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lunedì 6 giugno 2011

Ai piedi del Monte Sinai...

Siamo giunti oramai all’ultima settimana del conteggio dell’Omer. Al termine di questa festeggeremo Be”H IS”L Shavu’ot, in tutti i suoi aspetti. 
Ma prima ancora di questa cominciamo parzialmente a sentire l’influenza di Shavu’ot nell’aria: già da Rosh Chodesh Sivan si omettono i תחנונים tachanunim ~ n.l. confessione dei peccati; tutto ciò perché cominciamo ad entrare nel momento della ricezione della Toràh HaQedoshàh: a Rosh Chodesh in sé non si recitano, il 2° del mese poiché Moshè ha ricevuto l’ordine relativo ai 3 giorni che ha ampliato lui stesso dal giorno stesso, e i 3 successivi non si recita poiché sono chiamati ימי הגבלה “yemè hagbalàh”, i giorni prima della ricezione della Toràh HaQedoshàh in forma di comandamenti, nei quali il popolo d’Israel doveva tenere un particolare regime di purezza, allontanandosi completamente dalle proprie donne. Poi abbiamo Shavu’ot (in Eretz Israel dura 1 solo giorno, fuori 2), e il giorno successivo è Issru Chag (cos'è Issru Chag? leggi qui). Fino a tale giorno secondo tutte le opinioni non si recita il tachanun. 
I sefaraditi in particolare usano non recitarlo fino al 12 del mese, poiché quando il Bet HaMiqdash era ancora in piedi, era possibile portare fino a tal data il sacrificio תשלומין tashlumin ~ “di compensazione” relativo al חג chag ~ festa di Shavu’ot. Pertanto i sefaraditi usano non recitare il tachanun fino al 12, mentre gli ashkenaziti fino al giorno successivo Shavu’ot (Issru Chag) compreso.

giovedì 6 maggio 2010

Chodesh Sivan 5770

Rosh Chodesh dura 1 giorno: nel 5770 cade  il 1° di Sivan (ven 14 mag 2010 למנינם) 
Non si recitano Tachanunim e si recita l'Hallel non completo, seguito da Sefer Toràh e da Mussaf; inoltre si aggiunge il brano di "Ya'alè Veyavò" nella 'amidàh e nella birkat Ha-Mazon.

Il Molad: cade gio (13 mag) alle 16:39 e 15 chalaqim.

Pertanto la Birkat Ha-Levanàh:

  • Per gli ashkenaziti che attendono 3 giorni inizia: la notte del 4 di Sivan, (tra dom 16 mag e lun 17 mag).

  • Per i sefaraditi e gli ashkenaziti che attendono 7 giorni inizia: la notte dell'8 Sivan (tra gio 20 - ven 23 mag).

  • E termina: la notte del 14 Sivan (tra gio 27- ven 28 mag) per tutta la notte.
Particolarità di questo mese:
1 ימי הגבלה Yemè HaGbalàh. I tre giorni che precedono Shavu'ot sono giorni in cui sarebbe opportuno prepararsi per il Mattan Toràh, in particolare aumentando lo studio di Toràh. Non si recitano i tachanunim già da Rosh Chodesh
2. שבועות Shavu'ot. (mer 28 apr '10) Il 6 di Sivan in Eretz Israel, e fuori aggiungiamo anche il 7 di Sivan.
Giorno del Mattan Toràh, giorno di Yom Tov
3. איסרו חג Issru Chag. Il giorno successivo l'ultimo giorno di Yom Tov, il 7 di Sivan in Eretz Israel e l'8 in Golàh. Non si recitano tachanunim e sarebbe opportuno fissare una se'udàh. (dom 2 mag nel 5770 /'10 secondo il loro conto).
4. C'è chi usa non recitare tachanunim fino al 13 del mese, poichè per 7 giorni dopo il primo giorno di Yom Tov era ancora possibile portare il sacrificio relativo a Shavu'ot nel Bet Ha-Miqdash.

Si prosegue con il conteggio dell'Omer fino alla vigilia di Shavu'ot.

Chodesh Tov

martedì 26 maggio 2009

Carne, Latticini & Shavu'ot

Il minhag di mangiare latticini a Shavu’ot è molto diffuso.
Nasce da diversi aspetti: il più famoso probabilmente è quello relativo al divieto di cucinare latte e carne insieme che non era fissato come mizwàh per tutto il popolo prima della ricezione delle ‘asseret hadibberot (nelle quali sono presenti tutte le 613 mizwot, in base a ciò che spiega Rav Sa’adiàh Gaon), mentre dopo è stato vietato, pertanto le stoviglie necessitavano di un processo di “kasherizzazione”.
Gli unici cibi preparabili anche a freddo in modo semplice erano quindi i latticini. Da questo טעם ta’am ~ motivo nascono varie varianti sull’uso. C’è chi usa bere semplicemente del latte prima di mangiare oppure dedicare una delle סעודות se’udot ~ pasti di shavu’ot appositamente per una se’udàh a base di latte. Dobbiamo ricordare che oltre al minhag, abbiamo la mizwàh obbligatoria di mangiare carne e bere vino durante yom tov, esattamente come a Shabbath Qodesh. Pertanto bisogna stare attenti a evitare mescolanze, molto più degli altri yamim tovim. Ricordiamo quindi alcune halachot di base sulle questioni di latte e carne.
  • Nella Toràh Ha-Qedoshàh è riportato tre volte לא תבשל גדי בחלב אמו“lo tevashel ghedì bechalev immo” ~ n.l. “non cucinare il capretto nel latte di sua madre”. Da qui si conclude in Kol Habbasar, il capitolo dedicato alle halakhot di carne e latte in massechet Chullin, che ci sono tre divieti tra loro indipendenti: il primo di cucinare carne con latte, il secondo di mangiarli, il terzo di averne godimento. [Y.D. 87:1]
  • Abbiamo delle halakhot relativamente al distaccare (temporalmente e non solo) il consumo di carne da quello di latte e viceversa. Ma quanto è necessario attendere?[1]

Dopo il latte (in forma liquida): è necessario mangiare del pane (parve ~ né latte né carne) e bere, possibilmente in quest’ordine, בדיעבד bedi’avad ~ a posteriori anche se applicato l’ordine inverso è possibile mangiare carne immediatamente. Chi è più rigoroso attende inoltre un’ora.

Dopo i formaggi: ci sono vari usi. Il Ben Ish Chai riporta che c’è chi usa aspettare un’ora per ogni mese di stagionatura. L’uso che va per la maggiore è comunque quello di attendere tre ore per i formaggi non stagionati e sei per quelli che stagionano più di 6 mesi.

Dopo la carne: vari usi, l’uso principale è quello di attendere 6 ore e ci sono molti poseqim che sostengono che chi attende meno sbaglia. In ogni caso da 3 ore in poi c’è chi permette (più che altro per gli ashkenaziti).

Preparazione di pane di latte (o carne): [YD 89 e KHS] spesso, in particolare a Shavu’ot, c’è chi prepara delle “pagnotte” con del latte / formaggio nell’impasto. Bisogna sapere che è vietato solitamente fare un pane che abbia la regola di un cibo di carne o latte, poiché c’è il rischio di confondersi ed arrivare a mangiarlo con il rispettivo divieto. Ci sono però alcuni התרים hetterim ~ permessi, riportati da Maran nello Shulchan 'Aruch:
o A forma di “stuzzichini” piccoli tali da essere possibile mangiarli in un morso solo.
o Con una forma differente da quelle delle pagnotte normali, in modo che sia riconoscibile.
o In base al Mizmor LeDavid di Rav David Pardo Z”L (citato da molti poseqim) per uso commerciale deve essere riconoscibile anche a livello di sapore e di odore.


[1] Basato su Ben Ish Chai Be’alotechàh (anno 2), S.A. Yorè De’àh 89 e poseqim ivi.

lunedì 25 maggio 2009

Chi resta sveglio la notte

Queste norme valgono per tutte le notti che si passano senza dormire, o dormendo poco, tra cui la notte di Shavu'ot (6 di Sivan) e di Hoshanàh Rabbàh (21 di Tishrè).

  • Bisogna completare la lettura la Qeriat Shem’à ‘al hamittàh con tutti i versetti che seguono prima di chatzot halaylah [BIC 1 Pequdè 14].
  • Nel caso si sia dormito una שנת קבע shenat qev’à (mezz'ora sdraiato) si effettui la nettillat yadajim come ogni mattina recitando la berakhàh, seguita da tutte le birkot ha-shachar (chiaramente ‘Asher Yatzar’ dev’essere recitata solo nel caso in cui si siano già espletati i propri bisogni corporali).
  • Nel caso non si sia dormito, come consigliabile, ad עלות השחר ‘alot hashachar ~ alba si leggano le ברכות השחר birkot hashachar e le ברכות התורה birkot hatoràh come ogni giorno, non recitando la berakhàh relativa alla nettillat yadajim (nonostante si debba eseguire la nettillàh in sé). Ciò vale per i sefaraditi; gli ashkenaziti usano invece cercare una persona che abbia dormito durante la notte per uscire dall’obbligo direttamente rispondendo (amen) alle sue berakhot. [TH6 14:7-8]
  • domenica 24 maggio 2009

    Studio di Shavu'ot – non solo Tiqqun

    Durante Shavu'ot, oltre al Tiqqun, ci sono altre forme di studio da affrontare:

    • Ci si ponga d’impegno a studiare anche durante le ore diurne di shavu’ot affinché non si passino solo a mangiare e dormire. [TH6 13:15]
    • C’è l’uso di leggere tutto il libro dei תהילים Tehillim ~ salmi durante il primo giorno di Shavu’ot poiché tale giorno è nato e mancato David Hamelech ע"ה, principale autore dei Tehillim.[BIC 6; TH6 13:15]
    • Per questo stesso motivo c’è l’uso di studiare la meghillàh di Rut, matriarca di David הע"ה con relativi commenti. [SAHR 494:13; TH6 13:15] Alcuni tra i nostri fratelli ashkenaziti usano perfino leggerla da una meghillàh kesheràh, cioè seguente le regole di scrittura della meghillàh (come quelle in vigore per la meghillàh di Ester), e c’è chi perfino usa benedire su questa lettura. Chiaramente solo in un posto dove ci sia un מנהג minhag ~ uso tale c’è da seguirlo, altrimenti non si può istituire poiché sarebbe una berakhàh invano. La Meghillàh di Rut è stata composta da Shemuel הנביא hanavì ~n.l. il profeta ע"ה, che aveva unto David ע"ה come re d’Israel, affinché non dicessero che David המלך Hamelech ~ il re ע"ה fosse un non ebreo poiché discendente diretto di una moabita. Il problema nasce dal fatto che la Toràh Ha-Qedoshàh esplicita il divieto di convertire un moabita. La meghillàh serve anche per comprendere che tale divieto sussiste solo nel caso di uomini, mentre per le donne il divieto non vale (deducibile anche dalla Toràh Ha-Qedoshàh scritta). La parte restante della storia di David Hamelech ע"ה è narrata nel libro di Shemuel (A e B), completata nei Tehillim, in Divrè Hayamim e nei primi capitoli di Melachim A. Tutto ciò a livello di Neviim; ci sono inoltre altre fonti midrashiche e talmudiche complementari. Sarebbe bene inoltre leggere il primo giorno di Shavu’ot Divrè Hayamim A capitoli 28 e 29. [BIC 6]

    venerdì 22 maggio 2009

    Il Tiqqun della sera di Shavu'ot

    Uno tra gli usi più diffusi di Shavu’ot è quello (applicato da tutti i sefaraditi, gran parte degli ashkenaziti, alcuni italiani etc.) di passare almeno la prima notte di Shavu’ot a studiare Toràh Haqqedoshàh, in particolare orientandosi verso un Tiqqun della sera di Shavu’ot. Il suo testo è attualmente riportato in molte edizioni di machazorim, assemblato in base agli insegnamenti di Rabbenu HaArizal e allo Zohar Haqqadosh.

    Cos’è un Tiqqun?
    Letteralmente il termine תקון Tiqqun significa “aggiustamento”, “correzione”, ma è spesso utilizzato in modo più ampio intendendo un particolare percorso di riparazione della propria anima, delle proprie azioni o della situazione in cui ci si trova. In questo caso specifico s’intende un preciso studio relativo alla sera di Shavu’ot che si compone in estratti scelti[1] da ogni parashàh della Toràh Ha-Qedoshàh, da ogni libro dei Neviim e dei Ketuvim.
    Ciò viene opzionalmente seguito dall’elenco delle 613 מצות mizwot ~ precetti in base al conteggio del Rambam e all’ordinamento secondo l’ordine di come compaiono nella Toràh Ha-Qedoshàh. Successivamente si dovrebbe passare alla parte di Midrash (sia dalla ghemarà che dal midrash Rabbàh) che tratta della ricezione delle עשרת הדברות ‘asseret hadibberot ~ n.l. 10 comandamenti, che comprendono tutte le 613 mizwot [cfr. Rav Sa’adiàh Gaon זצ"ל]. Ciò viene seguito da uno studio di una parte dello Zohar Ha-Qadosh, l’Iddràh Rabbàh, e nel caso sia presente ancora del tempo anche l’Iddràh Zuttà.

    Una nota valida per tutto l’anno relativa allo studio dello Zohar Ha-Qadosh: il Maghen Avraham riporta che uno studio per essere considerato tale, necessita di uno sforzo di comprensione, ad eccezione dello studio di Zohar Haqqadosh, che per essere considerato tale è sufficiente leggerlo, anche senza capirlo, e addirittura sbagliando la lettura.

    Questo indubbiamente è lo studio che è preferibile effettuare la notte di Shavu’ot: in particolare, secondo molti mequbbalim è vietato durante tale nottata studiare תורה שבעל פה Toràh sheba’al peh (toràh orale) sottoforma di משניות mishnayot che sono da posticipare alle ore diurne [2]. Nonostante questa opinione, ci sono פוסקים poseqim ~ decisori di halachàh, che permettono lo studio di queste על דרך הפשט ‘al derech hafshat ~ secondo la regola “semplice/letterale” (s’intende non secondo la qabbalàh), in particolare se la sua anima tende maggiormente a questo tipo di studio e approfondimento rispetto al tiqqun, pertanto eventualmente c’è su cosa appoggiarsi per effettuare tali studi [HO 3].
    Nel Torat Ha-Mo'adim [vol 6 13:10] aggiunge che in ogni caso, in un luogo ove la maggior parte del pubblico si occupa del Tiqqun non è bene separarsene per occuparsi d’altro.

    Durante la notte del tiqqun bisogna stare in particolare attenti a non perdere tempo nulla-facendo, poiché tale atteggiamento è paragonabile a colui che dorme; peggio ancora chi “ciarla” di cose che non sono divrèh Toràh Haqqedoshàh, poiché perde anche il merito di studiarla, occupandosi di altro, che purtroppo spesso lo porta anche a tipi di discorsi vietati (discorsi d’affari che sono vietati poiché Yom Tov, buffonaggini,לשון הרע lashon har’àh ~ parlare male di una persona anche se vero, e simili).

    E’ risaputo inoltre che maggiore è il numero di persone che si riunisce, maggiore è la tentazione provocata dallo Yetzer Har’à verso questi atteggiamenti. E’ necessario quindi rendersene conto e provvedere a priori a starci attenti. [BIC 3; KHS 494:11]

    L’attenzione deve rimanere alta tutta la notte, in particolare al mattino quando si prega shacharit, tenendosi svegli in particolare durante la teffillàh e la lettura della Toràh Ha-Qedoshàh che presenta la lettura delle ‘asseret hadibberot. Il momento conclusivo, in cui lo yetzer haràh cerca di colpire di più a colpi di sonno è mussaf, poiché apice della teffillàh e del tiqqun. [BIC 5] Un ‘trucco’ consigliato anche da diversi poseqim è quello di rimanere in piedi durante tutta la teffillàh, così da rischiare meno di addormentarsi [anche se non garantito]. E’ consigliato per chi può, facilitare la veglia notturna con un ‘trucco’ semplice, dovuto al buonsenso: dormire qualche ora il pomeriggio del giorno precedente.


    Alcune note ulteriori sulla notte del Tiqqun

    Secondo l’opinione qabbalista, durante Shavu’ot le donne non devono effettuare il tiqqun poichè il tiqqun è connesso alla sefirat ha'omer, che secondo l'opinione qabbalista non è loro relativo [TH6 13:9; BIC 1 Vayshlach 6].
  • Sarebbe opportuno se possibile ripetere almeno parte del Tiqqun anche la seconda sera di Shavu'ot, almeno per la parte di Tanach; se fosse poi possibile aggiungere anche le 613 Mizwot meglio, e ancora di più se fosse possibile ripetere il Tiqqun [BIC 7; KHS 494:10]

  • Perché il Tiqqun?
    Il Kaf Hachajim Sofer [494:6] porta diverse motivazioni a base del Tiqqun, principalmente basate sulla Torat Ha-Nistar. Vorrei soffermarmi un attimo sull’ultima che riporta, quella secondo lo פשט peshat, il livello letterale.

    A nome del Midrash [Pirqè deRabbì Eli’ezer cap 41] riporta il Maghen Avraham [494:1] che i benè Israel sono stati a dormire tutta la notte prima di ricevere le ‘asseret Hadibberot, e HQB”H IS”L ha dovuto svegliarli; per sistemare questo errore noi stiamo svegli tutta la notte a studiare.

    Abbiamo detto poco fa che è molto consigliabile fare almeno parte del Tiqqun anche la seconda sera; poiché vediamo che tale sera è importante, anche se non si vuol fare il ‘secondo tiqqun’ vigono le stesse regole della precedente, tra cui il non perdere tempo, tanto più il stare attenti a non commettere עברות ‘averot ~ trasgressioni.


    [1] L’ordine qui riportato è quello che si trova in vari machazorim. Basato principalmente su ciò che viene riportato dal BIC 4; KHS [O.C. 494:6-7].
    [2] Questa è l’opinione del BIC 4, di Maran Hachidàh [Lev David 31]. Secondo invece il Shelàh è possibile studiare anche questa come dimostra il ma’asèh di Maran che riporta su Massechet Shevuot [6], ma il KHS [494:9] conclude come la prima opinione, ma facilita in caso si sia soliti studiare mishnayot sul tavolo.[ בק"ד C’è da segnalare che comunque il ma’asèh con Maran è accaduto prima che Rabbenu HaArizal avesse rivelato Torat Hasod come lo è ora, quindi è possibile fare una distinzione di base.] Degna di nota l’opinione del Shulchan ‘Aruch Harav 494:3 che sostiene che la parte principale dello studio dev’essere fatto in base alla Toràh Shaba’al Peh.

    giovedì 21 maggio 2009

    Cos’è שבועות Shavu’ot

    Abbiamo cercato di delineare a grandi linee in che periodo ci troviamo, ma ora cerchiamo Be”H IS”L di comprendere il perché facciamo tutto ciò, in particolare soffermandoci principalmente su Shavu’ot. Shavu’ot letteralmente significa settimane, e rappresenta il completarsi delle 7 settimane di “lavoro interiore” che abbiamo effettuato durante il periodo di conteggio dell’Omer. Sull’omer e la sua relazione con shavu’ot[1] una domanda nasce abbastanza spontanea: quando solitamente una persona aspetta un determinato evento, un esame, una scadenza di progetto o altro, solitamente conta all’indietro, facendo un conto alla rovescia, qui invece aspettiamo shavu’ot, ma il conto non avviene a ritroso, anzi, ogni singolo giorno continuiamo ad aggiungere un giorno, ripetendo il conto anche per le settimane e i giorni d’avanzo. Per esempio oggi è il 42° giorno, che sono 6 settimane.
    Perché tutto ciò?
    Perché un grado di dettaglio così avanzato?
    Contando alla rovescia abbiamo un side-effect abbastanza clamoroso: perdiamo di vista il punto di partenza, il momento dalla quale abbiamo cominciato a contare. Al contrario, contando normalmente ci rendiamo conto nettamente di quando abbiamo cominciato a contare, e ci rendiamo conto in modo evidente del tempo che passa, avendo così la possibilità di porci alcune domande:
    cosa ho combinato in questi 49 giorni, in queste 7 settimane?
    Come sono “cresciuto”?
    Che miglioramenti ho cercato di apportare in me?
    Che obbiettivi sono raggiunto, o almeno, quanto mi ci sono avvicinato?

    Il conteggio dell’omer può assumere nettamente una valenza particolare per rendersi conto del tempo che passa, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, per farci rendere conto di un concetto che già all’inizio dell’omer, con il primo capitolo dei Pirqè avot, con Hillel che soleva dire “Se non ora, quando?”, ed è stato un filo conduttore che ci ha seguito per tutte queste settimane: il come “investire” il nostro tempo. Investire non è sinonimo di spendere: l’investimento prevede lo scopo esplicito di avere dei “ritorni”; la spesa invece non prevede necessariamente un ritorno, ma è solo un modo come un altro per buttare il proprio “budget” (in particolare se temporale).
    L’Omer ci porta anche a comprendere ciò: il tempo passa, e dobbiamo tenerne conto. Ma se è davvero così perché non contiamo l’omer tutto l’anno? Per diversi motivi, primo tra tutti la forza d’abitudine, che ci porterebbe a far passare giorno dopo giorno come nulla, inoltre la mancanza di un punto di partenza e di arrivo netti, per poter fissare alcuni traguardi di percorso. Dobbiamo impegnarci maggiormente nello sfruttare il nostro tempo nel migliore dei modi.

    [Questa derashàh è basata parzialmente su un concetto spiegato da Rav Ben Tzion Mutzaffi Shalità sul Yovel nella parashàh di Behar, che abbiamo letto due settimane fa.]

    mercoledì 20 maggio 2009

    5769 Sivan

    1. Rosh Chodesh dura un solo giorno: dom 1° Sivan 5769 (24 mag 09)
    Non si recita tachanun, si recita l'hallel non completo, si aggiunge il Sefer Toràh e la teffillàh di Mussaf.
    Nell''amidàh e nella birkat ha-mazon si aggiunge Ya'alè Veyavò

    2. Il Molad è dom 1° Sivan (24 mag) mattina 7:51 e 3 chalaqim

    3. La Birkat Ha-Levanàh pertanto si inizierà per i sefaraditi solo dalla sera del 9 Sivan (dom 31 mag 09) e terminerà la notte del 16 Sivan (tra il 7 e l'8 giugno)

    4. Shavu'ot 6 di Sivan, fuori da Eretz Israel il 6 e il 7. (dalla sera del 28 mag fino alla sera del 30)
    Sono due giorni di Yom Tov.
    Poichè il primo giorno di Yom Tov cade la vigilia di Shabbat Qodesh per cucinare durante il primo giorno di Yom Tov per Shabbat Qodesh è possibile preparando l'Eruv Tavshilin (vedi articolo precedente)

    Poichè il secondo giorno di Yom Tov cade Shabbat Qodesh, si creerà uno scompenso nelle parashiot di fuori da Eretz Israel, per la quale ci si ritroverà con una parashàh indietro fino allo Shabbat di Balaq, in cui si leggeranno insieme le parashiot di chuqqat e balaq (12 Tammuz - 4 lug '09)

    5. I giorni successivi Shavu'ot si usa non recitare tachanunim. Sul quanti giorni gli usi sono diversi, ma l'uso prevalente è quello di non recitarlo fino al 12 di Sivan compreso, quanti i giorni in cui è possibile portare il sacrificio di Shavu'ot se non era possibile durante Yom Tov.

    martedì 19 maggio 2009

    Shavu’ot e “limitrofi” di AB

    Siamo giunti oramai all’ultima settimana del conteggio dell’‘Omer. Al termine di questa festeggeremo Be”H IS”L Shavu’ot, in tutti i suoi aspetti. Ma prima ancora di questa cominciamo parzialmente a sentire l’influenza di Shavu’ot nell’aria: già da Rosh Chodesh Sivan si omettono iתחנונים tachanunim ~ n.l. confessione dei peccati; tutto ciò perché cominciamo ad entrare nel periodo di ricezione della Toràh Ha-Qedoshàh:

    a Rosh Chodesh in sé non si recitano,

    il 2° del mese poiché Moshè ha ricevuto l’ordine relativo ai 3 giorni che ha ampliato lui stesso dal giorno stesso,

    e i 3 successivi non si recita poiché sono chiamati ימי הגבלה“yemè hagbalàh”, i giorni prima della ricezione della Toràh Ha-Qedoshàh in forma di comandamenti, nei quali il popolo d’Israel doveva tenere un particolare regime di purezza, allontanandosi completamente dalle proprie donne.

    Subito dopo abbiamo Shavu’ot (in Eretz Israel dura 1 solo giorno, fuori 2) e il giorno successivo è אסרו חג Issru Chag. Fino a tale giorno non si recita il tachanun.

    I sefaraditi in particolare usano non recitarlo fino al 12 del mese, poiché quando il Beth Ha-Miqdash era ancora in piedi, era possibile portare fino a tal data il sacrificio תשלומין tashlumin ~ “di compensazione” relativo al חג chag ~ festa di Shavu’ot. Pertanto i sefaraditi usano non recitare il tachanun fino al 12, mentre gli ashkenaziti fino al giorno successivo Shavu’ot (Issru Chag) compreso.

    martedì 21 aprile 2009

    'Omer - gli usi

    Durante il periodo dell'Omer ci sono diversi usi particolari derivati da diverse motivazioni.

    A. Salita Spirituale
    Essendo il periodo dell'Omer un periodo di salita spirituale, nella quale ci innalziamo per essere pronti a ricevere la Toràh HaQedoshàh a Shavu'ot, abbiamo diversi elementi oltre al conteggio dell'Omer che ci accompagnano per questa salita.
    פרקי אבות Pirkè Avot: la lettura dei Pirkè Avot dal Shabbat Qodesh subito successivo Pessach è l'elemento più conosciuto in assoluto. L'uso comune è studiarli all'ora di Minchàh, preferibilmente con un commento, ogni Shabbat un capitolo.
    משלי Mishlè: l'autore del Me'am Lo'ez riporta che c'è anche l'uso di studiare in queste settimane il testo dei Mishlè, composto principalmente da fattori etici, scritti per mano di Shelomò HaMelech ~ il re ע"ה.

    B. Periodo di risterettezze simile al lutto
    In questo periodo abbiamo avuto la ricorrenza di un grande disastro del mondo ebraico; 12.000 coppie di allievi di Rabbì 'Aqivà sono morti in questo periodo, nell'arco di 33 giorni, come riportato in massechet Yevamot 62b.

    Queste ristrettezze si traducono nei seguenti divieti:
    - è vietato sposarsi in questo periodo, mentre è permesso fidanzarsi.
    - è vietato tagliarsi barba e capelli in questo periodo.
    - è vietato partecipare a feste se ivi sono presenti balli o musica; nel caso sia una Se'udat Mizwàh, molti poseqim permettono di facilitare e suonare.
    - è ancora più vietato l’ascolto della musica dove sia presente un accompagnamento strumentale; è però possibile cantare lodi ad HQB"H IS"L senza accompagnamento strumentale.

    Per la maggior parte degli ashkenaziti questo periodo di divieti dura in modo segmentato ossia: da Rosh Chodesh Yiar fino al 32° giorno dell’Omer, e poi dal 34° fino a qualche giorno prima di Shavuot (a seconda degli usi). E’ invece permesso solo il giorno di Lag Ba’omer effettuare queste cose. Secondo il Shulchan 'Aruch HaRav [493] la sera di Lag Ba'Omer, sia quella precedente che quella successiva, invece è vietato; c'è però chi facilita.
    Per le varie distribuzioni nel tempo in dettaglio, si confronti il Beur Halachàh sullo Shulchan 'Aruch Orach Chajim 493 e il BaCh.

    Per i sefaraditi (che non vanno secondo l’opinione Qabbalista) i divieti terminano la loro validità da dopo la teffillàh di shacharit del 34° giorno dell’omer (anche se c’è chi permette da dopo l’alba).
    Per i sefaraditi che vanno secondo l’opinione Qabbalistica invece il divieto di tagliarsi i capelli dura fino alla vigilia di Shavuot poichè secondo la Qabbalàh il tagliarsi i capelli è vietato per tutto il periodo dell’omer, fino alla vigilia di Shavuot (cfr. in particolare Or Letzion vol.3 cap 17:6 nella nota); sulla barba invece c'è chi permette di accorciarla dal 34° giorno.

    Relativamente al Sheechejianu in questo periodo è un pò più complesso.
    Riporto l'opinione di Rav 'Ovadiàh Yossef שליט"א in merito (Chazon 'Ovadiàh pag 259 - Omer par par 34): ~ "E' permesso recitare la berakhàh di Sheechajianu su un frutto nuovo nei giorni del conteggio (dell'Omer). E anche chi usava di non benedire Sheechejianu in questi giorni a causa delle ristrettezze non necessita di Hattaràh (Nedarim) per annullare il suo uso.
    Ciononostante relativamente al Sheechejianu per abiti nuovi durante il periodo del conteggio, è bene stare attenti come atto di chassidut ~ comportamento oltre l'osservanza stretta della norma ... che dal giorno di Rosh Chodesh Yiar in poi non si indossi un abito nuovo. E quando c'è necessità è opportuno vestire quell'abito nuovo nei Shabbat durante il conteggio e benedica in tale giorno Sheechejianu.
    In caso di una שמחה simchàh ~ occasione gioiosa come un Bar Mizwàh o un Berit Milàh in questi giorni è possibile facilitare."

    Sul radersi la barba c'è da sottolineare che nonostante sia vietato secondo quasi tutte le opinioni, molti si appoggiano sull'opinione del Radbaz ז"ל (Shut Cheleq 2: 687) che permette di radersi il giorno di Rosh Chodesh Yiar, tranne per chi evita di tagliarsi barba e capelli durante il giorno di Rosh Chodesh stando attenti al testamento di Rabbì Yehudàh HeChassid ז"ל.
    Ho trovato inoltre nel Chazon 'Ovadiàh (262-263 Omer 36 e nota 51) che riporta una facilitazione nel caso si abbia grande necessità di radersi la barba, di radesela ogni venerdì per Shabbat Qodesh.

    lunedì 20 aprile 2009

    'Omer - Il conteggio

    Siamo già immersi nel periodo del conteggio dei giorni dell'omer, giorni che ci porteranno fino al giorno di Shavu'ot.

    Dalla seconda sera di Pessach si comincia a contare 49 giorni e la 50a sera è la sera di Shavu'ot.



    Come compiere la mizwàh nel modo migliore

    La mizwàh del conteggio dell''Omer consiste nel contare ogni sera il giorno in cui ci si trova.

    Il momento migliore per compiere la mizwàh è nella prima mezz'ora dopo l'uscita delle stelle.

    Si conta sia il numero dei giorni che il numero delle settimane.

    A chi è rivolta la mizwàh

    I maschi adulti (oltre 13 anni) hanno l'obbligo di compierla, nel caso siano bambini l'obbligo è di natura educativa, ma comunque è un obbligo halakhico.

    Un bambino che dovesse compiere il bar mizwàh durante il periodo dell'Omer, deve contare con la berakhàh fino a tale gioro poichè obbligato per natura educativa, ciononostante dopo il bar mizwàh dovrà continuare a contare senza berakhàh (poichè ogni giorno è una mizwàh a sè, vedi dopo) e non può continuare con la berakhàh poichè il conteggio effettuato sino a tale giorno non era allo stesso livello di obbligo.

    Relativamente alle donne, essendo questa una mizwàh dipendente dal tempo שהזמן גרמא SheHaZeman Garemà, sicuramente non hanno un obbligo di compierla.
    C'è una discussione globale sul se possano le donne recitare una berakhàh su una mizwàh di questo genere, e ognuno in questo segue il proprio minhag, ma qui si aggiunge un altro fattore: secondo molte opinioni relative alla Torat HaNistar poichè le donne non fanno parte del תיקון Tiqqun ~ riparazione effettuata da questa mizwàh è addirittura loro vietata, e così prendono e stabiliscono la halakhàh molti poseqim sefaraditi tra cui Rabbenu Yossef Chajim ז"ל autore del Ben Ish Chai e Rav 'Ovadiàh Yossef שליט"א; per quanto il Rav autore del כף החיים סופר Kaf HaChajim Sofer indichi anche un'altra opinione sicuramente vale la norma di שב ואל תעשה עדיף Shev veal ta'asèh 'adif ~ siedi e non fare (una cosa problematica) è meglio.

    Gli altri tempi della mizwàh

    Nel caso non si abbia avuto la possibilità di contare l'Omer entro la prima mezz'ora dopo l'uscita delle stelle è possibile proseguire durante tutta la notte con la berakhàh; è opportuno comunque recitarla il prima possibile.

    Dall'inizio della mattinata si perde la berakhàh dello stesso giorno, ma è necessario comunque contare al fine di non perdere completamente la possibilità di contare nei giorni successivi con la berakhàh come vedremo successivamente.

    Una mizwàh sola o 49 mizwot differenti

    Sono presenti due opinioni nel talmud sulla definizione della mizwàh del conteggio dell''Omer; c'è chi sostiene che tutto il conteggio sia una singola mizwàh, quindi se viene perso un giorno tutta la mizwàh è persa; d'altra parte c'è chi sostiene che ogni singola sera è una mizwàh a sè.

    Secondo quest'ultima opinione, nel caso in cui si sia perso un giorno del conteggio è possibile continuare a contare.

    Poichè c'è comunque il dubbio si seguono entrambe le opinioni nelle proprie rigorosità, perciò nel caso un cui si sia perso completamente un giorno del conteggio si deve continuare a contare, ma non è possibile recitare la berakhàh.



    Contare senza berakhàh

    Quando si conta senza berakhàh si legge tutto ciò che accompagna il conteggio dell'Omer, semplicemente omettendo la berakhàh.

    E' opportuno in ogni caso se possibile, sentire la berakhàh da qualcun altro e dopo aver risposto "Amen" alla berakhàh contare immediatamente.



    Attenzione al conteggio

    E' necessario fare attenzione a determinati particolari durante il conteggio dell'Omer:

    1. Prima della berakhàh è necessario sapere che giorno sia, per sapere su cosa si conta l'Omer

    2. Dal tramonto è vietato contare anche in altre lingue il giorno dell'Omer, poichè nel momento stesso in cui si recita il numero dei giorni o lo si scompone in settimane si è già compiuta la mizwàh, perciò non è possibile per quella notte recitare la berakhàh.

    Pertanto a chi chiede che giorno è dell'Omer si risponde: "Ieri sera abbiamo contato * giorni dell'Omer"; tutto ciò prima di aver recitato il conteggio per compiere la mizwàh, ma dopo averlo recitato è possibile tranquillamente contare il giorno dell'Omer anche infinite volte.

    3. E' opportuno abituarsi a contare l'Omer anche verso la fine della teffillàh di shacharit.

    Questo non è un obbligo halakhico, ma è opportuno per ricordarsi ogni giorno di contare; inoltre nel caso in cui non si sia contato la sera prima per un motivo qualsiasi, non si rischia di perdere la mizwàh.



    Contare in pubblico

    Nonostante sia opportuno non contare con la berakhàh prima dell'uscita delle stelle, nel caso si reciti la teffillàh di 'arvit con minjian dopo il tramonto è già possibile recitare la berakhàh per il conteggio affinchè:

    1. Si guadagni il conteggio con minjian

    2. Nessun partecipante non rischi di dimenticare di contare l'Omer.

    Chi volesse comunque può non recitare la berakhàh con il pubblico (rispondendo comunque "Amen" alle loro berakhot e pensando esplicitamente che non esce dall'obbligo rispondendo) e recitarla poi dopo l'uscita delle stelle.



    Come contare

    Per contare è opportuno restare in piedi, come s'impara dal versetto; nel caso l'avesse recitata seduto בדיעבד bedi'eved ~ a posteriori è comunque uscito dall'obbligo. Nel caso di un anziano o di un malato molti poseqim considerando l'ora della necessità come bedi'eved permettono di farli rimanere seduti a priori; tra questi Rav 'Ovadiàh Yossef שליט"א [Chazon 'Ovadiàh - Yom Tov pag228, Omer paragrafo 8].

    Si contano sia i giorni che le settimane, ma nel caso si sia contato uno solo בדיעבד bedi'eved ~ a posteriori è uscito dall'obbligo.

    Ogni persona conti per sè il conteggio e non lasci che la berakhàh altrui lo faccia uscire dall'obbligo (a meno che non abbia perso la possibilità di recitare la berakhàh, come riportato prima).

    mercoledì 8 aprile 2009

    אסרו חג Issru Chag

    Il giorno successivo il termine di una festa dei שלש רגלים Shalosh Regalim, spesso tradotti come tre pellegrinaggi, tali פסח Pessach, שבועות Shavu'ot e סוכות Sukkot, è chiamato אסרו חג Issru Chag[; riportato da Maran nel Bet Yossef OC 429 e Ramà nella Mappàh OC 429:2].

    Poichè la durata della festività varia tra Eretz Israel e fuori, in cui si aggiunge un giorno, il giorno di Issru Chag è variabile a seconda del luogo in cui ci si trova.

    Cos'è Issru Chag
    Diversi motivi si sono dati al giorno di Issru Chag. Qui di seguito ne portiamo alcuni [in base al Pitchè Teshuvàh 429:6]:
    1. Allegria da Bet Ha-Miqdash. Quando il Bet Ha-Miqdash era ancora in piedi תובב"א, chi vi si presentava per i Shalosh Regalim utilizzava questo giorno per tornare a casa, pieni di allegria per il guadagno spirituale [חתם סופר Chatam Sofer]
    2. Per i fratelli che stanno fuori da Eretz Israel. il Rav שדי חמד Sedè Chemed [כללים מערכת א פאת השדה אות קנד] riporta che l'uso è nato in Eretz Israel, perchè i non ebrei non dicano che ci siano differenze tra Eretz Israel e fuori, si è cominciato a festeggiare Issru Chag nel giorno in cui fuori da Eretz Israel era ancora Yom Tov.
    3. Mistica. Nel שו"ת Shut (acronimo di Sheelot uTshuvot, cioè testo di risposte halakhiche, normalmente tradotto con il termine Responsa) Toràh Lishmàh [140], attribuito a Rabbenu Yossef Chajim ז"ל, riporta che secondo i testi dell'Arì ז"ל in questo giorno c'è ancora parte dell'atmosfera spirituale dei giorni di Yom Tov precedenti.

    Usi e costumi

    Sono diversi gli usi riportati per questo giorno, dipendenti anche dalla motivazione di cui sopra:

    1. Mangiare una Seudàh. In onore dell'importanza della giornata. Così scrive il Ramà (Mappàh OC 429:2)
    2. Indossare Vestiti di Yom Tov e Astensione dal lavoro in pubblico. Il Pitchè Teshuvàh [429:6:29] riporta a nome del Darchè Chajim VeShalom che questo era il מנהג Minhag ~ uso di persone più elevate a Yerushalaym ת"ו. Sicuramente non è d'obbligo.
    3. Astensione dal lavoro tranne in caso di perdita economica. Così riporta nel Shut Toràh Lishmàh [141] di cui sopra. Anche questo non è d'obbligo.