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martedì 15 marzo 2011

La Meghillàt Ester – Ogni Azione ha le sue Conseguenze

Il Ramchal (Rabbi Moshèh Chajim Luzzato ז"ל, grande Chakham ~ saggio e Mequbbal padovano di due secoli fa) introduce la sua opera מסילת ישרים “Messilat Yesharim” dicendo di voler trattare principalmente temi che sono molto “conosciuti” agli occhi degli uomini, perchè proprio per questo motivo spesso sono poco approfonditi, perchè ritenuti evidenti. 
Su questa scia Rav Eliahu Dessler ז"ל (Mikhtav MeEliahu 1, 76) illustra diversi esempi di questo concetto attraverso la meghillàt Ester. 
Prendiamo in considerazione uno di questi, un dettaglio che spesso sfugge alla semplice lettura; il periodo coperto dalla meghillàh: 9 anni. 

Chi penserebbe che qualcosa fatto 9 anni prima abbia conseguenze oggi? 

Chi penserebbe che l’andare alla se’udàh del re Achashverosh, disobbedendo all’ordine dei חכמים chakhamim ~ saggi della generazione, possa portare alla potenziale distruzione completa di tutto un popolo in un giorno solo? 

Questo non è l’unico fatto che a distanza di tempo porta a conseguenze apparentemente abnormi: tutti i fatti e personaggi della meghillàh hanno radici più lontane. 
Ad esempio (in breve):
  • Hamman הרשע Harash’à ~ il malvagio discende da ‘Amaleq Harash’à, che sarebbe dovuto essere estirpato secoli prima da Shaul HaMelekh ע"ה; quest’ultimo ha atteso una notte più del dovuto prima di uccide il re Aggag, ultimo discendente di ‘Amaleq. Durante questa notte il re Aggag ha fatto in tempo a far concepire un figlio ad una schiava, concepimento dalla quale discenderà Hamman Harash’à. Quindi se non fosse stata attesa questa notte di troppo, non ci sarebbe stato secoli dopo Hamman Harash’à.[Shemuel A, cap 15]
  • [in base a Meghillàh 13b] “Era risaputo dinnanzi ad HQB”H (IS”L) che Hamman, il malvagio, avrebbe portato dei sheqalim per (corrompere il re Achashverosh affinché gli permettesse di terminare in modo definitivo) la questione con il popolo d’Israel, perciò ha anticipato i loro (del popolo) sheqalim rispetto ai suoi (di Hamman il malvagio)”. Vediamo qui che gli sheqalim di secoli prima, della generazione del deserto, permettono di creare una sorta di “difesa” spirituale per ciò che è avvenuto ai tempi di Hamman Harash’à.
  • David HaMelekh ע"ה, è stato appena detronizzato dal figlio Avshalom con un abile colpo di stato. Come se ciò non bastasse, ora David haMelekh ע"ה è inseguito perché il figlio vuole completare l’opera uccidendolo. In questo contesto David haMelekh ע"ה viene maledetto “pesantemente” da un grande chakham della generazione: Shim’ì Ben Gheràh, capo del Sanhedrin, lo stesso grande chakham che in futuro sarà maestro di suo figlio Shelomò Hamelekh ע"ה. Nonostante l’offesa, nonostante la possibilità di rispondere (e di uccidere Shim’ì, visto che aveva mancato di rispetto al Re), David הע"ה preferisce lasciare correre, dicendo che è HQB”H IS”L ad aver detto che doveva maledirlo, e lasciando Shim’ì Ben Gheràh in vita per tutta la generazione. [cfr. Shemuel B cap. 15-16] Da Shim’ì discenderanno sia Mordechai che Ester. Se David HaMelekh ע"ה non avesse lasciato correre, non sarebbero nati, e attraverso chi sarebbe arrivata la Gheullàh? 

Questi sono alcuni esempi legati alla meghillàh, nei quali possiamo osservare in modo evidente che le nostre azioni, nel bene e nel ‘meglio’, possono avere conseguenze non solo a distanza di qualche ora, giorno o mese, ma addirittura di anni o generazioni. 

Spesso pensando a questo si evitano molti errori. 

Sapendo che le brutte azioni vengono sempre pagate, se non ora, dopo... e d’altra parte che quelle buone hanno sempre dei frutti positivi, che possono arrivare a difendere persino i nostri discendenti dopo millenni.

Questo è uno dei temi principali sottolineati dalla meghillàh.

Non è necessario esplicitare che ci sono millenni di azioni precedenti che portano a Purim; il popolo comprende da solo che tutte le azioni hanno delle conseguenze, spesso a lungo termine, e che non è sempre possibile alla moltitudine capire quali sono le cause che hanno portato a determinate conseguenze (il popolo pensava che non andando alla se’udàh si provocasse chillul HaShem chas veshalom). 
Ciò che è chiaro è che per evitare tali spiacevoli potenziali conseguenze è necessario comportarsi secondo l’halakhàh, o ancora meglio, לפנים משורת הדין lifnim mishurat haddin, cioè stando attenti a fare anche più del dovuto, esattamente come ha fatto David HaMelekh ע"ה non uccidendo Shim'i Ben Gheràh.

Ogni azione ha delle conseguenze...

... pertanto cominciamo bene compiendo le mizwot legate a Purim come si deve; per farlo dobbiamo conoscerne gli aspetti halakhici, molto più di quelli “midrashici”. 
Quattro sono le mizwot principali: (1) Miqrà Meghillàh, (2) Mattanot Laevionim, (3) Mishloach Manot e (4) Se’udàh di Purim. Legate a queste ci sono altre mizwot, alcune delle quali tratteremo בס"ד strada facendo... (E' sufficiente cliccare sulla Mizwàh per trovarsi il dettaglio delle loro Halakhot; per le note sulla Tefillàh - clicca qui e altri מנהגים minhaghim ~ usi)

Purim Sameach!

Purim: מנהגים Minhaghim - usi vari

-          E’ bene mangiare semini per ricordare quelli mangiati sia da Daniel [Daniel 1-2] che da Ester [Meghillàh 16b] durante il periodo in cui erano sottoposti al rispettivo re e non volevano mangiare non kasher, e per questo HQB”H IS”L gli ha fatto dei miracoli [Ramà OC 695:2, BIC  19 e HO, TH4 11:8]; Daniel compare anche nella meghillàh con il nome di התך Hattakh [CHS :25, cfr inoltre Massekhet Meghillàh]
-          E’ meglio non lavorare per nulla di Purim per potersi occupare delle mizwot relative al giorno stesso. In un posto dove è uso comune non lavorare è vietato. In un luogo in cui non c’è un uso si sappia comunque che il lavoro di tale giorno non porta berakhàh (OC 696:1). In ogni caso è obbligatorio evitare almeno temporaneamente di lavorare per sentire la meghillàh e compiere le altre mizwot.
-          E’ un bell’uso scrivere “’Amaleq” עמלק e “Hamman” המן Hareshàim su un foglio e dopo averli pestati, cancellare la scritta immergendo il foglio nell’acqua sporca o nella birra. [BIC 20 vedi ivi]
-          E’ bene indossare a Purim abiti di Shabbath Qodesh o altri abiti pregiati, e non abiti “quotidiani”. “Questo è il giorno che ha fatto Hashem, gioiamo e siamo lieti.” [BIC 22, Ramà 695:2]
-          Anche il 15 di Adar (Purim Shushan) non si recita il tachanun nella teffillàh. Nelle città cinte di mura ai tempi di Yehoshu’a si festeggia Purim solo in questo giorno, e non il 14 come nel resto del mondo. [OC 698:1]
-          O.C. 429:1 “Si comincia a chiedere (e studiare) le halakhot di Pessach 30 giorni prima Pessach.” Tale giorno è Purim. Solitamente si usa dire questa Halakhàh nella Se'udàh stessa!(Acharonim sullo O.C., MB :2).

פורים שמח Purim Sameach

Purim: סעודת פורים Se’udàh ~ “banchetto” di Purim

-          Quando: Non si esce d’obbligo mangiandola la sera (né precedente né successiva). [OC 695:1] Almeno la maggior parte della se’udàh dev’essere mangiata durante il giorno e durante il pasto è necessario fare devar Toràh. Prima della se’udàh,  לכתילהlechatechillàh ~ a priori, sarebbe bene pregare la teffillàh di Minchàh, possibilmente il prima possibile [1].[Ramà 695:2]
-          Chi? Come tutte le mizwot di Purim sia gli uomini che le donne hanno l’obbligo di compierle. E’ bene educare anche i bambini a questa mizwàh [TH4 11:7, Ramà 695:4]
-          Sarebbe bene studiare sia prima che durante la se’udàh. [Ramà :2] In una di queste occasioni è bene iniziare a studiare le halakhot di pessach, per compiere lo studiare “30 giorni prima di pessach, le halakhot di pessach” [OC 429:1; Pessachim 6]
-          Nonostante non sia strettamente obbligatorio effettuare la se’udàh a base di pane, è sicuramente meglio essere rigorosi [TH4 11:2] così da uscire dall’obbligo secondo tutte le opinioni.
-          Ci si ricordi di recitare come si deve la birkat hamazon che è una mizwàh דאורייתא deoraita ~ (esplicita nella) Toràh haqqedoshàh. In questa è necessario aggiungere על הנסים ‘al hanissim persino se ha terminato la se’udàh durante la notte, poiché si segue l’inizio della se’udàh.[OC 695:3]. Il Torat HaMo'adim (4 11.5) riporta che ciò vale a condizione non abbia ancora recitato la teffillàh di ‘arvit; altrimenti non la ricorda.

Note sulla mizwàh di bere vino:
-          La mizwàh consiste nel bere vino durante la se’udàh e non altri alcolici [2].
-         Sul bere è conosciuto che bisogna arrivare “fino a che non distinguere l’ ארור Arur ~ il maledetto Hamman dal ברוך Baruch ~ benedetto Mordechai” [OC 695:2], ci sono varie opinioni sul quale sia il limite. Secondo praticamente tutte le opinioni però non si deve arrivare a bere tanto da non comportarsi più secondo l’halakhàh. Inoltre è necessario essere lucidi durante la teffillàh di ‘Arvit (tanto più shacharit del giorno successivo) poiché si parla davanti ad HQB”H IS”L. Pertanto l’opinione migliore da seguire probabilmente è quella del Ramà, che consiste nel bere più di quanto si sia abituati ed andare a dormire subito dopo.

Ogni tanto c'è confusione su un punto - non c'è alcun permesso di fare 'averot in stato di ubriachezza, ivi compresa quella di fare danni a proprietà privata altrui. C'è però un'esenzione (in determinati casi) a risarcirli secondo alcuni poseqim. Bisogna però stare attenti - oggigiorno ciò provoca Chillul HaShem - e ciò non ha un'esenzione neppure nel giorno di Purim!


[1] Ci sono minjianim di minchàh anche intorno alle 13.00. Informatevi presso il vostro bet hakenesset di fiducia.
[2] Così ho sentito da una lezione di Halakhàh di Rav Ben Tzion Mutzaffi Shalità. 

Purim: משלח מנות Mishloach Manot ~ invio delle porzioni (di cibo)

-          Quando: necessariamente di giorno, preferibilmente dopo la lettura della Meghillàh. Se compiuta di notte non si è usciti dall’obbligo. [Ramà 695:4]
-          Quantità: E’ necessario inviare almeno due tipi di cibo pronti per il consumo ad almeno una persona. E’ bene, se possibile, realizzarne almeno uno di questi mettendo due appositi contenitori per i vari tipi di cibo, per uscire anche dall’obbligo secondo chi pensa che sia sempre necessario. [BIC 16 e HO]
-          A chi? E’ necessario inviare a degli adulti (dai 13 gli “uomini” e dai 12 le “donne”). Si stia inoltre attenti a dare le mishloach manot solo a persone del proprio sesso, per evitare problemi dovuti ad eventuali “chashash qiddushin” ~ dubbi di fidanzamento. [Ramà 695:4, BIC 17]
o        Un  אבלAvel ~ n.l. in lutto: se è in lutto per i genitori entro i 12 mesi, per gli altri parenti prossimi entro i 30 giorni, deve inviare 1 solo mishloach manot e a priori non riceva (poiché la mizwàh consiste nel dare, non nel ricevere) [BIC 18]

Purim - Note sulla Tefillàh

  • ‘Arvit: poiché è motzaè Shabbat Qodesh si segue questo ordine – dopo la ‘amidàh, il chazan recita il Qaddish e si legge la Meghillàh. Ci sono diversi usi riguardanti il cominciare a leggere “Shuvàh” e “Yoshev Beseter” prima della lettura e relativi al recitare o meno la berakhàh di "Borè Meorè Haesh" prima della lettura. Ognuno di questi minhaghim ha su cosa appoggiarsi, e ognuno segua il proprio. Secondo tutte le opinioni dopo la meghillàh si deve leggere Veattà Qadosh, e farlo seguire dalla fine di ‘Arvit. Non si salta “Shuvàh” e “Yoshev Beseter” secondo tutte le opinioni, poiché Purim non è considerato al pari di Yom Tov (nel quale si saltano secondo alcuni poseqim).
  • ‘Al Hanissim: è necessario aggiungere “‘al hanissim” sia nella birkat hamazon che nella berakhàh di Modim nell’“amid’à”. Nel caso non si sia recitata e si sia completata la berachàh relativa non si torna indietro.
  • Tachanun: sia il 14 che il 15 non si recita tachanun (unica halakhàh che vale in tutti gli Adar!).
  • Shacharit: dopo il qaddish successivo all’amidàh si estrae il sefer e si legge “Vayavò Amaleq”, seguito da ashrè e la prima parte di Uva Letzion [fino a Veattà Qadosh] dalla lettura della meghillàh. C’è chi usa leggere entrambi i brani dopo la meghillàh. C’è chi usa aggiungere il mizmor ~ salmo 22 למנצח על אילת השחר “Lamatzeach ‘al ayelet hashachar” (che trovate qui traslitterato in italiano) dopo il mizmor del giorno, per i sefaraditi subito prima di Hoshi’enu.  Al suo termine si continua la teffillàh come di consueto. [OC 693:1-4 e TH4 7:9-11]. 
  • Si ricorda inoltre che si mettono i teffillin come di consueto (e si devono toccare poi durante la lettura della Meghillàh alla parola ויקר Viqqar!).



Basate principalmente su Kaf HaChajim Sofer Orach Chajim 693.

Purim: מקרא מגילה Miqrà Meghillàh ~ Lettura della Meghillàh

  • In cosa consiste: è necessario leggere la meghillàh in due momenti, la sera e il giorno.
  • Chi? Tutti sono obbligati a sentire la lettura della Meghillàh: uomini & donne. Queste ultime escono d’obbligo solo sentendo la lettura da un uomo. Inoltre non si esce d’obbligo dalla lettura di un pazzo o di un bambino (sotto i 13 anni). (BIC 1-2)
  • Bambini: sarebbe bene abituare i bambini a sentire la lettura della meghillàh [OC 689:1], a condizione che questi stiano già arrivati all’età del חנוך chinnukh ~ educazione (da circa 5-7 anni a seconda della capacità di comprendere del bambino) [CHS 689:6, MB :3] e che non siano bambini che disturbano gli altri [CHS :27, Maghen Avraham :11, MB :17] in particolare se il loro unico scopo è rumoreggiare ogni volta che si sente il nome “Hamman” provocando il distogliere dell’attenzione da parte degli altri. [MB :18], bensì lo scopo dev’essere quello di abituarli a compiere la mizwàh di פרסומי ניסא pirsumè nissà ~ diffondere il miracolo [MB :6, CHS ;27]
  • Quando: La lettura della Meghillàh deve avvenire in due momenti, la sera ed il giorno. In ambedue i periodi è meglio leggerla il prima possibile.
    • La notte: לכתחילה lekhatechillàh ~ a priori dall’uscita delle stelle fino all’alba . [CHS 687:4;7]
    • Il giorno: lekhatechillàh dopo il sorgere del sole fino al tramonto, בדיעבדbedi’avad ~ a posteriori se si è letta prima dall’alba si esce d’obbligo. [OC 687:1]
    • Se non si è letta entro il tramonto, la si legga senza recitare le ברכות berakhot ~ benedizioni relative, se invece comincia a leggerla prima del tramonto può recitarle. [TH4 5.2]

Dettagli sulla mizwàh della Miqrà Meghillàh

  • E’ necessario sentire integralmente tutta la meghillàh, parola per parola [BIC 6]. Per questo motivo molti poseqim [MB 689:19, CHS :27] riportano che sarebbe bene che ognuno possedesse una meghillàh כשרה kesheràh propria; sempre per questo motivo è assolutamente vietato parlare durante la lettura [OC 692:2]
  • La meghillàh lekhatechillàh dev’essere letta completamente da una meghillàh kesheràh, parola per parola dal testo. [OC 690:3] In particolare si stia attenti alla lettura dei 10 figli di Hamman, che spesso nella fretta di leggerli in un solo fiato si rischia di leggere a memoria le parole ואת“veet”, provocando così che si esca d’obbligo solo bedi’avad poiché considerata come letta a memoria. Infatti bedi’avad può essere letta fino a metà meghillàh a memoria [OC 690:3 cfr ivi per maggiori dettagli].
  • Chi non possiede una meghillàh kesheràh è necessario che stia in silenzio, solo a sentire; non dia quindi “aiuto” al chazan durante la lettura, affinché non perda un pezzo. [OC 690:4] Il Ramà aggiunge che per questo motivo il chazan rilegge i versetti che vengono letti ad alta voce dal pubblico, in modo tale che escano tutti lekhatechillàh dalla sua lettura.
  • Nel caso si sia persa qualche parola è possibile recuperarla immediatamente raggiungendo il chazan leggendo le parole perse, anche da un חומש chumash. (BIC 6 e vedi MB 690 su OC :3)
  • E’ necessario che il chazan abbia intenzione di fare uscire dall’obbligo il pubblico, e che il pubblico pensi di uscire d’obbligo. [OC 690:14] Infatti per ogni berakhàh / mizwàh in cui vale il principio di far uscire altri d’obbligo, prelude che chi fa la berakhàh / mizwàh abbia l’intenzione di farli uscire dall’obbligo, e che loro l’intenzione di uscirne, stando attenti in particolare all’esecuzione della berakhàh ed evitando di parlare o fare altre interruzioni fino alla conclusione delle berakhot alla fine della meghillàh.
  • Le parole devono essere necessariamente sempre lette nell’ordine. [OC 690:6]
  • Colui che “sonnecchia”: se è lettore esce d’obbligo bedi’avad, se invece ascolta semplicemente la deve risentire (senza benedire). E’ necessario stare attenti ad essere ben svegli durante la lettura. [OC 690:12; BIC 3]
  • Si recitano tre benedizioni: על מקרא מגילה “’Al Miqrà Meghillàh”, שעשה נסים “She’asàh Nissim” e שהחיינו “Sheechejianu” [OC 692:1]. Il חזןchazan ~ ufficiante, le recita sicuramente in piedi. Il dover stare in piedi del pubblico è determinato dall’uso locale (BIC 4 e HO ivi). In ogni caso solo il chazan lekhatechillàh deve stare in piedi durante la lettura stando attento che la meghillàh, già aperta, non strisci per terra (BIC 4). Chi vuole uscire dall’obbligo della lettura seguendo quella del chazan lechatechillàh non risponda “baruch hu uvaruch shemò”, ma dica semplicemente “Amen” alla fine di ogni berakhàh.
  • E’ noto l’uso di battere i piedi (solo quelli) ogni volta che viene ricordato il nome di Hamman Harash'à ~ il malvagio. E’ doveroso limitare questa “attività” ad un tempo minimo, tale da non far perdere, per se stessi e per gli altri, la possibilità di sentire la meghillàh come si deve. Segnalo pertanto una variazione dell’uso secondo ciò che indica il BIC (10), battendo i piedi la prima e l’ultima volta in cui compare il nome di Hamman harash'à.
  • E’ bene che stiano vicino al chazan due persone, rispettivamente alla sua destra e sinistra (BIC 12).
  • Quando si legge la parola ויקר “Vyqar” (Ester 9,16) si tocchino i teffillin (di giorno).
  • Non si possono recitare le berakhot (né iniziali né finali) quando ci si occupa di altro, in particolare il “ri - arrotolare” la meghillàh, ma termini prima di riarrotolarla e poi benedica
  • E’ vietato mangiare prima della lettura, a partire da mezz’ora prima del tempo in cui è possibile leggere la meghillàh, sia la sera che la mattina. Il divieto è valido anche per le donne. In particolare il Torat HaMo'adim (vol 4) sostiene che il divieto di mangiare consiste solo nel mangiare più di una betzàh (circa 54 gr – cfr. nota successiva sulla misura della betzàh) di pane o di פת הבא בכיסנין pat habàh bekisanin . Una quantità minore, o altri cibi e bevande secondo la sua opinione sono permessi. In ogni caso è bene essere rigorosi e non mangiare nulla. [TH4 5:22] SI STIA PERO' ATTENTI A NON PASSARE LA GIORNATA A DIGIUNO - cosa vietata.
  • E’ vietato andare a dormire prima della lettura, esattamente come è vietato mangiare. [TH4 5:22]

giovedì 30 dicembre 2010

Purim Aggiunti - Tripoli: Purim Ashrif e Purim Burgiul


לרפואה שלמה לכל חולי ע"י

Ogni persona a cui sia avvenuto un נס גלוי Nes Gallui ~ Miracolo Evidente deve festaggiare in tale giorno.

Ogni Comunità Ebraica del Mondo decreta un giorno di festa nel giorno in cui è avvenuto un determinato נס גלוי Nes Gallui ~ Miracolo Evidente che ha salvato la comunità da una determinata minaccia.

Molto spesso questi giorni sono chiamati con il nome di "Purim" - con un suffisso che ne ricorda il Nes particolare.

In particolare i tripolini hanno 2 Purim aggiunti, chiamati פורים אשריף 'Purim Ashrif' e פורים בורג'ול 'Purim Burgiul' rispettivamente il 23 e il 29 di Tevet.

Lo Shabbat precedente si legge dopo il קדיש תתקבל 'Qaddish Titqabal' subito dopo la Teffillàh Shakharit una cantica chiamata מי כמוכה 'Mi Kamokhà', dedicato all'evento, similmente a quanto avviene durante lo Shabbat che precede Purim. Faccio notare che chi non ha la possibilità di leggerlo in quel momento può leggerlo anche successivamente, e certamente non deve perdere la lettura in pubblico della Toràh HaQedoshàh per leggerlo. E' possibile trovare il testo del Mi Kamokhà nel libro "Minhaghè Luv", nel capitolo relativo ai "Minhaghè Purim".

Il giorno stesso di Purim:
  • si usa regalare delle משלוח מנות Mishloach Manot ad almeno un ebreo (tripolino, poichè gli altri non hanno nessuna Mizwàh)
  • evitare di lavorare se possibile, a meno che l'astenersi dal lavoro non sia fonte di perdita o in altre condizioni in cui è possibile lavorare di Chol HaMo'ed.
  • non si recitano i תחנונים Tachanunim e si legge al loro posto a Shakharit due Mizmorè Tehillim il מן המצר "Min HaMetzar" (Tehillim 118) e l'הלל הגדול Hallel HaGadol (Tehillim 136). [Si deve chiarire un concetto - nel caso in cui il pubblico reciti i Tachanunim è necessario recitarlo per tutto il pubblico - quindi i casi in cui è possibile non recitarlo è solo quando una persona non ha minjian (ma è meglio avercelo) oppure quando il minjian è di tripolini che stanno seguendo.]

Questo uso è strettamente tripolino e non ha senso che gli altri lo facciano, poichè non hanno attinenza al Nes avvenuto, quindi non hanno alcuna Mizwàh a compiere tali gesti. Inoltre non è bene perdere i tachanunim, fissati come elemento della Teffillàh tra i più importanti.

Segue la storia dei Purim Tripolini aggiunti in breve:

Purim Ashrif

Nell'anno 5465 ('705 E.V.) è stato offeso l'onore di un governatore tunisino, chiamato Abrahim Ashrif שר"י. I pirati libici guidati dal governatore libico (ex-generale che ha preso il governo con la forza) hanno depredato una nave contenente doni dal governo egiziano destinati al governo tunisino. Per vendicare l'affronto subito, Ashrif porta in Libia 10.000 soldati scelti con lui in testa, con lo scopo di fare strage in tutta Tripoli a mano armata, senza alcuna distinzione.

Al solo sentire la cosa gli sono state offerte cifre da capogiro per non attuare la minaccia, senza risultato. Il governatore libico tenta di fare opposizione, ma invano, poichè gran parte delle sue truppe sono morte in una pestilenza avvenuta poco prima. Dopo la sua caduta, gli abitanti di Tripoli e circostanti hanno cercato di attenuare i bollori di Ashrif, cercando di convincere uno dei suoi generali a parlargli per ottenere pace; sforzo inutile, poichè Ashrif voleva completare la sua vendetta.

La comunità ebraica di Tripoli, con in testa il Dayan Rabbenu Yossef 'Aghiv ז"ל, ha decretato giorni di digiuno pubblico, tra i lavori di difesa della città. L'assedio è durato diversi mesi, mentre il Rash'à ha intanto distrutto le periferie, con violenze saccheggi e distruzioni. Nel mandare duemila soldati in avanscoperta, nel mese di Kislev si è ritrovato con un massacro tra i suoi militi che sono stati scoperti, provocando un effetto di disagio tra i commilitoni rimasti.  Dopo un mese, il 23 di Tevet il governatore Ashrif è fuggito definitivamente senza ragione apparente. La Minaccia è scampata e i chakhamim hanno fissato tale giorno di festeggiamenti come Purim per tutte le future generazioni!

Purim Burgiul

Nell'anno 5553 ('793 E.V.).  Alì Burgiul שר"י, arriva con 9 navi di milizie dalla Turchia e effettua un colpo di stato con cui governa per 2 anni, opprimendo le persone per mezzo di violenze e abusi al fine di estorcere denaro,  in particolare gli ebrei a Tripoli יע"א . Nel 5555 ('795 E.V.) dopo aver ferocemente ucciso 2 giovani ebrei al rogo e aver sottomesso gli ebrei e costretto persino i bambini a lavori forzati e a fare חילול שבת Chillul Shabbat ~ sconsacrazione dello Shabbat per soddisfare la sua smania di ricchezza, ha subito una rivolta popolare che l'ha costretto a scappare, facendo smettere le oppressioni. Portando quindi salvezza a tutti gli ebrei, in particolare a chi aveva subito l'ingiusto decreto. La storia completa viene descritta nel Mi Kamokhà di Rav Avraham Khalfon ז"ל, grande rabbino tripolino dell'epoca.

Purim Sameach a Tutti!

giovedì 11 febbraio 2010

Chodesh Adar 5770

Rosh Chodesh dura 2 giorni: nel 5770 cade il 30 Shevat (dom 14 feb) e il 1 Adar (lun 15 feb).
Non si recitano Tachanunim e si recita l'Hallel incompleto, seguito dalla lettura del Sefer Toràhe da Mussaf di Rosh Chodesh; oltre ad aggiungere il brano di "Ya'alè Veyavò" nella 'amidàh e nella birkat Ha-Mazon.

Il Molad: cade la sera di dom 30 Shevat (14 feb) alle 2.27 e 11 chalaqim

Pertanto la Birkat Ha-Levanàh:
  • Per i sefaraditi e gli ashkenaziti che attendono 7 giorni completi inizia: la sera dell'8 Tevet (tra dom 21 e lun 22 feb).
  • E termina: la notte del 14 Adar (tra sab 27 e dom 28 feb) [poichè è recitabile fino alle 20.49 israeliane della sera successiva], quindi è recitarla il prima possibile, e non attendere Motzaè Shabbat Qodesh, ultima sera disponibile.
Date da ricordare (e dettagli in brevissima):

1. Shovavim TT
Tutto il periodo a partire dalla parashàh di Shemot fino a quella di Mishpatim o Tezzavè a seconda degli usi, è chiamato Shovavim (TT) che è l'acronimo del nome delle Parashot in quel lasso di tempo: Shemot, Vaerà, Bo, Beshallach, Yitrò, Mishpatim (Terumàh e Tezzavè). Nel mese di Adar abbiamo appunto queste due settimane aggiunte di Terumàh e di Tezzavè.
Queste settimane sono più indicate di altre per la Teshuvàh su polluzioni sprecate non a fine di mizwàh. Ci sono vari usi su come organizzare in queste periodi di digiuno, in particolare l'uso italiano era quello di digiunare ogni lun e gio, come testimonia Rav Eliahu Mani ז"ל nel testo Qarnot Tzaddiq.
Come ogni periodo di digiuno non obbligatorio è opportuno aumentare in tali giorni lo studio della Toràh, Teffillot e Tzedaqàh.
2. Il giorno della nascita e della morte di Moshèh Rabbenu ע"ה - il 7 di Adar (21 feb)
Ci sono comunità che usano digiunare in questo giorno per la sua morte, e ci sono quelle che, per questo motivo, usano digiunare solo fino a metà delle ore di luce (chatzot hayom) e far seguire un pasto per ricordarne il giorno della nascita

3. Il Ta'anit Ester ANTICIPATO -(11 di Adar / gio 25 feb)
ANTICIPATO poichè dovrebbe capitare durante Shabbat Qodesh, quindi si anticipa al primo giorno disponibile nel quale non è problematico digiunare fino all'uscita delle stelle - il gio precedente.
Il digiuno di Ester, che dura dal momento in cui si va a dormire fino all'uscita delle stelle del giorno successivo.
Nel caso si espliciti la sera prima che si ha tale intenzione, nel caso ci si svegli prima dell'alba è possibile mangiare fino all'alba.
Il digiuno termina all'uscita delle stelle, ma sarebbe opportuno non mangiare fino a quando non si sente la lettura della Meghillàh.

4. Parashàh di Zakhor - Shabbat precedente a Purim. (13 Adar - 27 feb)
E' secondo tutte le opinioni una mitzwàh della Toràh. Sono inclusi nell'obbligo sia gli uomini che le donne.
5. Purim (14 di Adar - Motzaè Shabbat Tezzavè e dom 28 feb)
Poichè quest'anno cade a Motzaè Shabbat Qodesh è necessario ricordarsi di portare prima di Shabbat Qodesh la Meghillàh al Bet Ha-Kenesset.
Il giorno di Purim consta di 4 mizwot più 2:
  1. Lettura della Meghillàh di Ester: per due volte, sia la notte che durante il giorno. E' preferibile anticiparne il più possibile la lettura nell'arco della giornata; è una mizwàh cui sono obbligati sia gli uomini che le donne.
  2. Mishloach Manot: è necessario inviare almeno due tipi di cibo pronto ad essere consumato ad almeno una persona. Sono inclusi nell'obbligo sia gli uomini che le donne; ognuno deve dare il mishloach manot ad un altro ebreo dello stesso sesso. Si esce dall'obbligo della mizwàh solo compiendola durante il giorno.
  3. Mattanot Laevionim: è necessario dare del denaro ad almeno due poveri ebrei, che dovrebbe arrivare loro durante il giorno stesso di Purim; nel caso non ci siano poveri è possibile trattenere il denaro da parte fino a quando non si presenti occasione. Sono inclusi nell'obbligo sia gli uomini che le donne. Si esce dall'obbligo della mizwàh solo compiendola durante il giorno. In questo giorno inoltre è necessario dare ad ogni persona che si presenta un po' di tzedaqàh.
  4. Seudàt Purim: è necessario partecipare ad un banchetto a Purim, in questo la quantità di cibo dev'essere superiore al quotidiano; sarebbe opportuno anche mangiare pane (con relativa birkat hamazon finale), carne e bere vino. Sono inclusi nell'obbligo sia gli uomini che le donne. Si esce dall'obbligo della mizwàh solo compiendola durante il giorno. Non c'è nessuna mizwàh a fare una festa la notte, ma c'è una mizwàh di essere svegli per l'ora di Teffillàh e durante la lettura della meghillàh.
  5. Al Ha-Nissim: nella Teffillàh, nella berakhàh di Modim e nella Birkat Hamazon, nella berakhàh di Nodeh Lechà. Chi l'avesse dimenticata ed avesse recitato il nome di HQB"H a fine benedizione non torna indietro [si consiglia di vedere per maggiori dettagli]
  6. Lettura della Parashàh di 'Amaleq: durante la teffillàh di Shacharit.
6. Purim Shushan (15 di Adar / lun 1 mar)
Nelle città cinte di mura dai tempi di Yehoshua Bin Nun si festeggia oggi Purim, nei casi dubbi si effettuano le mizwot anche oggi, e nelle altre città non si legge il tachanun.
7. Parashat Paràh - Shabbat precedente il Shabbat precedente Rosh Chodesh Nissan (20 Adar / 6 Mar)
E' secondo molte opinioni una mitzwàh della Toràh. Sono inclusi nell'obbligo sia gli uomini che le donne.

8. Parashat Hachodesh - Shabbat precedente Rosh Chodesh Nissan (27 Adar - 13 mar)

martedì 12 gennaio 2010

Purim Burgul

Questa settimana abbiamo un altro minhag, meno diffuso di quello dei shovavim essendo ristretto solo alla cerchia dei libici, quello della lettura di un componimento particolare prima della lettura della Toràh di Shabbath, che ricorda l’arrivo di Purim nella settimana successiva.
Scrivendo Purim non sto prendendo un granchio colossale. Bisogna sapere che in molti luoghi i poseqim del luogo, in seguito a grandi miracoli locali accaduti, hanno fissato dei giorni di festa particolari, chiamati solitamente con l’appellativo di “Purim” seguito da un’indicazione relativo al miracolo.
I tripolini la prossima settimana avranno Purim Burgul!, il 29 di Tevet, risalente a circa 2-3 secoli fa. In questo c’è l’uso di non lavorare, di mandare mishloach manot , non recitare il Tachanun nella Teffillàh, e l’aggiunta al posto di questi a shacharit dei mizmorim “Min ha-Metzar” (118) e l’Hallel ha-Gadol (136). Questo uso è strettamente tripolino e non ha senso che gli altri lo facciano, come verrà Be”H spiegato futuro ב"נ וב"ש.
Lo shabbath precedente Purim (quindi quest’anno questo Shabbat Qodesh) si usa leggere un “Mi Khamokhà” relativo a quell’occasione particolare.
Faccio notare che chi non ha la possibilità di leggerlo in quel momento può leggerlo anche successivamente, e certamente non deve perdere dalla lettura in pubblico della Toràh Ha-Qedoshàh per leggerlo.

domenica 6 dicembre 2009

חנוכה Channukkàh - 8. La tefillàh di Channukkàh

A channukkàh abbiamo diverse variazioni durante la teffillàh. Vediamo prima le variazioni nella ‘Amidàh, presente in tutte le teffillot, per passare poi a quelle nella teffillàh di shacharit in particolare.

על הנסים ‘Al Hanissim nella Amidàh
Nella ברכת ההודאה Birkat HaHodàah, meglio conosciuta come berakhàh di מודים“Modim”, 18a della ‘Amidàh come è composta oggi, si aggiunge un brano durante tutte le teffillot di channukkàh [TH3 10:1-2], chiamato על הניסים ‘al hanissim ~ sui miracoli. Questo brano ha due versioni, una dedicata a channukkàh ( בימי חשמונאי Bimè chashmonai) e l’altra a Purim (בימי מרדכי Bimè Mordechai).
Nel caso in cui si sia dimenticata l’aggiunta di ‘Al Hanissim: se non si sono ancora pronunciate le parole “Baruch Atta H’”, è necessario interrompere e tornare indietro. In caso siano state già pronunciate, non si torni indietro. In tal caso è bene, ma facoltativo, aggiungere ‘al hanissim dopo il termine di “Elo-ai, Netzor” anteponendo le parole “Modim Anachnu Lach ‘al hanissim” fino a “Venodèh Leshimchà Haggadol Selàh” [TH3 10:3].
Il nussach stesso dell’aggiunta di ‘al hanissim ha diverse varianti a seconda del posseq che si segue. Ognuno in ciò segua il proprio minhag.

La Teffillàh di Shacharit durante Channukkàh
Durante channukkàh ci sono usi diversi relativi al מזמור mizmor ~ salmo che si legge prima di H’ melech, ארוממך ה' כי דלתני “Aromimmchà H’ ki dilitani”, poichè di solito si salta il primo versetto מזמור שיר חנוכת הבית לדוד “Mizmor Shir Channukkàt Habayt leDavid”. I sefaraditi anche durante channukkàh saltano questo versetto come durante il resto dell’anno, mentre gli ashkenaziti usano leggerlo senza saltare il versetto tutto l’anno [TH3 10:15].

הלל Hallel
Durante tutti questi giorni non si legge il tachanun, ma al suo posto (a Shacharit) si legge l’Hallel, completo e recitando la berakhàh אשר קידשנו במצותיו וצונו לגמור את ההלל “...asher Qiddeshanu Bemizwotav, veziwanu LiGmor et HaHallel”, e concludendolo con “Yehalleluchà” come stampato nei siddurim [TH3 10:9]. Poiché la benedizione di ‘Yahalleluchà’ conclude la prima, è necessario non interrompere durante la lettura parlando o occupandosi di altre cose, così da evitare molteplici problemi halakhici [cfr TH3 10:13].
L’Hallel si legge anche senza minjian, ed è compreso nell’obbligo anche l’ אבל avel ~ luttuoso, persino durante nei suoi primi 7 giorni di lutto (eviti però di essere chazan) [TH3 10:13].
Le donne non sono obbligate alla sua lettura; se vogliono però possono recitarlo. Sussiste nonostante ciò un’enorme discussione se possano recitarlo con la berakhàh o meno. [TH3 10:10]
Sefer Toràh
Dopo l’Hallel si recita un Chatzì Qaddish si estrae un Sefer Toràh (due durante Rosh Chodesh), con 3 persone che salgono al sefer. Dal secondo al settimo giorno l’uso sefaradita e degli ashkenaziti in Eretz Israel è quello di leggere ogni giorno il brano relativo al sacrificio del giorno corrispondente: il primo legge fino alle parole מלאה קטרת “Meleàh Qetoret”; il secondo prosegue fino alla fine del “sacrificio”; il terzo ripete tutto il brano. Fuori da Eretz Israel gli ashkenaziti usano che il terzo non ripeta, ma prosegua con la lettura del sacrificio del giorno successivo [TH3 11:3]. Nel caso abbiano errato la parashàh da leggere e se ne siano resi conto dopo la fine della terza chiamata non è necessario tornare a rileggere, poiché si è usciti dall’obbligo [TH3 11:4].
Brani che si saltano e che si aggiungono
Si prosegue poi la teffillàh come al solito, tranne che per la non lettura dei brani che non si leggono poichè non si recita il tachanun (Mizmor Ya’anechàh tra ashrè e Uvà Letzion; Teffillàh Ledavid prima di Beth Ya’akov) [TH3 10:14], l’eliminazione delle parole “Hashir shehayu haleviim omerim ‘al haduchan” e l’aggiunta di un mizmor prima di “Hoshienù” relativo a channukkàh: “Mizmor Shir Channukkàt Habayt leDavid”(Tehillim 30) [TH3 10:15].
Rosh Chodesh
Durante channukkàh cade sempre Rosh Chodesh. A seconda degli anni può durare 1 o 2 giorni. In tale giorno è necessario effettuare anche le aggiunte relative a Rosh Chodesh, tali Ya’alè Veyavò nell’amidàh, l’estrazione di un secondo sefer dal quale il 4° che sale legge la parte di Rosh Chodesh, recitando il chatzì Qaddish solo dopo il secondo sefer [TH3 11:9] e si recita anche mussaf di Rosh Chodesh, aggiungendovi anche ‘al hanissim [TH3 10:2]. Dopo la chazaràh si legga quindi “Barekhì Nafshì” seguito da “Mizmor Shir Channukkàt Habayt leDavid”; si prosegua quindi con il “Qaddish Yehe Shelamàh” e “Qavè” come durante il resto dell’anno.

domenica 22 febbraio 2009

5769 Adar

Il mese di Adar comprende diversi avvenimenti:

1. Rosh Chodesh - dura due giorni: il 30 di Shevat e il 1 di Adar
nel 5769 (09) cade il 24-25 feb.
E' necessario entro Purim dare il Zekher lemachatzit Hasheqel.

2. Il giorno della nascita e della morte di Moshèh Rabbenu ע"ה - il 7 di Adar
nel 5769 (09) cade il 3 mar.
Ci sono comunità che usano digiunare in questo giorno per la sua morte, e ci sono quelle che, per questo motivo, usano digiunare solo fino a metà delle ore di luce (chatzot hayom) e far seguire un pasto per ricordarne il giorno della nascita

3. Parashàh di Zakhor - Shabbat precedente a Purim
nel 5769 (09) cade l'11 Adar - 7 mar.
E' secondo tutte le opinioni una mitzwàh della Toràh. Sono inclusi nell'obbligo sia gli uomini che le donne.

4. Il Ta'anit Ester - 13 di Adar
nel 5769 (09) cade il 9 mar.
Il digiuno di Ester, che dura dal momento in cui si va a dormire fino all'uscita delle stelle del giorno successivo.
Nel caso si espliciti la sera prima che si ha tale intenzione, nel caso ci si svegli prima dell'alba è possibile mangiare fino all'alba.
Il digiuno termina all'uscita delle stelle, ma sarebbe opportuno non mangiare fino a quando non si sente la lettura della Meghillàh.

5. Purim - 14 di Adar
nel 5769 (09) cade il 10 mar.
Il giorno di Purim consta di 4 mizwot più 2:
  1. Lettura della Meghillàh di Ester: per due volte, sia la notte che durante il giorno. E' preferibile anticiparne il più possibile la lettura nell'arco della giornata; è una mizwàh cui sono obbligati sia gli uomini che le donne.
  2. Mishloach Manot: è necessario inviare almeno due tipi di cibo pronto ad essere consumato ad almeno una persona. Sono inclusi nell'obbligo sia gli uomini che le donne; ognuno deve dare il mishloach manot ad un altro ebreo dello stesso sesso. Si esce dall'obbligo della mizwàh solo compiendola durante il giorno.
  3. Mattanot Laevionim: è necessario dare del denaro ad almeno due poveri ebrei, che dovrebbe arrivare loro durante il giorno stesso di Purim; nel caso non ci siano poveri è possibile trattenere il denaro da parte fino a quando non si presenti occasione. Sono inclusi nell'obbligo sia gli uomini che le donne. Si esce dall'obbligo della mizwàh solo compiendola durante il giorno. In questo giorno inoltre è necessario dare ad ogni persona che si presenta un po' di tzedaqàh.
  4. Seudàt Purim: è necessario partecipare ad un banchetto a Purim, in questo la quantità di cibo dev'essere superiore al quotidiano; sarebbe opportuno anche mangiare pane (con relativa birkat hamazon finale), carne e bere vino. Sono inclusi nell'obbligo sia gli uomini che le donne. Si esce dall'obbligo della mizwàh solo compiendola durante il giorno. Non c'è nessuna mizwàh a fare una festa la notte, ma c'è una mizwàh di essere svegli per l'ora di Teffillàh e durante la lettura della meghillàh.
  5. Al Ha-Nissim: nella Teffillàh, nella berakhàh di Modim e nella Birkat Hamazon, nella berakhàh di Nodeh Lechà. Chi l'avesse dimenticata ed avesse recitato il nome di HQB"H a fine benedizione non torna indietro [si consiglia di vedere per maggiori dettagli]
  6. Lettura della Parashàh di 'Amaleq: durante la teffillàh di Shacharit.

6. Purim Shushan - 15 di Adar
nel 5769 (09) cade l' 11 mar.
Nelle città cinte di mura dai tempi di Yehoshua Bin Nun si festeggia oggi Purim, nei casi dubbi si effettuano le mizwot anche oggi, e nelle altre città non si legge il tachanun.

7. Parashat Paràh - Shabbat precedente il Shabbat precedente Rosh Chodesh Nissan

nel 5769 (09) cade l'18 Adar - 14 mar.
E' secondo molte opinioni una mitzwàh della Toràh. Sono inclusi nell'obbligo sia gli uomini che le donne.

8. Parashat Hachodesh - Shabbat precedente Rosh Chodesh Nissan
nel 5769 (09) cade l'25 Adar - 21 mar.

giovedì 19 febbraio 2009

פרשת שקלים Parashat Sheqalim

Lo Shabbat prima di Rosh Chodesh Adar (Beth nel caso sia presente anche l’Alef), o il giorno stesso, nel caso in cui Rosh Chodesh cada Shabbat Qodesh, si aggiunge un sefer, nella quale il maftir legge la parashàh di שקלים Sheqalim [Bamidbar 28:9-15].
La haftaràh di questo Shabbat particolare è ויכרות “Vaichrot” [Melachim B 11:17-12:17].
La lettura di questa parashàh ricorda diverse cose:
  • Al tempo in cui c’era il Beth Ha-Miqdash תבב"א i בתי דינים battè dinim ~ tribunali in tutte le città annunciavano che ogni singolo doveva dare il מחצית השקל “machazit haSheqel” ~ mezzo siclo per il Beth Ha-Miqdash, che veniva usato come fondo per comprare il necessario per i sacrifici pubblici durante l’anno.
  • [in base a Meghillàh 13b] “Era risaputo dinnanzi ad HQB”H (IS”L) che Hamman, il malvagio, avrebbe portato dei sheqalim per (corrompere il re Achashverosh affinché gli permettesse di terminare in modo definitivo) la questione con il popolo d’Israel, perciò ha anticipato i loro (del popolo) sheqalim rispetto ai suoi (di Hamman il malvagio)”.

Quest'anno 5769 (09) la lettura della Parashat Sheqalim cade questo Shabbat, Shabbat Mishpatim 27 Shevat, 21 feb.