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martedì 24 agosto 2010

Elul! - Trucchi pratici

Il mese di Elul è un periodo di teshuvàh, in cui bisogna porre attenzione a controllare le proprie azioni. Portiamo qui alcune "innovazioni" pratiche proponibili. 

Controllo delle proprie azioni. È bene e retto che ogni notte prima di dormire, prima che dica il וידוי viddui ~ confessione dei peccati (durante la קריאת שמע על המטה Qeriat shemà ‘al ha-Mittàh, come uso dei sefarditi nei giorni in cui si dicono tachanunim e in altre comunità) faccia teshuvàh. E così faccia di Rosh-HaShanà e Yom HaKippurim perché dovrebbe essere un’azione da fare ogni singola notte della propria vita ma almeno lo faccia in questi temibili 40 giorni. (Morè BeEtzb’à di Maran HaChidà 8:243)

Selichot. Ogni giorno, ognuno secondo il proprio uso, sarebbe opportuno alzarsi e recitare le Selichot, attraverso cui si chiede perdono al Borè ‘Olam-Creatore dell’Universo per le azioni poco corrette.
Trattandosi di scuse sarebbe opportuno capire bene ciò che si dice affinché non siano come canzoni o grida soltanto agli Occhi di H’, poiché non si fanno scuse non intenzionalmente. (Morè BeEtzb’à di Maran HaChidà 8:243 e Pelle Yoètz di Rav Eliezer Pappo za”l “Selichot”.

Attenzione alle prioritá. Avvisa Maran HaChidá nel Moré BeEtzb'á (8:245-246): "La parte fondamentale del Servizio Divino - consiste nello stare attenti alle parti basilari e aggiungere ad essi e non di disprezzare le basi e compiere le aggiunte." "Perció é necessario stare attenti che non si arrivi ad addomentarsi con i tefillin o durante la tefilláh poiché é preferibile pregare come si deve piuttosto che dire le selichot e rovinare la teffilláh."
In ogni caso l'intenzione dev'essere quella di riuscire a compiere entrambi, stando attenti a sapersi gestire.

Kapparáh. Indubiamente uno dei principi di questi giorni é quello di avere kapparáh per i propri peccati. Ci sono tre approcci da utilizzare:

  • קול qol ~ voce, attraverso la teffilláh e le selichot in particolare e lo studio della toráh, in cui il concetto principale del mese di Elul é quello della quantitá elevata di studio, in particolare nel NaCh, nei Tehillim (l'uso é quello di leggere 10 capitoli al giorno per raggiungere 300 mizmorim nel giro di 30 giorni, come la ghematria di כפר kapper ~ espia), Tiqquné haZohar e mishayot nel particolare [Moré BeEtzbá 8:248 e cosí ho sentito da Rav Ben Tzion Mutzaffi Shalitá],

  • צום tzom ~ digiuno, c'é chi riporta che é opportuno digiunare nel mese di Elul (Moré BeEtzb'á 8:247), c'é chi usa quattro giorni da completare negli 'asseret yemé teshuváh, c'é chi usa la vigilia di Rosh HaShanáh (cfr. articolo precedente sull'argomento). In ogni caso ci puó essere una doppia utilitá a sapere ció: (a) riscattare il digiuno attraverso denaro, (b) effettuare il digiuno di parole anche parziale. In generale é bene sapere il concetto anche solo per risvegliarsi, sapendo cosa facevano solo poco tempo fa.

  • ממון mammon ~ denaro, si aumenti se possibile la tzedaqáh in questi giorni, affinché possa espiare le proprie colpe.

Buon Elul a tutti

venerdì 25 settembre 2009

La vigilia di Yom Ha-Kippurim - 3. כפרות Kapparot

Prima di cominciare con questo argomento bisogna ricordare una cosa le Kapparot senza teshuvàh servono a ben poco. Come abbiamo già detto più volte non bisogna confondere il mezzo con il fine. Le kapparot sono un mezzo, non un fine; pertanto è necessario tenere in mente che il fine è quello di fare teshuvàh. L’esempio più eclatante è la kapparàh per eccellenza quella con il pollo, che davanti a noi dovrebbe venire shachtato (e non solo). Lo spettacolo è abbastanza cruento e lo deve essere proprio perchè dobbiamo comprendere che quello che accade al pollo dovrebbe accadere a causa delle conseguenze dei nostri peccati su di noi, ma HQB”H IS”L trattiene i frutti dei nostri peccati per un tempo tale da poterci dare la possibilità di scegliere cosa fare, se riprenderceli oppure eliminarli o meglio ancora trasformali in frutti buoni attraverso la teshuvàh. Ora preferirei non dilungarmi sulla kapparàh col pollo, perchè oltre ad avere diversi problemi halachici sulla quale è necessario stare attenti[2], qui in italia è poco frequente poichè pochi hanno la possibilità di avere questo servizio. Una sola nota sull’argomento: per fare le kapparot con il pollo bisognerebbe avere un shochet che fa la shechittàh del pollo davanti a noi[3]; i giri in sè non servono a molto; il grosso è il vedere ciò che accade. Pertanto la cosa preferibile se non si ha questa possibilità è di eseguire le Kapparot sul denaro.
Come si fanno? Si prende del denaro e li si fa girare sulla testa della persona sulla quale si fa la kapparàh e si dica ciò che c’è stampato sui machazorim. Riporto qui alcune delle formule anche traslitterate:

Per sè stesso:
אלו המעות חליפתי, תרומתי, כפרתי. אלו המעות ינתנו לצדקה ואכנס אני לחיים טובים לשלום
“Elu Hama’ot Chalifatì, Terumatì, Kapparatì, Elu hama’ot innatenu lizdakàh veecanes anì lechajim tovim ulshalom”
Per un altro (uomo):
אלו המעות חליפתך, תרומתך, כפרתך. אלו המעות ינתנו לצדקה ותכנס אתה לחיים טובים לשלום
“Elu Hama’ot Chalifatecha, Terumatecha, Kapparatecha, Elu hama’ot innatenu lizdakàh vetikanes atàh lechajim tovim ulshalom”
Per un altra (donna):
אלו המעות חליפתך, תרומתך, כפרתך. אלו המעות ינתנו לצדקה ותכנסי את לחיים טובים לשלום
“Elu Hama’ot Chalifatech, Terumatech, Kapparatech, Elu hama’ot innatenu lizdakàh vetikanesì at lechajim tovim ulshalom”
Per una donna incinta:
אלו המעות חליפת כם, תרומת כם, כפרת כם. אלו המעות ינתנו לצדקה ותכנסו אתם לחיים טובים לשלום
“Elu Hama’ot Chalifatechem, Terumatechem, Kapparatechem, Elu hama’ot innatenu lizdakàh vetikanesu atem lechajim tovim ulshalom”
Il consiglio naturalmente è sempre quello di utilizzare il machazor, leggendo anche il leshem ychud prima. E’ bene anche pensare semplicemente alle iniziali che ho sottolineato[cfr. BIC 2]. Si ripeta la formula per tre volte e facendo girare i soldi sulla testa ad ogni volta.
[1] Fonti principali MB 605; BIC 2-3; TH1 cap.8.
[2] A questo proposito si veda O.C. 605 e commenti, in particolare MB e il BIC 2-3.
[3] Poichè nella stragrande maggioranza dei casi non si ha questa possibilità, rimando a chi fosse interessato al BIC

mercoledì 23 settembre 2009

La vigilia di Yom Ha-Kippurim - 1. Introduzione

La vigilia di Yom Ha-Kippurim è un giorno incredibilmente denso, poichè ci sono moltissime cose da fare. In sintesi:

  1. סליחות Selichot particolari. La viglia di Yom HaKippurim aumentano, in particolare per gli ashkenaziti.

  2. כפרות Kapparot: anche questo nei prossimi giorni

  3. טבילה Tevillàh: è un ottimo מנהג minhag ~ uso immergersi nel Mikvè in questo giorno. In caso non abbia la possibilità di immergersi nel mikvè è bene fare la doccia con quantità di 9 Kabin corrispondenti a 21,6 litri secondo l’opinione più rigorosa (Chazon Ish) che corrispondono a circa 3 minuti sotto getto massimo. Non è necessario che l’acqua sia fredda. (TH1 10,2). C’è chi usa recitare nel Mikvè il ודוי Viddui ~ Confessione dei peccati. Ai nostri tempi quest’uso è da evitare per vari motivi (per approfondire TH1 10,3). Il BIC riporta che è bene fare le stesse tevillot di Rosh Hashanàh.

  4. Pasti (riassunto molto in breve di TH1 cap. 9):

  • (1) Nel trattato di Berachot 8b viene riportato che chi mangia e beve il nono giorno (di Tishrè, vigilia di Yom Hakippurim) è come se avesse digiunato il 9° e il 10° giorno (di Tishrè). Per questo abbiamo una mizwà direttamente dalla Toràh che consta nell’abbondare nel numero di pasti. Secondo la regola stretta bisogna aumentare il numero di pasti rispetto a quello che è lo standard della persona. Per vari motivi ci sono diversi usi su quanti pasti fare, i più comuni sono 5 o 7 pasti.

  • (2) In ogni caso è vietato digiunare in questo giorno. Ed è bene evitare di lavorare in questo giorno; e anche chi lavora deve sapere che non c’è סימן ברכה siman berachàh ~ benedizione da quel lavoro.

  • (4) Anche le donne sono obbligate ad aumentare il numero di pasti.

  • (5) Si stia inoltre attenti a mangiare cibi leggeri, evitando per esempio uova, latte caldo, aglio, pesci e carne grassa. Anche questi però è possibile però mangiarli la mattina; se possibile è consigliato mangiare un pasto a base di pesce nelle ore mattutine.

  1. מלקויות Minchàh (TH1 10,5): si prega Minchàh ancora in pieno giorno, prima della סעודה מפסקת Se’udàh Mafseket ~ (n.l.) pasto prima del digiuno. Nella תפילה Teffillàh ~ preghiera di Minchàh si dice il Viddui alla fine dell’amidàh, e si usano fare altre aggiunte, come stampato nei machazorim.

  2. מלקויות Malkuiot [O.C. 607:6 e MB ivi]: è un buon uso, dopo minchàh, emulare le 39 frustate che si ricevevano nel caso in cui una persona fosse stata trovata colpevole di uno dei peccati per la quale si è passibili di frustate. Si usi per questa pratica la punta di una normale cintura (non la parte ferrata) e se la faccia battere leggermente a torso nudo come espiazione di peccati e ricordo che in teoria avrebbe potuto dover subire questa pratica in modo più “completo”. Il Ramà riporta che il frustato reciti il viddui sottovoce, mentre il frustante recutu per 3 volte il versetto “Vehu Rachum” che è composto da 13 parole.
  3. סעודה מפסקת Se’udàh Mafseket: i chakhamim ZZ”L hanno istituito la lettura del Viddui prima della Se’udàh Mafseket ~ (n.l.) pasto prima del digiuno, affinchè chas veshalom si evitino situazioni spiacevoli [cfr. MB 607:1]. In tale pasto c’è chi usa intingere il pane nello zucchero, ma in ogni caso è bene che lo intinga anche nel sale precedentemente come nel resto dell’anno [BIC 4].

  4. תוספת יום הכפוריםTossefet Yom Hakippurim: E’ necessario terminare il pasto prima del tramonto, poiché c’è una mizwàh della Toràh di aggiungere מחול על הקודש dal Chol ‘al haqodesh ~ (n.l.) profano al sacro, cioè accettare su di sé la festività prima che effettivamente inizi. Anche le donne hanno questo precetto da compiere. E in questa תוספת tossefet ~ aggiunta (di tempo) si applicano tutte le regole di Yom Hakippurim [TH1 10,6 & O.C. 608:2]. Se ha accettato su di sé la tossefet solo con il pensiero ancora in pieno giorno e ci ha ripensato, può mangiare fino a quando non lo accetta esplicitamente (TH1 10,7).

martedì 22 settembre 2009

Come posso chiedere scusa?

Allo scopo di esplicare questo tema lo Shulchan ‘Aruch ci dedica un intero סימן siman ~ n.l. capitolo il 606. Per chiedere מחילה mechilàh[1] ~ n.l. scusa non è necessario per forza essere dinnanzi alla persona, ma è possibile anche farlo con qualsiasi mezzo “lecito” di comunicazione, tale telefono, fax, e-mail, lettera. Spesso e volentieri questi ultimi sono anche meglio, specie se la causa della richiesta è pesante, poiché una persona può pensarci meglio prima di rispondere in malo modo; anzi, ci può ripensare, e a freddo, scrivere una risposta. Se frontale, diminuisce la possibilità di rispondere a freddo; nonostante ciò solitamente, se presente la possibilità è meglio la richiesta di scusa frontale. E’ permesso pure scusarsi attraverso un inviato, anche a priori se la persona è molto distante e pertanto difficile da raggiungere. Chiaramente tutto ciò dipende da persona a persona, da caso a caso.
Cosa che invece non fa uscire dall’obbligo è una richiesta generale ad un pubblico [MB 606:3] nel caso ci siano peccati particolari, è bensì necessario andare a chiedere scusa personalmente; un esempio di peccato particolare commesso verso una persona è spesso (purtroppo) il לשון הרע lashon har’à ~ cattiva lingua che (abbastanza in generale) consiste nel dire qualcosa di male su una persona anche se vera[2], o anche dire una cosa positiva davanti ad una persona che per qualche motivo la considera negativa oppure viene spinto da questa a dire qualcos’altro di male su tale persona.
[O.C. 606 e MB ivi] Nel caso la persona non voglia perdonarlo alla prima richiesta, è necessario tornare presso di lui per almeno 3 volte, ogni volta con un modo nuovo per cercare d’indurlo a perdonarlo, ogni volta accompagnato da 3 persone. Se dopo questi tentativi ancora non lo vuole perdonare, se si tratta di una persona che gli ha insegnato Toràh Haqqedoshàh, in tal caso deve proseguire a chiedere perdono. In caso contrario può convocare 10 persone ebree (al fine di rendere la cosa pubblica, poichè ogni cosa detta dinnanzi a 10 persone diviene pubblica automaticamente) e dichiarare dinnanzi a loro che lui è andato a chiedere perdono, ma questo non è stato accettato. Il Ramà riporta che è bene perdonare con cuore integro poichè bisogna ricordare che come noi ci comportiamo nei confronti del prossimo così HQB”H IS”L si comporta con noi. C’è un’esclusione: nel caso si sia fatta un’offesa (anche non dinnanzi a lui) che consista nel dire un difetto (solitamente famigliare) che non ha, per esempio se lo ha chiamato mamzer ~ figlio illegittimo. La MB [11] dice che il motivo è che anche se lo perdona comunque il danno è fatto e prima che venga ristabilita la sua reputazione può passare anche molto tempo, se non mai. Conclude però che è un comportamento “umile” perdonare comunque.
Se chas veshalom si è recato un torto presso una persona che è defunta bisognerebbe andare presso la sua tomba con 10 persone e chiedere scusa esplicitamente dinnanzi loro. Chiaramente un cohen non può entrare in un cimitero, e segua la stessa procedura di una persona che abita lontano dal cimitero: invii un inviato che davanti a 10 persone faccia la stessa procedura a nome del “colpevole”.
L’uso è che quando viene chiesto scusa, si risponda se si vuole perdonare מחול מחול מחול “machul, machul, machul” ~ n.l. “cancellata (la colpa nei miei confronti), cancellata, cancellata”.

[1] Cancellazione probabilmente è una traduzione più letterale, ma in italiano rende meno l’idea; s’intende cancellazione della colpa nei suoi confronti.
[2] Nel caso sia falsa è un ‘averàh peggiore, si chiama “Motzì shem r’a” מוציא שם רע

giovedì 17 settembre 2009

La vigilia di Rosh Ha-Shanàh – Conclusione

La vigilia di Rosh Ha-Shanàh è l’ultimo giorno dell’anno.
E’ risaputo che in base alla fine tutto l’operato viene giudicato.
Abbiamo 24 ore per cercare di sistemare, sebbene solo in modo parziale, tutto ciò che abbiamo fatto in quest’ultimo anno, e mostrare ad HQB”H almeno la buona volontà, nel tentativo di cambiare, di renderci migliori, di avvicinarci di più a Lui e alla Sua Toràh.
In queste ultime 24 cerchiamo di sfruttare gli ultimi pasti, cercando di fare le berakhot, sia prima che dopo, come si deve, con calma e secondo la halachàh.
Cerchiamo di fare con concentrazione adeguata le ultime teffillot dell’anno.
NE MANCANO SOLO 3 oramai.
E tutto viene giudicato da quelle.
Se anche abbiamo sbagliato, siamo caduti, dimostriamo in queste ultime ore che manifestiamo la voglia di rialzarci, ricordando che quello che vuole HQB”H è principalmente che facciamo almeno un piccolo passo verso di Lui, avvicinandoci.
Come si fa?
Non solo pensandolo, ma facendo seguire al pensiero l’azione.
Negli ultimi articoli abbiamo illustrato alcuni usi e regole relativi quest’ultime ore…
Cerchiamo di sfruttarle al meglio!

לשנה טובה נכתב ונחתם
LeShanàh Tovàh Nikkatev Venechatem
In breve riassumo alcuni degli articoli precedenti riguardo ad oggi - ricordarsi di purificarsi (miqweh o doccia), fare teffillàh come si deve, aumentare lo studio al posto del digiuno.

giovedì 10 settembre 2009

La vigilia di Rosh Ha-Shanàh – Digiuno

C’è chi usa digiunare la vigilia di Rosh Ha-Shanàh [TH 2,1]. Chi vuole “partecipare” a questo minhag deve ricordare alcune cose.

  • Se non lo si è mai fatto e si vuole cominciare, si dica il primo anno prima di accettare il digiuno che lo si fa בלי נדר belì neder ~ senza promessa in modo tale da non dovere fare un eventuale scioglimento della promessa da parte di un חכם chakham ~ saggio in caso negli anni successivi si voglia smettere con tale usanza (TH 2,2).
  • Nel caso non si riesca a stare tutta la giornata senza né bere né mangiare è possibile fare uno scioglimento della promessa (nel caso si sia promesso) grazie ad un chakham anche nei giorni precedenti il digiuno (TH 2,2).
  • Non si può mangiare da quando si è andati a dormire la sera precedente dell’inizio del digiuno, tranne nel caso in cui si sia rimasti svegli tutta la notte, in cui si può mangiare fino all’alba. Relativamente al bere, acqua o caffè e te (anche zuccherati) c’è da facilitare fino all’alba (in base a BIC 1, e TH).
  • Se si vuole digiunare bisogna ricordare di fare la קבלה Qabbalàh ~ ricevimento del digiuno alla fine della amidàh di Minchàh dell’antivigilia di Rosh Ha-Shanàh. Il testo classico della ricezione del digiuno è trovabile nei siddurim. Nel caso non si sia fatta la Qabbalàh a Minchàh è possibile farla fino al tramonto.
  • Ogni digiuno non è finalizzato a sé stesso, ma solo a facilitare la Teshuvàh. Ne consegue che se uno deve fare un digiuno e fare ciò che fa tutti i giorni, oppure giocare o sollazzarsi, è inutile fare il digiuno, ma è meglio prendere ed aumentare con lo studio della Toràh HaQedoshàh. (cfr. Mishnàh Beruràh 549,1).


לשנה טובה נכתב ונחתם
LeShanàh Tovàh Nikkatev Venechatem

martedì 8 settembre 2009

La Vigilia di Rosh Ha-Shanàh - Lavaggi da impurità e altri usi

E’ bene andare al מקוה Mikvè ~ “bagno rituale” per immergersi nell’acqua per purificarsi. In tal caso è bene fare 5 immersioni, con i seguenti pensieri in testa: [BIC 3]
  1. Per purificarsi da eventuali טומאת קרי Tumat Qeri ~ impurità dovute a polluzioni.
  2. Per sistemare il כעס ka’as ~ collera.
  3. Per addolcire i giudizi con atti di bontà.
  4. Per togliere da sé gli abiti (anche spirituali) relativi ai giorni feriali.
  5. Per accettare su di sé la spiritualità dei giorni di Rosh Hashanàh.
Ricordo che è necessario avere l’autorizzazione dei responsabili del Mikvè per l’utilizzo del tale, poiché l’uso da parte di uomini senza autorizzazione, potrebbe causare seri problemi di Halachàh.
  • Nel caso in cui non si possa potere immergersi in un Mikvè, è possibile ripiegare secondo molti poseqim su una doccia con quantità di 9 Kabin corrispondenti a 21,6 litri secondo l’opinione più rigorosa (Chazon Ish) che corrispondono a circa 3 minuti sotto getto massimo. Non è necessario che l’acqua sia fredda. [BIC 3]
  • Se non si avesse la possibilità neppure di fare la doccia, si effettui un lavaggio delle mani alternato per 1 serie consecutive di 10 volte per mano, nella quale ad ogni lavaggio si pensi ad una lettera del Nome di HQB”H il cui valore è 72. Successivamente faccia due serie di 10 lavaggi, la prima sulla destra, e la seconda sulla sinistra pensando sempre ad una lettera dello stesso Nome di prima. Tale nome è composto dalle seguenti lettere in questo ordine: lettera YOD, lettera VAV, lettera DALET; lettera HE, lettera YOD; lettera VAV, lettera YOD, lettera VAV; lettera HE, lettera YOD. [BIC 3]
    L’esempio: si lavi la mano destra pensando alla lettera YOD, poi la sinistra pensando alla stessa; si torni quindi sulla destra pensando alla VAV, e si passi alla sinistra con lo stesso pensiero e così via secondo l'ordine esplicitato prima. Giunti alla fine di queste due serie, si lavi la mano destra pensando alla lettera YOD, poi di nuovo con la VAV, poi la DALET ecc. e si ripeta la stessa cosa sulla sinistra.[BIC 3]

martedì 1 settembre 2009

Regole sulla Teshuvàh

Introduzione
Prima di ogni festività è necessario prepararsi ad essa.
Per eccellenza il periodo della teshuvàh è quello del mese di Elul e dei עשרת ימי תשובה 'asseret Yemè Teshuvàh ~ 10 giorni penitenziali. Il culmine è il giorno di Yom Hakippurim, che non è soltanto una festa, ma uno dei due giorni migliori concessi da HQB”H IS”L al popolo ebraico durante l’anno [cfr. Ta’anit 26b], quindi è necessaria una preparazione maggiore.
Il punto principale della preparazione è che Yom Hakippurim per effettuare kapparàh necessita teshuvàh, e anch’essa ha le sue regole.
Come si fa a fare Teshuvàh?[2]
Esattamente come per il mangiare, il pregare, il vestirsi ecc. così anche la Teshuvàh ha le sue regole.
I punti principali per fare Teshuvàh sono l’individuazione del peccato, la decisione d’abbandonarlo e il confessarlo nel ודוי Viddui ~ n.l. confessione dei peccati, facendo conseguire alle decisioni anche l’azione.
Bisogna sapere inoltre che ciò non vale solo per i peccati fatti fisicamente, ma anche le trasgressioni commesse con la parola o con il pensiero, che sono spesso più difficili da identificare poichè ritenute cose da nulla. Tutto ciò vale per le trasgressioni tra uomo e HQB”H IS”L. Per peccati dipendenti da interrelazioni umane le regole sono differenti. Yom Hakippurim non espia le colpe verso il prossimo nel caso in cui questo non abbia perdonato la questione. Di conseguenza è necessario andare dalle singole persone verso i quali si è commesso qualcosa, spiegandogli la colpa (almeno nelle linee generali, meglio se nel dettaglio), cercando di riparare alla colpa commessa (per esempio nel caso del furto, cercando di restituirgli il maltolto o il corrispondente) e chiedendogli di perdonare il peccato commesso nei suoi confronti definitivamente.
Bisogna stare attenti che la richiesta di scusa non sia מילי בעלמא milè be’alma ~ semplicemente parole, ma bisogna effettivamente dal profondo pensare a cancellare i peccati nei suoi confronti.
Elenco qui alcuni tipi di peccati molto comuni, (e altrettanto gravi) distinguendoli per categorie:
- בן אדם למקום Ben adam laMaqom ~ tra uomo e HQB”H IS”L: giurare (anche il vero) se non davanti ad un בית דין Beth Din ~ tribunale rabbinico, pronunciare il nome di HQB”H IS”L anche in italiano o in altre lingue.
- בין אדם לחברו Ben adam lechaverò ~ tra uomo e il suo compagno: alzare semplicemente la mano su di lui[3], dire parolacce nei confronti del prossimo, maledirlo.
Ho scelto di ricordare questi in particolare perché sono peccati talmente gravi che i fautori sono passibili diנדוי niddui ~ scomunica. H’ Itbarach yerachem ‘alenu. E l’התרת נדרים hattaràt nedarim ~ scioglimento delle promesse se fatta davanti a dieci persone serve anche a sciogliere eventuali niddui fatti in cielo. Vi ricordo che nel chiedere scusa bisognarebbe anche pensare di abbandonare tale peccato completamente. Se poi successivamente si ricade involontariamente dopo avere fatto teshuvàh completa è un conto ex-novo, ma non si può a priori chiedere scusa con l’intenzione di rifare subito dopo Yom Hakippurim, poiché una persona che commette una trasgressione con l’intenzione di avere la Teshuvàh che glielo rimuove, non gli si dà (lo ‘alenu) la possibilità di farlo. H’ Itbarach yerachem ‘alenu ve’al kol ‘ammo Israel.
Abbandonare il peccato! Difficile? Non così tanto…
C’è da sottolineare però che l’abbandonare un peccato è complicato, specie se si è soliti effettuarlo. Per questo è possibile cercare di procedere a gradi. Questo non esclude il fatto che sia necessario avere l’intenzione di abbandonarlo, ma solo il fatto che non sia necessario abbandonarlo d’un colpo.
Ad esempio, una persona che è solita arrabbiarsi cominci con il dire גם זו לטובה gam zo letovàh ~ anche questo è un bene su ogni cosa, e pian piano la rabbia comincerà a calare; una persona che non va spesso a pregare al bet hakenesset, cominci ad andare una volta più del solito; chi non studia fissi solo 5 minuti al giorno di studio; chi è solito dire parolacce provi ad utilizzare un’esclamazione meno volgare come “caspita”, “incredibile” o simili, si cominci a dire la birkat asher yatzar (berakhàh da recitare dopo essere andati ai servizi per espletare una necessità corporale, piccola o grande che sia) subito dopo essere usciti dal bagno, cose piccole relativamente che fanno la differenza. L’importante è accettare su di sé qualcosa che sia possibile rispettare per tutto il tempo senza difficoltà e senza pesare troppo; in base a ciò spiegano i chakhamim che viene visto un atteggiamento di buona volontà, che è il principio di ciò che HQB”H IS”L vuole.

Fonti principali sugli argomenti qui trattati: Torat Hamo’adim “Yamim Noraim” = TH1; (Shulchan Aruch volume) Orach Chajim = O.C., (volume) Yorè De’a = YD; Mishnàh Beruràh = MB; Ben Ish Chai [Vayelech] = BIC.
[2] Basato principalmente sulle Hilchot Teshuvàh del Rambam.
[3] Al fine di picchiarlo – esclusi da questo divieto sono i genitori sui figli, i maestri sugli allievi, e gli inviati del beth din durante l’esecuzione di una pena, e anche queste categorie sono esenti solo nel caso di lo facciano affinchè il “punito” impari(, anche solo) come comportarsi e per raddrizzare la sua via.

giovedì 20 agosto 2009

Elul! - Introduzione e studio

Elul! E’ già sfrecciato dinnanzi a noi un altro anno, e c’è da chiedersi davanti al più intenso dei mesi: cosa ho combinato? Che cosa ho raggiunto effettivamente in tutto questo tempo?
Le risposte purtroppo, nella maggior parte dei casi, non seguono le aspettative e questo solo a vedere in positivo cosa si è fatto, e a non considerare cosa si è danneggiato a volte in modo apparentemente irreparabile.

Il mese di Elul ci è stato dato anche per questo! Ogni singolo giorno di Elul, a cominciare dal primo giorno di Rosh Chodesh (il 30 di Av, chiamato anch’esso Rosh Chodesh Elul) HQB”H IS”L ci dà la possibilità di utilizzarlo per sistemare tutti i giorni rispettivi in ogni singolo mese dell’anno appena passato e per prepararci per l’anno successivo. Per simboleggiare ciò ha sistemato questo mese sotto la costellazione della בתולה betullàh ~ vergine, perché HQB”H IS”L ci dà la possibilità di rinnovarci ex – novo. Questo, però, a condizione di sfruttare l’occasione e cercare di prepararci per Rosh Hashanàh, giorno del Giudizio, abbondando in questi giorni con meriti vari, specialmente con lo studio della Toràh Haqqedoshàh, merito di livello superiore alle altre mizwot, peculiare per abbattere lo Yetzer Har’à e fare Teshuvàh [cfr. Qiddushin 30b].

Per questi giorni ci sono diversi usi:
  • תהילים Tehillim. Si usa studiare ogni giorno 10 capitoli dei tehillim, per arrivare a completare l’intero libro due volte la vigilia di Rosh Hashanàh per ottenere un totale di 300 capitoli, che è lo stesso valore numerico della parola כפר Kapper ~ espia. Nei 10 giorni penitenziali invece l’uso è di leggerne 15 al giorno per arrivare a terminare il libro a Yom HaKippurim.
  • תיקוני הזהר Tiqqune HaZohar. C’è l’uso di terminare il libro dei Tiqqunè Hazohar in questi 40 giorni suddividendo il testo a circa 4 pagine al giorno. Lo studio dello Zohar Haqqadosh, a differenza di tutti gli altri testi di Toràh, non necessita comprensione del testo stesso, ma solo la lettura, e questo è sufficiente per purificare l’anima [però questo vale per il testo in lingua originale, anche se viene letta errando la lettura].

Approfitto anche per accennare a un errore molto diffuso che consiste nel confondere lo studio di Qabbalàh con la lettura dello Zohar Haqqadosh. Lo Zohar HaQadosh può essere letto da qualsiasi ebreo senza problemi di livello, tanto che per generazioni persino persone ignoranti completamente leggevano spesso questo testo al fine di purificare la propria anima. Nell’ultimo periodo però si è creata molta confusione su questo, perché è stato spesso confuso con lo studio approfondito di testi di Qabbalàh, che sono vietati se non persone di alto livello, a causa della complessità intrinseca che provoca spesso fraintendimenti gravi se non si hanno basi molto solide.[Cfr Pelle Yoetz – “Zohar”].
Con questo c’è anche da capire che chi capisce la traduzione dello Zohar Haqqadosh non viene trasformato per questo in un “meqqubal”, ma semplicemente in una persona che ha letto questo testo, cosa che possono fare tutti. Per essere “meqqubal” è necessario un livello spirituale e di studio molto elevato, il cui livello minimo consiste nella conoscenza di almeno la maggior parte del talmud [in cui troviamo la maggior parte dei concetti espressi nello zohar haqqadosh in forma spesso più comprensibile].

  • שערי תשובה Sha’are Teshuvàh. Lo studio di questo testo di Mussar di Rabbenu Yonàh di Girona è un classico di questo mese, all’insegna della Teshuvàh, e così allo stesso modo:
  • הלכות תשובה Hilchot Teshuvàh del Rambam. Nel Mishnèh Toràh nel ספר המדע Sefer HaMadàh, nella quale sono spiegati le regole su cosa bisogna fare per arrivare a fare Teshuvàh. Come esattamente ogni altra mizwàh che HQB”H IS”L ci ha dato, così anche la teshuvàh ha le sue norme, e chiaramente è opportuno studiarle, anche perché dopo aver compreso il concetto [molto più profondo, ma non per questo più difficile] viene facilitata la strada perché si sa su cosa è necessario concentrarsi.

[Per chi avesse difficoltà a trovare questi testi in forma cartacea può cercare su internet copiando e incollando il nome del testo scritto in ebraico, della maggior parte probabilmente è possibile trovare anche traduzioni cartacee in inglese sul sito della Feldheim o dell’Artscroll].

Concludo con un concetto soltanto:

ELUL!

Il tempo è breve!
Sfruttiamolo!

ELUL!