martedì 15 marzo 2011

Purim: משלח מנות Mishloach Manot ~ invio delle porzioni (di cibo)

-          Quando: necessariamente di giorno, preferibilmente dopo la lettura della Meghillàh. Se compiuta di notte non si è usciti dall’obbligo. [Ramà 695:4]
-          Quantità: E’ necessario inviare almeno due tipi di cibo pronti per il consumo ad almeno una persona. E’ bene, se possibile, realizzarne almeno uno di questi mettendo due appositi contenitori per i vari tipi di cibo, per uscire anche dall’obbligo secondo chi pensa che sia sempre necessario. [BIC 16 e HO]
-          A chi? E’ necessario inviare a degli adulti (dai 13 gli “uomini” e dai 12 le “donne”). Si stia inoltre attenti a dare le mishloach manot solo a persone del proprio sesso, per evitare problemi dovuti ad eventuali “chashash qiddushin” ~ dubbi di fidanzamento. [Ramà 695:4, BIC 17]
o        Un  אבלAvel ~ n.l. in lutto: se è in lutto per i genitori entro i 12 mesi, per gli altri parenti prossimi entro i 30 giorni, deve inviare 1 solo mishloach manot e a priori non riceva (poiché la mizwàh consiste nel dare, non nel ricevere) [BIC 18]

Purim: מתנות לאביוניםMattanot Laevionim ~ regali ai poveri

-          Consiste in: dare del denaro o del cibo ad almeno due poveri ebrei. [O.C. 694:1]
-          Quando: necessariamente di giorno. Se compiuta di notte non si è usciti dall’obbligo. E’ necessario che il denaro arrivi il giorno stesso.
-          Quantità: c’è una discussione tra alcuni  פוסקיםposeqim ~ decisori di halakhàh sul quanto debba dare. In base al Ritbà è sufficiente una perutà (corrispondente a circa 2 centesimi di euro), e così riportano molti poseqim delle ultime generazioni (Rav 'Ovadiàh Yossef Shalità in Halikhot 'Olam e Mishnàh Beruràh 694:2). Secondo il Maharshà è opportuno dare il valore di un pasto onorevole, e da questo il Ben Ish Chai [15] sostiene che il valore è l’equivalente di 3  בצים betzim[1], corrispondenti a circa 172-180 grammi, di pane. C'è chi invece sostiene che sia pari ad un pasto a base di un panino con companatico.
 Secondo la qabbalàh sarebbe bene dare 287 perutot (quindi circa  come il valore della parola אור or ~ luce. [‘Atteret Tiferet] 
Secondo tutti chi abbonda תבא עליו ברכה tavò ‘alav berakhàh ~ l. giunga su di lui benedizione. Poiché comunque sono cifre abbastanza basse sarebbe bene uscire d’obbligo applicando (almeno per due poveri) l’opinione più ristrettiva, uscendo così dall’obbligo secondo tutte le opinioni. [~ CHS 694:7]
-          Chi? (casi particolari) Anche i poveri sono obbligati a questo precetto, e possono eventualmente uscire dall’obbligo regalandosi tra loro la stessa somma. Si esce d’obbligo di questa mizwàh anche dando il denaro ad un bambino povero [BIC 15].
-          A Purim non si sta attenti a chi si dà la tzedaqàh, ma chiunque apra la mano gli si porge - c'è però da sottolineare che secondo alcuni poseqim questo obbligo è relativo solo ai due poveri cui è obbligato a dare; nel caso di non ebrei dipende dall’uso locale. Infatti secondo tutte le opinioni non si esce d’obbligo della mizwàh dando del denaro ai  poveri non ebrei, poiché questa mizwàh è specifica solo per gli ebrei, che erano nel miracolo di Purim! (Il discorso per la Tzedaqàh in generale dev'essere tenuto in altra sede) [cfr. OC 694:3 e MB ivi] 
-          In un luogo ove non vi siano poveri (ebrei): è possibile mettere da parte questo denaro fino a quando non li si trovi. [OC 694:4].[4]


[1] Betzim, plur. di Betzàh, che letteralmente significa uovo; utilizzato come unità di misura di volume. Il suo equivalente in grammi è dipendente da diverse discussioni; le opinioni più comuni lo fanno aggirare attorno ai 60 grammi circa (54 secondo l’opinione di Rav ‘Ovadiàh Yossef Shalità che fissa il kezait a 27 grammi)
[4] Per ovviare questo problema in molti battè kenesset escogitano un sistema per inviare il giorno stesso in Eretz Israel il denaro a poveri ebrei. Informatevi presso il vostro bet hakenesset di fiducia

Purim - Note sulla Tefillàh

  • ‘Arvit: poiché è motzaè Shabbat Qodesh si segue questo ordine – dopo la ‘amidàh, il chazan recita il Qaddish e si legge la Meghillàh. Ci sono diversi usi riguardanti il cominciare a leggere “Shuvàh” e “Yoshev Beseter” prima della lettura e relativi al recitare o meno la berakhàh di "Borè Meorè Haesh" prima della lettura. Ognuno di questi minhaghim ha su cosa appoggiarsi, e ognuno segua il proprio. Secondo tutte le opinioni dopo la meghillàh si deve leggere Veattà Qadosh, e farlo seguire dalla fine di ‘Arvit. Non si salta “Shuvàh” e “Yoshev Beseter” secondo tutte le opinioni, poiché Purim non è considerato al pari di Yom Tov (nel quale si saltano secondo alcuni poseqim).
  • ‘Al Hanissim: è necessario aggiungere “‘al hanissim” sia nella birkat hamazon che nella berakhàh di Modim nell’“amid’à”. Nel caso non si sia recitata e si sia completata la berachàh relativa non si torna indietro.
  • Tachanun: sia il 14 che il 15 non si recita tachanun (unica halakhàh che vale in tutti gli Adar!).
  • Shacharit: dopo il qaddish successivo all’amidàh si estrae il sefer e si legge “Vayavò Amaleq”, seguito da ashrè e la prima parte di Uva Letzion [fino a Veattà Qadosh] dalla lettura della meghillàh. C’è chi usa leggere entrambi i brani dopo la meghillàh. C’è chi usa aggiungere il mizmor ~ salmo 22 למנצח על אילת השחר “Lamatzeach ‘al ayelet hashachar” (che trovate qui traslitterato in italiano) dopo il mizmor del giorno, per i sefaraditi subito prima di Hoshi’enu.  Al suo termine si continua la teffillàh come di consueto. [OC 693:1-4 e TH4 7:9-11]. 
  • Si ricorda inoltre che si mettono i teffillin come di consueto (e si devono toccare poi durante la lettura della Meghillàh alla parola ויקר Viqqar!).



Basate principalmente su Kaf HaChajim Sofer Orach Chajim 693.

Purim: מקרא מגילה Miqrà Meghillàh ~ Lettura della Meghillàh

  • In cosa consiste: è necessario leggere la meghillàh in due momenti, la sera e il giorno.
  • Chi? Tutti sono obbligati a sentire la lettura della Meghillàh: uomini & donne. Queste ultime escono d’obbligo solo sentendo la lettura da un uomo. Inoltre non si esce d’obbligo dalla lettura di un pazzo o di un bambino (sotto i 13 anni). (BIC 1-2)
  • Bambini: sarebbe bene abituare i bambini a sentire la lettura della meghillàh [OC 689:1], a condizione che questi stiano già arrivati all’età del חנוך chinnukh ~ educazione (da circa 5-7 anni a seconda della capacità di comprendere del bambino) [CHS 689:6, MB :3] e che non siano bambini che disturbano gli altri [CHS :27, Maghen Avraham :11, MB :17] in particolare se il loro unico scopo è rumoreggiare ogni volta che si sente il nome “Hamman” provocando il distogliere dell’attenzione da parte degli altri. [MB :18], bensì lo scopo dev’essere quello di abituarli a compiere la mizwàh di פרסומי ניסא pirsumè nissà ~ diffondere il miracolo [MB :6, CHS ;27]
  • Quando: La lettura della Meghillàh deve avvenire in due momenti, la sera ed il giorno. In ambedue i periodi è meglio leggerla il prima possibile.
    • La notte: לכתחילה lekhatechillàh ~ a priori dall’uscita delle stelle fino all’alba . [CHS 687:4;7]
    • Il giorno: lekhatechillàh dopo il sorgere del sole fino al tramonto, בדיעבדbedi’avad ~ a posteriori se si è letta prima dall’alba si esce d’obbligo. [OC 687:1]
    • Se non si è letta entro il tramonto, la si legga senza recitare le ברכות berakhot ~ benedizioni relative, se invece comincia a leggerla prima del tramonto può recitarle. [TH4 5.2]

Dettagli sulla mizwàh della Miqrà Meghillàh

  • E’ necessario sentire integralmente tutta la meghillàh, parola per parola [BIC 6]. Per questo motivo molti poseqim [MB 689:19, CHS :27] riportano che sarebbe bene che ognuno possedesse una meghillàh כשרה kesheràh propria; sempre per questo motivo è assolutamente vietato parlare durante la lettura [OC 692:2]
  • La meghillàh lekhatechillàh dev’essere letta completamente da una meghillàh kesheràh, parola per parola dal testo. [OC 690:3] In particolare si stia attenti alla lettura dei 10 figli di Hamman, che spesso nella fretta di leggerli in un solo fiato si rischia di leggere a memoria le parole ואת“veet”, provocando così che si esca d’obbligo solo bedi’avad poiché considerata come letta a memoria. Infatti bedi’avad può essere letta fino a metà meghillàh a memoria [OC 690:3 cfr ivi per maggiori dettagli].
  • Chi non possiede una meghillàh kesheràh è necessario che stia in silenzio, solo a sentire; non dia quindi “aiuto” al chazan durante la lettura, affinché non perda un pezzo. [OC 690:4] Il Ramà aggiunge che per questo motivo il chazan rilegge i versetti che vengono letti ad alta voce dal pubblico, in modo tale che escano tutti lekhatechillàh dalla sua lettura.
  • Nel caso si sia persa qualche parola è possibile recuperarla immediatamente raggiungendo il chazan leggendo le parole perse, anche da un חומש chumash. (BIC 6 e vedi MB 690 su OC :3)
  • E’ necessario che il chazan abbia intenzione di fare uscire dall’obbligo il pubblico, e che il pubblico pensi di uscire d’obbligo. [OC 690:14] Infatti per ogni berakhàh / mizwàh in cui vale il principio di far uscire altri d’obbligo, prelude che chi fa la berakhàh / mizwàh abbia l’intenzione di farli uscire dall’obbligo, e che loro l’intenzione di uscirne, stando attenti in particolare all’esecuzione della berakhàh ed evitando di parlare o fare altre interruzioni fino alla conclusione delle berakhot alla fine della meghillàh.
  • Le parole devono essere necessariamente sempre lette nell’ordine. [OC 690:6]
  • Colui che “sonnecchia”: se è lettore esce d’obbligo bedi’avad, se invece ascolta semplicemente la deve risentire (senza benedire). E’ necessario stare attenti ad essere ben svegli durante la lettura. [OC 690:12; BIC 3]
  • Si recitano tre benedizioni: על מקרא מגילה “’Al Miqrà Meghillàh”, שעשה נסים “She’asàh Nissim” e שהחיינו “Sheechejianu” [OC 692:1]. Il חזןchazan ~ ufficiante, le recita sicuramente in piedi. Il dover stare in piedi del pubblico è determinato dall’uso locale (BIC 4 e HO ivi). In ogni caso solo il chazan lekhatechillàh deve stare in piedi durante la lettura stando attento che la meghillàh, già aperta, non strisci per terra (BIC 4). Chi vuole uscire dall’obbligo della lettura seguendo quella del chazan lechatechillàh non risponda “baruch hu uvaruch shemò”, ma dica semplicemente “Amen” alla fine di ogni berakhàh.
  • E’ noto l’uso di battere i piedi (solo quelli) ogni volta che viene ricordato il nome di Hamman Harash'à ~ il malvagio. E’ doveroso limitare questa “attività” ad un tempo minimo, tale da non far perdere, per se stessi e per gli altri, la possibilità di sentire la meghillàh come si deve. Segnalo pertanto una variazione dell’uso secondo ciò che indica il BIC (10), battendo i piedi la prima e l’ultima volta in cui compare il nome di Hamman harash'à.
  • E’ bene che stiano vicino al chazan due persone, rispettivamente alla sua destra e sinistra (BIC 12).
  • Quando si legge la parola ויקר “Vyqar” (Ester 9,16) si tocchino i teffillin (di giorno).
  • Non si possono recitare le berakhot (né iniziali né finali) quando ci si occupa di altro, in particolare il “ri - arrotolare” la meghillàh, ma termini prima di riarrotolarla e poi benedica
  • E’ vietato mangiare prima della lettura, a partire da mezz’ora prima del tempo in cui è possibile leggere la meghillàh, sia la sera che la mattina. Il divieto è valido anche per le donne. In particolare il Torat HaMo'adim (vol 4) sostiene che il divieto di mangiare consiste solo nel mangiare più di una betzàh (circa 54 gr – cfr. nota successiva sulla misura della betzàh) di pane o di פת הבא בכיסנין pat habàh bekisanin . Una quantità minore, o altri cibi e bevande secondo la sua opinione sono permessi. In ogni caso è bene essere rigorosi e non mangiare nulla. [TH4 5:22] SI STIA PERO' ATTENTI A NON PASSARE LA GIORNATA A DIGIUNO - cosa vietata.
  • E’ vietato andare a dormire prima della lettura, esattamente come è vietato mangiare. [TH4 5:22]

giovedì 3 marzo 2011

Adar Bet 5771

Il mese di Adar Bet comprende diversi avvenimenti:

1. Rosh Chodesh - dura due giorni: il 30 di Adar Alef e il 1 di Adar Bet
nel 5771 ('11) cade il 6-7 feb.
E' necessario entro Purim dare il Zekher laMachatzit HaSheqel.

2. Il giorno della nascita e della scomparsa di Moshèh Rabbenu ע"ה - il 7 di Adar Bet
nel 5771 ('11) cade il 13 mar.
Ci sono comunità che usano digiunare in questo giorno per la sua scomparas, e ci sono quelle che, per questo motivo, usano digiunare solo fino a metà delle ore di luce (chatzot hayom) e far seguire un pasto per ricordarne il giorno della nascita (e così è l'uso tripolino - riportato in "Minhaghè Luv").
C'è chi usa inoltre studiare tutta la notte della sua scomparsa. In un anno Me'ubbar c'è chi dice che è da fare in entrambi gli Adar.

3. Il Ta'anit Ester - solitamente il 13 di Adar, quest'anno anticipato l'11 di Adar Bet, poichè sarebbe Shabbat.
nel 5771 ('11) cade gio 17 mar.
Il digiuno di Ester, che dura dal momento in cui si va a dormire fino all'uscita delle stelle del giorno successivo.
Nel caso si espliciti la sera prima che si ha tale intenzione, nel caso ci si svegli prima dell'alba è possibile mangiare fino all'alba.
Il digiuno termina all'uscita delle stelle, ma sarebbe opportuno non mangiare fino a quando non si sente la lettura della Meghillàh.

4. Parashàh di Zakhor - Shabbat precedente a Purim
nel 5771 ('11) cade l'13 Adar Bet - 19 mar.
Fa parte delle 4 parashiot particolari. E' secondo tutte le opinioni una mitzwàh della Toràh. Sono inclusi nell'obbligo di sentirla sia gli uomini che le donne.  


5. Purim - 14 di Adar Bet
nel 5771 ('11) cade il 20 mar.
Il giorno di Purim consta di 4 mizwot più 2:
  1. Lettura della Meghillàh di Ester: per due volte, sia la notte che durante il giorno. E' preferibile anticiparne il più possibile la lettura nell'arco della giornata; è una mizwàh cui sono obbligati sia gli uomini che le donne. Per halakhot in maggior dettaglio.
  2. Mishloach Manot: è necessario inviare almeno due tipi di cibo pronto ad essere consumato ad almeno una persona. Sono inclusi nell'obbligo sia gli uomini che le donne; ognuno deve dare il mishloach manot ad un altro ebreo dello stesso sesso. Si esce dall'obbligo della mizwàh solo compiendola durante il giorno. Per halakhot in maggio dettaglio.
  3. Mattanot Laevionim: è necessario dare del denaro ad almeno due poveri ebrei, che dovrebbe arrivare loro durante il giorno stesso di Purim; nel caso non ci siano poveri è possibile trattenere il denaro da parte fino a quando non si presenti occasione. Sono inclusi nell'obbligo sia gli uomini che le donne. Si esce dall'obbligo della mizwàh solo compiendola durante il giorno. In questo giorno inoltre è opportuno dare ad ogni persona che si presenta un po' di tzedaqàh. Per halakhot in maggior dettaglio.
  4. Seudàt Purim: è necessario partecipare ad un banchetto a Purim, in questo la quantità di cibo dev'essere superiore al quotidiano; sarebbe opportuno anche mangiare pane (con relativa birkat hamazon finale), carne e bere vino. Sono inclusi nell'obbligo sia gli uomini che le donne. Si esce dall'obbligo della mizwàh solo compiendola durante il giorno. Non c'è nessuna mizwàh a fare una festa la notte, ma c'è una mizwàh di essere svegli per l'ora di Teffillàh e durante la lettura della meghillàh. Per halakhot in maggio dettaglio.
  5. Al Ha-Nissim: nella Teffillàh, nella berakhàh di Modim e nella Birkat Hamazon, nella berakhàh di Nodeh Lechà. Chi l'avesse dimenticata ed avesse recitato il nome di HQB"H a fine benedizione non torna indietro [si consiglia di vedere per maggiori dettagli] 
  6. Lettura della Parashàh di 'Amaleq: durante la teffillàh di Shacharit. 
6. Purim Shushan - 15 di Adar Bet
nel 5771 ('11) cade l'21 mar.
Nelle città cinte di mura dai tempi di Yehoshua Bin Nun si festeggia oggi Purim, nei casi dubbi si effettuano le mizwot anche oggi, e nelle altre città non si legge il tachanun.

7. Parashat Paràh - Shabbat precedente il Shabbat precedente Rosh Chodesh Nissan
nel 5771 ('11) cade il 20 Adar - 26 mar.
Fa parte delle 4 parashiot particolari. E' secondo molte opinioni una mitzwàh della Toràh. Sono inclusi nell'obbligo sia gli uomini che le donne.

8. Parashat HaChodesh - Shabbat precedente Rosh Chodesh Nissan
nel 5771 ('11) cade il 27 Adar - 2 apr.
Fa parte delle 4 parashiot particolari.

lunedì 28 febbraio 2011

*.* Le ‘arbà Parashiot ~ i quattro brani

I nostri Chakhamim ז"ל hanno decretato di leggere durante l’anno quattro brani aggiunti alla parashat ha-shavu’a, dal capo mese di Adar fino al capo mese del mese di Nissan (il mese successivo ad Adar), per ricordare quattro elementi che sono capitati al popolo d’Israele e che sono in rapporto con l’avvenimento di quei giorni.

I brani sono conosciuti dal popolo di nome “‘Arba Parashiot” (quattro brani) e sono:

Parashat Sheqalim
La prima settimana la פרשת שקלים “Parashat Sheqalim”. Quando il Bet Ha-Miqdash era ancora in piedi, ognuno del popolo d’Israel era obbligato di dare ogni anno mezzo sheqel per le necessità del Bet Ha-Miqdash per comprare pecore per i sacrifici dello ציבור Tzibbur ~ colletivi e il “Qorban Ha-Tamid” che è il sacrificio giornaliero. L’anno relativo ai sacrifici partiva dal mese di Nissan, e il capo mese precedente, il capo mese di Adar, si annunciava in tutta Israele del debito della nuova offerta per il Bet Ha-Miqdash. A causa dei peccati ancora presenti il Bet Ha-Miqdash non è ancora stato ricostruito, e quindi noi leggiamo la Parashàh di “Ki Tissà” [Shemot 30,1-12] dove c’è scritto il precetto della offerta dei “Sheqalim”. Nel capo mese di Adar (se cade di Shabbat) o nello Shabbat che si annuncia il capo mese di Adar nel giorno feriale bisogna ricordare il merito di Machatzit Ha-Sheqel e questa nostra lettura ci viene considerata come avessimo fatto la mitzwàh stessa.

Parashat Zakhor
La seconda settimana si legge la פרשת זכור “Parashat Zakhor” che dice זכור את אשר עשה לך עמלק “Zakhor et asher ‘assàh lecha ‘Amaleq” ~ Ricorda quello che ti ha fatto ‘Amaleq” che si trova alla fine della parashàh di “Ki Tezzè” [Devarim 25, 14—17], che spiega la mizwàh della cancellazione di ‘Amaleq. La si legge nello Shabbat prima di Purim per ricollegarla alla Meghillat Ester in cui si racconta il fatto di Hamman הרשע che era dai discendenti di ‘Amaleq come è scritto והימים הﭏה נזכרים ונעשים “Ve-Ha-Yamim Ha-Eleh Nizkarim Ve-Na’asim” ~ “e questi giorni vengono ricordati e fatti”.

Pausa
Il terzo Shabbat che (nel caso in cui il primo Shabbat Qodesh cade a Rosh Chodesh) è 15 del mese di Adar si ferma la lettura.

Parashat Paràh
La quarta settimana (22 del mese di Adar nel caso in cui il primo Shabbat Qodesh cada a Rosh Chodesh Adar) si legge la פרשת פרה”Parashat Paràh”, brano che comincia con le parole וזאת חקת התורה “Vezot Chuqqat Ha-Toràh” ~ “e questa è la legge della Toràh” [“Chuqqat” Devarim 19,1-?], Ai tempi del Bet Ha-Miqdash chiunque fosse impuro non poteva partecipare al sacrificio del קרבן הפסח “Qorban Ha-Pessach”, e nel caso fosse impuro da impurità dovuta ai morti era possibile purificarsi solamente tramite la cenere della mucca rossa; ai nostri giorni al posto di questo rito di purezza noi leggiamo in questa parashàh che spiega il procedimento lo Shabbat precedente la “Parashat Ha-Chodesh”.

Parashat Ha-Chodesh
Laפרשת החודש “Parshat Ha-Chodesh” comincia con le parole החודש הזה לכם “Ha-Chodesh haze lachem” ~ “e questo mese per voi” nella parashàh di Bo in cui abbiamo la mizwàh del Qorban Pessach sul suo tempo e la sua procedura; perciò leggiamo questa parashàh nel capo di mese di Nissan quando cade di Shabbat o nel Shabbat che precede il capo mese nel caso cada in un giorno feriale.

Note
E bene sottolineare che durante le letture bisogna stare in silenzio ed ascoltare in particolar modo la Parashat Zakhor e la Parashat Paràh da colui che la legge dal rotolo della Torà Kasher e non da un semplice Chumash. [cfr. ancora articoli pubblicati l’altro anno.]

domenica 27 febbraio 2011

9.2. Le parti della תפילה Teffillàh ~ preghiera.

La preghiera di Shakharit (mattutina) è suddivisa in sette parti:
1. I Qorbanot
: sacrifici, che includono (N.d.R. secondo una divisione dell’autore del Peninè Ha-Dat) le birkot ha-Shakhar cioè le benedizioni mattutine, la lettura dei sacrifici e tutto ciò che ne consegue fino a Barukh SheAmar
2. Pessuqè deZimrà: versetti di cantica che vanno da Barukh SheAmar fino ad Ishtabbach.
3. La lettura dello Shema e le sue 3 benedizioni.
4. Shemonàh ‘Essrèh e i Tachanunim successivi
5.
Eventuale lettura della Tora (di lunedi e giovedi o giorni di digiuno).
6. Kedusha Desidra: consiste nella lettura di Uvà Letzion, preceduto da due mizmorim – Ashrè Yoshvè Betechà e Mizmor Ya’anechà Beyom Tzaràh.
7. La chiusura: canto del giorno, en kElokenu e ‘Alenu Leshabbeach.

domenica 20 febbraio 2011

24.2. I Quattro Digiuni

HQB”H non ha disperso il popolo d’Israele tra gli altri popoli al fine di distruggerlo, poiché è stato sempre, e sempre sarà, il Suo Popolo Eletto com’è scritto ואף גם זאות בהיותם בארץ אויבהם לא מאסתים ולא גאלתים לכלותם, להפרים בריתי איתם “Veaf gam zot behiotam beEretz oivehem lo meastim velo gealtim lechalotam, lehafer beritì ittam” (Vaykrà 26,44) ~ “E nonostante sono stati nella terra dei loro nemici, Io non li ho rigettati, nè ignorati per distruggerli e per annullare il Mio patto con loro”.
La diaspora ha come scopo principale quello di sottomettere il cuore dei Benè Israel a loro Padre, e farli risvegliare per farli fare Teshuvàh. Com’è detto והבאתי אתם בארץ איביהם או־אז יכנע לבבם הערל ואז ירצו את־עונם “Veeveti otam beerez oievehem o az ikana levavam aarel veaz irzu et avonam (ivi,26,41) ~ e li poterò nella terra dei loro nemici.Allora il loro cuore si sottometterà e allora espieranno i loro peccati” . Vediamo quindi che tramite la sottomissione del cuore verranno a fare teshuvàh.
Sulla base di ciò sono stati fissati dai נביאים Neviim ~ profeti, quattro giorni nell’anno come giorni di sottomissione, per ricordare le quattro disgrazie principali che hanno segnato il Churban e tramite questi spingersi a fare teshuvàh Ciò significa: migliorare la nostra vita e tornare ad essere nuovamente il popolo della Torah, un esempio per gli altri popoli; poichè una persona non si arrende a meno che le sue forze diminuiscano – quindi è stato ordinato a noi di digiunare in questi 4 giorni per far risvegliare alla teshuvàh.

I quattro digiuni sono:
1. Il 10 di Teveth. Chiamato dai profeti צום העשירי Tzom Ha-‘Assirì ~ “digiuno del decimo” essendo il digiuno del mese di Tevet che è il decimo mese da Nissan che è il capo dei mesi. In esso è stata conquistata tutta la terra d’Israele e Yerushalaim è stata assediata.
2. 17 di Tammuz. Chiamato dai profeti il “digiuno del quarto” (il quarto mese da Nissan) in cui sono cadute le mura di Yerushalaim e la città è stata conquistata .
3. Il 9 di Av. Chiamato dai profeti il “digiuno del quinto” (quinto mese da Nissan) è stato demolito il Bet Ha-Miqdash.
4. Digiuno di Ghedaliàh. Chiamato dai profeti il “digiuno del settimo” (il settimo mese da Nissan - Tishrè), cade il terzo giorno del mese di Tishrè in cui si ricorda l’uccisione di Ghadaliàh figlio di Achikam da cui si è provocata la dispersione del resto del Popolo dalla Sua Terra. [Cfr articoli sull’argomento.]

9.1. Preparazione alla preghiera

C’è un divieto di mangiare e bere nel periodo “vicino alla preghiera” [N.d.R. cioè mezz’ora prima dell’inizio dell’obbligo, relativamente a Shakharit da mezz’ora prima dell’alba]; i Saggi dello “Zohar” hanno vietato categoricamente di mangiare o di bere prima della preghiera di Shakharit (preghiera del mattino) anche a colui che si sveglia a metà della notte.
Hanno permesso solamente di bere o di mangiare poco a colui che è malato, o colui che è troppo debole a pregare con attenzione senza aver assaggiato qualche cosa, per questo motivo hanno permesso ad ognuno di bere anche acqua calda anche prima della preghiera di Shakharit poiché tutti vengono considerati deboli per poter bere caldo. [N.d.R. Oggigiorno è possibile facilitare con the e caffè, ci sono anche facilitanti ad inserirvi lo zucchero nel caso si sia abituati sempre a berlo così].
Dall’alba è vietato di iniziare qualsiasi attività o di occuparsi di altre cose finchè non abbia pregato [affinchè non si rischi di rimandare la preghiera].

mercoledì 9 febbraio 2011

Bonjour Finesse

Tutti quanti da bambini abbiamo sentito papà e mamma che ci hanno detto di non dire parolacce.
Tutti i genitori dicono ai figli di non dire parolacce, stanno attenti che non le sentano a casa, alla televisione, a scuola.
Ognuno secondo quanto riesce a controllare la situazione.
Poi qualcosa cambia...

Perchè quando si è bambini è considerato un MALE dire parolacce e poi addirittura "è bello di brutto", per non utilizzare esclamazioni più volgari?
E' ovvio per tutti che dire le parolacce non sia una cosa corretta.
Spesso lo Yetzer HaR'à, rivestito da società, compagni, abitudine, ci dice che invece è una bella cosa.

Ci sono diversi aspetti per cui è abbastanza sensato smettere (o meglio non iniziare) ad utilizzare un linguaggio scurrile, alcuni più conosciuti, altri meno. Sicuramente non parleremo di tutti i motivi, ma possiamo prenderne in considerazione alcuni:
a. E' logicamente un male dire parolacce. Solitamente il comportamento che ogni genitore vorrebbe dal figlio quando è ancora bambino si avvicina di più alla correttezza. Proprio perchè il bambino è più puro, ogni genitore sano vuole cercare di mantenerlo quanto più a lungo possibile in questo modo. Non c'è molto da obiettare su questo punto.
b. Cosa c'è dietro la parola? Se una persona si mettesse un attimo solo a pensare cosa significa esattamente quella parola, difficilmente la ripeterebbe, almeno per la vergogna. Spesso parliamo di parole di cui molti, pur sapendo il significato, ne intendono un altro. Perchè non utilizzare le parole nel loro vero significato?
c. Ma Che ci perdo? Potrebbe anche essere corretto che è un intrinseco male dire parolacce, che effettivamente sto sporcando la mia bocca dicendo cose di cui se ci ragiono un attimo mi vergogno di averle dette. Ma tanto che ci perdo?
Ci si perdono diverse cose, alcune logiche, altre riportate da fonti; mentre sulle prime oggigiorno forse si può discutere di più, poichè spesso la figura del "bravo ragazzo" è considerata "obsoleta" come minimo, sulle seconde non c'è molto da dire - sono garantite dal Talmud. Abbiamo una mezza facciata di talmud almeno sull' עון של נבלות פה 'avon shel Navlut Peh cioè il peccato di "sporcare la bocca" con parole e concetti poco idonei. Non riporto tutto ciò che dice la ghemarà, ma cito solo un elemento: "Dice Rav Chanan Bar Abbà ... chiunque "sporchi la sua bocca" persino se gli è stato sigillato un גזר דין Ghezar Din ~ Giudizio di 70 anni di cose buone, si trasformano in male", chas veshalom.

Predica? No grazie!
Ora, chas veshalom, nessuno ha intenzione di "fare la predica", non è mai stato lo scopo di nessun post del blog; e tantomeno quello di fare una "politica del terrore", che in campo ebraico dei Chakhamim ז"ל veri e propri che non la approvano, anche SE SPESSO GLI E' STATA MESSA IN BOCCA DA ALTRI, a volte anche in buona fede, ma principalmente in seguito al paragone con politiche del genere utilizzate da altre entità, estranee a quelle ebraiche.
Se vedessimo un bambino che mette le dita nella presa elettrica non lo fermeremmo forse? Ma il bambino non ci vede nulla di male! Anzi, si sta divertendo. Una persona che non lo fermi è considerabile come minimo un irresponsabile, se non quasi un assassino. Perchè? Perchè mettere le dita nella presa elettrica può essere un pericolo mortale.
Come ci sono dei rischi fisici, ci sono anche dei rischi spirituali. Solo che ci sono alcune differenze tra i primi e i secondi:
I primi si vedono spesso subito, con gli occhi "fisici". I secondi possono essere visti solo con occhi "spirituali", che bisogna con il tempo acquisire Be"H. Quindi possono risultare in alcuni casi, almeno per chi non ha ancora acquisito questo genere di vista "sproporzionati".
Ma le cose non stanno così. Ritorniamo ai rischi fisici. Anche questi non sempre si vedono, ma dipendono spesso dalla conoscenza! Vedendo una presa elettrica, sembra innocua, addirittura forse anche invitante (almeno per un bambino) come posto per infilare le dita. D'altra parte chi "sa" che dietro la presa c'è la corrente, e che quest'ultima è pericolosa capisce bene le conseguenze delle cose.
Nessuno sano di mente direbbe che non è "proporzionale" la conseguenza del mettere le dita nella presa con l'azione stessa. Perchè? Perchè tutti sanno che è una diretta conseguenza - ci sono delle leggi della Natura contro cui non si può andare.
Chiaro e corretto. Ciò che spesso rischiamo - chas veshalom - di dimenticare chi ha fissato le leggi della Natura: הקדוש ברוך  הוא HaQadosh Barukh Hu ~ Il Santo Benedetto Egli Sia.  E come ha fissato delle leggi della Natura FISICHE così ci sono delle leggi della Natura SPIRITUALI.
Esattamente come l'elettricità non è possibile vederla se non attraverso modi particolari (per esempio attaccando all'interruttore un apparecchio elettrico, primo tra tutte la lampadina) e l'unico modo per sapere che c'è senza provarlo è studiarlo a sè. Le conseguenze delle azioni spiritualmente funzionano nello stesso modo: non è possibile vederli in modo diretto, a meno che una persona non abbia strumenti particolari, come il Ruach HaQodesh [senza entrare nel merito in dettaglio è forse possibile spiegarlo in poche parole come il collegamento "diretto" con HaQadosh Barukh Hu] o simili. In altri casi bisogna studiarselo... Perchè i chakhamim ז"ל ci rivelano anche le leggi della Natura SPIRITUALI.
Queste leggi della Natura SPIRITUALI hanno una particolarità - sono strumenti per comprendere meglio l'entità delle cose, designate direttamente dal Creatore secondo un principio di Middàh Keneghed Middàh. Il principio di Middàh Keneghed Middàh è solitamente tradotto come principio del contrappasso. Il principio generale consiste nel far sì che le cose che mi circondano si comportino in modo simile al mio, così da darmi la possibilità di comprendere l'entità delle mie azioni, sia nel bene che nel meglio. Se analizzo quindi le conseguenze spirituali delle mie azioni posso comprendere che entità abbiano. Ma proviamo a capire meglio questo importante concetto attraverso la spiegazione della conseguenza del נבלות פה "Navlut Peh" ~ "sporcare la bocca".
Allora ritorniamo al punto...
Abbiamo visto che la ghemarà (Shabbat daf 33 'amud alef) dice "Dice Rav Chanan Bar Abbà ... chiunque "sporchi la sua bocca" persino se gli è stato sigillato un גזר דין Ghezar Din ~ Giudizio di 70 anni di cose buone, si trasformano in male", chas veshalom. Dobbiamo capire - che ragionamento abbiamo qui dietro?

a. Non si parla di un גזר דין Ghezar Din ~ Giudizio in ballo, ma di uno già decretato.

b. Si tratta di 70 anni, quindi quella che può essere tutta la vita di una persona, come s'impara dal libro di Tehillim.

c. Abbiamo una trasformazione in male del Ghezar Din positivo.

Come mai potrebbe essere proporzionale?
Ora cerchiamo di comprendere. Esattamente come l'uomo anche gli animali hanno un נפש Nefesh, livello di base dell'anima. La principale caratteristica per cui l'uomo si distingue dagli animali è il livello spirituale, caratterizzato dalla נשמה Neshamàh. La Neshamàh è un livello di anima che ci permette di formulare discorsi e concetti. Gli animali possono effettuare una שיחה Sichàh ~ una chiacchierata, ma non sono in grado di formulare concetti nuovi ed esprimerli. Quindi la caratteristica principale dell'uomo è la Neshamàh, che consiste nella capacità di parlare effettivamente.
Ora proviamo a considerare quali utilizzi può avere questo incredibile strumento: la parola. Se pensiamo anche al solo sviluppo della civiltà ce ne stupiamo.
Ora possiamo capire che questo strumento può avere un fine superiore. Quello di essere utilizzato per elevarsi e fare del bene all'Uomo stesso e a tutta l'Umanità!
Se utilizziamo questo strumento incredibile  (quello di parlare) per il fine opposto a ciò per cui è stato creato cosa stiamo facendo?
Semplicemente buttiamo via tutto il bene di una vita e lo trasformiamo in male.
Ecco che ora è molto più chiaro perchè c'è una conseguenza così gravosa alla nostra azione (parlare in modo inadeguato dicendo parolacce). Perchè questo è il significato intrinseco dell'azione.

In pratica...
Dopo aver capito quanto sia importante stare attenti a come si usa il proprio linguaggio, è necessario capire che non è facile cambiarlo immediatamente.
In particolare chi è abituato utilizzare una parolaccia come intercalare, ha difficoltà a cambiare.
E' necessario farlo, ma gradualmente.
Un passo alla volta.
Il primo da fare è rendersi conto della situazione e cominciare a capire quali siano i termini da eliminare.
Il secondo è cercare dei termini sostitutivi che non abbiano un'accezione così negativa; se hanno un'associazione fonetica spesso è anche più semplice.
Faccio alcuni esempi: "cavolo", "caspita", "corpo d'una balena", "per mille bombarde" e simili.

Alcune note importanti in brevissima
IMPORTANTE notare che bisogna evitare espressioni che cominciano con "PER..." che solitamente ricordano nomi di forme d'idolatria, che sono vietate da nominare.
IMPORTANTE inoltre sapere che HQB"H non ha lo scopo di punire, ma quello di educare. Quindi se una persona ancora non riesce ad abituarsi immediatamente è un problema, ma fino ad un certo punto. E' VIETATO FARSI SENSI DI COLPA. Non è una cosa ebraica. ED E' NEGATIVA E AUTODISTRUTTIVA. E' una tecnica dello YETZER HAR'A!

lunedì 17 gennaio 2011

Birkat HaLevanàh - Norme di base


Pubblichiamo qui di seguito un articolo sulla Birkat HaLevanàh, basato su uno Shi'ur sull'argomento del Gaon HaRav Ben Tzion Mutzaffi שליט"א.
La Birkat HaLevanàh è una preghiera che si recita per il rinnovo della luna, 1 volta al mese - ogni volta all'inizio del mese ebraico.

Perchè si deve recitare la Birkat HaLevanàh?
La luna è stata creata con il sole, contemporaneamente, in principio avevano la stessa grandezza, ma la Luna andò davanti ad HaQadosh Barukh Hu e disse: “Signore dell'Universo, come possono due re, sia io che il Sole, regnare con la stessa corona?” cioè essere entrambi alla pari? - le rispose HaQadosh Barukh Hu - “Hai ragione! Tu sarai rimpicciolita!”.
Per compensarla della perdita il Signore le diede una schiera enorme di "soldati", che rendono maggiore la grandezza del "reame" - le stelle a cui lei è a capo.

Sul rinnovo della Luna si effettua questa Berakhàh al fine di comprendere la grandezza di HQB"H attraverso le leggi della Natura, che Egli ha stabilito: ogni mese esattamente nello stesso periodo di tempo la luna si rinnova. E così anche noi ci rinnoviamo.

Come?
Si recita in piedi, e in alcuni punti si "saltella" semplicemente alzando i talloni dal terreno, come se volessimo arrivare alla luna stessa. Ma perchè facciamo questi 3 saltelli? I tre salti rappresentano tre livelli di santità: (1) Santità nelle azioni, (2)Santità nelle parole e la (3) Santità nei pensieri relativi ai tre livelli di anima (intraducibili in italiano in modo adeguato), dal più basso al più alto (1) נפש Nefesh, (2) רוח Ruach e (3) נשמה Neshamàh.


La Birkat HaLevanàh si recita all'aperto, poiché non è considerato "bello" accogliere il Re del Cielo dalla finestra; per questo motivo si esce, per dare כבוד kavod ~ onore. Bisogna sapere che l'evento della Birkat HaLevanàh è considerato come evento in cui si riceve il "Re dei Re" quindi HaQadosh Barukh Hu.

Quando si recita?

Secondo gli ashkenaziti si fa dopo 3 giorni dal Molad (cioè dal momento in cui vede "rinascere" la luna), mentre secondo i sefaraditi e i chassidim dopo 7 giorni completi dal Molad. Per completi s'intende di 24 ore complete per tutti i 7 giorni dal Molad, che può anche essere di giorno o in mezzo alla notte.
Secondo la halakhàh è possibile benedire anche di Shabbat Qodesh, ma di solito si evita, per diversi motivi. Nel caso non ci sia la possibilità di recitarlo se non a Shabbat o nel caso altrimenti si perda la mitzwàh (perchè limitata fino al 15° giorno dal Molad) in tal caso si usa recitarlo di Shabbat.
C'è chi sostiene che è meglio recitarlo a Motzaè Shabbat Qodesh (all'uscita di Shabbat Qodesh) perchè in tale occasione siamo più "consoni" sia nel vestiario che nell'atmosfera, per ricevere il Re dei Re, quindi HQB"H.

Secondo diversi Mequbbalim è meglio recitare subito la Birkat HaLevanàh in tempo piuttosto che attendere Motzaè Shabbat Qodesh.
Secondo tutte le opinioni (riportato nel Bet Yossef e nelle aggiunte del Ramà) nel caso Motzaè Shabbat sia oltre il 10 del mese ebraico, è opportuno recitare la birkat HaLevanàh per tempo, per evitare il rischio che da lì in poi sia nuvoloso e non sia possibile recitare la birkat HaLevanàh.

Nuvoloso?
Per recitare la Birkat HaLevanàh è necessario che la luna sia visibile ad occhio nudo (chi ha gli occhiali da vista può tenerli - cfr. Yechavèh Da'at vol 4 sulla Birkat HaChamàh). Se è nuvoloso tanto da coprire la luna non è possibile recitare la berakhàh. Secondo i sefaraditi (Kaf HaChajim Sofer a nome di Maran HaChidàh) l'uso è che nel caso sia anche minimamente coperta, in modo che si possa vedere sotto la nuvola non si recita, ma si posticipa.
Mesi particolari
Abbiamo due occasioni particolari in cui c'è una variazione rispetto alle norme di cui sopra: il mese di Menachem Av e quello di Tishrè.
Nel mese di Menachem Av non si recita subito, ma si attende l'uscita del 9 di Av (Tish'à BeAv) poichè è un periodo di lutto e non vogliamo fare la birkat HaLevanàh che ci rallegra mentre dobbiamo evitare ulteriori forme di gioia.

Nel mese di Tishrè, il mese del Giudizio degli 'asseret Yemè Teshuvàh abbiamo due opinioni: c'è chi sostiene sia opportuno recitarla dopo Yom HaKippurim, così da passare il periodo "difficile di giudizio" e recitarla più tranquillamente e c'è chi sostiene che è meglio aumentare i nostri זכויות zekhuiot ~ meriti proprio in questo periodo. Dipende dagli usi. Riportiamo solo che l'opinione di
Rav Mutzaffi שליט"א è di recitarla proprio negli 'Asseret Yemè Teshuvàh e così è anche l'opinione dello Shelàh. L'opinione della Mishnàh Beruràh sembra più tendere dall'altra parte, e così è l'uso più comune.


Con Minjian?
Non c’è nessun obbligo a benedire con minjian; se si è già giunti al tempo idoneo, allora è possibile benedire esattamente come per l’arcobaleno, i lampi oppure i tuoni. In pubblico però c'è un livello maggiore, poichè si rende maggior Gloria al Re con maggior pubblico. In ogni caso è meglio recitarla subito che guadagnare questo livello maggiore (come s'impara dalla fine di massechet Rosh HaShanàh - prova che riporta Maran HaChidàh).

Evitare di Fissare la Luna
C'è una norma riportata nei poseqim: evitare di fissare la luna - perchè? Poiché si vergogna di esser piccola! Essendo stata ridotta come riportato precedentemente. Esattamente come non si fissa una persona che ha un handicap, poichè lo si porterebbe a farlo vergognare. Ma è possibile controllare se essa non sia coperta da nuvole prima di fare la Birkat HaLevanàh, ma non fissarla mentre la si sta facendo.

Vuoi un Buon Mese? Fai La Birkat HaLevanàh

Rav Mutzaffi שליט"א dice che chi fa bene la Birkat HaLevanàh con Kavanà tutto il mese gli andrà bene
Da Motzè Shabbath anche i sefarditi han iniziato a fare la Birkat HaLevanàh, essendo già passati sette giorni pieni dal Molad

giovedì 6 gennaio 2011

Rosh Chodesh


I giorni di Rosh Chodesh sono giorni particolari, con norme particolari.
Rosh Chodesh significa letteralmente “Capo Mese” cioè inizio del Mese.
Ogni mese può avere 1 o 2 giorni di Rosh Chodesh; nel caso ne abbia 2 il primo è il 30° giorno del mese precedente e il secondo è il 1° del mese nuovo.
Annuncio di Rosh Chodesh
Lo Shabbat precedente, poco prima della Teffillàh di Mussaf si annuncia al Bet HaKenesset che nella settimana ventura cadrà Rosh Chodesh , e questo annuncio è accompagnato da תפילות teffillot ~ preghiere particolari di buon augurio per il mese a venire.
In alcune comunità si usa annunciare anche il מולד Molad che letteralmente significa “Nascita”, che consiste nell’ora esatta in cui la luna si comincia a vedere – cioè il momento della sua nascita. L’importanza di quest’annuncio è doppia: sia per un motivo Qabbalistico, secondo cui sapere quest’ora è importante per evitare di contrarre determinate forme d’impurità, sia per sapere quando è possibile recitare la ברכת הלבנה birkat HaLevanàh, cioè la benedizione che si recita mensilmente ad una determinata distanza temporale dal molad, sul rinnovo della luna.
La Vigilia di Rosh Chodesh
La vigilia di Rosh Chodesh c’è chi usa digiunare (Mishnàh Beruràh 417:4) perchè è un giorno di espiazione, poichè il giorno di Rosh Chodesh stesso è un giorno di giudizio su tutto il mese passato. Pertanto è opportuno approfittare dell’occasione per fare teshuvàh su tutto il mese precedente. Chi vuole cominciare a digiunare è opportuno che dica “Belì Neder”, affinchè non sia considerata la sua accettazione dell’uso come una promessa che è obbligato a mantenere tutta la vita.
Poichè nel giorno di Rosh Chodesh non si recitano i tachanunim תחנונים cioè le parti di teffillàh in cui si confessano i propri peccati, anche la vigilia a Minchàh non si recitano.
Il Giorno di Rosh Chodesh – Teffillàh
Il giorno di Rosh Chodesh al posto dei tachanunim si usa recitare l’Hallel non completo. A seconda degli usi si recita o meno la berakhàh precedente. L’uso Sefaradita più comune è di non recitarla, mentre l’uso ashkenazita più comune è quello di recitarla. In ogni caso la questione varia da comunità a comunità. Chi non conosce il proprio uso è meglio, nel dubbio, che reciti l’Hallel senza berakhàh.
Dopo l’Hallel si estrae il Sefer Toràh e 4 persone “salgono a Sefer”. La עליה ‘Aliàh ~ salita più importante è la quarta, dell’ultimo giorno di Rosh Chodesh (quindi nel caso siano 2 giorni il 2° giorno). Chiaramente è meglio non avere la ‘aliàh piuttosto che scatenare una discussione anche minima su chi debba salire per la 4a chiamata, perchè per ogni discussione si contravviene come minimo al divieto della Toràh di non alimentare discussioni come ha fatto Qorach.
Dopo la lettura del Sefer Toràh si torna a recitare la fine della Teffillàh da Ashrè in poi, e passare poi a recitare Mussaf, per poi concludere la Teffillàh.
Vi ricordiamo inoltre che sia ad ‘arvit, Shacharit e Minchàh è necessario recitare Ya’alèh VeYavò nella ‘amidàh. Nel caso ce se lo sia dimenticato, ad ‘arvit non si torna indietro, ma a Shacharit e Minchàh abbiamo un distinguo:
Non ha concluso la berakhàh. cioè non ha recitato il Nome di HaShem – torna indietro al punto.
Ha concluso la Berakhàh, ma non ha ancora iniziato la Berakhàh di Modim – recita Ya’alèh VeYavò sul posto. (Orach Chajim 422:1 e Mishnàh Beruràh 422:5).
Ha cominciato Modim, ma non ha ancora terminato la ‘Amidàh – torna a Retzèh e da lì di seguito recita tutto.
Ha terminato la ‘amidàh – deve recitare la ‘amidàh dall’inizio. Si considera termine dell”Amidàh da quando comincia a fare i passi indietro dopo la berakhàh di Sim Shalom.
Anche chi prega da solo può recitare tutto: Shacharit, Hallel incompleto e Mussaf (perdendo però Qaddish, Qedushàh. Chazaràh e Barekhù), ricordandosi di recitare Ya’alèh VeYavò.
Il Giorno di Rosh Chodesh – Mangiare!
E’ inoltre vietato digiunare il giorno di Rosh Chodesh (Orach Chajim 418:1) e sarebbe bene fare un pasto più sontuoso in onore di Rosh Chodesh (Orach Chajim 419:1) e così da poter recitare Ya’alèh Veyavò anche nella birkat HaMazon (nel caso il pasto sia a base di pane o equivalenti). Nel caso della Birkat HaMazon chi dimentica Ya’alèh VeYavò non torna indietro, a meno che non abbia ancora incominciato la quarta berakhàh chiamata HaTov VeHaMetiv (cioè quella dopo “Bonè Yerushalaym”). In tal caso recita le parole ברוך שנתן ראש חודש לעמו ישראל לזכרון Barukh Shenatan Rosh Chodesh Le’Ammò Israel. Mentre i sefaraditi usano recitarlo senza il Nome del Signore come scrive Maran nello Shulchan ‘Arukh (Orach Chajim 424:1) tra gli ashkenaziti troviamo chi aggiunge il Nome del Signore (cioè Barukh Attàh “HaShem” SheNatan etc) [Mishnàh Beruràh 424:2].
Il Giorno di Rosh Chodesh – “Vacanza per le donne!” e altri usi
L’uso di Rosh Chodesh è che le donne non effettuino melakhot come cucire, lavare panni e simili. Cucinare chiaramente è escluso dal divieto. (Shulchan ‘Aruch Orach Chajim 417:1) [Il resto dei divieti di melakhot, cioè attività specifiche non è dipendente da ciò che viene definito come melakhàh di Shabbat, ma dall'uso comune; oggi con la lavatrice ci sono opinioni facilitanti relativamente a Rosh Chodesh]. [Belì Neder וב"ש, speriamo di poter portare alla luce un articolo un po' più dettagliato sull'argomento; l'uso è anche romano, come sembra dal Shibbolè HaLeqet (Siman 169).]
C’è chi usa inoltre non tagliarsi le unghie a Rosh Chodesh, seguendo l’uso della Zavaaàh di Rabbenu Yehudàh HaChassid ז”ל, grande chakham francese dell’epoca dei Tossafot (circa 800 anni fa), ma ciò dipende dagli usi.

giovedì 30 dicembre 2010

Purim Aggiunti - Tripoli: Purim Ashrif e Purim Burgiul


לרפואה שלמה לכל חולי ע"י

Ogni persona a cui sia avvenuto un נס גלוי Nes Gallui ~ Miracolo Evidente deve festaggiare in tale giorno.

Ogni Comunità Ebraica del Mondo decreta un giorno di festa nel giorno in cui è avvenuto un determinato נס גלוי Nes Gallui ~ Miracolo Evidente che ha salvato la comunità da una determinata minaccia.

Molto spesso questi giorni sono chiamati con il nome di "Purim" - con un suffisso che ne ricorda il Nes particolare.

In particolare i tripolini hanno 2 Purim aggiunti, chiamati פורים אשריף 'Purim Ashrif' e פורים בורג'ול 'Purim Burgiul' rispettivamente il 23 e il 29 di Tevet.

Lo Shabbat precedente si legge dopo il קדיש תתקבל 'Qaddish Titqabal' subito dopo la Teffillàh Shakharit una cantica chiamata מי כמוכה 'Mi Kamokhà', dedicato all'evento, similmente a quanto avviene durante lo Shabbat che precede Purim. Faccio notare che chi non ha la possibilità di leggerlo in quel momento può leggerlo anche successivamente, e certamente non deve perdere la lettura in pubblico della Toràh HaQedoshàh per leggerlo. E' possibile trovare il testo del Mi Kamokhà nel libro "Minhaghè Luv", nel capitolo relativo ai "Minhaghè Purim".

Il giorno stesso di Purim:
  • si usa regalare delle משלוח מנות Mishloach Manot ad almeno un ebreo (tripolino, poichè gli altri non hanno nessuna Mizwàh)
  • evitare di lavorare se possibile, a meno che l'astenersi dal lavoro non sia fonte di perdita o in altre condizioni in cui è possibile lavorare di Chol HaMo'ed.
  • non si recitano i תחנונים Tachanunim e si legge al loro posto a Shakharit due Mizmorè Tehillim il מן המצר "Min HaMetzar" (Tehillim 118) e l'הלל הגדול Hallel HaGadol (Tehillim 136). [Si deve chiarire un concetto - nel caso in cui il pubblico reciti i Tachanunim è necessario recitarlo per tutto il pubblico - quindi i casi in cui è possibile non recitarlo è solo quando una persona non ha minjian (ma è meglio avercelo) oppure quando il minjian è di tripolini che stanno seguendo.]

Questo uso è strettamente tripolino e non ha senso che gli altri lo facciano, poichè non hanno attinenza al Nes avvenuto, quindi non hanno alcuna Mizwàh a compiere tali gesti. Inoltre non è bene perdere i tachanunim, fissati come elemento della Teffillàh tra i più importanti.

Segue la storia dei Purim Tripolini aggiunti in breve:

Purim Ashrif

Nell'anno 5465 ('705 E.V.) è stato offeso l'onore di un governatore tunisino, chiamato Abrahim Ashrif שר"י. I pirati libici guidati dal governatore libico (ex-generale che ha preso il governo con la forza) hanno depredato una nave contenente doni dal governo egiziano destinati al governo tunisino. Per vendicare l'affronto subito, Ashrif porta in Libia 10.000 soldati scelti con lui in testa, con lo scopo di fare strage in tutta Tripoli a mano armata, senza alcuna distinzione.

Al solo sentire la cosa gli sono state offerte cifre da capogiro per non attuare la minaccia, senza risultato. Il governatore libico tenta di fare opposizione, ma invano, poichè gran parte delle sue truppe sono morte in una pestilenza avvenuta poco prima. Dopo la sua caduta, gli abitanti di Tripoli e circostanti hanno cercato di attenuare i bollori di Ashrif, cercando di convincere uno dei suoi generali a parlargli per ottenere pace; sforzo inutile, poichè Ashrif voleva completare la sua vendetta.

La comunità ebraica di Tripoli, con in testa il Dayan Rabbenu Yossef 'Aghiv ז"ל, ha decretato giorni di digiuno pubblico, tra i lavori di difesa della città. L'assedio è durato diversi mesi, mentre il Rash'à ha intanto distrutto le periferie, con violenze saccheggi e distruzioni. Nel mandare duemila soldati in avanscoperta, nel mese di Kislev si è ritrovato con un massacro tra i suoi militi che sono stati scoperti, provocando un effetto di disagio tra i commilitoni rimasti.  Dopo un mese, il 23 di Tevet il governatore Ashrif è fuggito definitivamente senza ragione apparente. La Minaccia è scampata e i chakhamim hanno fissato tale giorno di festeggiamenti come Purim per tutte le future generazioni!

Purim Burgiul

Nell'anno 5553 ('793 E.V.).  Alì Burgiul שר"י, arriva con 9 navi di milizie dalla Turchia e effettua un colpo di stato con cui governa per 2 anni, opprimendo le persone per mezzo di violenze e abusi al fine di estorcere denaro,  in particolare gli ebrei a Tripoli יע"א . Nel 5555 ('795 E.V.) dopo aver ferocemente ucciso 2 giovani ebrei al rogo e aver sottomesso gli ebrei e costretto persino i bambini a lavori forzati e a fare חילול שבת Chillul Shabbat ~ sconsacrazione dello Shabbat per soddisfare la sua smania di ricchezza, ha subito una rivolta popolare che l'ha costretto a scappare, facendo smettere le oppressioni. Portando quindi salvezza a tutti gli ebrei, in particolare a chi aveva subito l'ingiusto decreto. La storia completa viene descritta nel Mi Kamokhà di Rav Avraham Khalfon ז"ל, grande rabbino tripolino dell'epoca.

Purim Sameach a Tutti!

mercoledì 22 dicembre 2010

EVENTO MONDIALE: 2 Shabbatot!

Diamo il via anche in questa sede alla pubblicità di un grande EVENTO MONDIALE.
Di seguito nelle immagini trovate i dettagli (è possibile cliccare sulle immagini per ingrandirle):

Questa è stata la risposta romana all'evento:



E questo è l'Evento in lingua originale: 



Trovate ulteriori dettagli su http://www.shabes.net in ebraico, e in italiano su http://www.facebook.com/event.php?eid=149830371733068&index=1.
Shabbat Shalom

martedì 14 dicembre 2010

Il Digiuno del 10 di Tevet

In massechet Rosh Hashanàh (18b) da un versetto in Zechariàh (5,19) i chakhamim imparano quali sono le date dei digiuni pubblici[2]; seguendo l’ordine nel versetto: il 17 di Tammuz, il 9 di Av, il 3 di Tishrè (Tzom Ghedaliàh) e il 10 di Tevet. Questi sono digiuni pubblici per tutto il popolo ebraico a causa delle disgrazie accadute in quei giorni. Tra poco avremo il 10 di Tevet. Ma perché digiuniamo?

Circostanze del digiuno del 10 di Tevet

Il giorno del 10 di Tevet abbiamo diversi eventi poco lieti da ricordare; il principale per questo digiuno è che in tale giorno il Re Nevuchadnezzar (spesso tradotto come Nabuccodonosor) ha assediato le mura di Jerushalaim תובב"א (che sia presto ricostruita e ristabilita nei nostri giorni Amen), sfociando, dopo poco più di due anni, nella distruzione del primo Beth HaMiqdash תובב"א. Oltre a questo evento, già grave di suo, abbiamo altri elementi che si aggiungono per rendere il 10 di Tevet un giorno di digiuno nel corso dei secoli.
Fondamentalmente abbiamo una regola, riportata dalla Mishnàh Beruràh (MB) 549:4 per la quale non si stabiliscono più digiuni troppo vicini tra loro per non far digiunare troppo spesso il pubblico. Questo secondo alcuni, vale anche per il digiuno del 10 di Tevet. Nello Shulchan 'Aruch (Orach Chajim 580:2) sono riportati alcuni giorni in cui sarebbe bene digiunare, anche se non c’è un digiuno pubblico fissato in essi. Tra questi troviamo l’8 e il 9 di Tevet.
Sul 9 di Tevet lo Shulchan 'Aruch dice che non è chiara esattamente l’evento per la quale si digiuna, e la MB (13) riporta che secondo alcuni in tale giorno è venuto a mancareעזרא הסופר  ‘Ezrà HaSofer ~ lo scriba ע"ה, grande capo d’Israel, che ha riportato parte del popolo in Eretz Israel dall’esilio babilonese, e che sotto la sua guida è stato ricostruito il Beth Hamiqdash, l’ultimo profeta del popolo d’Israel.

Il giorno su cui mi vorrei soffermare maggiormente è l’8 di Tevet; lo Shulchan 'Aruch riporta che la causa è la traduzione della Toràh HaQedoshàh in greco, sotto il re Talmai (solitamente identificato con Tolomeo II), che ha provocato tra le altre cose 3 giorni di oscurità nel mondo (l’8, il 9 e il 10), cosa tanto grave da essere paragonabile al vitello d’oro[3]. Il Rav “Me’am Lo’ez” la riporta[4]: il re Talmai, desideroso di approfondire i suoi studi anche su testi ebraici, ha inviato un ordine al Cohen Gadol di mandare dei saggi. Sono stati inviati per tale occasione 6 חכמים chakhamim ~ saggi per ogni tribù per un totale di 72. Al loro arrivo presso il re, dopo essere stati accolti in modo molto onorifico, ad ognuno è stata assegnata una stanza, e a sorpresa è stato rivelato loro (singolarmente) che avrebbero dovuto tradurre la Toràh in greco. Dopo 72 giorni sono riusciti a completare l’opera. Per miracolo, ogni singola copia era identica alle altre, con tanto di “correzioni” identiche. Queste “correzioni” servivano per ovviare possibili scorrette interpretazioni della Toràh HaQedoshàh. Per esempio anziché tradurre “In principio creò Eloqim il Cielo e la Terra” hanno tradotto “Eloqim creò in principio il Cielo e la Terra” per evitare che si pensasse chas veshalom che ci sia una divinità chiamata “Bereshit” ~ in principio. La ghemarà (9b) prosegue dicendo che l’unica lingua nella quale è possibile tradurre la Toràh è il greco, in base alla deduzione da un versetto, secondo alcune spiegazioni poiché il greco, similmente all’ebraico, ha parole plurivalenti. A questo punto la domanda nasce spontanea: Perché mai dovrebbe essere quindi un problema tradurre la Toràh, se abbiamo un versetto che “supporta” la traduzione in greco e che i chakhamim sono arrivati a creare traduzioni evitando possibili cattive interpretazioni? Inoltre, come può essere tanto grave da essere paragonabile al vitello d’oro? Proprio da qui possiamo comprendere. La ricezione della Toràh HaQedoshàh è stata fatta mediante il  נעשה ונשמע“Na’asèh venishmàh” il “faremo e ascolteremo” che presuppone che l’azione venga fatta nel momento debito, e che ci sia (deve esserci) un conseguente studio e approfondimento della questione, a seconda della portata del singolo; questa comprensione non deve però delimitare l’esecuzione della mizwàh in nessuna delle sue parti. L’incomprensione, se presente, dev’essere condizionata dalla nostra poca capacità nell’approfondire; solo a seguito dell’azione la motivazione potrà essere meglio comprensibile. Il vitello d’oro, in alcuni suoi aspetti, è la negazione di questo. E’ il  נשמע ונעשה“nishmàh vena’asèh” “ascolteremo e faremo” – se non comprendo come si deve (nonostante possa essere per la mia pigra incapacità di applicarmi o perché non mi siano stati impartiti gli strumenti necessari (non ho mai visto capire, tanto meno risolvere un’equazione differenziale da qualcuno che non sa eseguire una moltiplicazione)) non eseguo. Questo può portare a conseguenze disastrose: gli ebrei stessi, vedendo che Moshèh Rabbenu ע"ה non scese dal monte Sinai entro il tempo che si era calcolato, in modo erroneo, lo sostituirono con il vitello d’oro. Qui, con la traduzione della Toràh HaQedoshàh, si dà ampia possibilità a ciò. Non essendo correlata da studio della Toràh sheba’al peh (orale), non permette di comprendere a fondo, portando a creare diverse “interpretazioni”, basate semplicemente su un ragionamento, errato di partenza perché mancante di basi, ma nel suo complesso apparentemente corretto. Tali interpretazioni chas veshalom, come abbiamo visto nel corso dei secoli, possono portare alla negazione delle mizwot, o al limitamento di queste a situazioni particolari come “quando me la sento” o “solo quando arrivo a comprenderle”. Questi sono gli eventi che hanno portato al digiuno del 10 di Tevet, e ora spero sia molto più chiaro il loro significato. Possiamo, forse, Be”H trovare un nesso tra gli eventi: sono tutti inizi di degenerazione della comprensione della Toràh Haqqedoshàh in modo corretto, della profezia, del servizio nel Beth HaMiqdash. Allo stesso modo sono tutte cause che apparentemente non fanno presagire nulla di particolarmente grave, poiché in apparenza non sono questioni terribili. I chakhamim ci dicono quindi che dobbiamo digiunare, per capire che ogni azione ha delle conseguenze, ogni singola questione che affrontiamo giornalmente porta dei frutti, buoni o cattivi che siano. E a questo che dobbiamo cercare di riflettere, in particolare in questi giorni di digiuno. E’ risaputo infatti (MB 549:1) che il digiuno in sé non è il fine, ma un mezzo, per aumentare la Teshuvàh, il ritorno verso Hashem Itbarach. Avendo minimamente sfiorato la portata di questi eventi, dobbiamo anche conoscere le regole principali relative a questo digiuno che possiamo trovare tra gli altri articoli sui digiuni (etichetta digiuni)



[1] Fonti principali: Orach Chajim = OC; Mishnàh Beruràh =MB; Torat Hamo’adim =TH (7 se volume su Digiuni); Ben Ish Chai = BIC.
[2] Tranne Yom Hakippurim che è riportato direttamente nella Toràh (Vayqrà – Emor 23:26-32), mentre per il digiuno di Ester cfr. note su TH – Purim e il mese di Adar 3:1.
[3] Prima di continuare, vorrei fare notare a priori che questa non vuole chas veshalom essere una critica contro le traduzioni di testi di Toràh (che oramai purtroppo si rendono sempre più necessarie, a condizione che siano realizzate secondo la Toràh sheba’al  peh ~ orale, ora considerabile come costituita dal Talmud, poseqim, rishonim e acharonim – in sintesi definibili impropriamente come “fonti rabbiniche”). In ogni caso il discorso sarà più chiaro successivamente.
[4] In Bereshit A,33-35 è riportata in alcuni punti in modo più ampio rispetto a Meghillàh 9, basandosi su ulteriori fonti. Sarà comunque, per ragioni di spazio, parzialmente riassunta. Si consiglia vivamente l’approfondimento dell’argomento. Lo scopo che si vuole raggiungere è fornire alcuni fondamenti di conoscenza di questioni basilari.

domenica 5 dicembre 2010

Sevivon Sov Sov Sov


Tutti abbiamo giocato con il Sevivon. Ciò che spesso non si sa è che è un gioco anche da grandi, non solo per piccini.
Abbiamo trovato grandi saggi che tuttora ci giocano durante Channukkàh. Chiaramente per i più grandi l'occupazione principale di questi giorni è lo studio, con cui è possibile elevarsi molto più che durante tutto l'anno, approfondendo molto meglio, grazie alle luci di Channukkàh, poichè sappiamo dalla Meghillàh di Ester (cfr. massechet Meghillàh 16b) Toràh e Luce sono concetti interscambiabili - Toràh תורה e Oràh אורה luce.
[לענ"ד בס"ד è possibile inoltre notare che se utilizziamo il cambio delle lettere di tipo א"ת ב"ש, cioè l'inversione della prima lettera dell'alfabeto ebraico con l'ultima abbiamo che Toràh e Oràh sono la stessa parola, poichè la lettera Taf è interscambiabile con la Alef.]

Arriviamo quindi al Sevivon. Il Sefer Ta'amè HaMinhaghim (Inienè Channukkàh siman 859 pagina 368-369) riporta che il motivo del gioco del Sevivon (Dreidel in Yiddish) è che il popolo ebraico a Channukkàh non ha fatto Teshuvàh per meritare i miracoli grandiosi accaduti, ma solo HQB"H IS"L ha deciso di compierli con grande Misericordia, perciò poichè tutto il "movimento" è avvenuto dall'alto, giochiamo con il sevivon che viene girato dall'alto e tutta la parte in basso si muove.

[D'altra parte aggiunge, che a Purim si gioca con il Rash'an perchè tutto il "movimento" è avvenuto dal basso, poichè il popolo ha fatto Teshuvàh ed ha potuto muovere ciò che avviene in alto - esattamente come facciamo con il Rash'an.
Il primo concetto di "movimento dall'alto si chiama in aramaico: אתערותא דלעילא Ita'arutà diLe'elàh mentre il secondo, quello dal basso אתערותא דלתתא Ita'arutà dilTattà.
Un meccanismo di Ita'arutà dilTattà può essere attivato attraverso il gioco stesso, poichè facciamo qui sotto un'azione che rappresenta molto in alto, e così possiamo avvicinare ancora di più noi ad HQB"H IS"L con una cosa molto, molto semplice.]

Cerchiamo di sfruttare i nostri bellissimi Minhaghim mettendoli in pratica, ma anche capendo meglio בס"ד ciò che essi rappresentano e quali conseguenze hanno.

martedì 30 novembre 2010

Channukkàh

Articolo basato su una lezione del Posek Halachà Rav Malul Shlità.

Durante Channukkàh è מנהג Minhag ~ uso (delle donne) non lavorare nel tempo dell’accensione delle candele, ma non c’è nessun divieto a lavorare.

Non si fanno הספדים hespedim ~ discorsi funebri o digiuni, anche gli sposi non digiunano il giorno del loro matrimonio.



Bisogna inserire 'Al HaNissim in diverse parti della Teffillàh, tali le seguenti:

· Nella Birkat HaMazon, non c’è alcun obbligo di fare Se'udot, pasti con pane, durante channukkàh ma è bene farli di tanto in tanto per poter fare 'Al HaNissim, chi non lo dice e se ne ricorda prima di aver detto “Barukh Atà H' 'Al HaArez Ve'Al HaMazon” allora torna indietro e lo dice, se ha già detto il nome di HaQadosh Barukh Hu allora NON torna indietro anche se non ha finito di dire la berakhàh, e fa 'Al HaNissim in “HaRachaman” e dirà “HaRachaman Hu Y'asèh Lanu Nissim veNiflaot Kemò she'Asàh laAvotenu bayamim haHem baZeman haZè bimè … (e si riprende da 'Al HaNissim)”. Chi se ne dimentica ancora oltre non torna indietro.

· Nella Tefillàh chi dimentica di dirlo nell’'Amidàh può aggiungerlo nella Berakhàh di Shomè'a Teffillàh, ma se conclude l’'Amidàh e se ne ricorda non ripete.



Lettura dell’Hallel, si dice l’Hallel ogni giorno, le ragazze sefaradite lo dicono senza berachà poiché non hanno nessun obbligo, mentre Rabbenu Tam ז"ל dice che anche chi non ha nessun obbligo può farlo con la berakhàh, e così è l'opinione ashkenazita.



Lettura della Toràh : ogni giorno si legge la Toràh, i versetti d’inaugurazione del משכן Mishkan ~ tabernacolo per due motivi:

1. L’inaugurazione del Mishkan è stata il 25 Kislev.

2. Durante channukkà il Bet HaMiqdash è stato ripurificato quindi è come se fosse stato inaugurato nuovamente.



Non si recitano i Tachanunim e i Vidduim ad esclusione di due sposi il giorno del loro matrimonio.

Non c’è nessun obbligo di accendere tante candele quanto il numero di giorni che son passati dall’inizio della festa, ma c’è un obbligo ad accendere UNA candela ogni sera, quindi, se si hanno solo due candele il secondo giorno e c’è chi ne è sprovvisto è bene dare una candela a questo cosìcchè possa fare anche lui la mitzwàh dell’accensione delle candele.

Secondo gli ashkenaziti ogni componente della famiglia deve avere una sua channukià , mentre secondo gli autori dei Tossafot, e così usano i sefarditi, il padrone di casa ne accende una facendo uscire d’obbligo tutti.

È vietato usare le luci della channukià per leggere o per farsi luce poiché qualcuno potrebbe vederti e pensare che l’hai accesa per usarla e non per la mitzwàh.

Un cieco non può accendere le candele poiché non può vederle, la moglie deve accendere per lui con berakhàh e pensare di farlo uscire d’obbligo.



Tempo dell’accensione delle candele:

· Sefarditi: secondo lo Shulchan 'Aruch accendono all’uscita delle stelle.

· Ashkenaziti : secondo il minhag HaGrà accendono al tramonto.

In entrambi i casi bisogna mettere abbastanza olio o candele in quantità sufficiente da resistere mezz’ora dopo l’uscita delle stelle (anche se si ha acceso al tramonto).



Rav Mordechai Eliahu ZZ”L diceva di utilizzare l’olio che si usa per cucinare e non uno speciale per accendere solo.



Vi rimando inoltre ad articoli pubblicati negli anni precedenti.

domenica 28 novembre 2010

Channukkàh - sommario

Dati i numerosi articoli di già scritti su Channukkàh e data l'imminenza della festa..

Eccovi un piccolo sommario che dovrebbe riassumere tutto - dove qualsiasi titolo vi interessi basta che lo premete e vi si aprirà la pagina web corrispondente.

חנוכה Channukkàh

1. Come Mai?
2. Quante candele?
3. Le Berachot da recitare
4. Dove porre le nerot e Come Accenderle
5. Tempo dell'Accensione
6. Chi ha l'obbligo
7. Minhaghim e Regole
8. La tefillah di Channukkah
9. Channukkah e Shabbath Qodesh

Approfittiamo dell'occasione
per augurare a Voi ed alle Vostre Famiglie Channukkàh Sameach.