o, peggio, perché addirittura considerati come difetti dalla società che ci circonda, cosa sempre più frequente.
Un esempio: secondo la Toràh HaQedoshàh è un ottimo atteggiamento l’accettare il giudizio Divino che ha provocato un torto nei suoi confronti come espiazione delle sue colpe [nel caso in cui ovviamente la cosa non provochi חילול השם chillul hashem - n.l. sconsacrazione del nome Divino; in tal caso è vietato stare in silenzio, ma persino in condizioni particolarmente scomode è necessario rispondere.]; al contrario presso la società che ci circonda, quando si subisce un torto è bene arrabbiarsi per i torti, ribellarsi, fare causa, fare il possibile per rendere nota la questione a tutti i (non) interessati.
In particolare nell’ambiente in cui ci troviamo per comprendere a fondo come comportarci è necessario sapere come è bene comportarci; ma questo non basta: dobbiamo capire anche il perché è meglio tale comportamento. Questo ci viene insegnato in particolare nei libri di Mussar, termine solitamente tradotto abbastanza approssimativamente come etica.
L’applicazione di questi insegnamenti indubbiamente ci porta a fare Teshuvàh, poiché comprendiamo come e perché è meglio comportarci “bene”, secondo le regole di HQB”H IS”L, e di conseguenza le applichiamo.
In particolare in questo periodo è bene aumentare lo studio di questi testi rispetto all’obbligo vigente nel resto dell’anno di almeno una decina di minuti. Consigliato particolarmente dal Rosh è l’Iggheret ha-Teshuvàh di Rabbenu Yonàh di Girona.

E’ necessario stare molto attenti alle proprie azioni, ricordando che ogni giorno di questa settimana (da צום tzom ~ digiuno di Ghedaliàh alla vigilia di Yom Ha-Kippurim) ha la possibilità di sistemare tutti i corrispondenti giorni della settimana dell’anno.

E’ bene aggiungere Teffillot e Tachanunim in questi giorni, in particolare sotto forma di Selichot.

La ברכת הלבנה birkat HaLevanàh ~ benedizione alla luna (nuova) è bene farla dopo Yom Ha-Kippurim, anche se c’è chi usa farla durante questi giorni. C’è su cosa appoggiarsi anche per questo uso.

In questi giorni è bene stare attenti ad applicare le mizwot in maniera più rigorosa; in particolare i nostri chakhamim Z”L hanno stabilito il divieto assoluto di mangiare in questi giorni pane prodotto da גוים gojim ~ n.l. non ebrei, nonostante durante l’anno ci siano delle facilitazioni, a condizione necessaria e non sufficiente che gli ingredienti utilizzati siano totalmente kasher e che non ci siano problemi nell’utilizzo del forno che può essere utilizzato contemporaneamente per alimenti non kasher. In questi giorni è possibile mangiare al minimo afiat yisrael cioè pane prodotto da non ebrei nella quale degli ebrei hanno partecipato alla procedura di cottura. Questo a posteriori, a priori bisognerebbe farlo fare da ebrei.

[1] Fonti sull’argomento sono principalmente: Torat Hamo’adim “Yamim Noraim” = TH1; (Shulchan Aruch volume) Orach Chajim = O.C., (volume) Yorè De’a = YD; Mishnàh Beruràh = MB.

venerdì 11 settembre 2009

Tishrè 5770

1 - 2 Tishrè 5770 (sab 19- dom 20 set '09)
ראש השנה Rosh HaShanàh
dura due giorni di Yom Tov, non si recita tachanun, c'è mussaf, in entrambi i giorni la lettura della Toràh.


Poichè il primo giorno quest'anno cade di Shabbat Qodesh, ci sono norme particolari come il fatto che non si suona lo shofar se non il secondo giorno.

מולד Molad
il Molad cade il giorno di Shabbat 10.47 e 6-7 chalaqim, quindi la
ברכת הלבנה Birkat Ha-Levanàh,
l'uso comune è quella di recitarla all'uscita di Yom HaKippurim

3 di Tishrè 5770 (lun 21 set '09)
צום גדליא Digiuno di Ghedaliàh
il digiuno inizia dall'alba fino al tramonto. De facto è vietato mangiare da quando si va a dormire la sera precedente a meno che non si espliciti che si ha intenzione di mangiare nel caso ci si svegli prima dell'alba



1-10 di Tishrè (sab 19 - mar 28 set '09)
עשרת ימי תשובה 'Asseret Yemè Teshuvàh


9 di Tishrè (lun 27 set '09)
Vigilia di Yom HaKippurim
La mizwàh principale del giorno è quella del mangiare più del solito. Ci sono vari usi su come applicare questa mizwàh.


10 di Tishrè (lun sera del 27 set e mar 28 set '09)
יום הכיפורים Yom HaKippurim
Giorno di tefillàh e digiuno per eccellenza nella quale HQB"H IS"L dà la possibilità di espiare i propri peccati attraverso la teshuvàh.

5 categorie di divieto valgono oggi, oltre al divieto di compiere qualsiasi melakhàh:
1. Mangiare e bere 2. Rapporti con il proprio partner 3. Ungersi 4. Lavarsi 5. Indossare scarpe di cuoio /pelle.


Sera dell'11 di Tishrè (mar sera 28 set '09)
Uscita di Yom HaKippurim - si recita la Birkat HaLevanàh.


15 di Tishrè fino al 21 (sab 3 ott - ven 10 ott '09)
סוכות Sukkot

Si vive nelle sukkot per 7 giorni. La prima sera è una mizwàh direttamente dalla toràh che obbliga a mangiare almeno un kezait di pane (tra i 27 ai 32 grammi); negli altri giorni c'è solo un divieto di mangiare in modo fisso (verrà spiegato Belì Neder in un prossimo articolo BS"D) fuori dalla sukkàh, e sarebbe opportuno mangiare sempre in essa.


Ogni giorno la teffillàh è composta da Shacharit con aggiunta di Ya'alè Veyavò nella 'amidàh, utilizzo del lulav, Hallel completo, quindi con berakhàh secondo tutte le opinioni, Sefer Toràh e Mussaf.

Durante Shabbat Qodesh il lulav non si usa. Pertanto quest'anno (5770) la mizwàh del lulav è derabbanan e quindi non è necessario strettamente il dettaglio di "hadar".


Il primo giorno di Sukkot è Yom Tov, e fuori da Eretz Israel lo è anche il secondo.


21 di Tishrè ( notte del 9 gio-ven e ven 10 ott)

הושענא רבה Hoshanà Rabbàh

Giorno di conclusione del Giudizio iniziato il giorno di Rosh Chodesh Elul.

Si usa passare la notte a studiare il Tiqqun della notte di Hoshanà Rabbà

22 di Tishrè (sab 11 ott)
שמיני עצרת Sheminì 'Azzeret
In Eretz Israel non ci si siede più nelle Sukkot, e coincide con Simchat Toràh.
Fuori da Eretz Israel è un giorno di Yom Tov a sè stante e si rimane in sukkàh senza berakhàh.
Poichè cade Shabbat le variazioni che troviamo è Ya'alè Veyavò nella 'amidàh di shacharit, Hallel completo con berakhàh, Qeriat HaToràh relativa al giorno e non a Shabbat (in Eretz Israel si legge VeZot HaBerakhàh) e Mussaf di Shabbat e Yom Tov.


23 di Tishrè (dom 12 ott)
In Eretz Israel: איסרו חג Issru Chag di Sukkot
Fuori da Eretz Israel: שמחת תורה Simchat Toràh
Giorno di festa per la conclusione della lettura annuale della Toràh, con la parashàh di VeZot HaBerakhàh. Si usa in onore della Toràh ballare con i sifrè Toràh.


24 di Tishrè (lun 13 ott)
Fuori da Eretz Israel: איסרו חג Issru Chag di Sukkot
Tizkù Leshanim Rabbot

martedì 1 settembre 2009

Regole sulla Teshuvàh

Introduzione
Prima di ogni festività è necessario prepararsi ad essa.
Per eccellenza il periodo della teshuvàh è quello del mese di Elul e dei עשרת ימי תשובה 'asseret Yemè Teshuvàh ~ 10 giorni penitenziali. Il culmine è il giorno di Yom Hakippurim, che non è soltanto una festa, ma uno dei due giorni migliori concessi da HQB”H IS”L al popolo ebraico durante l’anno [cfr. Ta’anit 26b], quindi è necessaria una preparazione maggiore.
Il punto principale della preparazione è che Yom Hakippurim per effettuare kapparàh necessita teshuvàh, e anch’essa ha le sue regole.
Come si fa a fare Teshuvàh?[2]
Esattamente come per il mangiare, il pregare, il vestirsi ecc. così anche la Teshuvàh ha le sue regole.
I punti principali per fare Teshuvàh sono l’individuazione del peccato, la decisione d’abbandonarlo e il confessarlo nel ודוי Viddui ~ n.l. confessione dei peccati, facendo conseguire alle decisioni anche l’azione.
Bisogna sapere inoltre che ciò non vale solo per i peccati fatti fisicamente, ma anche le trasgressioni commesse con la parola o con il pensiero, che sono spesso più difficili da identificare poichè ritenute cose da nulla. Tutto ciò vale per le trasgressioni tra uomo e HQB”H IS”L. Per peccati dipendenti da interrelazioni umane le regole sono differenti. Yom Hakippurim non espia le colpe verso il prossimo nel caso in cui questo non abbia perdonato la questione. Di conseguenza è necessario andare dalle singole persone verso i quali si è commesso qualcosa, spiegandogli la colpa (almeno nelle linee generali, meglio se nel dettaglio), cercando di riparare alla colpa commessa (per esempio nel caso del furto, cercando di restituirgli il maltolto o il corrispondente) e chiedendogli di perdonare il peccato commesso nei suoi confronti definitivamente.
Bisogna stare attenti che la richiesta di scusa non sia מילי בעלמא milè be’alma ~ semplicemente parole, ma bisogna effettivamente dal profondo pensare a cancellare i peccati nei suoi confronti.
Elenco qui alcuni tipi di peccati molto comuni, (e altrettanto gravi) distinguendoli per categorie:
- בן אדם למקום Ben adam laMaqom ~ tra uomo e HQB”H IS”L: giurare (anche il vero) se non davanti ad un בית דין Beth Din ~ tribunale rabbinico, pronunciare il nome di HQB”H IS”L anche in italiano o in altre lingue.
- בין אדם לחברו Ben adam lechaverò ~ tra uomo e il suo compagno: alzare semplicemente la mano su di lui[3], dire parolacce nei confronti del prossimo, maledirlo.
Ho scelto di ricordare questi in particolare perché sono peccati talmente gravi che i fautori sono passibili diנדוי niddui ~ scomunica. H’ Itbarach yerachem ‘alenu. E l’התרת נדרים hattaràt nedarim ~ scioglimento delle promesse se fatta davanti a dieci persone serve anche a sciogliere eventuali niddui fatti in cielo. Vi ricordo che nel chiedere scusa bisognarebbe anche pensare di abbandonare tale peccato completamente. Se poi successivamente si ricade involontariamente dopo avere fatto teshuvàh completa è un conto ex-novo, ma non si può a priori chiedere scusa con l’intenzione di rifare subito dopo Yom Hakippurim, poiché una persona che commette una trasgressione con l’intenzione di avere la Teshuvàh che glielo rimuove, non gli si dà (lo ‘alenu) la possibilità di farlo. H’ Itbarach yerachem ‘alenu ve’al kol ‘ammo Israel.
Abbandonare il peccato! Difficile? Non così tanto…
C’è da sottolineare però che l’abbandonare un peccato è complicato, specie se si è soliti effettuarlo. Per questo è possibile cercare di procedere a gradi. Questo non esclude il fatto che sia necessario avere l’intenzione di abbandonarlo, ma solo il fatto che non sia necessario abbandonarlo d’un colpo.
Ad esempio, una persona che è solita arrabbiarsi cominci con il dire גם זו לטובה gam zo letovàh ~ anche questo è un bene su ogni cosa, e pian piano la rabbia comincerà a calare; una persona che non va spesso a pregare al bet hakenesset, cominci ad andare una volta più del solito; chi non studia fissi solo 5 minuti al giorno di studio; chi è solito dire parolacce provi ad utilizzare un’esclamazione meno volgare come “caspita”, “incredibile” o simili, si cominci a dire la birkat asher yatzar (berakhàh da recitare dopo essere andati ai servizi per espletare una necessità corporale, piccola o grande che sia) subito dopo essere usciti dal bagno, cose piccole relativamente che fanno la differenza. L’importante è accettare su di sé qualcosa che sia possibile rispettare per tutto il tempo senza difficoltà e senza pesare troppo; in base a ciò spiegano i chakhamim che viene visto un atteggiamento di buona volontà, che è il principio di ciò che HQB”H IS”L vuole.

Fonti principali sugli argomenti qui trattati: Torat Hamo’adim “Yamim Noraim” = TH1; (Shulchan Aruch volume) Orach Chajim = O.C., (volume) Yorè De’a = YD; Mishnàh Beruràh = MB; Ben Ish Chai [Vayelech] = BIC.
[2] Basato principalmente sulle Hilchot Teshuvàh del Rambam.
[3] Al fine di picchiarlo – esclusi da questo divieto sono i genitori sui figli, i maestri sugli allievi, e gli inviati del beth din durante l’esecuzione di una pena, e anche queste categorie sono esenti solo nel caso di lo facciano affinchè il “punito” impari(, anche solo) come comportarsi e per raddrizzare la sua via.

giovedì 20 agosto 2009

Elul! - Introduzione e studio

Elul! E’ già sfrecciato dinnanzi a noi un altro anno, e c’è da chiedersi davanti al più intenso dei mesi: cosa ho combinato? Che cosa ho raggiunto effettivamente in tutto questo tempo?
Le risposte purtroppo, nella maggior parte dei casi, non seguono le aspettative e questo solo a vedere in positivo cosa si è fatto, e a non considerare cosa si è danneggiato a volte in modo apparentemente irreparabile.

Il mese di Elul ci è stato dato anche per questo! Ogni singolo giorno di Elul, a cominciare dal primo giorno di Rosh Chodesh (il 30 di Av, chiamato anch’esso Rosh Chodesh Elul) HQB”H IS”L ci dà la possibilità di utilizzarlo per sistemare tutti i giorni rispettivi in ogni singolo mese dell’anno appena passato e per prepararci per l’anno successivo. Per simboleggiare ciò ha sistemato questo mese sotto la costellazione della בתולה betullàh ~ vergine, perché HQB”H IS”L ci dà la possibilità di rinnovarci ex – novo. Questo, però, a condizione di sfruttare l’occasione e cercare di prepararci per Rosh Hashanàh, giorno del Giudizio, abbondando in questi giorni con meriti vari, specialmente con lo studio della Toràh Haqqedoshàh, merito di livello superiore alle altre mizwot, peculiare per abbattere lo Yetzer Har’à e fare Teshuvàh [cfr. Qiddushin 30b].

Per questi giorni ci sono diversi usi:
  • תהילים Tehillim. Si usa studiare ogni giorno 10 capitoli dei tehillim, per arrivare a completare l’intero libro due volte la vigilia di Rosh Hashanàh per ottenere un totale di 300 capitoli, che è lo stesso valore numerico della parola כפר Kapper ~ espia. Nei 10 giorni penitenziali invece l’uso è di leggerne 15 al giorno per arrivare a terminare il libro a Yom HaKippurim.
  • תיקוני הזהר Tiqqune HaZohar. C’è l’uso di terminare il libro dei Tiqqunè Hazohar in questi 40 giorni suddividendo il testo a circa 4 pagine al giorno. Lo studio dello Zohar Haqqadosh, a differenza di tutti gli altri testi di Toràh, non necessita comprensione del testo stesso, ma solo la lettura, e questo è sufficiente per purificare l’anima [però questo vale per il testo in lingua originale, anche se viene letta errando la lettura].

Approfitto anche per accennare a un errore molto diffuso che consiste nel confondere lo studio di Qabbalàh con la lettura dello Zohar Haqqadosh. Lo Zohar HaQadosh può essere letto da qualsiasi ebreo senza problemi di livello, tanto che per generazioni persino persone ignoranti completamente leggevano spesso questo testo al fine di purificare la propria anima. Nell’ultimo periodo però si è creata molta confusione su questo, perché è stato spesso confuso con lo studio approfondito di testi di Qabbalàh, che sono vietati se non persone di alto livello, a causa della complessità intrinseca che provoca spesso fraintendimenti gravi se non si hanno basi molto solide.[Cfr Pelle Yoetz – “Zohar”].
Con questo c’è anche da capire che chi capisce la traduzione dello Zohar Haqqadosh non viene trasformato per questo in un “meqqubal”, ma semplicemente in una persona che ha letto questo testo, cosa che possono fare tutti. Per essere “meqqubal” è necessario un livello spirituale e di studio molto elevato, il cui livello minimo consiste nella conoscenza di almeno la maggior parte del talmud [in cui troviamo la maggior parte dei concetti espressi nello zohar haqqadosh in forma spesso più comprensibile].

  • שערי תשובה Sha’are Teshuvàh. Lo studio di questo testo di Mussar di Rabbenu Yonàh di Girona è un classico di questo mese, all’insegna della Teshuvàh, e così allo stesso modo:
  • הלכות תשובה Hilchot Teshuvàh del Rambam. Nel Mishnèh Toràh nel ספר המדע Sefer HaMadàh, nella quale sono spiegati le regole su cosa bisogna fare per arrivare a fare Teshuvàh. Come esattamente ogni altra mizwàh che HQB”H IS”L ci ha dato, così anche la teshuvàh ha le sue norme, e chiaramente è opportuno studiarle, anche perché dopo aver compreso il concetto [molto più profondo, ma non per questo più difficile] viene facilitata la strada perché si sa su cosa è necessario concentrarsi.

[Per chi avesse difficoltà a trovare questi testi in forma cartacea può cercare su internet copiando e incollando il nome del testo scritto in ebraico, della maggior parte probabilmente è possibile trovare anche traduzioni cartacee in inglese sul sito della Feldheim o dell’Artscroll].

Concludo con un concetto soltanto:

ELUL!

Il tempo è breve!
Sfruttiamolo!

ELUL!