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mercoledì 7 ottobre 2009

22.16 שמיני עצרת Sheminì 'Azzeret

Il tempo della gioia della festa di Sukkot dura sette giorni, e in Golàh (fuori da Eretz Israel) otto.
Poichè la gioia del popolo d'Israel è cara ad HQB"H, ha aggiunto un altro giorno, ed ha ordinato nella Toràh "ביום השמיני עצרת תהי' לכם" "Beyom Ha-Sheminì 'Azzeret Thyè Lachem" "L'ottavo giorno sia di trattenimento per voi" (Bemidbar 29, 35) come per dire che quando arriva l'ottavo giorno di festa di Sukkot vi tratterrete dinnanzi a me con la vostra gioia ancora un giorno: perciò questo giorno è chiamato Sheminì 'Azzeret - ottavo giorno di trattenimento.
Sheminì 'Azzeret dopo la festa di Sukkot assomiglia alla festa di Shavu'ot dopo la festa di Pessach, come la festa di Shavu'ot è una festa in cui si festeggia la Toràh, poichè in essa è stata data la Toràh, così anche Sheminì 'Azzeret si concludono i cinque libri della Toràh (dalla lettura annuale).
Nella Golàh (diaspora), ove si usa aggiungere un giorno di festa a causa del dubbio di quando cada la festa stessa, si mangia in Sukkàh anche a Sheminì 'Azzeret, poichè è dubbio se sia il settimo giorno di Sukkot o un giorno a sè, ma sempre a causa del dubbio non si benedice "Leshev BaSukkàh".
Poichè Sheminì 'Azzeret è considerato una festa a sè, si dice la berakhàh di "Sheechejianu" nell'accensione dei lumi e nel Qiddush e si recita anche l'Hallel completo.

domenica 13 settembre 2009

Rosh Ha-Shanàh - 1. קידוש Il Qiddush

Il Qiddush è come sempre una parte molto importante della festa; come dice la parola è una “santificazione” [La traduzione non la più idonea, ma è quella che va per la maggiore. La parola Qiddush viene da Qadesh, “rendi distinto”.]. Poiché è in particolare il primo Qiddush dell’anno c’è chi usa fare questioni particolari: Rabbenu Yossef Chajim ZZ”L, nel Ben Ish Chai [BIC 7] riporta che è bene sedersi sopra il proprio letto e recitare una particolare formula di buon auspicio prima di recitare il Qiddush. Questa formula è ora possibile trovarla nell’articolo apposta.
  • שהחיינו Sheechejanu. Ambedue le sere si pronunci la benedizione di Sheechejanu nel Qiddush. E’ bene lasciare se è possibile, un frutto o un abito nuovo per la seconda sera sulla quale deve fare la benedizione di Sheechejanu, e averlo dinnanzi a sé durante la berakhàh. [BIC 8].
  • Studio a tavola. Oltre al consueto devar toràh a tavola è bene leggere sul tavolo le mishnayot del trattato di Rosh Ha-Shanàh e il brano dello Zohar HaQadosh stampati nei machazorim [BIC 8].
  • Havdalàh quando cade di Motzaè Shabbat. La seconda sera, poiché quest’anno (5770) capita all’uscita di Shabbath Qodesh, si segue questo ordine, come stampato nei machazorim: יקנה"ז che è l’acronimo di יין Yain – benedizione sul vino;קידוש Qiddush; נר Ner – la candela della havdalàh “borè meorè haesh” sulla candela accesa il giorno precedente;הבדלה Havdalàh – e si dica “hamavdil ben qodesh leqodesh”;זמן Zeman – la berakhàh di Sheechejianu. Chiaramente dopo la havdalàh è vietato spegnere il lume, poiché il solo permesso è quello di passare da un fuoco acceso (per cucinare oppure per accendere le candele necessarie per il חג chag ~ festività), ma non di spegnere.


תחל שנה וברכותה Tachel Shanàh uVirkoteha