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venerdì 19 giugno 2009

Who is Who? Maran Rabbenu Yossef Qaro רבינו יוסף קארו ז"ל

Vita [5248-5335; 1488-1575 EV]


Allievi
Tra i suoi allievi possiamo enumerare:
  1. Rabbi Moshèh Alshich רבי משה אלשיך זיע"א: (la cui dipartita è anch'essa in questo giorno, 13 Nissan) grande Talmid Chakham vissuto a צפת יע"א Zefat ~ Safed, famoso principalmente per il suo libro di commento sulla Toràh e per la sua capacità di דרשן Darshan ~ n.l. oratore, tanto da essere spesso soprannominato con il titolo di הדרשן Ha-Darshan.
  2. Rabbenu Moshèh Cordovero רבינו משה קורדובירו ז"ל: più conosciuto con l'acronimo di Ramaq רמ"ק, grande Chakham in particolare nel campo della Qabbalàh. Ha scritto diverse opere, ma la più conosciuta al vasto pubblico è probabilmente תומר דבורה Tomer Devoràh.
  3. Rav Moshè Galanti מה"ר משה גלאנטי ז"ל: grande Talmid Chakham nel campo della Qabbalàh.

Opere principali

Rabbenu Yossef Qaro è stato un autore molto prolifico, nonostante ciò gran parte delle sue opere sono basilari per molti tipi di studio:

  1. בית יוסף Bet Yossef: probabilmente l'opera più importante, in cui commenta gli Arbà Turim aggiungendo altre opinioni dei Rishonim ז"ל e concludendo la Halakhàh, delineando il processo per stabilirla a partire dalla Ghemarà, passando per i Rishonim.
  2. שולחן ערוך Shulchan 'Aruch: sunto delle principali conclusioni tratte nel Bet Yossef, probabilmente è l'opera più famosa; interessante sapere che era stata scritta inizialmente come opera di studio per il ripasso o per chi non avesse molto tempo per lo studio, in modo che si potesse ripetere tutto il libro ogni 30 giorni.
  3. בדק הבית Bedeq Ha-Bayt: Correzioni e aggiunte sul Bet Yossef.
  4. שו"ת אבקת רוכל Shut Avqat Rochel: testo di risposte di Halakhàh a domande che gli sono state poste.
  5. כסף משנה Kessef Mishnèh: commento al משנה תורה Mishnè Toràh del Rambam ז"ל.
  6. מגיד משרים Magghid Mesharim: un testo in cui ha scritto parte di ciò che ha studiato con un angelo che gli è stato disposto apposta.
  7. כללי התלמוד Kellalè ha-Talmud: un sunto di regole di un centinaio di pagine per comprendere come studiare secondo regole generali di applicazioni della ghemarà, è stato scritto come commento al testo הליכות עולם Halichot 'Olam.

Due su Tre

Il principio base sulla quale Maran ז"ל nel Bet Yossef e nel Shulchan 'Aruch fissa la Halakhàh è il principio della maggioranza delle tre opinioni principali dei poseqim, tali il Rif, il Rambam e il Rosh ז"ל, considerati עמודי הוראה 'amudè Horàah ~ colonne di istituzione d'Halakhàh.

Nel caso in cui uno dei tre non avesse esplicitato la sua opinione e gli altri due si contrappongono, si fissa la halakhàh secondo la maggior parte degli altri rishonim che accordano con una delle due opinioni.

Questo principio per fissare la halakhàh era molto praticato in tutto il bacino mediterraneo sulle sponde nord-africane, in Eretz Israel e nelle sue vicinanze; questo è stato un ulteriore fattore che ha permesso una così elevata possibilità di diffusione di questi testi e del fatto che l'opinione di Maran fosse accettata.

domenica 24 maggio 2009

1.15 האר"י ז"ל HaAri Zal

Nell'epoca dei Tannaim è stata conclusa anche la Qabbalàh dal Tannà Rabbì Shim'on Bar Yochai e dai suoi compagni. L'ordinamento di questi studi è proseguito per tutto il periodo degli Amoraim.
I saggi della Qabbalàh avevano paura di far conoscere i misteri della Toràh in forma scritta perchè forse non sarebbero state intese correttamente dalle generazioni successive e sarebbero stati d'inciampo come spiegazioni che risultavano errate a causa della cattiva comprensione, non sufficientemente di livello approfondito, ma dopo tanto tempo è stata rivelata anche la Chokhmat HaNistar nel testo dello Zohar.
In questo testo sono state spiegate tutte le spiegazioni nascoste che erano state tramandate da generazione in generazione sui cinque libri della Toràh scritta.

Molte generazioni molto si è fatto notare in particolar modo in questo campo Rabbenu Yizchaq Luria Ashkenazi ז"ל poichè è stato dotato da HQB"H IS"L da tutte le qualità necessarie per affrontare questo tipo di studi che sono state enumerate dai saggi.
Il suo approfondimento era in particolare incentrato sul Talmud e sullo Zohar ed ha rivelato tutte i risvolti approfonditi che ci sono nelle mizwot e nelle teffillot e iniziò a comportarsi in base ad esse.
La sua opinione si è diffusa in fretta in tutto il mondo e attirò ad essa tutti i grandi rabbanim e tzaddiqim della generazione.
Da allora sono aumentati i minhaghim in Israel, la cui origine era proprio questa saggezza nascosta.
Rabbenu Yizchaq Luria ז"ל viene chiamato anche con l'appellativo di האר"י ז"ל che è tradotto come "leone" poichè era il Re Leone per eccellenza dei saggi della Qabbalàh.
Questo termine è anche l'acronimo del suo nome האשכנזי רבי יצחק ז"ל HaAshkenazi Rabbì Yizchaq ז"ל.

venerdì 22 maggio 2009

Il Tiqqun della sera di Shavu'ot

Uno tra gli usi più diffusi di Shavu’ot è quello (applicato da tutti i sefaraditi, gran parte degli ashkenaziti, alcuni italiani etc.) di passare almeno la prima notte di Shavu’ot a studiare Toràh Haqqedoshàh, in particolare orientandosi verso un Tiqqun della sera di Shavu’ot. Il suo testo è attualmente riportato in molte edizioni di machazorim, assemblato in base agli insegnamenti di Rabbenu HaArizal e allo Zohar Haqqadosh.

Cos’è un Tiqqun?
Letteralmente il termine תקון Tiqqun significa “aggiustamento”, “correzione”, ma è spesso utilizzato in modo più ampio intendendo un particolare percorso di riparazione della propria anima, delle proprie azioni o della situazione in cui ci si trova. In questo caso specifico s’intende un preciso studio relativo alla sera di Shavu’ot che si compone in estratti scelti[1] da ogni parashàh della Toràh Ha-Qedoshàh, da ogni libro dei Neviim e dei Ketuvim.
Ciò viene opzionalmente seguito dall’elenco delle 613 מצות mizwot ~ precetti in base al conteggio del Rambam e all’ordinamento secondo l’ordine di come compaiono nella Toràh Ha-Qedoshàh. Successivamente si dovrebbe passare alla parte di Midrash (sia dalla ghemarà che dal midrash Rabbàh) che tratta della ricezione delle עשרת הדברות ‘asseret hadibberot ~ n.l. 10 comandamenti, che comprendono tutte le 613 mizwot [cfr. Rav Sa’adiàh Gaon זצ"ל]. Ciò viene seguito da uno studio di una parte dello Zohar Ha-Qadosh, l’Iddràh Rabbàh, e nel caso sia presente ancora del tempo anche l’Iddràh Zuttà.

Una nota valida per tutto l’anno relativa allo studio dello Zohar Ha-Qadosh: il Maghen Avraham riporta che uno studio per essere considerato tale, necessita di uno sforzo di comprensione, ad eccezione dello studio di Zohar Haqqadosh, che per essere considerato tale è sufficiente leggerlo, anche senza capirlo, e addirittura sbagliando la lettura.

Questo indubbiamente è lo studio che è preferibile effettuare la notte di Shavu’ot: in particolare, secondo molti mequbbalim è vietato durante tale nottata studiare תורה שבעל פה Toràh sheba’al peh (toràh orale) sottoforma di משניות mishnayot che sono da posticipare alle ore diurne [2]. Nonostante questa opinione, ci sono פוסקים poseqim ~ decisori di halachàh, che permettono lo studio di queste על דרך הפשט ‘al derech hafshat ~ secondo la regola “semplice/letterale” (s’intende non secondo la qabbalàh), in particolare se la sua anima tende maggiormente a questo tipo di studio e approfondimento rispetto al tiqqun, pertanto eventualmente c’è su cosa appoggiarsi per effettuare tali studi [HO 3].
Nel Torat Ha-Mo'adim [vol 6 13:10] aggiunge che in ogni caso, in un luogo ove la maggior parte del pubblico si occupa del Tiqqun non è bene separarsene per occuparsi d’altro.

Durante la notte del tiqqun bisogna stare in particolare attenti a non perdere tempo nulla-facendo, poiché tale atteggiamento è paragonabile a colui che dorme; peggio ancora chi “ciarla” di cose che non sono divrèh Toràh Haqqedoshàh, poiché perde anche il merito di studiarla, occupandosi di altro, che purtroppo spesso lo porta anche a tipi di discorsi vietati (discorsi d’affari che sono vietati poiché Yom Tov, buffonaggini,לשון הרע lashon har’àh ~ parlare male di una persona anche se vero, e simili).

E’ risaputo inoltre che maggiore è il numero di persone che si riunisce, maggiore è la tentazione provocata dallo Yetzer Har’à verso questi atteggiamenti. E’ necessario quindi rendersene conto e provvedere a priori a starci attenti. [BIC 3; KHS 494:11]

L’attenzione deve rimanere alta tutta la notte, in particolare al mattino quando si prega shacharit, tenendosi svegli in particolare durante la teffillàh e la lettura della Toràh Ha-Qedoshàh che presenta la lettura delle ‘asseret hadibberot. Il momento conclusivo, in cui lo yetzer haràh cerca di colpire di più a colpi di sonno è mussaf, poiché apice della teffillàh e del tiqqun. [BIC 5] Un ‘trucco’ consigliato anche da diversi poseqim è quello di rimanere in piedi durante tutta la teffillàh, così da rischiare meno di addormentarsi [anche se non garantito]. E’ consigliato per chi può, facilitare la veglia notturna con un ‘trucco’ semplice, dovuto al buonsenso: dormire qualche ora il pomeriggio del giorno precedente.


Alcune note ulteriori sulla notte del Tiqqun

Secondo l’opinione qabbalista, durante Shavu’ot le donne non devono effettuare il tiqqun poichè il tiqqun è connesso alla sefirat ha'omer, che secondo l'opinione qabbalista non è loro relativo [TH6 13:9; BIC 1 Vayshlach 6].
  • Sarebbe opportuno se possibile ripetere almeno parte del Tiqqun anche la seconda sera di Shavu'ot, almeno per la parte di Tanach; se fosse poi possibile aggiungere anche le 613 Mizwot meglio, e ancora di più se fosse possibile ripetere il Tiqqun [BIC 7; KHS 494:10]

  • Perché il Tiqqun?
    Il Kaf Hachajim Sofer [494:6] porta diverse motivazioni a base del Tiqqun, principalmente basate sulla Torat Ha-Nistar. Vorrei soffermarmi un attimo sull’ultima che riporta, quella secondo lo פשט peshat, il livello letterale.

    A nome del Midrash [Pirqè deRabbì Eli’ezer cap 41] riporta il Maghen Avraham [494:1] che i benè Israel sono stati a dormire tutta la notte prima di ricevere le ‘asseret Hadibberot, e HQB”H IS”L ha dovuto svegliarli; per sistemare questo errore noi stiamo svegli tutta la notte a studiare.

    Abbiamo detto poco fa che è molto consigliabile fare almeno parte del Tiqqun anche la seconda sera; poiché vediamo che tale sera è importante, anche se non si vuol fare il ‘secondo tiqqun’ vigono le stesse regole della precedente, tra cui il non perdere tempo, tanto più il stare attenti a non commettere עברות ‘averot ~ trasgressioni.


    [1] L’ordine qui riportato è quello che si trova in vari machazorim. Basato principalmente su ciò che viene riportato dal BIC 4; KHS [O.C. 494:6-7].
    [2] Questa è l’opinione del BIC 4, di Maran Hachidàh [Lev David 31]. Secondo invece il Shelàh è possibile studiare anche questa come dimostra il ma’asèh di Maran che riporta su Massechet Shevuot [6], ma il KHS [494:9] conclude come la prima opinione, ma facilita in caso si sia soliti studiare mishnayot sul tavolo.[ בק"ד C’è da segnalare che comunque il ma’asèh con Maran è accaduto prima che Rabbenu HaArizal avesse rivelato Torat Hasod come lo è ora, quindi è possibile fare una distinzione di base.] Degna di nota l’opinione del Shulchan ‘Aruch Harav 494:3 che sostiene che la parte principale dello studio dev’essere fatto in base alla Toràh Shaba’al Peh.

    lunedì 11 maggio 2009

    Lag Ba'Omer - Perchè festeggiamo?

    Sono numerose le questioni non chiare relative al giorno di Lag Ba’omer, 33° giorno dell’’Omer.
    Per esempio perché si festeggia la morte di uno צדיק tzaddiq ~ giusto?
    E’ indiscutibile che la morte di uno tzaddiq porta כפרה Kapparàh ~ n.l. espiazione a tutto l'universo, ma in ogni caso non è un’occasione allegra poiché, se era un grande della generazione, è mancato a causa dei peccati della generazione stessa. Al contrario, il giorno in cui muore uno tzaddiq, è un’occasione per stimolare la Teshuvàh, ad esempio con digiuno come propone Maran nello Shulchan ‘Aruch Orach Chajim 580; quindi sicuramente si recitano i תחנונים tachanunim ~ n.l. confessione dei peccati, mentre a Lag Ba’omer troviamo l’esatto opposto: è un giorno di ‘gioia’, di studio approfondito, in cui non recitiamo i tachanunim, apparentemente per la “morte di uno tzaddiq”. Queste sono solo alcune delle domande che possono nascere.
    Portiamo qui in sintesi Be”H alcune tra le risposte:
    • In questo giorno Rabbì 'Aqivà ha cominciato ad re-insegnare dopo la morte dei suoi 24.000 allievi, (cfr Yevamot 62b) a cinque allievi tra cui Rabbi Shim'on Bar Yochai. [Perì Chadash 493 e Tov 'Ain (18: 493) di Maran HaChidàh ז"ל]
    • In questo giorno è morto Rabbì Shim'on Bar Yochai, ma festeggiamo per i miracoli che sono avvenuti per ritardare la sua morte che sarebbe dovuta avvenire decine d'anni prima a causa del decreto romano (cfr. Shabbat 33b) [Shut Shem Arièh 14]
    • Il giorno della dipartita del grande תנא tannà ~ maestro della mishnàh, ci è stata rivelata per suo tramite l’ “Iddrà Zuttà” parte integrante dello Zohar HaQadosh.

    Da questi ed altri motivi si nota chiaramente che la "festa" non è dipendente dalla morte dello tzaddiq, ma da avvenimenti legati alla sua vita miracolosa a sè, che ha fornito grande luce a tutto il popolo ebraico.

    domenica 10 maggio 2009

    Lag Ba'Omer - Halakhot di questo giorno

    Lag Ba'Omer, il 33° giorno dell'Omer - 18 Yiar, conta di diverse halakhot e usi:
    • Secondo quasi tutte le opinioni[1] non si recita il tachanun; e la stessa cosa vale per la vigilia di Lag Ba’omer a Minchàh. [TH6 12,16]
    • C’è chi usa studiare durante la notte particolari testi relativi a Rabbì Shim’on Bar Yochai tra cui il Shabbath 33b e il testo Iddrà Zuttà. Sono trovabili ordinati nel testo Hillulàh Rabbàh composto da Rabbenu Yossef Chajim ז"ל.
    • E’ vietato digiunare a Lag Ba’Omer, persino se è in ricordo dell’anniversario dei propri genitori [TH6 12,17]; fanno eccezione gli sposi ashkenaziti[2] che usano digiunare il giorno del loro matrimonio [TH6 12,18].
    • C’è l’uso di andare presso la tomba di Rabbì Shim’on Bar Yochai a Meron (in Eretz Israel) in questo giorno, e così era l’uso del nostro Maestro Arizal Haqqadosh. Purtroppo nella nostra generazione, poiché in tale luogo non stanno bene attenti alla santità del luogo, al suo rispetto, e a diverse altre regole, i grandi della generazione sconsigliano fortemente il visitare la tomba in tale giorno, poiché è sicuro che i תנאים tannaim haQedoshim ~ maestri della mishnàh (ci si riferisce a Rabbì Shim’on Bar Yochai e a suo figlio Rabbì El’azar lì sepolti) non desiderano una Hillulàh tale. Oltre alle scempiaggini effettuate in tale giorno, c’è da stare attenti allo stesso modo anche alle varie shechitot che effettuano non controllate come si deve, aumentando in questo giorno, anziché i meriti i peccati חס ושלום [cfr. Yechavè Da’at 4:35]
    • In ogni caso è vietato per i Cohanim andare, in qualsiasi giorno dell’anno, presso tombe di tzaddiqim, poiché ai cohanim è vietato entrare in un luogo dove viene reso impuro d’impurità “da un morto”, cosa chiaramente presente in un cimitero. [TH6 12,20]

    [1] Fa eccezione l’opinione del Chazon Ish, che recita tachanun in tutti i giorni tranne quelli ricordati esplicitamente nello Shulchan ‘Aruch [Pitchè Teshuvàh vol 2 su OC 131:8]
    [2] La nota degli ashkenaziti l’ho lasciata come nella fonte perché in questo caso particolare non c’è altra alternativa, poichè i sefaraditi si possono sposare solo dal 34° giorno dell’Omer; in tal caso avrebbe poco senso effettuare il digiuno il giorno prima del matrimonio.

    lunedì 20 aprile 2009

    'Omer - Il conteggio

    Siamo già immersi nel periodo del conteggio dei giorni dell'omer, giorni che ci porteranno fino al giorno di Shavu'ot.

    Dalla seconda sera di Pessach si comincia a contare 49 giorni e la 50a sera è la sera di Shavu'ot.



    Come compiere la mizwàh nel modo migliore

    La mizwàh del conteggio dell''Omer consiste nel contare ogni sera il giorno in cui ci si trova.

    Il momento migliore per compiere la mizwàh è nella prima mezz'ora dopo l'uscita delle stelle.

    Si conta sia il numero dei giorni che il numero delle settimane.

    A chi è rivolta la mizwàh

    I maschi adulti (oltre 13 anni) hanno l'obbligo di compierla, nel caso siano bambini l'obbligo è di natura educativa, ma comunque è un obbligo halakhico.

    Un bambino che dovesse compiere il bar mizwàh durante il periodo dell'Omer, deve contare con la berakhàh fino a tale gioro poichè obbligato per natura educativa, ciononostante dopo il bar mizwàh dovrà continuare a contare senza berakhàh (poichè ogni giorno è una mizwàh a sè, vedi dopo) e non può continuare con la berakhàh poichè il conteggio effettuato sino a tale giorno non era allo stesso livello di obbligo.

    Relativamente alle donne, essendo questa una mizwàh dipendente dal tempo שהזמן גרמא SheHaZeman Garemà, sicuramente non hanno un obbligo di compierla.
    C'è una discussione globale sul se possano le donne recitare una berakhàh su una mizwàh di questo genere, e ognuno in questo segue il proprio minhag, ma qui si aggiunge un altro fattore: secondo molte opinioni relative alla Torat HaNistar poichè le donne non fanno parte del תיקון Tiqqun ~ riparazione effettuata da questa mizwàh è addirittura loro vietata, e così prendono e stabiliscono la halakhàh molti poseqim sefaraditi tra cui Rabbenu Yossef Chajim ז"ל autore del Ben Ish Chai e Rav 'Ovadiàh Yossef שליט"א; per quanto il Rav autore del כף החיים סופר Kaf HaChajim Sofer indichi anche un'altra opinione sicuramente vale la norma di שב ואל תעשה עדיף Shev veal ta'asèh 'adif ~ siedi e non fare (una cosa problematica) è meglio.

    Gli altri tempi della mizwàh

    Nel caso non si abbia avuto la possibilità di contare l'Omer entro la prima mezz'ora dopo l'uscita delle stelle è possibile proseguire durante tutta la notte con la berakhàh; è opportuno comunque recitarla il prima possibile.

    Dall'inizio della mattinata si perde la berakhàh dello stesso giorno, ma è necessario comunque contare al fine di non perdere completamente la possibilità di contare nei giorni successivi con la berakhàh come vedremo successivamente.

    Una mizwàh sola o 49 mizwot differenti

    Sono presenti due opinioni nel talmud sulla definizione della mizwàh del conteggio dell''Omer; c'è chi sostiene che tutto il conteggio sia una singola mizwàh, quindi se viene perso un giorno tutta la mizwàh è persa; d'altra parte c'è chi sostiene che ogni singola sera è una mizwàh a sè.

    Secondo quest'ultima opinione, nel caso in cui si sia perso un giorno del conteggio è possibile continuare a contare.

    Poichè c'è comunque il dubbio si seguono entrambe le opinioni nelle proprie rigorosità, perciò nel caso un cui si sia perso completamente un giorno del conteggio si deve continuare a contare, ma non è possibile recitare la berakhàh.



    Contare senza berakhàh

    Quando si conta senza berakhàh si legge tutto ciò che accompagna il conteggio dell'Omer, semplicemente omettendo la berakhàh.

    E' opportuno in ogni caso se possibile, sentire la berakhàh da qualcun altro e dopo aver risposto "Amen" alla berakhàh contare immediatamente.



    Attenzione al conteggio

    E' necessario fare attenzione a determinati particolari durante il conteggio dell'Omer:

    1. Prima della berakhàh è necessario sapere che giorno sia, per sapere su cosa si conta l'Omer

    2. Dal tramonto è vietato contare anche in altre lingue il giorno dell'Omer, poichè nel momento stesso in cui si recita il numero dei giorni o lo si scompone in settimane si è già compiuta la mizwàh, perciò non è possibile per quella notte recitare la berakhàh.

    Pertanto a chi chiede che giorno è dell'Omer si risponde: "Ieri sera abbiamo contato * giorni dell'Omer"; tutto ciò prima di aver recitato il conteggio per compiere la mizwàh, ma dopo averlo recitato è possibile tranquillamente contare il giorno dell'Omer anche infinite volte.

    3. E' opportuno abituarsi a contare l'Omer anche verso la fine della teffillàh di shacharit.

    Questo non è un obbligo halakhico, ma è opportuno per ricordarsi ogni giorno di contare; inoltre nel caso in cui non si sia contato la sera prima per un motivo qualsiasi, non si rischia di perdere la mizwàh.



    Contare in pubblico

    Nonostante sia opportuno non contare con la berakhàh prima dell'uscita delle stelle, nel caso si reciti la teffillàh di 'arvit con minjian dopo il tramonto è già possibile recitare la berakhàh per il conteggio affinchè:

    1. Si guadagni il conteggio con minjian

    2. Nessun partecipante non rischi di dimenticare di contare l'Omer.

    Chi volesse comunque può non recitare la berakhàh con il pubblico (rispondendo comunque "Amen" alle loro berakhot e pensando esplicitamente che non esce dall'obbligo rispondendo) e recitarla poi dopo l'uscita delle stelle.



    Come contare

    Per contare è opportuno restare in piedi, come s'impara dal versetto; nel caso l'avesse recitata seduto בדיעבד bedi'eved ~ a posteriori è comunque uscito dall'obbligo. Nel caso di un anziano o di un malato molti poseqim considerando l'ora della necessità come bedi'eved permettono di farli rimanere seduti a priori; tra questi Rav 'Ovadiàh Yossef שליט"א [Chazon 'Ovadiàh - Yom Tov pag228, Omer paragrafo 8].

    Si contano sia i giorni che le settimane, ma nel caso si sia contato uno solo בדיעבד bedi'eved ~ a posteriori è uscito dall'obbligo.

    Ogni persona conti per sè il conteggio e non lasci che la berakhàh altrui lo faccia uscire dall'obbligo (a meno che non abbia perso la possibilità di recitare la berakhàh, come riportato prima).

    domenica 15 marzo 2009

    1.6 Glossa a Torat Ha-Nistar - AB הי"ו

    La Torat Ha-Nistar è la parte più segreta della Toràh Ha-Qedoshàh, conosciuta anche come קבלהQabbalàh.

    Bisogna sapere che non tutti possono studiare la Torat Ha-Nistar, e bisogna anche capire perchè.



    Perchè non tutti possono studiare Torat Ha-Nistar?

    Spieghiamo la cosa in modo evidente. Se non ho mai studiato somme e prodotti, o anche se le ho studiate ma non so cosa sia un'equazione, non potrò mai comprendere la legge della relatività.

    Posso prendermi in giro oppure comprendere in forma molto superficiale il contenuto, ma non posso comprendere fino a in fondo la natura delle cose; nel caso però arrivi a studiare a passi, prima matematica di base, poi equazioni, poi analisi etc. fino ad arrivare ad una comprensione della legge della relatività.



    Questa cosa viene ampiamente compresa relativamente alla fisica e la matematica, ma non viene compresa relativamente allo studio della Qabbalàh, che è divenuto lo studio di "approfondimento" di turno in base alla moda moderna.



    Il Maestro Rabbenu AriZal soleva dire che nei suoi testi מגלה טפח ומכסה אלפים אמה "Megallèh Tefach umchassèh alpaym ammàh" ~ rivela un tefach (unità di misura di un palmo) e nasconde 2000 ammot (unità di misura di un braccio); spiegano la frase in questo modo: quando ci si rende conto che ciò che è stato rivelato getta nuove problematiche da comprendere su una vastità di argomenti ad esso legato si è arrivati a comprendere, altrimenti no.



    Ciò che di solito viene "venduto" come Qabbalàh spesso sono assaggi di essa, oppure una versione molto molto light, che sarebbe molto più chiara con introduzioni e basi più solide.

    La stragrande maggioranza delle cose che ho sentito personalmente da persone che "spacciavano" come Qabbalàh sono cose esplicite nel Talmud, per la maggior parte nella parte di aggadàh ~ n.l. "racconto".



    Ma io voglio essere profondo...

    Lo studio di Torat Ha-Nistar a tutti i costi spesso è dovuto ad influenze esterne, oppure al desiderio di essere profondo.

    Chiunque abbia un minimo di esperienza di studio di Talmud dal punto di vista halakhico, può assicurarvi che uno studio approfondito della Toràh Sheba'al Peh è molto, ma molto più profondo della maggior parte di ciò che viene "spacciato" come Qabbalàh; allo stesso tempo si guadagnano altre due cose: 1. comprensibilità maggiore 2. possibilità di applicare in pratica ciò che si è studiato.

    Sul secondo punto dipende poi dall'argomento trattato e dal livello di profondità dello studio, poichè chiaramente ci sono argomenti più "quotidiani" mentre altri lo sono meno.



    Leggere lo Zohar Haqqadosh

    Una cosa molto diffusa è la confusione tra la lettura dello Zohar Haqqadosh e lo studio di Qabbalàh. E' vero che lo Zohar Ha-Qadosh è uno dei testi principali della Torat Hanistar, ma è anche vero che è possibile senza problemi leggerlo (in lingua originale,) anche per una persona qualunque, ed ha un'influenza molto profonda nell'anima.

    Il Maghen Avraham riporta che questo è l'unico tipo di studio che viene considerato come tale anche se non si capisce cosa si legge, addirittura anche se si sbaglia la lettura.

    La comprensione più approfondita del testo con commenti e simili invece è più problematica.

    Per gli altri testi di Qabbalàh non vale lo stesso discorso.



    Voglio studiare Qabbalàh: cosa devo fare?

    La parte fondamentale dello studio necessario per entrare in questo tipo di studio è quella della conoscenza della Toràh Sheba'al Peh, in particolare sotto forma di Talmud con i suoi principali commentatori e di Poseqim [cfr. Kaf Hachajim (Sofer) su O.C. 156]; c'è chi aggiunge anche la necessità di conoscere le regole principali per fissare la halakhàh.

    Questo serve principalmente perchè lo studio di talmud e halakhàh crea una forma mentis di studio, che dev'essere necessariamente applicata allo studio.

    Inoltre, la maggior parte delle domande poste nei testi di Qabbalàh sono domande che sono poste anche in questi testi, e non è possibile capirne la parte più nascosta se non è conosciuta la parte più evidente.



    C'è chi indica anche un'età preferibile, ma su di essa c'è grande discussione.

    E' indiscutibile invece la necessità di basi per la comprensione come abbiamo illustrato precedentemente.



    Oltre a ciò c'è la necessità ulteriore di un'applicazione nell'osservanza delle mizwot in modo approfondita, poichè l'osservanza delle mizwot raffina l'anima, e per imparare la Toràh, in particolare in questo ambito, è necessario avere l'anima molto fine.



    Se studio geometria non devo essere un triangolo...

    Ho spesso sentito frasi di questo genere, applicate alla Toràh Ha-Qedoshàh. Se studio non sono costretto ad applicare, ma lo studio e l'applicazione sono due cose distinte.



    Ciò non è vero fin dal paragone:


    • Lo scopo della geometria non è quello di essere un triangolo, ma quello di sapere applicarne i suoi principi. Se non sono capace, ho mancato l'obbiettivo dello studio in cui mi sono applicato.

    • Uno degli scopi principali dello studio della Toràh Ha-Qedoshàh è quello di migliorare lo stile di vita, per arrivare all'applicazione quotidiana dei concetti studiati. Se manca l'applicazione, ho mancato l'obbiettivo dello studio in cui mi sono applicato!

    Sull'argomento si potrebbe allungare, ma esula dall'argomento stesso di questo post.


    Come riconoscere un maestro di Torat Ha-Nistar


    Presupposto quello che abbiamo detto, che per studiare nel modo opportuno è necessaria una base solida e ampia, è necessario sapere che riconoscere un maestro di Torat Hanistar vero e proprio non è semplice, poichè è semplice per chi non ha studiato abbastanza pensare che chi sa poco più di lui sappia davvero tanto, specie se inserisce nel discorso questioni poco chiare.


    E' evidente però che:



    • Chi non ha ampie basi di studio di halakhàh non possa entrare in questo tipo di studio.

    • Chi non osserva le mizwot in modo dettagliato non ha aderenza ad una comprensione corretta di questo tipo di studio.

    Inoltre c'è una regola generale riportata a nome del רמח"ל ז"ל Ramchal, Rabbi Moshèh Chajim Luzzato, grande Rabbino italiano Mequbbal vissuto circa tre secoli fa, per distinguere chi sa di Torat Hanistar:





    Se una persona ti dice di sapere Torat Hanistar, stà sicuro che non la
    sa.


    Se ti dice di non saperla, c'è la possibilità (non è sicuro perchè potrebbe
    essere vero) che la sappia.


    Yehi Ratzon che riusciremo ognuno a tirare fuori il massimo di sè e studiare la Toràh in base alle nostre inclinazioni.


    1.6 חכמת הנסתר Chochmat HaNistar ~ la Saggezza del Nascosto

    Oltre alle regole che HQB"H ha trasmesso a Moshèh in forma esplicita sotto forma di Toràh Sheba'al Peh, gli ha trasmesso anche la parte più segreta della Torah, in cui sono inclusi anche i segreti relativi al compiere le mitzwot e i loro significati sulla base della Saggezza Divina Superiore.
    HQB"H non ha permesso di insegnare la parte segreta della Torah a chiunque, ma solamente al singolo puro nell’anima e nel corpo con una saggezza profonda e cuore pieno di sentimento.
    I segreti della Torah vengono chiamati “Saggezza nascosta” o “Qabbalah” [dall’Ebraico “ricevere”] poiché vengono trasmessi da un uomo [che ha ricevuto] ad un altro [che riceve].