giovedì 24 settembre 2009

Note sulla Teffillàh degli ‘Asseret Yemè Teshuvàh


In questi giorni troviamo alcune variazioni rispetto alla teffillàh (sefardita sicuramente, quella ashkenazita non ho verificato) di ogni giorno:

  • ה' הוא הﭏקיםHashem Hu Ha-Eloqim. Si aggiunge a Shacharit, subito prima di Hashem Melech ה' מלך .
  • שיר המעלות ממעמקים קראתיך Shir Ha-Ma’alot Mimma’amaqim Qeraticha. Si aggiunge a shacharit subito dopo ישתבח Ishtabbach, prima del קדיש Qaddish.
  • אבינו מלכנו Avinu Malkenu. Si legge subito dopo la ‘amidàh di Shacharit e di Minchàh. Sulla sua lettura durante Shabbat Qodesh ci sono diversi מנהגים Minhaghim ~ usi; ognuno segua il proprio.

Di qui in seguito vedremo variazioni nella עמידה ‘amidàh, che valgono per tutte le teffillot.Ci sono due variazioni nelle berakhot della ‘amidàh:

  • המלך הקדוש Ha-Melech Ha-Qadosh. Nella terza ברכה berakhàh ~ benedizione, che durante l’anno termina con Ha(K)E-L Ha-Qadosh, si varia e si recita Ha-Melech Ha-Qadosh. Chi se lo fosse dimenticato e avesse già iniziato la berakhàh successiva, deve ritornare all’inizio della ‘amidàh; nel caso se lo fosse ricordato entro un periodo di tempo denominato תוך כדי דיבור “Tokh Kedè Dibbur” ~ Entro una parlata che corrisponde al tempo necessario per dire le parole שלום עליך רבי Shalom ‘Alechà Rabbì[1] allora può variare la conclusione.
  • המלך המשפט Ha-Melech Ha-Mishpat. Nell’undicesima berakhàh, quella di השיבה שופטינו Hashivah Shofetenu che si conclude durante l’anno con מלך אוהב צדקה ומשפט Melech Ohev Tzedaqàh uMishpat ~ Re Amante di Giustizia e Legge, varia la sua conclusione in Ha-Melech Ha-Mishpat ~ Il Re della Legge. Su questa variazione vale la stessa norma riguardo l’essersene ricordato Tokh Kedè Dibbur, ma nel caso se ne sia scordato per più tempo è presente una מחלוקת machloqet ~ Discussione più ampia, il cui nocciolo è[2] se “Ha-Melech Ha-Mishpat” è (a) incluso nella conclusione di tutto l’anno e quindi non è necessario tornare a ridire la berakhàh, ma è solo una norma a priori oppure (b) viene ad escludere una berakhàh più ampia e quindi è necessario tornare a ripetere. La prima opinione è quella del Ramà, Rabbi Moshè Isserlis ז"ל autore delle aggiunte ashkenazite sullo Shulchan ‘Aruch, mentre la seconda è quella di Maran Rabbenu Yossef Qaro ז"ל autore dello Shulchan ‘Aruch. Anche se per gli ashkenaziti di solito la conclusione è come il Ramà e per i sefaraditi come Maran, in questo caso sorge un dubbio che il Ramà abbia ragione e poiché è un dubbio su una questione di ברכות berakhot ~ benedizioni, si applica il כלל Kellal ~ norma generale di ספק ברכות להקל Safeq Berakhot Lehaqel ~ in caso di dubbio di berakhot si facilita, persino contro l’opinione di Maran. In questo caso il dubbio se si applichi questo Kellal è abbastanza ampio, perché dipende dalla spiegazione del motivo della discussione. Pertanto ci sono Poseqim delle ultime generazioni (Acharonim) che discutono se sia necessario seguire l’opinione di Maran ז"ל e così è l’opinione di Rav ‘Ovadiàh Yossef Shalità, oppure quella del Ramà ז"ל e così è l’opinione di Rabbenu Yossef Chajim ז"ל autore del Ben Ish Chai (fine della parashàh di Nitzavim). Ognuno segua quindi il proprio posseq di riferimento.

Oltre alle variazioni ci sono alcune aggiunte da aggiungere poco prima della conclusione della berakhàh in cui si trovano:

  • Zokhrenu LeChajim: nella prima berakhàh (Maghen Avraham).
  • Mi Khamokhàh: nella seconda berakhàh (Mechayè Ha-Metim).
  • Ukhtov LeChajim Tovim: nella diciottesima berakhàh (Modim).
  • Uvsefer Chajim: nella diciannovesima berakhàh (Sim Shalom).

In tutte queste aggiunte nel caso se ne fosse ricordato prima di recitare le parole “Barukh Atta Hashem” relative alla berakhàh stessa torna a recitare l’aggiunta e da lì riprosegue.
Nel caso avesse detto già la parola “Hashem” non può tornare.
C’è chi presenta l’opzione di recitarne parte in un posto differente: l’aggiunta di Mi Khamokhàh essendo lode soltanto è persa sicuramente, ma le altre tre essendo anche richieste è possibile recitarle successivamente: Zochrenu LeChajim nella berakhàh di Shome’a Teffillàh (prima delle parole ומלפניך מלכנו milefanecha Malkenu), e nel caso se ne sia dimenticato l’aggiunga come le altre due aggiunte alla fine della ‘amidàh, prima di “sradicare le gambe” cioè prima di recitare “’Ossè (Ha-)Shalom”.

Ultima variazione nell’‘amidàh, presente solo in questa e non anche nel Qaddish, è la seguente:

  • עושה השלום ‘Ossè Ha-Shalom: al termine della ‘amidàh anziché ‘Ossè Shalom. La spiegazione base di questo cambiamento è che in questi giorni fa il “Shalom” ~ l’armonia, l’equilibrio tra Giudizio e Misericordia per eccellenza, ma c’è chi aggiunge che l’aggiunta della lettera ה He porta a formare il nome di un angelo incaricato a scrivere i meriti di Yisrael. In ogni caso nel caso se lo fosse dimenticato non torna a recitare il versetto.

Chatimàh Tovàh

[1] C’è chi sostiene in base ad alcune versioni in Bava Qamma 74b Shalom ‘Alecha Rabbi UMorì. La conclusione di gran parte dei Poseqim sembra comunque essere come ho scritto nel testo principale. E’ importante notare che comunque è una differenza di qualche istante.
[2] Sulla spiegazione della discussione sono presenti varie spiegazioni. Riporto qui una spiegazione semplificata di ciò che ho sentito da Rav Yehudàh ‘Ades Shalità, Rosh Yeshivàh di Qol Ya’aqov a Bait Vagan, Yerushalaim, nella sua Sichàh all’uscita di Rosh Ha-Shanàh (5770).

La vigilia di Yom Ha-Kippurim - 2. Tachanunim

  • Si usa aumentare le סליחות Selichot, recitando anche il Viddui e la Nefillat Appaim (LeDavid Elechà) se dette prima dell’alba. Ma a Shacharit e Minchàh non si dice il Tachanun, e quindi anche i brani ad essi connessi tali Mizmor “Ya’anecàh H’ Beyom Tzaràh” (tra Ashrè e Uva Letzion) e “Teffillàh LeDavid” (Prima di Bet Ya’akov) (Vedi anche regola di Minchàh e Se’udàh Mafseket).
  • מזמר לתודה “Mizmor Letodà” (dopo Baruch Sheamar) gli ashkenaziti usano non leggerlo poiché secondo la loro opinione si legge al posto del sacrificio del קרבן Qorban ~ sacrificio del Tamid, che in questo giorno non veniva offerto, mentre i sefaraditi continuano a leggerlo come negli altri giorni.
  • C’è chi usa inoltre non recitare אבינו מלכנו “Avinu Malkenu”, ma l’uso della maggior parte dei sefaraditi non è così.
  • Si usa fare l’התרת נדרים “Hattarat Nedarim” ~ scioglimento delle promesse la vigilia di Yom Hakippurim davanti a 3 talmidè chakhamim oppure davanti a 10 ebrei comuni.

mercoledì 23 settembre 2009

Orari Shabbat Shuvà 5770

Orari Shabbat Shuvà
25/26 Settembre '09 – 8 Tishrè 5770

Entrata Ven 25 Sett '09Uscita Sab 26 Sett '09

Milano

18.46

19.55

Roma

18.47

19.50

Firenze

18.52

19.55

Ancona

18.43

19.46

Bologna

18.51

19.54

Genova

19.01

20.04

Napoli

18.40

19.43

Pisa

18.55

19.58

Torino

19.06

20.09

Trieste

18.42

19.45

Venezia

18.47

19.50

Verona

18.53

19.56


Orari tratti dal Lunario ebraico 5770


Shabbat Shalom

La vigilia di Yom Ha-Kippurim - 1. Introduzione

La vigilia di Yom Ha-Kippurim è un giorno incredibilmente denso, poichè ci sono moltissime cose da fare. In sintesi:

  1. סליחות Selichot particolari. La viglia di Yom HaKippurim aumentano, in particolare per gli ashkenaziti.

  2. כפרות Kapparot: anche questo nei prossimi giorni

  3. טבילה Tevillàh: è un ottimo מנהג minhag ~ uso immergersi nel Mikvè in questo giorno. In caso non abbia la possibilità di immergersi nel mikvè è bene fare la doccia con quantità di 9 Kabin corrispondenti a 21,6 litri secondo l’opinione più rigorosa (Chazon Ish) che corrispondono a circa 3 minuti sotto getto massimo. Non è necessario che l’acqua sia fredda. (TH1 10,2). C’è chi usa recitare nel Mikvè il ודוי Viddui ~ Confessione dei peccati. Ai nostri tempi quest’uso è da evitare per vari motivi (per approfondire TH1 10,3). Il BIC riporta che è bene fare le stesse tevillot di Rosh Hashanàh.

  4. Pasti (riassunto molto in breve di TH1 cap. 9):

  • (1) Nel trattato di Berachot 8b viene riportato che chi mangia e beve il nono giorno (di Tishrè, vigilia di Yom Hakippurim) è come se avesse digiunato il 9° e il 10° giorno (di Tishrè). Per questo abbiamo una mizwà direttamente dalla Toràh che consta nell’abbondare nel numero di pasti. Secondo la regola stretta bisogna aumentare il numero di pasti rispetto a quello che è lo standard della persona. Per vari motivi ci sono diversi usi su quanti pasti fare, i più comuni sono 5 o 7 pasti.

  • (2) In ogni caso è vietato digiunare in questo giorno. Ed è bene evitare di lavorare in questo giorno; e anche chi lavora deve sapere che non c’è סימן ברכה siman berachàh ~ benedizione da quel lavoro.

  • (4) Anche le donne sono obbligate ad aumentare il numero di pasti.

  • (5) Si stia inoltre attenti a mangiare cibi leggeri, evitando per esempio uova, latte caldo, aglio, pesci e carne grassa. Anche questi però è possibile però mangiarli la mattina; se possibile è consigliato mangiare un pasto a base di pesce nelle ore mattutine.

  1. מלקויות Minchàh (TH1 10,5): si prega Minchàh ancora in pieno giorno, prima della סעודה מפסקת Se’udàh Mafseket ~ (n.l.) pasto prima del digiuno. Nella תפילה Teffillàh ~ preghiera di Minchàh si dice il Viddui alla fine dell’amidàh, e si usano fare altre aggiunte, come stampato nei machazorim.

  2. מלקויות Malkuiot [O.C. 607:6 e MB ivi]: è un buon uso, dopo minchàh, emulare le 39 frustate che si ricevevano nel caso in cui una persona fosse stata trovata colpevole di uno dei peccati per la quale si è passibili di frustate. Si usi per questa pratica la punta di una normale cintura (non la parte ferrata) e se la faccia battere leggermente a torso nudo come espiazione di peccati e ricordo che in teoria avrebbe potuto dover subire questa pratica in modo più “completo”. Il Ramà riporta che il frustato reciti il viddui sottovoce, mentre il frustante recutu per 3 volte il versetto “Vehu Rachum” che è composto da 13 parole.
  3. סעודה מפסקת Se’udàh Mafseket: i chakhamim ZZ”L hanno istituito la lettura del Viddui prima della Se’udàh Mafseket ~ (n.l.) pasto prima del digiuno, affinchè chas veshalom si evitino situazioni spiacevoli [cfr. MB 607:1]. In tale pasto c’è chi usa intingere il pane nello zucchero, ma in ogni caso è bene che lo intinga anche nel sale precedentemente come nel resto dell’anno [BIC 4].

  4. תוספת יום הכפוריםTossefet Yom Hakippurim: E’ necessario terminare il pasto prima del tramonto, poiché c’è una mizwàh della Toràh di aggiungere מחול על הקודש dal Chol ‘al haqodesh ~ (n.l.) profano al sacro, cioè accettare su di sé la festività prima che effettivamente inizi. Anche le donne hanno questo precetto da compiere. E in questa תוספת tossefet ~ aggiunta (di tempo) si applicano tutte le regole di Yom Hakippurim [TH1 10,6 & O.C. 608:2]. Se ha accettato su di sé la tossefet solo con il pensiero ancora in pieno giorno e ci ha ripensato, può mangiare fino a quando non lo accetta esplicitamente (TH1 10,7).

martedì 22 settembre 2009

Come posso chiedere scusa?

Allo scopo di esplicare questo tema lo Shulchan ‘Aruch ci dedica un intero סימן siman ~ n.l. capitolo il 606. Per chiedere מחילה mechilàh[1] ~ n.l. scusa non è necessario per forza essere dinnanzi alla persona, ma è possibile anche farlo con qualsiasi mezzo “lecito” di comunicazione, tale telefono, fax, e-mail, lettera. Spesso e volentieri questi ultimi sono anche meglio, specie se la causa della richiesta è pesante, poiché una persona può pensarci meglio prima di rispondere in malo modo; anzi, ci può ripensare, e a freddo, scrivere una risposta. Se frontale, diminuisce la possibilità di rispondere a freddo; nonostante ciò solitamente, se presente la possibilità è meglio la richiesta di scusa frontale. E’ permesso pure scusarsi attraverso un inviato, anche a priori se la persona è molto distante e pertanto difficile da raggiungere. Chiaramente tutto ciò dipende da persona a persona, da caso a caso.
Cosa che invece non fa uscire dall’obbligo è una richiesta generale ad un pubblico [MB 606:3] nel caso ci siano peccati particolari, è bensì necessario andare a chiedere scusa personalmente; un esempio di peccato particolare commesso verso una persona è spesso (purtroppo) il לשון הרע lashon har’à ~ cattiva lingua che (abbastanza in generale) consiste nel dire qualcosa di male su una persona anche se vera[2], o anche dire una cosa positiva davanti ad una persona che per qualche motivo la considera negativa oppure viene spinto da questa a dire qualcos’altro di male su tale persona.
[O.C. 606 e MB ivi] Nel caso la persona non voglia perdonarlo alla prima richiesta, è necessario tornare presso di lui per almeno 3 volte, ogni volta con un modo nuovo per cercare d’indurlo a perdonarlo, ogni volta accompagnato da 3 persone. Se dopo questi tentativi ancora non lo vuole perdonare, se si tratta di una persona che gli ha insegnato Toràh Haqqedoshàh, in tal caso deve proseguire a chiedere perdono. In caso contrario può convocare 10 persone ebree (al fine di rendere la cosa pubblica, poichè ogni cosa detta dinnanzi a 10 persone diviene pubblica automaticamente) e dichiarare dinnanzi a loro che lui è andato a chiedere perdono, ma questo non è stato accettato. Il Ramà riporta che è bene perdonare con cuore integro poichè bisogna ricordare che come noi ci comportiamo nei confronti del prossimo così HQB”H IS”L si comporta con noi. C’è un’esclusione: nel caso si sia fatta un’offesa (anche non dinnanzi a lui) che consista nel dire un difetto (solitamente famigliare) che non ha, per esempio se lo ha chiamato mamzer ~ figlio illegittimo. La MB [11] dice che il motivo è che anche se lo perdona comunque il danno è fatto e prima che venga ristabilita la sua reputazione può passare anche molto tempo, se non mai. Conclude però che è un comportamento “umile” perdonare comunque.
Se chas veshalom si è recato un torto presso una persona che è defunta bisognerebbe andare presso la sua tomba con 10 persone e chiedere scusa esplicitamente dinnanzi loro. Chiaramente un cohen non può entrare in un cimitero, e segua la stessa procedura di una persona che abita lontano dal cimitero: invii un inviato che davanti a 10 persone faccia la stessa procedura a nome del “colpevole”.
L’uso è che quando viene chiesto scusa, si risponda se si vuole perdonare מחול מחול מחול “machul, machul, machul” ~ n.l. “cancellata (la colpa nei miei confronti), cancellata, cancellata”.

[1] Cancellazione probabilmente è una traduzione più letterale, ma in italiano rende meno l’idea; s’intende cancellazione della colpa nei suoi confronti.
[2] Nel caso sia falsa è un ‘averàh peggiore, si chiama “Motzì shem r’a” מוציא שם רע

lunedì 21 settembre 2009

צום גדלי' Tzom Ghedaliàh

Oggi 3 Tishrè (nel 5770 - lun 21 set '09) è il giorno di digiuno pubblico destinato a ricordare la morte di Ghedaliàh, governatore ebreo imposto sulla terra d'Israel dal governo babilonese, che è stato ucciso a tradimento il giorno di Rosh HaShanàh, poichè è stato sospettato di imporre di sua iniziativa pressioni sul popolo.
Si è verificato dopo la sua morte che invece faceva il contrario, facilitava dalle vessazioni babilonesi.
Si digiuna in questo giorno, subito dopo Rosh HaShanàh, poichè il giorno di Rosh HaShanàh non si digiunano digiuni pubblici essendo un giorno di Yom Tov.
E' stato fissato come digiuno pubblico per ricordare a tutti che la morte degli tzaddiqim è paragonabile alla distruzione del Bet HaMiqdash תובב"א. [Tur Orach Chajim 549]
Questa è la sintesi estrema delle motivazioni del digiuno; il digiuno parte dall'alba fino all'uscita delle stelle; nonostante ciò chi sia andato a dormire la notte ha il divieto di mangiare dall'ora in cui si alza.
E' possibile però preservarsi il diritto di mangiare fino all'alba ponendo un תנאי tenai - condizione, cioè dicendo prima di andare a dormire che nel caso ci si svegli prima dell'alba si vuole avere la possibilità di mangiare e bere.
Sul bere acqua anche senza tenai prima dell'alba il Ramà facilita agli ashkenaziti.
Altre norme inerenti al תענית ציבור ta'anit tzibbur - digiuno pubblico sono stati già pubblicati, ed è possibile cercarli con l'etichetta "Ta'anit".

venerdì 18 settembre 2009

Orari Tzom Ghedaliàh 5770

Orari Tzom Ghedaliàh 5770
Lun 21 Settembre '09 – 3 Tishrè 5770

Entrata

Uscita

Milano

5.42

19.59

Roma

5.43

19.52

Firenze

5.47

19.47

Ancona

5.38

19.48

Bologna

5.47

19.57

Genova

5.56

20.06

Livorno

5.51

20.01

Napoli

5.36

19.44

Pisa

5.51

20.00

Torino

6.01

20.12

Trieste

5.37

19.47

Venezia

5.43

19.53

Verona

5.48

19.58



Orari tratti dal Lunario ebraico 5770

Shabbat Shalom

תחל שנה וברכותה Tachel Shanàh uVirkoteha

עשרת ימי תשובה ‘Asseret Yemè Teshuvàh

Gli ‘asseret Yemè Teshuvàh עשרת ימי תשובה ~ dieci giorni penitenziali sono i 10 giorni che intercorrono tra Rosh Ha-Shanàh e Yom Ha-Kippurim (rispettivamente l’1-2 di Tishrè e il 10 di Tishrè).
Sono chiamati in questo modo per un motivo molto semplice.
Questo periodo, nel caso in cui non si sia fatto ancora Teshuvàh per eventuali peccati commessi, è quello maggiormente indicato, poichè HQB"H IS"L facilita il processo.
Questo non significa che solo in tali giorni è possibile fare teshuvàh; al contrario significa che ogni momento è idoneo a questa prassi, ma che ci sono tali giorni per risvegliarci su tale argomento.
Sappiamo che nei giorni di Rosh Ha-Shanàh il mondo e i suoi abitanti vengono giudicati per tutto l’anno successivo, e la prima scadenza del giudizio, il giorno della חתימה chatimàh ~ n.l. “sigillo / conferma”, è il giorno di Yom Ha-Kippurim.
In questi giorni tra le due festività abbiamo la possibilità, grazie alla forza della תשובה Teshuvàh ~ ritorno verso HQB”H, di rompere eventuali cattivi decreti che sono stati stabiliti relativamente il nostro futuro dell’anno a venire.
Per questo motivo sono anche conosciuti come Yamim Noraim ימים נוראים ~ giorni terribili: in tali giorni si ha la possibilità di sconvolgere tutto ciò che accadrà nell’anno successivo, nel bene e nel meglio.
In מסכת massechet ~ trattato di Rosh Ha-Shanàh si spiega che ci sono 3 categorie di persone: (1) gli צדיקים גמורים tzaddikim ghemurim ~ n.l. i giusti “fino all’ultimo”, (2) i רשעים גמורים resha’im ghemurim ~ n.l. i malvagi “fino all’ultimo” e (3) i בינונים benonim ~ “medi”.
Le prime due categorie vengono giudicate e confermate immediatamente il giorno di Rosh Ha-Shanàh, in base alla loro posizione. La terza categoria, alla quale appartiene gran parte dell’umanità, viene giudicata a Rosh Ha-Shanàh anch’essa, ma gli viene dato un “secondo appello” a Yom Ha-Kippurim, entro il quale hanno la possibilità di dimostrare che il loro atteggiamento è cambiato.
Il Rambam nelle Hilchot De’ot spiega che lo צדיק tzaddik ~ n.l. giusto s’identifica come un individuo che ha più mizwot che עברות ‘averot ~ trasgressioni, mentre il רשע rash’a ~ malvagio è colui che ha più ‘averot che mizwot, i benonim invece hanno le due categorie uguali. In tal caso ci si può chiedere com’è possibile che siano uguali?
Bisogna quindi sapere che il “conto” divino del valore delle singole mizwot e delle singole ‘averot, non è pubblicamente conosciuto, ma varia da persona a persona, a seconda della difficoltà che una persona ha a compiere determinate azioni, in base a quello che ha la potenzialità di fare. Per fare un esempio pratico: c’è la mitzwàh del ma’asser cioè di dare una decima dei propri guadagni a talmidè chakhamim e yeshivot [Non solo, in genere a fine di mitzwàh, ma bisogna sapere cosa rientra in questa categoria, poiché non con tutte le mizwot si applica il principio. In questi due casi succitati, sicuramente si è compiuto.]. Se una persona guadagna 1.000 e dà 100 è sicuramente preferibile di chi guadagna 10.000 e dà 900, nonostante quantitativamente abbia dato di più. Il problema maggiore sta nello stabilire in questo caso quanto sia il “guadagno”, poiché non è semplice che una persona comprenda a fondo fino a che punto possa arrivare. Singolarmente abbiamo delle potenzialità che sono straordinarie, che spesso non sappiamo neanche riconoscere, semplicemente perché trascurate o, peggio, perché addirittura considerati come difetti dalla società che ci circonda, cosa sempre più frequente.
Un esempio: secondo la Toràh HaQedoshàh è un ottimo atteggiamento l’accettare il giudizio Divino che ha provocato un torto nei suoi confronti come espiazione delle sue colpe [nel caso in cui ovviamente la cosa non provochi חילול השם chillul hashem - n.l. sconsacrazione del nome Divino; in tal caso è vietato stare in silenzio, ma persino in condizioni particolarmente scomode è necessario rispondere.]; al contrario presso la società che ci circonda, quando si subisce un torto è bene arrabbiarsi per i torti, ribellarsi, fare causa, fare il possibile per rendere nota la questione a tutti i (non) interessati.
In particolare nell’ambiente in cui ci troviamo per comprendere a fondo come comportarci è necessario sapere come è bene comportarci; ma questo non basta: dobbiamo capire anche il perché è meglio tale comportamento. Questo ci viene insegnato in particolare nei libri di Mussar, termine solitamente tradotto abbastanza approssimativamente come etica.
L’applicazione di questi insegnamenti indubbiamente ci porta a fare Teshuvàh, poiché comprendiamo come e perché è meglio comportarci “bene”, secondo le regole di HQB”H IS”L, e di conseguenza le applichiamo.
In particolare in questo periodo è bene aumentare lo studio di questi testi rispetto all’obbligo vigente nel resto dell’anno di almeno una decina di minuti. Consigliato particolarmente dal Rosh è l’Iggheret ha-Teshuvàh di Rabbenu Yonàh di Girona.

E’ necessario stare molto attenti alle proprie azioni, ricordando che ogni giorno di questa settimana (da צום tzom ~ digiuno di Ghedaliàh alla vigilia di Yom Ha-Kippurim) ha la possibilità di sistemare tutti i corrispondenti giorni della settimana dell’anno.

E’ bene aggiungere Teffillot e Tachanunim in questi giorni, in particolare sotto forma di Selichot.

La ברכת הלבנה birkat HaLevanàh ~ benedizione alla luna (nuova) è bene farla dopo Yom Ha-Kippurim, anche se c’è chi usa farla durante questi giorni. C’è su cosa appoggiarsi anche per questo uso.

In questi giorni è bene stare attenti ad applicare le mizwot in maniera più rigorosa; in particolare i nostri chakhamim Z”L hanno stabilito il divieto assoluto di mangiare in questi giorni pane prodotto da גוים gojim ~ n.l. non ebrei, nonostante durante l’anno ci siano delle facilitazioni, a condizione necessaria e non sufficiente che gli ingredienti utilizzati siano totalmente kasher e che non ci siano problemi nell’utilizzo del forno che può essere utilizzato contemporaneamente per alimenti non kasher. In questi giorni è possibile mangiare al minimo afiat yisrael cioè pane prodotto da non ebrei nella quale degli ebrei hanno partecipato alla procedura di cottura. Questo a posteriori, a priori bisognerebbe farlo fare da ebrei.

[1] Fonti sull’argomento sono principalmente: Torat Hamo’adim “Yamim Noraim” = TH1; (Shulchan Aruch volume) Orach Chajim = O.C., (volume) Yorè De’a = YD; Mishnàh Beruràh = MB.

giovedì 17 settembre 2009

Rosh Ha-Shanàh - 4b. Suono dello Shofar (quando cade di Shabbat Qodesh)

Le norme dello suono dello shofar sono molte e qui si desidera trattare solo le regole dal punto di vista del pubblico; quest’anno (5770) poiché il primo giorno di Rosh Ha-Shanàh cade a Shabbath Qodesh, il primo giorno i chakhamim hanno stabilito che non si possa suonare lo Shofar. I motivi sono diversi e abbastanza profondi; bisogna sapere che in generale, poiché non c’è lo shofar a suonare, sono la teffillàh congiunta all’osservanza delle regole di shabbath qodesh che fanno il suo “lavoro”.
  • E’una מצות עשה Mitzwat ‘Asè ~ (non lett.) precetto della Toràh sentire il suono dello shofar per tre volte durante Rosh Ha-Shanàh. A causa di un dubbio sulla definizione di תרועה Teru’a ~ (n.l.) suono riportata nella Toràh suoniamo diverse combinazioni, ognuna per tre volte [TH 5,1].
  • E’ necessario pertanto stare molto attenti durante l’esecuzione del suono dello Shofar e concentrarvisi, per poter uscire dall’obbligo del precetto [TH 5,2; 5,20]. Bisogna porre particolare attenzione poiché bisogna sentire i suoni dall’inizio alla fine per poter uscire d’obbligo, indipendentemente dalla loro lunghezza.
  • Dal pronunciarsi della benedizione fino alla fine di tutte le esecuzioni dello shofar è necessario stare in silenzio, altrimenti si provoca הפסק hefseq ~ interruzione, e si rischia di non uscire d’obbligo [TH 5, 9-12]. Per questo motivo è necessario non rispondere ברוך הוא וברוך שמו“Baruch Hu uvaruch Shemò” allaברכה berakhàh ~ benedizione del בעל תוקע ba’al toqe’a ~ esecutore del suono dello shofar. Le esecuzioni dello shofar partono da quelle dopo la berakhàh fino ad Alenu Leshabbeach (fine della Teffillàh)
  • E’ vietato mangiare un pasto a base di pane o un quantità maggiore di kabeitzàh (circa 56 grammi) di mezonot (dolci ad esempio) o prima del suono dello Shofar. E’ permesso però mangiare frutta e verdura in quantità anche maggiori a kabeitzàh, e tanto più acqua, the e caffè [TH 5,21]. Naturalmente per mangiare dopo Shacharit (esattamente come a Shabbath Qodesh) è obbligatorio recitare il Qiddush.

תחל שנה וברכותה Tachel Shanàh uVirkoteha

La vigilia di Rosh Ha-Shanàh – Conclusione

La vigilia di Rosh Ha-Shanàh è l’ultimo giorno dell’anno.
E’ risaputo che in base alla fine tutto l’operato viene giudicato.
Abbiamo 24 ore per cercare di sistemare, sebbene solo in modo parziale, tutto ciò che abbiamo fatto in quest’ultimo anno, e mostrare ad HQB”H almeno la buona volontà, nel tentativo di cambiare, di renderci migliori, di avvicinarci di più a Lui e alla Sua Toràh.
In queste ultime 24 cerchiamo di sfruttare gli ultimi pasti, cercando di fare le berakhot, sia prima che dopo, come si deve, con calma e secondo la halachàh.
Cerchiamo di fare con concentrazione adeguata le ultime teffillot dell’anno.
NE MANCANO SOLO 3 oramai.
E tutto viene giudicato da quelle.
Se anche abbiamo sbagliato, siamo caduti, dimostriamo in queste ultime ore che manifestiamo la voglia di rialzarci, ricordando che quello che vuole HQB”H è principalmente che facciamo almeno un piccolo passo verso di Lui, avvicinandoci.
Come si fa?
Non solo pensandolo, ma facendo seguire al pensiero l’azione.
Negli ultimi articoli abbiamo illustrato alcuni usi e regole relativi quest’ultime ore…
Cerchiamo di sfruttarle al meglio!

לשנה טובה נכתב ונחתם
LeShanàh Tovàh Nikkatev Venechatem
In breve riassumo alcuni degli articoli precedenti riguardo ad oggi - ricordarsi di purificarsi (miqweh o doccia), fare teffillàh come si deve, aumentare lo studio al posto del digiuno.

mercoledì 16 settembre 2009

Orari Rosh Ha-Shanàh 5770


Orari Rosh Ha-Shanàh 5770
18/20 Settembre '09– 1/2 Tishrè 5770

Entrata Shabbat Qodesh e Rosh Ha-Shanàh - Ven 18 Sett

Accensione lumi secondo giorno -Sab 19 Sett - non prima delle

Uscita secondo giorno - Dom 20 Sett

Milano

18.59

20.10

20.08

Roma

18.59

20.02

20.00

Firenze

19.05

20.08

20.06

Ancona

18.56

19.59

19.57

Bologna

19.04

20.08

20.06

Genova

19.14

20.17

20.15

Livorno

19.08

Non disponibile-

20.10

Napoli

18.52

19.55

19.53

Pisa

19.08

20.11

20.09

Torino

19.19

20.22

20.21

Trieste

18.55

19.58

19.56

Venezia

19.01

20.04

20.02

Verona

19.06

20.09

20.07



Orari tratti dal Lunario ebraico 5770


Il primo giorno si accenda entro l’ora indicata .
Il secondo giorno non prima dell’orario indicato.
Dato che è vietato creare un fuoco nuovo durante Rosh Ha-shanàh,è necessario per accendere il secondo giorno far passare il fuoco da un fuoco acceso in precedenza. Pertanto si utilizzi il lume acceso prima dell’entrata del primo giorno che duri quindi minimo 26 ore di fila.
Quando si passa il fuoco si stia attenti a non spegnere la candela con cui si effettua il passaggio del fuoco, ma lo si lasci spegnere da solo (per esempio: ponendolo su carta argentata)

Shabbat Shalom

תחל שנה וברכותה Tachel Shanàh uVirkoteha

Rosh Ha-Shanàh - 5. תשליך Tashlich

Il tashlich è uno di quei minhaghim che è entrato come regola fissa nell’ambito di tutto Israel. Il Maharil, tra le fonti originarie di questo uso, lo collega ad un midrash relativo all’ עקדת יצחק“‘Aqedat Yizchaq” ~ legatura di Yizchak אע"ה, poiché durante il tragitto per arrivare a destinazione, sul monte Moriàh, ci sono state diverse prove, c’è stato il salvarsi da una sorgente d’acqua creata apposta sul cammino, che li poteva annegare (MB 583,8). Dopo Minchàh del primo giorno si usa andare presso una fonte di acqua corrente, se fosse possibile fuori città, per dire il “Tashlich”, il cui testo è riportato nei Machazorim. Tutto ciò a priori; se però si è stati impossibilitati si reciti il secondo giorno dopo Mussaf.
Quando il primo giorno di Rosh Ha-Shanàh cade di Shabbath Qodesh, come in quest'anno (5770), c’è chi usa recitarlo il secondo giorno per svariati motivi, ma per i sefaraditi si recita in ogni caso il primo giorno [BIC 12].
C’è da segnalare che le donne sono esenti dal dire il Tashlich, anzi è meglio che non lo dicano per nulla [TH1 3,21], in particolare secondo la Qabbalàh, ma non solo.
C’è l’uso di scuotere parte dell’abito superiore quando si legge “vetashlich bimzulot yam” durante la lettura di “Mi ‘-l kamochàh” [Toràh Lishmàh 31].

תחל שנה וברכותה Tachel Shanàh uVirkoteha

martedì 15 settembre 2009

Rosh Ha-Shanàh - 3. Usi e regole varie

  • C’è chi usa leggere il libro dei תהילים Tehillim ~ Salmi integralmente per due volte nel corso dei due giorni di Rosh Ha-Shanàh, poiché il numero dei capitoli di cui è costituito il libro è 150. 150 x 2 = 300 e sappiamo che 300 è anche la גמטריא ghematria ~ valore numerico della parola כפר Kapper ~ espia. In base al Pellè Yo’etz, è meglio leggere meno Tehillim comprendendo ciò che si legge piuttosto che tutti senza comprenderli. In ogni caso sia che uno faccia di più che di meno, la cosa fondamentale è che lo faccia לשם שמים Leshem Shamajim ~ (n.l.) con l’intenzione di aumentare la gloria di HQB”H IS”L.
  • In base allo Zohar Haqqadosh succitato, bisogna evitare di ricordare i peccati durante Rosh Ha-Shanàh affinché non sia Chas Veshalom, un’autodenuncia. In particolare quando si legge la formula di richiesta prima dei Tehillim, si eviti la lettura delle parole מחל וסלח לעונותינו. [BIC 13].
  • Non si dorma durante le ore diurne di Rosh Ha-Shanàh, ed è necessario stare anche attenti a svegliarsi prima dell’alba. Se si è costretti a dormire per qualche motivo, si cerchi di farlo dopo Chatzot ~ metà delle ore diurne [BIC 11]. Attenzione: una persona che sta senza fare nulla a perdere tempo o peggio a parlare di cose vane è considerato come un dormiente [MB 583,9]
  • Si stia attenti a non incollerirsi, poiché oltre alla gravità del peccato che si compie incollerendosi, se capita durante Rosh Ha-Shanàh non è un buon segno per l’anno. In particolare stia attenta la donna a preparare tutto già in precedenza, cosicché non ci sia motivo di litigio, e anche se ci fosse, ogni singolo deve cercare di trattenersi e sopporti con pazienza, in particolare durante Rosh Ha-Shanàh [BIC 6].
  • Le regole relative alla Teffillàh meriterebbero una sezione a sé. Di conseguenza non verranno qui trattate, ma si lascia lo studio al lettore. Si fa solo notare che la teffillàh è una delle forme più alte di comunicazione diretta con HQB”H IS”L, e solitamente, una persona che vuole parlare con una persona importante si prepara prima, tanto più se dobbiamo farlo davanti ad HQB”H IS”L.


תחל שנה וברכותה Tachel Shanàh uVirkoteha

lunedì 14 settembre 2009

Rosh Ha-Shanàh - 2. Il Seder

Gli usi in questo campo sono molteplici, e non siamo venuti Chas veshalom a cambiarli.
In base a Horayot 12a si usa mangiare determinati cibi chiamati סמנים “simanim” ~ segni come buon augurio per l’anno che viene. Prima di ogni cibo si usa recitare una preghiera legata alle particolarità del cibo stesso. Ci sono però delle linee generali valide per qualunque uso:
  • E’ preferibile fare la נטילת ידים Nettillat Yadajim ~ lavaggio delle mani e la ברכת המוציא birkat Hamotzì ~ benedizione sul pane, prima di cominciare a mangiare i “simanim” cosicché da non entrare in situazione di dubbio relativo a berakhot invano. In tal caso non si benedica sui simanim, ma si faccia direttamente lo Yehi Ratzon relativo. Se una persona non ha un uso certo relativamente all’ordine è preferibile che adotti questo. Anche in questo caso, durante il pasto deve recitare בורא פרי העץ “borè perì ha’etz” prima di mangiare il primo frutto, che di solito è il dattero [TH 4,2].
  • In un luogo ove ci sia un מנהג minhag ~ uso conosciuto nella quale si mangiano i simanim prima della nettillàh è necessario fare la ברכה berakhàh ~ benedizione iniziale sui simanim. In questo caso si stia attenti prima a fare la berakhàh sul cibo, mangiare, e poi tornare a mangiare dopo aver recitato lo yehi ratzon sul secondo assaggio. Si ricorda che per l’ordine delle berakhot si benedice prima su un frutto (borè perì ha’etz) e poi su una “verdura” (borè perì haadamàh).
  • Lo Yehi Ratzon si fa ricordando il nome di HQB”H e non dicendo semplicemente “Hashem” [TH1 4,2], ed è bene rispondere Amen dopo lo Yehi Ratzon altrui, anche se non intende uscire dall’obbligo della recitazione dello stesso.
  • Relativamente allo yehi ratzon sulla mela non si dica alla fine כדבש “kidvash” ~ come il miele, poiché la formula “più dolce del miele” è ricordata sul giudizio divino [TH1 4,2].
  • Nello Zohar HaQadosh c’è scritto che non bisogna ricordare i propri peccati a Rosh Ha-Shanàh. Bisogna pertanto stare attenti a non ricordarli esplicitamente; per questo non si recita il tachanun in questo giorno [BIC 13]. Lo riporto in questa sezione poiché ci sono molti che usano mangiare il polmone tra i simanim e ci sono versioni errate in base a questo principio dello yehi ratzon שתהיו חטאותינו קלות כראה “sheyhu chatotenu kallot karea” ~ “che i nostri peccati siano leggeri come i polmoni”; da preferire invece la formula ראה נא בענינו וריבה ריבהו ומהר לגאולינו גאולה שלמה למען שמך. יר"מ ה"א ו"א שתאיר עינינו במאור תורתך “Ree na be‘onienu verivah rivenu umaher legaolenu gheullàh shellemàh lema’an shemecha. Yehi Ratzon Milefanechàh H’ Eloqenu veEloqè Avotenu Shetair ‘enenu bimeor toratecha” ~ n.l. “Osserva la nostra condizione misera, e combatti le nostre battaglie, e affrettati a portare la redenzione, una gheullàh ~ redenzione completa affinchè il Tuo Nome (sia in Gloria). Sia la volontà davanti a Te HQB”H IS”L che illumina i nostri occhi con la luce della Tua Toràh.” [KHS 583:15].
  • Si stia molto attenti al controllo di tutta la frutta che non contenga vermi chas veshalom, poiché per ogni verme si trasgrediscono 5 divieti [Makkot 16b].
  • C’è chi usa fare il seder anche durante il giorno [Mattè Efraim citato in BIC fine 4].
  • Poiché ciò che si mangia a Rosh Ha-Shanàh è di auspicio per tutto l’anno si evita di mangiare frutta acerba, cibi con aceto [BIC 6], acidi come il limone, amari [KHS 583:18], piccanti o pepati [TH1 4,2; PT 583:8]. Ciò vale anche per chi è abituato a mangiarli, persino se gli piacciono in particolar modo. C’è inoltre l’uso di evitare di mangiare noci poiché la ghematria (valore numerico) di Egoz אגוז ~ noce è la stessa di chet חטא~ peccato [Ramà 583:2]. [Chi ha fatto i conti ha trovato che Egoz vale 17, mentre chet 18, ma è dovuto al fatto per cui spesso si conta anche la parola stessa, e quindi il 17 aggiunge 1 della parola e arriva a 18. Questo procedimento è chiamato Kollel כולל]
  • In ogni caso è bene avere del sale sul tavolo come per il resto dell’anno e prima d’intingere la fetta di hamotzì nel miele o nello zucchero (a seconda degli usi), s’intinga nel sale come durante il resto dell’anno; ciò poiché il miele e lo zucchero sono aggiunte dagli usi, ma non vengono a sostituire la regola [KHS 583:4, ע"ע Toràh Lishmàh 500].


תחל שנה וברכותה Tachel Shanàh uVirkoteha

domenica 13 settembre 2009

Rosh Ha-Shanàh - 1. קידוש Il Qiddush

Il Qiddush è come sempre una parte molto importante della festa; come dice la parola è una “santificazione” [La traduzione non la più idonea, ma è quella che va per la maggiore. La parola Qiddush viene da Qadesh, “rendi distinto”.]. Poiché è in particolare il primo Qiddush dell’anno c’è chi usa fare questioni particolari: Rabbenu Yossef Chajim ZZ”L, nel Ben Ish Chai [BIC 7] riporta che è bene sedersi sopra il proprio letto e recitare una particolare formula di buon auspicio prima di recitare il Qiddush. Questa formula è ora possibile trovarla nell’articolo apposta.
  • שהחיינו Sheechejanu. Ambedue le sere si pronunci la benedizione di Sheechejanu nel Qiddush. E’ bene lasciare se è possibile, un frutto o un abito nuovo per la seconda sera sulla quale deve fare la benedizione di Sheechejanu, e averlo dinnanzi a sé durante la berakhàh. [BIC 8].
  • Studio a tavola. Oltre al consueto devar toràh a tavola è bene leggere sul tavolo le mishnayot del trattato di Rosh Ha-Shanàh e il brano dello Zohar HaQadosh stampati nei machazorim [BIC 8].
  • Havdalàh quando cade di Motzaè Shabbat. La seconda sera, poiché quest’anno (5770) capita all’uscita di Shabbath Qodesh, si segue questo ordine, come stampato nei machazorim: יקנה"ז che è l’acronimo di יין Yain – benedizione sul vino;קידוש Qiddush; נר Ner – la candela della havdalàh “borè meorè haesh” sulla candela accesa il giorno precedente;הבדלה Havdalàh – e si dica “hamavdil ben qodesh leqodesh”;זמן Zeman – la berakhàh di Sheechejianu. Chiaramente dopo la havdalàh è vietato spegnere il lume, poiché il solo permesso è quello di passare da un fuoco acceso (per cucinare oppure per accendere le candele necessarie per il חג chag ~ festività), ma non di spegnere.


תחל שנה וברכותה Tachel Shanàh uVirkoteha

Rosh Ha-Shanàh - 1b. Qiddush secondo il Ben Ish Chai

Introduzione
Il Ben Ish Chai nella parashàh di Nizzavim (regola 7) riporta una formula particolare che è bene leggere prima del Qiddush di entrambe le sere di Rosh Ha-Shanàh.
Viene qui riprodotto per facilitare la lettura di coloro che vogliano, beli neder (senza promessa), seguire questo uso.

Come Procedere - istruzioni per l'uso
Prima del Qiddush ci si segga sul letto già rifatto in precedenza e si dica la Petichat Eliahu Zachur Latov (trovabile nei siddurim, solitamente stampata prima di Shacharit) fino a “Qum Rabbì Shim’on veitchadeshun etc.” escluso. Poiché è parte dello Zohar HaQadosh [Tikkunè HaZohar 17] anche se si erra nella lettura non è un problema, e vale come studio, come riportato dal Maghen Avraham.
Successivamente legga i seguenti versetti che si trovano in Bereshit 6,8 (per 12 volte); ivi 26,12 (per 12 volte); Tehillim 36,10 (per 10 volte); ivi 97,11(per 17 volte); Shemuel A 25,6 (per 10 volte). Poi si dica Tachel Shanaàh Uvirkoteha e dica il Qiddush al suo posto.
[in un anno me'ubbar, cioè di 13 mesi, anzichè ripetere per 12 volte si ripete per 13]

Come Procedere - in pratica
Per facilitare la questione abbiamo riportato il testo qui sotto – le parti in parentesi non si leggano.

פתח אליהו הנביא זכור לטוב ואמר. רבון עלמין דאנת הוא חד ולא בחשבן. אנת הוא עלאה על כל עלאין סתימא על כל סתימין, לית מחשבה תפיסא בך כלל. אנת הוא דאפיקת עשר תקונין, וקרינן לון עשר ספירן, לאנהגא בהון עלמין סתימין דלא אתגלין, ועלמין דאתגלין, ובהון אתכסיאת (נ"א אתכסייא) מבני נשא, ואנת הוא דקשיר לון ומיחד לון. ובגין דאנת מלגאו, כל מאן דאפריש חד מן חבריה מאלין עשר, אתחשיב ליה כאלו אפריש בך. ואלין עשר ספירן, אינון אזלין כסדרן, חד אריך וחד קצר וחד בינוני, ואנת הוא דאנהיג לון, ולית מאן דאנהיג לך לא לעילא ולא לתתא ולא מכל סטרא. לבושין תקינת לון, דמניהו פרחין נשמתין לבני (נ"א דבני) נשא, וכמה גופין תקינת לון דאתקריאו גופא לגבי לבושין דמכסין עליהון, ואתקריאו בתקונא דא, חסד דרועא ימינא. גבורה דרועא שמאלא, תפארת גופא, נצח והוד תרין שוקין, ויסוד סיומא דגופא אות ברית קדש, מלכות פה. תורה שבעל פה קרינן ליה. חכמה מוחא איהו מחשבה מלגו. בינה לבא ובה הלב מבין. ועל אלין תרין כתיב (דברים כ"ט כ"ח) הנסתרות ליי' אלקינו. כתר עליון איהו כתר מלכות, ועליה אתמר (ישעיה מ"ו י (מגיד מראשית אחרית, ואיהו קרקפתא דתפלי (נ"א קרקפתא דלא מנח תפלי), מלגו איהו יו"ד ק"א וא"ו ק"א דאיהו ארח אצילות, איהו שקיו דאילנא בדרועוי וענפוי (נ"א ואנפוי,( כמיא דאשקי לאילנא ואתרבי בההוא שקיו. רבון העולמים אנת הוא עלת העלות סבת הסבות דאשקי לאילנא בההוא נביעו, וההוא נביעו איהו כנשמתא לגופא דאיהו חיים לגופא, ובך לית דמיון ולית דיוקנא מכל מה דלגו ולבר. ובראת שמיא וארעא, ואפיקת מנהון שמשא וסיהרא וככביא ומזלי, ובארעא אלנין ודשאין וגנתא דעדן (ועשבין) וחיון ועופין ונונין ובני נשא, לאשתמודעא בהון עלאין, ואיך יתנהגון בהון עלאין ותתאין, ואיך אשתמודעאן מעלאי ותתאי, ולית בך דידע כלל] דף יז/ב[ ובר מינך לית יחידא (ס"א יחודא) בעלאי ותתאי, ואנת אשתמודע אדון על כלא, וכל ספירן כל חד אית ליה שם ידיע, ובהון אתקריאו מלאכיא, ואנת לית לך שם ידיע, דאנת הוא ממלא כל שמהן, ואנת הוא שלימו דכלהו, וכד אנת תסתלק מנהון, אשתארו כלהו שמהן כגופא בלא נשמתא. אנת חכים ולאו בחכמה ידיעא, אנת הוא מבין ולא מבינה ידיעא, לית לך אתר ידיעא אלא לאשתמודעא תוקפך וחילך לבני נשא, ולאחזאה לון איך אתנהיג עלמא בדינא וברחמי דאינון צדק ומשפט כפום עובדיהון דבני נשא, דין איהו גבורה, משפט עמודא דאמצעיתא, צדק מלכותא קדישא, מאזני צדק תרין סמכי קשוט, הין צדק אות ברית, כלא לאחזאה איך אתנהיג עלמא, אבל לאו דאית לך צדק ידיעא דאיהו דין, ולאו משפט ידיעא דאיהו רחמי, ולאו מכל אלין מדות כלל.
וְנֹחַ, מָצָא חֵן בְּעֵינֵי ה’.
Si ripeta 12 Volte
וַיִּזְרַע יִצְחָק בָּאָרֶץ הַהִוא וַיִּמְצָא בַּשָּׁנָה הַהִוא מֵאָה שְׁעָרִים וַיְבָרְכֵהוּ ה’.
Si ripeta 12 Volte

כִּי-עִמְּךָ מְקוֹר חַיִּים בְּאוֹרְךָ נִרְאֶה-אוֹר
Si ripeta 10 volte

אוֹר זָרֻעַ לַצַּדִּיק וּלְיִשְׁרֵי-לֵב שִׂמְחָה.
Si ripeta 17 volte

וַאֲמַרְתֶּם כֹּה לֶחָי וְאַתָּה שָׁלוֹם וּבֵיתְךָ שָׁלוֹם וְכֹל אֲשֶׁר-לְךָ שָׁלוֹם.
Si ripeta 10 volte

תחל שנה וברכותה
Tachel Shanàh uvirkoteha

Si reciti il Qiddush

venerdì 11 settembre 2009

Attenzione:L'ultimo Shabbat dell’anno 5769‏

Ogni cosa va secondo la fine perciò è opportuno starci molto attenti.
..eccovi gli orari di Shabbat.

Orari Shabbat
11/12 Settembre – 23 Elul

Entrata Ven 11 Sett Uscita Sab 12 Sett

Milano

19.13

20.25

Roma

19.08

20.09

Firenze

19.15

20.14

Ancona

19.06

20.05

Bologna

19.15

20.15

Genova

19.24

20.25

Napoli

19.01

19.59

Pisa

19.18

20.18

Torino

19.30

20.31

Trieste

19.06

20.07

Venezia

19.12

20.13

Verona

19.05

20.18


Orari tratti dal Lunario ebraico 5769


Shabbat Shalom

Selichot per gli ashkenaziti

Quest`anno (5769) le selichot per gli ashkenaziti partono la dom prima di Rosh HaShanah (13 set 09).
Shabbat Shalom

Tishrè 5770

1 - 2 Tishrè 5770 (sab 19- dom 20 set '09)
ראש השנה Rosh HaShanàh
dura due giorni di Yom Tov, non si recita tachanun, c'è mussaf, in entrambi i giorni la lettura della Toràh.


Poichè il primo giorno quest'anno cade di Shabbat Qodesh, ci sono norme particolari come il fatto che non si suona lo shofar se non il secondo giorno.

מולד Molad
il Molad cade il giorno di Shabbat 10.47 e 6-7 chalaqim, quindi la
ברכת הלבנה Birkat Ha-Levanàh,
l'uso comune è quella di recitarla all'uscita di Yom HaKippurim

3 di Tishrè 5770 (lun 21 set '09)
צום גדליא Digiuno di Ghedaliàh
il digiuno inizia dall'alba fino al tramonto. De facto è vietato mangiare da quando si va a dormire la sera precedente a meno che non si espliciti che si ha intenzione di mangiare nel caso ci si svegli prima dell'alba



1-10 di Tishrè (sab 19 - mar 28 set '09)
עשרת ימי תשובה 'Asseret Yemè Teshuvàh


9 di Tishrè (lun 27 set '09)
Vigilia di Yom HaKippurim
La mizwàh principale del giorno è quella del mangiare più del solito. Ci sono vari usi su come applicare questa mizwàh.


10 di Tishrè (lun sera del 27 set e mar 28 set '09)
יום הכיפורים Yom HaKippurim
Giorno di tefillàh e digiuno per eccellenza nella quale HQB"H IS"L dà la possibilità di espiare i propri peccati attraverso la teshuvàh.

5 categorie di divieto valgono oggi, oltre al divieto di compiere qualsiasi melakhàh:
1. Mangiare e bere 2. Rapporti con il proprio partner 3. Ungersi 4. Lavarsi 5. Indossare scarpe di cuoio /pelle.


Sera dell'11 di Tishrè (mar sera 28 set '09)
Uscita di Yom HaKippurim - si recita la Birkat HaLevanàh.


15 di Tishrè fino al 21 (sab 3 ott - ven 10 ott '09)
סוכות Sukkot

Si vive nelle sukkot per 7 giorni. La prima sera è una mizwàh direttamente dalla toràh che obbliga a mangiare almeno un kezait di pane (tra i 27 ai 32 grammi); negli altri giorni c'è solo un divieto di mangiare in modo fisso (verrà spiegato Belì Neder in un prossimo articolo BS"D) fuori dalla sukkàh, e sarebbe opportuno mangiare sempre in essa.


Ogni giorno la teffillàh è composta da Shacharit con aggiunta di Ya'alè Veyavò nella 'amidàh, utilizzo del lulav, Hallel completo, quindi con berakhàh secondo tutte le opinioni, Sefer Toràh e Mussaf.

Durante Shabbat Qodesh il lulav non si usa. Pertanto quest'anno (5770) la mizwàh del lulav è derabbanan e quindi non è necessario strettamente il dettaglio di "hadar".


Il primo giorno di Sukkot è Yom Tov, e fuori da Eretz Israel lo è anche il secondo.


21 di Tishrè ( notte del 9 gio-ven e ven 10 ott)

הושענא רבה Hoshanà Rabbàh

Giorno di conclusione del Giudizio iniziato il giorno di Rosh Chodesh Elul.

Si usa passare la notte a studiare il Tiqqun della notte di Hoshanà Rabbà

22 di Tishrè (sab 11 ott)
שמיני עצרת Sheminì 'Azzeret
In Eretz Israel non ci si siede più nelle Sukkot, e coincide con Simchat Toràh.
Fuori da Eretz Israel è un giorno di Yom Tov a sè stante e si rimane in sukkàh senza berakhàh.
Poichè cade Shabbat le variazioni che troviamo è Ya'alè Veyavò nella 'amidàh di shacharit, Hallel completo con berakhàh, Qeriat HaToràh relativa al giorno e non a Shabbat (in Eretz Israel si legge VeZot HaBerakhàh) e Mussaf di Shabbat e Yom Tov.


23 di Tishrè (dom 12 ott)
In Eretz Israel: איסרו חג Issru Chag di Sukkot
Fuori da Eretz Israel: שמחת תורה Simchat Toràh
Giorno di festa per la conclusione della lettura annuale della Toràh, con la parashàh di VeZot HaBerakhàh. Si usa in onore della Toràh ballare con i sifrè Toràh.


24 di Tishrè (lun 13 ott)
Fuori da Eretz Israel: איסרו חג Issru Chag di Sukkot
Tizkù Leshanim Rabbot

giovedì 10 settembre 2009

La vigilia di Rosh Ha-Shanàh – Digiuno

C’è chi usa digiunare la vigilia di Rosh Ha-Shanàh [TH 2,1]. Chi vuole “partecipare” a questo minhag deve ricordare alcune cose.

  • Se non lo si è mai fatto e si vuole cominciare, si dica il primo anno prima di accettare il digiuno che lo si fa בלי נדר belì neder ~ senza promessa in modo tale da non dovere fare un eventuale scioglimento della promessa da parte di un חכם chakham ~ saggio in caso negli anni successivi si voglia smettere con tale usanza (TH 2,2).
  • Nel caso non si riesca a stare tutta la giornata senza né bere né mangiare è possibile fare uno scioglimento della promessa (nel caso si sia promesso) grazie ad un chakham anche nei giorni precedenti il digiuno (TH 2,2).
  • Non si può mangiare da quando si è andati a dormire la sera precedente dell’inizio del digiuno, tranne nel caso in cui si sia rimasti svegli tutta la notte, in cui si può mangiare fino all’alba. Relativamente al bere, acqua o caffè e te (anche zuccherati) c’è da facilitare fino all’alba (in base a BIC 1, e TH).
  • Se si vuole digiunare bisogna ricordare di fare la קבלה Qabbalàh ~ ricevimento del digiuno alla fine della amidàh di Minchàh dell’antivigilia di Rosh Ha-Shanàh. Il testo classico della ricezione del digiuno è trovabile nei siddurim. Nel caso non si sia fatta la Qabbalàh a Minchàh è possibile farla fino al tramonto.
  • Ogni digiuno non è finalizzato a sé stesso, ma solo a facilitare la Teshuvàh. Ne consegue che se uno deve fare un digiuno e fare ciò che fa tutti i giorni, oppure giocare o sollazzarsi, è inutile fare il digiuno, ma è meglio prendere ed aumentare con lo studio della Toràh HaQedoshàh. (cfr. Mishnàh Beruràh 549,1).


לשנה טובה נכתב ונחתם
LeShanàh Tovàh Nikkatev Venechatem

martedì 8 settembre 2009

La Vigilia di Rosh Ha-Shanàh - Lavaggi da impurità e altri usi

E’ bene andare al מקוה Mikvè ~ “bagno rituale” per immergersi nell’acqua per purificarsi. In tal caso è bene fare 5 immersioni, con i seguenti pensieri in testa: [BIC 3]
  1. Per purificarsi da eventuali טומאת קרי Tumat Qeri ~ impurità dovute a polluzioni.
  2. Per sistemare il כעס ka’as ~ collera.
  3. Per addolcire i giudizi con atti di bontà.
  4. Per togliere da sé gli abiti (anche spirituali) relativi ai giorni feriali.
  5. Per accettare su di sé la spiritualità dei giorni di Rosh Hashanàh.
Ricordo che è necessario avere l’autorizzazione dei responsabili del Mikvè per l’utilizzo del tale, poiché l’uso da parte di uomini senza autorizzazione, potrebbe causare seri problemi di Halachàh.
  • Nel caso in cui non si possa potere immergersi in un Mikvè, è possibile ripiegare secondo molti poseqim su una doccia con quantità di 9 Kabin corrispondenti a 21,6 litri secondo l’opinione più rigorosa (Chazon Ish) che corrispondono a circa 3 minuti sotto getto massimo. Non è necessario che l’acqua sia fredda. [BIC 3]
  • Se non si avesse la possibilità neppure di fare la doccia, si effettui un lavaggio delle mani alternato per 1 serie consecutive di 10 volte per mano, nella quale ad ogni lavaggio si pensi ad una lettera del Nome di HQB”H il cui valore è 72. Successivamente faccia due serie di 10 lavaggi, la prima sulla destra, e la seconda sulla sinistra pensando sempre ad una lettera dello stesso Nome di prima. Tale nome è composto dalle seguenti lettere in questo ordine: lettera YOD, lettera VAV, lettera DALET; lettera HE, lettera YOD; lettera VAV, lettera YOD, lettera VAV; lettera HE, lettera YOD. [BIC 3]
    L’esempio: si lavi la mano destra pensando alla lettera YOD, poi la sinistra pensando alla stessa; si torni quindi sulla destra pensando alla VAV, e si passi alla sinistra con lo stesso pensiero e così via secondo l'ordine esplicitato prima. Giunti alla fine di queste due serie, si lavi la mano destra pensando alla lettera YOD, poi di nuovo con la VAV, poi la DALET ecc. e si ripeta la stessa cosa sulla sinistra.[BIC 3]

martedì 1 settembre 2009

Regole sulla Teshuvàh

Introduzione
Prima di ogni festività è necessario prepararsi ad essa.
Per eccellenza il periodo della teshuvàh è quello del mese di Elul e dei עשרת ימי תשובה 'asseret Yemè Teshuvàh ~ 10 giorni penitenziali. Il culmine è il giorno di Yom Hakippurim, che non è soltanto una festa, ma uno dei due giorni migliori concessi da HQB”H IS”L al popolo ebraico durante l’anno [cfr. Ta’anit 26b], quindi è necessaria una preparazione maggiore.
Il punto principale della preparazione è che Yom Hakippurim per effettuare kapparàh necessita teshuvàh, e anch’essa ha le sue regole.
Come si fa a fare Teshuvàh?[2]
Esattamente come per il mangiare, il pregare, il vestirsi ecc. così anche la Teshuvàh ha le sue regole.
I punti principali per fare Teshuvàh sono l’individuazione del peccato, la decisione d’abbandonarlo e il confessarlo nel ודוי Viddui ~ n.l. confessione dei peccati, facendo conseguire alle decisioni anche l’azione.
Bisogna sapere inoltre che ciò non vale solo per i peccati fatti fisicamente, ma anche le trasgressioni commesse con la parola o con il pensiero, che sono spesso più difficili da identificare poichè ritenute cose da nulla. Tutto ciò vale per le trasgressioni tra uomo e HQB”H IS”L. Per peccati dipendenti da interrelazioni umane le regole sono differenti. Yom Hakippurim non espia le colpe verso il prossimo nel caso in cui questo non abbia perdonato la questione. Di conseguenza è necessario andare dalle singole persone verso i quali si è commesso qualcosa, spiegandogli la colpa (almeno nelle linee generali, meglio se nel dettaglio), cercando di riparare alla colpa commessa (per esempio nel caso del furto, cercando di restituirgli il maltolto o il corrispondente) e chiedendogli di perdonare il peccato commesso nei suoi confronti definitivamente.
Bisogna stare attenti che la richiesta di scusa non sia מילי בעלמא milè be’alma ~ semplicemente parole, ma bisogna effettivamente dal profondo pensare a cancellare i peccati nei suoi confronti.
Elenco qui alcuni tipi di peccati molto comuni, (e altrettanto gravi) distinguendoli per categorie:
- בן אדם למקום Ben adam laMaqom ~ tra uomo e HQB”H IS”L: giurare (anche il vero) se non davanti ad un בית דין Beth Din ~ tribunale rabbinico, pronunciare il nome di HQB”H IS”L anche in italiano o in altre lingue.
- בין אדם לחברו Ben adam lechaverò ~ tra uomo e il suo compagno: alzare semplicemente la mano su di lui[3], dire parolacce nei confronti del prossimo, maledirlo.
Ho scelto di ricordare questi in particolare perché sono peccati talmente gravi che i fautori sono passibili diנדוי niddui ~ scomunica. H’ Itbarach yerachem ‘alenu. E l’התרת נדרים hattaràt nedarim ~ scioglimento delle promesse se fatta davanti a dieci persone serve anche a sciogliere eventuali niddui fatti in cielo. Vi ricordo che nel chiedere scusa bisognarebbe anche pensare di abbandonare tale peccato completamente. Se poi successivamente si ricade involontariamente dopo avere fatto teshuvàh completa è un conto ex-novo, ma non si può a priori chiedere scusa con l’intenzione di rifare subito dopo Yom Hakippurim, poiché una persona che commette una trasgressione con l’intenzione di avere la Teshuvàh che glielo rimuove, non gli si dà (lo ‘alenu) la possibilità di farlo. H’ Itbarach yerachem ‘alenu ve’al kol ‘ammo Israel.
Abbandonare il peccato! Difficile? Non così tanto…
C’è da sottolineare però che l’abbandonare un peccato è complicato, specie se si è soliti effettuarlo. Per questo è possibile cercare di procedere a gradi. Questo non esclude il fatto che sia necessario avere l’intenzione di abbandonarlo, ma solo il fatto che non sia necessario abbandonarlo d’un colpo.
Ad esempio, una persona che è solita arrabbiarsi cominci con il dire גם זו לטובה gam zo letovàh ~ anche questo è un bene su ogni cosa, e pian piano la rabbia comincerà a calare; una persona che non va spesso a pregare al bet hakenesset, cominci ad andare una volta più del solito; chi non studia fissi solo 5 minuti al giorno di studio; chi è solito dire parolacce provi ad utilizzare un’esclamazione meno volgare come “caspita”, “incredibile” o simili, si cominci a dire la birkat asher yatzar (berakhàh da recitare dopo essere andati ai servizi per espletare una necessità corporale, piccola o grande che sia) subito dopo essere usciti dal bagno, cose piccole relativamente che fanno la differenza. L’importante è accettare su di sé qualcosa che sia possibile rispettare per tutto il tempo senza difficoltà e senza pesare troppo; in base a ciò spiegano i chakhamim che viene visto un atteggiamento di buona volontà, che è il principio di ciò che HQB”H IS”L vuole.

Fonti principali sugli argomenti qui trattati: Torat Hamo’adim “Yamim Noraim” = TH1; (Shulchan Aruch volume) Orach Chajim = O.C., (volume) Yorè De’a = YD; Mishnàh Beruràh = MB; Ben Ish Chai [Vayelech] = BIC.
[2] Basato principalmente sulle Hilchot Teshuvàh del Rambam.
[3] Al fine di picchiarlo – esclusi da questo divieto sono i genitori sui figli, i maestri sugli allievi, e gli inviati del beth din durante l’esecuzione di una pena, e anche queste categorie sono esenti solo nel caso di lo facciano affinchè il “punito” impari(, anche solo) come comportarsi e per raddrizzare la sua via.

giovedì 27 agosto 2009

Zakhor - Ultima possibilità

In un precedente articolo abbiamo visto che sentire la parashàh di Zakhor è un a mizwàh deoraita - direttamente dalla Toràh.
Poichè si compie questa mizwàh in questo modo una volta l'anno sentendone la lettura, chi l'avesse persa può recuperarla sentendo il maftir (quindi l'ultima chiamata) della parashàh di Ki-Tezzè che avremo modo di sentire questo Shabbat Qodesh.
E' pertanto necessario stare attenti a questa lettura in silenzio completo avendo l'intezione di compiere questa mizwàh. Anche il lettore che è attento ad annunciare ed avere l'intenzione di permettere di uscire d'obbligo nell'esecuzione di questa mizwàh.

Per altre norme relative alla letura di questa parashàh si veda l'apposito articolo pubblicato nel mese di Adar 5769.
Shabbat Shalom.

mercoledì 26 agosto 2009

Segulot Israel - 2 Halakhot al giorno

Oggigiorno si sente sempre più parlare di Segullot, intese come "tip" per ottenere qualcosa.
Inoltre si sentono delle cose che sembrano pazzesche, molto vicine a quello che scrive il Ramchalז"ל Rabbenu Moshè Chajim Luzzato nel Messilat Yesharim, come leggere tutto il giorno il libro dei Tehillim o fare il Miqwè nell'acqua gelata.
In queste oramai ci sono due categorie: quelle che hanno una fonte, ma spesso vengono cambiate o estrapolate da un'intero cammino e quelle che oramai vengono inventate additando i Grandi come fonti.
Su questo genere di cose molti chakhamim hanno combattuto strenuamente contro questi fenomeni; tra questi chakhamim possiamo identificare figure come il Chatam Sofer, o l'odierno Rav Ben Tzion Mutzaffi Shalità con slogan tipo חרש אסור מן התורה "Chadash Assur Min HaToràh" la cui traduzione letterale è "il nuovo è vietato dalla Toràh", prendendo questa frase relativa al divieto di chadash, cioè la raccolta nuova prima che passi il secondo giorno di pessach, e utilizzando la stessa frase su nuovi usi che spesso persone ignorante tirano fuori o inventano.
Cominciamo quindi a portare Segulot con fonti.
La cosa eccezionale è che le segulot principali sono cose molto semplici, molto spesso famose, e proprio essendo così famose non vengono considerate.
Oggi vediamo come prenotarsi un posto nell' 'olam haBà, nel mondo a venire.
Diciamo ogni giorno al termine della Tefillàh di Shacharit תנא דב"א זכור לטוב, כל השונה הלכות בכל יום הרי הוא בן העולם הבא "Tanna Deve Eliahu Zakhur LaTov, Kol HaShonèh Halakhot bekhol yom harè hu ben Ha'Olam HaBà" "Insegnano nella Yeshivàh di Eliahu Ricordato in Bene, ognuno che studia delle halakhot ogni giorno è 'figlio' dell'Olam HaBà".
Il concetto di Ben - figlio significa che ha attinenza a questo, come se avesse una prenotazione nel posto.
La questione è molto semplice. Spiegano i poseqim (cfr. Kaf HaChajim Sofer 156) che la parola "Halakhot" è plurale, e il numero minore che include una forma plurale è due.
Abbiamo inoltre una mizwàh di studiare giorno e notte, e per questo troviamo una discussione tra i poseqim: c'è chi sostiene che è sufficiente studiare una halakhàh di giorno e una di notte e c'è chi due per ogni periodo.
Sicuramente è meglio uscire da ogni dubbio e seguire l'opinione più restringente.
Oggi si trovano testi interi di halakhàh tradotti in inglese, francese e altre lingue, anche su internet.
In ebraico è anche possibile trovare in fretta, mentre in italiano potete utilizzare anche questo sito.
La spiegazione del perchè si guadagna così tanto è semplicemente perchè così facendo si sa cosa HQB"H vuole da noi, e applicandolo si guadagna ancora di più, per questo conclude in Qiddushin (40b) che lo studio è più elevato dell'azione perchè si guadagna sia lo studio stesso che l'applicazione che comporta, poichè si sa cosa e come fare nei dettagli.
Behatzlachàh

venerdì 21 agosto 2009

Shabbat Shofetim 5769

Orari Shabbat Shofetim.
21/22 Ago - 2 Elul

Entrata Ven 21 Ago

Uscita Sab 22 Ago

Milano

19.52

21.07

Roma

19.43

20.44

Firenze

19.51

20.54

Ancona

19.42

20.44

Bologna

19.52

20.55

Genova

20.02

21.05

Napoli

19.35

20.35

Pisa

19.55

20.57

Torino

20.08

21.11

Trieste

19.45

20.49

Venezia

19.50

20.54

Verona

19.44

20.59

Orari tratti dal Lunario ebraico 5769

Shabbat Shalom.

Elul! - Le Selichot

Dal secondo giorno del mese di Elul i sefaraditi cominciano le Selichot, preghiere particolari per avvicinarci di più a fare teshuvàh e per arrivare a Rosh HaShanàh, Giorno del Giudizio, in maniera più pulita ed opportuna. Sarebbe opportuno per ognuno approfondire le singole teffillot di questi giorni per capire cosa dice. Ci sono a questo scopo alcuni siddurim o machazorim spiegati, oppure è possibile chiedere aiuto a chi è più esperto.

Quando?
Il periodo più opportuno per recitare le selichot è quello da chatzot laylàh (12 ore dopo chatzot hayom, cioè la metà delle ore di luce) all’alba, ma è uso consueto in molti luoghi di posticiparle a prima di shacharit, per evitare che a causa delle selichot [che sono delle aggiunte importantissime, ma basate sul minhag] si venga a perdere chas veshalom la teffillàh di Shacharit o la Qeriat Shem’à entro il suo tempo, che sono mizwot della Toràh [cfr. Sefer Hachinnuch 420 e 433], e che quindi hanno la precedenza.
Chi avesse quindi la possibilità di fare entrambi senza perdere nulla תבוא עליו ברכה tavò ‘alav berakhàh ~ giunga su di lui benedizione; chi però avesse problemi deve avere chiaro che la cosa fondamentale è recitare lo Shem’à e la ‘amidàh entro i tempi stabiliti.
Chi avesse particolari problemi può consigliarsi con Talmidè Chakhamim, poiché in determinati casi più problematici ci sono facilitazioni per recitare le selichot in tempi disparati.

Da Chatzot Laylàh all'alba
Chi ha la possibilità di recitare le Selichot nel tempo opportuno deve ricordare inoltre di recitare Tiqqun Chatzot, la quale è più importante delle Selichot stesse [cfr. Kaf Hachajim Sofer = KHS 581:4].
In Eretz Israel nell’anno della shemittàh (tale è il 5775) si legge solo il Tiqqun Leah [cfr. KHS 1:12].

Senza Minjan
Nel caso una persona non abbia la possibilità di recitare le selichot con minjian può recitarle comunque, omettendo i brani in aramaico e i ויעבר “vay’avor”, interrompendo alla parola “Miqqedem” מקדם in מלך יושב ﭏ “E-l Melech Yoshev” [Ben Ish Chai Ki tissà].
E’ importante leggere con calma in particolare i brani delle יג מדות 13 middot e di עשה למען“’assè lema’an”, data la loro importanza elevata, spesso letti troppo in fretta.

Minhag degli Ashkenaziti
L’uso ashkenazita è quello di iniziare dall’inizio della settimana precedente di Rosh HaShanàh, per ottenere almeno dieci giorni di Selichot [Ramà OC 581:1].

Suonare lo Shofar
Il Ramà (OC 581:1) riporta che c’è l’uso di suonare lo Shofar dopo la teffillàh di Shacharit, e ogni posto segua il suo uso. Chi ha quest’ uso stia attento a non provocare Chillul Hashem dove non è “tollerato”; comunque bisogna vedere ogni caso specifico separatamente e consigliarsi con autorità nel campo.

Note
Qui abbiamo cercato di sintetizzare Be”H le principali norme e usi di questi giorni.
C’è molto altro, ed è possibile trovare trattato in maniera più sistematica nei commenti allo Shulchan’Aruch Orach Chajim 581, specialmente nella Mishnàh Beruràh e nel Kaf Hachajim Sofer (che si aggiunge molto più), o nel Yalqut Yossef, nel volume sui Mo’adim.

giovedì 20 agosto 2009

Elul! - Introduzione e studio

Elul! E’ già sfrecciato dinnanzi a noi un altro anno, e c’è da chiedersi davanti al più intenso dei mesi: cosa ho combinato? Che cosa ho raggiunto effettivamente in tutto questo tempo?
Le risposte purtroppo, nella maggior parte dei casi, non seguono le aspettative e questo solo a vedere in positivo cosa si è fatto, e a non considerare cosa si è danneggiato a volte in modo apparentemente irreparabile.

Il mese di Elul ci è stato dato anche per questo! Ogni singolo giorno di Elul, a cominciare dal primo giorno di Rosh Chodesh (il 30 di Av, chiamato anch’esso Rosh Chodesh Elul) HQB”H IS”L ci dà la possibilità di utilizzarlo per sistemare tutti i giorni rispettivi in ogni singolo mese dell’anno appena passato e per prepararci per l’anno successivo. Per simboleggiare ciò ha sistemato questo mese sotto la costellazione della בתולה betullàh ~ vergine, perché HQB”H IS”L ci dà la possibilità di rinnovarci ex – novo. Questo, però, a condizione di sfruttare l’occasione e cercare di prepararci per Rosh Hashanàh, giorno del Giudizio, abbondando in questi giorni con meriti vari, specialmente con lo studio della Toràh Haqqedoshàh, merito di livello superiore alle altre mizwot, peculiare per abbattere lo Yetzer Har’à e fare Teshuvàh [cfr. Qiddushin 30b].

Per questi giorni ci sono diversi usi:
  • תהילים Tehillim. Si usa studiare ogni giorno 10 capitoli dei tehillim, per arrivare a completare l’intero libro due volte la vigilia di Rosh Hashanàh per ottenere un totale di 300 capitoli, che è lo stesso valore numerico della parola כפר Kapper ~ espia. Nei 10 giorni penitenziali invece l’uso è di leggerne 15 al giorno per arrivare a terminare il libro a Yom HaKippurim.
  • תיקוני הזהר Tiqqune HaZohar. C’è l’uso di terminare il libro dei Tiqqunè Hazohar in questi 40 giorni suddividendo il testo a circa 4 pagine al giorno. Lo studio dello Zohar Haqqadosh, a differenza di tutti gli altri testi di Toràh, non necessita comprensione del testo stesso, ma solo la lettura, e questo è sufficiente per purificare l’anima [però questo vale per il testo in lingua originale, anche se viene letta errando la lettura].

Approfitto anche per accennare a un errore molto diffuso che consiste nel confondere lo studio di Qabbalàh con la lettura dello Zohar Haqqadosh. Lo Zohar HaQadosh può essere letto da qualsiasi ebreo senza problemi di livello, tanto che per generazioni persino persone ignoranti completamente leggevano spesso questo testo al fine di purificare la propria anima. Nell’ultimo periodo però si è creata molta confusione su questo, perché è stato spesso confuso con lo studio approfondito di testi di Qabbalàh, che sono vietati se non persone di alto livello, a causa della complessità intrinseca che provoca spesso fraintendimenti gravi se non si hanno basi molto solide.[Cfr Pelle Yoetz – “Zohar”].
Con questo c’è anche da capire che chi capisce la traduzione dello Zohar Haqqadosh non viene trasformato per questo in un “meqqubal”, ma semplicemente in una persona che ha letto questo testo, cosa che possono fare tutti. Per essere “meqqubal” è necessario un livello spirituale e di studio molto elevato, il cui livello minimo consiste nella conoscenza di almeno la maggior parte del talmud [in cui troviamo la maggior parte dei concetti espressi nello zohar haqqadosh in forma spesso più comprensibile].

  • שערי תשובה Sha’are Teshuvàh. Lo studio di questo testo di Mussar di Rabbenu Yonàh di Girona è un classico di questo mese, all’insegna della Teshuvàh, e così allo stesso modo:
  • הלכות תשובה Hilchot Teshuvàh del Rambam. Nel Mishnèh Toràh nel ספר המדע Sefer HaMadàh, nella quale sono spiegati le regole su cosa bisogna fare per arrivare a fare Teshuvàh. Come esattamente ogni altra mizwàh che HQB”H IS”L ci ha dato, così anche la teshuvàh ha le sue norme, e chiaramente è opportuno studiarle, anche perché dopo aver compreso il concetto [molto più profondo, ma non per questo più difficile] viene facilitata la strada perché si sa su cosa è necessario concentrarsi.

[Per chi avesse difficoltà a trovare questi testi in forma cartacea può cercare su internet copiando e incollando il nome del testo scritto in ebraico, della maggior parte probabilmente è possibile trovare anche traduzioni cartacee in inglese sul sito della Feldheim o dell’Artscroll].

Concludo con un concetto soltanto:

ELUL!

Il tempo è breve!
Sfruttiamolo!

ELUL!

lunedì 10 agosto 2009

5769 Elul

1. Rosh Chodesh dura due giorni: gio 30° Menachem Av e ven 1 Elul 5769 (20 - 21 ago 09)
Non si recita tachanun, si recita l'hallel non completo, si aggiunge il Sefer Toràh e la teffillàh di Mussaf.
Nell''amidàh e nella birkat ha-mazon si aggiunge Ya'alè Veyavò

2. Il Molad è gio sera 1° Elul (20 ago) 22:06 e 3 chalaqim

3. Le Selichot per i sefaraditi durano tutto il mese esclusi i giorni di Rosh Chodesh e Shabbat Qodesh, quindi nel 5769 partono dalla prima dom del mese (23 ago), poichè Rosh Chodesh è ven.
Gli ashkenaziti iniziano la prima dom prima di Rosh Ha-Shanah, quindi il 24 Elul (13 set).

4. La Birkat Ha-Levanah si recita da Motzae Shabbat Shofetim

lunedì 3 agosto 2009

טו באב Tu BeAv – Sfruttare il giorno

Riprendo il discorso di Tu BeAv sotto una luce aggiuntiva; precedentemente abbiamo toccato il perchè a Tu BeAv non si recitano Tachanunim, ora sarebbe opportuno vedere il seguito della mishnàh che abbiamo interrotto.

L'ultima mishnàh in Massechet Ta'anit (26b) dice: “Ha detto Rabban Shim'on ben Gamliel: non ci sono dei giorni più belli per Israel come Yom haKippurim (Kippur) e Tu BeAv, che in essi le ragazze di Yerushalaim escono con abiti bianchi presi in prestito, per non far vergognare chi non ha. E tutti gli abiti necessitano di Tevillàh (mikwèh).
E le ragazze di Yerushalaim escono e girano tra i vigneti. E cosa dicono? “Ragazzo, alza gli occhi e vedi cosa scegliere. Non concentrarti sulla sulla bellezza, ma concentrati sulla famiglia (com'è detto in Mishlè 31) שקר החן והבל היופי אשה יראת ה' היא תתהלל Sheqer HaChen veHevel Ha Yofi Isha Irat Hashem Hi tithallal. Menzognera è ed evanescente è la bellezza, una donna con timore di Hashem è colei che sarà lodata e dice: תנו לה מפרי ידי' וי'ללוה בשערים מעשי' Tenu lah miperi yadeah vayehalleuah bashe'arim ma'aseah. Datele dai frutti delle sue mani e verrà lodata per i portici per le sue azioni etc.

La prima domanda da porsi è perché tutto questo cerimoniale, e la seconda perché proprio in questo giorno. [Ci sarebbero molte altre domande, ma è preferibile concentrarsi su quelle più lampanti].
Abbiamo visto precedentemente che il giorno di Tu BeAv è un giorno che in sé rappresenta l'unione del popolo ebraico.
E' necessario sapere che HQB”H IS”L governa tutto l'universo secondo norme di מדה כנגד מדה middàh kenegghed middàh [Sotà 9b], spesso tradotto come contrappasso; in forma brutale, HQB”H si comporta con noi con la stessa moneta in cui noi ci atteggiamo, pertanto se una persona si comporta bene rispetto a ciò che è da lui richiesto singolarmente, anche l'atteggiamento del mondo nei suoi confronti sarà così, mentre nel caso in cui una persona (pur facendo la volontà Divina comportandosi secondo quelli che sono i Suoi precetti, tali le mizwot) si comporti con dissolutezza anche il mondo che lo circonda sarà così. [Questa norma generale meriterebbe una trattazione a parte BeN BeS Be”H].
Allo stesso modo ci sono anche giorni che, per merito di azioni particolari che sono state fatte dai nostri avi, sono considerati giorni più propizi o chas veshalom molto meno propizi di altri, poiché si fa sì che anche il giorno dell'anno conservi caratteristica di middàh kenegghed middàh, con una formula leggermente differente: מגלגלין זכות על ידי זכאי וחיוב על ידי חייב Megalghelin Zechut 'al yedè Zakkai VeChiuv 'al yedè Chayav, cioè HQB”H IS”L fa sì che il meritevole (persona, oggetto o giorno che sia) se è meritevole per qualche merito avvenuto in esso, gli si aggiunge motivo di merito, e se chas veshalom invece è già deplorevole gli si aggiunge motivo di demerito.
La domanda ovvia è quindi, dov'è il libero arbitrio? In realtà il libero arbitrio si trova in due fasi: sia nella fase iniziale in cui si è creato il motivo di merito o chas veshalom di demerito, sia nella fase dell'avvenimento di cui si sta parlando poiché la persona ha la possibilità di frenare il corso degli eventi se lo vuole, e se quell'avvenimento deve capitare per forza, capiterà per mano di qualcun altro o per mano di animali o oggetti, poiché HQB”H IS”L ha molti emissari.

Nonostante ciò è bene sapere quali sono i giorni più propizi e quelli meno per poter sfruttarli o per poter evitare di fare alcune cose in essi.
In base a questo criterio dovrebbe essere chiaro a tutti perchè sarebbe opportuno digiunare il giorno dell'anniversario della morte dei propri genitoriל"ע o di determinati tzaddiqim o chakhamim alla quale siamo più legati, per fare teshuvàh e sistemare tale giorno.
Allo stesso modo, il perchè evitare determinate cose durante il periodo di Ben HaMetzarim o da Rosh Chodesh Av (cfr. articoli precedenti).
D'altra parte quando si sa che un giorno è propizio bisogna sfruttarlo, ad esempio Rabbenu Yossef Chajim ז"ל (Ben Yehoyadàh Berakhot 28a) scrive che il giorno del proprio compleanno (quello che conta chiaramente è la data in base al calendario ebraico) è un giorno propizio; così anche giorni di festa come Yom HaKippurim e Tu BeAv. Ci sono poi da analizzare per ogni singolo giorno il campo in cui esso è propizio per saperlo sfruttare.

In particolare il giorno di Tu BeAv, come abbiamo visto a nome del Rav Qeren Oràh è un giorno propizio per abolire la sinnat chinnam ed aumentare l'amore e la stima verso altri membri del popolo ebraico.
Sapendo ciò l'uso a Yerushalaim era di conseguenza. Le ragazze si vestivano con abiti prestati, bianchi perchè sono i più semplici, che persino le ragazze più povere possedevano, così facendo aumentavano motivo di amore tra di loro perchè permettevano anche alle più semplici di sposarsi; comportandosi in modo così semplice facevano notare in modo ancora più evidente la cosa più importante: l'Irat HaShem, ovvero il timore Divino, che è la cosa principale nel tempo.

C'è da chiedere a questo punto perchè proprio l'Irat HaShem.

Riprendiamo il discorso del libero arbitrio.
Immaginiamo una persona che vuole alzarsi tutti i giorni per andare a pregare, e un giorno si sveglia ל"ע malato tale che non può uscir di casa – è evidente che non ha la possibilità di esercitare il proprio libero arbitrio.
Bisogna capire che il libero arbitrio è limitato alla possibilità di decidere una semplice scelta: se voglio servire HQB”H IS”L o no. Il no può consistere in molti aspetti, che molto spesso appaiono anche come mizwot, ma che dopo un'analisi più approfondita è evidente che l'azione stessa è una trasgressione o almeno qualcosa che vi si avvicina.
Ogni momento di scelta è sempre un bivio e non è mai chiaro all'inizio quali siano le due strade. E' necessario e fondamentale per decidere un'analisi approfondita, spesso coadiuvata dall'aiuto di qualcuno che è già più esperto sulle vie della comprensione di questi fenomeni, cosa purtroppo rara in molti ambiti. In ogni caso è possibile agire in modo semplice e chiedere attraverso la teffillàh aiuto divino alla chiarezza, poiché HQB”H IS”L mette alla prova le persone in base al livello che hanno raggiunto.

Questa è la nota delle ragazze di Yerushalaim: possono esserci giorni più propizi e giorni che lo sono meno, è fondamentale sfruttarli, ma è necessario sapere come. Il come è l'Irat Hashem, quindi scegli bene ragazzo! Non concentrarti sulle apparenze, ma guarda i veri valori.

Questo e altro e Tu BeAv, Be'ezrat HaShem di riuscire a sfruttarlo e utilizzarlo come trampolino di lancio.

טו באב Tu BeAv – I motivi

E' abbastanza risaputo che il giorno di Tu BeAv, il 15 di Av, è un giorno di “festa”, pertanto si usa non recitare durante esso il tachanun (Shulchan 'Aruch Orach Chajim 131). Ciò che non si sa di solito è il perchè.
Vediamo di analizzare alcuni dei punti principali.

L'ultima mishnàh in Massechet Ta'anit (26b) dice: “Ha detto Rabban Shim'on ben Gamliel: non ci sono dei giorni più belli per Israel come Yom haKippurim (Kippur) e Tu BeAv”.
La ghemarà (Ta'anit 30b) richiede maggiore chiarezza. Riguardo a Yom Hakippurim può essere chiaro poiché è il giorno in cui Moshè Rabbenu ע"ה è tornato con le seconde לחות הברית Luchot HabBerit tavole del patto ed è un giorno che è stato dato per le generazioni come giorno di penitenza ed espiazione, che permette di cancellare peccati. Ciò che non risulta essere evidente è il motivo del 15 di Av. La ghemarà (30b – 31a) riporta sei motivazioni differenti, derivate da avvenimenti accaduti in questo giorno:
Rav Yehudàh a nome di Shemuel dice che in questo giorno le dodici tribù hanno ricevuto il permesso di sposarsi tra di loro.
Rav Yossef a nome di Rav Nachman dice che è stato ripermessa la tribù di Biniamin dopo ciò che è accaduto con la Pileghesh Baghivà (cfr. libro di Shofetim).
Rabba Bar Bar Chana a nome di Rabbi Yochanan dice che è il giorno in cui è terminata la morte di coloro che perivano nel deserto a causa del vitello d'oro per quarant'anni.
Ulla dice che è il giorno in cui Hoshea ben Ellha (re del regno di Israel) ha rimosso i sorveglianti che non permettevano di salire al Bet HaMiqdash durante i regalim – n.l. Pellegrinaggi dal tempo del re Yerovoam ben Nevat (cfr. Melachim A).
Rav Matna dice che è il giorno in cui i morti della città di Betar sono stati riconsegnati dai romani per essere seppelliti (cfr. Ghittin 57a). In quel giorno i saggi della città di Yavne le benedizioni di HaTov veHaMetiv cioè che Fa il Bene e il Meglio.HaTov perchè non hanno cominciato a maleodorare a causa del rigor mortis (portando quindi a diverse conseguenze tra cui propagazione di malattie), e HaMetiv perchè sono stati consegnati per essere seppelliti. [Le Berakhot di HaTov VeHaMetiv sono due: la prima è la quarta berakhàh della birkat HaMazon, mentre la seconda è una berakhàh particolare che si recita nel caso si porti un vino nuovo a tavola non inferiore a quello che c'era già, nel caso siano presenti alcune condizioni particolari. Cfr. SA ]
Rabba e Rav Yossef dicono entrambi che è il giorno dell'anno in cui, durante il periodo in cui si portavano sacrifici nel Bet HaMiqdash, i cohanim destinati a raccogliere la legna interrompevano la loro occupazione poiché da tale giorno la legna non era più molto secca, adatta quindi ad essere bruciata. Pertanto avevano più tempo per occuparsi di Toràh HaQedoshàh. Spiega Rav Menashia che per questo, tale giorno è chiamato anche “Yom Tavar Magal” “Giorno che rompe l'ascia”, poiché veniva messa da parte, e permetteva quindi di aumentare lo studio.
Ho tentato fino a qui di riassumere al massimo le parti principali di queste pagine di Ghemarà; nonostante questo c'è molto su cui è possibile dilungarsi, sia sull'analisi di ogni avvenimento singolarmente che sulle sue conseguenze.
Preferirei però effettuare in questa occasione un'analisi generale, in base a ciò che scrive l'autore del commento קרן אורה “Qeren Oràh” su massechet Ta'anit e su ciò che scrive il Rav Chafetz Chajim (Rabbenu Yisrael Meir HaCohen di Radin) nel suo pamphlet “Ahavat Yisrael”.

Ci sono due opposti presenti nell'arco della nostra storia: l'unione e la disgregazione.
L'esempio più lampante di disgregazione è chiamato שינאת חינם sinnat chinnam, l'odio gratuito. L'odio gratuito non consiste solo nell'odiare effettivamente, ma anche nel creare situazioni in cui non si sopporta una persona per cose vane. Ci sono due permessi di odiare un altro membro di Am Israel: nel caso in cui abbia compiuto una trasgressione o in cui sia stato danneggiato dal suo comportamento. Oltre al fatto che in sintesi le due cose coincidono poiché la trasgressione che compie provoca un danno spirituale a tutto il popolo d'Israel (cfr. Qiddushin 40b e Rambam nelle Hilkhot Teshuvàh), anche questi “odii” hanno norme per essere limitati e possono comunque essere applicati in condizioni particolari. In tutti gli altri casi l'odio o il non sopportare una persona rientra nella Sinnat Chinnam.
La Sinnat Chinnam è la causa principale della distruzione del secondo Bet HaMiqdash, e sappiamo bene che ogni generazione in cui il Bet HaMiqdash non viene ricostruito è come se fosse stato distrutto in quei giorni; questo perché fino a quando è presente la causa della distruzione, cioè la sinnat chinnam, c'è un impedimento nella ricostruzione.
Bisogna quindi stare attenti ad evitare di odiare il proprio prossimo, se non nei casi in cui è permesso.
Ci terrei a fare qualche esempio in breve, poiché sono certo che quasi ogni lettore pensa che la cosa non lo tange per nulla: (I) In massechet Makkot (9b) la ghemarà riporta che chi apposta evita di parlare con il prossimo per tre giorni è chiamato שונא “Sonè”, una persona che odia; (II) se faccio discriminazioni del tipo “ashkenazita”, “sefaradita”, “libanese”, “persiano”, “romano” o “tripolino”, [esempi puramente a “caso” in ambito italiano] non inerenti agli usi, che sono anzi motivo di orgoglio, ma inerenti ad altri atteggiamenti o caratteristiche ricade nella sinnat chinnam (oltre che nei divieti di lashon Har'à e simili); (III) anche altri tipi di atteggiamenti relative al ceto sociale o monetario ricadono nel divieto.

Ebbene, il giorno del 15 di Av è esattamente il contrario di tutto ciò, è il giorno dell'unione del popolo per eccellenza: (1) le tribù ricevono il permesso di mescolarsi tra di loro, così da permettere che non ci siano divisioni interne, (2) e così viene anche annullato il divieto a causa di ciò che è successo alla tribù di Biniamin. (3) I morti nel deserto terminano, ed è possibile ricominciare un'esistenza completa, in visione dell'entrata in Eretz Israel; (4) il regno di Israel che aveva creato una frattura con il regno di Yehudàh, ripermette l'unione dei componenti dei due regni; (5) la possibilità di seppellire i morti dà a loro pace poiché c'è parte dell'anima (ruach) che non si può staccare definitivamente dal corpo a meno questo non si sia decomposto a seguito della sepoltura (cfr. Berachot 18b e commentatori) quindi anch'esso è un motivo di riunione spirituale, poiché le anime si ricongiungono nel luogo in cui devono stare. Per ultimo vediamo che persino (6) i pochi cohanim che sono destinati a tagliare legna, nel momento stesso in cui possono studiare di più è considerato come si uniscono ancora di più poiché la causa principale dell'unione è lo studio stesso della Toràh HaQedoshàh, che è ciò che identifica per eccellenza il popolo ebraico.

Yehi Ratzon che riusciremo a breve ad estirpare i motivi della Sinnat Chinnam e di vedere per questo ricostruito il Bet HaMiqdash, Bimhera Beyamenu Amen.