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lunedì 10 ottobre 2011

Sukkot 5772 - Un piccolo indice delle cose importanti!

Piccolo riassunto sulla festa di Sukkot:
è necessario preparare i 4 minim, di cui abbiamo spiegato vari concetti, sulla sua berakhàh, per passare poi a norme basilari su come scegliere lulavetroghadas e 'aravot, per arrivare a compiere la mizwàh e come muoverlo durante le hoshannot e l'hallel.
Per passare quindi ad una spiegazione di base delle hoshannot.

Per concludere:
Memo di preparazione a Chol Ha-Mo'ed
- Hoshanàh Rabbàh:  introduzioneTiqqun e norme conseguenti per chi resta sveglio la notte per studiare il tiqqun, Chavat 'aravot e quant'altro.
Sheminì 'Azzeret e birkat Ha-Gheshem relativa.
Simchat Toràh; inoltre a Simchat Toràh si riprende la nuova serie di Shenajim Miqrà VeEchad Targum, cioè si riprende dal libro di Bereshit. Leggi la serie d'articoli sull'argomento
Issru Chag, il giorno dopo l'ultimo giorno di Yom Tov

martedì 21 settembre 2010

Preparazione a Chol Ha-Mo'ed

Durante Chol Ha-Mo'ed ci sono alcuni divieti da ricordare, a cui bisogna agire immediatamente per prevenire e non trovarsi in difficoltà:
  • Lavare panni. Durante chol ha-mo'ed è vietato lavare panni, mentre è possibile stirare. E' opportuno prepararsi quindi tutto il necessario in questi giorni. (Orach Chajim 534:1)
  • Tagliarsi i capelli. Vietato durante chol ha-mo'ed. E' una mizwàh in ogni caso tagliarsi i capelli prima di Chag per non arrivarci "disordinato". (Orach Chajim 531:1-2).
  • Per gli ashkenaziti - tagliarsi le unghie. Gli ashkenaziti in base al Ramà usano non tagliarsi le unghie delle mani e dei piedi (nel caso di una Tevillat Mizwàh è chiaramente permesso); è opportuno quindi tagliarsele prima. (Orach Chajim 532:1).
  • Rammendare i vestiti e scarpe. E' vietato durante chol ha-mo'ed, quindi è necessario farlo prima (Orach Chajim 541:4); nel caso non avesse da mettersi altro, è possibile fare un rammendo apposta non ottimale largo e "con fili alti e bassi come fossero denti di cani" cioè zigzagati (Orach Chajim 541:5).
  • Sposarsi. Dovevate pensarci prima, oppure subito dopo. :-) Fidanzarsi è sempre permesso, ma bisogna evitare di fare un pasto sontuoso per l'occasione (Orach Chajim 546:1). 
E' necessario inoltre ricordare che per tutto ciò che è vietato agli ebrei durante chol ha-mo'ed non c'è permesso a far fare queste cose da un non ebreo (Orach Chajim 542:1)

mercoledì 7 ottobre 2009

22.18 ברכת הגשם Birkat Ha-Gheshem, La benedizione per la pioggia

Come ricordato, durante la festa di Sukkot veniamo giudicati sull'acqua (Rosh Ha-Shanàh 16a).
Per questo si sarebbe dovuto cominciare a ricordare גבורות גשמים Ghevurot Gheshamim - le potenze della pioggie (משיב הרוח ומוריד הגשם Mashiv Ha-Ruach uMorid Ha-Gheshem nella seconda berakhàh della 'Amidàh) subito dal primo giorno di Sukkot (cfr. Ta'anit 2a), ma poichè è necessario andare in Sukkàh a mangiare, non è opportuno ricordare la pioggia, poichè è un fenomeno che impedisce di compiere la mizwàh del risiedere in Sukkàh.
Per questo è stato rimandato il momento di ricordare le pioggie fino al giorno di Sheminì 'Azzeret, quando la festa di Sukkot è passata.
Per vari motivi i nostri chakhamim hanno stabilito che non è opportuno cominciare il cambiamento nella Teffillàh nelle preghiere di 'Arvit e Shacharit, ma di cominciare solo a Mussaf.
Molti usano che prima dell'inizio della 'amidàh sottovoce un incaricato annunci "Mashiv Ha-Ruach uMorid Ha-Gheshem", cosicchè chi è presente sappia ricordarla nel momento della 'amidàh; nel caso in cui non l'avesse annunciato non si ricorda.
Nella ripetizione della 'amidàh, il Chazan dice diversi פיוטים pyutim - brani cantati nella prima e seconda berakhàh che presentano parole di richiesta per la pioggia.
[N.d.T. così è l'uso ashkenazita, ma l'uso sefaradita è quello di recitare pyutim vari prima della Teffillàh di Mussaf]

22.16 שמיני עצרת Sheminì 'Azzeret

Il tempo della gioia della festa di Sukkot dura sette giorni, e in Golàh (fuori da Eretz Israel) otto.
Poichè la gioia del popolo d'Israel è cara ad HQB"H, ha aggiunto un altro giorno, ed ha ordinato nella Toràh "ביום השמיני עצרת תהי' לכם" "Beyom Ha-Sheminì 'Azzeret Thyè Lachem" "L'ottavo giorno sia di trattenimento per voi" (Bemidbar 29, 35) come per dire che quando arriva l'ottavo giorno di festa di Sukkot vi tratterrete dinnanzi a me con la vostra gioia ancora un giorno: perciò questo giorno è chiamato Sheminì 'Azzeret - ottavo giorno di trattenimento.
Sheminì 'Azzeret dopo la festa di Sukkot assomiglia alla festa di Shavu'ot dopo la festa di Pessach, come la festa di Shavu'ot è una festa in cui si festeggia la Toràh, poichè in essa è stata data la Toràh, così anche Sheminì 'Azzeret si concludono i cinque libri della Toràh (dalla lettura annuale).
Nella Golàh (diaspora), ove si usa aggiungere un giorno di festa a causa del dubbio di quando cada la festa stessa, si mangia in Sukkàh anche a Sheminì 'Azzeret, poichè è dubbio se sia il settimo giorno di Sukkot o un giorno a sè, ma sempre a causa del dubbio non si benedice "Leshev BaSukkàh".
Poichè Sheminì 'Azzeret è considerato una festa a sè, si dice la berakhàh di "Sheechejianu" nell'accensione dei lumi e nel Qiddush e si recita anche l'Hallel completo.

martedì 6 ottobre 2009

סוכות Sukkot - הושענות Hoshannot

Durante tutta la festa di Sukkot si recitano le Hoshannot, durante le quali si pone un sefer Toràh sulla Tevàh ~ arca centrale (cfr. Tur O.C. 660:1; KHS 660:1) e si effettuano dei giri intorno.
L'uso viene riportato nello Shulchan 'Aruch Orach Chajim (660:1) dicendo che si usa fare un giro soltanto e non di più, tranne la mattina di Hoshanà Rabbàh, nella quale si effettuano sette volte le hoshannot, quindi si effettuano 7 giri.

L'uso è nato in ricordo del servizio nel Bet Ha-Miqdash תובב"א nella quale effettuavono i giri dell'altare verso la destra (quindi girando in verso antiorario - anche per un mancino [KHS 660:9]); così riporta lo Shulchan 'Aruch (660:1) e il Kaf Ha-Chajim Sofer (660:1) spiega meglio il concetto: ogni teffillàh è considerata al posto di un sacrificio che veniva portato nel Bet Ha-Miqdash, e quindi come il luogo ove veniva effettuato il sacrificio portava כפרה Kapparàh ~ espiazione (il מזבח mizbeach ~ l'altare), così anche il luogo ove il שליח ציבור sheliach tzibbur ~ ufficiante effettua la teffillàh che è al posto dei sacrifici espia.
Aggiunge poi al nome del rav Bait Chadash (Rav Yoel Sirkis ז"ל - autore di un commento a tutti i volumi del Tur) che il sefer Toràh viene posto sulla tevàh perchè è composto da tutte le combinazione dei nomi divini e si gira intorno ad esso per dire che esso è in centro alla nostra ottica.
Nonostante ciò aggiunge il Kaf Ha-Chajim Sofer (660:2) che nel caso non sia presente un sefer Toràh, ma solo la tevàh del bet ha-kenesset, è possibile girare attorno ad essa soltanto; ma se non c'è una ragione valida non è possibile abolire il minhag comune.

Nel caso una persona sia costretta a non poter andare al bet ha-kenesset, come nel caso in cui stia male chas veshalom, il Ben Ish Chai (parashat Haazinu 15) spiega che è possibile mettere un libro di Tanach (Toràh Neviim e Ketuvim) su una sedia e giri intorno ad essa. Lo riporta anche il Kaf Ha-Chajim Sofer (660:2).


Ci sono diversi usi relativi alle hoshannot:
A. Quando recitarle:
  1. Dopo la lettura della haftaràh, quando il sefer Toràh è ancora posto sulla Tevàh - opinione di Rav Sa'adiàh Gaon ז"ל riportata dal Tur e dal Kaf Ha-Chajim (O.C. 660:4). Già all'epoca del Tur quest'uso non era più in atto.
  2. Dopo la fine della Teffillàh di Mussaf. Così è l'opinione del Tur (O.C. 658) e del Rav Bait Chadash. Riportato dal Kaf Ha-Chajim (O.C. 660:4).
  3. Dopo la lettura dell'Hallel. Questo è l'uso più comune, poichè basato sugli scritti dell'Arì Zal (Perì 'Etz Chajim, Cancello 29, capitolo 3) e riportato in molti poseqim. (cfr. Kaf Ha-Chajim Sofer (O.C. 660:4). E' così è l'uso di Yerushalaym תובב"א.

Come ogni minhag, ognuno segua il proprio e non cambi, poichè ci sono molti motivi per ogni singolo uso, e non si è autorizzati a cambiarli a meno che non ci sia un valido motivo halakhico.

Chi non sappia quale sia il proprio minhag, segua quello della moltitudine, che in questo caso è l'ultimo citato.

Nonostante ciò riporto anche dei minhaghim che non vengono usati, ma riportati dai poseqim, affinchè nel caso qualcuno senta quest'opinione sappia che effettivamente esiste, ma l'uso non è così. (cfr. Mishnàyot di Eduyot capitolo 1).

B. Chi effettua il giro:

  1. Sicuramente chi ha il lulav deve effettuare un giro ogni volta, e riporta il Kaf Ha-Chajim Sofer (O.C. 660:5) a nome del Rav Shiierè Kenesset Ha-Ghedolàh (Rav Chajim Banbishti ז"ל Costantinopoli '603 - Izmir '673 E.V) che non è corretto l'atteggiamento di chi ha il lulav e non effettua nessun giro.
  2. Chi non ha il lulav entra in discussione - secondo Maran nello Shulchan 'Aruch gira anch'egli, mentre il Ramà (Rabbì Moshè Isserlis ז"ל) riporta che l'uso è di non effettuare il giro. Il Kaf Ha-Chajim Sofer (O.C. 660:13) riporta a nome di molti poseqim anche sefaraditi che l'opinione e uso principale anche per i sefaraditi è contraria a ciò che scrive Maran nello Shulchan 'Aruch, e quindi solo chi ha il lulav gira. Riporta a carico molti poseqim tra cui Maran Ha-Chidà ז"ל (Rabbenu Chajim Yossef David Azulai, ha vissuto gli ultimi trent'anni della sua vita a Livorno, autore del Birkè Yossef O.C. 660:1).
  3. La mattina di Hoshanà Rabbàh il Maharshal sostiene che sia opportuno che anche chi non abbia il lulav possa girare con le 'aravot. Nonostante questo Maran Ha-Chidà e molti altri poseqim sostengono che sia meglio non girare per nulla piuttosto che con le sole 'aravot; e non solo, ma è anche da evitare assolutamente di prendere assieme al lulav anche le cinque 'aravot aggiunte. E così è l'uso comune. (Kaf Ha-Chajim Sofer 660:14-15, cfr. ivi per i motivi).

In ogni caso è possibile ovviare questo problema nel caso in cui chi possiede un lulav ed abbia già fatto un giro lo presti (tranne il primo giorno nella quale valgono regole a parte che non tratteremmo oggi) a chi non ce l'ha. Approfitto per sottolineare tre punti: il primo che chi lo prende in prestito stia attento a non distruggere il lulav del prossimo, il secondo che nel caso ci sia un sospetto che il lulav o l'etrog venga distrutto poichè la persona sta poco attenta è preferibile prestarlo a qualcun altro, il terzo è che chi ha avuto in prestito il lulav non ha il permesso di prestarlo di sua iniziativa ad un altro poichè il prestito è dipendente dal padrone dell'oggetto, e tranne nel caso in cui abbia esplicitato diversamente, il padrone si fida di chi l'ha preso in prestito, ma non per forza di chi quest'ultimo si fida, poichè non vale la proprietà transitiva. (Questa norma vale per tutti i prestiti e le custodie).

C. Una persona in lutto ל"ע: entro i 12 mesi dalla morte dei genitori o dei 30 giorni per gli altri parenti (su quest'ultimo il Rav Dagul Merevavah discute - ognuno segua il proprio uso) sulla quale conserva le regole del lutto dice il Ramà che non gira con il lulav. Il Kaf Ha-Chajim Sofer (660:16-21) spiega che questa norma non vale per i giorni di Yom Tov e Hoshanà Rabbàh poichè è vietato mostrare segni di lutto in pubblico. Negli altri giorni è bene che dia in prestito il lulav a chi può effettuare i giri.

D. Shabbat Qodesh. Durante Shabbat Qodesh sicuramente non si gira con il lulav, essendo muqzèh. (cfr. inoltre Kaf Ha-Chajim Sofer 660:10). Ci sono diversi usi inoltre se recitare delle hoshannot apposta per Shabbat Qodesh oppure non recitarle per nulla, poichè c'è il rischio che i bambini sentendo vadano a prendere il lulav. La seconda opinione è quella di Maran Ha-Chidà ז"ל e uso a Yerushalaim תובב"א, ma conclude il Kaf Ha-Chajim Sofer (660:23) che poichè nelle parole dell'Arizal non è chiaro, ognuno segua il proprio uso.

Pitkà Tavàh e Mo'adim LeSimchàh

venerdì 2 ottobre 2009

ארבעת המינים Arba'at Ha-Minim - 2.4 Come scegliere l'Etrog

[Libera traduzione ed adattamento dal pamphlet הלכות חודש תשרי "Hilkhot Chodesh Tishrè" di Rabbi Meir Sender שליט"א]


Come scegliere un אתרוג Etrog adatto secondo tutte le opinioni:
  1. Non "Murkav" ~ innestato. L'etrog non dev'essere innestato con limoni o altri alberi; per questo si prendono dei cedri solo nel caso in cui è presente una tradizione per la quale si sa che non lo sia. Nel caso sia Murkav è passul secondo tutte le opinioni.
  2. Grandezza. Chi vuole uscire dall'obbligo secondo tutte le opinioni prenda un etrog di peso poco maggiore ai 100 grammi. Nel caso in cui sia compreso tra i 50 e i 100 grammi è kasher [N.d.A. cfr. Sefer Arba'at Ha-Minim di Rav Wsosh shalità pagina 113]; nel caso in cui pesi meno di 50 grammi ponga la questione dinnanzi ad un posseq esperto.
  3. L'aspetto. L'etrog è passul se il suo colore è: nero, bianco, rosso, menumar? [In casi simili ponga la questione dinnanzi ad un posseq esperto per fargli verificare che ricade nella categoria]. D'altro canto nel caso in ci sia giallo è kasher a priori, e nel caso in cui sia verde come il karti - porro è passul, ma è molto raro trovare un etrog così verde; in ogni caso è opportuno mettere un etrog verde in una scatola assieme ad una mela in modo che prenda colore giallo. [cfr. pamphlet per maggiori dettagli]
  4. Integro. Nel caso si trovi un etrog mancante, cioè avente una mancanza nel corpo stesso dell'etrog è passul. Ciononostante nel caso in ci manchi solo la sottile buccia esterna è kasher.
  5. Non bucato. Nel caso in cui l'etrog si trovi un buco è passul, anche se non manca nulla, a condizione che il buco arrivi fino alla parte (interna) dei semi oppure che sia grande come un issar. [Rav Avraham Ades Shalità riporta che un issar ha circa un diametro di 2 mm.]
  6. Senza fessure. Nel caso sia presente una fessura che passi nella maggior parte dell'etrog, anche se non manca da esso niente è passul.
  7. Sbucciato. Nel caso la buccia non sia rimasta neanche nella misura di un "selah", moneta tonda con diametro grande circa un terzo di un tefach - palmo, è passul. [Chiaramente si tratta solo della buccia esterna, poichè nel caso manchi da quella interna si veda il punto 3]
  8. La שושנתא Shoshanta (corona intorno al picciuolo) è mancante. E' Kasher nel caso in cui il pittam - picciulo sia presente.
  9. Il פיטם Pittam è caduto. Se è caduto completamente ed è rimasto un buco è passul secondo tutte le opinioni (cfr. S.A. Orach Chajim 648:7 con il commento della Mishnàh Beruràh in particolare).
  10. L'עוקץ Oqetz (parte opposta al picciuolo). Nel caso sia stato rimosso ed è rimasto solo un buco - è passul (cfr. S.A. O.C. 648:8 e Mishnàh Beruràh ivi).
  11. Adatto ad essere mangiato. E' necessario che l'etrog sia adatto ad essere mangiato, perciò nel caso in abbia problemi di Shevi'it (settimo anno in cui la frutta di Eretz Israel ha norme particolari per il consumo), 'Orlàh (divieto di mangiare frutta nei primi tre anni da quando l'albero viene piantato) in Eretz Israel, Tevel (non è stata estratto il ma'aser - decima). Nel caso di 'Orlàh su frutta da fuori da Eretz Israel c'è da facilitare.

Nel pamphlet sono riportate altre tre voci: חזזית Chazazit, בלעטלך Bleitelach e secco. A causa di una mancanza di tempo e di possibilità di trovare un'immagine idonea per chiarire il concetto in italiano non verranno trattate.

Queste sono alcune tra le norme principali nella scelta delle quattro specie.

Chag Sameach

לרפואה שלמה לכל חולי עם ישראל



ארבעת המינים Arba’at HaMinim - 4. Hallel & Hoshannot

A Sukkot l’Hallel si legge sempre completo, quindi si recita la berakhàh אשר קידשנו במצותיו וציונו לגמור את ההלל “asher qiddeshanu bemizwotav vezivvanu ligmor et hahallel”.
Durante questo, tutti sanno che si effettua il ninu’à del lulav, ma spesso c’è confusione sui punti in cui effettuarlo e come procedere; ci sono vari usi sulla questione, qui presentiamo quello più comune nel mondo sefaradita in base all'opinione dell'AriZal

Alla lettura del versetto “Hodu laHashem ki Tov ki le’olam chasdò”, sia la prima volta che l’ultima volta che compare (solo nella prima ripetizione) in questo modo: [Mi scuso per la visualizzazione grafica, ma non sono riuscito ad eliminare le righe di troppo]












Hodu

LaHashem

Ki

Tov

Ki

Le’olam

Chasdò

Sud

(Pausa)

Nord

Ovest

Su

Giù

Est


Alla lettura del versetto (a metà) “Anà Hashem Hoshia nà”, entrambe le volte in questo modo:



















A--nàHashemHo--shi--a
SudNord(Pausa)OvestSuGiùEst

Dopo la lettura dell’Hallel si estrae un sefer Toràh (a Yom Tov 2), lo si pone sulla tevàh e si effettuano le hoshannot, effettuando ogni giorno un solo giro con il lulav intorno alla Tevàh. [TH2 17:11]. Chi non ha il lulav non effettui il giro[2]. Relativamente allo shabbath di sukkot c’è chi sostiene che poichè non può effettuare la nettillat lulav non si recitino per nulla le hoshannot [TH2 17:12 e O.C. 660:3] perchè c’è il rischio che i bambini le sentano e vadano a prendere i lulavim [Kaf Ha-Chajim Sofer 660:23 a nome del Tur]; ma c’è chi usa recitarle, e ognuno segua il suo uso[3].
In ogni caso, quando si recitano le hoshannot con il lulav si stia attenti a tenere gli arba’athaminim, esattamente come durante il resto della teffillàh nelle mani corrette (vedi sopra: destra per il lulav, sinistra per l’etrog), e non si tenga tutti con una sola tenendo il siddur con l’altra, poichè non è un atteggiamento corretto. [BIC 14]
Nel caso una persona non possa venire al bet ha-Kenesset a causa di un אונס ones ~ n.l. causa di forza maggiore, è consigliato dal BIC [15] anche se non è sostitutivo, di prendere un Tanach e porlo su una sedia a casa, ed effettuare un giro intorno ad essa, recitando le hoshannot, per non perdere completamente questa mizwàh.


Chag Sameach a Voi e alle Vostre famiglie

[2] Nonostante Maran in O.C. 660:2 dica che l’uso sia quello che girino anche quelli che non ce l’abbiano, contraria è l’opinione del Ramà, ma soprattutto quella degli acharonim posseqim secondo la Qabbalàh come il Birkè Yossef (1) scritto da Maran HaChidàh, i rabbanim della famiglia Falagi e altri, citati tutti nel Caf Hachajim Sofer 660:13 che conclude con questa opinione.
[3] Dalle parole del BIC nella parashàh di Vezot Haberakhàh in particolare nell’introduzione si deduce che sostiene che anche di Shabbath Qodesh si recitano e si effettua il giro; e questa è anche l’opinione di Rabbenu HaArì HaQadosh Z”L come riportato nel Kaf Hachajim Sofer 660:23. Anche lui conclude che ognuno segua il suo minhag.

giovedì 1 ottobre 2009

ארבעת המינים Arba'at Ha-Minim - 2.3 Come scegliere la 'Aravà

[Libera traduzione ed adattamento dal pamphlet הלכות חודש תשרי "Hilkhot Chodesh Tishrè" di Rabbi Meir Sender שליט"א]
Come scegliere le due ערבות 'Aravot - salici adatte secondo tutte le opinioni:
  1. La foglia allungata. Dev'essere a forma allungata e non circolare.

  2. Senza taglietti. La foglia dev'essere liscia e senza taglietti; nel caso fossero molto piccoli è כשר Kasher ~ idoneo per compiere la mizwàh.

  3. Il ramo rosso. Il ramo dev'essere rosso e non bianco, ma anche se lo si trova verde è kasher poichè può divenire rosso se esposto al sole.

  4. Lunghezza. La lunghezza minima è di 3 tefachim, circa 30 cm. Questa misura si valuta sul ramo soltanto e non in base alle foglie sulla punta; come abbiamo visto precendete mente relativamente all'Hadas.

  5. Non Qetumàh. Cioè le 'aravot non devono avere la parte superiorie del ramo tagliata, e sarebbe opportuno che non lo fossero neanche le foglie.

  6. Fresca. Dev'essere fresco e non secco, e nel caso lo fosse solo parzialmente è kasher, e solo nel caso in cui è secco è passul.

  7. Ricoperto di foglie. Per un Hiddur è necessario che ci siano foglie su tutta la lunghezza del ramo, ma non si considera passul a meno che non manchino la maggior parte delle foglie. Nelle 'aravot di Hoshanà Rabbàh è possibile rendere kasher anche se non abbiamo che una foglia soltanto; sarebbe opportuno come Hiddur che le foglie siano integre. E' chiamato mancante se e solo se manca la maggior parte della foglia.

  8. Salici di fiume. Come Hiddur sarebbe opportuno prendere salici che crescono sulle sponde dei fiumi.
  9. A bagnomaria. E' bene stare attenti di non mettere i salici per 24 di fila nell'acqua senza interrompere in mezzo.

לרפואה שלמה לכל חולי עם ישראל

ארבעת המינים Arba'at Ha-Minim - 2.2 Come scegliere l'Hadas

[Libera traduzione ed adattamento dal pamphlet הלכות חודש תשרי "Hilkhot Chodesh Tishrè" di Rabbi Meir Sender שליט"א]
Come scegliere un הדס Hadas ~ mirto adatto secondo tutte le opinioni:
  1. Lunghezza. L'Hadas dev'essere lungo almeno 3 tefachim, corrispondenti a circa 30 cm. La misurazione dev'essere fatta solo sul ramo e non sulle foglie che ne escono.

  2. Meshulash - Triplice. L'Hadas deve'essere meshulash su tutto la sua lunghezza, cioè che le foglie devono crescere nello stesso punto del ramo a gruppi da tre, in modo che non ce ne sia uno più alto e uno più basso, ma tutti siano alla stessa altezza.

  3. Non manchi neppure una foglia. E' necessario che non manchi neppure una foglia per tutti i 30 cm, ma nel caso in cui sia ricoperto per la maggior parte, non è considerato passul.
  4. Completo. Le foglie devono essere complete; nel caso non lo siano e siano una minoranza non è Passul.

  5. Fresco. Le foglie devono essere fresche e non secche. A priori non devono essere neanche parzialmente secche, e il parametro per essere considerato passul è il fatto che si spezzino con un'unghia.
  6. Niqtam - foglie superiori rotte. Le foglie superiori non devono essere rotte, ma nel caso in cui lo siano è comunque kasher; ma è opportuno che siano integre per essere Mehuddar. [cfr. ancora pamphlet e S.A. O.C. 646:1-10]

לרפואה שלמה לכל חולי עם ישראל

ארבעת המינים Arba’at HaMinim - 2.1 Scegliere il Lulav

[Libera traduzione ed adattamento dal pamphlet הלכות חודש תשרי "Hilkhot Chodesh Tishrè" di Rabbi Meir Sender שליט"א]
Come scegliere un לולב Lulav adatto secondo tutte le opinioni:
  1. Fresco. Il lulav dev'essere fresco e verde, senza nessuna traccia di seccatura. E' considerato secco quando diviene bianco, ma non è פסול Passul ~ inadeguato a compiere la mizwàh se non dopo che si secca per la maggior parte.

  2. Dritto. Il Lulav dev'essere dritto e non curvo, ma non è passul a meno che non sia incurvo sul davanti (cioè sul lato delle foglie) o sui lati. Quando s'incurva sul dorso è כשר Kasher ~ idoneo per compiere la mizwàh.

  3. Le Foglie unite. Le foglie del lulav devono essere unite l'uno l'altro e non separate una dall'altra, ma non è passul a meno che non sia separato e non salgono nella stessa direzione del lulav.

  4. La תיומת Tiomet. La tiomet è la foglia principale del lulav, che se viene aperta si trova duplice, poichè da lì comincia una simmetria. Non dev'essere piegata. Nel caso in cui lo fosse il lulav è Passul.

  5. Non bucato. Il lulav non deve avere un buco grande come un הימנק Hemenq - cioè tale che non si apra la punta della foglia centrale in due, perchè in tal caso con qualsiasi apertura è Passul. [E' possibile poi chiedere a un Rav se è possibile attaccarlo con un collante, poichè c'è chi permette e c'è chi vieta completamente - rimando al pamphlet per l'argomento]

  6. Non curvo. Le foglie superiori non devono essere curve, ma l'uso è di non renderlo passul a meno che la "spina dorsale" del lulav sia curva [, come ricordato al punto 2].

  7. Non secco. La punta della tiomet non dev'essere secca, ma anche nel caso lo sia non lo rende passul a meno che il lulav non sia secco per la maggior parte[, come ricordato al punto 1].

  8. Lunghezza. Il lulav dev'essere lungo 4 tefachim, corrispondenti a circa 40 cm; nel caso in cui gli hadasim e le 'aravot fossero lunghe più di 30 cm, c'è da prendere un lulav più lungo di esse di almeno 10 cm, poichè questa è la distanza che si deve porre tra queste due speci e tra il lulav.

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ארבעת המינים Arba’at HaMinim - 2.0 Introduzione a come Sceglierli

Argomento importante in questi giorni è sapere come scegliere gli Arba'at HaMinim, le quattro specie che formano quello che viene chiamato con il nome generale di לולב Lulav ~ foglie di palma, che è la specie che risalta maggiormente data la sua altezza (Sukkàh 37b).

Le quattro specie sono:
  1. לולב Il Lulav: un ramo di palma,
  2. ערבות ‘Aravot: (due rami di) salice,
  3. הדסים Hadassim: (tre rami di) mirto,
  4. אתרוג Etrog: un cedro.
Ognuna di queste specie ha delle norme di per sé e alcune norme comuni a tutto il gruppo.
Alcune norme in particolare valgono solo il primo giorno di Sukkot, nella quale la mizwàh del lulav è דאורייתא DeOraita ~ dalla Toràh direttamente, mentre nei giorni successivi è anche d'obbligo ma דרבנן DeRabbanan ~ stabilito in base al potere che i chakhamim hanno ricevuto dalla Toràh.
De facto, la distinzione tra i due casi non è quella dell'obbligo, poiché vigente in entrambi i casi, ma la presenza di facilitazioni nell'obbligo DeRabbanan.

In particolare, negli anni in cui il primo giorno di Sukkot cade di Shabbat Qodesh, abbiamo il divieto di usare il Lulav, rimanendo quindi solo l'obbligo nei giorni successivi, DeRabbanan.

In forma pratica la principale norma che è dipendente dall'obbligo DeOraita è la norma di הדר Hadar, cioè la bellezza. Nel primo giorno per essere כשר kasher ~ adatto alla mizwàh è necessario che sia bello secondo alcuni canoni riportati nello Shulkhan 'Aruch.

A seguito di questa breve introduzione vediamo ora le principali norme della scelta di ogni specie, in modo da ottenere un lulav kasher e completo secondo tutte le opinioni.

לרפואה שלמה לכל חולי עם ישראל

ארבעת המינים Arba’at HaMinim - 3. Come compiere la Netillat Lulav

E’ necessario sapere che tutti gli arba’at haminim sono necessari tutti per compiere la mizwàh, altrimenti non si esce d’obbligo dalla mizwàh. A priori le prime tre specie (lulav, ‘aravot e hadassim) dovrebbero essere legati l’un l’altro, e l’etrog unito a loro, ma בדיעבד bedi’avad ~ a posteriori anche se avesse sollevato singolarmente ogni pezzo avrebbe comunque compiuto la mizwàh [TH2 17:4].

Ci sono varie opinioni per come procedere con il lulav prima della berakhàh per non rischiare di recitare la berakhàh solo in una condizione di bedi’avad (cfr. 2. Berakhàh, il primo paragrafo).
La più semplice e soprattutto per molti versi meno rischiosa è la seguente [TH2 17:5]: prima della berakhàh, si prenda con la mano destra il lulav unito con le ‘aravot e gli hadassim e non prenda ancora l’etrog; benedica e subito prenda l’etrog, tenendo in basso l’okketz e il pittam in alto.
Gli ‘arba’at haminim vanno tenuti esattamente come crescono, perciò è necessario quest’ultimo accorgimento per il lulav.
Domanda comune è il perchè si prenda il lulav con la destra: la risposta è dipendente dall’importanza che si fornisce alla mano destra, sia a livello di פשט peshat ~ letterale poichè considerata mano più forte, sia a livello più profondo[1] poichè rappresenta il חסד chessed ~ bontà; pertanto le si dà la parte “maggiore” numericamente della mizwàh, quella del lulav, che con le specie cui è accompagnata rappresenta 3 specie su 4. Per questi motivi i sefaraditi usano che anche un mancino prenda il lulav con la destra e l’etrog con la sinistra, mentre i nostri fratelli ashkenaziti (mancini), che seguono maggiormente l’aspetto dello peshat, lo prendono con la propria mano più forte, la sinistra. In ogni caso bedi’avad esce comunque dall’obbligo [TH2 17:5].
Prima della berakhàh è bene anche preparare le proprie mani per compiere la mizwàh. Con ciò intendo che se qualcuno avesse dei guanti deve toglierli prima di prendere gli ‘arba’at haminim, poichè c’è chi dice che altrimenti non esce dall’obbligo della mizwàh. Allo stesso modo c’è chi dice che la stessa cosa valga per un anello; per quanto ci sia da facilitare è bene uscire d’obbligo secondo tutte le opinioni [TH2 17:8], poiché c’è chi sostiene [BIC 13], che sarebbe necessario tornare a rifare la nettillat lulav, avendo tolto l’anello.
  • Lo scuotere il lulav: nonostante in base alla regola in sè basti sollevare gli ‘arba’at haminim, in ogni caso è necessario effettuare anche il נינוע ninu’à ~ n.l. scuotimento del lulav. Il ninu’à dev’essere effettuato verso i quattro punti cardinali, sopra e sotto, ripetendo il singolo gesto di portare avanti e indietro per tre volte consecutive. Non bisogna effettuare il ninu’à scuotendo con forza (rischiando oltretutto di fare perdere pezzi a componenti più delicate come l’hadas e la ‘aravàh, rendendole pessulot), bensì in modo modesto e calma. Gli usi a questo punto sono diversi, e ognuno usi secondo il proprio. Solitamente i sefaraditi seguono l’opinione di Rabbenu HaAri HaQadosh Z”L, cioè in quest’ordine – sud, nord, ovest, sopra, sotto, est. In ogni caso comunque esce d’obbligo. Cosa che invece vale per tutti e quella di stare attenti a quando si scuote verso il basso di non rivolgere la punta del lulav verso il basso, ma lo tiene sempre nello stesso modo, spingendo solamente le mani verso il basso per tre volte consecutive. [TH2 17:9]
Bisogna inoltre ricordarsi che è vietato mangiare prima della berakhàh sul lulav [BIC 13]

Chag Sameach a Voi e alle Vostre famiglie

[1] Questa quesitone la cito solamente, ma per essere spiegata meglio meriterebbe una trattazione molto più lunga.

mercoledì 30 settembre 2009

Orari Sukkot 5770


Orari Primi due giorni di Yom Tov di Sukkot 5770
2/4 Ott '09– 15/16 Tishrè 5770

Entrata Shabbat Qodesh e Sukkot - Ven 2 Ott '09

Accensione lumi secondo giorno -Sab 3 Ott '09 - non prima delle

Uscita secondo giorno - Dom 4 Ott '09

Milano

18.33

19.42

19.40

Roma

18.35

19.38

19.36

Firenze

18.39

19.42

19.40

Ancona

18.30

19.33

19.31

Bologna

18.29*

19.41

19.27

Genova

18.48

19.51

19.49

Livorno

18.43

Non disponibile-

19.44

Napoli

18.28

19.31

19.30

Pisa

18.42

19.46

19.44

Torino

18.53

19.56

19.54

Trieste

18.15*

19.31

19.29

Venezia

18.34

19.37

19.35

Verona

18.39

19.42

19.40


* vi sono alcune contraddizioni nel lunario ebraico 5770 per questi orari :sulla colonna entrata di Shabbat per Bologna:19.38 e Trieste:18.28 mentre per entrata Sukkot Bologna:19.29 e Trieste: 18.15. riporto quindi nella tabella gli orari segnalati come entrata di Sukkot.

Orari tratti dal Lunario ebraico 5770

Attenzione:

Il primo giorno si accenda entro l’ora indicata.
Il secondo giorno non prima dell’orario indicato.
Dato che è vietato creare un fuoco nuovo durante Sukkot,è necessario per accendere il secondo giorno far passare il fuoco da un fuoco acceso in precedenza. Pertanto si utilizzi il lume acceso prima dell’entrata del primo giorno che duri non meno di 26 ore, affinchè possa utilizzarlo .
Quando si passa il fuoco si stia attenti a non spegnere la candela con cui si effettua il passaggio del fuoco, ma lo si lasci spegnere da solo (per esempio: ponendolo su carta argentata).

La stessa cosa vale per cucinare.

Shabbat Shalom e Chag Sameach

ארבעת המינים Arba’at HaMinim - 2. La Berakhàh

E’ una halakhàh ampiamente conosciuta che subito dopo la berakhàh per una mizwàh si passi all’azione (Pessachim 7b) senza interruzione nè a gesti nè tantomeno a parole.
Nel caso in cui avesse dimenticato di recitare la berakhàh prima della netillat lulav, c’è chi sostiene [TH2 17:1] possa benedire anche dopo l’Halllel, fino a prima di aver terminato le hoshanot, visto che la mizwàh non si è ancora conclusa. Una volta concluse le hoshannot per quel giorno non può recitare la berakhàh.

[TH2 17:2] La berakhàh si conclude con אשר קידשנו במצותיו וציונו על נטילת לולב “...asher Qiddeshanu bemizwotav, vezivvanu ‘al netillat lulav”. Il primo giorno in cui è possibile compiere la mizwàh del lulav si reciti anche la berakhàh di “Sheechejianu” come stampato nei machazorim, subito dopo la berakhàh del lulav.
Nei casi in cui il primo giorno di sukkot cada a Shabbath Qodesh (come quest’anno 5770), queste due berakhot passano al secondo giorno, poichè nel primo giorno non è possibile compiere la mizwàh del lulav. Nel caso in cui avesse dimenticato di recitare sheechejianu la prima volta possibile, lo reciti il primo giorno possibile; il termine massimo è il 7° giorno, Hoshanàh Rabbàh, ultimo giorno relativo alla mizwàh di lulav.

[TH2 17:3] La berakhàh e la netillat lulav relativa sono da compiersi in piedi; בדיעבד bedi’avad ~ a posteriori se l’avesse fatta seduto ne è uscito dall’obbligo. La stessa cosa vale per una persona anziana o malata che abbia difficoltà nello stare in piedi. [BIC 14] C’è invece chi sostiene che sia necessario anche per queste categorie recitarla in piedi.

[TH2 17:4] Nel caso avesse trovato un lulav solo in mezzo alla recitazione dell’Hallel, interrompa tra i capitoli dell’Hallel e benedica facendo il נינוע ninu’à ~ n.l. scuotimento del lulav successivo; prosegua quindi con la recitazione dell’Hallel.

Chag Sameach a Voi e alle Vostre famiglie

martedì 29 settembre 2009

ארבעת המינים Arba’at Haminim - 1.Introduzione

Durante sukkot si prendono gli ארבעת המינים arba’at haminim ~ le 4 specie di cui è composto il lulav: il lulav stesso (un ramo di palma), 2 ‘aravot (salici), 3 hadassim (mirti), 1 etrog. La loro unione è spesso chiamata lulav.

Esenti e Obbligati
In generale tutti sono obbligati, ma abbiamo tra gli esenti le donne, poichè una mizwàh dipendente dal tempo. Tutti sono d’accordo a questo punto che se compie la mizwàh, in ogni caso ha del merito su questa; nasce invece discussione se è lecito che reciti la benedizione (e questo è il minhag della maggior parte delle comunità ashkenazite, seguenti il Ramà), oppure se quando viene recitata è considerata come ברכה לבטלה berakhàh levattalàh ~ benedizione invano (opinione del Rambam e di Maran nello Shulchan Aruch) pertanto ognuno segua l’uso dei propri padri poichè ognuna delle due opinioni ha solide basi su cui appoggiarsi. [cfr. TH2 9:1]

Un bambino che è capace di scuotere il lulav è necessario che il padre lo educhi verso questa mizwàh fornendogli gli ‘arba’at haminim affinchè la compia.

Il Tempo della Netillat Lulav
La mizwàh della netillat lulav si deve compiere nell’arco del giorno, dal sorgere del sole fino al tramonto. Bedi’avad c’è da considerare uscita d’obbligo una persona che l’abbia compiuta dopo l’alba, e la stessa cosa vale quando una persona si trovi in condizione di difficoltà; allo stesso modo anche fino ad entro 13 minuti e mezzo dal tramonto è possibile continuare. [cfr. TH2 10:1]

C’è chi usa effettuare la netillat lulav prima di recitare la teffillàh, per compiere la mizwàh in sukkàh. C’è invece chi usa effettuarlo dopo, poichè la mizwàh della lettura della Qeriat Shem’à è più frequente, e seguiamo la regola del תדיר ושאינו תדיר, תדיר קודם “Tadir veshenò tadir, tadir qodem” ~ “(Tra il) frequente e il non frequente, il frequente ha la precedenza” [TH2 9:2]

A Shabbath Qodesh non si compie la mizwàh del lulav, per una גזרת חכמים ghezerat chakhamim ~ decreto rabbinico, a causa del sospetto qualcuno lo possa trasportare in territorio pubblico, e incorrere in un divieto direttamente della Toràh.[TH2 10:3]
Chag Sameach a Voi e alle Vostre famiglie

Fonti principali per gli argomenti qui e nei prossimi articoli sull'argomento trattati: Torat Hamo’adim “Sukkot” = TH2; (Shulchan Aruch volume) Orach Chajim = O.C.; Mishnàh Beruràh = MB; Ben Ish Chai [Haazinu] = BIC, Halichot ‘Olam su BIC = HO.

mercoledì 8 aprile 2009

אסרו חג Issru Chag

Il giorno successivo il termine di una festa dei שלש רגלים Shalosh Regalim, spesso tradotti come tre pellegrinaggi, tali פסח Pessach, שבועות Shavu'ot e סוכות Sukkot, è chiamato אסרו חג Issru Chag[; riportato da Maran nel Bet Yossef OC 429 e Ramà nella Mappàh OC 429:2].

Poichè la durata della festività varia tra Eretz Israel e fuori, in cui si aggiunge un giorno, il giorno di Issru Chag è variabile a seconda del luogo in cui ci si trova.

Cos'è Issru Chag
Diversi motivi si sono dati al giorno di Issru Chag. Qui di seguito ne portiamo alcuni [in base al Pitchè Teshuvàh 429:6]:
  1. Allegria da Bet Ha-Miqdash. Quando il Bet Ha-Miqdash era ancora in piedi תובב"א, chi vi si presentava per i Shalosh Regalim utilizzava questo giorno per tornare a casa, pieni di allegria per il guadagno spirituale [חתם סופר Chatam Sofer]
  2. Per i fratelli che stanno fuori da Eretz Israel. il Rav שדי חמד Sedè Chemed [כללים מערכת א פאת השדה אות קנד] riporta che l'uso è nato in Eretz Israel, perchè i non ebrei non dicano che ci siano differenze tra Eretz Israel e fuori, si è cominciato a festeggiare Issru Chag nel giorno in cui fuori da Eretz Israel era ancora Yom Tov.
  3. Mistica. Nel שו"ת Shut (acronimo di Sheelot uTshuvot, cioè testo di risposte halakhiche, normalmente tradotto con il termine Responsa) Toràh Lishmàh [140], attribuito a Rabbenu Yossef Chajim ז"ל, riporta che secondo i testi dell'Arì ז"ל in questo giorno c'è ancora parte dell'atmosfera spirituale dei giorni di Yom Tov precedenti.

Usi e costumi

Sono diversi gli usi riportati per questo giorno, dipendenti anche dalla motivazione di cui sopra:

  1. Mangiare una Seudàh. In onore dell'importanza della giornata. Così scrive il Ramà (Mappàh OC 429:2)
  2. Indossare Vestiti di Yom Tov e Astensione dal lavoro in pubblico. Il Pitchè Teshuvàh [429:6:29] riporta a nome del Darchè Chajim VeShalom che questo era il מנהג Minhag ~ uso di persone più elevate a Yerushalaym ת"ו. Sicuramente non è d'obbligo.
  3. Astensione dal lavoro tranne in caso di perdita economica. Così riporta nel Shut Toràh Lishmàh [141] di cui sopra. Anche questo non è d'obbligo.