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venerdì 2 ottobre 2009

ארבעת המינים Arba'at Ha-Minim - 2.4 Come scegliere l'Etrog

[Libera traduzione ed adattamento dal pamphlet הלכות חודש תשרי "Hilkhot Chodesh Tishrè" di Rabbi Meir Sender שליט"א]


Come scegliere un אתרוג Etrog adatto secondo tutte le opinioni:
  1. Non "Murkav" ~ innestato. L'etrog non dev'essere innestato con limoni o altri alberi; per questo si prendono dei cedri solo nel caso in cui è presente una tradizione per la quale si sa che non lo sia. Nel caso sia Murkav è passul secondo tutte le opinioni.
  2. Grandezza. Chi vuole uscire dall'obbligo secondo tutte le opinioni prenda un etrog di peso poco maggiore ai 100 grammi. Nel caso in cui sia compreso tra i 50 e i 100 grammi è kasher [N.d.A. cfr. Sefer Arba'at Ha-Minim di Rav Wsosh shalità pagina 113]; nel caso in cui pesi meno di 50 grammi ponga la questione dinnanzi ad un posseq esperto.
  3. L'aspetto. L'etrog è passul se il suo colore è: nero, bianco, rosso, menumar? [In casi simili ponga la questione dinnanzi ad un posseq esperto per fargli verificare che ricade nella categoria]. D'altro canto nel caso in ci sia giallo è kasher a priori, e nel caso in cui sia verde come il karti - porro è passul, ma è molto raro trovare un etrog così verde; in ogni caso è opportuno mettere un etrog verde in una scatola assieme ad una mela in modo che prenda colore giallo. [cfr. pamphlet per maggiori dettagli]
  4. Integro. Nel caso si trovi un etrog mancante, cioè avente una mancanza nel corpo stesso dell'etrog è passul. Ciononostante nel caso in ci manchi solo la sottile buccia esterna è kasher.
  5. Non bucato. Nel caso in cui l'etrog si trovi un buco è passul, anche se non manca nulla, a condizione che il buco arrivi fino alla parte (interna) dei semi oppure che sia grande come un issar. [Rav Avraham Ades Shalità riporta che un issar ha circa un diametro di 2 mm.]
  6. Senza fessure. Nel caso sia presente una fessura che passi nella maggior parte dell'etrog, anche se non manca da esso niente è passul.
  7. Sbucciato. Nel caso la buccia non sia rimasta neanche nella misura di un "selah", moneta tonda con diametro grande circa un terzo di un tefach - palmo, è passul. [Chiaramente si tratta solo della buccia esterna, poichè nel caso manchi da quella interna si veda il punto 3]
  8. La שושנתא Shoshanta (corona intorno al picciuolo) è mancante. E' Kasher nel caso in cui il pittam - picciulo sia presente.
  9. Il פיטם Pittam è caduto. Se è caduto completamente ed è rimasto un buco è passul secondo tutte le opinioni (cfr. S.A. Orach Chajim 648:7 con il commento della Mishnàh Beruràh in particolare).
  10. L'עוקץ Oqetz (parte opposta al picciuolo). Nel caso sia stato rimosso ed è rimasto solo un buco - è passul (cfr. S.A. O.C. 648:8 e Mishnàh Beruràh ivi).
  11. Adatto ad essere mangiato. E' necessario che l'etrog sia adatto ad essere mangiato, perciò nel caso in abbia problemi di Shevi'it (settimo anno in cui la frutta di Eretz Israel ha norme particolari per il consumo), 'Orlàh (divieto di mangiare frutta nei primi tre anni da quando l'albero viene piantato) in Eretz Israel, Tevel (non è stata estratto il ma'aser - decima). Nel caso di 'Orlàh su frutta da fuori da Eretz Israel c'è da facilitare.

Nel pamphlet sono riportate altre tre voci: חזזית Chazazit, בלעטלך Bleitelach e secco. A causa di una mancanza di tempo e di possibilità di trovare un'immagine idonea per chiarire il concetto in italiano non verranno trattate.

Queste sono alcune tra le norme principali nella scelta delle quattro specie.

Chag Sameach

לרפואה שלמה לכל חולי עם ישראל



ארבעת המינים Arba’at HaMinim - 4. Hallel & Hoshannot

A Sukkot l’Hallel si legge sempre completo, quindi si recita la berakhàh אשר קידשנו במצותיו וציונו לגמור את ההלל “asher qiddeshanu bemizwotav vezivvanu ligmor et hahallel”.
Durante questo, tutti sanno che si effettua il ninu’à del lulav, ma spesso c’è confusione sui punti in cui effettuarlo e come procedere; ci sono vari usi sulla questione, qui presentiamo quello più comune nel mondo sefaradita in base all'opinione dell'AriZal

Alla lettura del versetto “Hodu laHashem ki Tov ki le’olam chasdò”, sia la prima volta che l’ultima volta che compare (solo nella prima ripetizione) in questo modo: [Mi scuso per la visualizzazione grafica, ma non sono riuscito ad eliminare le righe di troppo]












Hodu

LaHashem

Ki

Tov

Ki

Le’olam

Chasdò

Sud

(Pausa)

Nord

Ovest

Su

Giù

Est


Alla lettura del versetto (a metà) “Anà Hashem Hoshia nà”, entrambe le volte in questo modo:



















A--nàHashemHo--shi--a
SudNord(Pausa)OvestSuGiùEst

Dopo la lettura dell’Hallel si estrae un sefer Toràh (a Yom Tov 2), lo si pone sulla tevàh e si effettuano le hoshannot, effettuando ogni giorno un solo giro con il lulav intorno alla Tevàh. [TH2 17:11]. Chi non ha il lulav non effettui il giro[2]. Relativamente allo shabbath di sukkot c’è chi sostiene che poichè non può effettuare la nettillat lulav non si recitino per nulla le hoshannot [TH2 17:12 e O.C. 660:3] perchè c’è il rischio che i bambini le sentano e vadano a prendere i lulavim [Kaf Ha-Chajim Sofer 660:23 a nome del Tur]; ma c’è chi usa recitarle, e ognuno segua il suo uso[3].
In ogni caso, quando si recitano le hoshannot con il lulav si stia attenti a tenere gli arba’athaminim, esattamente come durante il resto della teffillàh nelle mani corrette (vedi sopra: destra per il lulav, sinistra per l’etrog), e non si tenga tutti con una sola tenendo il siddur con l’altra, poichè non è un atteggiamento corretto. [BIC 14]
Nel caso una persona non possa venire al bet ha-Kenesset a causa di un אונס ones ~ n.l. causa di forza maggiore, è consigliato dal BIC [15] anche se non è sostitutivo, di prendere un Tanach e porlo su una sedia a casa, ed effettuare un giro intorno ad essa, recitando le hoshannot, per non perdere completamente questa mizwàh.


Chag Sameach a Voi e alle Vostre famiglie

[2] Nonostante Maran in O.C. 660:2 dica che l’uso sia quello che girino anche quelli che non ce l’abbiano, contraria è l’opinione del Ramà, ma soprattutto quella degli acharonim posseqim secondo la Qabbalàh come il Birkè Yossef (1) scritto da Maran HaChidàh, i rabbanim della famiglia Falagi e altri, citati tutti nel Caf Hachajim Sofer 660:13 che conclude con questa opinione.
[3] Dalle parole del BIC nella parashàh di Vezot Haberakhàh in particolare nell’introduzione si deduce che sostiene che anche di Shabbath Qodesh si recitano e si effettua il giro; e questa è anche l’opinione di Rabbenu HaArì HaQadosh Z”L come riportato nel Kaf Hachajim Sofer 660:23. Anche lui conclude che ognuno segua il suo minhag.

giovedì 1 ottobre 2009

ארבעת המינים Arba'at Ha-Minim - 2.3 Come scegliere la 'Aravà

[Libera traduzione ed adattamento dal pamphlet הלכות חודש תשרי "Hilkhot Chodesh Tishrè" di Rabbi Meir Sender שליט"א]
Come scegliere le due ערבות 'Aravot - salici adatte secondo tutte le opinioni:
  1. La foglia allungata. Dev'essere a forma allungata e non circolare.

  2. Senza taglietti. La foglia dev'essere liscia e senza taglietti; nel caso fossero molto piccoli è כשר Kasher ~ idoneo per compiere la mizwàh.

  3. Il ramo rosso. Il ramo dev'essere rosso e non bianco, ma anche se lo si trova verde è kasher poichè può divenire rosso se esposto al sole.

  4. Lunghezza. La lunghezza minima è di 3 tefachim, circa 30 cm. Questa misura si valuta sul ramo soltanto e non in base alle foglie sulla punta; come abbiamo visto precendete mente relativamente all'Hadas.

  5. Non Qetumàh. Cioè le 'aravot non devono avere la parte superiorie del ramo tagliata, e sarebbe opportuno che non lo fossero neanche le foglie.

  6. Fresca. Dev'essere fresco e non secco, e nel caso lo fosse solo parzialmente è kasher, e solo nel caso in cui è secco è passul.

  7. Ricoperto di foglie. Per un Hiddur è necessario che ci siano foglie su tutta la lunghezza del ramo, ma non si considera passul a meno che non manchino la maggior parte delle foglie. Nelle 'aravot di Hoshanà Rabbàh è possibile rendere kasher anche se non abbiamo che una foglia soltanto; sarebbe opportuno come Hiddur che le foglie siano integre. E' chiamato mancante se e solo se manca la maggior parte della foglia.

  8. Salici di fiume. Come Hiddur sarebbe opportuno prendere salici che crescono sulle sponde dei fiumi.
  9. A bagnomaria. E' bene stare attenti di non mettere i salici per 24 di fila nell'acqua senza interrompere in mezzo.

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ארבעת המינים Arba’at HaMinim - 2.1 Scegliere il Lulav

[Libera traduzione ed adattamento dal pamphlet הלכות חודש תשרי "Hilkhot Chodesh Tishrè" di Rabbi Meir Sender שליט"א]
Come scegliere un לולב Lulav adatto secondo tutte le opinioni:
  1. Fresco. Il lulav dev'essere fresco e verde, senza nessuna traccia di seccatura. E' considerato secco quando diviene bianco, ma non è פסול Passul ~ inadeguato a compiere la mizwàh se non dopo che si secca per la maggior parte.

  2. Dritto. Il Lulav dev'essere dritto e non curvo, ma non è passul a meno che non sia incurvo sul davanti (cioè sul lato delle foglie) o sui lati. Quando s'incurva sul dorso è כשר Kasher ~ idoneo per compiere la mizwàh.

  3. Le Foglie unite. Le foglie del lulav devono essere unite l'uno l'altro e non separate una dall'altra, ma non è passul a meno che non sia separato e non salgono nella stessa direzione del lulav.

  4. La תיומת Tiomet. La tiomet è la foglia principale del lulav, che se viene aperta si trova duplice, poichè da lì comincia una simmetria. Non dev'essere piegata. Nel caso in cui lo fosse il lulav è Passul.

  5. Non bucato. Il lulav non deve avere un buco grande come un הימנק Hemenq - cioè tale che non si apra la punta della foglia centrale in due, perchè in tal caso con qualsiasi apertura è Passul. [E' possibile poi chiedere a un Rav se è possibile attaccarlo con un collante, poichè c'è chi permette e c'è chi vieta completamente - rimando al pamphlet per l'argomento]

  6. Non curvo. Le foglie superiori non devono essere curve, ma l'uso è di non renderlo passul a meno che la "spina dorsale" del lulav sia curva [, come ricordato al punto 2].

  7. Non secco. La punta della tiomet non dev'essere secca, ma anche nel caso lo sia non lo rende passul a meno che il lulav non sia secco per la maggior parte[, come ricordato al punto 1].

  8. Lunghezza. Il lulav dev'essere lungo 4 tefachim, corrispondenti a circa 40 cm; nel caso in cui gli hadasim e le 'aravot fossero lunghe più di 30 cm, c'è da prendere un lulav più lungo di esse di almeno 10 cm, poichè questa è la distanza che si deve porre tra queste due speci e tra il lulav.

לרפואה שלמה לכל חולי עם ישראל

ארבעת המינים Arba’at HaMinim - 2.0 Introduzione a come Sceglierli

Argomento importante in questi giorni è sapere come scegliere gli Arba'at HaMinim, le quattro specie che formano quello che viene chiamato con il nome generale di לולב Lulav ~ foglie di palma, che è la specie che risalta maggiormente data la sua altezza (Sukkàh 37b).

Le quattro specie sono:
  1. לולב Il Lulav: un ramo di palma,
  2. ערבות ‘Aravot: (due rami di) salice,
  3. הדסים Hadassim: (tre rami di) mirto,
  4. אתרוג Etrog: un cedro.
Ognuna di queste specie ha delle norme di per sé e alcune norme comuni a tutto il gruppo.
Alcune norme in particolare valgono solo il primo giorno di Sukkot, nella quale la mizwàh del lulav è דאורייתא DeOraita ~ dalla Toràh direttamente, mentre nei giorni successivi è anche d'obbligo ma דרבנן DeRabbanan ~ stabilito in base al potere che i chakhamim hanno ricevuto dalla Toràh.
De facto, la distinzione tra i due casi non è quella dell'obbligo, poiché vigente in entrambi i casi, ma la presenza di facilitazioni nell'obbligo DeRabbanan.

In particolare, negli anni in cui il primo giorno di Sukkot cade di Shabbat Qodesh, abbiamo il divieto di usare il Lulav, rimanendo quindi solo l'obbligo nei giorni successivi, DeRabbanan.

In forma pratica la principale norma che è dipendente dall'obbligo DeOraita è la norma di הדר Hadar, cioè la bellezza. Nel primo giorno per essere כשר kasher ~ adatto alla mizwàh è necessario che sia bello secondo alcuni canoni riportati nello Shulkhan 'Aruch.

A seguito di questa breve introduzione vediamo ora le principali norme della scelta di ogni specie, in modo da ottenere un lulav kasher e completo secondo tutte le opinioni.

לרפואה שלמה לכל חולי עם ישראל

ארבעת המינים Arba’at HaMinim - 3. Come compiere la Netillat Lulav

E’ necessario sapere che tutti gli arba’at haminim sono necessari tutti per compiere la mizwàh, altrimenti non si esce d’obbligo dalla mizwàh. A priori le prime tre specie (lulav, ‘aravot e hadassim) dovrebbero essere legati l’un l’altro, e l’etrog unito a loro, ma בדיעבד bedi’avad ~ a posteriori anche se avesse sollevato singolarmente ogni pezzo avrebbe comunque compiuto la mizwàh [TH2 17:4].

Ci sono varie opinioni per come procedere con il lulav prima della berakhàh per non rischiare di recitare la berakhàh solo in una condizione di bedi’avad (cfr. 2. Berakhàh, il primo paragrafo).
La più semplice e soprattutto per molti versi meno rischiosa è la seguente [TH2 17:5]: prima della berakhàh, si prenda con la mano destra il lulav unito con le ‘aravot e gli hadassim e non prenda ancora l’etrog; benedica e subito prenda l’etrog, tenendo in basso l’okketz e il pittam in alto.
Gli ‘arba’at haminim vanno tenuti esattamente come crescono, perciò è necessario quest’ultimo accorgimento per il lulav.
Domanda comune è il perchè si prenda il lulav con la destra: la risposta è dipendente dall’importanza che si fornisce alla mano destra, sia a livello di פשט peshat ~ letterale poichè considerata mano più forte, sia a livello più profondo[1] poichè rappresenta il חסד chessed ~ bontà; pertanto le si dà la parte “maggiore” numericamente della mizwàh, quella del lulav, che con le specie cui è accompagnata rappresenta 3 specie su 4. Per questi motivi i sefaraditi usano che anche un mancino prenda il lulav con la destra e l’etrog con la sinistra, mentre i nostri fratelli ashkenaziti (mancini), che seguono maggiormente l’aspetto dello peshat, lo prendono con la propria mano più forte, la sinistra. In ogni caso bedi’avad esce comunque dall’obbligo [TH2 17:5].
Prima della berakhàh è bene anche preparare le proprie mani per compiere la mizwàh. Con ciò intendo che se qualcuno avesse dei guanti deve toglierli prima di prendere gli ‘arba’at haminim, poichè c’è chi dice che altrimenti non esce dall’obbligo della mizwàh. Allo stesso modo c’è chi dice che la stessa cosa valga per un anello; per quanto ci sia da facilitare è bene uscire d’obbligo secondo tutte le opinioni [TH2 17:8], poiché c’è chi sostiene [BIC 13], che sarebbe necessario tornare a rifare la nettillat lulav, avendo tolto l’anello.
  • Lo scuotere il lulav: nonostante in base alla regola in sè basti sollevare gli ‘arba’at haminim, in ogni caso è necessario effettuare anche il נינוע ninu’à ~ n.l. scuotimento del lulav. Il ninu’à dev’essere effettuato verso i quattro punti cardinali, sopra e sotto, ripetendo il singolo gesto di portare avanti e indietro per tre volte consecutive. Non bisogna effettuare il ninu’à scuotendo con forza (rischiando oltretutto di fare perdere pezzi a componenti più delicate come l’hadas e la ‘aravàh, rendendole pessulot), bensì in modo modesto e calma. Gli usi a questo punto sono diversi, e ognuno usi secondo il proprio. Solitamente i sefaraditi seguono l’opinione di Rabbenu HaAri HaQadosh Z”L, cioè in quest’ordine – sud, nord, ovest, sopra, sotto, est. In ogni caso comunque esce d’obbligo. Cosa che invece vale per tutti e quella di stare attenti a quando si scuote verso il basso di non rivolgere la punta del lulav verso il basso, ma lo tiene sempre nello stesso modo, spingendo solamente le mani verso il basso per tre volte consecutive. [TH2 17:9]
Bisogna inoltre ricordarsi che è vietato mangiare prima della berakhàh sul lulav [BIC 13]

Chag Sameach a Voi e alle Vostre famiglie

[1] Questa quesitone la cito solamente, ma per essere spiegata meglio meriterebbe una trattazione molto più lunga.

mercoledì 30 settembre 2009

ארבעת המינים Arba’at HaMinim - 2. La Berakhàh

E’ una halakhàh ampiamente conosciuta che subito dopo la berakhàh per una mizwàh si passi all’azione (Pessachim 7b) senza interruzione nè a gesti nè tantomeno a parole.
Nel caso in cui avesse dimenticato di recitare la berakhàh prima della netillat lulav, c’è chi sostiene [TH2 17:1] possa benedire anche dopo l’Halllel, fino a prima di aver terminato le hoshanot, visto che la mizwàh non si è ancora conclusa. Una volta concluse le hoshannot per quel giorno non può recitare la berakhàh.

[TH2 17:2] La berakhàh si conclude con אשר קידשנו במצותיו וציונו על נטילת לולב “...asher Qiddeshanu bemizwotav, vezivvanu ‘al netillat lulav”. Il primo giorno in cui è possibile compiere la mizwàh del lulav si reciti anche la berakhàh di “Sheechejianu” come stampato nei machazorim, subito dopo la berakhàh del lulav.
Nei casi in cui il primo giorno di sukkot cada a Shabbath Qodesh (come quest’anno 5770), queste due berakhot passano al secondo giorno, poichè nel primo giorno non è possibile compiere la mizwàh del lulav. Nel caso in cui avesse dimenticato di recitare sheechejianu la prima volta possibile, lo reciti il primo giorno possibile; il termine massimo è il 7° giorno, Hoshanàh Rabbàh, ultimo giorno relativo alla mizwàh di lulav.

[TH2 17:3] La berakhàh e la netillat lulav relativa sono da compiersi in piedi; בדיעבד bedi’avad ~ a posteriori se l’avesse fatta seduto ne è uscito dall’obbligo. La stessa cosa vale per una persona anziana o malata che abbia difficoltà nello stare in piedi. [BIC 14] C’è invece chi sostiene che sia necessario anche per queste categorie recitarla in piedi.

[TH2 17:4] Nel caso avesse trovato un lulav solo in mezzo alla recitazione dell’Hallel, interrompa tra i capitoli dell’Hallel e benedica facendo il נינוע ninu’à ~ n.l. scuotimento del lulav successivo; prosegua quindi con la recitazione dell’Hallel.

Chag Sameach a Voi e alle Vostre famiglie

martedì 29 settembre 2009

ארבעת המינים Arba’at Haminim - 1.Introduzione

Durante sukkot si prendono gli ארבעת המינים arba’at haminim ~ le 4 specie di cui è composto il lulav: il lulav stesso (un ramo di palma), 2 ‘aravot (salici), 3 hadassim (mirti), 1 etrog. La loro unione è spesso chiamata lulav.

Esenti e Obbligati
In generale tutti sono obbligati, ma abbiamo tra gli esenti le donne, poichè una mizwàh dipendente dal tempo. Tutti sono d’accordo a questo punto che se compie la mizwàh, in ogni caso ha del merito su questa; nasce invece discussione se è lecito che reciti la benedizione (e questo è il minhag della maggior parte delle comunità ashkenazite, seguenti il Ramà), oppure se quando viene recitata è considerata come ברכה לבטלה berakhàh levattalàh ~ benedizione invano (opinione del Rambam e di Maran nello Shulchan Aruch) pertanto ognuno segua l’uso dei propri padri poichè ognuna delle due opinioni ha solide basi su cui appoggiarsi. [cfr. TH2 9:1]

Un bambino che è capace di scuotere il lulav è necessario che il padre lo educhi verso questa mizwàh fornendogli gli ‘arba’at haminim affinchè la compia.

Il Tempo della Netillat Lulav
La mizwàh della netillat lulav si deve compiere nell’arco del giorno, dal sorgere del sole fino al tramonto. Bedi’avad c’è da considerare uscita d’obbligo una persona che l’abbia compiuta dopo l’alba, e la stessa cosa vale quando una persona si trovi in condizione di difficoltà; allo stesso modo anche fino ad entro 13 minuti e mezzo dal tramonto è possibile continuare. [cfr. TH2 10:1]

C’è chi usa effettuare la netillat lulav prima di recitare la teffillàh, per compiere la mizwàh in sukkàh. C’è invece chi usa effettuarlo dopo, poichè la mizwàh della lettura della Qeriat Shem’à è più frequente, e seguiamo la regola del תדיר ושאינו תדיר, תדיר קודם “Tadir veshenò tadir, tadir qodem” ~ “(Tra il) frequente e il non frequente, il frequente ha la precedenza” [TH2 9:2]

A Shabbath Qodesh non si compie la mizwàh del lulav, per una גזרת חכמים ghezerat chakhamim ~ decreto rabbinico, a causa del sospetto qualcuno lo possa trasportare in territorio pubblico, e incorrere in un divieto direttamente della Toràh.[TH2 10:3]
Chag Sameach a Voi e alle Vostre famiglie

Fonti principali per gli argomenti qui e nei prossimi articoli sull'argomento trattati: Torat Hamo’adim “Sukkot” = TH2; (Shulchan Aruch volume) Orach Chajim = O.C.; Mishnàh Beruràh = MB; Ben Ish Chai [Haazinu] = BIC, Halichot ‘Olam su BIC = HO.

domenica 27 settembre 2009

Yom Ha-Kippurim - Altre halakhot in breve

  • Dai 13 anni per gli uomini e 12 per le donne si è obbligati al digiuno.
  • Nel caso di bambini è bene abituarli dai 9-10 anni a fare un digiuno ad ore, fino alle prime ore del mattino, e in ogni caso si stia attenti a non prolungare troppo ciò e a dargli da mangiare per tempo [TH1 14,2].
  • In generale, tranne in casi molto particolari, una partoriente entro le prime 72 ore dopo il parto è esente dal digiuno, e tra le 72 ore e i 7 giorni (168 ore) anche se i medici dicono che può digiunare e lei dice di no, le si dà da mangiare in base a determinati criteri. Esente è anche un malato con dubbio di possibili conseguenze mortali [TH1 14.7-10]. Per altre categorie o per eventuali assunzioni di medicinali, chiedere ad autorità competente.
  • Esente dal digiuno durante Yom HaKippurim non significa che può mangiare e bere come di consueto, ma ci sono regole particolari da chiedere ad un’autorità competente, in particolare sul quanto e ogni quanto tempo mangiare e/o bere.
  • C’è chi permette di toccare cibi a Yom Ha-Kippurim [fine O.C. 612], e c’è chi vieta. Pertanto solo se necessario per sfamare i propri figli si tocchino, basandosi sull’opinione facilitante; in caso non ci sia necessità si eviti [BIC 16].
  • E’ bene onorare Yom Ha-Kippurim rifacendo i letti e sistemando una tovaglia sul tavolo come per Shabbath Qodesh (nonostante qui non si mangi). [BIC 17]
  • E’ bene studiare in questo giorno le mishnayot del trattato di yomàh, lo zohar relativo, il Keter Malchut, riportati nei machazorim. Inoltre è bene studiare il libro di Yechezkel 40-43 [BIC 21].
  • Si stia molto attenti a recitare יג מדות le 13 middot ~ n.l. attributi di HQB”H come si deve, concentrandosi, come se s’avesse il cuore infranto. Ed è meglio, se possibile, contare i singoli attributi, come segnato in alcuni machazorim poiché aiuta a concentrarsi [BIC 19].
  • E’ bene terminare il libro di Tehillim che si è iniziato dall’inizio dei Yamim Noraim.
  • Si cerchi di piangere durante le תפילות tefillot ~ preghiere e nel caso non ci riesca, almeno preghi con voce piangente. E prima della lettura della Toràh si pensi alla morte dei due zaddiqim figli di Aharon il Cohen Gadol, Nadav e Avihu Alehem Hashalom, ed è possibile che questo pianto lo protegga. E’ inoltre bene ricordare e piangere sulla morte tragica e Leshem Shamajim, avvenuta in questo giorno, di Rabbì Aqivà Zechutò Yaghen ‘Alenu Amen.
  • Se possibile è bene prepararsi alla lettura della Teffillàh, cercando di capire cosa dica prima di Yom Ha-Kippurim, in particolare brani come il viddui haggadol, per capire su che peccati noi chiediamo scusa. Non vengono qui trattate altre halachot relative alle Teffillot particolari di Yom Hakkippurim.
  • Come ogni giorno durante la teffillàh è vietato parlare in particolare (1) durante la 'amidàh [anche se si è finito perchè oltre ad essere vietato in sè disturba anche gli altri] (2) la sua ripetizione, (3) la lettura della Toràh (4) Qaddish. Scrivo esplicitamente questo perchè ho visto che molti non sono consci del divieto o della sua pesantezza. Sull'argomento non sono stati scritti solo articoli, ma interi libri, quindi non è qui il posto. E' possibile però scrivere due cose in breve: (1) è chiaro che infastidisce chi prega sul serio sentire un brusio di fondo, che spesso impedisce di sentire anche il chazan; (2) è chiaro che è un atto di irrispetto verso HQB"H che durante la tefillàh, momento di unione completa con HQB"H si cominci a parlare di altro, tanto più se nel Bet HaKenesset, considerata una piccola casa di HQB"H IS"L. Sicuramente tutti capiscono che non è opportuno aggiungere peccati il giorno di Yom HaKippurim stesso. Aggiungo anche una piccola nota: spesso si vedono anche persone "osservanti" che cadono in questa 'averàh. Ciò non toglie che lo sia, poichè tutti hanno uno יצר הרע yetzer har'à - istinto al male, ognuno in altri campi, molto spesso aiutato da scuse che non stanno in piedi nel mondo della Halakhàh, specie in questo ambito. Quindi ognuno dev'essere responsabile per sè e ricordare che normalmente per parlare è necessario essere in due. Nel caso in cui non fosse possibile trattenersi, data la mancanza di abitudine è possibile uscire dal Bet HaKenesset e utilizzare le sempre presenti salette adiacenti, così da far sì di non contravvenire ai divieti di cui sopra e oltre. Sicuramente questo è uno זכות zechut - merito che protegge tutti durante il giudizio di Yom HaKippurim e durante tutto l'anno.
  • Il suono dello Shofar non significa andate a mangiare:
    E’ VIETATO MANGIARE E BERE FINO A DOPO LA HAVDALAH [MB 624:3].

Ghemar Chatimàh Tovàh a tutti

Yom Ha-Kippurim & Tish'à BeAv: I Divieti

Ci sono 5 divieti fondamentali nel giorno di Yom Ha-Kippurim come il 9 di Av.
  1. Mangiare e bere. Se è solito bere durante la notte, stia attento a non preparare l’acqua vicino al letto, e trovi un sistema anzi per ricordarsi della cosa [BIC 14].
  2. Lavarsi. E’ vietato fare la doccia independentemente dall’essere ad acqua calda o fredda. Inoltre è anche vietato lavarsi la mano oltre le dita. Nel caso una persona si sia sporcata è possibile sciacquarsi la parte sporca. Però è vietato sporcarsi apposta o lasciare “a mollo” nell’acqua persino solo un dito.
  3. Spalamarsi olii. In questo divieto sono inserite anche l’utilizzo di creme, a meno che non siano usate per uso medico strettamente necessario, chiedere ad un rabbino.
  4. Indossare scarpe di cuoio o pelle. E’ possibile utilizzare scarpe da ginnastica (a patto che non contengano cuoio, cosa che spesso accade), di gomma e simili.
  5. Divieto di avere rapporti con la propria Moglie. E’ vietato anche toccarla, esattamente come fosse una niddàh; in caso di stretta necessità c’è da facilitare durante il giorno; si stia attenti a non dormire nello stesso letto, nonostante ognuno abbia una parte del letto definita (una piazza o simili) [BIC 15].

Inoltre il giorno di Yom HaKippurim troviamo un divieto ulteriore di compiere melakhot cioè attività creative che appartengono alle 39 categorie vietate di Shabbat Qodesh, come trasportare da un territorio pubblico ad uno privato e viceversa o 4 ammot in territorio pubblico, accendere una fonte di luce e simili.

Note sulla Netillat Yadaim durante Yom HaKippurim e Tish'à BeAv
Si lavino solo le dita fino alla fine delle estremità, ed esegua come ogni giorno l’alternanza tra destra e sinistra, lavando prima la destra e ripetendo il tutto per 3 volte, e benedice ‘Al netillat Yadaim, come ogni giorno. E’ comunque vietato lavare la faccia, tranne in caso ne sia sporca una parte, in tal caso è possibile lavare solo quella. E’ possibile comunque passare un po’ d’acqua sugli occhi, dopo avere asciugato le mani dalla netillat yadim.
I cohanim per la birkat cohanim lavano come durante tutto l’anno.
Ghemar Chatimàh Tovàh a tutti

venerdì 25 settembre 2009

Yom Ha-Kippurim: Accensione dei lumi

  • C’è chi usa accendere lumi per עלוי נשמות Illuy Neshamot ~ salita delle anime (dei defunti) [TH1 10,12].
  • C’è l’uso di accedere dei lumi prima di Yom Ha-Kippurim, e oramai quest’uso si è esteso in quasi tutto il popolo d’Israel. In ogni caso, in un luogo dove non c’è questo uso non si accenda; in un posto dove non c’è nessun uso, per esempio per recente fondazione della città, è bene inserire quest’uso [TH1 10,9].
  • Dove si usa accendere si benedice ricordando il nome di H’ Itbarach e concludendo וציוונו להדליק נר של יום הכיפורים “Veziwanu lehadlik ner shel Yom Ha-Kippurim”. In un luogo in cui sia dubbio l’uso si accenda senza benedire [TH1 10,11].
  • Bisogna lasciare un lume acceso dalla vigilia di Yom Ha-Kippurim che rimanga acceso fino alla fine di Yom Ha-Kippurim per fare sopra di esso la berakhàh di מאורי האש “Meorè HaEsh” nell’Havdalàh [TH1 16.4].

La vigilia di Yom Ha-Kippurim - 4.Sulla Tossefet Yom Ha-Kippurim

In un precedente articolo sulla vigilia di Yom Ha-Kippurim abbiamo ricordato che è necessario terminare il pasto prima del tramonto, poiché c’è una mizwàh della Toràh di aggiungere מחול על הקודש dal Chol ‘al haqodesh ~ (n.l.) profano al sacro, cioè accettare su di sé la festività prima che effettivamente inizi, e che quest’obbligo è valido anche per le donne. Inoltre da quando questa תוספת tossefet ~ aggiunta (di tempo) viene messa in atto, si applicano già da essa tutte le regole di Yom Ha-Kippurim [TH1 10,6 & O.C. 608:2]. Se ha accettato su di sé la tossefet solo con il pensiero ancora in pieno giorno e ci ha ripensato, può mangiare fino a quando non lo accetta esplicitamente [TH1 10,7].
Completiamo il discorso aggiungendo che se una persona non ci pensa proprio, la qedushàh di Yom Ha-Kippurim viene ricevuta con la ברכה berakhàh ~ benedizione di Sheechejianu sul sefer toràh di Kol Nidrè.
Nel caso Yom Ha-Kippurim fosse invece capitato Shabbath Qodesh, ancora prima, alla lettura di “Boi Kallàh” in “Lechàh Dodi” o nel “Mizmor Shir Leyom Hashabbath” [BIC 11].
[Ho visto recentemente che sono presenti vari articoli sull'argomento della Tossefet Shabbat Qodesh e di Yom Ha-Kippurim sul sito di Mi KeAmchà. Si può trovare il link nei preferiti.]

lunedì 21 settembre 2009

צום גדלי' Tzom Ghedaliàh

Oggi 3 Tishrè (nel 5770 - lun 21 set '09) è il giorno di digiuno pubblico destinato a ricordare la morte di Ghedaliàh, governatore ebreo imposto sulla terra d'Israel dal governo babilonese, che è stato ucciso a tradimento il giorno di Rosh HaShanàh, poichè è stato sospettato di imporre di sua iniziativa pressioni sul popolo.
Si è verificato dopo la sua morte che invece faceva il contrario, facilitava dalle vessazioni babilonesi.
Si digiuna in questo giorno, subito dopo Rosh HaShanàh, poichè il giorno di Rosh HaShanàh non si digiunano digiuni pubblici essendo un giorno di Yom Tov.
E' stato fissato come digiuno pubblico per ricordare a tutti che la morte degli tzaddiqim è paragonabile alla distruzione del Bet HaMiqdash תובב"א. [Tur Orach Chajim 549]
Questa è la sintesi estrema delle motivazioni del digiuno; il digiuno parte dall'alba fino all'uscita delle stelle; nonostante ciò chi sia andato a dormire la notte ha il divieto di mangiare dall'ora in cui si alza.
E' possibile però preservarsi il diritto di mangiare fino all'alba ponendo un תנאי tenai - condizione, cioè dicendo prima di andare a dormire che nel caso ci si svegli prima dell'alba si vuole avere la possibilità di mangiare e bere.
Sul bere acqua anche senza tenai prima dell'alba il Ramà facilita agli ashkenaziti.
Altre norme inerenti al תענית ציבור ta'anit tzibbur - digiuno pubblico sono stati già pubblicati, ed è possibile cercarli con l'etichetta "Ta'anit".

mercoledì 16 settembre 2009

Orari Rosh Ha-Shanàh 5770


Orari Rosh Ha-Shanàh 5770
18/20 Settembre '09– 1/2 Tishrè 5770

Entrata Shabbat Qodesh e Rosh Ha-Shanàh - Ven 18 Sett

Accensione lumi secondo giorno -Sab 19 Sett - non prima delle

Uscita secondo giorno - Dom 20 Sett

Milano

18.59

20.10

20.08

Roma

18.59

20.02

20.00

Firenze

19.05

20.08

20.06

Ancona

18.56

19.59

19.57

Bologna

19.04

20.08

20.06

Genova

19.14

20.17

20.15

Livorno

19.08

Non disponibile-

20.10

Napoli

18.52

19.55

19.53

Pisa

19.08

20.11

20.09

Torino

19.19

20.22

20.21

Trieste

18.55

19.58

19.56

Venezia

19.01

20.04

20.02

Verona

19.06

20.09

20.07



Orari tratti dal Lunario ebraico 5770


Il primo giorno si accenda entro l’ora indicata .
Il secondo giorno non prima dell’orario indicato.
Dato che è vietato creare un fuoco nuovo durante Rosh Ha-shanàh,è necessario per accendere il secondo giorno far passare il fuoco da un fuoco acceso in precedenza. Pertanto si utilizzi il lume acceso prima dell’entrata del primo giorno che duri quindi minimo 26 ore di fila.
Quando si passa il fuoco si stia attenti a non spegnere la candela con cui si effettua il passaggio del fuoco, ma lo si lasci spegnere da solo (per esempio: ponendolo su carta argentata)

Shabbat Shalom

תחל שנה וברכותה Tachel Shanàh uVirkoteha

Rosh Ha-Shanàh - 5. תשליך Tashlich

Il tashlich è uno di quei minhaghim che è entrato come regola fissa nell’ambito di tutto Israel. Il Maharil, tra le fonti originarie di questo uso, lo collega ad un midrash relativo all’ עקדת יצחק“‘Aqedat Yizchaq” ~ legatura di Yizchak אע"ה, poiché durante il tragitto per arrivare a destinazione, sul monte Moriàh, ci sono state diverse prove, c’è stato il salvarsi da una sorgente d’acqua creata apposta sul cammino, che li poteva annegare (MB 583,8). Dopo Minchàh del primo giorno si usa andare presso una fonte di acqua corrente, se fosse possibile fuori città, per dire il “Tashlich”, il cui testo è riportato nei Machazorim. Tutto ciò a priori; se però si è stati impossibilitati si reciti il secondo giorno dopo Mussaf.
Quando il primo giorno di Rosh Ha-Shanàh cade di Shabbath Qodesh, come in quest'anno (5770), c’è chi usa recitarlo il secondo giorno per svariati motivi, ma per i sefaraditi si recita in ogni caso il primo giorno [BIC 12].
C’è da segnalare che le donne sono esenti dal dire il Tashlich, anzi è meglio che non lo dicano per nulla [TH1 3,21], in particolare secondo la Qabbalàh, ma non solo.
C’è l’uso di scuotere parte dell’abito superiore quando si legge “vetashlich bimzulot yam” durante la lettura di “Mi ‘-l kamochàh” [Toràh Lishmàh 31].

תחל שנה וברכותה Tachel Shanàh uVirkoteha

lunedì 14 settembre 2009

Rosh Ha-Shanàh - 2. Il Seder

Gli usi in questo campo sono molteplici, e non siamo venuti Chas veshalom a cambiarli.
In base a Horayot 12a si usa mangiare determinati cibi chiamati סמנים “simanim” ~ segni come buon augurio per l’anno che viene. Prima di ogni cibo si usa recitare una preghiera legata alle particolarità del cibo stesso. Ci sono però delle linee generali valide per qualunque uso:
  • E’ preferibile fare la נטילת ידים Nettillat Yadajim ~ lavaggio delle mani e la ברכת המוציא birkat Hamotzì ~ benedizione sul pane, prima di cominciare a mangiare i “simanim” cosicché da non entrare in situazione di dubbio relativo a berakhot invano. In tal caso non si benedica sui simanim, ma si faccia direttamente lo Yehi Ratzon relativo. Se una persona non ha un uso certo relativamente all’ordine è preferibile che adotti questo. Anche in questo caso, durante il pasto deve recitare בורא פרי העץ “borè perì ha’etz” prima di mangiare il primo frutto, che di solito è il dattero [TH 4,2].
  • In un luogo ove ci sia un מנהג minhag ~ uso conosciuto nella quale si mangiano i simanim prima della nettillàh è necessario fare la ברכה berakhàh ~ benedizione iniziale sui simanim. In questo caso si stia attenti prima a fare la berakhàh sul cibo, mangiare, e poi tornare a mangiare dopo aver recitato lo yehi ratzon sul secondo assaggio. Si ricorda che per l’ordine delle berakhot si benedice prima su un frutto (borè perì ha’etz) e poi su una “verdura” (borè perì haadamàh).
  • Lo Yehi Ratzon si fa ricordando il nome di HQB”H e non dicendo semplicemente “Hashem” [TH1 4,2], ed è bene rispondere Amen dopo lo Yehi Ratzon altrui, anche se non intende uscire dall’obbligo della recitazione dello stesso.
  • Relativamente allo yehi ratzon sulla mela non si dica alla fine כדבש “kidvash” ~ come il miele, poiché la formula “più dolce del miele” è ricordata sul giudizio divino [TH1 4,2].
  • Nello Zohar HaQadosh c’è scritto che non bisogna ricordare i propri peccati a Rosh Ha-Shanàh. Bisogna pertanto stare attenti a non ricordarli esplicitamente; per questo non si recita il tachanun in questo giorno [BIC 13]. Lo riporto in questa sezione poiché ci sono molti che usano mangiare il polmone tra i simanim e ci sono versioni errate in base a questo principio dello yehi ratzon שתהיו חטאותינו קלות כראה “sheyhu chatotenu kallot karea” ~ “che i nostri peccati siano leggeri come i polmoni”; da preferire invece la formula ראה נא בענינו וריבה ריבהו ומהר לגאולינו גאולה שלמה למען שמך. יר"מ ה"א ו"א שתאיר עינינו במאור תורתך “Ree na be‘onienu verivah rivenu umaher legaolenu gheullàh shellemàh lema’an shemecha. Yehi Ratzon Milefanechàh H’ Eloqenu veEloqè Avotenu Shetair ‘enenu bimeor toratecha” ~ n.l. “Osserva la nostra condizione misera, e combatti le nostre battaglie, e affrettati a portare la redenzione, una gheullàh ~ redenzione completa affinchè il Tuo Nome (sia in Gloria). Sia la volontà davanti a Te HQB”H IS”L che illumina i nostri occhi con la luce della Tua Toràh.” [KHS 583:15].
  • Si stia molto attenti al controllo di tutta la frutta che non contenga vermi chas veshalom, poiché per ogni verme si trasgrediscono 5 divieti [Makkot 16b].
  • C’è chi usa fare il seder anche durante il giorno [Mattè Efraim citato in BIC fine 4].
  • Poiché ciò che si mangia a Rosh Ha-Shanàh è di auspicio per tutto l’anno si evita di mangiare frutta acerba, cibi con aceto [BIC 6], acidi come il limone, amari [KHS 583:18], piccanti o pepati [TH1 4,2; PT 583:8]. Ciò vale anche per chi è abituato a mangiarli, persino se gli piacciono in particolar modo. C’è inoltre l’uso di evitare di mangiare noci poiché la ghematria (valore numerico) di Egoz אגוז ~ noce è la stessa di chet חטא~ peccato [Ramà 583:2]. [Chi ha fatto i conti ha trovato che Egoz vale 17, mentre chet 18, ma è dovuto al fatto per cui spesso si conta anche la parola stessa, e quindi il 17 aggiunge 1 della parola e arriva a 18. Questo procedimento è chiamato Kollel כולל]
  • In ogni caso è bene avere del sale sul tavolo come per il resto dell’anno e prima d’intingere la fetta di hamotzì nel miele o nello zucchero (a seconda degli usi), s’intinga nel sale come durante il resto dell’anno; ciò poiché il miele e lo zucchero sono aggiunte dagli usi, ma non vengono a sostituire la regola [KHS 583:4, ע"ע Toràh Lishmàh 500].


תחל שנה וברכותה Tachel Shanàh uVirkoteha

domenica 13 settembre 2009

Rosh Ha-Shanàh - 1b. Qiddush secondo il Ben Ish Chai

Introduzione
Il Ben Ish Chai nella parashàh di Nizzavim (regola 7) riporta una formula particolare che è bene leggere prima del Qiddush di entrambe le sere di Rosh Ha-Shanàh.
Viene qui riprodotto per facilitare la lettura di coloro che vogliano, beli neder (senza promessa), seguire questo uso.

Come Procedere - istruzioni per l'uso
Prima del Qiddush ci si segga sul letto già rifatto in precedenza e si dica la Petichat Eliahu Zachur Latov (trovabile nei siddurim, solitamente stampata prima di Shacharit) fino a “Qum Rabbì Shim’on veitchadeshun etc.” escluso. Poiché è parte dello Zohar HaQadosh [Tikkunè HaZohar 17] anche se si erra nella lettura non è un problema, e vale come studio, come riportato dal Maghen Avraham.
Successivamente legga i seguenti versetti che si trovano in Bereshit 6,8 (per 12 volte); ivi 26,12 (per 12 volte); Tehillim 36,10 (per 10 volte); ivi 97,11(per 17 volte); Shemuel A 25,6 (per 10 volte). Poi si dica Tachel Shanaàh Uvirkoteha e dica il Qiddush al suo posto.
[in un anno me'ubbar, cioè di 13 mesi, anzichè ripetere per 12 volte si ripete per 13]

Come Procedere - in pratica
Per facilitare la questione abbiamo riportato il testo qui sotto – le parti in parentesi non si leggano.

פתח אליהו הנביא זכור לטוב ואמר. רבון עלמין דאנת הוא חד ולא בחשבן. אנת הוא עלאה על כל עלאין סתימא על כל סתימין, לית מחשבה תפיסא בך כלל. אנת הוא דאפיקת עשר תקונין, וקרינן לון עשר ספירן, לאנהגא בהון עלמין סתימין דלא אתגלין, ועלמין דאתגלין, ובהון אתכסיאת (נ"א אתכסייא) מבני נשא, ואנת הוא דקשיר לון ומיחד לון. ובגין דאנת מלגאו, כל מאן דאפריש חד מן חבריה מאלין עשר, אתחשיב ליה כאלו אפריש בך. ואלין עשר ספירן, אינון אזלין כסדרן, חד אריך וחד קצר וחד בינוני, ואנת הוא דאנהיג לון, ולית מאן דאנהיג לך לא לעילא ולא לתתא ולא מכל סטרא. לבושין תקינת לון, דמניהו פרחין נשמתין לבני (נ"א דבני) נשא, וכמה גופין תקינת לון דאתקריאו גופא לגבי לבושין דמכסין עליהון, ואתקריאו בתקונא דא, חסד דרועא ימינא. גבורה דרועא שמאלא, תפארת גופא, נצח והוד תרין שוקין, ויסוד סיומא דגופא אות ברית קדש, מלכות פה. תורה שבעל פה קרינן ליה. חכמה מוחא איהו מחשבה מלגו. בינה לבא ובה הלב מבין. ועל אלין תרין כתיב (דברים כ"ט כ"ח) הנסתרות ליי' אלקינו. כתר עליון איהו כתר מלכות, ועליה אתמר (ישעיה מ"ו י (מגיד מראשית אחרית, ואיהו קרקפתא דתפלי (נ"א קרקפתא דלא מנח תפלי), מלגו איהו יו"ד ק"א וא"ו ק"א דאיהו ארח אצילות, איהו שקיו דאילנא בדרועוי וענפוי (נ"א ואנפוי,( כמיא דאשקי לאילנא ואתרבי בההוא שקיו. רבון העולמים אנת הוא עלת העלות סבת הסבות דאשקי לאילנא בההוא נביעו, וההוא נביעו איהו כנשמתא לגופא דאיהו חיים לגופא, ובך לית דמיון ולית דיוקנא מכל מה דלגו ולבר. ובראת שמיא וארעא, ואפיקת מנהון שמשא וסיהרא וככביא ומזלי, ובארעא אלנין ודשאין וגנתא דעדן (ועשבין) וחיון ועופין ונונין ובני נשא, לאשתמודעא בהון עלאין, ואיך יתנהגון בהון עלאין ותתאין, ואיך אשתמודעאן מעלאי ותתאי, ולית בך דידע כלל] דף יז/ב[ ובר מינך לית יחידא (ס"א יחודא) בעלאי ותתאי, ואנת אשתמודע אדון על כלא, וכל ספירן כל חד אית ליה שם ידיע, ובהון אתקריאו מלאכיא, ואנת לית לך שם ידיע, דאנת הוא ממלא כל שמהן, ואנת הוא שלימו דכלהו, וכד אנת תסתלק מנהון, אשתארו כלהו שמהן כגופא בלא נשמתא. אנת חכים ולאו בחכמה ידיעא, אנת הוא מבין ולא מבינה ידיעא, לית לך אתר ידיעא אלא לאשתמודעא תוקפך וחילך לבני נשא, ולאחזאה לון איך אתנהיג עלמא בדינא וברחמי דאינון צדק ומשפט כפום עובדיהון דבני נשא, דין איהו גבורה, משפט עמודא דאמצעיתא, צדק מלכותא קדישא, מאזני צדק תרין סמכי קשוט, הין צדק אות ברית, כלא לאחזאה איך אתנהיג עלמא, אבל לאו דאית לך צדק ידיעא דאיהו דין, ולאו משפט ידיעא דאיהו רחמי, ולאו מכל אלין מדות כלל.
וְנֹחַ, מָצָא חֵן בְּעֵינֵי ה’.
Si ripeta 12 Volte
וַיִּזְרַע יִצְחָק בָּאָרֶץ הַהִוא וַיִּמְצָא בַּשָּׁנָה הַהִוא מֵאָה שְׁעָרִים וַיְבָרְכֵהוּ ה’.
Si ripeta 12 Volte

כִּי-עִמְּךָ מְקוֹר חַיִּים בְּאוֹרְךָ נִרְאֶה-אוֹר
Si ripeta 10 volte

אוֹר זָרֻעַ לַצַּדִּיק וּלְיִשְׁרֵי-לֵב שִׂמְחָה.
Si ripeta 17 volte

וַאֲמַרְתֶּם כֹּה לֶחָי וְאַתָּה שָׁלוֹם וּבֵיתְךָ שָׁלוֹם וְכֹל אֲשֶׁר-לְךָ שָׁלוֹם.
Si ripeta 10 volte

תחל שנה וברכותה
Tachel Shanàh uvirkoteha

Si reciti il Qiddush

venerdì 11 settembre 2009

Tishrè 5770

1 - 2 Tishrè 5770 (sab 19- dom 20 set '09)
ראש השנה Rosh HaShanàh
dura due giorni di Yom Tov, non si recita tachanun, c'è mussaf, in entrambi i giorni la lettura della Toràh.


Poichè il primo giorno quest'anno cade di Shabbat Qodesh, ci sono norme particolari come il fatto che non si suona lo shofar se non il secondo giorno.

מולד Molad
il Molad cade il giorno di Shabbat 10.47 e 6-7 chalaqim, quindi la
ברכת הלבנה Birkat Ha-Levanàh,
l'uso comune è quella di recitarla all'uscita di Yom HaKippurim

3 di Tishrè 5770 (lun 21 set '09)
צום גדליא Digiuno di Ghedaliàh
il digiuno inizia dall'alba fino al tramonto. De facto è vietato mangiare da quando si va a dormire la sera precedente a meno che non si espliciti che si ha intenzione di mangiare nel caso ci si svegli prima dell'alba



1-10 di Tishrè (sab 19 - mar 28 set '09)
עשרת ימי תשובה 'Asseret Yemè Teshuvàh


9 di Tishrè (lun 27 set '09)
Vigilia di Yom HaKippurim
La mizwàh principale del giorno è quella del mangiare più del solito. Ci sono vari usi su come applicare questa mizwàh.


10 di Tishrè (lun sera del 27 set e mar 28 set '09)
יום הכיפורים Yom HaKippurim
Giorno di tefillàh e digiuno per eccellenza nella quale HQB"H IS"L dà la possibilità di espiare i propri peccati attraverso la teshuvàh.

5 categorie di divieto valgono oggi, oltre al divieto di compiere qualsiasi melakhàh:
1. Mangiare e bere 2. Rapporti con il proprio partner 3. Ungersi 4. Lavarsi 5. Indossare scarpe di cuoio /pelle.


Sera dell'11 di Tishrè (mar sera 28 set '09)
Uscita di Yom HaKippurim - si recita la Birkat HaLevanàh.


15 di Tishrè fino al 21 (sab 3 ott - ven 10 ott '09)
סוכות Sukkot

Si vive nelle sukkot per 7 giorni. La prima sera è una mizwàh direttamente dalla toràh che obbliga a mangiare almeno un kezait di pane (tra i 27 ai 32 grammi); negli altri giorni c'è solo un divieto di mangiare in modo fisso (verrà spiegato Belì Neder in un prossimo articolo BS"D) fuori dalla sukkàh, e sarebbe opportuno mangiare sempre in essa.


Ogni giorno la teffillàh è composta da Shacharit con aggiunta di Ya'alè Veyavò nella 'amidàh, utilizzo del lulav, Hallel completo, quindi con berakhàh secondo tutte le opinioni, Sefer Toràh e Mussaf.

Durante Shabbat Qodesh il lulav non si usa. Pertanto quest'anno (5770) la mizwàh del lulav è derabbanan e quindi non è necessario strettamente il dettaglio di "hadar".


Il primo giorno di Sukkot è Yom Tov, e fuori da Eretz Israel lo è anche il secondo.


21 di Tishrè ( notte del 9 gio-ven e ven 10 ott)

הושענא רבה Hoshanà Rabbàh

Giorno di conclusione del Giudizio iniziato il giorno di Rosh Chodesh Elul.

Si usa passare la notte a studiare il Tiqqun della notte di Hoshanà Rabbà

22 di Tishrè (sab 11 ott)
שמיני עצרת Sheminì 'Azzeret
In Eretz Israel non ci si siede più nelle Sukkot, e coincide con Simchat Toràh.
Fuori da Eretz Israel è un giorno di Yom Tov a sè stante e si rimane in sukkàh senza berakhàh.
Poichè cade Shabbat le variazioni che troviamo è Ya'alè Veyavò nella 'amidàh di shacharit, Hallel completo con berakhàh, Qeriat HaToràh relativa al giorno e non a Shabbat (in Eretz Israel si legge VeZot HaBerakhàh) e Mussaf di Shabbat e Yom Tov.


23 di Tishrè (dom 12 ott)
In Eretz Israel: איסרו חג Issru Chag di Sukkot
Fuori da Eretz Israel: שמחת תורה Simchat Toràh
Giorno di festa per la conclusione della lettura annuale della Toràh, con la parashàh di VeZot HaBerakhàh. Si usa in onore della Toràh ballare con i sifrè Toràh.


24 di Tishrè (lun 13 ott)
Fuori da Eretz Israel: איסרו חג Issru Chag di Sukkot
Tizkù Leshanim Rabbot

mercoledì 8 luglio 2009

Norme sui Digiuni Pubblici - La Teffillàh

Nei giorni di digiuno pubblico ci sono alcune norme comuni che valgono per i tre digiuni del 17 di Tammuz, Digiuno di Ghedaliàh (3 di Tishrè) e il 10 di Tevet.

עננו ‘Anenu

Chi digiuna deve aggiungere nella ברכה berakhàh ~ benedizione dell’amidàh שומע תפילה“Shome’a Teffillàh” l’aggiunta עננו “’anenu” stampata nei siddurim. Il minhag della maggior parte dei sefaraditi è di recitarlo sia a shacharit che a minchàh, ma ad arvit l’uso è di non recitarlo, poiché il digiuno non è ancora iniziato. Ci sono però alcuni che usano, e tra loro alcuni yemeniti, recitarlo anche ad arvit poiché comunque è un giorno di digiuno. Gli ashkenaziti usano recitarlo solo a minchàh [TH7 3:6].

Il חזן chazan ~ ufficiante nella חזרה chazaràh ~ ripetizione dell’amidàh deve recitare una berakhàh di per sé, tra גואל ישראל“Goel Israel” e רפאנו “Refaenu” come stampato nei siddurim, anziché ‘anenu nella berakhàh di “Shome’a Teffillàh” come il singolo. Può dirla solo a condizione di avere almeno 6 preganti (lui compreso)[1] che abbiano intenzione di completare il digiuno; in caso contrario reciti ‘anenu come il singolo (in Shome’à Teffillàh) anche durante la chazaràh. Per questo motivo, a priori il chazan dev’essere digiunante perché altrimenti non gli è concesso recitare ‘anenu. In caso non ci sia nessun altro che sia in grado di essere chazan si dica la chazaràh senza ‘anenu ]princ. TH7 3:12-14, cfr. note].

Colui che deve recitare parola per parola la amidàh con la chazaràh del chazan (per esempio se è arrivato in ritardo) non ha il permesso di recitare la berakhàh aggiunta di ‘anenu, ma dovrà stare zitto in quel momento. Dovrà inoltre dire ‘anenu in “Shome’a Teffillàh”, nonostante a causa di questo ritardi e non riesca a dire con il chazan מודים“Modim”. In ogni caso quando sente “modim” ci si pieghi un pochino, tranne nel caso in cui si trovi all’inizio o alla fine di una berakhàh [TH7 3:11].

תחנונים Tachanunim

Nella Teffillàh si usa aggiungere dei tachanunim particolari (di solito presenti verso il fondo del siddur), dopo la Amidàh di shacharit. Inoltre il 10 di Tevet e il 17 di Tammuz si aggiunge il מזמור mizmor ~ salmo 83 שיר מזמור לאסף “Shir Mizmor leAssaf” dopo il mizmor quotidiano (, per i sefaraditi prima di Hoshi’enu).
Chi fa teffillàh ביחיד beyachid ~ da solo (senza minjian) deve sapere che può fare i tachanunim, ma in modo particolare. Il primo ויעבור “Vay’avor” (quello presente tutti i giorni) può essere letto solo se si legge con i טעמיםta’amim, che sono le melodie legate alle parole. I successivi invece, beyachid non si leggono, ma si interrompe prima, appena lette le parole שהודעת לעניו מקדם “shehod’ata le’anav miqedem”.[2]

ברכת כהנים Birkat Cohanim

I cohanim eseguono la birkat cohanim sia a Shacharit che a Minchàh, con la condizione che quest’ultima venga fatta, a priori, almeno dopo פלג המנחה pelag haminchàh (un ora e un quarto zemanit prima dell’uscita delle stelle). In un posto dove usano che i cohanim eseguano la birkat cohanim a Minchàh prima di quest’ora c’è da ammonirli, e sistemare il minhag secondo la regola, in modo che venga fissato dopo pelag haminchàh [TH7 3:2, vedi in loco fonti e approfondimenti su casi particolari a posteriori].

Inoltre se si prega minchàh prima di pelag haminchàh nella chazaràh il chazan non sostituisce la birkat cohanim con “Elokenu veElokè Avotenu barechenu etc.”. Ci sono alcuni ashkenaziti che hanno invece il minhag di recitare, nel caso si trovino prima di pelag haminchàh, “Elokenu veElokè Avotenu barechenu etc.” senza birkat Cohanim ]TH7 3:3[.

Un cohen che non digiuna non può eseguire la birkat cohanim a minchàh, poiché questa è dipendente solo dal digiuno. In caso ci siano cohanim che la eseguono, esca quindi dal bet hakenesseth [TH7 3:4].

Se si è superato il tramonto con la chazaràh, è comunque possibile eseguire la birkat cohanim. Se si è superata l’uscita delle stelle non è però possibile [TH7 3:5].

ספר תורה Sefer Toràh [TH7 cap. 4]

Durante giorni di digiuno pubblico salgono 3 persone a leggere nel Sefer Toràh ויחל “Vajchàl” come stampato nei siddurim ( כי תשאShemot 32:11-14; 34:1-10). Solo chi è a digiuno può salire al sefer, e sono necessari almeno 6 digiunanti nel minjian per estrarre il sefer dall’Aron haqqodesh, sia per shacharit che minchàh. E’ bene stare attenti che anche colui che legge sia a digiuno.


[1] Nel caso invece di un digiuno nella quale il pubblico digiuna, ma non appartiene ai 4 digiuni pubblici, è necessario avere almeno 10 digiunanti. Così è l’opinione del TH7 per risolvere un’apparente contraddizione nelle parole di Maran; a causa di questa c’è chi sostiene che anche nei 4 digiuni pubblici siano necessari 10 digiunanti.
[2] Fin qui secondo la prima opinione riportata nel [BIC Ki Tissàh 1,9], e così compresa dal OL2 . Il BIC aggiunge che il suo uso a quel punto era di continuare nella lettura mentale fino al termine del “Vay’avor”. Riporta inoltre che c’è chi ritiene che sia bene leggere al posto di questi “Vay’avor” la traduzione in aramaico di Onqelos, trovabile nel chumash seguito da una particolare teffillàh. Per completezza ne riporto qui il testo
(traduzione di Onqelos)ואעבר ה' שכנתיה על אפוהי, וקרא ה' ה' אלהא רחמנא וחננא, מרחיק רגז, ומסגי למעבד טבוון וקשוט, נטר טיבו לאלי דרין, שביק לעווין ולמרוד ולחובין, סלח לדתייבין לאוריתיה
(Teffillàh) אנא ה' אל חי תספיק לנו שפע אור וברכה חן וחסד ורחמים ואומץ, נא ה' אל פודה, עטרנו שמחנו

martedì 7 luglio 2009

Norme sui Digiuni Pubblici - Chi e Quando

Per i tre digiuni pubblici del 17 di Tammuz, Digiuno di Ghedaliàh (3 di Tishrè) e del 10 di Tevet valgono norme comuni; in questa prima parte verranno trattate le norme generali di questi digiuni pubblici.

Chi deve digiunare?
  • Tutti sono obbligati a digiunare nei giorni di digiuno pubblico dall’età in cui si è obbligati a rispettare le mizwot (13 per gli uomini e 12 per le donne). Questo obbligo comprende anche lavoratori, insegnanti e Talmidè Chakhamim, nonostante ciò li possa infastidire nel loro impegno quotidiano [TH7 1,3].
  • In breve una piccola lista degli esenti da questi digiuni secondo il TH7 [capitolo 2]:
    o [1] I minori dell’età dell’obbligo all’osservanza delle mizwot (13 anni per i ragazzi, 12 per le ragazze).
    o [2] Le donne incinte e le allattanti. Una donna è considerata incinta se sono passati 3 mesi dall’inizio della gravidanza. In caso di forte debolezza è esente anche prima di questo periodo, in particolare se sono passati i primi 40 giorni dall’inizio della gravidanza. E’ invece considerata allattante nei 24 mesi successivi la nascita del bambino, anche se ha interrotto l’allattamento. In ogni caso per queste categorie (spiegate in questo punto), se possono, è bene che mangino solo ciò che gli è strettamente necessario.
    o [3] Un malato, anche se non in pericolo di vita a causa della sua malattia, ma non riesce ad uscire di casa data la sua malattia. Eventualmente anche una persona che si è ripresa dalla malattia, ma è ancora debole è possibile sia esente.
    o [4] Un anziano debole, nonostante sembri sano.
  • Sono inclusi nell’obbligo di digiunare:
    o [5] uno sposo ed una sposa durante i primi 7 giorni del matrimonio.
    o [5] i בעלי ברית ba’ale berit ~ “padroni” del berit-milàh, tali il מוהל mohel (colui che effettua la milàh), il סנדק sandaq (colui che tiene il bambino durante la milàh) e il padre del bambino (per la madre vedi sezione esenti .2).
  • [6] il padre del bambino nel giorno del פדיון הבן pidjion haben (riscatto del primogenito maschio).
  • Queste ultime categorie possono interrompere il digiuno dopo חצות chatzot hayom ~ metà delle ore di luce nel caso in cui il digiuno sia דחוי dachui ~ spostato. Ciò è valido per tutti i digiuni di questa categoria (cioè esclusi Yom Hakippurim e il 9 di Av) tranne il 10 di Tevet perchè non può mai essere dachui [TH7 2, 5].


Periodo del digiuno
Il tempo del digiuno è dall’alba fino all’uscita delle stelle [TH7 1, 4].

Nel caso ci si svegli prima dell’alba si ha il permesso di mangiare, dopo aver dormito la notte, solo se ha esplicitato una condizione entro la sera precedente di voler mangiare prima dell’alba qualora se ne presenti l’occasione. Sotto tale condizione può mangiare e bere, altrimenti gli è vietato. In ciò sono facilitanti gli ashkenaziti che permettono di bere dell’acqua fino all’alba anche senza la condizione, per chi sia solito farlo comunemente [TH7 1,5].

Scordato il digiuno – Che fare?
Una persona che si fosse scordata del digiuno ed avesse mangiato, non gli è concesso continuare a mangiare, ma deve completare il digiuno.

Me’iqqar hadin ~ secondo la regola stretta non è necessario digiunare un altro giorno al posto di questo interrotto, a meno che non voglia farlo per sistemare il danno fatto avendo interrotto il digiuno. E se il digiuno che vuole fare può disturbare il suo studio di Toràh, non è bene che digiuni, ma espii la sua colpa dando צדקה tzedakàh (non voglio tradurlo come elemosina perché sarebbe errato oltre che limitativo) e aumenti lo studio della Toràh Haqqedoshàh [TH7 1,15].

Nel caso abbia mangiato una quantità maggiore di kezait (27 grammi circa), nonostante debba completare non può aggiungere “‘Anenù” nell’amidàh. Nel caso abbia mangiato una quantità minore, gli è permesso [TH7 1,16[.
Nel caso abbia recitato unaברכה berakhàh ~ benedizione su un cibo, e si è subito ricordato che è giorno di digiuno, assaggi una piccolissima parte del cibo affinché la sua berakhàh non sia stata recitata invano, poiché la punizione della recitazione di una berakhàh invano è maggiore di quella di una persona che mangia in un giorno di digiuno pubblico. Chiaramente non può proseguire nel suo “pasto”dopo l’assaggio. [TH7 1,17].

Altre note

  • In questi digiuno è possibile lavarsi, ungersi, indossare scarpe di pelle e avere rapporti coniugali. Lavarsi con l’acqua calda מעקר הדין me’iqqar hadin ~ in base alla stretta regola è permesso; in ogni caso ci sono alcuni ashkenaziti che sono più rigorosi in ciò nei digiuni pubblici [TH7 1, 6].
  • E’ bene essere rigorosi e non lavarsi la bocca con l’acqua durante i digiuni pubblici. In ogni caso, per chi è abituato a farlo tutti i giorni, e il non farlo lo infastidisce molto, è possibile facilitare, a patto che non inserisca in bocca più di un revi’it (88cc: poco meno di metà di un bicchiere di plastica standard) di acqua alla volta e non senza ingoiare nulla. La stessa cosa vale riguardo il lavarsi i denti [TH7 1,11].
  • Le pastiglie contro il mal di testa o altro, sono permesse per un digiunante a condizione che non abbiano sapore e si riescano ad ingoiare senza acqua. Se invece devono essere masticate o hanno sapore c’è da essere maggiormente rigorosi. Ma se sono necessarie per la cura di una malattia relativa ad un organo interno c’è da facilitare [TH7 1,13].
  • E’ vietato masticare un chewing-gum durante i giorni di digiuno pubblico. [TH7 1,12 - cfr approfondimenti ivi].
  • E’ permesso me’iqqar hadin fumare sigarette. In ogni caso sarebbe bene evitare di fumare durante tutto l’anno poiché è riconosciuto dalla maggior parte di grandi autorità nel campo della medicina che il fumo nuoce gravemente alla salute, e può portare a gravi conseguenze (lo ‘alenu); non fumando si compie quindi il precetto di “state molto attenti alle vostre anime” (N.d.T. che comprende la cura del corpo nel limite di non danneggiarlo) [TH7 1,14]