giovedì 22 ottobre 2009

שנים מקרא ואחד תרגום Shenajim Miqrà VeEchad Targum - 2. Quando Effettuare la lettura

Abbiamo anticipato nel precedente articolo che è obbligatorio per ogni Ben Israel leggere la parashàh della settimana, leggendo due volte il testo (Shenajim Miqrà) e una la spiegazione (VeEchad Targum).

In quest'articolo vediamo il tempo della lettura.

Abbiamo varie opinioni su quale sia il periodo di tempo destinato alla lettura del Shenajim Miqrà VeEchad Targum.

Secondo praticamente tutte le opinioni è necessario cominciare applicare questo studio durante la settimana stessa ed è opportuno terminare la lettura della parashàh settimanale prima che avvenga la lettura pubblica la mattina di Shabbat Qodesh.

Opinioni a priori
  1. Ven al mattino. Secondo l'Arì Zal sarebbe opportuno leggere la parashàh il ven mattina subito dopo la Teffillàh di Shacharit, se possibile ancora con il Tallit e Teffillin.

  2. Ven al pomeriggio. Ci sono molti poseqim (tra cui il Rav Shenè Luchot Ha-Berit, o meglio conosciuto con l'acronimo di Shelàh Ha-Qadosh) che sostengono che questa sia l'opinione dell'Ari Zal basandosi su un testo che gli era stato attribuito erroneamente.

  3. Durante la settimana. Dividendo ogni giorno una chiamata, e completando entro prima della lettura pubblica (o ven o Shabbat mattina prima di Shacharit) l'ultima chiamata.

Opinioni a posteriori

Nel caso una persona non sia riuscita a leggere nel tempo stabilito è possibile completare fino alla Se'udàh ~ pasto della mattina; chiaramente è necessario stare attenti a non entrare in digiuno per questa se'udàh, quindi o si è bevuto almeno 86 cc di acqua prima di Shacharit (solitamente è vietato mangiare e bere tranne acqua, the e caffè prima di recitare la Teffillàh di Shacharit) oppure si riesce a cominciare a mangiare comunque prima di Chatzot HaYom, cioè metà delle ore di luce.

Nel caso una persona non sia riuscita a leggere entro la se'udàh, è opportuno studiare entro l'ora di Minchàh o almeno della lettura della Toràh di Minchàh.

In caso non si sia ancora riusciti a leggere, è possibile completare la lettura entro il terzo giorno della settimana, mar, poichè è considerato ancora appartenente al Shabbat Qodesh precedente.

Nel caso si sia oltrepassato, c'è un ultimo baluardo, che consiste nel completare entro lo stesso anno di lettura del pubblico, quindi entro il giorno di Simchat Toràh, nella quale si conclude il ciclo di lettura annuale della Toràh (; c'è chi sostiene entro il giorno di Yom Ha-Kippurim).

mercoledì 21 ottobre 2009

Orari Shabbat Noach 5770

Orari Shabbat Noach
23/24 Ottobre '09 – 6 Cheshvan 5770

Entrata Ven 23 Ott '09Uscita Sab 24 Ott '09

Milano

17.55

19.06

Roma

18.01

19.04

Firenze

18.03

19.06

Ancona

17.54

18.58

Bologna

18.02

19.05

Genova

18.11

19.15

Napoli

17.55

18.59

Pisa

18.06

19.10

Torino

18.15

19.19

Trieste

17.50

18.53

Venezia

17.56

18.59

Verona

18.01

19.05

Orari tratti dal Lunario ebraico 5770

Shabbat Shalom

lunedì 19 ottobre 2009

3.2 טבע Il Tev'à ~ la Natura e la Toràh

HQB"H ha fissato çeggi e ordine nell'universo: l'insieme di questi è chiamato con il termine generale di טבע Tev'a ~ natura.

In ogni caso attraverso le meraviglie della Natura stessa e dalla saggezza del Suo Ordine, l'uomo può giungere a conoscere già HQB"H, cioè: nel Signore, Creatore e Gestore dell'Universo.

Dall'approfondimento e la comprensione delle prime tre mizwot riguardo l'Emunàh si arriva alle ultime tre mizwot (cfr. 3.1) come diceva il grande Rabbino Rabbi Moshe Ben Maimon (רמב"ם Rambam o Maimonide) ז"ל:


"Quando l'uomo rifletterà sulle gesta di HQB"H e sulle sue meravigliose ed enormi creature, potrà osservare attraverso esse la Sua Saggezza incommensurabile, senza limiti nè confini, subito arriverà ad AmarLo, LoderLo ed ElogerLo e desidererà con grandi brame di conoscere HQB"H... e quando penserà a queste cose subito indetreggierà, pieno di timore e paura e saprà quanto l'uomo sia una creatura piccola, insignificante e oscura, che possiede un piccolo e tenue intelletto rispetto a quello del Completo delle Idee (di HQB"H) come ha detto David: Quando vedrò i Tuoi Cieli, Create dalle Tue dita... Cos'è l'uomo che lo ricordi?" (Yad Ha-Chazaqàh / Mishnèh Toràh, Hilkhot Yessodè Ha-Toràh 2,2)

Ma le Leggi della Natura permettono di comprendere meglio la questione delle sei mizwot di cui abbiamo parlato prima solo in forma generale e non particolare: non insegnano come dovrebbe essere e in cosa consista l'אמונה Emunàh ~ la fede in HQB"H, nella Sua Presenza, Integrità, completa e senza difetto; non insegnano come dovrebbe essere l'Amore di HQB"H e il Suo Timore, nella forma corretta e veritiera; non insegnano come non andare dietro passioni del cuore contro il Volere Divino.
Per completare le mancanze è stata data la Toràh: essa raddrizza la via di conoscenza, plasma e modella i principi di Emunàh, insegna che ogni sofferenza e passo della nostra Vita è una questione che HQB"H vuole e applica.
(Makkot 23a-b)רבי חנניא בן עקשיא אומר רצה הקב"ה לזכות את ישראל Rabbi Chanania Ben 'Aqashia dice: voleva HQB"H aumentare il merito di Israel - cioè: al fine di dare un'Emunàh cristallina e modellata, perciò ha aumentato al popolo Toràh e Mizwot - cioè attraverso la Toràh, Il grande testo delle Mizwot, non hanno necessità di errare e ondeggiare sulle questioni di Emunàh nei cuori e arrivare ad Errare ח"ו.


giovedì 15 ottobre 2009

שנים מקרא ואחד תרגום Shenajim Miqrà VeEchad Targum - 1. Introduzione

אר"ה ב"י א"ר אמי - לעולם ישלים אדם פרשיותיו עם הציבור שנים מקרא ואחד תרגום וכו' שכל המשלים פרשיותיו עם הציבור מאריכין ימיו ושנותיו
(Berakhot 8a-b) "Ha detto Rav Huna Bar Yehudàh: Ha detto Rabbì Ami - Ogni persona concluda sempre le sue parashiot con il pubblico etc. poichè chi conclude le sue parashiot con il pubblico gli si allungano i propri giorni e i propri anni (di vita)...".

Questo è il passo di ghemarà che ci insegna un obbligo settimanale per ogni ebreo maschio, che consiste nello studio della parashàh settimanale in forma particolare; sotto forma di lettura duplice del testo ebraico seguita da una lettura del תרגום Targum ~ la traduzione.
Per eccellenza con il termine Targum si intende la spiegazione della Toràh che Onqelos ha trascritto in aramaico; spiegazione che traduce versetto per versetto in forma quasi letterale spiegandone il contenuto in base alla Toràh sheba'al Peh, alla Toràh Orale.
Nei prossimi articoli vedremo alcuni dettagli di questo obbligo riportato nello Shulchan 'Aruch Orach Chajim (285).

Chodesh Mar Cheshvan 5770

Rosh Chodesh dura 2 giorni: nel 5770 cade il 30 di Tishrè (dom 18 ott) e il 1 di Mar Cheshvan (lun 19 ott)
Non si recitano Tachanunim e si recita l'Hallel non completo, seguito da Sefer Toràh e da Mussaf; inoltre si aggiunge il brano di "Ya'alè Veyavò" nella 'amidàh e nella birkat Ha-Mazon.

Il Molad: cade la notte di dom (19 ott) alle 23:31 e 8 chalaqim

Pertanto la Birkat Ha-Levanàh:
  • Per gli ashkenaziti che attendono 3 giorni inizia: la notte del 5 Kislev (tra gio 22 ott e ven 23 ott).
  • Per i sefaraditi e gli ashkenaziti che attendono 7 giorni inizia: la notte del 9 Kislev (tra lun 26 - mar 27 ott)
  • E termina: tutta la notte del 15 Kislev (tra dom 1 - lun 2 nov)

Particolarità di questo mese:

Perchè si chiama "Mar" Cheshvan?

Il mese si chiama "Mar" Cheshvan perchè essendo un mese senza alcuna festività i chakhamim hanno voluto dargli importanza a sè e l'hanno chiamato con il titolo di מר "Mar", titolo che equivale l'italiano "Signor".

BaHaB

Lo Shulchan 'Aruch riporta che il mese successivo le festività di Sukkot e di Pessach si usa digiunare per tre giornate, dall'alba all'uscita delle stelle. Un tempo erano giorni di digiuno pubblico, chiamati con l'acronimo di בה"ב BeHaB o BaHaB, che indicano i giorni di digiuno:

  • Bet (a) ב: primo giorno di digiuno della serie, Bet indica il secondo giorno della settimana - lun.
  • He ה: secondo giorno di digiuno della serie, He indica il quinto giorno della settimana - gio.
  • Bet (b) ב: primo giorno di digiuno della serie, Bet indica il secondo giorno della settimana - lun. Nel 5770 cade il 15 di Mar Cheshvan (2 Nov)

In tali giorni, se si vuole digiunare, è necessario accettare il digiuno precedentemente all'ora di Minchàh del giorno precedente.

Oggi l'uso che va per la maggiore è quello di non digiunare poichè il digiuno provocherebbe una diminuzione di studio di Toràh o di danno economico, ma nonostante ciò una persona dev'essere conscio della giornata di digiuno per due motivi:

  1. in tali giorni è opportuno aumentare lo studio di Toràh di Tzedaqàh e di Teffillàh.
  2. Gli ashkenaziti aggiungono dei tachanunim particolari.

mercoledì 14 ottobre 2009

Orari Shabbat Bereshit 5770

Orari Shabbat Bereshit
16/17 Ottobre '09 – 29 Tishrè 5770

Entrata Ven 16 Ott '09Uscita Sab 17 Ott '09

Milano

18.07

19.18

Roma

18.11

19.15

Firenze

18.14

19.18

Ancona

18.05

19.09

Bologna

18.13

19.16

Genova

18.23

19.26

Napoli

18.05

19.09

Pisa

18.18

19.21

Torino

18.27

19.30

Trieste

18.02

19.05

Venezia

18.08

19.11

Verona

18.13

19.17

Orari tratti dal Lunario ebraico 5770

Shabbat Shalom

3.1 Mizwot ad obbligo permanente

Tutte le mizwot si possono considerare a seconda di vari aspetti: il tempo, il luogo, dal sesso e dall'occasione:
  1. Il tempo. Ci sono molte mizwot che sono applicabili solo in periodi particolari dell'anno, del mese, della settimana o del giorno. Ad esempio lo שופר Shofar durante Rosh Ha-Shanàh, la סוכה Sukkàh e il לולב Lulav a Sukkot, la מצה Matzàh a Pessach, la ברכת הלבנה Birkat Ha-Levanàh ogni mese, תפילין Teffillin e ציצית Tzizit durante il giorno e non la notte.
  2. Il luogo. Ad esempio תרומה Terumàh, מעשר Ma'aser, שמיטה Shemmitàh e יובל Yovel valgono solo nella terra d'Israel, Sacrifici solo nel Bet Ha-Miqdash.
  3. Il sesso. Ci sono alcune mizwot che si applicano solo per gli uomini e non per le donne, tali tutte le mizwot 'asè dipendenti dal tempo; mentre tutte le altre mizwot (sia 'asè che lo ta'sèh) valgono sia per gli uomini che le donne. Ci sono 3 eccezioni sui lo ta'asèh: tagliare gli angoli dei capelli, della barba e nel caso siano donne kohen possono rendersi impure ai morti (Qiddushin 29a e 35a-b).
  4. Dall'occasione. Mizwot legate ad eventi particolari. Ad esempio: ברית מילה il Berit Milàh - la circoncisione, nel caso in cui nasca un bambino maschio, il פדיון הבן Pidjion Ha-Ben - riscatto del primogenito maschio non avente alcun genitore kohen o levì, la מזוזה Mezuzàh nel caso in cui si entri in una nuova casa (altrimenti si dovrebbe aver già applicato la mizwàh, nel caso contrario in ogni momento dall'acquisto o dall'affitto; nel caso l'affitto sia fuori da Eretz Israel, solo nel caso si rimanga nella casa più di 30 giorni si ha la mizwàh).

Ci sono in particolare sei mizwot il cui obbligo è permanente, in qualsiasi momento. Queste sono:

  1. Emunàh - la fede, cioè il sapere che è presente HQB"H nell'universo e il suo nome è formato dalle lettere "Yod" lettera "He" lettera "Vav" e lettera "He".
  2. HQB"H è Nostro D-o, e non ne abbiamo altri.
  3. HQB"H è Unico.
  4. Amare HQB"H.
  5. Aver Timore di HQB"H.
  6. Non andare dietro le brame del cuore contro il Volere Divino.

Le prime tre mizwot sono dipendenti dalla fede e destinate al cuore, quindi applicabili principalmente attraverso il pensiero; mentre le ultime tre sono mizwot dipendenti dal comportamento e sono riconoscibili attraverso l'atteggiamento di chi crede, quindi attraverso l'azione.

giovedì 8 ottobre 2009

22.19 שמחת תורה Simchat Toràh - glosse

Dopo aver visto (22.19) cosa dice il testo Peninè Ha-Dat su alcuni degli usi su Simchat Toràh, riporto qui alcune variazioni rispetto all'articolo pubblicato da Torat Immecha
La sera i sefaraditi e gli italiani (così ho visto fare a Milano יע"א) non leggono dai libri della Toràh alcun brano, ma solo effettuano le haqqafot. I sefaraditi non usano neppure leggere versetti particolari, ma ogni giro recitano una teffillàh particolare.
I Chattanim: c'è chi usa che siano 3 -
  1. Chattan Me'onàh. E' quello che sale alla lettura del brano Me'onàh. Attualmente non ha altre particolarità, ma nel Kaf Ha-Chajim Sofer (669:2) riporta che in Turchia c'era l'uso che si leggesse fino alla sua chiamata con il terzo sefer che dev'essere poi cambiata e letta dal maftir.
  2. Chattan Toràh. E' quello che conclude la lettura della Toràh. C'è chi usa che legge dall'inizio della Parashàh (è questo è l'uso comune tra i sefaraditi) e c'è chi usa leggere da dove si sono fermati precedentemente (così ho visto fare in diversi battè kenesset italiani a Milano).
  3. Chattan Bereshit. E' quello che inizia a leggere il libro di Bereshit. Ove, come in alcune comunità italiane, la parashàh di Bereshit è letta durante il giorno di Simchat Toràh solo per alcuni versi da un chumash, il Chattan Bereshit ha posto il Shabbat successivo a Simchat Toràh, per l'appunto, Shabbat Bereshit.

Per completezza aggiungo che c'è un uso in Romania (così riporta il Kaf Ha-Chajim Sofer 669:2) di aver un quarto chattan, il chattna Vaya'al che legge la parashàh successiva al chattan me'onàh.

22.19 שמחת תורה Simchat Toràh

Come abbiamo ricordato precedentemente (22.17) in Golàh si completa la lettura dei cinque libri della Toràh il giorno di Simchat Toràh; l'uso comune è quello di fare un banchetto in occasione di questa conclusione.
(N.d.T. parte degli usi descritti qui di seguito sono quelli gli ashkenaziti e non sono condivisi da sefaraditi e italiani.)
La sera dopo la conclusione della Teffillàh di 'Arvit si usa recitare diversi versetti le iniziali dei quali formano il versetto "ואתה הוראת" e si estraggono tutti i sifrè Toràh contenuti nell'Aron Ha-Qodesh, e si gira attorno alla Tevàh per sette volte e si recitano diverse lodi e inni in onore della Toràh e del popolo d'Israel che la studia e osserva. Questo procedimento è chiamato הקפות Haqqafot.
C'è chi usa effettuarlo anche la notte di Sheminì 'Azzeret.
Dopo le Haqqafot si riportano tutti i Sifrè nell'Aron Ha-Qodesh e se ne lascia fuori uno che si legge nella parashàh di Vezot Ha-Berakhàh facendo salire alla lettura tre persone.
Durante la Teffillàh di Shacharit, dopo la lettura dell'Hallel completo, si ripropongono le Haqqafot e in seguito si legge in tre libri della Toràh:
  1. Nel primo si conclude la lettura annuale dei cinque libri della Toràh con la parashàh di Vezot Ha-Berakhàh.
  2. Nel secondo si re-inizia con la prima parashàh della Toràh, con l'inizio della Parashàh di Bereshit.
  3. Nel terzo si legge il Maftir come quello dell'ottavo giorno (cfr. 22.17).

[N.d.T. Molti tra gli italiani non usano leggere la parashàh di Bereshit da un Sefer Toràh a sè, ma solo da un chumash]

In molte comunità usano che tutte le persone salgono per la lettura della Toràh, ad onore della sua conclusione, perciò la parashàh di Vezot Ha-Berakhàh fino al brano di "Me'onàh" si suddivide in cinque parti e viene ripetuta tante volte fino a quando tutti coloro che vogliono salire salgono. Anche bambini possono salire (N.d.T. solitamente in questo caso leggono loro stessi). L'ultimo che sale per la lettura della Parashàh di Vezot Ha-Berakhàh leggono fino a "Me'onàh" fino alla fine della Toràh è chiamato חתן תורה Chattan Toràh.

Il secondo libro si ricomincia a leggere la Toràh e si legge dall'inizio della parashàh di Bereshit fino alla parola "La'asot", e colui che sale per questo brano si chiama חתן בראשית Chatan Bereshit.

Dopo questa lettura il ba'al Qorè legge un mezzo Qaddish e si prosegue con la lettura del terzo Sefer Toràh nella quale si legge "Bayom Ha-Sheminì" e si legge la Haftaràh di "Vahi achar Mot Moshèh" (Yehoshu'a 1).

Poichè a Simchat Toràh capita che ci siano ebbri la mattina, si usa che non ci sia birkat cohanim tale giorno (anch'esso solo per gli ashkenaziti).

הושענא רבה Hoshanà Rabbàh - 4. Altre norme in breve

Durante il giorno di Hoshanà Rabbàh si stia attenti a non passare tutta la giornata a dormire, causa le ore notturne perse di sonno. E’ necessario, esattamente come in tutti i giorni dell’anno studiare sia di giorno che di notte. In particolar modo è consigliabile studiare di giorno parte del libro di Chagghai 2:1-9, Yehoshu’a 6:3-16 [BIC10] poichè relativi al giorno di Hoshanà Rabbàh o alle Haqqafot.

Si stia inoltre attenti a ricordare che per quanto la mizwàh “applicativa” dell’etrog sia stata completata non è possibile mangiarlo fino a dopo la conclusione di Simchat Toràh (che in Eretz Israel coincide con Sheminì ‘Azzeret, ma fuori è il giorno successivo). [BIC 10]
Riguardo alla lettura di Shenajim Miqrà VeEchad Targum si stia attenti anche a leggere il giorno di Hoshanà Rabbàh la lettura della parashàh di Vezot Ha-Berakhàh. Se non si è riusciti in tale tempo בדיעבד bedi’avad ~ a posteriori c’è tempo fino alla lettura della parashàh stessa il giorno di Simchat Toràh.
E’ bene però evitare il periodo di Sheminì ‘azzeret, ma si cominci dopo minchàh [BIC 15].

mercoledì 7 ottobre 2009

22.18 ברכת הגשם Birkat Ha-Gheshem, La benedizione per la pioggia

Come ricordato, durante la festa di Sukkot veniamo giudicati sull'acqua (Rosh Ha-Shanàh 16a).
Per questo si sarebbe dovuto cominciare a ricordare גבורות גשמים Ghevurot Gheshamim - le potenze della pioggie (משיב הרוח ומוריד הגשם Mashiv Ha-Ruach uMorid Ha-Gheshem nella seconda berakhàh della 'Amidàh) subito dal primo giorno di Sukkot (cfr. Ta'anit 2a), ma poichè è necessario andare in Sukkàh a mangiare, non è opportuno ricordare la pioggia, poichè è un fenomeno che impedisce di compiere la mizwàh del risiedere in Sukkàh.
Per questo è stato rimandato il momento di ricordare le pioggie fino al giorno di Sheminì 'Azzeret, quando la festa di Sukkot è passata.
Per vari motivi i nostri chakhamim hanno stabilito che non è opportuno cominciare il cambiamento nella Teffillàh nelle preghiere di 'Arvit e Shacharit, ma di cominciare solo a Mussaf.
Molti usano che prima dell'inizio della 'amidàh sottovoce un incaricato annunci "Mashiv Ha-Ruach uMorid Ha-Gheshem", cosicchè chi è presente sappia ricordarla nel momento della 'amidàh; nel caso in cui non l'avesse annunciato non si ricorda.
Nella ripetizione della 'amidàh, il Chazan dice diversi פיוטים pyutim - brani cantati nella prima e seconda berakhàh che presentano parole di richiesta per la pioggia.
[N.d.T. così è l'uso ashkenazita, ma l'uso sefaradita è quello di recitare pyutim vari prima della Teffillàh di Mussaf]

22.17 La lettura della Toràh durante שמיני עצרת Sheminì 'Azzeret e שמחת תורה Simchat Toràh

Come abbiamo il giorno di Simchat Toràh si conclude la lettura della Toràh.
In Eretz Israel il giorno di Simchat Toràh coincide con il giorno di Sheminì 'Azzeret, mentre in Golàh (fuori da Eretz Israel) è un giorno a sè, il giorno successivo Sheminì 'Azzeret, il nono giorno dall'inizio di Sukkot.

In Golàh durante Sheminì 'Azzeret si leggono due libri:
  1. Nel primo si legge la parashàh di עשר תעשר 'Asser Ta'aser (Devarim 14,22) poichè nel tempo del raccolto si dava il מעשר ma'aser - la decima al levì e le מתנות mattanot - doni ai poveri,
  2. Nel secondo si legge la parashàh di וביום השמיני "Uvayom Ha-Sheminì" (Bemidbar 29,35).

La Haftaràh è quella di Vehi Kekhalot Shelomò (Melachim A 8,54).

Dopo la lettura gli ashkenaziti (e gli italiani) usano ricordare le anime dei defunti, nella Teffillàh di Izkor, come nel giorno in cui si legge כל הבכור "Kol Ha-Bekhor".

22.16 שמיני עצרת Sheminì 'Azzeret

Il tempo della gioia della festa di Sukkot dura sette giorni, e in Golàh (fuori da Eretz Israel) otto.
Poichè la gioia del popolo d'Israel è cara ad HQB"H, ha aggiunto un altro giorno, ed ha ordinato nella Toràh "ביום השמיני עצרת תהי' לכם" "Beyom Ha-Sheminì 'Azzeret Thyè Lachem" "L'ottavo giorno sia di trattenimento per voi" (Bemidbar 29, 35) come per dire che quando arriva l'ottavo giorno di festa di Sukkot vi tratterrete dinnanzi a me con la vostra gioia ancora un giorno: perciò questo giorno è chiamato Sheminì 'Azzeret - ottavo giorno di trattenimento.
Sheminì 'Azzeret dopo la festa di Sukkot assomiglia alla festa di Shavu'ot dopo la festa di Pessach, come la festa di Shavu'ot è una festa in cui si festeggia la Toràh, poichè in essa è stata data la Toràh, così anche Sheminì 'Azzeret si concludono i cinque libri della Toràh (dalla lettura annuale).
Nella Golàh (diaspora), ove si usa aggiungere un giorno di festa a causa del dubbio di quando cada la festa stessa, si mangia in Sukkàh anche a Sheminì 'Azzeret, poichè è dubbio se sia il settimo giorno di Sukkot o un giorno a sè, ma sempre a causa del dubbio non si benedice "Leshev BaSukkàh".
Poichè Sheminì 'Azzeret è considerato una festa a sè, si dice la berakhàh di "Sheechejianu" nell'accensione dei lumi e nel Qiddush e si recita anche l'Hallel completo.

הושענא רבה Hoshanà Rabbàh - 3.חבטת ערבה Chavatat 'Aravàh

[TH2 18:1 e BIC 7-8] Dopo la teffillàh di Mussaf il giorno di Hoshanà Rabbàh, si usa effettuare la “Chavatat ‘aravàh”. Quest’uso trova la sua origine ai tempi in cui il Beth Hamikdash תובב"א era ancora in piedi, la ‘aravàh si utilizzava come “Halachàh fornita da Moshèh dal Sinai” per tutti i 7 giorni di Sukkot; ogni giorno si girava attorno al מזבח Mizbeach ~ altare per 1 volta, e il giorno di Hoshanà Rabbàh si girava per 7 volte. Dopo la distruzione del Bet Ha-Miqdash i chakhamim z”l hanno istituto questo minhag come ricordo di ciò che avveniva nel Bet Ha-Miqdash.

L’uso consiste nel legare 5 ramoscelli di ‘aravàh e picchiare con questi su un terreno non pavimentato / asfaltato, e dire ad ogni colpo “chavit chavit vela barich” חביט חביט ולא בריך. Dopo questa procedura, l’uso è quello di recitare Nishmat Kol Chai fino alla fine di Ishtabbach esclusa la berakhàh finale.
C’è chi usa recitare un “leshem ichud” (stampato nei machazorim) prima della chavatàh.

Dopo la chavatàh è possibile dare la sua ‘aravàh a qualcun altro, a condizione che questa sia ancora integra, o almeno che la maggior parte delle sue foglie lo siano. [TH2 18:2]
Le ‘aravot seguono le stesse regole di quelli per il lulav pertanto bisogna stare attenti a non disprezzarli o camminarvici sopra; si usa inoltre custodirle fino a pessach per bruciare insieme al chametz, mentre il lulav si lascia per bruciarlo nel forno quando si preparano le matzot [BIC 8].

martedì 6 ottobre 2009

סוכות Sukkot - הושענות Hoshannot

Durante tutta la festa di Sukkot si recitano le Hoshannot, durante le quali si pone un sefer Toràh sulla Tevàh ~ arca centrale (cfr. Tur O.C. 660:1; KHS 660:1) e si effettuano dei giri intorno.
L'uso viene riportato nello Shulchan 'Aruch Orach Chajim (660:1) dicendo che si usa fare un giro soltanto e non di più, tranne la mattina di Hoshanà Rabbàh, nella quale si effettuano sette volte le hoshannot, quindi si effettuano 7 giri.

L'uso è nato in ricordo del servizio nel Bet Ha-Miqdash תובב"א nella quale effettuavono i giri dell'altare verso la destra (quindi girando in verso antiorario - anche per un mancino [KHS 660:9]); così riporta lo Shulchan 'Aruch (660:1) e il Kaf Ha-Chajim Sofer (660:1) spiega meglio il concetto: ogni teffillàh è considerata al posto di un sacrificio che veniva portato nel Bet Ha-Miqdash, e quindi come il luogo ove veniva effettuato il sacrificio portava כפרה Kapparàh ~ espiazione (il מזבח mizbeach ~ l'altare), così anche il luogo ove il שליח ציבור sheliach tzibbur ~ ufficiante effettua la teffillàh che è al posto dei sacrifici espia.
Aggiunge poi al nome del rav Bait Chadash (Rav Yoel Sirkis ז"ל - autore di un commento a tutti i volumi del Tur) che il sefer Toràh viene posto sulla tevàh perchè è composto da tutte le combinazione dei nomi divini e si gira intorno ad esso per dire che esso è in centro alla nostra ottica.
Nonostante ciò aggiunge il Kaf Ha-Chajim Sofer (660:2) che nel caso non sia presente un sefer Toràh, ma solo la tevàh del bet ha-kenesset, è possibile girare attorno ad essa soltanto; ma se non c'è una ragione valida non è possibile abolire il minhag comune.

Nel caso una persona sia costretta a non poter andare al bet ha-kenesset, come nel caso in cui stia male chas veshalom, il Ben Ish Chai (parashat Haazinu 15) spiega che è possibile mettere un libro di Tanach (Toràh Neviim e Ketuvim) su una sedia e giri intorno ad essa. Lo riporta anche il Kaf Ha-Chajim Sofer (660:2).


Ci sono diversi usi relativi alle hoshannot:
A. Quando recitarle:
  1. Dopo la lettura della haftaràh, quando il sefer Toràh è ancora posto sulla Tevàh - opinione di Rav Sa'adiàh Gaon ז"ל riportata dal Tur e dal Kaf Ha-Chajim (O.C. 660:4). Già all'epoca del Tur quest'uso non era più in atto.
  2. Dopo la fine della Teffillàh di Mussaf. Così è l'opinione del Tur (O.C. 658) e del Rav Bait Chadash. Riportato dal Kaf Ha-Chajim (O.C. 660:4).
  3. Dopo la lettura dell'Hallel. Questo è l'uso più comune, poichè basato sugli scritti dell'Arì Zal (Perì 'Etz Chajim, Cancello 29, capitolo 3) e riportato in molti poseqim. (cfr. Kaf Ha-Chajim Sofer (O.C. 660:4). E' così è l'uso di Yerushalaym תובב"א.

Come ogni minhag, ognuno segua il proprio e non cambi, poichè ci sono molti motivi per ogni singolo uso, e non si è autorizzati a cambiarli a meno che non ci sia un valido motivo halakhico.

Chi non sappia quale sia il proprio minhag, segua quello della moltitudine, che in questo caso è l'ultimo citato.

Nonostante ciò riporto anche dei minhaghim che non vengono usati, ma riportati dai poseqim, affinchè nel caso qualcuno senta quest'opinione sappia che effettivamente esiste, ma l'uso non è così. (cfr. Mishnàyot di Eduyot capitolo 1).

B. Chi effettua il giro:

  1. Sicuramente chi ha il lulav deve effettuare un giro ogni volta, e riporta il Kaf Ha-Chajim Sofer (O.C. 660:5) a nome del Rav Shiierè Kenesset Ha-Ghedolàh (Rav Chajim Banbishti ז"ל Costantinopoli '603 - Izmir '673 E.V) che non è corretto l'atteggiamento di chi ha il lulav e non effettua nessun giro.
  2. Chi non ha il lulav entra in discussione - secondo Maran nello Shulchan 'Aruch gira anch'egli, mentre il Ramà (Rabbì Moshè Isserlis ז"ל) riporta che l'uso è di non effettuare il giro. Il Kaf Ha-Chajim Sofer (O.C. 660:13) riporta a nome di molti poseqim anche sefaraditi che l'opinione e uso principale anche per i sefaraditi è contraria a ciò che scrive Maran nello Shulchan 'Aruch, e quindi solo chi ha il lulav gira. Riporta a carico molti poseqim tra cui Maran Ha-Chidà ז"ל (Rabbenu Chajim Yossef David Azulai, ha vissuto gli ultimi trent'anni della sua vita a Livorno, autore del Birkè Yossef O.C. 660:1).
  3. La mattina di Hoshanà Rabbàh il Maharshal sostiene che sia opportuno che anche chi non abbia il lulav possa girare con le 'aravot. Nonostante questo Maran Ha-Chidà e molti altri poseqim sostengono che sia meglio non girare per nulla piuttosto che con le sole 'aravot; e non solo, ma è anche da evitare assolutamente di prendere assieme al lulav anche le cinque 'aravot aggiunte. E così è l'uso comune. (Kaf Ha-Chajim Sofer 660:14-15, cfr. ivi per i motivi).

In ogni caso è possibile ovviare questo problema nel caso in cui chi possiede un lulav ed abbia già fatto un giro lo presti (tranne il primo giorno nella quale valgono regole a parte che non tratteremmo oggi) a chi non ce l'ha. Approfitto per sottolineare tre punti: il primo che chi lo prende in prestito stia attento a non distruggere il lulav del prossimo, il secondo che nel caso ci sia un sospetto che il lulav o l'etrog venga distrutto poichè la persona sta poco attenta è preferibile prestarlo a qualcun altro, il terzo è che chi ha avuto in prestito il lulav non ha il permesso di prestarlo di sua iniziativa ad un altro poichè il prestito è dipendente dal padrone dell'oggetto, e tranne nel caso in cui abbia esplicitato diversamente, il padrone si fida di chi l'ha preso in prestito, ma non per forza di chi quest'ultimo si fida, poichè non vale la proprietà transitiva. (Questa norma vale per tutti i prestiti e le custodie).

C. Una persona in lutto ל"ע: entro i 12 mesi dalla morte dei genitori o dei 30 giorni per gli altri parenti (su quest'ultimo il Rav Dagul Merevavah discute - ognuno segua il proprio uso) sulla quale conserva le regole del lutto dice il Ramà che non gira con il lulav. Il Kaf Ha-Chajim Sofer (660:16-21) spiega che questa norma non vale per i giorni di Yom Tov e Hoshanà Rabbàh poichè è vietato mostrare segni di lutto in pubblico. Negli altri giorni è bene che dia in prestito il lulav a chi può effettuare i giri.

D. Shabbat Qodesh. Durante Shabbat Qodesh sicuramente non si gira con il lulav, essendo muqzèh. (cfr. inoltre Kaf Ha-Chajim Sofer 660:10). Ci sono diversi usi inoltre se recitare delle hoshannot apposta per Shabbat Qodesh oppure non recitarle per nulla, poichè c'è il rischio che i bambini sentendo vadano a prendere il lulav. La seconda opinione è quella di Maran Ha-Chidà ז"ל e uso a Yerushalaim תובב"א, ma conclude il Kaf Ha-Chajim Sofer (660:23) che poichè nelle parole dell'Arizal non è chiaro, ognuno segua il proprio uso.

Pitkà Tavàh e Mo'adim LeSimchàh

הושענא רבה Hoshanà Rabbàh - 2. תיקון Tiqqun

Essendo il giorno di Hoshanà Rabbàh giorno conclusivo di un ciclo, c’è un סדר seder ~ ordine di studi fissato che si è caldamente invitati a seguire in questa sera. Inoltre, lo stare svegli tutta la notte a studiare, permette di espiare colpe che ricadono nella categoria del Karet.
Il seder è composto da diverse parti; le fondamentali sono il Mishnèh Toràh, che è il nome “classico” del libro di Devarim (che sarebbe bene terminare prima di chatzot [CHS 664:3]) e il libro di Tehillim, diviso in 7 parti, alla fine delle quali si recitano alcuni tachanunim e teffillot. Ci sono inoltre diversi usi basati sull’aggiunta dell’Idrà Zuttà, parte dello Zohar Ha-Qadosh, parti di midrash e di ‘Ein Ya’akov[2]. Poichè si sta svegli la notte è facile addormentarsi di giorno, pertanto si stia attenti a stare svegli durante le teffillot, in particolare nella teffillàh di Mussaf che è conclusione dello studio; sappiamo infatti che tutto segue la conclusione [BIC 4].

Durante la notte del seder bisogna stare attenti a non perdere tempo nullafacendo, poiché tale atteggiamento è paragonabile a colui che dorme; peggio ancora chi “ciarla” di cose che non sono divrèh Toràh Ha-Qedoshàh, poiché perde anche il merito di studiarla, occupandosi di altro, che purtroppo spesso lo porta anche a tipi di discorsi vietati [BIC Bamidbar 3] (buffonaggini, vietate sempre; discorsi tendenti al “vano”, vietati, in particolare in un Bet Ha-Kenesset; lashon har’àh ~ parlare male di una persona anche se vero, e simili).
Bisogna completare la lettura la Qeriat Shem’àh ‘al hamittàh con i versetti che la seguono prima di chatzot halaylah [BIC 1 Pekkudè 14].
Nel caso si sia dormito una shenat qev’à[1] si effettua la nettillat yadajim come ogni mattina recitando la berachàh, seguita da tutte le birkot hashachar (chiaramente asher yatzar dev’essere recitata solo nel caso in cui si siano già espletati i propri bisogni corporali). Nel caso invece, come consigliabile, non si sia dormito ad ‘alot hashachar ~ alba si leggano le birkot hashachar e le birkot hatoràh come ogni giorno, non recitando la berachàh relativa alla nettillat yaadjim (nonostante si debba fare la nettillàh in sé). Ciò vale per i sefaraditi; i nostri fratelli ashkenaziti usano invece cercare una persona che abbia dormito durante la notte per uscire dall’obbligo direttamente rispondendo (amen) alle sue berachot.

[1] Intesa dalla maggior parte dei poseqim come dormita di mezz’ora su un letto o simili, oppure maggior tempo in altre
posizioni (seduto, in piedi etc.)

lunedì 5 ottobre 2009

הושענא רבה Hoshanà Rabbàh - 1. Introduzione

Il 21 di Tishrè, il settimo giorno e l’ultimo giorno vero e proprio di Sukkot, è Hoshanà Rabbàh. Per vari motivi questo giorno pur essendo un giorno di chol hamo’ed assume un’importanza maggiore dei precedenti giorni di chol hamo’ed.
Per prima cosa, è necessario sapere che in tal giorno si conclude il periodo dei 51 giorni che è partito da Rosh Chodesh Elul: ci siamo preparati per il Giudizio ad Elul; abbiamo reso conto ad HKB”H IS”L che non siamo in grado di reggere il Giudizio, pertanto lo abbiamo eletto מלך Melech ~ re ed abbiamo chiesto che applichi il חסד chessed ~ bontà su di noi, e in base a questo HKB”H ha stilato un giudizio nel caso di Tzaddikim e Resha’im Ghemurim; abbiamo cercato di salvarci in “corte d’appello” attraverso la כפרה kapparàh ~ espiazione delle nostre colpe a Yom Ha-Kippurim, giorno in cui i giudizi sono stati completati e sigillati, arrivando alla notte di Hoshanà Rabbàh, nella quale a chatzot laylàh, questi vengono consegnati [cfr.BIC 2]; in realtà però c’è tempo fino alla fine di questo giorno perchè la conclusione vera e propria cade a Sheminì ‘Azzeret.
Il Ben Ish Chai nella parashàh di Vezot Haberachàh [, dove tratta le halachot di Hoshanà Rabbàh, Sheminì ‘Azzeret e Simchat Toràh,] dice che proprio perchè sono 51 giorni si chiama Hoshanà Rabbàh הושענא רבה. Il valore numerico di 51 è נא quindi si ottiene הושע Hoshà ~ n.l. salva(ci) il 51° giorno נא che è רבה rabbàh ~ grande.
Dico tutto questo per chiarire meglio il concetto: “tutto segue la conclusione”.

Chag Sameach a voi e alle vostre famiglie

Fonti principali sugli argomenti qui trattati: Torat Hamo’adim “Sukkot” = TH2; Orach Chajim = O.C.; Ben Ish Chai [Vezot Haberachàh] (tranne quando indicato altro) = BIC; Caf Hachajim Sofer =CHS.

venerdì 2 ottobre 2009

ארבעת המינים Arba'at Ha-Minim - 2.4 Come scegliere l'Etrog

[Libera traduzione ed adattamento dal pamphlet הלכות חודש תשרי "Hilkhot Chodesh Tishrè" di Rabbi Meir Sender שליט"א]


Come scegliere un אתרוג Etrog adatto secondo tutte le opinioni:
  1. Non "Murkav" ~ innestato. L'etrog non dev'essere innestato con limoni o altri alberi; per questo si prendono dei cedri solo nel caso in cui è presente una tradizione per la quale si sa che non lo sia. Nel caso sia Murkav è passul secondo tutte le opinioni.
  2. Grandezza. Chi vuole uscire dall'obbligo secondo tutte le opinioni prenda un etrog di peso poco maggiore ai 100 grammi. Nel caso in cui sia compreso tra i 50 e i 100 grammi è kasher [N.d.A. cfr. Sefer Arba'at Ha-Minim di Rav Wsosh shalità pagina 113]; nel caso in cui pesi meno di 50 grammi ponga la questione dinnanzi ad un posseq esperto.
  3. L'aspetto. L'etrog è passul se il suo colore è: nero, bianco, rosso, menumar? [In casi simili ponga la questione dinnanzi ad un posseq esperto per fargli verificare che ricade nella categoria]. D'altro canto nel caso in ci sia giallo è kasher a priori, e nel caso in cui sia verde come il karti - porro è passul, ma è molto raro trovare un etrog così verde; in ogni caso è opportuno mettere un etrog verde in una scatola assieme ad una mela in modo che prenda colore giallo. [cfr. pamphlet per maggiori dettagli]
  4. Integro. Nel caso si trovi un etrog mancante, cioè avente una mancanza nel corpo stesso dell'etrog è passul. Ciononostante nel caso in ci manchi solo la sottile buccia esterna è kasher.
  5. Non bucato. Nel caso in cui l'etrog si trovi un buco è passul, anche se non manca nulla, a condizione che il buco arrivi fino alla parte (interna) dei semi oppure che sia grande come un issar. [Rav Avraham Ades Shalità riporta che un issar ha circa un diametro di 2 mm.]
  6. Senza fessure. Nel caso sia presente una fessura che passi nella maggior parte dell'etrog, anche se non manca da esso niente è passul.
  7. Sbucciato. Nel caso la buccia non sia rimasta neanche nella misura di un "selah", moneta tonda con diametro grande circa un terzo di un tefach - palmo, è passul. [Chiaramente si tratta solo della buccia esterna, poichè nel caso manchi da quella interna si veda il punto 3]
  8. La שושנתא Shoshanta (corona intorno al picciuolo) è mancante. E' Kasher nel caso in cui il pittam - picciulo sia presente.
  9. Il פיטם Pittam è caduto. Se è caduto completamente ed è rimasto un buco è passul secondo tutte le opinioni (cfr. S.A. Orach Chajim 648:7 con il commento della Mishnàh Beruràh in particolare).
  10. L'עוקץ Oqetz (parte opposta al picciuolo). Nel caso sia stato rimosso ed è rimasto solo un buco - è passul (cfr. S.A. O.C. 648:8 e Mishnàh Beruràh ivi).
  11. Adatto ad essere mangiato. E' necessario che l'etrog sia adatto ad essere mangiato, perciò nel caso in abbia problemi di Shevi'it (settimo anno in cui la frutta di Eretz Israel ha norme particolari per il consumo), 'Orlàh (divieto di mangiare frutta nei primi tre anni da quando l'albero viene piantato) in Eretz Israel, Tevel (non è stata estratto il ma'aser - decima). Nel caso di 'Orlàh su frutta da fuori da Eretz Israel c'è da facilitare.

Nel pamphlet sono riportate altre tre voci: חזזית Chazazit, בלעטלך Bleitelach e secco. A causa di una mancanza di tempo e di possibilità di trovare un'immagine idonea per chiarire il concetto in italiano non verranno trattate.

Queste sono alcune tra le norme principali nella scelta delle quattro specie.

Chag Sameach

לרפואה שלמה לכל חולי עם ישראל



ארבעת המינים Arba’at HaMinim - 4. Hallel & Hoshannot

A Sukkot l’Hallel si legge sempre completo, quindi si recita la berakhàh אשר קידשנו במצותיו וציונו לגמור את ההלל “asher qiddeshanu bemizwotav vezivvanu ligmor et hahallel”.
Durante questo, tutti sanno che si effettua il ninu’à del lulav, ma spesso c’è confusione sui punti in cui effettuarlo e come procedere; ci sono vari usi sulla questione, qui presentiamo quello più comune nel mondo sefaradita in base all'opinione dell'AriZal

Alla lettura del versetto “Hodu laHashem ki Tov ki le’olam chasdò”, sia la prima volta che l’ultima volta che compare (solo nella prima ripetizione) in questo modo: [Mi scuso per la visualizzazione grafica, ma non sono riuscito ad eliminare le righe di troppo]












Hodu

LaHashem

Ki

Tov

Ki

Le’olam

Chasdò

Sud

(Pausa)

Nord

Ovest

Su

Giù

Est


Alla lettura del versetto (a metà) “Anà Hashem Hoshia nà”, entrambe le volte in questo modo:



















A--nàHashemHo--shi--a
SudNord(Pausa)OvestSuGiùEst

Dopo la lettura dell’Hallel si estrae un sefer Toràh (a Yom Tov 2), lo si pone sulla tevàh e si effettuano le hoshannot, effettuando ogni giorno un solo giro con il lulav intorno alla Tevàh. [TH2 17:11]. Chi non ha il lulav non effettui il giro[2]. Relativamente allo shabbath di sukkot c’è chi sostiene che poichè non può effettuare la nettillat lulav non si recitino per nulla le hoshannot [TH2 17:12 e O.C. 660:3] perchè c’è il rischio che i bambini le sentano e vadano a prendere i lulavim [Kaf Ha-Chajim Sofer 660:23 a nome del Tur]; ma c’è chi usa recitarle, e ognuno segua il suo uso[3].
In ogni caso, quando si recitano le hoshannot con il lulav si stia attenti a tenere gli arba’athaminim, esattamente come durante il resto della teffillàh nelle mani corrette (vedi sopra: destra per il lulav, sinistra per l’etrog), e non si tenga tutti con una sola tenendo il siddur con l’altra, poichè non è un atteggiamento corretto. [BIC 14]
Nel caso una persona non possa venire al bet ha-Kenesset a causa di un אונס ones ~ n.l. causa di forza maggiore, è consigliato dal BIC [15] anche se non è sostitutivo, di prendere un Tanach e porlo su una sedia a casa, ed effettuare un giro intorno ad essa, recitando le hoshannot, per non perdere completamente questa mizwàh.


Chag Sameach a Voi e alle Vostre famiglie

[2] Nonostante Maran in O.C. 660:2 dica che l’uso sia quello che girino anche quelli che non ce l’abbiano, contraria è l’opinione del Ramà, ma soprattutto quella degli acharonim posseqim secondo la Qabbalàh come il Birkè Yossef (1) scritto da Maran HaChidàh, i rabbanim della famiglia Falagi e altri, citati tutti nel Caf Hachajim Sofer 660:13 che conclude con questa opinione.
[3] Dalle parole del BIC nella parashàh di Vezot Haberakhàh in particolare nell’introduzione si deduce che sostiene che anche di Shabbath Qodesh si recitano e si effettua il giro; e questa è anche l’opinione di Rabbenu HaArì HaQadosh Z”L come riportato nel Kaf Hachajim Sofer 660:23. Anche lui conclude che ognuno segua il suo minhag.

giovedì 1 ottobre 2009

ארבעת המינים Arba'at Ha-Minim - 2.3 Come scegliere la 'Aravà

[Libera traduzione ed adattamento dal pamphlet הלכות חודש תשרי "Hilkhot Chodesh Tishrè" di Rabbi Meir Sender שליט"א]
Come scegliere le due ערבות 'Aravot - salici adatte secondo tutte le opinioni:
  1. La foglia allungata. Dev'essere a forma allungata e non circolare.

  2. Senza taglietti. La foglia dev'essere liscia e senza taglietti; nel caso fossero molto piccoli è כשר Kasher ~ idoneo per compiere la mizwàh.

  3. Il ramo rosso. Il ramo dev'essere rosso e non bianco, ma anche se lo si trova verde è kasher poichè può divenire rosso se esposto al sole.

  4. Lunghezza. La lunghezza minima è di 3 tefachim, circa 30 cm. Questa misura si valuta sul ramo soltanto e non in base alle foglie sulla punta; come abbiamo visto precendete mente relativamente all'Hadas.

  5. Non Qetumàh. Cioè le 'aravot non devono avere la parte superiorie del ramo tagliata, e sarebbe opportuno che non lo fossero neanche le foglie.

  6. Fresca. Dev'essere fresco e non secco, e nel caso lo fosse solo parzialmente è kasher, e solo nel caso in cui è secco è passul.

  7. Ricoperto di foglie. Per un Hiddur è necessario che ci siano foglie su tutta la lunghezza del ramo, ma non si considera passul a meno che non manchino la maggior parte delle foglie. Nelle 'aravot di Hoshanà Rabbàh è possibile rendere kasher anche se non abbiamo che una foglia soltanto; sarebbe opportuno come Hiddur che le foglie siano integre. E' chiamato mancante se e solo se manca la maggior parte della foglia.

  8. Salici di fiume. Come Hiddur sarebbe opportuno prendere salici che crescono sulle sponde dei fiumi.
  9. A bagnomaria. E' bene stare attenti di non mettere i salici per 24 di fila nell'acqua senza interrompere in mezzo.

לרפואה שלמה לכל חולי עם ישראל

ארבעת המינים Arba'at Ha-Minim - 2.2 Come scegliere l'Hadas

[Libera traduzione ed adattamento dal pamphlet הלכות חודש תשרי "Hilkhot Chodesh Tishrè" di Rabbi Meir Sender שליט"א]
Come scegliere un הדס Hadas ~ mirto adatto secondo tutte le opinioni:
  1. Lunghezza. L'Hadas dev'essere lungo almeno 3 tefachim, corrispondenti a circa 30 cm. La misurazione dev'essere fatta solo sul ramo e non sulle foglie che ne escono.

  2. Meshulash - Triplice. L'Hadas deve'essere meshulash su tutto la sua lunghezza, cioè che le foglie devono crescere nello stesso punto del ramo a gruppi da tre, in modo che non ce ne sia uno più alto e uno più basso, ma tutti siano alla stessa altezza.

  3. Non manchi neppure una foglia. E' necessario che non manchi neppure una foglia per tutti i 30 cm, ma nel caso in cui sia ricoperto per la maggior parte, non è considerato passul.
  4. Completo. Le foglie devono essere complete; nel caso non lo siano e siano una minoranza non è Passul.

  5. Fresco. Le foglie devono essere fresche e non secche. A priori non devono essere neanche parzialmente secche, e il parametro per essere considerato passul è il fatto che si spezzino con un'unghia.
  6. Niqtam - foglie superiori rotte. Le foglie superiori non devono essere rotte, ma nel caso in cui lo siano è comunque kasher; ma è opportuno che siano integre per essere Mehuddar. [cfr. ancora pamphlet e S.A. O.C. 646:1-10]

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ארבעת המינים Arba’at HaMinim - 2.1 Scegliere il Lulav

[Libera traduzione ed adattamento dal pamphlet הלכות חודש תשרי "Hilkhot Chodesh Tishrè" di Rabbi Meir Sender שליט"א]
Come scegliere un לולב Lulav adatto secondo tutte le opinioni:
  1. Fresco. Il lulav dev'essere fresco e verde, senza nessuna traccia di seccatura. E' considerato secco quando diviene bianco, ma non è פסול Passul ~ inadeguato a compiere la mizwàh se non dopo che si secca per la maggior parte.

  2. Dritto. Il Lulav dev'essere dritto e non curvo, ma non è passul a meno che non sia incurvo sul davanti (cioè sul lato delle foglie) o sui lati. Quando s'incurva sul dorso è כשר Kasher ~ idoneo per compiere la mizwàh.

  3. Le Foglie unite. Le foglie del lulav devono essere unite l'uno l'altro e non separate una dall'altra, ma non è passul a meno che non sia separato e non salgono nella stessa direzione del lulav.

  4. La תיומת Tiomet. La tiomet è la foglia principale del lulav, che se viene aperta si trova duplice, poichè da lì comincia una simmetria. Non dev'essere piegata. Nel caso in cui lo fosse il lulav è Passul.

  5. Non bucato. Il lulav non deve avere un buco grande come un הימנק Hemenq - cioè tale che non si apra la punta della foglia centrale in due, perchè in tal caso con qualsiasi apertura è Passul. [E' possibile poi chiedere a un Rav se è possibile attaccarlo con un collante, poichè c'è chi permette e c'è chi vieta completamente - rimando al pamphlet per l'argomento]

  6. Non curvo. Le foglie superiori non devono essere curve, ma l'uso è di non renderlo passul a meno che la "spina dorsale" del lulav sia curva [, come ricordato al punto 2].

  7. Non secco. La punta della tiomet non dev'essere secca, ma anche nel caso lo sia non lo rende passul a meno che il lulav non sia secco per la maggior parte[, come ricordato al punto 1].

  8. Lunghezza. Il lulav dev'essere lungo 4 tefachim, corrispondenti a circa 40 cm; nel caso in cui gli hadasim e le 'aravot fossero lunghe più di 30 cm, c'è da prendere un lulav più lungo di esse di almeno 10 cm, poichè questa è la distanza che si deve porre tra queste due speci e tra il lulav.

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ארבעת המינים Arba’at HaMinim - 2.0 Introduzione a come Sceglierli

Argomento importante in questi giorni è sapere come scegliere gli Arba'at HaMinim, le quattro specie che formano quello che viene chiamato con il nome generale di לולב Lulav ~ foglie di palma, che è la specie che risalta maggiormente data la sua altezza (Sukkàh 37b).

Le quattro specie sono:
  1. לולב Il Lulav: un ramo di palma,
  2. ערבות ‘Aravot: (due rami di) salice,
  3. הדסים Hadassim: (tre rami di) mirto,
  4. אתרוג Etrog: un cedro.
Ognuna di queste specie ha delle norme di per sé e alcune norme comuni a tutto il gruppo.
Alcune norme in particolare valgono solo il primo giorno di Sukkot, nella quale la mizwàh del lulav è דאורייתא DeOraita ~ dalla Toràh direttamente, mentre nei giorni successivi è anche d'obbligo ma דרבנן DeRabbanan ~ stabilito in base al potere che i chakhamim hanno ricevuto dalla Toràh.
De facto, la distinzione tra i due casi non è quella dell'obbligo, poiché vigente in entrambi i casi, ma la presenza di facilitazioni nell'obbligo DeRabbanan.

In particolare, negli anni in cui il primo giorno di Sukkot cade di Shabbat Qodesh, abbiamo il divieto di usare il Lulav, rimanendo quindi solo l'obbligo nei giorni successivi, DeRabbanan.

In forma pratica la principale norma che è dipendente dall'obbligo DeOraita è la norma di הדר Hadar, cioè la bellezza. Nel primo giorno per essere כשר kasher ~ adatto alla mizwàh è necessario che sia bello secondo alcuni canoni riportati nello Shulkhan 'Aruch.

A seguito di questa breve introduzione vediamo ora le principali norme della scelta di ogni specie, in modo da ottenere un lulav kasher e completo secondo tutte le opinioni.

לרפואה שלמה לכל חולי עם ישראל

ארבעת המינים Arba’at HaMinim - 3. Come compiere la Netillat Lulav

E’ necessario sapere che tutti gli arba’at haminim sono necessari tutti per compiere la mizwàh, altrimenti non si esce d’obbligo dalla mizwàh. A priori le prime tre specie (lulav, ‘aravot e hadassim) dovrebbero essere legati l’un l’altro, e l’etrog unito a loro, ma בדיעבד bedi’avad ~ a posteriori anche se avesse sollevato singolarmente ogni pezzo avrebbe comunque compiuto la mizwàh [TH2 17:4].

Ci sono varie opinioni per come procedere con il lulav prima della berakhàh per non rischiare di recitare la berakhàh solo in una condizione di bedi’avad (cfr. 2. Berakhàh, il primo paragrafo).
La più semplice e soprattutto per molti versi meno rischiosa è la seguente [TH2 17:5]: prima della berakhàh, si prenda con la mano destra il lulav unito con le ‘aravot e gli hadassim e non prenda ancora l’etrog; benedica e subito prenda l’etrog, tenendo in basso l’okketz e il pittam in alto.
Gli ‘arba’at haminim vanno tenuti esattamente come crescono, perciò è necessario quest’ultimo accorgimento per il lulav.
Domanda comune è il perchè si prenda il lulav con la destra: la risposta è dipendente dall’importanza che si fornisce alla mano destra, sia a livello di פשט peshat ~ letterale poichè considerata mano più forte, sia a livello più profondo[1] poichè rappresenta il חסד chessed ~ bontà; pertanto le si dà la parte “maggiore” numericamente della mizwàh, quella del lulav, che con le specie cui è accompagnata rappresenta 3 specie su 4. Per questi motivi i sefaraditi usano che anche un mancino prenda il lulav con la destra e l’etrog con la sinistra, mentre i nostri fratelli ashkenaziti (mancini), che seguono maggiormente l’aspetto dello peshat, lo prendono con la propria mano più forte, la sinistra. In ogni caso bedi’avad esce comunque dall’obbligo [TH2 17:5].
Prima della berakhàh è bene anche preparare le proprie mani per compiere la mizwàh. Con ciò intendo che se qualcuno avesse dei guanti deve toglierli prima di prendere gli ‘arba’at haminim, poichè c’è chi dice che altrimenti non esce dall’obbligo della mizwàh. Allo stesso modo c’è chi dice che la stessa cosa valga per un anello; per quanto ci sia da facilitare è bene uscire d’obbligo secondo tutte le opinioni [TH2 17:8], poiché c’è chi sostiene [BIC 13], che sarebbe necessario tornare a rifare la nettillat lulav, avendo tolto l’anello.
  • Lo scuotere il lulav: nonostante in base alla regola in sè basti sollevare gli ‘arba’at haminim, in ogni caso è necessario effettuare anche il נינוע ninu’à ~ n.l. scuotimento del lulav. Il ninu’à dev’essere effettuato verso i quattro punti cardinali, sopra e sotto, ripetendo il singolo gesto di portare avanti e indietro per tre volte consecutive. Non bisogna effettuare il ninu’à scuotendo con forza (rischiando oltretutto di fare perdere pezzi a componenti più delicate come l’hadas e la ‘aravàh, rendendole pessulot), bensì in modo modesto e calma. Gli usi a questo punto sono diversi, e ognuno usi secondo il proprio. Solitamente i sefaraditi seguono l’opinione di Rabbenu HaAri HaQadosh Z”L, cioè in quest’ordine – sud, nord, ovest, sopra, sotto, est. In ogni caso comunque esce d’obbligo. Cosa che invece vale per tutti e quella di stare attenti a quando si scuote verso il basso di non rivolgere la punta del lulav verso il basso, ma lo tiene sempre nello stesso modo, spingendo solamente le mani verso il basso per tre volte consecutive. [TH2 17:9]
Bisogna inoltre ricordarsi che è vietato mangiare prima della berakhàh sul lulav [BIC 13]

Chag Sameach a Voi e alle Vostre famiglie

[1] Questa quesitone la cito solamente, ma per essere spiegata meglio meriterebbe una trattazione molto più lunga.

mercoledì 30 settembre 2009

Orari Sukkot 5770


Orari Primi due giorni di Yom Tov di Sukkot 5770
2/4 Ott '09– 15/16 Tishrè 5770

Entrata Shabbat Qodesh e Sukkot - Ven 2 Ott '09

Accensione lumi secondo giorno -Sab 3 Ott '09 - non prima delle

Uscita secondo giorno - Dom 4 Ott '09

Milano

18.33

19.42

19.40

Roma

18.35

19.38

19.36

Firenze

18.39

19.42

19.40

Ancona

18.30

19.33

19.31

Bologna

18.29*

19.41

19.27

Genova

18.48

19.51

19.49

Livorno

18.43

Non disponibile-

19.44

Napoli

18.28

19.31

19.30

Pisa

18.42

19.46

19.44

Torino

18.53

19.56

19.54

Trieste

18.15*

19.31

19.29

Venezia

18.34

19.37

19.35

Verona

18.39

19.42

19.40


* vi sono alcune contraddizioni nel lunario ebraico 5770 per questi orari :sulla colonna entrata di Shabbat per Bologna:19.38 e Trieste:18.28 mentre per entrata Sukkot Bologna:19.29 e Trieste: 18.15. riporto quindi nella tabella gli orari segnalati come entrata di Sukkot.

Orari tratti dal Lunario ebraico 5770

Attenzione:

Il primo giorno si accenda entro l’ora indicata.
Il secondo giorno non prima dell’orario indicato.
Dato che è vietato creare un fuoco nuovo durante Sukkot,è necessario per accendere il secondo giorno far passare il fuoco da un fuoco acceso in precedenza. Pertanto si utilizzi il lume acceso prima dell’entrata del primo giorno che duri non meno di 26 ore, affinchè possa utilizzarlo .
Quando si passa il fuoco si stia attenti a non spegnere la candela con cui si effettua il passaggio del fuoco, ma lo si lasci spegnere da solo (per esempio: ponendolo su carta argentata).

La stessa cosa vale per cucinare.

Shabbat Shalom e Chag Sameach

ארבעת המינים Arba’at HaMinim - 2. La Berakhàh

E’ una halakhàh ampiamente conosciuta che subito dopo la berakhàh per una mizwàh si passi all’azione (Pessachim 7b) senza interruzione nè a gesti nè tantomeno a parole.
Nel caso in cui avesse dimenticato di recitare la berakhàh prima della netillat lulav, c’è chi sostiene [TH2 17:1] possa benedire anche dopo l’Halllel, fino a prima di aver terminato le hoshanot, visto che la mizwàh non si è ancora conclusa. Una volta concluse le hoshannot per quel giorno non può recitare la berakhàh.

[TH2 17:2] La berakhàh si conclude con אשר קידשנו במצותיו וציונו על נטילת לולב “...asher Qiddeshanu bemizwotav, vezivvanu ‘al netillat lulav”. Il primo giorno in cui è possibile compiere la mizwàh del lulav si reciti anche la berakhàh di “Sheechejianu” come stampato nei machazorim, subito dopo la berakhàh del lulav.
Nei casi in cui il primo giorno di sukkot cada a Shabbath Qodesh (come quest’anno 5770), queste due berakhot passano al secondo giorno, poichè nel primo giorno non è possibile compiere la mizwàh del lulav. Nel caso in cui avesse dimenticato di recitare sheechejianu la prima volta possibile, lo reciti il primo giorno possibile; il termine massimo è il 7° giorno, Hoshanàh Rabbàh, ultimo giorno relativo alla mizwàh di lulav.

[TH2 17:3] La berakhàh e la netillat lulav relativa sono da compiersi in piedi; בדיעבד bedi’avad ~ a posteriori se l’avesse fatta seduto ne è uscito dall’obbligo. La stessa cosa vale per una persona anziana o malata che abbia difficoltà nello stare in piedi. [BIC 14] C’è invece chi sostiene che sia necessario anche per queste categorie recitarla in piedi.

[TH2 17:4] Nel caso avesse trovato un lulav solo in mezzo alla recitazione dell’Hallel, interrompa tra i capitoli dell’Hallel e benedica facendo il נינוע ninu’à ~ n.l. scuotimento del lulav successivo; prosegua quindi con la recitazione dell’Hallel.

Chag Sameach a Voi e alle Vostre famiglie

martedì 29 settembre 2009

ארבעת המינים Arba’at Haminim - 1.Introduzione

Durante sukkot si prendono gli ארבעת המינים arba’at haminim ~ le 4 specie di cui è composto il lulav: il lulav stesso (un ramo di palma), 2 ‘aravot (salici), 3 hadassim (mirti), 1 etrog. La loro unione è spesso chiamata lulav.

Esenti e Obbligati
In generale tutti sono obbligati, ma abbiamo tra gli esenti le donne, poichè una mizwàh dipendente dal tempo. Tutti sono d’accordo a questo punto che se compie la mizwàh, in ogni caso ha del merito su questa; nasce invece discussione se è lecito che reciti la benedizione (e questo è il minhag della maggior parte delle comunità ashkenazite, seguenti il Ramà), oppure se quando viene recitata è considerata come ברכה לבטלה berakhàh levattalàh ~ benedizione invano (opinione del Rambam e di Maran nello Shulchan Aruch) pertanto ognuno segua l’uso dei propri padri poichè ognuna delle due opinioni ha solide basi su cui appoggiarsi. [cfr. TH2 9:1]

Un bambino che è capace di scuotere il lulav è necessario che il padre lo educhi verso questa mizwàh fornendogli gli ‘arba’at haminim affinchè la compia.

Il Tempo della Netillat Lulav
La mizwàh della netillat lulav si deve compiere nell’arco del giorno, dal sorgere del sole fino al tramonto. Bedi’avad c’è da considerare uscita d’obbligo una persona che l’abbia compiuta dopo l’alba, e la stessa cosa vale quando una persona si trovi in condizione di difficoltà; allo stesso modo anche fino ad entro 13 minuti e mezzo dal tramonto è possibile continuare. [cfr. TH2 10:1]

C’è chi usa effettuare la netillat lulav prima di recitare la teffillàh, per compiere la mizwàh in sukkàh. C’è invece chi usa effettuarlo dopo, poichè la mizwàh della lettura della Qeriat Shem’à è più frequente, e seguiamo la regola del תדיר ושאינו תדיר, תדיר קודם “Tadir veshenò tadir, tadir qodem” ~ “(Tra il) frequente e il non frequente, il frequente ha la precedenza” [TH2 9:2]

A Shabbath Qodesh non si compie la mizwàh del lulav, per una גזרת חכמים ghezerat chakhamim ~ decreto rabbinico, a causa del sospetto qualcuno lo possa trasportare in territorio pubblico, e incorrere in un divieto direttamente della Toràh.[TH2 10:3]
Chag Sameach a Voi e alle Vostre famiglie

Fonti principali per gli argomenti qui e nei prossimi articoli sull'argomento trattati: Torat Hamo’adim “Sukkot” = TH2; (Shulchan Aruch volume) Orach Chajim = O.C.; Mishnàh Beruràh = MB; Ben Ish Chai [Haazinu] = BIC, Halichot ‘Olam su BIC = HO.

domenica 27 settembre 2009

Yom Ha-Kippurim – Uscita in breve

  • Lehossif Miqodesh Lechol [TH1 16.3 .5]: E’ necessario anche all’uscita di Yom Ha-Kippurim aggiungere tempo alla durata del digiuno e dei restanti divieti (vedi sopra nelle regole sulla תוספת יום הכיפורים Tossefet Yom HaKippurim) ed è bene allungare questo tempo fino all’uscita delle stelle secondo Rabbenu Tam; in ogni caso non è obbligatorio e persone deboli possono mangiare subito dopo l’havdalàh, facendola dopo l’uscita di Yom Ha-Kippurim (segnata sui calendari); per gli altri divieti è possibile non seguirli dopo l’uscita di Yom Ha-Kippurim anche se prima dell’havdalàh.
  • Arvit [TH1 16.1-2]: E’ bene farla con grande concentrazione affinché non sembri un peso, essendo questo comportamento abbastanza discutibile, in particolare dopo che HQB”H ci ha fatto l’enorme bontà di cancellarci i nostri peccati. In ogni caso lo שליח ציבור Sheliach Tzibbur ~ ufficiante non allunghi troppo. Si deve ricordare אתה חוננתנו “Atta chonantanu” come all’uscita di Shabbath.
  • Havdalàh [TH1 16.4]: E’ necessario fare la havdalàh all’uscita di Yom Ha-Kippurim, e non si benedice sull’odore (besamim). E bisogna benedire “Borè Meorè Haesh” sulla candela lasciata accesa dalla vigilia, o da una candela accesa (non durante Yom Ha-Kippurim, neanche da non ebrei) da una candela lasciata accesa dalla vigilia. E non si può benedire tale berakhàh neanche sulla luce elettrica, nonostante sia rimasta accesa ininterrottamente dal giorno precedente.
  • Birkat HaLevanàh [TH1 16.6]: C’è chi usa benedire la benedizione alla luna subito all’uscita di Yom Ha-Kippurim, e c’è chi invece usa mangiare prima, per farla con maggior simchàh.
  • Pasto dopo il digiuno [BIC 23]: è bene che si dica ancora a tavola, dopo aver mangiato, la Petichat Eliahu Zachur Latov (si trova in molti siddurim poco prima dell’inizio di shacharit o di minchàh). Secondo lo Ya’abetz Z”L sarebbe bene leggere subito dopo Ra’ya mehemanà dallo Zohar Haqqadosh, Parashat Emor 99b “Yoma deRosh Ha-Shanàh” fino a 100 זכאה חולקהון בהאי עלמא ובעלמא דאתי “Zakaa chulaqehon behay ‘alma ube’alma deate”. E passi dopo questo ad un’altra mizwàh.
  • Da mizwàh in mizwàh: Gli attenti alle mizwot cominciano ad occuparsi della costruzione della sukkàh, o almeno allo studio delle sue regole subito all’uscita di Yom Ha-Kippurim, per passare di mizwàh in mizwàh [TH1 16.7]. Per chi ha la possibilità d’intraprendere quest’eccellente pratica, stia attento a non fare rumore tale da disturbare i propri vicini, per non cominciare chas veshalom subito con ‘averot gravi [Or Letzion Mussar – Ben Adam lachaverò].

Ghemar Chatimàh Tovàh a tutti

Yom Ha-Kippurim - Altre halakhot in breve

  • Dai 13 anni per gli uomini e 12 per le donne si è obbligati al digiuno.
  • Nel caso di bambini è bene abituarli dai 9-10 anni a fare un digiuno ad ore, fino alle prime ore del mattino, e in ogni caso si stia attenti a non prolungare troppo ciò e a dargli da mangiare per tempo [TH1 14,2].
  • In generale, tranne in casi molto particolari, una partoriente entro le prime 72 ore dopo il parto è esente dal digiuno, e tra le 72 ore e i 7 giorni (168 ore) anche se i medici dicono che può digiunare e lei dice di no, le si dà da mangiare in base a determinati criteri. Esente è anche un malato con dubbio di possibili conseguenze mortali [TH1 14.7-10]. Per altre categorie o per eventuali assunzioni di medicinali, chiedere ad autorità competente.
  • Esente dal digiuno durante Yom HaKippurim non significa che può mangiare e bere come di consueto, ma ci sono regole particolari da chiedere ad un’autorità competente, in particolare sul quanto e ogni quanto tempo mangiare e/o bere.
  • C’è chi permette di toccare cibi a Yom Ha-Kippurim [fine O.C. 612], e c’è chi vieta. Pertanto solo se necessario per sfamare i propri figli si tocchino, basandosi sull’opinione facilitante; in caso non ci sia necessità si eviti [BIC 16].
  • E’ bene onorare Yom Ha-Kippurim rifacendo i letti e sistemando una tovaglia sul tavolo come per Shabbath Qodesh (nonostante qui non si mangi). [BIC 17]
  • E’ bene studiare in questo giorno le mishnayot del trattato di yomàh, lo zohar relativo, il Keter Malchut, riportati nei machazorim. Inoltre è bene studiare il libro di Yechezkel 40-43 [BIC 21].
  • Si stia molto attenti a recitare יג מדות le 13 middot ~ n.l. attributi di HQB”H come si deve, concentrandosi, come se s’avesse il cuore infranto. Ed è meglio, se possibile, contare i singoli attributi, come segnato in alcuni machazorim poiché aiuta a concentrarsi [BIC 19].
  • E’ bene terminare il libro di Tehillim che si è iniziato dall’inizio dei Yamim Noraim.
  • Si cerchi di piangere durante le תפילות tefillot ~ preghiere e nel caso non ci riesca, almeno preghi con voce piangente. E prima della lettura della Toràh si pensi alla morte dei due zaddiqim figli di Aharon il Cohen Gadol, Nadav e Avihu Alehem Hashalom, ed è possibile che questo pianto lo protegga. E’ inoltre bene ricordare e piangere sulla morte tragica e Leshem Shamajim, avvenuta in questo giorno, di Rabbì Aqivà Zechutò Yaghen ‘Alenu Amen.
  • Se possibile è bene prepararsi alla lettura della Teffillàh, cercando di capire cosa dica prima di Yom Ha-Kippurim, in particolare brani come il viddui haggadol, per capire su che peccati noi chiediamo scusa. Non vengono qui trattate altre halachot relative alle Teffillot particolari di Yom Hakkippurim.
  • Come ogni giorno durante la teffillàh è vietato parlare in particolare (1) durante la 'amidàh [anche se si è finito perchè oltre ad essere vietato in sè disturba anche gli altri] (2) la sua ripetizione, (3) la lettura della Toràh (4) Qaddish. Scrivo esplicitamente questo perchè ho visto che molti non sono consci del divieto o della sua pesantezza. Sull'argomento non sono stati scritti solo articoli, ma interi libri, quindi non è qui il posto. E' possibile però scrivere due cose in breve: (1) è chiaro che infastidisce chi prega sul serio sentire un brusio di fondo, che spesso impedisce di sentire anche il chazan; (2) è chiaro che è un atto di irrispetto verso HQB"H che durante la tefillàh, momento di unione completa con HQB"H si cominci a parlare di altro, tanto più se nel Bet HaKenesset, considerata una piccola casa di HQB"H IS"L. Sicuramente tutti capiscono che non è opportuno aggiungere peccati il giorno di Yom HaKippurim stesso. Aggiungo anche una piccola nota: spesso si vedono anche persone "osservanti" che cadono in questa 'averàh. Ciò non toglie che lo sia, poichè tutti hanno uno יצר הרע yetzer har'à - istinto al male, ognuno in altri campi, molto spesso aiutato da scuse che non stanno in piedi nel mondo della Halakhàh, specie in questo ambito. Quindi ognuno dev'essere responsabile per sè e ricordare che normalmente per parlare è necessario essere in due. Nel caso in cui non fosse possibile trattenersi, data la mancanza di abitudine è possibile uscire dal Bet HaKenesset e utilizzare le sempre presenti salette adiacenti, così da far sì di non contravvenire ai divieti di cui sopra e oltre. Sicuramente questo è uno זכות zechut - merito che protegge tutti durante il giudizio di Yom HaKippurim e durante tutto l'anno.
  • Il suono dello Shofar non significa andate a mangiare:
    E’ VIETATO MANGIARE E BERE FINO A DOPO LA HAVDALAH [MB 624:3].

Ghemar Chatimàh Tovàh a tutti

Yom Ha-Kippurim & Tish'à BeAv: I Divieti

Ci sono 5 divieti fondamentali nel giorno di Yom Ha-Kippurim come il 9 di Av.
  1. Mangiare e bere. Se è solito bere durante la notte, stia attento a non preparare l’acqua vicino al letto, e trovi un sistema anzi per ricordarsi della cosa [BIC 14].
  2. Lavarsi. E’ vietato fare la doccia independentemente dall’essere ad acqua calda o fredda. Inoltre è anche vietato lavarsi la mano oltre le dita. Nel caso una persona si sia sporcata è possibile sciacquarsi la parte sporca. Però è vietato sporcarsi apposta o lasciare “a mollo” nell’acqua persino solo un dito.
  3. Spalamarsi olii. In questo divieto sono inserite anche l’utilizzo di creme, a meno che non siano usate per uso medico strettamente necessario, chiedere ad un rabbino.
  4. Indossare scarpe di cuoio o pelle. E’ possibile utilizzare scarpe da ginnastica (a patto che non contengano cuoio, cosa che spesso accade), di gomma e simili.
  5. Divieto di avere rapporti con la propria Moglie. E’ vietato anche toccarla, esattamente come fosse una niddàh; in caso di stretta necessità c’è da facilitare durante il giorno; si stia attenti a non dormire nello stesso letto, nonostante ognuno abbia una parte del letto definita (una piazza o simili) [BIC 15].

Inoltre il giorno di Yom HaKippurim troviamo un divieto ulteriore di compiere melakhot cioè attività creative che appartengono alle 39 categorie vietate di Shabbat Qodesh, come trasportare da un territorio pubblico ad uno privato e viceversa o 4 ammot in territorio pubblico, accendere una fonte di luce e simili.

Note sulla Netillat Yadaim durante Yom HaKippurim e Tish'à BeAv
Si lavino solo le dita fino alla fine delle estremità, ed esegua come ogni giorno l’alternanza tra destra e sinistra, lavando prima la destra e ripetendo il tutto per 3 volte, e benedice ‘Al netillat Yadaim, come ogni giorno. E’ comunque vietato lavare la faccia, tranne in caso ne sia sporca una parte, in tal caso è possibile lavare solo quella. E’ possibile comunque passare un po’ d’acqua sugli occhi, dopo avere asciugato le mani dalla netillat yadim.
I cohanim per la birkat cohanim lavano come durante tutto l’anno.
Ghemar Chatimàh Tovàh a tutti

venerdì 25 settembre 2009

Orari Yom Ha-Kippurim

Orari Yom Ha-Kippurim
dom 27/lun 28 Settembre '09 – 10 Tishrè 5770

Entrata Dom 27 Sett '09Uscita Lun 28 Sett '09

Milano

18.43

19.52*

Roma

18.43

19.46*

Firenze

18.48

19.51*

Ancona

18.39

19.42*

Bologna

18.48

19.51*

Genova

18.57

20.00*

Livorno

18.52

19.55*

Napoli

18.36

19.40*

Pisa

18.51

19.55*

Torino

19.02

20.05*

Trieste

18.38

19.41*

Venezia

18.43

19.47*

Verona

18.49

19.52*

*Gli orari sono solo indicativi poichè:

E' VIETATO MANGAIARE E BERE FINO A DOPO LA HAVDALAH

Orari tratti dal Lunario ebraico 5770

Shabbat Shalom e Ghemar Chatimà Tovah a tutti.

Yom Ha-Kippurim: Accensione dei lumi

  • C’è chi usa accendere lumi per עלוי נשמות Illuy Neshamot ~ salita delle anime (dei defunti) [TH1 10,12].
  • C’è l’uso di accedere dei lumi prima di Yom Ha-Kippurim, e oramai quest’uso si è esteso in quasi tutto il popolo d’Israel. In ogni caso, in un luogo dove non c’è questo uso non si accenda; in un posto dove non c’è nessun uso, per esempio per recente fondazione della città, è bene inserire quest’uso [TH1 10,9].
  • Dove si usa accendere si benedice ricordando il nome di H’ Itbarach e concludendo וציוונו להדליק נר של יום הכיפורים “Veziwanu lehadlik ner shel Yom Ha-Kippurim”. In un luogo in cui sia dubbio l’uso si accenda senza benedire [TH1 10,11].
  • Bisogna lasciare un lume acceso dalla vigilia di Yom Ha-Kippurim che rimanga acceso fino alla fine di Yom Ha-Kippurim per fare sopra di esso la berakhàh di מאורי האש “Meorè HaEsh” nell’Havdalàh [TH1 16.4].

La vigilia di Yom Ha-Kippurim - 4.Sulla Tossefet Yom Ha-Kippurim

In un precedente articolo sulla vigilia di Yom Ha-Kippurim abbiamo ricordato che è necessario terminare il pasto prima del tramonto, poiché c’è una mizwàh della Toràh di aggiungere מחול על הקודש dal Chol ‘al haqodesh ~ (n.l.) profano al sacro, cioè accettare su di sé la festività prima che effettivamente inizi, e che quest’obbligo è valido anche per le donne. Inoltre da quando questa תוספת tossefet ~ aggiunta (di tempo) viene messa in atto, si applicano già da essa tutte le regole di Yom Ha-Kippurim [TH1 10,6 & O.C. 608:2]. Se ha accettato su di sé la tossefet solo con il pensiero ancora in pieno giorno e ci ha ripensato, può mangiare fino a quando non lo accetta esplicitamente [TH1 10,7].
Completiamo il discorso aggiungendo che se una persona non ci pensa proprio, la qedushàh di Yom Ha-Kippurim viene ricevuta con la ברכה berakhàh ~ benedizione di Sheechejianu sul sefer toràh di Kol Nidrè.
Nel caso Yom Ha-Kippurim fosse invece capitato Shabbath Qodesh, ancora prima, alla lettura di “Boi Kallàh” in “Lechàh Dodi” o nel “Mizmor Shir Leyom Hashabbath” [BIC 11].
[Ho visto recentemente che sono presenti vari articoli sull'argomento della Tossefet Shabbat Qodesh e di Yom Ha-Kippurim sul sito di Mi KeAmchà. Si può trovare il link nei preferiti.]

Cicli di studi che partono in questi giorni

In questi giorni d’inizio anno (5770), abbiamo diversi studi ciclici che partono da zero alla quale è possibile cominciare a seguirli secondo l’ordine, recuperando i pochi giorni persi.
Faccio solo alcuni esempi su alcuni studi che mi sono più conosciuti, ma è possibile trovare molti altri (cfr. ad esempio http://www.dafyomi.co.il/ , nella sezione di studi giornalieri – in ebraico / inglese).

  1. “Chafetz Chajim”. Testo il cui autore è Rabbenu Yisrael Meir Ha-Kohen di Radin che tratta di norme sul לשון הרע Lashon Ha-R’à, normalmente tradotto come maldicenza. In realtà il campo è più vasto perché si tratta di parlare di cose che sono considerati difetti nel prossimo, anche se veri. Cosa non molto risaputa però è che ci sono casi in cui è una mizwàh raccontare questi, come nel caso si sappia una cosa che possa essere un problema su qualcuno con cui il prossimo voglia mettersi in società (economica, matrimonio e simili), è necessario avvisarlo a condizioni particolari, in particolare a condizione che non abbia già concluso di mettersi in tale società. Questa e altre norme si trovano illustrate in questo splendido testo, il cui studio solitamente dura circa 4 mesi ebraici, con circa due norme al giorno.
  2. “Shemirat Ha-Lashon”. Opera più ampia dello stesso autore dall’aspetto più etico su come è opportuno gestire il proprio linguaggio, con particolare attenzione al campo del Lashon Ha-R’à. Si conclude in un anno.
  3. “Qitzur Shulchan ‘Aruch”. Opera di Rav Shelomò Ganzfried ז"ל, include un riassunto delle principali norme presenti nello Shulcan ‘Aruch (Orach Chajim e Yorè De’à). Si conclude in un anno. Nonostante principalmente le norme riportate seguono l’uso ashkenazita, è possibile trovare glosse sia sull’opinione più moderna della Mishnàh Beruràh (il cui autore è lo stesso del Chafetz Chajim sopra citato – Rabbenu Yisrael Meir Ha-Kohen ז"ל) o quella di poseqim sefaraditi come il Ben Ish Chai.

Come queste idee se ne possono trovare altre (principalmente in ebraico/inglese/francese), ma ho preferito esplicitarne alcune (parzialmente disponibili in lingua italiana), come buoni possibili proponimenti.



Chatimàh Tovàh

La vigilia di Yom Ha-Kippurim - 3. כפרות Kapparot

Prima di cominciare con questo argomento bisogna ricordare una cosa le Kapparot senza teshuvàh servono a ben poco. Come abbiamo già detto più volte non bisogna confondere il mezzo con il fine. Le kapparot sono un mezzo, non un fine; pertanto è necessario tenere in mente che il fine è quello di fare teshuvàh. L’esempio più eclatante è la kapparàh per eccellenza quella con il pollo, che davanti a noi dovrebbe venire shachtato (e non solo). Lo spettacolo è abbastanza cruento e lo deve essere proprio perchè dobbiamo comprendere che quello che accade al pollo dovrebbe accadere a causa delle conseguenze dei nostri peccati su di noi, ma HQB”H IS”L trattiene i frutti dei nostri peccati per un tempo tale da poterci dare la possibilità di scegliere cosa fare, se riprenderceli oppure eliminarli o meglio ancora trasformali in frutti buoni attraverso la teshuvàh. Ora preferirei non dilungarmi sulla kapparàh col pollo, perchè oltre ad avere diversi problemi halachici sulla quale è necessario stare attenti[2], qui in italia è poco frequente poichè pochi hanno la possibilità di avere questo servizio. Una sola nota sull’argomento: per fare le kapparot con il pollo bisognerebbe avere un shochet che fa la shechittàh del pollo davanti a noi[3]; i giri in sè non servono a molto; il grosso è il vedere ciò che accade. Pertanto la cosa preferibile se non si ha questa possibilità è di eseguire le Kapparot sul denaro.
Come si fanno? Si prende del denaro e li si fa girare sulla testa della persona sulla quale si fa la kapparàh e si dica ciò che c’è stampato sui machazorim. Riporto qui alcune delle formule anche traslitterate:

Per sè stesso:
אלו המעות חליפתי, תרומתי, כפרתי. אלו המעות ינתנו לצדקה ואכנס אני לחיים טובים לשלום
“Elu Hama’ot Chalifatì, Terumatì, Kapparatì, Elu hama’ot innatenu lizdakàh veecanes anì lechajim tovim ulshalom”
Per un altro (uomo):
אלו המעות חליפתך, תרומתך, כפרתך. אלו המעות ינתנו לצדקה ותכנס אתה לחיים טובים לשלום
“Elu Hama’ot Chalifatecha, Terumatecha, Kapparatecha, Elu hama’ot innatenu lizdakàh vetikanes atàh lechajim tovim ulshalom”
Per un altra (donna):
אלו המעות חליפתך, תרומתך, כפרתך. אלו המעות ינתנו לצדקה ותכנסי את לחיים טובים לשלום
“Elu Hama’ot Chalifatech, Terumatech, Kapparatech, Elu hama’ot innatenu lizdakàh vetikanesì at lechajim tovim ulshalom”
Per una donna incinta:
אלו המעות חליפת כם, תרומת כם, כפרת כם. אלו המעות ינתנו לצדקה ותכנסו אתם לחיים טובים לשלום
“Elu Hama’ot Chalifatechem, Terumatechem, Kapparatechem, Elu hama’ot innatenu lizdakàh vetikanesu atem lechajim tovim ulshalom”
Il consiglio naturalmente è sempre quello di utilizzare il machazor, leggendo anche il leshem ychud prima. E’ bene anche pensare semplicemente alle iniziali che ho sottolineato[cfr. BIC 2]. Si ripeta la formula per tre volte e facendo girare i soldi sulla testa ad ogni volta.
[1] Fonti principali MB 605; BIC 2-3; TH1 cap.8.
[2] A questo proposito si veda O.C. 605 e commenti, in particolare MB e il BIC 2-3.
[3] Poichè nella stragrande maggioranza dei casi non si ha questa possibilità, rimando a chi fosse interessato al BIC